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🚫ATTO INTIMIDATORIO A CANTINA GARBATELLA

Questa notte ignoti hanno manomesso la serratura dell'enoteca Cantina Garbatella, locale che la prossima domenica ospiterà la presentazione del libro “La Brigata Ebraica” di Alberto Fazolo.

Presentazione lì spostata e che si sarebbe dovuta tenere a la Villetta, dove è stata annullata adducendo motivi di sicurezza.
Se sul quartiere pende la minaccia sionista, come la si vuole affrontare? Cedendo al ricatto, alle prepotenze e alle minacce, oppure andando avanti con ancora più determinazione?
Ognuno faccia le proprie scelte.

Pertanto, la presentazione di domenica 10 maggio è confermata!
Gli atti intimidatori non ci fermeranno. Sia chiaro che la posta in gioco non è la presentazione di un libro scomodo, ma la libertà di tutti noi. Se si capitola su queste piccole cose, la si da vinta sul genocidio di Gaza e sulla speculazione immobiliare israeliana che allunga le mani sul quartiere. La battaglia per il controllo del territorio è in ultima istanza finalizzata a favorire la penetrazione israeliana, soprattutto con la speculazione degli ex-Mercati Generali. Non si può stare con la Palestina e contemporaneamente con la finanza israeliana, siamo chiamati a scegliere il campo senza ambiguità. Come ci ha insegnato Mao Tse Tung: “ritengo che la mancanza di attacchi contro di noi sia un male, poiché ciò significa necessariamente che noi stiamo facendo causa comune col nemico. Se veniamo attaccati dal nemico, è un bene, poiché ciò dimostra che abbiamo tracciato una linea di demarcazione molto precisa tra noi e il nemico. E se quest'ultimo ci attacca con violenza, dipingendoci a fosche tinte e denigrando tutto ciò che noi facciamo, è meglio ancora, poiché ciò dimostra non soltanto che noi abbiamo tracciato una linea di demarcazione molto precisa tra noi e il nemico, ma anche che abbiamo conseguito un notevole successo nel nostro lavoro”.

L'insegnamento che ci arriva dalla Palestina, dal Libano, dallo Yemen, dall'Iran, dall'Iraq è che solo la lotta paga. Andiamo avanti per la nostra libertà e per quella di chi lotta in scontri decisamente più duri. Loro non si fermano di fronte all'aviazione israeliana e noi non lo faremo di fronte alle minacce e le intimidazioni di un gruppo di balordi.

Esprimiamo solidarietà a Cantina Garbatella e partecipiamo alla presentazione del libro “La Brigata Ebraica” di Alberto Fazolo che ci sarà domenica 10 maggio alle ore 18:00 presso l'enoteca Cantina Garbatella di Via Rosa Guarnieri Carducci 49.
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Forwarded from Idee&Azione
PERCORRENDO IL SENTIERO DI MARCO POLO
di Wang Miao e Shi Baoxiu



Questo è il racconto di un viaggio in jeep che inizia a mezza estate dal Passo Kunjirap nell’altopiano del Pamir, attraversa Xinjiang, Qinghai, Gansu, Ningxia, Mongolia Interna ed Hebei per giungere, in autunno, nelle pianure della Cina settentrionale, a Pechino. 12.000 chilometri di fatiche, incognite e scoperte, incontrando Tajiki, Uiguri, Tus, Hui, Mongoli e Han, osservando stili di vita e scenari naturali. Bussola del viaggio è il racconto del Il Milione di Marco Polo che, partito nel 1271 da Venezia, soggiornò presso la corte di Kublai Khan, ebbe l’incarico di varie missioni e ritornò in patria nel 1295.
Gli autori – viaggiatori, Wang Miao e Shi Baoxiu, sono ben equipaggiati e motivati, hanno il contributo dell’Università di Wuhan, del Prof. Li Han e del Prof. Yang Zhijiu, esperto di Marco Polo presso l’Università di Tianjin. Sanno che è impresa quasi impossibile ripetere dopo 700 anni l’esperienza del viaggiatore veneziano, perché nel corso degli anni la geografia cambia. gli insediamenti umani si spostano e rimangono solo le tracce di rovine, siti archeologici e grotte di monaci… e possono verificare che la gente è accogliente, disponibile a parlare di tradizioni e costumi locali e aiutare ad orientarsi. Scopo finale del loro viaggio è d’altronde dimostrare non tanto la veridicità totale del Il Milione, ma piuttosto che siamo tutti debitori a Marco Polo del primo racconto della civiltà cinese al mondo occidentale.
A conclusione, breve saggio di Maria Morigi su due “Viaggi in Occidente”, del VII e XVI secolo, con una rotta invertita rispetto a Marco Polo.

