Forwarded from Josef stern💪 informazioni libere.
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Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, sull'Ucraina:
"La maggior parte dell'opinione pubblica è contraria agli aiuti all'Ucraina.
Ma abbiamo consegnato 12 pacchetti di aiuti e, probabilmente, entro la fine dell'anno riusciremo a consegnarne un altro."
UNISCITI AL CANALE
https://t.me/JosefSternInformazioniLibere
"La maggior parte dell'opinione pubblica è contraria agli aiuti all'Ucraina.
Ma abbiamo consegnato 12 pacchetti di aiuti e, probabilmente, entro la fine dell'anno riusciremo a consegnarne un altro."
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
🇺🇦💥🇷🇺 Durante la notte trascorsa, dalle 20:00 del 17 ottobre alle 8:00 del 18 ottobre, le unità di difesa aerea in servizio hanno abbattuto 1015 droni di tipo aereo di fabbricazione ucraina sui territori delle regioni di Belgorod, Bryansk, Vladimir, Kaluga, Kursk, Leningrado, Novgorod, Orel, Pskov, Rjazan', Smolensk, Tver', Tula, nella regione di Mosca, nel territorio del Krasnodar, nella Repubblica di Crimea e sulle acque del Mar Nero.
I droni ucraini hanno colpito il Terminal Petrolifero di San Pietroburgo, un data center appartenente alla società russa di social media VKontakte e un magazzino Ozon. Aleksandr Drozdenko, governatore dell'oblast di Leningrado, ha annunciato che 127 droni ucraini sono stati abbattuti nella regione.
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❗️Spegni i fake media. Segui l'AntiDiplomatico:
t.me/lantidiplomatico
I droni ucraini hanno colpito il Terminal Petrolifero di San Pietroburgo, un data center appartenente alla società russa di social media VKontakte e un magazzino Ozon. Aleksandr Drozdenko, governatore dell'oblast di Leningrado, ha annunciato che 127 droni ucraini sono stati abbattuti nella regione.
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t.me/lantidiplomatico
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Forwarded from Ultimora 24 - Notizie da Ultimora.net
A scontrarsi con la polizia e a vandalizzare il centro di Milano ieri sono stati gruppi di giovanissimi a volto coperto, in larga parte estranei a movimenti politici, composti da italiani e da molti ragazzi di seconda generazione, senza leader né slogan, che si sono staccati dalle manifestazioni contro il caro vita. Sono state fermate una cinquantina di persone, metà delle quali minorenni, mentre una ventina sono rimaste ferite, tra cui diversi agenti. Sono stati saccheggiati negozi, in particolare un punto vendita Foot Locker, distrutte vetrine e incendiati arredi urbani. Residenti e turisti sono rimasti bloccati nei locali e nella stazione della metropolitana Duomo, chiusa durante gli scontri
🗞️ @ultimora24
🗞️ @ultimora24
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Forwarded from L'Indipendente
Il caro carburanti sta alimentando una protesta sempre più intensa ed estesa che coinvolge autotrasportatori e agricoltori del Sud Italia, sfociata negli ultimi giorni in blocchi stradali, camion fermi nei porti e lunghe code davanti alle stazioni di servizio. Partite dalla Puglia e dalla Calabria, le mobilitazioni si sono allargate alla Sicilia, alla Campania e alla Basilicata, con pesanti ripercussioni sulla circolazione e, in molte località, sugli scaffali dei supermercati e sui distributori di carburante. Il tavolo con il governo, inizialmente previsto per il 27 ottobre, è stato anticipato a martedì 20 ottobre a Milano. Le sigle in protesta chiedono impegni concreti e garanzie scritte, minacciando di proseguire il fermo in assenza di un accordo.
👉 CONTINUA A LEGGERE QUI
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Forwarded from Monica Elisa
"Molto probabilmente, si tratta di un crimine. Questi bambini e ragazzi non rappresentano un'anomalia naturale. Hanno subito un danno, un danno causato.
Scommetto sulle tossine farmaceutiche. A ciò si aggiunge il crollo delle infrastrutture familiari, comunitarie e culturali, che si è sviluppato parallelamente all'ascesa di esperienze virtuali, remote, astratte e sempre più frammentate.
