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Questa cosa mi fa ridere perché Putin... Fosse stata la Meloni avrei gridato alla dittatura. La realtà è che piaccia o no Putin è un vero leader.
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I tecnici di space X ci fanno sapere che per andare sulla luna starship (il razzo più grande mai costruito) 120mt di altezza e 33 motori non sarebbe in grado di andare e tornare. Aggiungono che secondo alcuni calcoli ne servirebbero 12 per quel tipo di viaggio.. 12.
Il razzo che invece dovrebbe riportarci sulla luna e che Europa e usa finanziano da lustri si chiama sls ed è più piccolo ed ha meno potenza del saturn che ci portò sulla luna nel 69 che a sua volta è più piccolo del razzo di Musk.
Per farla corta le dimensioni e la potenza influenzano 2 macro particolari : la velocità di uscita dalla gravità terrestre e il quantitativo di carburante/accessori trasportabile.
Se secondo lo staff di Musk occorrono 12 starship per andare sulla luna, tralasciando il 1969, come cazzo pensano di andarci con Artemis?
In sintesi, stampate un cartello con scritto "siamo stati sulla luna nel 1969 e stiamo per tornarci con Artemis" poi mettete quel cartello sul cruscotto della vostra auto e potrete parcheggiare ovunque.
Il razzo che invece dovrebbe riportarci sulla luna e che Europa e usa finanziano da lustri si chiama sls ed è più piccolo ed ha meno potenza del saturn che ci portò sulla luna nel 69 che a sua volta è più piccolo del razzo di Musk.
Per farla corta le dimensioni e la potenza influenzano 2 macro particolari : la velocità di uscita dalla gravità terrestre e il quantitativo di carburante/accessori trasportabile.
Se secondo lo staff di Musk occorrono 12 starship per andare sulla luna, tralasciando il 1969, come cazzo pensano di andarci con Artemis?
In sintesi, stampate un cartello con scritto "siamo stati sulla luna nel 1969 e stiamo per tornarci con Artemis" poi mettete quel cartello sul cruscotto della vostra auto e potrete parcheggiare ovunque.
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Carlo Calenda, politico di buona famiglia con più Lacoste che elettori, pur di strappare due minuti di visibilità rilancia il Corriere della Sera come fosse un oracolo: se scrivono che i russi hanno disturbato il GPS in Bulgaria (che non confina nemmeno con l’Ucraina), allora dev’essere vero… Putin in persona decide di disturbare i segnali satellitari nei cieli Bulgari solo per rompere i coglioni a Ursula von der Leyen, una nullità politica che ormai non è bona neanche per i meme.
Peccato che quando ci sono verità conclamate, tipo il Nord Stream fatto saltare dagli ucraini, da Calenda e compagnia arriva il silenzio tombale, Zero commenti, MUTISSIMI!
Ma il problema è sempre lo stesso, non si scappa, questo circuito autoreferenziale di amichetti, media e prostitute varie, funziona come una cassa di risonanza per stronzate.
Uno lancia una fesseria, un altro la rilancia, un terzo applaude… ed ecco che diventa “verità”.
L’abbiamo imparato col Covid e chi ci crede ancora è un povero coglione.
Il Maresciallo
Peccato che quando ci sono verità conclamate, tipo il Nord Stream fatto saltare dagli ucraini, da Calenda e compagnia arriva il silenzio tombale, Zero commenti, MUTISSIMI!
Ma il problema è sempre lo stesso, non si scappa, questo circuito autoreferenziale di amichetti, media e prostitute varie, funziona come una cassa di risonanza per stronzate.
Uno lancia una fesseria, un altro la rilancia, un terzo applaude… ed ecco che diventa “verità”.
L’abbiamo imparato col Covid e chi ci crede ancora è un povero coglione.
Il Maresciallo
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Forse, dico forse la gente si sta un po’ risvegliando dal torpore in cui è stata ridotta dalla disinformazione organizzata e sistemica!
Sulla notizia balla di Rainews sul sabotaggio del segnale GPS durante l’atterraggio della Von Der Leyen in Bulgaria, secondo cui HA STATO PUTIN, su 7400 reaction ci sono 6300 risate e solo 867 like.
Per chiudere in bellezza e mostrare la propria incompetenza Rainews mette una foto di Ursula che viaggia in elicottero mentre il presunto “attacco” sarebbe avvenuto mentre viaggiava in aereo…..
Il Maresciallo
Sulla notizia balla di Rainews sul sabotaggio del segnale GPS durante l’atterraggio della Von Der Leyen in Bulgaria, secondo cui HA STATO PUTIN, su 7400 reaction ci sono 6300 risate e solo 867 like.
Per chiudere in bellezza e mostrare la propria incompetenza Rainews mette una foto di Ursula che viaggia in elicottero mentre il presunto “attacco” sarebbe avvenuto mentre viaggiava in aereo…..
Il Maresciallo
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In quale stato si contano mediamente 30 arresti al giorno per post sui social ritenuti offensivi o sovversivi?
