Il nuovo DDL sull’antisemitismo adotta la definizione operativa di antisemitismo elaborata dall'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA).
La definizione IHRA contiene alcuni esempi di manifestazioni che possono essere antisemite.
Tra questi figura:
«Fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti».
Mi chiedo perché ci sia il bisogno di specificarlo..
Il Maresciallo
La definizione IHRA contiene alcuni esempi di manifestazioni che possono essere antisemite.
Tra questi figura:
«Fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti».
Mi chiedo perché ci sia il bisogno di specificarlo..
Il Maresciallo
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LA PROPAGANDA UE NON CONOSCE IL SENSO DEL RIDICOLO.
“Allarme intelligence: la Russia pianifica attentati ai vertici della difesa Ue”
L’11 ottobre era su tutti i giornali. Un allarme rilanciato a catena sulla base di indiscrezioni attribuite all’intelligence, senza che venissero presentate prove pubbliche verificabili. Il solito allarmismo utile ad alimentare la russofobia e a preparare l’opinione pubblica a un’escalation militare.
Ma quando si parla di attentati e sabotaggi riconducibili a Kiev, improvvisamente scattano i distinguo.
Sono gli sgherri di Sniffolo che non si fanno problemi nel compiere attentati fuori dai proprio confini e creare false flag (in maniera molto puerile) pur di trascinarci ancora di più a fondo con loro.
Darya Dugina, uccisa da un’autobomba. Vladlen Tatarsky, morto nell’esplosione di una statuetta. Il Nord Stream, infrastruttura energetica europea fatta saltare, con le indagini tedesche che hanno portato a sospettati ucraini.
Per Mosca bastano indiscrezioni per aprire i telegiornali. Per Kiev servono prove definitive prima ancora di fare domande.
La realtà è che l’UE ha perso ogni credibilità e agisce in una condizione di palese malafede politica, avvicinando ogni giorno di più l’Europa allo scontro diretto con la Russia.
Von der Leyen, Kallas e gli altri euroguerrafondai continuano a puntare tutto sull’Ucraina come ludopatici che, dopo aver perso una fortuna, raddoppiano la puntata pur di non ammettere il fallimento. Solo che qui non stanno giocando con i propri soldi: stanno scommettendo sulla pelle degli europei, sulla loro sicurezza e sul futuro economico del continente.
Per sostenere questa scommessa persa si sono sacrificati rapporti commerciali, approvvigionamenti energetici e risorse pubbliche, mentre l’economia europea perde competitività e interi settori industriali arrancano.
E invece di fermarsi, rivedere la strategia e riconoscere gli errori, continuano ad alzare la posta, alimentando una spirale di ostilità che rischia di portarci a uno scontro dalle conseguenze catastrofiche.
Il Maresciallo
“Allarme intelligence: la Russia pianifica attentati ai vertici della difesa Ue”
L’11 ottobre era su tutti i giornali. Un allarme rilanciato a catena sulla base di indiscrezioni attribuite all’intelligence, senza che venissero presentate prove pubbliche verificabili. Il solito allarmismo utile ad alimentare la russofobia e a preparare l’opinione pubblica a un’escalation militare.
Ma quando si parla di attentati e sabotaggi riconducibili a Kiev, improvvisamente scattano i distinguo.
Sono gli sgherri di Sniffolo che non si fanno problemi nel compiere attentati fuori dai proprio confini e creare false flag (in maniera molto puerile) pur di trascinarci ancora di più a fondo con loro.
Darya Dugina, uccisa da un’autobomba. Vladlen Tatarsky, morto nell’esplosione di una statuetta. Il Nord Stream, infrastruttura energetica europea fatta saltare, con le indagini tedesche che hanno portato a sospettati ucraini.
Per Mosca bastano indiscrezioni per aprire i telegiornali. Per Kiev servono prove definitive prima ancora di fare domande.
La realtà è che l’UE ha perso ogni credibilità e agisce in una condizione di palese malafede politica, avvicinando ogni giorno di più l’Europa allo scontro diretto con la Russia.