Come si potrebbe occultare un crimine di tale portata?
Con un grande agguato, ecco come. Con un lancio generale dello "spettro".
Se quasi tutti sono o potrebbero essere autistici, o presentano una qualche forma di autismo, coloro che sono autistici si perdono nella massa: persi nella moltitudine di numeri, ma anche nell'atmosfera di normalità che la moltitudine di numeri crea."
Unisciti al mio canale Telegram
@monicaelis
https://off-guardian.org/2026/10/17/an-alternative-perspective-on-overdiagnosis-of-autism/
Scommetto sulle tossine farmaceutiche. A ciò si aggiunge il crollo delle infrastrutture familiari, comunitarie e culturali, che si è sviluppato parallelamente all'ascesa di esperienze virtuali, remote, astratte e sempre più frammentate.
Come si potrebbe occultare un crimine di tale portata?
Con un grande agguato, ecco come. Con un lancio generale dello "spettro".
Se quasi tutti sono o potrebbero essere autistici, o presentano una qualche forma di autismo, coloro che sono autistici si perdono nella massa: persi nella moltitudine di numeri, ma anche nell'atmosfera di normalità che la moltitudine di numeri crea."
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Forwarded from Pro Vita & Famiglia
www.provitaefamiglia.it
Dagli Usa la conferma che l'identità Lgbtq+ tra i giovani è una moda passeggera
Giovani Lgbt in calo negli Usa: secondo una ricerca le studentesse che si dichiarano lesbiche o bisessuali sono scese dal 30% al 17% in 4 anni. Cosa c'è dietro.
Usa, crollano le studentesse di prima superiore che si dichiarano lesbiche o bisessuali: dal 30% nel 2021 al 17% nel 2025.
Lo dicono i dati dei Cdc. «Sembra proprio una caduta libera», commenta la psicologa Jean Twenge. Il segno di un contagio sociale che corre in rete.
Leggi tutto qui👇
https://www.provitaefamiglia.it/blog/giovani-lgbt-in-calo-usa-dati
Lo dicono i dati dei Cdc. «Sembra proprio una caduta libera», commenta la psicologa Jean Twenge. Il segno di un contagio sociale che corre in rete.
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Forwarded from Liberi e forti news
LA RIVOLUZIONE STORICA DI NAYIB BUKELE IN EL SALVADOR
https://www.informazionecattolica.it/2026/10/18/la-rivoluzione-storica-di-nayib-bukele-in-el-salvador/
https://www.informazionecattolica.it/2026/10/18/la-rivoluzione-storica-di-nayib-bukele-in-el-salvador/
informazionecattolica.it - Notiziario d'informazione cattolica indipendente
LA RIVOLUZIONE STORICA DI NAYIB BUKELE IN EL SALVADOR - informazionecattolica.it
18 Ottobre 2026 - di Angelica La Rosa - DA CAPITALE DEI DELITTI A MODELLO DI SICUREZZA Quella che fino a pochi anni fa era considerata la nazione più pericolosa e violenta al mondo sta completando una delle trasformazioni socio-politiche e di sicurezza più…
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Trump ha espresso il suo "pieno e totale sostegno" a Netanyahu in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre, avvertendo che gli Stati Uniti dovrebbero affrontare l'Iran da soli se Israele scegliesse un altro leader. Questo sostegno arriva in un momento in cui il partito Likud di Netanyahu è in svantaggio nei sondaggi rispetto al partito Yashar, guidato dall'ex capo dell'esercito Gadi Eisenkot.
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Forwarded from POLIVOX di Clara Statello
‼️🇺🇸🇪🇺🇷🇺 L'amministrazione Trump propone che l'Europa riprenda ad acquistare gas russo come parte di un accordo per la pace in Ucraina, offrendo a Mosca miliardi di entrate e una rinnovata influenza economica.
◾Jared Kushner e Steve Witkoff hanno discusso della riapertura dei gasdotti russi attraverso l'Ucraina e, potenzialmente, del Nord Stream. Anche gli investitori americani potrebbero ricevere una parte dei profitti.
