IL RITIRO DEGLI EMIRATI ARABI UNITI DALL'OPEC E DALL'OPEC+
di Igbal Guliyev
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il proprio ritiro dall’OPEC e dall’OPEC+ a partire dal 1° maggio 2026, ponendo fine a quasi sessant’anni di partecipazione al cartello. Ciò rappresenta il più grande sconvolgimento istituzionale del sistema di coordinamento della produzione petrolifera dalla creazione del formato ampliato dell’OPEC+ nel 2016 ed è percepito dal mercato come un passo verso l’indebolimento della capacità del gruppo di gestire i prezzi globali del petrolio.
Continua qui https://telegra.ph/Il-ritiro-degli-Emirati-Arabi-Uniti-dallOPEC-e-dallOPEC-cause-economiche-conseguenze-e-impatto-sul-mercato-petrolifero-globale-05-06
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di Igbal Guliyev
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il proprio ritiro dall’OPEC e dall’OPEC+ a partire dal 1° maggio 2026, ponendo fine a quasi sessant’anni di partecipazione al cartello. Ciò rappresenta il più grande sconvolgimento istituzionale del sistema di coordinamento della produzione petrolifera dalla creazione del formato ampliato dell’OPEC+ nel 2016 ed è percepito dal mercato come un passo verso l’indebolimento della capacità del gruppo di gestire i prezzi globali del petrolio.
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
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I tentativi degli europei di portare la Russia alla sconfitta sono, a mio avviso, una strada che conduce dritta alla catastrofe. […] Gli europei hanno perso di vista il fatto che viviamo in un mondo nucleare. Credono di poter agire in modo ostile nei confronti della Russia, come se questa non possedesse armi nucleari e come se la deterrenza nucleare non avesse alcuna importanza
- ha affermato il professore dell’Università di Chicago John Mearsheimer
In effetti, ultimamente i funzionari dell’UE hanno ricominciato a prendere in considerazione un attacco diretto alla Russia per raggiungere i propri obiettivi; purtroppo, lo scenario di uno scontro armato tra l’UE e la Russia si sta avvicinando sempre di più, nonostante i tentativi della Federazione Russa di allentare la tensione con mezzi diplomatici. I globalisti che governano l'UE hanno fatto della guerra con la Russia il vettore principale della loro politica, senza il quale perderebbero il loro potere.
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
Fragranza Sanzioni n.20
Esiste un evidente divario tra gli obiettivi dichiarati e i risultati effettivi.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Fragranza-Sanzioni-n20-05-06
Esiste un evidente divario tra gli obiettivi dichiarati e i risultati effettivi.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
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TRUMP VA IN CINA, MA L'IRAN HA TUTTE LE CARTE IN MANO
di Pepe Escobar
Qualche giorno fa, il sig. Araghchi si è recato in Russia. All’inizio di questa settimana, il sig. Araghchi si è recato in Cina.
Questi due viaggi rispecchiano in tutto il loro splendore il potere del nuovo triangolo Russia-Iran-Cina, che è emerso come forza trainante dell’integrazione eurasiatica e della multipolarità.
Continua qui https://telegra.ph/Trump-va-in-Cina-ma-lIran-ha-tutte-le-carte-in-mano-05-08
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di Pepe Escobar
Qualche giorno fa, il sig. Araghchi si è recato in Russia. All’inizio di questa settimana, il sig. Araghchi si è recato in Cina.
