Nel 1980 un università fece un test psicologico.
Assunse un famoso truccatore horror e prese alcune ragazze a cui proposero finti colloqui di lavoro a cui dovevano presentarsi con vistose cicatrici in faccia disegnate dall'artista. Dopo aver visto i finti sfregi però, il truccatore con la scusa di un ultimo ritocco li rimuoveva.
Più dell'80% delle donne disse che ai colloqui i maschi fissavano le cicatrici e le mettevano a disagio per via degli sfregi.
Praticamente hanno dimostrato che le donne sono vittime di ciò che credono e che basta inculcargli qualcosa e loro vanno fino in fondo.
Assunse un famoso truccatore horror e prese alcune ragazze a cui proposero finti colloqui di lavoro a cui dovevano presentarsi con vistose cicatrici in faccia disegnate dall'artista. Dopo aver visto i finti sfregi però, il truccatore con la scusa di un ultimo ritocco li rimuoveva.
Più dell'80% delle donne disse che ai colloqui i maschi fissavano le cicatrici e le mettevano a disagio per via degli sfregi.
Praticamente hanno dimostrato che le donne sono vittime di ciò che credono e che basta inculcargli qualcosa e loro vanno fino in fondo.
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https://medium.com/@jessicalbenjamin/the-1980-dartmouth-scar-experiment-8ac9c008aec2
Per chi vuol leggerlo
Per chi vuol leggerlo
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The 1980 Dartmouth Scar Experiment
The 1980 Dartmouth Scar Experiment by Robert Kleck reveals how self-perception can distort reality. Explore how your invisible scars and self-limiting beliefs may shape your view of bias.
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«Il sostegno all’Ucraina è costato agli europei quanto una birra all’anno». Questa sarebbe la tesi del presidente lettone Kulbergs.
Ci prendono per il culo, pensano davvero che siamo come i loro sostenitori con l’anello al naso!
Proviamo a fare due conti, perché evidentemente qualcuno spera che nessuno si prenda la briga di guardare le cifre.
Il sostegno complessivo dell’UE e dei suoi Stati membri all’Ucraina ha raggiunto circa 227 miliardi di euro. E parliamo di aiuti militari, finanziari e di altre forme di assistenza, con impegni che non coincidono tutti con spese già effettuate.
Poi c’è il conto della crisi energetica. Uno studio ha stimato in 517-831 miliardi di euro i maggiori costi dei combustibili fossili sostenuti in Europa tra ottobre 2021 e dicembre 2022 rispetto a uno scenario di prezzi normali.
A questi si aggiungono circa 410 miliardi di euro di interventi pubblici contro il caroenergia nell’UE nel triennio 2022-2024. Soldi pubblici utilizzati per tamponare una crisi che ha fatto esplodere le bollette e messo in difficoltà famiglie e imprese.
Il quadro è quello di un disastro economico enorme, al quale si aggiungono materie prime, riorganizzazione delle forniture, perdita di opportunità commerciali, difficoltà industriali e nuove spese militari.
E davanti a tutto questo, cosa fanno i nostri politici?
Meloni, Calenda, Von der Leyen e tutti coloro che continuano a sostenere questa strategia dovrebbero spiegare ai cittadini quali risultati concreti siano stati ottenuti e quale prezzo economico siano ancora disposti a far pagare all’Europa.
Perché l’Italia non naviga nell’oro. Le imprese devono fare i conti con costi energetici e produttivi, le famiglie con bollette e spese quotidiane, mentre l’industria europea deve competere con economie che spesso dispongono di energia a prezzi più bassi.
E allora dov’è la coerenza di chi ci parla continuamente di crescita, competitività, difesa del potere d’acquisto e rilancio industriale, ma considera evidentemente accettabile proseguire una strategia senza chiarire fino in fondo i costi, gli obiettivi e le prospettive?
L’ipocrisia politica sta nel chiedere sacrifici ai cittadini senza rendere conto dei risultati delle proprie decisioni. La malafede, quando c’è, sta nel minimizzare i costi, ignorare le conseguenze scomode e liquidare ogni domanda come se fosse una «Il sostegno all’Ucraina è costato agli europei quanto una birra all’anno». Questa sarebbe la tesi del presidente lettone Kulbergs.