◾La Germania si oppone fermamente a questa proposta, avvertendo che una rinnovata dipendenza dall'energia russa minaccerebbe la sicurezza europea. Tuttavia, l'AfD sostiene il ripristino delle importazioni per ridurre i prezzi dell'energia.
Fonte: NYT
Segui 👉🏻 @ClaraStatello
◾Jared Kushner e Steve Witkoff hanno discusso della riapertura dei gasdotti russi attraverso l'Ucraina e, potenzialmente, del Nord Stream. Anche gli investitori americani potrebbero ricevere una parte dei profitti.
◾La Germania si oppone fermamente a questa proposta, avvertendo che una rinnovata dipendenza dall'energia russa minaccerebbe la sicurezza europea. Tuttavia, l'AfD sostiene il ripristino delle importazioni per ridurre i prezzi dell'energia.
Fonte: NYT
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Forwarded from InsideOver
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Il 17 ottobre Mohammed Abu Hammad torna da scuola e si ferma al negozio del padre, in via al-Baraka, a sud di Deir al-Balah. Pochi minuti dopo un drone israeliano lo uccide.
“Non era nemmeno seduto da cinque minuti”, racconta un testimone a Drop Site News.
All’ospedale i presenti mostrano i suoi quaderni sporchi di sangue. Il padre singhiozza sul corpo del figlio: “Giuro, stavo parlando con lui. Mohammed era la persona su cui contavo”. La sorella Malak chiede: “È un bambino. Cosa ha fatto di male?”.
Nella notte del 18 ottobre le forze israeliane aprono il fuoco sulle tende degli sfollati nel campo profughi di al-Maghazi e uccidono Misk al-Dalou, 7 anni.
Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, l’esercito israeliano ha ucciso 1.511 palestinesi, secondo il ministero della Salute di Gaza.
“Non era nemmeno seduto da cinque minuti”, racconta un testimone a Drop Site News.
All’ospedale i presenti mostrano i suoi quaderni sporchi di sangue. Il padre singhiozza sul corpo del figlio: “Giuro, stavo parlando con lui. Mohammed era la persona su cui contavo”. La sorella Malak chiede: “È un bambino. Cosa ha fatto di male?”.
Nella notte del 18 ottobre le forze israeliane aprono il fuoco sulle tende degli sfollati nel campo profughi di al-Maghazi e uccidono Misk al-Dalou, 7 anni.
Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, l’esercito israeliano ha ucciso 1.511 palestinesi, secondo il ministero della Salute di Gaza.
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Forwarded from Beato Fulton J. Sheen
L’estirpamento delle nostre riserve e presunzioni è la condizione essenziale per vedere la Verità. Proprio perché la Verità è la nemica dell’inganno, l’Ego rifugge dall’affrontarla. Come Pilato, le volge le spalle e sogghigna: "Che cos’è la Verità?" Niente deturpa tanto la vita spirituale quanto codeste "cimici" nascoste nel motore della nostra anima, come l’egoismo, l’impurità, l’immoralità, la disonestà e il rancore. Fin quando non le si scovi e non le si conducano davanti a Dio, nessun progresso effettivo può verificarsi nell’ambito dello spirito.
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Forwarded from TERZO MILLENNIO
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LA LEGGE DEL MACHETE A BIRMINGHAM
Chi ha fatto tutto ciò all'Europa deve prima o poi pagare.
SIC SEMPER TYRANNIS
TERZO MILLENNIO
Chi ha fatto tutto ciò all'Europa deve prima o poi pagare.
SIC SEMPER TYRANNIS
TERZO MILLENNIO
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Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
Vi stanno prendendo in giro, ed è un'illusione orchestrata benissimo. Le crisi che vi raccontano come emergenze imprevedibili costituiscono la struttura di un'ingegneria del potere disegnata per rimodellare l'economia mondiale. Il debito e il controllo delle risorse guidano questo processo.