Von der Leyen, Kallas e gli altri euroguerrafondai continuano a puntare tutto sull’Ucraina come ludopatici che, dopo aver perso una fortuna, raddoppiano la puntata pur di non ammettere il fallimento. Solo che qui non stanno giocando con i propri soldi: stanno scommettendo sulla pelle degli europei, sulla loro sicurezza e sul futuro economico del continente.
Per sostenere questa scommessa persa si sono sacrificati rapporti commerciali, approvvigionamenti energetici e risorse pubbliche, mentre l’economia europea perde competitività e interi settori industriali arrancano.
E invece di fermarsi, rivedere la strategia e riconoscere gli errori, continuano ad alzare la posta, alimentando una spirale di ostilità che rischia di portarci a uno scontro dalle conseguenze catastrofiche.
Il Maresciallo
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Ho chiesto a ChatGPT di darmi una lista di personalità russe, come Daria Dugina ed esponenti militari uccisi con un attentato su suolo russo. ChatGPT mi tira fuori una bella lista e poi, non chiesto, inserisce che ciò non comporta automaticamente che siano stati uccisi dagli ucraini.
Come si dice?
Excusatio non petita, accusatio manifesta.
Il Maresciallo
Come si dice?
Excusatio non petita, accusatio manifesta.
Il Maresciallo
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A proposito di case, lo sapete che la regione Umbria, a guida campo largo, il 15 giugno 2026 col regolamento nr 1 ha introdotto delle modifiche al Regolamento n. 5/2022 in materia di edilizia residenziale sociale per snellire le procedure e rivedere i requisiti di accesso e permanenza?
Il nuovo Requisito lavorativo è che l'attività lavorativa stabile ed esclusiva deve essere posseduta per almeno sei mesi antecedenti alla data di pubblicazione del bando, prima era di 5 anni ed è stata alzata l’età minima dei figli a carico (da 12 a 18) con cui si acquisisce punteggio.
Quindi, grazie a questi nuovi requisiti e l’ISEE basso, le nostre care risorse, qui in Umbria, sono ancora più agevolate nell’accaparrarsi alloggi a spese degli Umbri
Il Maresciallo.
Il nuovo Requisito lavorativo è che l'attività lavorativa stabile ed esclusiva deve essere posseduta per almeno sei mesi antecedenti alla data di pubblicazione del bando, prima era di 5 anni ed è stata alzata l’età minima dei figli a carico (da 12 a 18) con cui si acquisisce punteggio.
Quindi, grazie a questi nuovi requisiti e l’ISEE basso, le nostre care risorse, qui in Umbria, sono ancora più agevolate nell’accaparrarsi alloggi a spese degli Umbri
Il Maresciallo.
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IL DUCA
Metano a 1,959€/kg! Poi dici che non bestemmi! Il Maresciallo.
Maresciallo oggi ho fatto 32kw gratis, ma si sa la macchina elettrica è da frociiiiii!
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IL DUCA
Maresciallo oggi ho fatto 32kw gratis, ma si sa la macchina elettrica è da frociiiiii!
Frocio!!!!!
Firmato
Il Maresciallo.
Firmato
Il Maresciallo.
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Nel 1980 un università fece un test psicologico.
Assunse un famoso truccatore horror e prese alcune ragazze a cui proposero finti colloqui di lavoro a cui dovevano presentarsi con vistose cicatrici in faccia disegnate dall'artista. Dopo aver visto i finti sfregi però, il truccatore con la scusa di un ultimo ritocco li rimuoveva.
Più dell'80% delle donne disse che ai colloqui i maschi fissavano le cicatrici e le mettevano a disagio per via degli sfregi.
Praticamente hanno dimostrato che le donne sono vittime di ciò che credono e che basta inculcargli qualcosa e loro vanno fino in fondo.
Assunse un famoso truccatore horror e prese alcune ragazze a cui proposero finti colloqui di lavoro a cui dovevano presentarsi con vistose cicatrici in faccia disegnate dall'artista. Dopo aver visto i finti sfregi però, il truccatore con la scusa di un ultimo ritocco li rimuoveva.