Anonymous Poll
1%
RUSSIA
2%
IRAN
2%
CINA
95%
INGHILTERRA
Aggiungo al sondaggio. La maggior parte di questi post vengono ritenuti "linguaggio di odio" poiché estremamente critici o razzisti verso stupratori stranieri e verso il governo che li sostiene. Tra questi ci sono numerosi genitori arrestati per aver scritto post contro li stupratori dei figli.
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Pensavate che HA STATO PUTIN a far uccidere il leader di Svoboda Parubiy?
E invece no: è stato un cittadino incazzato che ha perso il figlio disperso in guerra dal 2023.
La narrazione era pronta: “omicidio politico, mano di Mosca, operazione dei servizi russi”. E invece la realtà è molto meno cinematografica e molto più devastante: un padre che non ha più niente da perdere. Mikhail Szelnikov, un signore di Leopoli, ha confessato di aver ucciso Parubij. Non perché pagato, non perché ricattato. Lo ha fatto per rabbia, per vendetta, per disperazione.
E la frase che ha pronunciato è una pugnalata più forte di qualsiasi arma: «Questa è la mia vendetta personale contro le autorità ucraine». Non contro Putin, non contro Mosca: contro Kiev.
Szelnikov non è un eroe, sia chiaro. Ma è il simbolo di un Paese che ha chiesto ai suoi cittadini il sacrificio estremo – i figli al fronte – e in cambio ha lasciato solo macerie, bugie e silenzi. Il figlio arruolato, spedito a Bakhmut, disperso nel fango, mai più ritrovato. Il padre che chiede risposte e trova solo muri. Alla fine ha scelto la via più brutale: far saltare uno dei volti dell’establishment nazionalista ucraino.
Il bello (si fa per dire) è che ora Kiev si ritrova con un paradosso da manuale: non può gridare al “complotto russo” perché l’assassino si è autodenunciato davanti ai giornalisti, né può liquidarlo come un folle isolato, perché le sue parole – dure, lucide, feroci – rappresentano la frustrazione di tanti che hanno perso tutto.
E poi c’è la beffa finale: Szelnikov vuole essere scambiato ai russi per poter cercare il corpo del figlio. E questo dice tutto. Non crede più al suo Stato, si affida al nemico.
In Ucraina c’è una guerra esterna, ma anche una interna: quella tra i cittadini e le autorità che pretendono sangue e sacrificio senza dare nulla in cambio. La morte di Parubij non è un giallo internazionale: è un grido di disperazione che Kiev farebbe bene ad ascoltare.
Altrimenti, altro che Putin: a minare l’Ucraina rischiano di essere i suoi stessi cittadini, stanchi di morire due volte, al fronte e nell’indifferenza.
Il Maresciallo
E invece no: è stato un cittadino incazzato che ha perso il figlio disperso in guerra dal 2023.
La narrazione era pronta: “omicidio politico, mano di Mosca, operazione dei servizi russi”. E invece la realtà è molto meno cinematografica e molto più devastante: un padre che non ha più niente da perdere. Mikhail Szelnikov, un signore di Leopoli, ha confessato di aver ucciso Parubij. Non perché pagato, non perché ricattato. Lo ha fatto per rabbia, per vendetta, per disperazione.
E la frase che ha pronunciato è una pugnalata più forte di qualsiasi arma: «Questa è la mia vendetta personale contro le autorità ucraine». Non contro Putin, non contro Mosca: contro Kiev.
Szelnikov non è un eroe, sia chiaro. Ma è il simbolo di un Paese che ha chiesto ai suoi cittadini il sacrificio estremo – i figli al fronte – e in cambio ha lasciato solo macerie, bugie e silenzi. Il figlio arruolato, spedito a Bakhmut, disperso nel fango, mai più ritrovato. Il padre che chiede risposte e trova solo muri. Alla fine ha scelto la via più brutale: far saltare uno dei volti dell’establishment nazionalista ucraino.
Il bello (si fa per dire) è che ora Kiev si ritrova con un paradosso da manuale: non può gridare al “complotto russo” perché l’assassino si è autodenunciato davanti ai giornalisti, né può liquidarlo come un folle isolato, perché le sue parole – dure, lucide, feroci – rappresentano la frustrazione di tanti che hanno perso tutto.
E poi c’è la beffa finale: Szelnikov vuole essere scambiato ai russi per poter cercare il corpo del figlio. E questo dice tutto. Non crede più al suo Stato, si affida al nemico.
In Ucraina c’è una guerra esterna, ma anche una interna: quella tra i cittadini e le autorità che pretendono sangue e sacrificio senza dare nulla in cambio. La morte di Parubij non è un giallo internazionale: è un grido di disperazione che Kiev farebbe bene ad ascoltare.
Altrimenti, altro che Putin: a minare l’Ucraina rischiano di essere i suoi stessi cittadini, stanchi di morire due volte, al fronte e nell’indifferenza.
Il Maresciallo
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IL DUCA
In quale stato si contano mediamente 30 arresti al giorno per post sui social ritenuti offensivi o sovversivi?