Il punto di svolta risale al 2008, quando il salvataggio bancario ha inaugurato l'era dell'indebitamento sistemico. Il debito globale ha superato i 365.000 miliardi di dollari nella prima metà del 2026, pari al 308% del PIL mondiale. La gestione dei 61.000 miliardi di titoli sovrani OCSE impone di destinare 14.000 miliardi su 18.000 di nuove emissioni al puro rifinanziamento.
Per contenere questa voragine, le élite applicano la repressione finanziaria analizzata da Carmen Reinhart e M. Belen Sbrancia. L'inflazione combinata a tassi reali negativi riduce il valore dei risparmi privati, alleggerendo le passività pubbliche proprio come avvenne tra il 1945 e il 1980 con erosioni tra l'1% e il 5% del PIL in 12 Paesi.
Donald Trump si rivela il grande catalizzatore di questa riconfigurazione geopolitica ed economica. Con gli Stati Uniti gravati da 40.000 miliardi di debito lordo ad ottobre 2026 e 1.360 miliardi di interessi, Washington detta l'agenda finanziaria mentre la Casa Bianca accelera i processi internazionali. Le pressioni americane sugli alleati spingono l'integrazione europea. La spesa dei 27 Stati UE tocca i 454 miliardi nel 2026, sostenuta dai 150 miliardi del fondo SAFE approvato nel maggio 2025 e dal rilancio federale promosso dal Terzo Comitato d'azione il 30 agosto 2026. Il riarmo globale raggiunge così i 2.887 miliardi di dollari.
La ristrutturazione energetica evidenzia la medesima regia. Gli attacchi alle infrastrutture in Russia, con lavorazioni colpite per 600.000 barili al giorno ad aprile 2026, e nel Golfo, con 135 raid su 84 siti rilevati al 15 ottobre 2026, spingono in alto i prezzi. Le esigenze di mercato superano i blocchi diplomatici. Il 9 ottobre 2026 Washington autorizza l'acquisto di 300.000 tonnellate di diesel russo, sospendendo nuove sanzioni il 17 ottobre, mentre il 37% della capacità di raffinazione si consolida in Asia.
La riorganizzazione della vita materiale si compie attraverso la finanza climatica e le infrastrutture tecnologiche. Gli 87 mercati del carbonio attivi nel 2026, capaci di generare oltre 107 miliardi di dollari nel 2025 e con l'ETS europeo a quota 258 miliardi dal 2005, integrano il prezzo delle emissioni nei costi dei beni essenziali. L'identità digitale e l'intelligenza artificiale aumentano la centralità delle reti dati. Casa e automobile diventano più onerose, spingendo verso modelli basati sull'accesso ai servizi e sui pagamenti ricorrenti.
Mentre il pubblico si distrae tifando per gli schieramenti geopolitici, i vertici finanziari incassano in perfetto accordo. Alla popolazione resta il privilegio di pagare il conto di una transizione pensata per impoverirla, continuando a credere che ogni stangata sia il prezzo inevitabile per salvare il pianeta.
Trovate l'analisi completa nell'articolo. Buona lettura.
Il punto di svolta risale al 2008, quando il salvataggio bancario ha inaugurato l'era dell'indebitamento sistemico. Il debito globale ha superato i 365.000 miliardi di dollari nella prima metà del 2026, pari al 308% del PIL mondiale. La gestione dei 61.000 miliardi di titoli sovrani OCSE impone di destinare 14.000 miliardi su 18.000 di nuove emissioni al puro rifinanziamento.
Per contenere questa voragine, le élite applicano la repressione finanziaria analizzata da Carmen Reinhart e M. Belen Sbrancia. L'inflazione combinata a tassi reali negativi riduce il valore dei risparmi privati, alleggerendo le passività pubbliche proprio come avvenne tra il 1945 e il 1980 con erosioni tra l'1% e il 5% del PIL in 12 Paesi.