Ma ci prendono per il culo o pensano davvero che siamo tutti scemi?
Facciamo due conti, perché evidentemente qualcuno spera che nessuno si prenda la briga di guardare le cifre.
Il sostegno complessivo dell’UE e dei suoi Stati membri all’Ucraina ha raggiunto circa 227 miliardi di euro. E parliamo di aiuti militari, finanziari e di altre forme di assistenza, con impegni che non coincidono tutti con spese già effettuate.
Poi c’è il conto della crisi energetica. Uno studio ha stimato in 517-831 miliardi di euro i maggiori costi dei combustibili fossili sostenuti in Europa tra ottobre 2021 e dicembre 2022 rispetto a uno scenario di prezzi normali.
A questi si aggiungono circa 410 miliardi di euro di interventi pubblici contro il caroenergia nell’UE nel triennio 2022-2024. Soldi pubblici utilizzati per tamponare una crisi che ha fatto esplodere le bollette e messo in difficoltà famiglie e imprese.
Attenzione: queste cifre non si possono sommare alla cieca. I sussidi servivano anche a compensare i rincari e non tutti i costi sono attribuibili agli aiuti a Kiev. Ma il quadro resta quello di uno shock economico enorme, al quale si aggiungono materie prime, riorganizzazione delle forniture, perdita di opportunità commerciali, difficoltà industriali e nuove spese militari.
E davanti a tutto questo, cosa fanno i nostri politici?
Meloni, Calenda, Von der Leyen e tutti coloro che continuano a sostenere questa strategia dovrebbero spiegare ai cittadini quali risultati concreti siano stati ottenuti e quale prezzo economico siano ancora disposti a far pagare all’Europa.
Ci prendono per il culo, pensano davvero che siamo come i loro sostenitori con l’anello al naso!
Proviamo a fare due conti, perché evidentemente qualcuno spera che nessuno si prenda la briga di guardare le cifre.
Il sostegno complessivo dell’UE e dei suoi Stati membri all’Ucraina ha raggiunto circa 227 miliardi di euro. E parliamo di aiuti militari, finanziari e di altre forme di assistenza, con impegni che non coincidono tutti con spese già effettuate.
Poi c’è il conto della crisi energetica. Uno studio ha stimato in 517-831 miliardi di euro i maggiori costi dei combustibili fossili sostenuti in Europa tra ottobre 2021 e dicembre 2022 rispetto a uno scenario di prezzi normali.
A questi si aggiungono circa 410 miliardi di euro di interventi pubblici contro il caroenergia nell’UE nel triennio 2022-2024. Soldi pubblici utilizzati per tamponare una crisi che ha fatto esplodere le bollette e messo in difficoltà famiglie e imprese.
Il quadro è quello di un disastro economico enorme, al quale si aggiungono materie prime, riorganizzazione delle forniture, perdita di opportunità commerciali, difficoltà industriali e nuove spese militari.
E davanti a tutto questo, cosa fanno i nostri politici?
Meloni, Calenda, Von der Leyen e tutti coloro che continuano a sostenere questa strategia dovrebbero spiegare ai cittadini quali risultati concreti siano stati ottenuti e quale prezzo economico siano ancora disposti a far pagare all’Europa.
Perché l’Italia non naviga nell’oro. Le imprese devono fare i conti con costi energetici e produttivi, le famiglie con bollette e spese quotidiane, mentre l’industria europea deve competere con economie che spesso dispongono di energia a prezzi più bassi.
E allora dov’è la coerenza di chi ci parla continuamente di crescita, competitività, difesa del potere d’acquisto e rilancio industriale, ma considera evidentemente accettabile proseguire una strategia senza chiarire fino in fondo i costi, gli obiettivi e le prospettive?
