A prescindere da propal o pro Israele, io sono e sempre sarò un anti nasonico.
Quello che mi stupisce ultimamente è come persone che condividono con me molti pensieri abbocchino incondizionatamente alla propaganda Israeliana senza porsi domande. L'ultima è che quei 4 scappati in barca direzione Gaza se tirano in testa da soli i razzi di segnalazione.
Ora, a prescindere da come la si pensi, se una persona sa minimamente di cosa parla, saprebbe che quei razzi MINIMO si alzano 300 metri. Se non sei un finocchio che vive su netflix come cazzo fai a pensare di lanciarti in verticale un razzo di segnalazione in fiamme e sperare di farlo cadere perfettamente perpendicolare sopra a te? Ma infondo credono che siamo stati sulla luna... Chi sono io per limitare il credo a qualcuno?
Quello che mi stupisce ultimamente è come persone che condividono con me molti pensieri abbocchino incondizionatamente alla propaganda Israeliana senza porsi domande. L'ultima è che quei 4 scappati in barca direzione Gaza se tirano in testa da soli i razzi di segnalazione.
Ora, a prescindere da come la si pensi, se una persona sa minimamente di cosa parla, saprebbe che quei razzi MINIMO si alzano 300 metri. Se non sei un finocchio che vive su netflix come cazzo fai a pensare di lanciarti in verticale un razzo di segnalazione in fiamme e sperare di farlo cadere perfettamente perpendicolare sopra a te? Ma infondo credono che siamo stati sulla luna... Chi sono io per limitare il credo a qualcuno?
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Charlie Kirk, ha avuto il coraggio di affrontare i suoi avversari a viso aperto, portando il dibattito nei campus americani ormai soffocati dal conformismo ideologico. Con logica e parola ha smontato la fragilità della cultura woke, mostrando come chi si proclama “tollerante” in realtà non sopporti il confronto.
Dietro la maschera della bontà progressista emergono rabbia e intolleranza: la cultura che predica inclusione si rivela invece un branco di cani rabbiosi incapaci di sostenere il dialogo libero.
Nell’epoca della codardia, della diffamazione facile e del vittimismo eretto a virtù, la scelta di affrontare il pubblico a viso aperto diventa un atto rivoluzionario.
E proprio per questo acquista un valore enorme: non perché debba piacere o essere d’accordo con tutto ciò che Charlie Kirk sosteneva, ma perché dimostrava, con la pratica, che il dibattito libero è possibile e che smaschera l’ipocrisia di chi, mentre si erge a paladino della tolleranza, in realtà è solo il più intollerante di tutti.
Eppure, ieri, Charlie Kirk è stato assassinato in un campus dello Utah.
Gli hanno sparato mentre faceva ciò che aveva sempre fatto: parlare, discutere, sfidare l’ideologia dominante con la forza della parola.
Ed è proprio questo il punto: la propaganda progressista, che a parole invoca tolleranza e pace, finisce per alimentare un clima di odio feroce che partorisce mostri convinti di essere nel giusto, giustificando persino le peggiori atrocità.
È a questo che porta l’ideologia progressista e woke: alla cancellazione non solo delle idee, ma delle persone stesse che osano pensarla diversamente.
Charlie Kirk, assassinato a 31 anni, lascia una moglie e due bambini.
Il Maresciallo
Dietro la maschera della bontà progressista emergono rabbia e intolleranza: la cultura che predica inclusione si rivela invece un branco di cani rabbiosi incapaci di sostenere il dialogo libero.
Nell’epoca della codardia, della diffamazione facile e del vittimismo eretto a virtù, la scelta di affrontare il pubblico a viso aperto diventa un atto rivoluzionario.
E proprio per questo acquista un valore enorme: non perché debba piacere o essere d’accordo con tutto ciò che Charlie Kirk sosteneva, ma perché dimostrava, con la pratica, che il dibattito libero è possibile e che smaschera l’ipocrisia di chi, mentre si erge a paladino della tolleranza, in realtà è solo il più intollerante di tutti.
Eppure, ieri, Charlie Kirk è stato assassinato in un campus dello Utah.
Gli hanno sparato mentre faceva ciò che aveva sempre fatto: parlare, discutere, sfidare l’ideologia dominante con la forza della parola.
Ed è proprio questo il punto: la propaganda progressista, che a parole invoca tolleranza e pace, finisce per alimentare un clima di odio feroce che partorisce mostri convinti di essere nel giusto, giustificando persino le peggiori atrocità.
È a questo che porta l’ideologia progressista e woke: alla cancellazione non solo delle idee, ma delle persone stesse che osano pensarla diversamente.
