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DALLE CAUSE AL SENSO: I PERCHÉ DELLE COSE
Omero, i miti, le grandi storie, in una lettura non convenzionale

[DIALOGHI IMPOSSIBILI #20: MASSIMO SELIS dialoga con GIACOMO MARIA PRATI]


https://www.youtube.com/watch?v=VwAQI7NLFWY

“Dialoghi Impossibili - Appunti e spunti per una restaurazione antropologica”, ideato e condotto da Massimo Selis, è dedicato ai grandi temi del nostro tempo con la sfida di non relegarli nella sfera intellettuale ma declinarli nella vita quotidiana.
La struttura non è quella dell'intervista, dell'esperto che spiega, ma quella del dialogo tra amici che si confrontano sulla vita: mettendosi in gioco.
In questa puntata Massimo Selis, autore e regista, dialoga con Giacomo Maria Prati, studioso e autore, partendo proprio dal suo ultimo libro: Arcadia. Tredici divagazioni da Omero a Carmelo Bene.
E da Omero, di cui di recente si è tanto parlato per il film sull’Odissea, siamo ovviamente partiti, perché crediamo si possa e si debba dire ancora qualcosa sui suoi poemi, di inedito, fuori dalle consuetudini. E così abbiamo fatto anche con gli altri miti e le opere affrontate in questa puntata.
Per mostrare e ricordare che la grande arte, come la mitologia, liberate dal conformismo, dalle cristallizzazioni interpretative e da tanta retorica ci parlano e ci offrono letture della società presente, dell’uomo d’oggi, profonde e di grande utilità.
💬Risposta del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin alla domanda del giornalista italiano Lorenzo Pacini, durante la sessione plenaria del XXIII incontro annuale del Club Internazionale di discussione «Valdaj», 1° ottobre 2026

❓Domanda: Vengo dall’Italia, Paese che attualmente non ha buoni rapporti con la Russia. In quanto europeo, vorrei chiederle: quali condizioni porrà la Russia per elaborare un nuovo sistema di sicurezza per i Paesi europei?

E, se immaginiamo un’Europa post-Unione Europea, lei la considererà come parte di un grande partenariato eurasiatico oppure, a suo avviso, Stati Uniti e Russia saranno sempre in competizione per questi territori? Grazie.

🎙️Vladimir Putin:

L’Italia si trova per l'appunto in Europa e io parlo di partenariato eurasiatico: va da sé, quindi, che considereremo e già consideriamo anche l’Italia un partner eurasiatico.

Che l’UE continui a esistere, che l’Italia resti o meno membro dell’UE, non è affar nostro. Noi non c'intromettiamo in queste faccende, non desideriamo neppure discuterne: sappiamo infatti che, in quello stesso istante, si direbbe che vogliamo disgregare l’UE, mentre noi non vogliamo disgregare un bel niente. Noi vogliamo soltanto costruire e cooperare.

Per quanto riguarda le condizioni per instaurare un dialogo, per rinnovare e ripristinare le relazioni con l’Europa nel suo complesso o con singoli Paesi europei, non abbiamo alcuna condizione preliminare. Alcuni politici dicono: "no, è inammissibile consentire che la Russia collabori con un singolo Paese, o con tutti o con nessuno; è inammissibile consentire che un singolo Paese europeo intraprenda un dialogo con la Russia". Questo è un diktat ancora più forte, persino, di quando c'era l’Unione Sovietica, questo già l'ho detto. A quei tempi, tuttavia, l'URSS era uno Stato unitario e le Repubbliche dell’Unione facevano parte di un unico Stato, che era davvero fortemente centralizzato. Nell’Unione Europea, in teoria, non sarebbe così, ma lo è in pratica. C'è qualcuno che vieta ai singoli Paesi d'instaurare relazioni con la Russia.

A noi non lo vieta nessuno, siamo pronti.

❓Fëdor Luk’janov: Forse, visto che lo vietano, converrebbe comunque contribuire un po’ alla loro disgregazione, così da trattare più facilmente coi singoli Paesi?

