Idee&Azione
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Quotidiano indipendente per trasformare il pensiero in azione.
Canale ufficiale del Movimento Internazionale Eurasiatista in Italia.
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Forwarded from Maristella Tagliaferro
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Forwarded from Idee&Azione
🇱🇧 🇱🇧 ONORE AL MARTIRE HASSAN NASRALLAH 🇱🇧 🇱🇧

ONORE AI MARTIRI DELLA RESISTENZA CONTRO IL GRANDE SATANA DI ISRAELE, STATI UNITI E REGNO UNITO!

ONORE A TUTTI I COMBATTENTI PER LA LIBERTÀ DALL’IMPERIALISMO OCCIDENTALE!

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“Quando ci leviamo a sostegno della Verità, le nostre case possono essere distrutte, i martiri cadono e i nostri giovani, anziani e capi, i nostri uomini, donne e bambini affrontano la morte. Di fronte a tali sacrifici, la nostra posizione non vacilla neanche per un istante. Perché? Perché diciamo alla Verità e all'Imam Hosseyn, che della Verità è l'incarnazione: ‘Non siamo forse dalla parte della Verità? Allora non temiamo la morte’”.
 
Martire Seyyed Hassan Nasrallah
 
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Forwarded from IL GIUSNATURALISTA (Daniele Trabucco)
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

IL SOFISMA DELL’ONNISCIENZA NEGATIVA:

«L’aldilà? Se ci fosse, si saprebbe», affermazione sostenuta dal noto giornalista Corrado Augias, non è una confutazione, ma una petitio principii mascherata da scetticismo. La frase assume, infatti, senza dimostrarlo, che tutto ciò che esiste debba per ciò stesso essere accessibile alle condizioni attuali della conoscenza umana. Ora, dall’essere di una realtà non segue affatto la sua immediata conoscibilità, e meno ancora segue che l’assenza di una conoscenza certa equivalga alla conoscenza della sua assenza. Il punto è rigorosamente epistemologico e non richiede alcuna fede. Perché il ragionamento fosse valido, bisognerebbe mostrare che, qualora esistesse una forma di sopravvivenza personale alla morte, essa dovrebbe necessariamente produrre effetti osservabili dai viventi, che tali effetti dovrebbero essere univocamente riconoscibili e che disponiamo già degli strumenti adeguati per rilevarli. Senza questa dimostrazione, «se ci fosse, si saprebbe» significa semplicemente: se ci fosse, dovrebbe essere conoscibile nel modo in cui io presuppongo che debba esserlo. È precisamente ciò che andrebbe provato. Il sofisma consiste, dunque, nel convertire surrettiziamente un limite epistemico in una negazione ontologica. «Non possediamo una conoscenza certa dell’aldilà» è una proposizione perfettamente sostenibile anche da un non credente. «Dunque l’aldilà non esiste» è invece un non sequitur, a meno che non si assuma un principio molto più impegnativo: che i confini del reale coincidano con i confini di ciò che l’uomo può attualmente accertare. Ma questa non è sobrietà razionalistica. È una forma singolarmente ingenua di antropocentrismo gnoseologico. Anzi, lo scetticismo autentico dovrebbe condurre alla conclusione opposta quanto al metodo: proprio perché non sappiamo, dobbiamo distinguere ciò che ignoriamo da ciò che sappiamo essere falso. L’assenza di evidenza diventa evidenza dell’assenza soltanto quando abbiamo ragione di attendere necessariamente quell’evidenza se l’oggetto esistesse. È questa premessa decisiva che nella battuta manca completamente. La frase, perciò, non dimostra che l’aldilà sia inesistente, improbabile o incoerente. Dimostra soltanto che chi la pronuncia non ne possiede una conoscenza certa. Il passaggio ulteriore, quello dall’ignoranza alla negazione, non è razionalismo ma dogmatismo negativo: si rimprovera al credente di oltrepassare ciò che può sapere e, nello stesso gesto, si oltrepassa esattamente il medesimo limite in direzione opposta.
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L’Italia a scuola di guerra a Kiev, mentre la sua autonomia resta un cantiere scoperto