Questi due viaggi rispecchiano in tutto il loro splendore il potere del nuovo triangolo Russia-Iran-Cina, che è emerso come forza trainante dell’integrazione eurasiatica e della multipolarità.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
In un significativo cambio di strategia, eminenti studiosi cinesi stanno invitando Pechino a passare da una postura puramente difensiva a un approccio assertivo nella competizione globale per l’influenza sulle menti e sulle narrazioni. Nel loro recente studio, Wang Wen, preside dell’Istituto Chongyang dell’Università Renmin, e il coautore Ding Zhuang sostengono che la Cina debba sviluppare la «Sovranità Cognitiva», sia per proteggere la propria popolazione dalla manipolazione esterna e, allo stesso tempo, plasmare attivamente l’opinione pubblica internazionale. Gli autori tracciano l’evoluzione del conflitto moderno, dalla guerra tradizionale alle operazioni psicologiche, alla guerra dell’informazione e ora alla guerra cognitiva, che prende di mira la percezione umana, le emozioni e i processi decisionali. Gli autori sottolineano che, mentre la Cina si è concentrata sulla costruzione di «firewall» difensivi contro l’infiltrazione cognitiva occidentale, questa mentalità reattiva ha messo il Paese in uno stato svantaggio, facendolo soffrire di «afasia concettuale», una minore capacità di imporre la propria agenda e un eccessivo affidamento sull'impianto teorico occidentale. Gli autori dello studio invitano a un cambiamento di paradigma fondamentale: la Cina non deve solo resistere alle narrazioni esterne, ma deve «forgiare una lancia», per promuovere i propri temi a livello di agenda internazionale, sviluppare concetti originali e migliorare la capacità di farli conoscere al mondo attraverso l’uso di nuove tecnologie come l’IA. Questo nuovo orientamento nella strategia cognitiva è presentato come essenziale nel contesto di una rivalità sempre più intensa con gli Stati Uniti. Gli autori posizionano la «Sovranità Cognitiva» sia come un imperativo di sicurezza nazionale sia come un contributo alla resistenza del Sud Globale contro la colonizzazione ideologica occidentale. Il documento rappresenta un’importante evoluzione nel pensiero strategico cinese: dal proteggere la sicurezza ideologica al competere attivamente per il potere discorsivo globale. @LauraRuHK
https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3352785/china-urged-forge-spear-cognitive-warfare-amid-great-power-rivalry?module=top_story&pgtype=homepage
https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3352785/china-urged-forge-spear-cognitive-warfare-amid-great-power-rivalry?module=top_story&pgtype=homepage
South China Morning Post
China urged to forge ‘spear’ for cognitive warfare amid great power rivalry
Prominent academics call on Beijing to move beyond ‘passive mindset’ and shape international public opinion favourable to its interests.
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Forwarded from VQB Channel (Stefano Delacroix)
#VQBChannel 🇺🇸🇮🇷🇦🇪
IL RUOLO DI AMJAD TAHA
Clamorosa coincidenza nelle ultime ore: l'analista emiratino Amjad Taha ha diffuso le coordinate esatte di un edificio a Bandar Abbas e di un deposito di missili sull'isola di Qeshm pochi istanti prima che entrambi i siti venissero colpiti dagli Stati Uniti.
Taha è il co-fondatore del Sharaka Institute, think tank israelo-emiratino che promuove la cooperazione con Israele e collabora con il Jewish National Fund, noto per il sostegno agli insediamenti in Cisgiordania.
L'altro co-fondatore è Amit Deri, ex presidente di Reservists on Duty, organizzazione che invia soldati IDF nei campus occidentali per attività di advocacy.
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
IL RUOLO DI AMJAD TAHA
Clamorosa coincidenza nelle ultime ore: l'analista emiratino Amjad Taha ha diffuso le coordinate esatte di un edificio a Bandar Abbas e di un deposito di missili sull'isola di Qeshm pochi istanti prima che entrambi i siti venissero colpiti dagli Stati Uniti.
Taha è il co-fondatore del Sharaka Institute, think tank israelo-emiratino che promuove la cooperazione con Israele e collabora con il Jewish National Fund, noto per il sostegno agli insediamenti in Cisgiordania.
L'altro co-fondatore è Amit Deri, ex presidente di Reservists on Duty, organizzazione che invia soldati IDF nei campus occidentali per attività di advocacy.