L’ipocrisia politica sta nel chiedere sacrifici ai cittadini senza rendere conto dei risultati delle proprie decisioni. La malafede, quando c’è, sta nel minimizzare i costi, ignorare le conseguenze scomode e liquidare ogni domanda come se fosse una «Il sostegno all’Ucraina è costato agli europei quanto una birra all’anno». Questa sarebbe la tesi del presidente lettone Kulbergs.
Ma ci prendono per il culo o pensano davvero che siamo tutti scemi?
Facciamo due conti, perché evidentemente qualcuno spera che nessuno si prenda la briga di guardare le cifre.
Il sostegno complessivo dell’UE e dei suoi Stati membri all’Ucraina ha raggiunto circa 227 miliardi di euro. E parliamo di aiuti militari, finanziari e di altre forme di assistenza, con impegni che non coincidono tutti con spese già effettuate.
Poi c’è il conto della crisi energetica. Uno studio ha stimato in 517-831 miliardi di euro i maggiori costi dei combustibili fossili sostenuti in Europa tra ottobre 2021 e dicembre 2022 rispetto a uno scenario di prezzi normali.
A questi si aggiungono circa 410 miliardi di euro di interventi pubblici contro il caroenergia nell’UE nel triennio 2022-2024. Soldi pubblici utilizzati per tamponare una crisi che ha fatto esplodere le bollette e messo in difficoltà famiglie e imprese.
Attenzione: queste cifre non si possono sommare alla cieca. I sussidi servivano anche a compensare i rincari e non tutti i costi sono attribuibili agli aiuti a Kiev. Ma il quadro resta quello di uno shock economico enorme, al quale si aggiungono materie prime, riorganizzazione delle forniture, perdita di opportunità commerciali, difficoltà industriali e nuove spese militari.
E davanti a tutto questo, cosa fanno i nostri politici?
Meloni, Calenda, Von der Leyen e tutti coloro che continuano a sostenere questa strategia dovrebbero spiegare ai cittadini quali risultati concreti siano stati ottenuti e quale prezzo economico siano ancora disposti a far pagare all’Europa.
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Meloni governa l’Italia, Calenda sostiene una linea di appoggio a Kiev, Von der Leyen guida la Commissione europea. Hanno ruoli diversi e responsabilità diverse, ma le loro scelte politiche devono poter essere discusse e giudicate sulla base dei risultati, non degli slogan.
Perché l’Italia non naviga nell’oro. Le imprese devono fare i conti con costi energetici e produttivi, le famiglie con bollette e spese quotidiane, mentre l’industria europea deve competere con economie che spesso dispongono di energia a prezzi più bassi.
E allora dov’è la coerenza di chi ci parla continuamente di crescita, competitività, difesa del potere d’acquisto e rilancio industriale, ma considera evidentemente accettabile proseguire una strategia senza chiarire fino in fondo i costi, gli obiettivi e le prospettive?
L’ipocrisia politica sta nel chiedere sacrifici ai cittadini senza rendere conto dei risultati delle proprie decisioni. La malafede, sta nel minimizzare i costi, ignorare le conseguenze scomode e liquidare ogni domanda come se fosse una colpa.
Il Maresciallo
Perché l’Italia non naviga nell’oro. Le imprese devono fare i conti con costi energetici e produttivi, le famiglie con bollette e spese quotidiane, mentre l’industria europea deve competere con economie che spesso dispongono di energia a prezzi più bassi.
E allora dov’è la coerenza di chi ci parla continuamente di crescita, competitività, difesa del potere d’acquisto e rilancio industriale, ma considera evidentemente accettabile proseguire una strategia senza chiarire fino in fondo i costi, gli obiettivi e le prospettive?
L’ipocrisia politica sta nel chiedere sacrifici ai cittadini senza rendere conto dei risultati delle proprie decisioni. La malafede, sta nel minimizzare i costi, ignorare le conseguenze scomode e liquidare ogni domanda come se fosse una colpa.
Il Maresciallo
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In alcuni, troppi, comuni italici è entrato in vigore il divieto di utilizzo di stufe e camini, specialmente per stufe a biomassa come la mia 😌.