Donald Trump si rivela il grande catalizzatore di questa riconfigurazione geopolitica ed economica. Con gli Stati Uniti gravati da 40.000 miliardi di debito lordo ad ottobre 2026 e 1.360 miliardi di interessi, Washington detta l'agenda finanziaria mentre la Casa Bianca accelera i processi internazionali. Le pressioni americane sugli alleati spingono l'integrazione europea. La spesa dei 27 Stati UE tocca i 454 miliardi nel 2026, sostenuta dai 150 miliardi del fondo SAFE approvato nel maggio 2025 e dal rilancio federale promosso dal Terzo Comitato d'azione il 30 agosto 2026. Il riarmo globale raggiunge così i 2.887 miliardi di dollari.
La ristrutturazione energetica evidenzia la medesima regia. Gli attacchi alle infrastrutture in Russia, con lavorazioni colpite per 600.000 barili al giorno ad aprile 2026, e nel Golfo, con 135 raid su 84 siti rilevati al 15 ottobre 2026, spingono in alto i prezzi. Le esigenze di mercato superano i blocchi diplomatici. Il 9 ottobre 2026 Washington autorizza l'acquisto di 300.000 tonnellate di diesel russo, sospendendo nuove sanzioni il 17 ottobre, mentre il 37% della capacità di raffinazione si consolida in Asia.
La riorganizzazione della vita materiale si compie attraverso la finanza climatica e le infrastrutture tecnologiche. Gli 87 mercati del carbonio attivi nel 2026, capaci di generare oltre 107 miliardi di dollari nel 2025 e con l'ETS europeo a quota 258 miliardi dal 2005, integrano il prezzo delle emissioni nei costi dei beni essenziali. L'identità digitale e l'intelligenza artificiale aumentano la centralità delle reti dati. Casa e automobile diventano più onerose, spingendo verso modelli basati sull'accesso ai servizi e sui pagamenti ricorrenti.
Mentre il pubblico si distrae tifando per gli schieramenti geopolitici, i vertici finanziari incassano in perfetto accordo. Alla popolazione resta il privilegio di pagare il conto di una transizione pensata per impoverirla, continuando a credere che ogni stangata sia il prezzo inevitabile per salvare il pianeta.
Trovate l'analisi completa nell'articolo. Buona lettura.
Substack
Vi stanno prendendo in giro. Trump è il grande catalizzatore del Reset
Debito mondiale, riarmo e centralizzazione: la costruzione del nuovo ordine economico
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Forwarded from CONTRONARRAZIONE
📢🇸🇦🇾🇪—Ultimi aggiornamenti sulla situazione nella città di Taizz:
– Ansarallah ha proseguito l’avanzata nella parte occidentale della città di Taizz, conquistando Al-Jabalayn, Al-Jabali e il campo della 35ª Brigata corazzata del PLC.
– Ansarallah ha inoltre aggirato il Jabal Han (Monte Han), di importanza strategica, conquistando l’area di Al-Murab’ah e la collina di Al-Ariel situata a nord-est, circondando le poche decine di combattenti del PLC che rimangono ancora nelle loro posizioni sul Jabal Han. Al momento, non si ritiene che il monte sia più sotto l’effettivo controllo del PLC.
– Sono in corso violenti scontri nel quartiere di Al-Matar Al-Qadeem (Vecchio Aeroporto) e lungo l’intera linea di contatto a est del Monte Han (Mlihaa’, Wadi Al-‘Areen, ecc.)
🇮🇹Segui Contronarrazione
– Ansarallah ha proseguito l’avanzata nella parte occidentale della città di Taizz, conquistando Al-Jabalayn, Al-Jabali e il campo della 35ª Brigata corazzata del PLC.
– Ansarallah ha inoltre aggirato il Jabal Han (Monte Han), di importanza strategica, conquistando l’area di Al-Murab’ah e la collina di Al-Ariel situata a nord-est, circondando le poche decine di combattenti del PLC che rimangono ancora nelle loro posizioni sul Jabal Han. Al momento, non si ritiene che il monte sia più sotto l’effettivo controllo del PLC.
– Sono in corso violenti scontri nel quartiere di Al-Matar Al-Qadeem (Vecchio Aeroporto) e lungo l’intera linea di contatto a est del Monte Han (Mlihaa’, Wadi Al-‘Areen, ecc.)