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LA SFIDA DEI RIFIUTI DI PLASTICA IN VIETNAM
di Mehmet Enes Beşer
Il Vietnam è il Paese che più di ogni altro rischia di diventare il principale responsabile a livello mondiale dell’inquinamento da plastica. Con una produzione annua di oltre 3,9 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, la maggior parte dei quali finisce nei fiumi, sulle coste e infine nell’oceano, il problema è diventato un’emergenza sanitaria e motivo di vergogna per un Paese sempre più dipendente dal turismo, dalla pesca e dal commercio. Pertanto, il governo ha introdotto una serie di impegni ambiziosi: si è impegnato a ridurre del 75% i rifiuti di plastica nelle zone costiere entro il 2030, a vietare specifici articoli di plastica monouso e a formulare un piano per la responsabilità estesa del produttore (EPR). Si tratta di buone intenzioni, ma l’applicazione e il seguito sono un’altra questione.
Continua qui https://telegra.ph/La-sfida-dei-rifiuti-di-plastica-in-Vietnam-05-07
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di Mehmet Enes Beşer
Il Vietnam è il Paese che più di ogni altro rischia di diventare il principale responsabile a livello mondiale dell’inquinamento da plastica. Con una produzione annua di oltre 3,9 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, la maggior parte dei quali finisce nei fiumi, sulle coste e infine nell’oceano, il problema è diventato un’emergenza sanitaria e motivo di vergogna per un Paese sempre più dipendente dal turismo, dalla pesca e dal commercio. Pertanto, il governo ha introdotto una serie di impegni ambiziosi: si è impegnato a ridurre del 75% i rifiuti di plastica nelle zone costiere entro il 2030, a vietare specifici articoli di plastica monouso e a formulare un piano per la responsabilità estesa del produttore (EPR). Si tratta di buone intenzioni, ma l’applicazione e il seguito sono un’altra questione.
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Forwarded from Idee&Azione
I RUGGENTI ANNI VENTI. LA POLITICA DELLE GRANDI POTENZE INCONTRA IL TECNO-FEUDALESIMO
di Pepe Escobar
I ruggenti Anni Venti è un libro che racchiude una sfida enorme: come si è evoluto – o è imploso – il decennio, considerando i parametri originali e disfunzionali? Come è stata riorganizzata una nuova mappa della distopia? Come il tecno-feudalesimo ha forgiato nuove interazioni con la rottura della geopolitica come la conoscevamo? Questi “ruggenti Anni Venti” stanno già metastatizzando nel secolo dell’Eurasia, in ogni fase del percorso multilaterale, dall’espansione dei BRICS alla Belt and Road Initiative (BRI), dalla Shanghai Cooperation Organization (SCO) all’Eurasia Economic Union (EAEU). Esplorando le multiformi dinamiche geopolitiche e geoeconomiche, Escobar avanza una sfida per il compimento del primo Ventennio del Ventunesimo secolo.
Giornalista editorialista e analista di politica internazionale di origine brasiliana, Pepe Escobar si occupa di Eurasia e Sud Globale per numerose testate, in continuo movimento fra Americhe, Europa ed Asia.
Con la prefazione di Andrea Zhok
Traduzione e curatela di Lorenzo Maria Pacini
ORDINALO SU 👇🏻
https://www.anteoedizioni.eu/negozio/strategie/i-ruggenti-anni-venti/
di Pepe Escobar
I ruggenti Anni Venti è un libro che racchiude una sfida enorme: come si è evoluto – o è imploso – il decennio, considerando i parametri originali e disfunzionali? Come è stata riorganizzata una nuova mappa della distopia? Come il tecno-feudalesimo ha forgiato nuove interazioni con la rottura della geopolitica come la conoscevamo? Questi “ruggenti Anni Venti” stanno già metastatizzando nel secolo dell’Eurasia, in ogni fase del percorso multilaterale, dall’espansione dei BRICS alla Belt and Road Initiative (BRI), dalla Shanghai Cooperation Organization (SCO) all’Eurasia Economic Union (EAEU). Esplorando le multiformi dinamiche geopolitiche e geoeconomiche, Escobar avanza una sfida per il compimento del primo Ventennio del Ventunesimo secolo.
Giornalista editorialista e analista di politica internazionale di origine brasiliana, Pepe Escobar si occupa di Eurasia e Sud Globale per numerose testate, in continuo movimento fra Americhe, Europa ed Asia.