Multe fino a 5k per chi osa tentare di inquinare (intanto regaliamo i missili che distruggono le raffinerie Russe ma quello è inquinamento buono).
Le uniche richieste di deroga possono essere presentate solo ed esclusivamente se non si ha alternative per il riscaldamento.
Ricapitolando : hai una stufa a biomassa, hai montato un fotovoltaico e i condizionatori senza dichiarare nulla? Non hai un problema.
Hai montato i climatizzatori ma non hai il fotovoltaico? Te devi scalda a corrente o prendi 5k di multa.
Questo paese premia l'irregolarità come sempre.
Multe fino a 5k per chi osa tentare di inquinare (intanto regaliamo i missili che distruggono le raffinerie Russe ma quello è inquinamento buono).
Le uniche richieste di deroga possono essere presentate solo ed esclusivamente se non si ha alternative per il riscaldamento.
Ricapitolando : hai una stufa a biomassa, hai montato un fotovoltaico e i condizionatori senza dichiarare nulla? Non hai un problema.
Hai montato i climatizzatori ma non hai il fotovoltaico? Te devi scalda a corrente o prendi 5k di multa.
Questo paese premia l'irregolarità come sempre.
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Leggi semplici mai fatte:
Vai a una manifestazione a viso coperto? 1 mese di carcere senza attenuanti.
Vai a una manifestazione a viso coperto? 1 mese di carcere senza attenuanti.
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Allora, facciamo il punto sulle manifestazioni, cercherò di essere super chiaro. Le manifestazioni pacifiche come quelle dei camionisti non finiscono sui giornali e pertanto servono a poco. Le manifestazioni dei maranza con saccheggio finiscono sui telegiornali ma per i motivi sbagliati e mandano sui coglioni i manifestanti giustificando repressioni violente, che tra l'altro mi auguro. Me le auguro perché sfasciare un negozio a un povero cristo che se alza ogni giorno alle 6 e stacca alle 8 per mantenere la famiglia e pagare il 50%di pizzo allo stato non credo salvi i Palestinesi né abbassi le accise.
Esiste un unico sistema pacifico di protesta e non a caso è una vera mafia negli usa, lo sciopero. Ma in Italia con landini che li organizza il venerdì con le bandiere de Cuba chi cazzo vuoi che aderisca? In un mondo normale con sindacati credibili uno sciopero nazionale ad oltranza vedrai che lo sentivano, ma il sistema ha corrotto tutto e sappiamo che non sarà mai possibile perché i romani insegnano "dividi et impera". La destra non sciopera perché in piazza ci stanno le bandiere comuniste, la sinistra non sciopererebbe perché coi "fascisti" non si parla e così via a catena in un unite rincorrere propositi inapplicabili grazie a una divisione insanabile.
Eh ma se non fai niente dicono che non si fa niente, se manifesti dicono che non devi manifestare.. Esatto, perchée manifestazioni non coinvolgono alcuna lobby di potere facendo casino e saccheggiando negozi. Pensate che rubando scarpe da foot looker cambi un cazzo? Una sega. Provate a non andare a lavoro 2 giorni in 6 7 milioni, poi ne riparliamo se cambia qualcosa.. A velocità imbarazzante cambia ma semo troppo stupidi per capire che il portafoglio è l'unica cosa che capiscono i nostri vertici.
Esiste un unico sistema pacifico di protesta e non a caso è una vera mafia negli usa, lo sciopero. Ma in Italia con landini che li organizza il venerdì con le bandiere de Cuba chi cazzo vuoi che aderisca? In un mondo normale con sindacati credibili uno sciopero nazionale ad oltranza vedrai che lo sentivano, ma il sistema ha corrotto tutto e sappiamo che non sarà mai possibile perché i romani insegnano "dividi et impera". La destra non sciopera perché in piazza ci stanno le bandiere comuniste, la sinistra non sciopererebbe perché coi "fascisti" non si parla e così via a catena in un unite rincorrere propositi inapplicabili grazie a una divisione insanabile.