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Forwarded from Pino Cabras
𝗜𝗹 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗮𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗻𝗼: 𝗹𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗨𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗥𝗶𝗮𝗿𝗺𝗼
Che strano!
In vent'anni l'Unione europea ha perso circa un terzo del suo peso nell'economia mondiale. Sulle 74 tecnologie critiche che modelleranno il resto del secolo, censite dal Critical Technology Tracker dell'ASPI, la Cina ne guida 66 e gli Stati Uniti le altre 8: nessun Paese europeo è primo in una sola, e anche sommandoli tutti l'Unione arriva in testa appena in 4. Si fa docilmente deindustrializzare da una classe dirigente che sceglie, con ammirevole costanza, ogni pista che acceleri il declino. Lecca i piedi a Bibi il genocida ma si immola contro la Russia in nome della difesa più intransigente dei «valori», e getta così enormi masse di cittadini nella povertà energetica. Punta tutti i suoi gettoni al banco truccato del riarmo e rinuncia alla diplomazia.
Fa tutto questo, eppure una parte dei maggiorenti che portano la responsabilità politica e storica di questa catastrofe sempre più conclamata si stupisce che si accendano focolai di ribellione ogni giorno più caldi.
Un'altra parte dei potenti corresponsabili, invece, non si stupisce affatto. Ha capito che anche la rabbia popolare si può mettere a frutto, e la usa in due modi.
C'è chi lavora per infiltrare i movimenti e trascinarli nei vicoli ciechi delle derive violente, così da inaugurare cicli di repressione e risvegliare in larghi settori dell'opinione pubblica quei riflessi d'ordine che portano ad accettare modelli di gestione autoritaria permanenti. La rabbia contro il potere diventa il pretesto per rafforzarlo.
E c'è chi, dopo infinite genuflessioni al neoliberismo, prova a rifarsi una verginità presentandosi come paladino dei ceti impoveriti. Li sottrae a influenze più oneste ma meno organizzate, e intanto nasconde loro le contraddizioni inconfessabili che lo legano al Partito Unico del Riarmo.
Strategie opposte solo in apparenza. Da una parte il manganello, dall'altra il tribuno riciclato che rispolvera il lessico sindacale colpevolmente disatteso per lungo tempo. Gli uni vogliono criminalizzare la protesta, gli altri addomesticarla.
Prima hanno prodotto il malcontento. Ora vogliono amministrarlo.
Il loro vero incubo non è la rivolta rumorosa e violenta, facile da isolare. È un popolo lucido e organizzato, che riconosce i responsabili del disastro e smette di affidare proprio a loro il compito di salvarlo.
Che strano!
In vent'anni l'Unione europea ha perso circa un terzo del suo peso nell'economia mondiale. Sulle 74 tecnologie critiche che modelleranno il resto del secolo, censite dal Critical Technology Tracker dell'ASPI, la Cina ne guida 66 e gli Stati Uniti le altre 8: nessun Paese europeo è primo in una sola, e anche sommandoli tutti l'Unione arriva in testa appena in 4. Si fa docilmente deindustrializzare da una classe dirigente che sceglie, con ammirevole costanza, ogni pista che acceleri il declino. Lecca i piedi a Bibi il genocida ma si immola contro la Russia in nome della difesa più intransigente dei «valori», e getta così enormi masse di cittadini nella povertà energetica. Punta tutti i suoi gettoni al banco truccato del riarmo e rinuncia alla diplomazia.
Fa tutto questo, eppure una parte dei maggiorenti che portano la responsabilità politica e storica di questa catastrofe sempre più conclamata si stupisce che si accendano focolai di ribellione ogni giorno più caldi.
Un'altra parte dei potenti corresponsabili, invece, non si stupisce affatto. Ha capito che anche la rabbia popolare si può mettere a frutto, e la usa in due modi.
C'è chi lavora per infiltrare i movimenti e trascinarli nei vicoli ciechi delle derive violente, così da inaugurare cicli di repressione e risvegliare in larghi settori dell'opinione pubblica quei riflessi d'ordine che portano ad accettare modelli di gestione autoritaria permanenti. La rabbia contro il potere diventa il pretesto per rafforzarlo.