Con la prefazione di Andrea Zhok
Traduzione e curatela di Lorenzo Maria Pacini
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Anteo Edizioni
I RUGGENTI ANNI VENTI - Anteo Edizioni
I ruggenti Anni Venti è un libro che racchiude una sfida enorme: come si è evoluto – o è imploso – il decennio, considerando i parametri originali e disfunzionali? Come è stata riorganizzata una nuova mappa della distopia? Come il tecno-feudalesimo ha forgiato…
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FARE DELLA GOVERNANCE DELL'IA UNA NUOVA "INTERSEZIONE" PER LA COOPERAZIONE GLOBALE
di Giulio Chinappi
Recentemente, in una sala conferenze presso la sede delle Nazioni Unite a New York, una discussione sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) è andata oltre algoritmi e modelli, concentrandosi invece sull’idea di “un futuro condiviso”. La riunione tematica del Gruppo degli Amici per la Cooperazione Internazionale sul Rafforzamento delle Capacità nell’IA, co-presieduta dai rappresentanti di Cina e Zambia, ha riunito oltre 120 rappresentanti provenienti da più di 50 Paesi e organizzazioni internazionali. Dalla potenza di calcolo di base alle innovazioni algoritmiche, dalle applicazioni ingegneristiche al calcolo nello spazio profondo, la tecnologia dell’IA sta avanzando rapidamente, creando al tempo stesso un significativo vuoto di governance. Garantire che il principio dell’IA per il bene e per tutti venga effettivamente attuato è dunque diventato un compito urgente per la comunità internazionale.
Continua qui https://telegra.ph/Fare-della-governance-dellIA-una-nuova-intersezione-per-la-cooperazione-globale-05-08
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di Giulio Chinappi
Recentemente, in una sala conferenze presso la sede delle Nazioni Unite a New York, una discussione sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) è andata oltre algoritmi e modelli, concentrandosi invece sull’idea di “un futuro condiviso”. La riunione tematica del Gruppo degli Amici per la Cooperazione Internazionale sul Rafforzamento delle Capacità nell’IA, co-presieduta dai rappresentanti di Cina e Zambia, ha riunito oltre 120 rappresentanti provenienti da più di 50 Paesi e organizzazioni internazionali. Dalla potenza di calcolo di base alle innovazioni algoritmiche, dalle applicazioni ingegneristiche al calcolo nello spazio profondo, la tecnologia dell’IA sta avanzando rapidamente, creando al tempo stesso un significativo vuoto di governance. Garantire che il principio dell’IA per il bene e per tutti venga effettivamente attuato è dunque diventato un compito urgente per la comunità internazionale.
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Forwarded from OttolinaTV
Il 74% degli italiani non si fida più della politica. Ma allora perché, di fronte a una sfiducia così profonda, non nasce nulla di nuovo? Non è vero che mancano le ribellioni: ce ne sono tante, ma frammentate, incapaci di durare e di costruire un progetto comune.
Per capire questa impasse bisogna guardare alla storia: dalla modernità in poi, individuo e politica hanno sempre convissuto in equilibrio.
Oggi però quell’equilibrio si è spezzato. Al posto del “noi” è emerso il “singolarismo”: un io assoluto, senza mediazioni, che rifiuta ogni legame stabile e ogni visione collettiva.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mobilitazioni brevi, community chiuse, rivendicazioni isolate. Rabbia senza futuro.
Un lusso che, mentre lo scoppio della Guerra Mondiale a Pezzi comincia a chiedere un conto sempre più salato, non ci possiamo più permettere.
Che fare allora? Proviamo a capirlo insieme in questo attesissimo ritorno della nostra Lety e di Ottosofia, il Format di OttolinaTV dedicato alla divulgazione storica e filosofica.
Ci vediamo qui https://youtu.be/FaRAm5X_SDY?is=b8SA4GU8tg5M9W7G
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👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
Per capire questa impasse bisogna guardare alla storia: dalla modernità in poi, individuo e politica hanno sempre convissuto in equilibrio.