🎙️Vladimir Putin:
Ma non serve, si disgregheranno da soli.

Il nostro collega italiano lo sa meglio di noi. Infatti, tutti i problemi cominciano con l’economia. A quanto ammonta il debito pubblico italiano? Al 140%. E il deficit? […] Intorno al 3%. E in altri Paesi europei è più alto, talvolta è attorno al 5%.

Nel complesso, comprendiamo le difficoltà di carattere economico che si stanno creando e che già ci sono nei Paesi europei. Al riguardo ora non vogliamo né dire nulla, né criticare: come intendano costruire le loro relazioni è una faccenda dei singoli Paesi, dell’Europa unita e della Commissione europea.

A nostro avviso, molte cose sono state fatte e continuano a essere fatte in modo sbagliato, con gravi errori che hanno conseguenze negative per l’economia di tutti i Paesi europei […]. Sono i cittadini dei principali Paesi europei e delle principali economie a percepirlo direttamente sulla propria pelle. Infatti, il tenore di vita decresce e il numero dei disoccupati aumenta.

Questo, naturalmente, mina anche le fondamenta stesse dell'Unione Europea. Ma non è affar nostro, noi non c'intromettiamo.

Siamo pronti ad avviare un dialogo sia con l’Unione Europea nel suo complesso, se l’Unione Europea lo desidera, sia con singoli Paesi, senza condizioni preliminari. Ma di condizioni preliminari non devono essercene neppure da parte europea.
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Xi Jinping negli Stati Uniti: un nuovo punto di partenza per le relazioni sino-statunitensi

La visita di Stato di Xi Jinping negli Stati Uniti ha rilanciato il dialogo con Donald Trump su commercio, intelligenza artificiale e sicurezza. Il vertice indica una possibile stabilizzazione dei rapporti bilaterali, purché gli impegni politici siano tradotti in azioni concrete.

L'autore: Giulio Chinappi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Xi-Jinping-negli-Stati-Uniti-un-nuovo-punto-di-partenza-per-le-relazioni-sino-statunitensi-09-30
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Forwarded from Davide Lombardi Official
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NVIDIA RTX PRO 5500: la nuova frontiera della guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina

La possibile autorizzazione cinese all’acquisto delle nuove GPU NVIDIA RTX PRO 5500 rivela le contraddizioni della competizione tecnologica globale: Washington limita l’accesso ai semiconduttori avanzati, mentre Pechino combina autosufficienza nazionale e acquisizione selettiva di tecnologie straniere.

L'autore: Giulio Chinappi


L'articolo completo: https://telegra.ph/NVIDIA-RTX-PRO-5500-la-nuova-frontiera-della-guerra-tecnologica-tra-Stati-Uniti-e-Cina-10-02
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💬Risposta del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin alla domanda del giornalista italiano Lorenzo Pacini, durante la sessione plenaria del XXIII incontro annuale del Club Internazionale di discussione «Valdaj», 1° ottobre 2026

❓Domanda: Vengo dall’Italia, Paese che attualmente non ha buoni rapporti con la Russia. In quanto europeo, vorrei chiederle: quali condizioni porrà la Russia per elaborare un nuovo sistema di sicurezza per i Paesi europei?

E, se immaginiamo un’Europa post-Unione Europea, lei la considererà come parte di un grande partenariato eurasiatico oppure, a suo avviso, Stati Uniti e Russia saranno sempre in competizione per questi territori? Grazie.

🎙️Vladimir Putin:

L’Italia si trova per l'appunto in Europa e io parlo di partenariato eurasiatico: va da sé, quindi, che considereremo e già consideriamo anche l’Italia un partner eurasiatico.

Che l’UE continui a esistere, che l’Italia resti o meno membro dell’UE, non è affar nostro. Noi non c'intromettiamo in queste faccende, non desideriamo neppure discuterne: sappiamo infatti che, in quello stesso istante, si direbbe che vogliamo disgregare l’UE, mentre noi non vogliamo disgregare un bel niente. Noi vogliamo soltanto costruire e cooperare.