È una scommessa. E le scommesse fatte con i mezzi altrui, in guerra, le paga sempre chi le fa.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/LItalia-a-scuola-di-guerra-a-Kiev-mentre-la-sua-autonomia-resta-un-cantiere-scoperto-09-25
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🇺🇸 Tucker Carlson:

L’Ucraina come Stato e come nazione non esiste più. I politici americani hanno di fatto perpetrato un genocidio contro l’intera popolazione di quel Paese. Sono morte più di un milione di persone, e ora la gente viene mandata al fronte in manette, verso una morte certa. Ovviamente, questo è uno dei motivi per cui stiamo facendo tutto questo. Se si inizia a riflettere su ciò che sta accadendo, la situazione diventa molto rapidamente davvero cupa.
Ma l’Ucraina da sola non sarebbe mai stata in grado di condurre una guerra contro la Russia, perché, innanzitutto, la popolazione russa supera di oltre 100 milioni di persone quella ucraina.

Pertanto, tutto questo è assurdo. Non c’è alcuna guerra tra la Russia e l’Ucraina. Se parliamo dell’aspetto pratico della questione, sono proprio gli Stati Uniti, attraverso i propri servizi di intelligence, a fornire all’Ucraina i dati per guidare missili e droni. Quindi la guerra finirebbe già domani, se gli Stati Uniti smettessero davvero di fornire questo sostegno. E Trump potrebbe farlo con una sola telefonata.
«Ehi, direttore della CIA. Ehi, direttore della NSA. Basta così. Chiunque continui a condurre questa guerra per conto degli ucraini verrà licenziato e chiamato a rispondere delle proprie azioni».

E questo porrebbe fine alla guerra. Sì, alla fine la Russia otterrebbe una parte dell’Ucraina orientale. Questo accadrà in ogni caso. E forse sarebbe meglio per l’Ucraina smettere di mandare la sua prossima generazione — di fatto già uomini di mezza età e persone con la sindrome di Down — al macello


Il malcontento di Carlson dimostra che quella parte della società statunitense che riponeva in Trump le speranze di porre fine alla guerra è ormai definitivamente delusa
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Connettività digitale e spazio strategico per la SCO

L’infrastruttura del mondo multipolare non è soltanto fisica ma ance e sempre più digitale. La SCO non sta costruendo unicamente un’Eurasia fisica, bensì sta cominciando a costruire un’Eurasia digitale — e chi avrà la capacità di connettere, proteggere e governare quello spazio eserciterà un’influenza rilevante sull’ordine multipolare che verrà.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Connettività-digitale-e-spazio-strategico-per-la-SCO-09-26
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L’Europa sull’orlo della guerra? Il paradosso dell’ascesa della destra

I leader europei potrebbero entrare in guerra con la Russia semplicemente per cercare di impedire l’intensificarsi del dissenso euroscettico.

L'autore: Lucas Leiroz

L'articolo completo: https://telegra.ph/LEuropa-sullorlo-della-guerra-Il-paradosso-dellascesa-della-destra-09-27
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Il potere che si veste su misura

La fiducia pubblica, diversamente da un abito, non si può semplicemente confezionare su misura. Quella bisogna guadagnarsela. Forse è proprio questo il dettaglio che la politica dimentica più spesso: il cittadino non pretende necessariamente che tutti gli incarichi siano assegnati a sconosciuti, né che le istituzioni siano impermeabili alle relazioni personali. Pretende però di capire perché una determinata persona sia stata scelta

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-potere-che-si-veste-su-misura-09-27
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🇫🇷 Il presidente francese Macron è ai minimi storici: solo il 16% dei francesi approva il suo operato, il livello più basso dall’inizio della sua presidenza, secondo un sondaggio Ipsos BVA.