Oggi però quell’equilibrio si è spezzato. Al posto del “noi” è emerso il “singolarismo”: un io assoluto, senza mediazioni, che rifiuta ogni legame stabile e ogni visione collettiva.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mobilitazioni brevi, community chiuse, rivendicazioni isolate. Rabbia senza futuro.
Un lusso che, mentre lo scoppio della Guerra Mondiale a Pezzi comincia a chiedere un conto sempre più salato, non ci possiamo più permettere.
Che fare allora? Proviamo a capirlo insieme in questo attesissimo ritorno della nostra Lety e di Ottosofia, il Format di OttolinaTV dedicato alla divulgazione storica e filosofica.
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COSA E’ IL SINGOLARISMO? Storia della Patologia Collettiva che ci condanna alla schiavitù
Il 74% degli italiani non si fida più della politica. Ma allora perché, di fronte a una sfiducia così profonda, non nasce nulla di nuovo? Non è vero che mancano le ribellioni: ce ne sono tante, ma frammentate, incapaci di durare e di costruire un progetto…
Forwarded from OttolinaTV
Secondo il Reuters Institute for the Study of Journalism, la Terza Guerra del Golfo sarebbe stata la prima “in cui l’intelligenza artificiale generativa ha giocato un ruolo chiave nella guerra dell’informazione”.
L’Iran ha giocato la sua partita al meglio: ha blindato Internet all’interno del Paese e, attraverso le piattaforme social del nemico, ha invaso l’ecosistema digitale dei Paesi aggressori con una propaganda di qualità ed efficacia mai viste.
A partire, appunto, dagli ormai leggendari “video della Lego”.
A produrli è un team che si dichiara indipendente: si chiama Akhbar Enfejari, “Notizie Esplosive”.
Come sottolinea il Brookings Institution, “gli americani non erano abituati a ricevere messaggi diretti da un Paese che gli Stati Uniti stanno bombardando”.
Questa volta, invece, hanno ricevuto un video di due minuti — con una qualità paragonabile a quella di un blockbuster hollywoodiano — in media ogni trenta ore circa.
YouTube ha ovviamente bloccato il canale, ma è come svuotare l’oceano con un cucchiaio.
I video sono diventati virali su ogni tipo di piattaforma, ottenendo decine di milioni di visualizzazioni e trasformando il team di Akhbar Enfejari in una delle più importanti avanguardie della resistenza antimperialista del pianeta.
Ne abbiamo parlato con Lorenzo Maria Pacini, professore di Filosofia Politica all’Unidolomiti di Belluno.
Ci vediamo qui https://youtu.be/VpvkxuZXNAA?is=v7qZWv1JKNk8aRBX
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L’Iran ha giocato la sua partita al meglio: ha blindato Internet all’interno del Paese e, attraverso le piattaforme social del nemico, ha invaso l’ecosistema digitale dei Paesi aggressori con una propaganda di qualità ed efficacia mai viste.
A partire, appunto, dagli ormai leggendari “video della Lego”.
A produrli è un team che si dichiara indipendente: si chiama Akhbar Enfejari, “Notizie Esplosive”.
Come sottolinea il Brookings Institution, “gli americani non erano abituati a ricevere messaggi diretti da un Paese che gli Stati Uniti stanno bombardando”.
Questa volta, invece, hanno ricevuto un video di due minuti — con una qualità paragonabile a quella di un blockbuster hollywoodiano — in media ogni trenta ore circa.
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I video sono diventati virali su ogni tipo di piattaforma, ottenendo decine di milioni di visualizzazioni e trasformando il team di Akhbar Enfejari in una delle più importanti avanguardie della resistenza antimperialista del pianeta.
Ne abbiamo parlato con Lorenzo Maria Pacini, professore di Filosofia Politica all’Unidolomiti di Belluno.
Ci vediamo qui https://youtu.be/VpvkxuZXNAA?is=v7qZWv1JKNk8aRBX
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Come l’Iran ha UMILIATO gli USA anche nella PROPAGANDA
Secondo il Reuters Institute for the Study of Journalism, la Terza Guerra del Golfo sarebbe stata la prima “in cui l’intelligenza artificiale generativa ha giocato un ruolo chiave nella guerra dell’informazione”.