Prefazione di Jia Guide, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia
Traduzione e curatela di Paolo Marcenaro

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Il carnevale di Venezi

Finché l’attenzione collettiva continuerà a essere catturata da episodi idiotizzanti, per quanto simbolicamente potenti, il rischio è quello di assistere passivamente a trasformazioni profonde, senza avere gli strumenti – né forse la volontà – di comprenderle e influenzarle.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-carnevale-di-Venezi-05-03
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Forwarded from Giubbe Rosse
🛢 BRENT E WTI IN FORTE RIBASSO SU ASPETTATIVE DI UNA RIAPERTURA DI HORMUZ

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Il fronte maliano della guerra mondiale a pezzi

Mentre in Italia si discuteva polemicamente (per l’ennesimo anno consecutivo) dell’esito delle manifestazioni per il 25 aprile, del loro essere divisive ed altre facezie inutili, il gruppo jihadista JNIM e le milizie separatiste tuareg del Fronte Azawad hanno lanciato un’offensiva contro le posizioni dell’esercito maliano, mettendo nuovamente a dura prova la stabilità dello Stato del Sahel. Ciò è avvenuto nel quasi totale silenzio dei nostri mezzi di informazione, incapaci di comprendere l’eventuale portata, anche per l’Europa, di una nuova profonda destabilizzazione della regione.

L'autore: Daniele Perra

L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-fronte-maliano-della-guerra-mondiale-a-pezzi-05-05
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TSUNAMI
Attimi risvegli
coscienza cosmica
universo in una
goccia d'acqua
Oceano di Dio
nel grembo di Maria
tsunami d'amore
ora Dio è qui uomo

René Manusardi
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Forwarded from CasaDelSoleTV
Cinquant’anni fa, l’Orcolat. Il Friuli che non si è piegato.
Il primo ricordo della mia vita è di quella sera. Avevo due anni e mezzo, abitavo a cento chilometri dall’epicentro. Eppure è lì che la memoria comincia: i due pini in giardino con le punte che si incrociavano, mio papà che mi teneva in braccio, la nonna che faceva il caffè e la moka che borbottava sul fornello. Una scena di quotidianità ferita, che il bambino registra senza capirla, e che resta. Cinquant’anni dopo, è ancora il primo fotogramma.
Quella sera, alle 21 in punto del 6 maggio 1976, l’Orcolat scosse il Friuli per cinquantanove secondi. Quasi mille morti. Oltre cento comuni devastati tra le province di Udine e Pordenone. Gemona, Venzone, Osoppo, Buja, Trasaghis, Bordano: paesi rasi al suolo. Quindicimila posti di lavoro persi. Una regione spezzata.
E poi è successa una cosa che oggi facciamo fatica persino a immaginare. I friulani non hanno aspettato. Non hanno chiesto. Non si sono lamentati. Mai. Hanno raccolto le pietre del Duomo di Venzone una per una, le hanno numerate, le hanno rimesse al loro posto: si chiama anastilosi. È l’opposto della rovina lasciata a marcire come simbolo. È il gesto di chi decide che la propria storia non finisce lì.
Il Modello Friuli ha funzionato perché è partito dal lavoro: dalla dignità di non vivere d’elemosina, dalla certezza che una comunità si ricostruisce solo se torna a produrre il proprio pane. È stato il laboratorio della moderna Protezione Civile, con Giuseppe Zamberletti. È stato un caso unico in Europa, studiato ovunque.
Ma il Friuli del 1976 ci consegna soprattutto una lezione politica che oggi suona quasi rivoluzionaria: si esce dalla catastrofe insieme, oppure non si esce. Coraggio silenzioso, lavoro, solidarietà, unione. Quattro parole che il vocabolario contemporaneo ha quasi cancellato, sostituendole con rassegnazione, delega, individualismo, soprattutto polemica, facile, sterile, inutile.
Eppure è esattamente questo il messaggio che oggi deve attraversare il Paese. L’Italia di oggi è scossa da un terremoto diverso, fatto di sovranità sottratta, di padroni stranieri che decidono per noi, di dipendenza energetica, militare, tecnologica, alimentare. Un Paese succube, con troppi padroni e nessun progetto. Un Paese che ha smarrito la coscienza di sé.
Il Friuli del ’76 ci ricorda che da qualunque macerie si può rinascere, ma a una condizione: che si decida di farlo insieme. Che si smetta di aspettare il salvatore di turno. Che ci si rimbocchi le maniche con quella dignità silenziosa che non chiede applausi.
Oggi onoriamo le quasi mille vittime di quella sera. Ma onoriamo anche, e soprattutto, chi è rimasto: chi ha ricostruito, chi ha rifiutato di andarsene, chi ha insegnato all’Italia intera che cosa significa una comunità che non si arrende.
Mandi, Friuli. Grazie di aver insegnato al Paese che si può ancora rialzarsi. Tocca a noi, adesso.
Margherita Furlan
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇮🇷 Giochi di parole di Ghalibaf. Fauxios (crasi di "faux" + "Axios") è obiettivamente un colpo di genio.
La Biblioteca Nazionale della Bielorussia ospita una mostra in occasione del centenario della nascita di Fidel Castro

