Chicco pubblica questo post, in soli 5 minuti lo riempono di insulti, il post sparisce. KIMMEL non è stato licenziato per una battuta ma per lo share, dicono, ma pure fosse per la battuta va ricordato che era una fake news, affermava che l'assassinio di Kirk era un maga. Ma chicco non eri contro le fake news?
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Trump parla dei rischi del paracetamolo in gravidanza legati a l'autismo e viene attaccato e deriso da tutti i giornali, perché il giornalista si fida della scienza. Ma a dirlo per primo non è Trump, sono gli studi, le statistiche e sopratutto la stessa casa farmaceutica che lo produce ne sconsiglia l'uso in gravidanza. Hanno confuso la scienza con l'ingerire qualsiasi cosa sia in vendita come se le prescrizione fossero un ostacolo alla salute e non il contrario.
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Le parole di Donald Trump sul conflitto in Ucraina vanno lette non solo come un’analisi geopolitica, ma come la presa d’atto di un calcolo freddamente economico e strategico. Trump ha capito che con Mosca non ha leve contrattuali: la Russia, pur logorata, resta intoccabile sul piano militare e impossibile da piegare con le sole sanzioni. Dunque, l’ex presidente americano si sfila. Non rinuncia a dichiarazioni roboanti sull’eroismo ucraino e sulla possibilità di “riconquistare l’intera Ucraina”, ma la sostanza è chiara: la partita vera non la giocheranno gli Stati Uniti, bensì gli europei.
Il messaggio implicito è semplice: tocca a voi, cari coglionazzo europei, continuare a pagare la guerra. Trump utilizza come scusa che Mosca, dopo tre anni e mezzo di conflitto, non ha vinto una guerra che secondo lui avrebbe dovuto concludersi in una settimana. Una presunta debolezza che lui stesso sfrutta retoricamente per descrivere la Russia come una “tigre di carta”. Ma questa non è un’apertura al negoziato: è un modo per dire che l’America non intende spendere ulteriori energie per un fronte che non la riguarda direttamente.
Così, mentre a Bruxelles e a Berlino si insiste sul sostegno “illimitato” a Kyiv, Trump prepara il terreno a un pragmatismo spietato: armi sì, ma pagate da altri. Gli Stati Uniti continueranno a vendere armamenti, ma il conto sarà a carico dell’Europa. Un’Europa retta da un branco di mentecatti che non ha capito quando è il momento di fermarsi e si trova oggi con il cerino in mano: senza un piano di uscita, senza una strategia autonoma, e con una dipendenza crescente dall’industria bellica americana.
Trump non è un pacifista improvvisato. È un uomo d’affari: se la guerra va avanti, meglio che sia un affare europeo, con Washington nel ruolo del fornitore che incassa. Lui può permettersi di dire che l’Ucraina “sarà in grado di riprendersi il suo Paese”, senza dover spiegare chi pagherà il prezzo reale di questa folle impresa. Quel prezzo, ormai, lo pagano gli europei, tra recessione, inflazione e la prospettiva di un conflitto congelato per anni e gli ucraini col loro sangue!
In fondo, Trump manda un messaggio inequivocabile: l’America non ha più interesse a fare il poliziotto del mondo. Gli europei, che non hanno avuto il coraggio di fermarsi quando era ancora possibile trattare, ora dovranno reggere il peso di una guerra che non hanno i mezzi per vincere e da cui gli Stati Uniti possono invece trarre profitto, senza sporcarsi le mani.
Il Maresciallo
Il messaggio implicito è semplice: tocca a voi, cari coglionazzo europei, continuare a pagare la guerra. Trump utilizza come scusa che Mosca, dopo tre anni e mezzo di conflitto, non ha vinto una guerra che secondo lui avrebbe dovuto concludersi in una settimana. Una presunta debolezza che lui stesso sfrutta retoricamente per descrivere la Russia come una “tigre di carta”. Ma questa non è un’apertura al negoziato: è un modo per dire che l’America non intende spendere ulteriori energie per un fronte che non la riguarda direttamente.
Così, mentre a Bruxelles e a Berlino si insiste sul sostegno “illimitato” a Kyiv, Trump prepara il terreno a un pragmatismo spietato: armi sì, ma pagate da altri. Gli Stati Uniti continueranno a vendere armamenti, ma il conto sarà a carico dell’Europa. Un’Europa retta da un branco di mentecatti che non ha capito quando è il momento di fermarsi e si trova oggi con il cerino in mano: senza un piano di uscita, senza una strategia autonoma, e con una dipendenza crescente dall’industria bellica americana.
Trump non è un pacifista improvvisato. È un uomo d’affari: se la guerra va avanti, meglio che sia un affare europeo, con Washington nel ruolo del fornitore che incassa. Lui può permettersi di dire che l’Ucraina “sarà in grado di riprendersi il suo Paese”, senza dover spiegare chi pagherà il prezzo reale di questa folle impresa. Quel prezzo, ormai, lo pagano gli europei, tra recessione, inflazione e la prospettiva di un conflitto congelato per anni e gli ucraini col loro sangue!
In fondo, Trump manda un messaggio inequivocabile: l’America non ha più interesse a fare il poliziotto del mondo. Gli europei, che non hanno avuto il coraggio di fermarsi quando era ancora possibile trattare, ora dovranno reggere il peso di una guerra che non hanno i mezzi per vincere e da cui gli Stati Uniti possono invece trarre profitto, senza sporcarsi le mani.
Il Maresciallo
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Nel corso della vostra vista quante volte, alla notizia di un lutto, avete chiesto "com'è morto?" e vi hanno risposto "di caldo"
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Molte
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Zero ma scritto in lettere
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Ma quelli che stanno rispondendo "molte" hanno amici che avevano la residenza ad Auschwitz?
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