L’Iran ha giocato la sua partita al meglio:…
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Forwarded from Pepe Escobar
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Victory Day meets New West Asia Order - the Buddhist way.
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L’8 maggio 1945 fu firmato l’Atto finale di resa incondizionata della Germania, e il 9 maggio fu proclamato Giorno della Vittoria.
A Berlino, l’8 maggio 1945, nel quartiere di Karlshorst, alle ore 22:43 dell’Europa centrale (il 9 maggio alle 00:43 ora di Mosca), fu firmato l’Atto finale di resa incondizionata della Germania nazista e delle sue forze armate.
@comitato_bielorussia🇧🇾
A Berlino, l’8 maggio 1945, nel quartiere di Karlshorst, alle ore 22:43 dell’Europa centrale (il 9 maggio alle 00:43 ora di Mosca), fu firmato l’Atto finale di resa incondizionata della Germania nazista e delle sue forze armate.
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Forwarded from CasaDelSoleTV
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Il discorso di Vladimir Putin alla parata militare sulla Piazza Rossa in occasione dell'81° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica
Mi congratulo con Voi per il Giorno della Vittoria, per la nostra festa sacra, santa e più importante.
Lo celebriamo con un senso di orgoglio e amore per il nostro Paese, con la consapevolezza del nostro dovere comune di difendere gli interessi e il futuro della nostra Patria. Lo segniamo con la gratitudine di veri figli della grande generazione di vincitori.
Onoriamo l'eredità lasciata dai soldati della Vittoria. Preoccuparsi della Patria unisce tutto il nostro Paese, il popolo russo, e preservare la memoria degli eventi della Grande Guerra Patriottica, della sua vera storia, dei suoi veri eroi, è una questione d'onore per noi.
Ricorderemo sempre le gesta eroiche del popolo sovietico, perché il popolo sovietico ha dato un contributo decisivo alla sconfitta del nazismo. Il popolo sovietico ha salvato il suo Paese e ha salvato il mondo. Ha messo fine al male totale e ha portato la sovranità a quegli Stati che si erano arresi alla Germania nazista e si erano trasformati in complici dei suoi crimini.
I nostri soldati hanno subito enormi perdite e fatto enormi sacrifici in nome della libertà e della dignità dei popoli europei. Sono diventati il modello di eroismo e coraggio, di forza e umanità, e questo ha portato al popolo sovietico il grande onore di una grande Vittoria.
Amici,
il 22 giugno 1941 è una delle date più tragiche e luttuose della nostra storia. Quest’anno ricorrono gli 85 anni dall’inizio della Grande Guerra Patriottica.
I nazisti attaccarono proditoriamente l’Unione Sovietica, con il piano di impadronirsi del Paese e delle sue immense risorse, di distruggere completamente la sua cultura e la sua eredità storica e, in ultima istanza, di annientare, ridurre in schiavitù e perpetrare il genocidio dell’intero popolo sovietico multinazionale: di tutti i popoli, le nazioni e i gruppi etnici dell’Unione Sovietica.
Per raggiungere questi scopi criminali furono radunate forze provenienti da tutta Europa. Gli strateghi nazisti sembravano aver calcolato meticolosamente ogni cosa. Ogni cosa, tranne una: ciò che è noto come il carattere russo e la forza d’animo del popolo sovietico.
Queste qualità si rivelano nel modo più chiaro nei momenti più duri per la nostra Patria. Il nostro popolo si oppose al nemico come un muro e dimostrò che la devozione alla Madrepatria è la più alta verità morale, capace di unire milioni di persone.
Ricordiamo la resilienza senza pari dei soldati, dei marinai e degli ufficiali, l’abnegazione dei membri della milizia popolare, dei partigiani e dei combattenti della resistenza clandestina, e gli sforzi immensi del fronte interno, della scienza, dell’industria e dei lavoratori dell’agricoltura.