La mostra “Comandante Leggendario: Un’Epopea Eroica”, dedicata al centenario della nascita di Fidel Castro, è stata inaugurata presso la Biblioteca Nazionale della Bielorussia. L’esposizione racconta la vita del leader cubano, le sue riforme, il suo ruolo nella politica mondiale e i rapporti storici tra Cuba e Bielorussia, attraverso fotografie, documenti, libri e materiali d’archivio provenienti da istituzioni bielorusse e dal Centro Fidel Castro Ruz dell’Avana.

Durante l’inaugurazione, il direttore Vadim Gigin e l’ambasciatore cubano Santiago Pérez Benítez hanno sottolineato l’importanza dell’amicizia tra Bielorussia e Cuba e l’eredità politica di Fidel Castro. È stato inoltre evidenziato il rafforzamento della cooperazione culturale e politica tra i due Paesi, anche attraverso accordi tra biblioteche, partiti politici e organizzazioni giovanili.

@comitato_bielorussia🇧🇾
Forwarded from OttolinaTV
Trieste è un porto franco. Da tipo 3 secoli. Il posto ideale per creare ponti e proiettare l’Italia nel cuore del Nuovo Ordine Multipolare.

Se solo non fosse diventato l’avamposto della Lobby Sionista che vuole trascinare l’Italia in Guerra.

Inizialmente c’era la Via della Seta. Trieste era candidata a diventare una delle porte d’ingresso della Cina in Europa. Un rapporto privilegiato con la più grande potenza manifatturiera del Pianeta che, se governato razionalmente, avrebbe potuto garantire ricchezza e sviluppo alla città, e all’intero paese.

Poi gli USA hanno deciso di dichiarare guerra al mega progetto cinese. Erano preoccupati che le infrastrutture costruite dai cinesi portassero sviluppo. E che lo sviluppo potesse attrarre i capitali che fino ad oggi fuggivano in massa verso i mercati finanziari statunitensi per gonfiare la Bolla e vivere di rendita.

L’Italia si è subito adeguata. E’ uscita dalla Via della Seta, e Trieste ha imboccato la strada del declino.

Ma non era ancora finita.

Perché gli USA avevano pronta una controproposta.

Si chiama IMEC, ed è la reazione “occidentale” alla Via della Seta.

Ma invece che rinsaldare i rapporti con chi produce ricchezza, li rinsalda con chi scatena genocidi.

Attraverso l’IMEC, Trieste diventerebbe la porta d’ingresso delle merci che arrivano da Haifa, dopo essere partite da Mumbai e aver attraversato il Medio Oriente.

D’altronde, al portafoglio non si comanda, e dopo la fine della Via della Seta non è tanto il caso di fare gli schizzignosi.

Peccato che l’IMEC sia una truffa.

A 32 mesi dal lancio, la Belt and Road aveva già un fondo dedicato da 40 miliardi di dollari, una banca multilaterale da 100 miliardi, oltre 100 miliardi di lending dichiarato dalle policy banks cinesi e una pipeline da quasi 900 miliardi. A 32 mesi dal lancio, l’IMEC non ha ancora né fondo, né banca, né capitale autorizzato, né una pipeline pubblica comparabile.

E con l’inizio della Terza Guerra del Golfo le cose ovviamente non hanno fatto che peggiorare.

A cosa serve allora tutta questa manfrina?

Semplice: Haifa è la principale base navale militare del regime di Tel Aviv. E Trieste di candida così a diventare la retrovia ufficiale degli stermini necessari per portare avanti il progetto della Grande Israele.

Per fortuna che non tutti hanno intenzione di farsi calpestare.

Ed ecco così che a Trieste nasce il comitato NO IMEC. Che è pronto a dare battaglia. Che ha organizzato una manifestazione per il 9 maggio. E che noi qui abbiamo intervistato.

