IL DUCA
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Canale Ufficiale del sempre bannato Duca
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La fine dell’euro non determina il crollo dell’economia europea, ma obbliga ogni Stato a ridefinire le proprie politiche economiche e monetarie.
La Germania mantiene una valuta forte, ma perde parte del vantaggio competitivo derivante dalla precedente struttura monetaria.
I Paesi mediterranei recuperano strumenti di politica economica e monetaria, pur dovendo affrontare le difficoltà della transizione.
L’Italia, grazie al lavoro iniziato nel 2011, è tra i Paesi che affrontano questo passaggio con una struttura energetica e industriale già riorganizzata.
2020: il nuovo ordine mediterraneo
All’inizio del 2020 l’Europa è irriconoscibile rispetto a quella di nove anni prima.
L’Unione europea non esiste più nella sua forma originaria.
L’euro è stato definitivamente abbandonato come moneta comune.
Gli Stati hanno recuperato le rispettive valute e la possibilità di definire autonomamente le proprie politiche economiche.
L’Italia si presenta come uno dei principali protagonisti del nuovo scenario.
La Nuova Lira è ormai stabilizzata.
La politica energetica costruita a partire dal 2011 ha trasformato il Paese in un centro di distribuzione fondamentale per l’Europa meridionale.
Il rapporto con la Russia è diventato uno degli assi portanti della politica estera italiana, insieme alle relazioni con Algeria e Libia.
La Grecia, risparmiata dalla devastazione economica del programma della Troika, è diventata un partner industriale e logistico di Roma.
Il Patto di Roma si è trasformato in una piattaforma permanente di cooperazione mediterranea.
L’Italia ha sviluppato una rete di accordi commerciali con i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, mentre il suo sistema portuale è diventato un punto di riferimento per le rotte tra Asia, Mediterraneo e continente europeo.
La politica industriale ha prodotto risultati importanti.
La chimica italiana, la meccanica, la siderurgia, l’automotive e la cantieristica hanno recuperato competitività.
 
Il costo dell’energia, pur soggetto alle oscillazioni dei mercati internazionali, rimane relativamente contenuto grazie alla diversificazione degli approvvigionamenti e ai contratti di lungo periodo.
Il Paese ha recuperato una parte significativa della propria capacità produttiva.
Ma soprattutto è cambiato il suo ruolo politico.
Nel febbraio 2020, Roma ospita il primo vertice del nuovo Consiglio Mediterraneo, al quale partecipano Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Algeria, Libia, Russia e altri Paesi interessati alla cooperazione economica e infrastrutturale.
Berlusconi, ormai figura storica della politica italiana, apre i lavori con un discorso che viene ripreso dalle principali televisioni internazionali:
«Per troppo tempo ci è stato detto che non esisteva alternativa. Che la moneta era intoccabile, che i trattati erano irreversibili, che i mercati dovevano decidere al posto dei governi e che il destino delle nazioni fosse ormai scritto.
Nel 2011 l’Italia ha deciso di non accettare questa idea.
Non abbiamo costruito un’Europa contro qualcuno. Abbiamo semplicemente ricordato che l’Europa non può esistere senza le sue nazioni.
Oggi siamo qui perché abbiamo scelto di cooperare senza rinunciare alla nostra identità.
Il Mediterraneo non è la periferia dell’Europa. È una delle sue porte sul mondo.
E l’Italia, finalmente, ha ricominciato a comportarsi da protagonista».
Il discorso viene accolto da un lungo applauso.
 
Epilogo – Il decennio che non ci fu
Nel 2020, gli storici cominciano a utilizzare una definizione per descrivere il periodo iniziato nove anni prima: la Rivoluzione mediterranea.
Il 2011, nella storia reale, era stato l’anno della crisi del debito sovrano, delle dimissioni di Berlusconi, dell’avvento del governo Monti e dell’inizio di una lunga stagione di austerità.
In questa storia alternativa è diventato l’anno della svolta.
Cinque eventi hanno cambiato il destino del continente:
1. La morte dei principali esponenti dell’amministrazione Obama ha modificato gli equilibri della politica estera americana e impedito che Washington sostenesse l’intervento in Libia.
2.
La resistenza di Berlusconi alle pressioni europee ha impedito il cambio di governo nel 2011 e aperto la strada a una politica economica autonoma.
3. Il mantenimento della Libia di Gheddafi ha preservato gli interessi energetici italiani e la stabilità di un partner strategico.
4. La costruzione dell’asse energetico italo-russo-algerino-libico, con la Grecia come snodo, ha dato all’Italia una centralità economica e diplomatica senza precedenti.
5. La crisi dell’euro, aggravata dalle divergenze tra le economie europee, ha portato alla dissoluzione dell’Unione europea nella sua forma originaria.
La Grecia non ha conosciuto il decennio perduto della nostra storia.
L’Italia non ha attraversato la lunga stagnazione industriale.
La Germania ha dovuto rinunciare a parte della propria influenza economica e politica.
La Russia ha trovato nel Mediterraneo un interlocutore europeo stabile.
La Francia e il Regno Unito hanno visto ridimensionato il proprio ruolo internazionale.
Naturalmente, il nuovo ordine non è privo di tensioni. La dipendenza energetica, gli equilibri militari, la gestione delle valute e le rivalità commerciali continuano a rappresentare sfide importanti.
Ma una cosa è cambiata definitivamente.
L’Italia non è più il Paese che subisce le decisioni altrui.
E tutto era cominciato con una lettera strappata, una guerra non combattuta e una moneta che nessuno, a Bruxelles, pensava potesse mai esistere.
Era il 2011. L’annus horribilis che non fu.

Il Maresciallo
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Ero in un tabacchi a comprare i sigari, c'era un ispettore che voleva fare 2000 euro di multa perché non aveva il cartello "gioca responsabilmente" o una roba simile. Siamo un paese finito.
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Oh, ma voi l’avete visti oggi i russi?
Fatemi sapere.
Il Maresciallo.
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Gentilmente e seriamente, qualcuno mi spiega come può un hacker trasformare un frigorifero in un forno mandandolo a una temperatura superiore a quella ambiente? Io non sapevo avessero la capacità di riscaldarsi... È forse una procedura che non conosco?
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IL DUCA
Gentilmente e seriamente, qualcuno mi spiega come può un hacker trasformare un frigorifero in un forno mandandolo a una temperatura superiore a quella ambiente? Io non sapevo avessero la capacità di riscaldarsi... È forse una procedura che non conosco?
Agiscono sul sistema di sbrinamento che è un circuito separato da quello frigorifero, se lo sbrinamento non ha sicurezze meccaniche, continua a scaldarsi raggiungendo temperature elevate.
Quello che non capisco io è perché bisogna avere il controllo remoto dei frigo accessibile anche dall’esterno, fai un sistema locale, c’è un guasto o un principio di guasto il manutentore del negozio chiama l’assistenza, invece l’assistenza deve monitorare il tuo frigo ed essere in grado di gestirlo da remoto…
Il Maresciallo.
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Abbiamo fatto bene a mettere la sicurezza informatica nazionale in mano a Israele... Tutto funziona e soprattutto è una scelta sovranista della Giorgia nazionale... Sovranità!
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Di solito sono sempre d’accordo con Francesca Totolo, ma stavolta devo dissentire.
Continuando così nei prossimi decenni l’unico argomento di studio sarà il corano.
Il Maresciallo.
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