Per la cronaca la risposta giusta era Inghilterra... Chi ha sbagliato legge troppo "la repubblica" temo.
😁31👍6
Tadahhh!!
Ecco l’ultima perla di comunicazione politica: Giorgia Meloni in versione Baggio biondo (anche se pare più Caniggia) che, con la maglia della Nazionale, scarta i “feroci” (senza E) comunisti rimasti intrappolati negli anni ’70, con tanto di falce e martello stampata addosso. Manca solo Che Guevara in porta e Stalin come arbitro, e siamo a cavallo.
Siamo al punto in cui l’anticomunismo da fumetto di Fratelli d’Italia riesce a rivaleggiare per idiozia con l’antifascismo vuoto ignorante e di facciata agitato dei sinistrolesi: due facce della stessa medaglia, entrambe dedicate a minus habens lobotomizzati che hanno bisogno del nemico immaginario per nascondere e giustificare la carenza di argomenti.
La politica oggi è ridotta ad un meme: invece di idee, scarabocchi generati con l’AI. Invece di programmi, spot pubblicitari. Ormai manca solo che alle prossime elezioni ci presentino la Meloni come Super Saiyan contro i “comunisti di Namecc”.
Il Maresciallo
Ecco l’ultima perla di comunicazione politica: Giorgia Meloni in versione Baggio biondo (anche se pare più Caniggia) che, con la maglia della Nazionale, scarta i “feroci” (senza E) comunisti rimasti intrappolati negli anni ’70, con tanto di falce e martello stampata addosso. Manca solo Che Guevara in porta e Stalin come arbitro, e siamo a cavallo.
Siamo al punto in cui l’anticomunismo da fumetto di Fratelli d’Italia riesce a rivaleggiare per idiozia con l’antifascismo vuoto ignorante e di facciata agitato dei sinistrolesi: due facce della stessa medaglia, entrambe dedicate a minus habens lobotomizzati che hanno bisogno del nemico immaginario per nascondere e giustificare la carenza di argomenti.
La politica oggi è ridotta ad un meme: invece di idee, scarabocchi generati con l’AI. Invece di programmi, spot pubblicitari. Ormai manca solo che alle prossime elezioni ci presentino la Meloni come Super Saiyan contro i “comunisti di Namecc”.
Il Maresciallo
👏40👍9
È appena giunta la notizia della morte del settimo membro della AFD in poche settimane e in vista delle elezioni. Fosse successo in Russia gli ha stato Putin piovevano.
👍39❤5😢4
Spiegavo a mio figlio che la democrazia è un utopia come il comunismo, solo che il comunismo esiste anche se ibrido, mentre la democrazia no.
Di certo il comunismo marxista è una montagna di merda, ma il paragone tra qualunque Dittatura e la democrazia in stati non terzo mondo è impietoso.
In tempi come questi andrebbe di fatto programmato come organizzare lo stato nei prossimi 20 anni minimo e di conseguenza le aziende, le industrie e i meccanismi connessi.
Ad esempio se io volessi abbassare i costi di produzione e dare il via a un meccanismo di elittrificazione del parco auto nazionale avrei bisogno di progettare e mettere in opera numerose infrastrutture, senza girarci intorno serve il nucleare a breve e le rinnovabili a lungo termine ( la Cina insegna).
Un progetto ventennale del genere, considerando che in 20 anni cambi di media 10 governi, in democrazia e soprattutto in Italia è praticamente impossibile, perché parliamo di almeno 30 reattori e ogni Campagna elettorale si terrà su chi vuol fermare il progetto e chi vuole andare avanti, se sei fortunato ci metti 50 anni e quando avrai finito sarai 40 anni dietro agli stati concorrenti.
Nella dittatura invece, come diceva mio nonno " il Duce ha chiesto un ponte e noi il giorno dopo stavamo lì con le ruspe senza sapere ancora il progetto"
Di certo il comunismo marxista è una montagna di merda, ma il paragone tra qualunque Dittatura e la democrazia in stati non terzo mondo è impietoso.
In tempi come questi andrebbe di fatto programmato come organizzare lo stato nei prossimi 20 anni minimo e di conseguenza le aziende, le industrie e i meccanismi connessi.
Ad esempio se io volessi abbassare i costi di produzione e dare il via a un meccanismo di elittrificazione del parco auto nazionale avrei bisogno di progettare e mettere in opera numerose infrastrutture, senza girarci intorno serve il nucleare a breve e le rinnovabili a lungo termine ( la Cina insegna).
Un progetto ventennale del genere, considerando che in 20 anni cambi di media 10 governi, in democrazia e soprattutto in Italia è praticamente impossibile, perché parliamo di almeno 30 reattori e ogni Campagna elettorale si terrà su chi vuol fermare il progetto e chi vuole andare avanti, se sei fortunato ci metti 50 anni e quando avrai finito sarai 40 anni dietro agli stati concorrenti.
Nella dittatura invece, come diceva mio nonno " il Duce ha chiesto un ponte e noi il giorno dopo stavamo lì con le ruspe senza sapere ancora il progetto"
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