Per quanto riguarda le condizioni per instaurare un dialogo, per rinnovare e ripristinare le relazioni con l’Europa nel suo complesso o con singoli Paesi europei, non abbiamo alcuna condizione preliminare. Alcuni politici dicono: "no, è inammissibile consentire che la Russia collabori con un singolo Paese, o con tutti o con nessuno; è inammissibile consentire che un singolo Paese europeo intraprenda un dialogo con la Russia". Questo è un diktat ancora più forte, persino, di quando c'era l’Unione Sovietica, questo già l'ho detto. A quei tempi, tuttavia, l'URSS era uno Stato unitario e le Repubbliche dell’Unione facevano parte di un unico Stato, che era davvero fortemente centralizzato. Nell’Unione Europea, in teoria, non sarebbe così, ma lo è in pratica. C'è qualcuno che vieta ai singoli Paesi d'instaurare relazioni con la Russia.

A noi non lo vieta nessuno, siamo pronti.

❓Fëdor Luk’janov: Forse, visto che lo vietano, converrebbe comunque contribuire un po’ alla loro disgregazione, così da trattare più facilmente coi singoli Paesi?

🎙️Vladimir Putin:
Ma non serve, si disgregheranno da soli.

Il nostro collega italiano lo sa meglio di noi. Infatti, tutti i problemi cominciano con l’economia. A quanto ammonta il debito pubblico italiano? Al 140%. E il deficit? […] Intorno al 3%. E in altri Paesi europei è più alto, talvolta è attorno al 5%.

Nel complesso, comprendiamo le difficoltà di carattere economico che si stanno creando e che già ci sono nei Paesi europei. Al riguardo ora non vogliamo né dire nulla, né criticare: come intendano costruire le loro relazioni è una faccenda dei singoli Paesi, dell’Europa unita e della Commissione europea.

A nostro avviso, molte cose sono state fatte e continuano a essere fatte in modo sbagliato, con gravi errori che hanno conseguenze negative per l’economia di tutti i Paesi europei […]. Sono i cittadini dei principali Paesi europei e delle principali economie a percepirlo direttamente sulla propria pelle. Infatti, il tenore di vita decresce e il numero dei disoccupati aumenta.

Questo, naturalmente, mina anche le fondamenta stesse dell'Unione Europea. Ma non è affar nostro, noi non c'intromettiamo.

Siamo pronti ad avviare un dialogo sia con l’Unione Europea nel suo complesso, se l’Unione Europea lo desidera, sia con singoli Paesi, senza condizioni preliminari. Ma di condizioni preliminari non devono essercene neppure da parte europea.
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Forwarded from Maristella Tagliaferro
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Un’altra Germania: analisi sul voto nelle elezioni regionali tedesche nel corso di settembre

Fino a che punto si spingeranno i leader europei e, in particolare, quelli tedeschi, di fronte alla minaccia concreta di perdere il potere per la prima volta in 80 anni?

L'autore: Daniele Lanza

L'articolo completo: https://telegra.ph/Unaltra-Germania-analisi-sul-voto-nelle-elezioni-regionali-tedesche-nel-corso-di-settembre-10-01
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RUSSIA - STATI UNITI - CHINA: I VERTICI DEL TRIANGOLO IN UN'EPOCA DI CONFLITTI
di Oleg Barabanov


Uno degli elementi chiave nel funzionamento del sistema delle relazioni internazionali è il rapporto tra le grandi potenze che ne fanno parte. Tali relazioni determinano in larga misura le dinamiche complessive della politica mondiale e i vettori del suo sviluppo. Le grandi potenze hanno una propria visione del proprio posto e del proprio ruolo nel mondo e spesso hanno temi di dialogo specifici, distinti dalle comunicazioni con gli altri Stati. Agli altri paesi ciò può piacere o meno (il più delle volte, naturalmente, non piace), ma tale è la realtà del mondo contemporaneo. Il termine «potenze medie», introdotto nell’uso accademico e politico diversi decenni fa, era inteso – senza offendere nessuno – proprio a sottolineare questa differenza oggettiva.