E il problema non riguarda più soltanto Macron. I francesi sono sempre più preoccupati per il costo della vita: aumentano i prezzi del carburante, il potere d’acquisto resta sotto pressione, mentre Parigi continua ad aumentare le spese per la difesa e a puntare sul confronto con la Russia.

In questo contesto diventa sempre più difficile convincere l’opinione pubblica che la principale minaccia per l’Europa sia proprio quella «russa». Mentre i politici parlano di guerra e riarmo, i cittadini fanno i conti soprattutto con benzina, alimentari e bollette.

Nel frattempo, in tutta Europa avanzano i partiti di destra, sempre più critici verso l’attuale linea dell’UE. Sempre più europei sembrano chiedere ai propri governi di occuparsi dei problemi interni, invece di cercare continuamente una nuova minaccia esterna.

Il crollo della popolarità di Macron è soltanto uno dei sintomi di una crisi più profonda del modello politico europeo.
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La geografia del potere computazionale cinese

La domanda che l’Europa dovrebbe porsi è se voglia ancora essere un luogo in cui il pensiero non venga solo consumato, ma anche prodotto.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-geografia-del-potere-computazionale-cinese-09-28
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Il gigante alle urne: la scelta di un paese nel momento della verità

Il responso conferma che il sostegno della società russa alla causa nazionale emerso dalle urne è forte tanto quanto il consenso personale concesso al presidente Putin alle presidenziali del 2024

L'autore: Daniele Lanza

L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-gigante-alle-urne-la-scelta-di-un-paese-nel-momento-della-verità-09-29
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🇷🇺 La Russia vuole paralizzare Kiev prima ancora dell’arrivo dell’inverno con attacchi massicci, azioni di sabotaggio e tentativi di seminare il caos politico, scrive The Economist.

Due alti funzionari ucraini hanno riferito alla rivista che, secondo i dati dei loro servizi segreti, la Russia ha avviato una campagna su tre fronti – bombardamenti, sabotaggio e caos politico – contro la capitale.

Uno di loro ha specificatamente indicato i centri di elaborazione dati e i supermercati come obiettivi diretti.

Entrambi i funzionari prevedono che la campagna russa avrà inizio ben prima dell’inverno e che gli sforzi volti a destabilizzare Kiev raggiungeranno il culmine entro novembre.

Allo stesso tempo, il Cremlino non ha rinunciato alla sua strategia invernale standard. Parallelamente, ha già iniziato a sferrare attacchi contro nodi chiave dell’approvvigionamento elettrico, idrico e fognario, in particolare contro i sistemi di pompaggio.

La minaccia più devastante da parte della Russia rimane quella dei missili balistici. Ma il cambiamento più significativo nelle modalità di attacco della Federazione Russa è stato l’impiego massiccio di una nuova generazione di droni a reazione economici, in grado di individuare i bersagli in tempo reale.

Sono proprio questi a causare i danni maggiori in questo momento. Un portavoce dei servizi segreti afferma che la Russia dispone di «migliaia» di droni nei propri depositi, oltre ad aumentare le scorte di missili balistici, e che intende «utilizzare l’intera scorta nei prossimi mesi».

Tuttavia, la testata non sottolinea che questi attacchi sono stati preceduti dal piano di 40 giorni del presidente Zelensky per costringere la Russia alla pace, nel corso del quale l’Ucraina ha attaccato raffinerie di petrolio russe, depositi di generi alimentari e marketplace russi.

Zelenskyy e i suoi complici esultavano quando dalla Russia arrivavano immagini di persone in coda per la benzina o di un altro magazzino in fiamme. Ma quando è arrivato il momento di rispondere delle proprie azioni, nei media ucraini risuona sempre più spesso la domanda: «E noi, per cosa?».

Nel frattempo, il presidente corre da tutti i suoi alleati chiedendo loro di fornirgli missili per la difesa aerea, di cui non dispone
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Forwarded from Davide Lombardi Official
Questo analista militare israeliano parla (in inglese) con un portavoce delle IDF, dove si vantano che la legge che hanno appena ottenuto da Trump e dal Congresso per imporre una maggiore "cooperazione" tra le forze militari USA e israeliane legherà le mani a un futuro Presidente USA eletto dagli americani per fermare gli aiuti a Israele.