Charlie Kirk, assassinato a 31 anni, lascia una moglie e due bambini.
Il Maresciallo
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Quando strappi la lingua ad un uomo non dimostri di aver ragione, dimostri soltanto che non vuoi che parli.
RIP Charlie.
RIP Charlie.
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Ragionando da complottista, direi prima di tutto fate screen.
La morte di Kirk potrebbe essere la scusa per ammazzare qualcuno sgradito a sinistra....
La morte di Kirk potrebbe essere la scusa per ammazzare qualcuno sgradito a sinistra....
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I Russi incollano i droni con il nastro adesivo. Se fossi complottista penserei questo : esiste un paese pieno di rottami di droni? Se esistesse questo paese potrebbe ricomporli con lo scotch? Se lo facesse potrebbe darli a un paese che grazie alla presenza di questi droni potrebbe ricevere sostanziosi finanziamenti per la difesa, tipo 48 miliardi di euro?
Ecco.... Fate voi.
Ecco.... Fate voi.
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Il Parlamento UE è una fogna a cielo aperto, va sempre ricordato.
5 anni fa il presidente Sassoli decise di commemorare con un minuto di silenzio un tossico pregiudicato, George Floyd, morto durante un fermo di polizia, fermo avvenuto a seguito di un reato che stava commettendo mentre era strafatto.
Oggi Roberta Metsola, attuale presidente di quella fogna a cielo aperto, respinge la richiesta di alcuni parlamentari di dedicare un minuto di silenzio per commemorare Charlie Kirk, assassinato mentre dibatteva.
Allora si scelse di onorare una vicenda avvenuta oltreoceano, che ha scatenato mesi di proteste e violenze, ma funzionale ad un’agenda politica. Oggi invece, quando si tratta di un uomo legato a un movimento politico e culturale non funzionale, la memoria non vale più.
Due pesi e due misure. Un’ipocrisia vergognosa. Usano il lutto come strumento politico, decidendo chi merita rispetto e chi no, in base alla convenienza ideologica del momento.
Fanno schifo!
Il Maresciallo
5 anni fa il presidente Sassoli decise di commemorare con un minuto di silenzio un tossico pregiudicato, George Floyd, morto durante un fermo di polizia, fermo avvenuto a seguito di un reato che stava commettendo mentre era strafatto.
Oggi Roberta Metsola, attuale presidente di quella fogna a cielo aperto, respinge la richiesta di alcuni parlamentari di dedicare un minuto di silenzio per commemorare Charlie Kirk, assassinato mentre dibatteva.
Allora si scelse di onorare una vicenda avvenuta oltreoceano, che ha scatenato mesi di proteste e violenze, ma funzionale ad un’agenda politica. Oggi invece, quando si tratta di un uomo legato a un movimento politico e culturale non funzionale, la memoria non vale più.
Due pesi e due misure. Un’ipocrisia vergognosa. Usano il lutto come strumento politico, decidendo chi merita rispetto e chi no, in base alla convenienza ideologica del momento.
Fanno schifo!
Il Maresciallo
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Ma quanto disagio c’è nella galassia sinistroglobalistawoke?
Oggi quelli che starnazzano che “Charlie Kirk se l’è cercata” sono gli stessi che qualche mese fa si strappavano le vesti per un delinquente immigrato morto schiantato contro un palo durante un inseguimento con la polizia. Lì la colpa non era del delinquente, ovviamente, ma delle forze dell’ordine. Sempre colpa dello Stato, sempre colpa delle forze dell’ordine, mai di chi delinque.
È sempre la stessa banda di ipocriti che vive di due pesi e due misure: se la vittima non appartiene alla loro tribù ideologica, allora se l’è meritata, e si inventano delle nefandezze per giustificare la loro posizione. Ma se parliamo di un criminale che scappa all’alt, allora diventa martire. Si devono vergognare, ma questa morchia non conosce vergogna.
Questa è la cultura sinistro-woke-progressista che infetta tutto: i fanatici che ci hanno raccontato che la Senna era balneabile (una barzelletta mondiale), che ci dicono che una donna può avere il cazzo, che pretendono di riscrivere la realtà a colpi di slogan e censure. È un’ideologia tossica che prospera perché non chiede responsabilità, ma le cancella; non propone impegno, ma deresponsabilizzazione. Trasforma l’invidia sociale in bandiera.
Eppure qualcosa si muove.