Continua qui https://telegra.ph/Russia--Stati-Uniti--Cina-i-vertici-del-triangolo-in-unepoca-di-conflitti-10-04
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Perché Tusk e Budanov sollevano il velo sui caduti riportati dall’Ucraina?

Le perdite dell’Ucraina diventano sempre più difficili da nascondere di fronte ai crescenti problemi di mobilitazione e alla carenza di risorse umane. Le dichiarazioni di Tusk e Budanov sollevano il velo sulla portata della crisi, che potrebbe portare a un ulteriore inasprimento della mobilitazione.

L'autore: Giacomo Gabellini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Perché-Tusk-e-Budanov-sollevano-il-velo-sui-caduti-riportati-dallUcraina-10-02
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ALLA VIGILIA DELLA DISTRUZIONE? SI', MA DI CHI?
di Redazione di Strategic Culture


Stiamo vivendo un momento storico estremamente pericoloso. Stiamo inoltre vivendo un’epoca estremamente irrazionale, almeno per quanto riguarda la valutazione della mentalità, della condotta e delle parole dei politici e dei media occidentali di fronte al disastro.Da un lato, i leader occidentali, gli opinionisti e i comandanti militari proclamano a gran voce che la guerra con la Russia è imminente. Dall’altro lato, però, si registra una sconcertante negligenza nel cercare di scongiurarla. La diplomazia e la comprensione vengono sgarbatamente ignorate. In effetti, si assiste a una scelta assolutamente irrazionale di escalation verso la guerra, specialmente tra i politici europei.Alla base di tutto ciò, naturalmente, vi è una convinzione ideologica di supremazia, un disprezzo per la Russia e per altri nemici ufficialmente designati (Cina, Iran e così via), per cui la classe politica occidentale si considera superiore, non alla pari.

Continua qui https://telegra.ph/Alla-vigilia-della-distruzione-S%C3%AC-ma-di-chi-10-04
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Forwarded from Idee&Azione
ORDO AB CHAO. IL GRANDE INGANNO DELL’UNIONE EUROPEA
A cura di Luca Marini


Da Maastricht al Covid, la strategia totalitaria dell’UE è stata costantemente dissimulata dietro slogan buonisti e rassicuranti, a cominciare dalla cosiddetta “sovranazionalità”. La pandemia, prima, e le guerre, poi, hanno aperto gli occhi a molti: a quelli che ancora non vedono è dedicato questo volume.


Indice dei contributi:

Luca Marini, Eurogulag

Franco Cardini, L’Europa e il riarmo

Ermanno Bencivenga, Fuori i mercanti dal tempio

Carlo Iannello, Il governo europeo delle oligarchie

Fabio Vighi, Perché le criptovalute non ci faranno liberi

Daniele Trabucco, Dis-integrazione costituzionale europea

Olga Milanese, Il miraggio della giustizia europea tra politica e grand commis

Rosalba Rombaldoni, L' Europa diseguale. Come, e perché, guardare il bicchiere mezzo vuoto

Nicola Guerra, L'anti-Europa dell'occidentalismo collettivo: pseudo-sovranisti di destra e pseudo-europeisti di sinistra

Alex Palummo, I nodi irrisolti dell'Agenda Digitale Europea tra impatto ambientale e ricerca scientifica user-friendly

Gian Franco Chiai, Il paradosso del linguaggio inclusivo: in poche parole, come essere esclusi dall'insegnamento, dalla ricerca e dal mondo del lavoro in Europa

Lorenzo Maria Pacini, Europa Delenda Est

Allegato. Parere n. 25 del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB): “Per un nuovo Manifesto di Ventotene, per un’Europa che metta le persone – e non la finanza – al centro della politica”


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Storia dell’Iraq – Parte I: l’Iraq prima e dopo l’Islam
Daniele PerraOctober 03, 2026

Alla luce del recente rituro delle forze statunitensi dal Paese (esito anche della sciagurata aggressione all’Iran) si rende necessario ripercorrere storia e geopolitica dell’Iraq per meglio comprendere quelle che saranno le future direttrici di quello che per demografia, posizione e ricchezza (in termini di risorse naturali) si presenta come un sicuro protagonista nel futuro della regione.