Eh ma se non fai niente dicono che non si fa niente, se manifesti dicono che non devi manifestare.. Esatto, perchée manifestazioni non coinvolgono alcuna lobby di potere facendo casino e saccheggiando negozi. Pensate che rubando scarpe da foot looker cambi un cazzo? Una sega. Provate a non andare a lavoro 2 giorni in 6 7 milioni, poi ne riparliamo se cambia qualcosa.. A velocità imbarazzante cambia ma semo troppo stupidi per capire che il portafoglio è l'unica cosa che capiscono i nostri vertici.
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Bentley Kiev è terza in classifica dei concessionari Bentley zona EMEA (Europa Middleeast e Africa)
Terza. Misurata su 12 KPI. Inclusi i risultati commerciali.
Nel 2025 ne hanno vendute 20.
20, in un Paese in guerra.
E nonostante questo hanno scalato il podio battendo decine di concessionarie europee. Bentley le premia. Con tanto di “che resilienza!”.
Resilienza un cazzo.
20 Bentley da 300-400 mila euro l’una, vendute mentre l’Europa continua a svuotare le tasche dei suoi cittadini per mandare miliardi a Kiev.
Mentre le imprese chiudono e le famiglie non arrivano a fine mese, a Kiev una ristretta élite di politici, oligarchi e “professionisti” continua a comprare supercar.
Con quali soldi?
Quelli che l’UE regala, ovviamente, quelli che la UE che prende dai bilanci degli Stati.
E La Stampa? Esce con un pezzo dal titolo “La bufala delle tantissime Bentley vendute in Ucraina” e prova a metterci la pezza peggiore del buco. Ammette i 20 pezzi, ammette il terzo posto, ma poi si affretta a dire che “non è un boom”, che è solo “efficienza aziendale” e che non c’è alcuna prova di denaro pubblico sprecato.
Propaganda pro-Kiev spacciata per fact-checking. Invece di fare la domanda ovvia: “con quali soldi comprano queste macchine in un Paese che vive di aiuti europei?” preferiscono raccontare la favoletta della resilienza.
Però mi raccomando continuiamo a venarci e a distruggere le nostre economie per sostenere un tossico e la sua cricca di corrotti.
Il Maresciallo
Terza. Misurata su 12 KPI. Inclusi i risultati commerciali.
Nel 2025 ne hanno vendute 20.
20, in un Paese in guerra.
E nonostante questo hanno scalato il podio battendo decine di concessionarie europee. Bentley le premia. Con tanto di “che resilienza!”.
Resilienza un cazzo.
20 Bentley da 300-400 mila euro l’una, vendute mentre l’Europa continua a svuotare le tasche dei suoi cittadini per mandare miliardi a Kiev.
Mentre le imprese chiudono e le famiglie non arrivano a fine mese, a Kiev una ristretta élite di politici, oligarchi e “professionisti” continua a comprare supercar.
Con quali soldi?
Quelli che l’UE regala, ovviamente, quelli che la UE che prende dai bilanci degli Stati.
E La Stampa? Esce con un pezzo dal titolo “La bufala delle tantissime Bentley vendute in Ucraina” e prova a metterci la pezza peggiore del buco. Ammette i 20 pezzi, ammette il terzo posto, ma poi si affretta a dire che “non è un boom”, che è solo “efficienza aziendale” e che non c’è alcuna prova di denaro pubblico sprecato.
Propaganda pro-Kiev spacciata per fact-checking. Invece di fare la domanda ovvia: “con quali soldi comprano queste macchine in un Paese che vive di aiuti europei?” preferiscono raccontare la favoletta della resilienza.
Però mi raccomando continuiamo a venarci e a distruggere le nostre economie per sostenere un tossico e la sua cricca di corrotti.
Il Maresciallo
🤮26🤡3❤2
Questa è Pasqualina Cufaro detta Pasqualina Setteschifezze.
Pasqualina nasce nel 1975 a Napoli, figlia unica di due magistrati, Antonino Cufaro di Torre del greco, e Loredana Puzzoni Brambilla di Pavia, detta Lory la rossa, trapiantata giovanissima a Napoli dopo la vittoria del “concorsone” del ’69 (Loredana è la figlia del portaborse del FU onorevole Gianguido Guidobaldi Bernasconi).