Dicono anche che l'obbligo di Trump con il tempo che gli resta è di fondere questi specifici programmi militari congiunti USA/israeliani in modo aggressivo e rapido come possibile, per rendere quanto più difficile possibile che venga mai smantellato dagli USA in modo democratico:

VIDEO https://x.com/ggreenwald/status/2104980674298130468
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Forwarded from OttolinaTV
Un aereo decolla da Dubai, destinazione Tel Aviv. Poi la rotta cambia. Scatta un segnale d’emergenza, seguito dal codice che nessuna torre di controllo vorrebbe vedere: possibile dirottamento. Israele fa alzare i caccia. Il Boeing atterra in Arabia Saudita. E cominciano le versioni contrastanti: una lite in cabina, un pilota ferito, passeggeri intervenuti per immobilizzare un aggressore. Secondo fonti israeliane, qualcuno avrebbe tentato di far precipitare l’aereo. Un presunto attentato, una dinamica ancora da chiarire e molte domande aperte.

Nel frattempo, sul terreno della guerra vera, l’Arabia Saudita cerca una via d’uscita dall’impasse yemenita e torna a stringere la mano agli Emirati. Dopo mesi di rivalità, Riyadh e Abu Dhabi provano a ricucire. Quando gli Houthi avanzano, anche i vecchi nemici possono tornare utili.

Ma la questione energetica rimane sull’orlo di una crisi di nervi. Washington rimette sul tavolo fino a 40 milioni di barili delle riserve strategiche: una tranche del piano già annunciato, da prelevare da scorte scese ai minimi dal 1982. E Trump continua a cercare la strada per limitare o bloccare le esportazioni di gasolio. Per l’Europa, e per l’Italia, potrebbe essere un’altra mazzata devastante.

Le pezze degli sconti alla pompa non bastano a spegnere il disagio. In Calabria i trattori sono tornati in strada contro il caro carburante e costi di produzione sempre più insostenibili. E sono in buona compagnia: dalla Spagna delle proteste per la casa alla Grecia del caro vita, passando per il Portogallo dei carburanti record, l’autunno europeo si riscalda. Rivendicazioni diverse, che pongono una domanda comune: quanto ancora devono pagare quelli che arrivano a fatica alla fine del mese?

«Noi la vostra guerra non la paghiamo» potrebbe diventare il filo politico che le unisce.

Intanto, in Italia, arriva un’altra botta: dal primo ottobre la bolletta elettrica aumenta del 37,3% per circa tre milioni di clienti vulnerabili in maggior tutela. Eni ed Enel rispondono esibendo sconti MIRABOLANTI: meno trenta, meno cinquanta per cento.

Peccato che quelle percentuali non riguardino l’intera bolletta e siano calcolate rispetto a riferimenti diversi.

Ne parliamo con Enrico Tomaselli qui https://www.youtube.com/live/MjWFZNR2QBw?is=YUtuue4Y7fLxdNkg

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L’Europa come civiltà multipolare e la diplomazia dei Logoi

Dal mito di Europa alla doppia identità del Rimland, dal Mediterraneo come “cuore del mare” alla tradizione messa a tacere di de Gaulle e Dugin, il continente deve ricordare che è nato da un incontro.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/LEuropa-come-civiltà-multipolare-e-la-diplomazia-dei-Logoi-09-29
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Yemen, l’altopiano che ha disfatto gli imperi

Il Patto della Mecca è un segno di solidarietà, non di guerra. La Turchia lo sa bene: lo Yemen è la “tomba dei turchi”.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Yemen-laltopiano-che-ha-disfatto-gli-imperi-09-30
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Il presidente russo Vladimir Putin parlando oggi alla conferenza annuale del Valdai Club:
 
“Il mondo intero è rimasto stupito dal coraggio, dall’eroismo e dalla resistenza della nazione iraniana”.
 
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