L'autore: Daniele Perra

L'articolo completo: https://telegra.ph/Storia-dellIraq--Parte-I-lIraq-prima-e-dopo-lIslam-10-03
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🇩🇪 Il cancelliere tedesco Merz è arrivato a Kiev:

Oggi sono venuto a Kiev perché nelle prossime settimane l’Ucraina avrà bisogno del nostro sostegno. Se non fermiamo la Russia, la sua macchina da guerra prima o poi si rivolterà contro di noi


La leader dell’AdG Weidel ha commentato la visita:

Merz si reca in Ucraina nel giorno della festa nazionale tedesca e promette ulteriori miliardi provenienti dal gettito fiscale tedesco, che non bastano per le pensioni e le casse malattia, mentre la Germania sta attraversando la più grave crisi energetica. Tutto questo è ormai impossibile persino da immaginare


Le motivazioni del cancelliere sono chiare: il consenso dell’CDU/CSU guidata da Merz ha toccato il minimo storico del 18%. I compagni di partito sollevano regolarmente la questione della necessità di sostituire Merz. Il tempo stringe, e bisogna ancora riuscire a guadagnare (rubare) qualcosa
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INSTALLATI, RIVENDICATIVI E RADICATI: TRE ESERCITI IN GUERRA
di Roberto Pecchioli


I risultati delle recenti tornate elettorali in Germania e Svezia, uniti al successo dell’ islamo-socialista Zohran Mamdani a New York e ai sommovimenti nell’opinione pubblica di Gran Bretagna, Francia, Spagna, preparano uno scenario di profonda polarizzazione. L’ asse destra-sinistra cede il passo al riposizionamento della società occidentale in tre parti sempre più lontane e incomunicabili. A New York e a Berlino, dove l’elettorato metropolitano , composto da popolazioni di ogni origine , prive di tratti comuni, monadi individualiste sradicate, da tempo ha voltato le spalle alle forze identitarie e ai moderati di ogni tendenza, assistiamo alle prove della pericolosa saldatura tra la sinistra radicale e le masse immigrate.

Continua qui
https://telegra.ph/Installati-rivendicativi-e-radicati-tre-eserciti-in-guerra-10-04
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Forwarded from Giubbe Rosse
IL REGNO UNITO MINACCIA DI ESPELLERE 27 DIPLOMATICI ISRAELIANI
Fonte: Ynet, Itamar Eichner & Yuval Karni

Il Regno Unito minaccia di espellere 27 diplomatici israeliani dall'ambasciata di Israele a Londra: uno per ogni diplomatico britannico colpito dalla decisione di Israele di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme Est.

Secondo un servizio esclusivo di Ynet, l'ambasciatore britannico Simon Walters ha comunicato l'avvertimento ai funzionari israeliani: se il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar non revocherà la decisione, Londra è pronta a rispondere allontanando 27 diplomatici israeliani.

La mossa di Israele è giunta dopo che il Regno Unito ha imposto sanzioni economiche legate agli insediamenti in Giudea e Samaria. La risposta israeliana ha incluso anche la fine della partecipazione britannica al centro di coordinamento degli aiuti per Gaza a Kiryat Gat, la sospensione dell'addestramento britannico delle forze dell'Autorità Palestinese e il divieto di ingresso per 12 personalità britanniche accusate di attività anti-israeliane o antisemite.

Le relazioni tra Israele e il Regno Unito si stanno ora avviando verso un eccezionale scontro diplomatico.
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