Mamma e papà, pardon genitore 1 e 2 sono due illuminati progressisti appartenenti a magistratura democratica che hanno cresciuto Pasqualina nel culto della superiorità morale ed intellettuale della sinistra.
Dal loro attico del Vomero hanno insegnato tutto alla piccola Pasqualina da come bere il caffè col mignolo alzato al bar, alla comprensione accompagnata dal giusto distanziamento del volgo ignorante.
Pasqualina ha cominciato a farsi le prime canne insieme ai figli degli amici dei genitori durante le cene da loro organizzate, tra questi c’era anche Aniello Santaniello, figlio di dirigenti statali, che secondo i piani delle famiglie avrebbe dovuto sposare Pasqualina e fondare una dinastia di colletti bianchi (alla faccia del patriarcato), la storia tra Pasqualina e Aniello non ha mai decollato, Lei diceva che “ o tiene piccolo” lui “ è chiatta e puzza comm ‘na chiavica”
A dodici anni comincia a frequentare il centro sociale Jesopazzo, dove conosce il suo primo amore il ventenne Ciro detto ‘o smandruppatore con cui ha una relazione aperta e che la inizia al sesso senza protezioni e sotto stupefacenti.
Dalla storia con Ciro ‘o smandruppatore, la piccola e dolce Pasqualina rimane incinta 2 volte, purtroppo tutte e due le volte le gravidanze si sono interrotte “per cause naturali” presso la migliore clinica privata Napoletana.
Iscritta d’ufficio al IV ginnasio sez.A del prestigioso Sannazzaro, si presenta il primo giorno di scuola in leggero sovrappeso, capelli viola, e calze a rete da cui buchi fuoriesce il grasso in eccesso e circa il 37% del corpo coperto da tatuaggio di pessima fattura, orecchino al naso e piercing sulla lingua, leggins cortissimi (prima donna italiana ad essere soprannominata ZOCCOLA DI CAMMELLA)
Il giovane bidello Angelino detto ‘o spaccino fiutando il buon partito, circuisce la piccola e innocente , grazie a cospicue donazioni di droghe di prima scelta, chiaramente anche lui frequentatore del Je so pazzo.
Al compimento dei 18 anni Pasqualina riceve per regalo, la patente ed una Saab9003 cabriolet gialla con cambio automatico.
Due sere dopo distrugge la macchina, dopo non essersi fermata all’Alt dei carabinieri, sbandando ed investendo il povero Gennaro Tufano detto “fortunello” operaio cassaintegrato delle acciaierie di Bagnoli, alla fine delle perizie risultò che, nonostante il basso tasso di sangue nell’alcool e la positività a mariuana, cocaina e ketamina riscontrati in Pasqualina, l’incidente fu causato dall’attraversamento a velocità elevata 10 cm fuori dalle strisce pedonali di “fortunello”, agli atti non risulta alcun posto di blocco dei Carabinieri quella sera.
Il padre per punizione decide di non comprargli più auto cabrio, e gli compra solo una Mini super accessoriata.
Nel frattempo Pasqualina e Angelino nei pomeriggi allo Je so pazzo si danno al sesso libero, Pasqualina arriverà alla maturità del ’94 con all’attivo 3 interruzioni di gravidanza, un principio di scabbia, 4 infestazioni di piattole e 2 di pidocchi, 30 kg e 16cm in più rispetto all’iscrizione, il conto delle docce è intorno alla doppia decina.
Sempre ai tempi del liceo finisce 6 volte in questura a seguito degli scontri durante varie manifestazioni contro o per Nato, Polizia, Fascismo, scuola, disoccupazione e monnezza; è stata sempre salvata dai genitori anche dopo una sassata che è costato un occhio ad un poliziotto al grido ACAB.