Più dell'80% delle donne disse che ai colloqui i maschi fissavano le cicatrici e le mettevano a disagio per via degli sfregi.
Praticamente hanno dimostrato che le donne sono vittime di ciò che credono e che basta inculcargli qualcosa e loro vanno fino in fondo.
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https://medium.com/@jessicalbenjamin/the-1980-dartmouth-scar-experiment-8ac9c008aec2
Per chi vuol leggerlo
Per chi vuol leggerlo
Medium
The 1980 Dartmouth Scar Experiment
The 1980 Dartmouth Scar Experiment by Robert Kleck reveals how self-perception can distort reality. Explore how your invisible scars and self-limiting beliefs may shape your view of bias.
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«Il sostegno all’Ucraina è costato agli europei quanto una birra all’anno». Questa sarebbe la tesi del presidente lettone Kulbergs.
Ci prendono per il culo, pensano davvero che siamo come i loro sostenitori con l’anello al naso!
Proviamo a fare due conti, perché evidentemente qualcuno spera che nessuno si prenda la briga di guardare le cifre.
Il sostegno complessivo dell’UE e dei suoi Stati membri all’Ucraina ha raggiunto circa 227 miliardi di euro. E parliamo di aiuti militari, finanziari e di altre forme di assistenza, con impegni che non coincidono tutti con spese già effettuate.
Poi c’è il conto della crisi energetica. Uno studio ha stimato in 517-831 miliardi di euro i maggiori costi dei combustibili fossili sostenuti in Europa tra ottobre 2021 e dicembre 2022 rispetto a uno scenario di prezzi normali.
A questi si aggiungono circa 410 miliardi di euro di interventi pubblici contro il caroenergia nell’UE nel triennio 2022-2024. Soldi pubblici utilizzati per tamponare una crisi che ha fatto esplodere le bollette e messo in difficoltà famiglie e imprese.
Il quadro è quello di un disastro economico enorme, al quale si aggiungono materie prime, riorganizzazione delle forniture, perdita di opportunità commerciali, difficoltà industriali e nuove spese militari.
E davanti a tutto questo, cosa fanno i nostri politici?
Meloni, Calenda, Von der Leyen e tutti coloro che continuano a sostenere questa strategia dovrebbero spiegare ai cittadini quali risultati concreti siano stati ottenuti e quale prezzo economico siano ancora disposti a far pagare all’Europa.
Perché l’Italia non naviga nell’oro. Le imprese devono fare i conti con costi energetici e produttivi, le famiglie con bollette e spese quotidiane, mentre l’industria europea deve competere con economie che spesso dispongono di energia a prezzi più bassi.
E allora dov’è la coerenza di chi ci parla continuamente di crescita, competitività, difesa del potere d’acquisto e rilancio industriale, ma considera evidentemente accettabile proseguire una strategia senza chiarire fino in fondo i costi, gli obiettivi e le prospettive?
L’ipocrisia politica sta nel chiedere sacrifici ai cittadini senza rendere conto dei risultati delle proprie decisioni. La malafede, quando c’è, sta nel minimizzare i costi, ignorare le conseguenze scomode e liquidare ogni domanda come se fosse una «Il sostegno all’Ucraina è costato agli europei quanto una birra all’anno». Questa sarebbe la tesi del presidente lettone Kulbergs.
Ma ci prendono per il culo o pensano davvero che siamo tutti scemi?
Facciamo due conti, perché evidentemente qualcuno spera che nessuno si prenda la briga di guardare le cifre.
Il sostegno complessivo dell’UE e dei suoi Stati membri all’Ucraina ha raggiunto circa 227 miliardi di euro. E parliamo di aiuti militari, finanziari e di altre forme di assistenza, con impegni che non coincidono tutti con spese già effettuate.
Poi c’è il conto della crisi energetica. Uno studio ha stimato in 517-831 miliardi di euro i maggiori costi dei combustibili fossili sostenuti in Europa tra ottobre 2021 e dicembre 2022 rispetto a uno scenario di prezzi normali.
A questi si aggiungono circa 410 miliardi di euro di interventi pubblici contro il caroenergia nell’UE nel triennio 2022-2024. Soldi pubblici utilizzati per tamponare una crisi che ha fatto esplodere le bollette e messo in difficoltà famiglie e imprese.