E c'è chi, dopo infinite genuflessioni al neoliberismo, prova a rifarsi una verginità presentandosi come paladino dei ceti impoveriti. Li sottrae a influenze più oneste ma meno organizzate, e intanto nasconde loro le contraddizioni inconfessabili che lo legano al Partito Unico del Riarmo.
Strategie opposte solo in apparenza. Da una parte il manganello, dall'altra il tribuno riciclato che rispolvera il lessico sindacale colpevolmente disatteso per lungo tempo. Gli uni vogliono criminalizzare la protesta, gli altri addomesticarla.
Prima hanno prodotto il malcontento. Ora vogliono amministrarlo.
Il loro vero incubo non è la rivolta rumorosa e violenta, facile da isolare. È un popolo lucido e organizzato, che riconosce i responsabili del disastro e smette di affidare proprio a loro il compito di salvarlo.
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Francia 🇨🇵
Immagini di saccheggi di negozi di lusso e di alta moda nella città di Marsiglia.
Immagini di saccheggi di negozi di lusso e di alta moda nella città di Marsiglia.
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Forwarded from Intelligence for the People
L’Egitto fornirà “ogni possibile forma” di supporto militare all’Arabia Saudita qualora richiesto. Il provvedimento approvato dal parlamento egiziano segna il possibile coinvolgimento militare del Cairo nel conflitto tra Riyadh e Ansar Allah nello Yemen.
L’Egitto dipende economicamente dai finanziamenti sauditi, e dagli introiti del canale di Suez compromessi dalla parziale chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb. Il processo di saldatura delle crisi mediorientali è in moto, e molto pericoloso.
👉https://www.newarab.com/news/egypt-says-ready-give-saudi-arabia-necessary-support
——————————
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Sono anche su Twitter: @riannuzziGPC
L’Egitto dipende economicamente dai finanziamenti sauditi, e dagli introiti del canale di Suez compromessi dalla parziale chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb. Il processo di saldatura delle crisi mediorientali è in moto, e molto pericoloso.
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The New Arab
Egypt says ready to give Saudi Arabia necessary support amid Houthi conflict
Egypt pledges military support to Saudi Arabia as Houthi attacks on Riyadh and Saudi Aramco escalate amid renewed fighting in Yemen.
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Il mondo si avvicina a una terza guerra mondiale: il numero di conflitti armati ha raggiunto il picco più alto dai tempi della Seconda guerra mondiale, secondo quanto riporta il Financial Times.
Secondo le stime del Gruppo Internazionale di Crisi, attualmente nel mondo sono in corso 65 conflitti.
La guerra in Ucraina, la contrapposizione tra Stati Uniti e Iran e le tensioni intorno a Taiwan potrebbero sfociare in uno scontro globale. Un'ulteriore minaccia è rappresentata dall'avvicinamento tra Mosca, Pechino, Teheran e Pyongyang.
L'ordine mondiale è in frantumi, e Putin, Xi Jinping e Trump vedono sempre più il mondo attraverso la lente delle sfere di influenza. Allo stesso tempo, Trump mette in dubbio la volontà degli Stati Uniti di proteggere i propri alleati.
La domanda principale è se la Russia deciderà di attaccare un paese della NATO, e se la Cina attaccherà Taiwan, nel caso in cui non siano sicuri dell'intervento di Washington.
Fonte infantmilitario
Secondo le stime del Gruppo Internazionale di Crisi, attualmente nel mondo sono in corso 65 conflitti.
La guerra in Ucraina, la contrapposizione tra Stati Uniti e Iran e le tensioni intorno a Taiwan potrebbero sfociare in uno scontro globale. Un'ulteriore minaccia è rappresentata dall'avvicinamento tra Mosca, Pechino, Teheran e Pyongyang.
L'ordine mondiale è in frantumi, e Putin, Xi Jinping e Trump vedono sempre più il mondo attraverso la lente delle sfere di influenza. Allo stesso tempo, Trump mette in dubbio la volontà degli Stati Uniti di proteggere i propri alleati.