Forse, e sottolineo forse, l’omicidio di Kirk può essere uno spartiacque. Perché negli Stati Uniti si intravede un risveglio: chi insulta la sua memoria viene licenziato e poi li vedi isterici con l’anello al naso piangere per aver perso il lavoro, sportivi e personaggi pubblici iniziano ad abiurare la religione woke, e gli odiatori che fino a ieri pontificavano dall’alto del loro moralismo tossico oggi vengono travolti dal disprezzo collettivo. Finalmente le maschere cadono.
E la storia ci insegna che ogni impero fondato sulla menzogna ha un inizio, un apice e una fine. Il woke non fa eccezione: come tutte le ideologie totalizzanti che hanno preteso di riscrivere la realtà, anch’esso è destinato a crollare. Non lentamente, ma con fragore. Non in sordina, ma sotto gli occhi di tutti. Perché il risveglio dei popoli non lo fermi con un hashtag. La realtà, quella vera, non si piega ai loro slogan: entra con la forza di un fiume in piena e spazza via le baracche ideologiche costruite sulla sabbia.
Siamo testimoni di una transizione storica: il tramonto del predominio culturale progressista. Verrà ricordato come un’epoca di menzogne, di censure e di fanatismo, ma anche, spero, come preludio a una riscossa. E quando quel sipario calerà, non resterà altro che il ridicolo delle loro favole e la memoria della loro arroganza. La fine del loro regno tossico non è solo auspicabile: è inevitabile, perché la storia non perdona chi si ostina a negare la verità.
Il Maresciallo
Oggi quelli che starnazzano che “Charlie Kirk se l’è cercata” sono gli stessi che qualche mese fa si strappavano le vesti per un delinquente immigrato morto schiantato contro un palo durante un inseguimento con la polizia. Lì la colpa non era del delinquente, ovviamente, ma delle forze dell’ordine. Sempre colpa dello Stato, sempre colpa delle forze dell’ordine, mai di chi delinque.
È sempre la stessa banda di ipocriti che vive di due pesi e due misure: se la vittima non appartiene alla loro tribù ideologica, allora se l’è meritata, e si inventano delle nefandezze per giustificare la loro posizione. Ma se parliamo di un criminale che scappa all’alt, allora diventa martire. Si devono vergognare, ma questa morchia non conosce vergogna.
Questa è la cultura sinistro-woke-progressista che infetta tutto: i fanatici che ci hanno raccontato che la Senna era balneabile (una barzelletta mondiale), che ci dicono che una donna può avere il cazzo, che pretendono di riscrivere la realtà a colpi di slogan e censure. È un’ideologia tossica che prospera perché non chiede responsabilità, ma le cancella; non propone impegno, ma deresponsabilizzazione. Trasforma l’invidia sociale in bandiera.
Eppure qualcosa si muove.
Forse, e sottolineo forse, l’omicidio di Kirk può essere uno spartiacque. Perché negli Stati Uniti si intravede un risveglio: chi insulta la sua memoria viene licenziato e poi li vedi isterici con l’anello al naso piangere per aver perso il lavoro, sportivi e personaggi pubblici iniziano ad abiurare la religione woke, e gli odiatori che fino a ieri pontificavano dall’alto del loro moralismo tossico oggi vengono travolti dal disprezzo collettivo. Finalmente le maschere cadono.
E la storia ci insegna che ogni impero fondato sulla menzogna ha un inizio, un apice e una fine. Il woke non fa eccezione: come tutte le ideologie totalizzanti che hanno preteso di riscrivere la realtà, anch’esso è destinato a crollare. Non lentamente, ma con fragore. Non in sordina, ma sotto gli occhi di tutti. Perché il risveglio dei popoli non lo fermi con un hashtag. La realtà, quella vera, non si piega ai loro slogan: entra con la forza di un fiume in piena e spazza via le baracche ideologiche costruite sulla sabbia.
Siamo testimoni di una transizione storica: il tramonto del predominio culturale progressista. Verrà ricordato come un’epoca di menzogne, di censure e di fanatismo, ma anche, spero, come preludio a una riscossa. E quando quel sipario calerà, non resterà altro che il ridicolo delle loro favole e la memoria della loro arroganza. La fine del loro regno tossico non è solo auspicabile: è inevitabile, perché la storia non perdona chi si ostina a negare la verità.
Il Maresciallo
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Inutile dirlo ma Charlie Kirk è diventato famoso col formato "provami che mi sbaglio" ovvero aprendo il dibattito con chi non la pensava come lui, meglio ancora questo era l'apice della democrazia ma lo chiamano nazista. Forse è ora che la sinistra assaggi il nazismo, quello vero, tanto non c'è soluzione pacifica.
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