Il fronte e le retrovie erano uniti. Il patriottismo autentico, il coraggio e l’abnegazione del popolo li elevarono al di sopra del nemico, diedero loro forza e rafforzarono la loro fede nella Vittoria. Fu una vittoria conquistata a caro prezzo, profondamente sofferta, e infine ottenuta!
Tutto questo vive nelle storie delle famiglie, nei cuori dei nostri figli, nipoti e pronipoti. Nella memoria di ognuno di noi.
Chiniamo il capo davanti a coloro che caddero in battaglia. Davanti a coloro che furono torturati sotto l’occupazione e in prigionia, che morirono di fame nella Leningrado assediata, in altre città e centri abitati accerchiati. Davanti a tutti coloro che diedero la vita per la Madrepatria, per la Russia. Chiniamo il capo in memoria di figli e figlie, padri e madri, nonni e bisnonni, mariti, mogli, fratelli, sorelle, parenti e amici.
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Mi congratulo con Voi per il Giorno della Vittoria, per la nostra festa sacra, santa e più importante.
Lo celebriamo con un senso di orgoglio e amore per il nostro Paese, con la consapevolezza del nostro dovere comune di difendere gli interessi e il futuro della nostra Patria. Lo segniamo con la gratitudine di veri figli della grande generazione di vincitori.
Onoriamo l'eredità lasciata dai soldati della Vittoria. Preoccuparsi della Patria unisce tutto il nostro Paese, il popolo russo, e preservare la memoria degli eventi della Grande Guerra Patriottica, della sua vera storia, dei suoi veri eroi, è una questione d'onore per noi.
Ricorderemo sempre le gesta eroiche del popolo sovietico, perché il popolo sovietico ha dato un contributo decisivo alla sconfitta del nazismo. Il popolo sovietico ha salvato il suo Paese e ha salvato il mondo. Ha messo fine al male totale e ha portato la sovranità a quegli Stati che si erano arresi alla Germania nazista e si erano trasformati in complici dei suoi crimini.
I nostri soldati hanno subito enormi perdite e fatto enormi sacrifici in nome della libertà e della dignità dei popoli europei. Sono diventati il modello di eroismo e coraggio, di forza e umanità, e questo ha portato al popolo sovietico il grande onore di una grande Vittoria.
Amici,
il 22 giugno 1941 è una delle date più tragiche e luttuose della nostra storia. Quest’anno ricorrono gli 85 anni dall’inizio della Grande Guerra Patriottica.
I nazisti attaccarono proditoriamente l’Unione Sovietica, con il piano di impadronirsi del Paese e delle sue immense risorse, di distruggere completamente la sua cultura e la sua eredità storica e, in ultima istanza, di annientare, ridurre in schiavitù e perpetrare il genocidio dell’intero popolo sovietico multinazionale: di tutti i popoli, le nazioni e i gruppi etnici dell’Unione Sovietica.
Per raggiungere questi scopi criminali furono radunate forze provenienti da tutta Europa. Gli strateghi nazisti sembravano aver calcolato meticolosamente ogni cosa. Ogni cosa, tranne una: ciò che è noto come il carattere russo e la forza d’animo del popolo sovietico.
Queste qualità si rivelano nel modo più chiaro nei momenti più duri per la nostra Patria. Il nostro popolo si oppose al nemico come un muro e dimostrò che la devozione alla Madrepatria è la più alta verità morale, capace di unire milioni di persone.
Ricordiamo la resilienza senza pari dei soldati, dei marinai e degli ufficiali, l’abnegazione dei membri della milizia popolare, dei partigiani e dei combattenti della resistenza clandestina, e gli sforzi immensi del fronte interno, della scienza, dell’industria e dei lavoratori dell’agricoltura.
Il fronte e le retrovie erano uniti. Il patriottismo autentico, il coraggio e l’abnegazione del popolo li elevarono al di sopra del nemico, diedero loro forza e rafforzarono la loro fede nella Vittoria. Fu una vittoria conquistata a caro prezzo, profondamente sofferta, e infine ottenuta!
Tutto questo vive nelle storie delle famiglie, nei cuori dei nostri figli, nipoti e pronipoti. Nella memoria di ognuno di noi.