Attenzione: queste cifre non si possono sommare alla cieca. I sussidi servivano anche a compensare i rincari e non tutti i costi sono attribuibili agli aiuti a Kiev. Ma il quadro resta quello di uno shock economico enorme, al quale si aggiungono materie prime, riorganizzazione delle forniture, perdita di opportunità commerciali, difficoltà industriali e nuove spese militari.
E davanti a tutto questo, cosa fanno i nostri politici?
Meloni, Calenda, Von der Leyen e tutti coloro che continuano a sostenere questa strategia dovrebbero spiegare ai cittadini quali risultati concreti siano stati ottenuti e quale prezzo economico siano ancora disposti a far pagare all’Europa.
Ci prendono per il culo, pensano davvero che siamo come i loro sostenitori con l’anello al naso!
Proviamo a fare due conti, perché evidentemente qualcuno spera che nessuno si prenda la briga di guardare le cifre.
Il sostegno complessivo dell’UE e dei suoi Stati membri all’Ucraina ha raggiunto circa 227 miliardi di euro. E parliamo di aiuti militari, finanziari e di altre forme di assistenza, con impegni che non coincidono tutti con spese già effettuate.
Poi c’è il conto della crisi energetica. Uno studio ha stimato in 517-831 miliardi di euro i maggiori costi dei combustibili fossili sostenuti in Europa tra ottobre 2021 e dicembre 2022 rispetto a uno scenario di prezzi normali.
A questi si aggiungono circa 410 miliardi di euro di interventi pubblici contro il caroenergia nell’UE nel triennio 2022-2024. Soldi pubblici utilizzati per tamponare una crisi che ha fatto esplodere le bollette e messo in difficoltà famiglie e imprese.
Il quadro è quello di un disastro economico enorme, al quale si aggiungono materie prime, riorganizzazione delle forniture, perdita di opportunità commerciali, difficoltà industriali e nuove spese militari.
E davanti a tutto questo, cosa fanno i nostri politici?
Meloni, Calenda, Von der Leyen e tutti coloro che continuano a sostenere questa strategia dovrebbero spiegare ai cittadini quali risultati concreti siano stati ottenuti e quale prezzo economico siano ancora disposti a far pagare all’Europa.
Perché l’Italia non naviga nell’oro. Le imprese devono fare i conti con costi energetici e produttivi, le famiglie con bollette e spese quotidiane, mentre l’industria europea deve competere con economie che spesso dispongono di energia a prezzi più bassi.
E allora dov’è la coerenza di chi ci parla continuamente di crescita, competitività, difesa del potere d’acquisto e rilancio industriale, ma considera evidentemente accettabile proseguire una strategia senza chiarire fino in fondo i costi, gli obiettivi e le prospettive?
L’ipocrisia politica sta nel chiedere sacrifici ai cittadini senza rendere conto dei risultati delle proprie decisioni. La malafede, quando c’è, sta nel minimizzare i costi, ignorare le conseguenze scomode e liquidare ogni domanda come se fosse una «Il sostegno all’Ucraina è costato agli europei quanto una birra all’anno». Questa sarebbe la tesi del presidente lettone Kulbergs.
Ma ci prendono per il culo o pensano davvero che siamo tutti scemi?
Facciamo due conti, perché evidentemente qualcuno spera che nessuno si prenda la briga di guardare le cifre.
Il sostegno complessivo dell’UE e dei suoi Stati membri all’Ucraina ha raggiunto circa 227 miliardi di euro. E parliamo di aiuti militari, finanziari e di altre forme di assistenza, con impegni che non coincidono tutti con spese già effettuate.
Poi c’è il conto della crisi energetica. Uno studio ha stimato in 517-831 miliardi di euro i maggiori costi dei combustibili fossili sostenuti in Europa tra ottobre 2021 e dicembre 2022 rispetto a uno scenario di prezzi normali.