Ci vediamo alle 19.00 qui https://www.youtube.com/live/uaCelpbWnvA?is=yPlflbijwaC3E1Zl

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MERCENARI COLOMBIANI CHE MUOIONO IN UCRAINA
di Lucas Leiroz


I cittadini colombiani continuano ad arrivare in massa in Ucraina e a perdere la vita nei combattimenti contro le forze russe. Il numero di mercenari stranieri in Ucraina aumenta di giorno in giorno, destando preoccupazione tra le autorità dei paesi di origine di questi «soldati». Nel caso della Colombia, lo stesso presidente Gustavo Petro ha recentemente denunciato pubblicamente questa situazione e ha sollecitato il ritorno dei cittadini colombiani che attualmente combattono a fianco dell’Ucraina.

Continua qui https://telegra.ph/Mercenari-colombiani-che-muoiono-in-Ucraina-05-07

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Forwarded from VQB Channel (Veleno Q.B.)
🚨 EUROPOL E IL LEVIATANO DIGITALE EUROPEO 🚨
Per anni Europol avrebbe gestito un gigantesco sistema informatico ombra con oltre 2 PETABYTE di dati sensibili raccolti anche su cittadini mai sospettati di alcun crimine.
Secondo l’inchiesta di Computer Weekly e Correctiv:
❗️ Nessun audit affidabile
❗️ Accessi amministrativi distribuiti senza controllo
❗️ Log modificabili o cancellabili
❗️ Database paralleli fuori supervisione
❗️ Sistemi clandestini nascosti perfino agli organi UE per la privacy
Un ex funzionario Europol ha dichiarato:

“Proteggono la legge mentre la infrangono.”

Mentre Bruxelles parla di privacy, GDPR e tutela dei dati, emerge il volto reale della nuova architettura europea della sorveglianza:
⚠️ raccolta massiva di dati
⚠️ interoperabilità totale dei database
⚠️ AI predittiva
⚠️ monitoraggio permanente
⚠️ espansione continua dei poteri securitari
E ora la Commissione Europea vuole persino ampliare il mandato di Europol.
📌 Il problema non è più solo la privacy.
Il problema è il modello di società che stanno costruendo.
👇 LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO 👇
🔗 https://truereport.net/europol-e-il-leviatano-digitale-europeo-quando-chi-dovrebbe-proteggere-la-legge-costruisce-sistemi-fuori-controllo/
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Perché una popolazione sorvegliata è una popolazione più facile da controllare.
Forwarded from Idee&Azione
QIPAO. L’ARMONIOSA FUSIONE TRA MODA CINESE E OCCIDENTALE
di Yi Yang


Il qipao, l’abito tradizionale cinese dal colletto rigido e dallo spacco generoso, è indubbiamente l’icona della moda femminile cinese nel mondo. Elegante e sensuale, ma al contempo delicato e chic, il qipao è una meravigliosa commistione di stile orientale e occidentale. Nato come abito delle donne delle Otto Bandiere, che governavano la Cina durante la dinastia Qing, il qipao si evolve nei secoli fino al momento cardine in cui la moda occidentale entra a far parte della vita quotidiana del popolo cinese. Il risultato è un abito che incarna la ricca tradizione e la raffinata maestria artigianale di un popolo e ne racconta la storia e la cultura, fondendo in sé l’anima antica della Cina e la sua naturale inclinazione a guardare al futuro, lasciandosi ispirare da ciò che è nuovo e diverso, integrandolo e facendolo suo.

Presentazione di Yin Qi, Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Firenze

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📢 Il grido che l’algoritmo non sente: “Mi sta a cuore”, il sentimento che prevarrà sullo sterminio del futuro

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Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org

 

Ogni conflitto armato è, nella sua essenza più tragica e vera, un atto di inutile barbarie. La guerra non risolve alcun contenzioso: si limita a trasformare…

👉 https://comedonchisciotte.org/il-grido-che-lalgoritmo-non-sente-mi-sta-a-cuore-il-sentimento-che-prevarra-sullo-sterminio-del-futuro/

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Altri oltraggi contro simboli cristiani durante l'invasione israeliana del Libano.

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GLI STATI UNITI DA DECENNI CERCANO DI DEVASTARE IL PAESE CON UNA GUERRA ECONOMICA
di Giulio Chinappi


Sia il blocco economico ed energetico e le nuove misure coercitive extraterritoriali, sia la minaccia di aggressione militare e l’aggressione stessa sono crimini internazionali

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La mossa strategica degli Emirati Arabi Uniti

Dopo l’OPEC e l’OPEC+, gli Emirati Arabi Uniti potrebbero uscire dalla Lega Araba e persino dal CCG.

L'autore: Pepe Escobar

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-mossa-strategica-degli-Emirati-Arabi-Uniti-05-06
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