Chiniamo il capo davanti a coloro che caddero in battaglia. Davanti a coloro che furono torturati sotto l’occupazione e in prigionia, che morirono di fame nella Leningrado assediata, in altre città e centri abitati accerchiati. Davanti a tutti coloro che diedero la vita per la Madrepatria, per la Russia. Chiniamo il capo in memoria di figli e figlie, padri e madri, nonni e bisnonni, mariti, mogli, fratelli, sorelle, parenti e amici.
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Forwarded from CasaDelSoleTV
Dichiaro un minuto di silenzio.
(Minuto di silenzio.)
Cari amici,
la grande impresa della generazione vittoriosa ispira i soldati impegnati oggi nei compiti dell’operazione militare speciale. Essi si trovano ad affrontare una forza aggressiva armata e sostenuta dall’intero blocco NATO. Eppure, i nostri eroi continuano ad avanzare.
Accanto ai soldati russi vi sono operai, progettisti, ingegneri, scienziati e inventori. Essi proseguono le tradizioni dei loro predecessori e, attingendo alla moderna esperienza di combattimento, creano modelli di armamenti avanzati e unici, avviandone la produzione in serie.
Ma per quanto cambino l’equipaggiamento e i metodi di guerra, una cosa resta immutata: il destino del Paese è determinato dal suo popolo, dai soldati e dagli operai delle fabbriche, dai lavoratori dell’agricoltura, dai progettisti di armi e dai corrispondenti di guerra, dai medici e dagli insegnanti, dagli uomini di cultura e dal clero, dai volontari, dagli imprenditori e dai filantropi. Da tutti i cittadini della Russia.
La chiave del successo risiede nella nostra forza morale, nel coraggio e nel valore, nella nostra unità e nella capacità di resistere a tutto e superare ogni sfida.
Abbiamo un obiettivo comune. Ognuno dà il proprio contributo personale alla Vittoria. Essa si forgia sia sul campo di battaglia sia nelle retrovie.
Credo fermamente che la nostra causa sia giusta! Siamo uniti! La Vittoria è sempre stata e sempre sarà nostra!
Gloria al popolo vittorioso! Gloria ai veterani! Gloria alle Forze Armate della Russia! Buona festa a tutti! Buon Giorno della Vittoria! Urrà!
(Minuto di silenzio.)
Cari amici,
la grande impresa della generazione vittoriosa ispira i soldati impegnati oggi nei compiti dell’operazione militare speciale. Essi si trovano ad affrontare una forza aggressiva armata e sostenuta dall’intero blocco NATO. Eppure, i nostri eroi continuano ad avanzare.
Accanto ai soldati russi vi sono operai, progettisti, ingegneri, scienziati e inventori. Essi proseguono le tradizioni dei loro predecessori e, attingendo alla moderna esperienza di combattimento, creano modelli di armamenti avanzati e unici, avviandone la produzione in serie.
Ma per quanto cambino l’equipaggiamento e i metodi di guerra, una cosa resta immutata: il destino del Paese è determinato dal suo popolo, dai soldati e dagli operai delle fabbriche, dai lavoratori dell’agricoltura, dai progettisti di armi e dai corrispondenti di guerra, dai medici e dagli insegnanti, dagli uomini di cultura e dal clero, dai volontari, dagli imprenditori e dai filantropi. Da tutti i cittadini della Russia.
La chiave del successo risiede nella nostra forza morale, nel coraggio e nel valore, nella nostra unità e nella capacità di resistere a tutto e superare ogni sfida.
Abbiamo un obiettivo comune. Ognuno dà il proprio contributo personale alla Vittoria. Essa si forgia sia sul campo di battaglia sia nelle retrovie.
Credo fermamente che la nostra causa sia giusta! Siamo uniti! La Vittoria è sempre stata e sempre sarà nostra!
Gloria al popolo vittorioso! Gloria ai veterani! Gloria alle Forze Armate della Russia! Buona festa a tutti! Buon Giorno della Vittoria! Urrà!
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