La domanda principale è se la Russia deciderà di attaccare un paese della NATO, e se la Cina attaccherà Taiwan, nel caso in cui non siano sicuri dell'intervento di Washington.
Fonte infantmilitario
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
In una società in cui sei quello che consumi, qualcuno si meraviglia che dei ragazzini senza potere d'acquisto e senza futuro sfascino le vetrine per prendersi la merce?
Io mi meraviglio che non sia successo prima. E se puntavano il coltello a qualche coetaneo per portargli via le scarpe da basket o l'IPhone ultimo modello, sarebbe forse stato meglio? Adolescenti o poco più che maggiorenni, molti provenienti dalle periferie, di seconda generazione o da contesti di forte marginalità non padroneggiano quasi nessun altro linguaggio oltre a quello della violenza,
Non hanno un lessico per esprimere la rabbia, la frustrazione, il senso di esclusione. Quando mancano le parole, resta il corpo: il gesto, il lancio, lo sfascio. La violenza non richiede mediazione, non ha bisogno di essere spiegata.
Vivono in una società che misura il valore delle persone da ciò che indossano, da quello che possiedono, da quanto sono “visibili” sui social media. Scarpe, felpe, telefoni, look “maranza” sono segnali di esistenza. Chi non può comprarli legalmente, se li prende. Rompere una vetrina e uscire con le scarpe nuove è, per loro, un atto di affermazione: “Esisto anche io, e prendo quello che mi è stato negato”.
Il branco fornisce riconoscimento, protezione e regole chiare. Chi sa “spaccare”, chi non ha paura, chi si fa rispettare, sale di rango. C’è una rabbia diffusa contro “il sistema”, contro gli sbirri, contro chi ha soldi, contro chi li guarda dall’alto. Ma manca qualsiasi progetto, qualsiasi utopia, qualsiasi capacità di costruire. La distruzione diventa allora fine a se stessa. L’unico modo per lasciare un segno in un mondo che non gli offre nulla oltre ad un lavoro di merda. «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza» scriveva Dante. A questi ragazzi quali valori sono stati proposti in un posto come Milano, la capitale italiana dell'apparenza, o in qualsiasi altra periferia occidentale, per non vivere come bruti? https://t.me/LauraRuHK/11792
Io mi meraviglio che non sia successo prima. E se puntavano il coltello a qualche coetaneo per portargli via le scarpe da basket o l'IPhone ultimo modello, sarebbe forse stato meglio? Adolescenti o poco più che maggiorenni, molti provenienti dalle periferie, di seconda generazione o da contesti di forte marginalità non padroneggiano quasi nessun altro linguaggio oltre a quello della violenza,
Non hanno un lessico per esprimere la rabbia, la frustrazione, il senso di esclusione. Quando mancano le parole, resta il corpo: il gesto, il lancio, lo sfascio. La violenza non richiede mediazione, non ha bisogno di essere spiegata.
Vivono in una società che misura il valore delle persone da ciò che indossano, da quello che possiedono, da quanto sono “visibili” sui social media. Scarpe, felpe, telefoni, look “maranza” sono segnali di esistenza. Chi non può comprarli legalmente, se li prende. Rompere una vetrina e uscire con le scarpe nuove è, per loro, un atto di affermazione: “Esisto anche io, e prendo quello che mi è stato negato”.
Il branco fornisce riconoscimento, protezione e regole chiare. Chi sa “spaccare”, chi non ha paura, chi si fa rispettare, sale di rango. C’è una rabbia diffusa contro “il sistema”, contro gli sbirri, contro chi ha soldi, contro chi li guarda dall’alto. Ma manca qualsiasi progetto, qualsiasi utopia, qualsiasi capacità di costruire. La distruzione diventa allora fine a se stessa. L’unico modo per lasciare un segno in un mondo che non gli offre nulla oltre ad un lavoro di merda. «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza» scriveva Dante. A questi ragazzi quali valori sono stati proposti in un posto come Milano, la capitale italiana dell'apparenza, o in qualsiasi altra periferia occidentale, per non vivere come bruti? https://t.me/LauraRuHK/11792
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Laura Ru
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