A questi si aggiungono circa 410 miliardi di euro di interventi pubblici contro il caroenergia nell’UE nel triennio 2022-2024. Soldi pubblici utilizzati per tamponare una crisi che ha fatto esplodere le bollette e messo in difficoltà famiglie e imprese.
Attenzione: queste cifre non si possono sommare alla cieca. I sussidi servivano anche a compensare i rincari e non tutti i costi sono attribuibili agli aiuti a Kiev. Ma il quadro resta quello di uno shock economico enorme, al quale si aggiungono materie prime, riorganizzazione delle forniture, perdita di opportunità commerciali, difficoltà industriali e nuove spese militari.
E davanti a tutto questo, cosa fanno i nostri politici?
Meloni, Calenda, Von der Leyen e tutti coloro che continuano a sostenere questa strategia dovrebbero spiegare ai cittadini quali risultati concreti siano stati ottenuti e quale prezzo economico siano ancora disposti a far pagare all’Europa.
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Meloni governa l’Italia, Calenda sostiene una linea di appoggio a Kiev, Von der Leyen guida la Commissione europea. Hanno ruoli diversi e responsabilità diverse, ma le loro scelte politiche devono poter essere discusse e giudicate sulla base dei risultati, non degli slogan.
Perché l’Italia non naviga nell’oro. Le imprese devono fare i conti con costi energetici e produttivi, le famiglie con bollette e spese quotidiane, mentre l’industria europea deve competere con economie che spesso dispongono di energia a prezzi più bassi.
E allora dov’è la coerenza di chi ci parla continuamente di crescita, competitività, difesa del potere d’acquisto e rilancio industriale, ma considera evidentemente accettabile proseguire una strategia senza chiarire fino in fondo i costi, gli obiettivi e le prospettive?
L’ipocrisia politica sta nel chiedere sacrifici ai cittadini senza rendere conto dei risultati delle proprie decisioni. La malafede, sta nel minimizzare i costi, ignorare le conseguenze scomode e liquidare ogni domanda come se fosse una colpa.
Il Maresciallo
Perché l’Italia non naviga nell’oro. Le imprese devono fare i conti con costi energetici e produttivi, le famiglie con bollette e spese quotidiane, mentre l’industria europea deve competere con economie che spesso dispongono di energia a prezzi più bassi.
E allora dov’è la coerenza di chi ci parla continuamente di crescita, competitività, difesa del potere d’acquisto e rilancio industriale, ma considera evidentemente accettabile proseguire una strategia senza chiarire fino in fondo i costi, gli obiettivi e le prospettive?
L’ipocrisia politica sta nel chiedere sacrifici ai cittadini senza rendere conto dei risultati delle proprie decisioni. La malafede, sta nel minimizzare i costi, ignorare le conseguenze scomode e liquidare ogni domanda come se fosse una colpa.
Il Maresciallo
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In alcuni, troppi, comuni italici è entrato in vigore il divieto di utilizzo di stufe e camini, specialmente per stufe a biomassa come la mia 😌.
Multe fino a 5k per chi osa tentare di inquinare (intanto regaliamo i missili che distruggono le raffinerie Russe ma quello è inquinamento buono).
Le uniche richieste di deroga possono essere presentate solo ed esclusivamente se non si ha alternative per il riscaldamento.
Ricapitolando : hai una stufa a biomassa, hai montato un fotovoltaico e i condizionatori senza dichiarare nulla? Non hai un problema.
Hai montato i climatizzatori ma non hai il fotovoltaico? Te devi scalda a corrente o prendi 5k di multa.
Questo paese premia l'irregolarità come sempre.
Multe fino a 5k per chi osa tentare di inquinare (intanto regaliamo i missili che distruggono le raffinerie Russe ma quello è inquinamento buono).
Le uniche richieste di deroga possono essere presentate solo ed esclusivamente se non si ha alternative per il riscaldamento.
Ricapitolando : hai una stufa a biomassa, hai montato un fotovoltaico e i condizionatori senza dichiarare nulla? Non hai un problema.
Hai montato i climatizzatori ma non hai il fotovoltaico? Te devi scalda a corrente o prendi 5k di multa.
Questo paese premia l'irregolarità come sempre.
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