Pasqualina nasce nel 1975 a Napoli, figlia unica di due magistrati, Antonino Cufaro di Torre del greco, e Loredana Puzzoni Brambilla di Pavia, detta Lory la rossa, trapiantata giovanissima a Napoli dopo la vittoria del “concorsone” del ’69 (Loredana è la figlia del portaborse del FU onorevole Gianguido Guidobaldi Bernasconi).
Mamma e papà, pardon genitore 1 e 2 sono due illuminati progressisti appartenenti a magistratura democratica che hanno cresciuto Pasqualina nel culto della superiorità morale ed intellettuale della sinistra.
Dal loro attico del Vomero hanno insegnato tutto alla piccola Pasqualina da come bere il caffè col mignolo alzato al bar, alla comprensione accompagnata dal giusto distanziamento del volgo ignorante.
Pasqualina ha cominciato a farsi le prime canne insieme ai figli degli amici dei genitori durante le cene da loro organizzate, tra questi c’era anche Aniello Santaniello, figlio di dirigenti statali, che secondo i piani delle famiglie avrebbe dovuto sposare Pasqualina e fondare una dinastia di colletti bianchi (alla faccia del patriarcato), la storia tra Pasqualina e Aniello non ha mai decollato, Lei diceva che “ o tiene piccolo” lui “ è chiatta e puzza comm ‘na chiavica”
A dodici anni comincia a frequentare il centro sociale Jesopazzo, dove conosce il suo primo amore il ventenne Ciro detto ‘o smandruppatore con cui ha una relazione aperta e che la inizia al sesso senza protezioni e sotto stupefacenti.
Dalla storia con Ciro ‘o smandruppatore, la piccola e dolce Pasqualina rimane incinta 2 volte, purtroppo tutte e due le volte le gravidanze si sono interrotte “per cause naturali” presso la migliore clinica privata Napoletana.
Iscritta d’ufficio al IV ginnasio sez.A del prestigioso Sannazzaro, si presenta il primo giorno di scuola in leggero sovrappeso, capelli viola, e calze a rete da cui buchi fuoriesce il grasso in eccesso e circa il 37% del corpo coperto da tatuaggio di pessima fattura, orecchino al naso e piercing sulla lingua, leggins cortissimi (prima donna italiana ad essere soprannominata ZOCCOLA DI CAMMELLA)
Il giovane bidello Angelino detto ‘o spaccino fiutando il buon partito, circuisce la piccola e innocente , grazie a cospicue donazioni di droghe di prima scelta, chiaramente anche lui frequentatore del Je so pazzo.
Al compimento dei 18 anni Pasqualina riceve per regalo, la patente ed una Saab9003 cabriolet gialla con cambio automatico.
Due sere dopo distrugge la macchina, dopo non essersi fermata all’Alt dei carabinieri, sbandando ed investendo il povero Gennaro Tufano detto “fortunello” operaio cassaintegrato delle acciaierie di Bagnoli, alla fine delle perizie risultò che, nonostante il basso tasso di sangue nell’alcool e la positività a mariuana, cocaina e ketamina riscontrati in Pasqualina, l’incidente fu causato dall’attraversamento a velocità elevata 10 cm fuori dalle strisce pedonali di “fortunello”, agli atti non risulta alcun posto di blocco dei Carabinieri quella sera.
Il padre per punizione decide di non comprargli più auto cabrio, e gli compra solo una Mini super accessoriata.
Nel frattempo Pasqualina e Angelino nei pomeriggi allo Je so pazzo si danno al sesso libero, Pasqualina arriverà alla maturità del ’94 con all’attivo 3 interruzioni di gravidanza, un principio di scabbia, 4 infestazioni di piattole e 2 di pidocchi, 30 kg e 16cm in più rispetto all’iscrizione, il conto delle docce è intorno alla doppia decina.
Sempre ai tempi del liceo finisce 6 volte in questura a seguito degli scontri durante varie manifestazioni contro o per Nato, Polizia, Fascismo, scuola, disoccupazione e monnezza; è stata sempre salvata dai genitori anche dopo una sassata che è costato un occhio ad un poliziotto al grido ACAB.
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