Zelensky porta sfiga?
No, è semplicemente un tossico di 💩 corrotto che ha venduto il popolo che lo ha eletto.
Ogni volta che una roccaforte ucraina sta per essere messa sotto assedio dai russi si ripete il copione (fondamentalmente Zelensky è un attore, mediocre, ma pur sempre un attore)
Fase 1: Selfie davanti l’insegna della città e parole incoraggianti.
Fase 2: i russi cominciano ad avvicinarsi alla città, il comando ucraino minimizza, “li stiamo contenendo”
Fase 3: i russi circondano la roccaforte, gli ucraini sono in difficoltà, ma va ancora tutto alla grande “i russi perdono tanti uomini e mezzi”
Fase 4: i russi chiudono la roccaforte in una sacca lasciando aperta una via su cui hanno il controllo del fuoco, colpendo ciò che entra e ciò che esce, Sirsky manda incoscientemente rinforzi nella sacca, che vengono puntualmente massacrati.
Fase 5: la roccaforte cade, i media occidentale che fino al giorno prima parlavano di resistenza e vittorie ucraine, cadono dalle nuvole, però tranquilli erano solo quattro case distrutte di nessun valore.
È successo con Bakhmut, Adviivka, Selydove, Kurakhove, Toretsk, Chasiv Yar, sta succedendo con Pokrovsk e Myrnohrad, succederà per Kostiantynivka e Siversk.
Gli idioti fanno finta di non capire che i russi stanno distruggendo tramite logoramento ciò che è rimasto dell’esercito ucraino, che fino a qualche anno era tra i meglio equipaggiati, foraggiati dalla NATO, i russi stanno portando l’esercito ucraino al collasso, che non sarà oggi, né domani, ma penso sia abbastanza vicino.
Il Maresciallo
No, è semplicemente un tossico di 💩 corrotto che ha venduto il popolo che lo ha eletto.
Ogni volta che una roccaforte ucraina sta per essere messa sotto assedio dai russi si ripete il copione (fondamentalmente Zelensky è un attore, mediocre, ma pur sempre un attore)
Fase 1: Selfie davanti l’insegna della città e parole incoraggianti.
Fase 2: i russi cominciano ad avvicinarsi alla città, il comando ucraino minimizza, “li stiamo contenendo”
Fase 3: i russi circondano la roccaforte, gli ucraini sono in difficoltà, ma va ancora tutto alla grande “i russi perdono tanti uomini e mezzi”
Fase 4: i russi chiudono la roccaforte in una sacca lasciando aperta una via su cui hanno il controllo del fuoco, colpendo ciò che entra e ciò che esce, Sirsky manda incoscientemente rinforzi nella sacca, che vengono puntualmente massacrati.
Fase 5: la roccaforte cade, i media occidentale che fino al giorno prima parlavano di resistenza e vittorie ucraine, cadono dalle nuvole, però tranquilli erano solo quattro case distrutte di nessun valore.
È successo con Bakhmut, Adviivka, Selydove, Kurakhove, Toretsk, Chasiv Yar, sta succedendo con Pokrovsk e Myrnohrad, succederà per Kostiantynivka e Siversk.
Gli idioti fanno finta di non capire che i russi stanno distruggendo tramite logoramento ciò che è rimasto dell’esercito ucraino, che fino a qualche anno era tra i meglio equipaggiati, foraggiati dalla NATO, i russi stanno portando l’esercito ucraino al collasso, che non sarà oggi, né domani, ma penso sia abbastanza vicino.
Il Maresciallo
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In merito a questa cazzata ho avuto una lunga conversazione con un ia per capire se "me ne frego" è un testo razzista. Ovviamente inizialmente dice di sì... Ma dopo aver aggiornato il prompt 30 volte alla fine dirà l'esatto opposto premettendo "hai ragione"... È lungo da pubblicare ma se volete metto spezzoni
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Questi 2 screen sono la premessa. Ho chiesto a Grok di analizzare il testo e queste sono le sue conclusioni. Un testo razzista, non inclusivo, insomma una bestemmia moderna. Tramite parecchie richieste, ho chiesto a Grok di analizzare il linguaggio comune del 1936 onde comprendere l'uso del termine negro. Dopo un po' di reticenza ha ammesso che a quei tempi nero, negro, era uguale non era dispregiativo. Successivamente ho raccontato a Grok che essendo i miei antenati fascisti e italiani era non solo comune, la un vezzeggiativo onorevole che intendesse "guerriero" l'ho pertanto invitato a verificare le info che gli avevo dato e a fornirmi nuovamente risposta. C'è voluto un quarto d'ora ma...
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Screen fatti a cazzo ma si capisce. Perché ho fatto questa cosa? Per dimostrare che le ia i dati li hanno e se le costringi a "ragionare" le conclusioni sono sempre le stese.
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Io uso l'intelligenza artificiale sia per lavoro che per diletto. È un innovazione meravigliosa e chi dice il contrario o è in malafede o non la conosce. Tuttavia si, ovviamente è in mano ai soliti (anche se io uso per lo più Grok che è di Musk ma più o meno). Il problema vostro è che mi commentate dicendomi che sbaglio ad usare ste robe e come li fate sti commenti? Da un telefono che è in mano totale a Google o a Apple. È simpatica sta roba perché a differenza del mio Grok, il vostro Android o Ios sa dove siete, che dite, che cercate, con chi parlate e così all'infinito in pratica...
L'ia è un evoluzione meravigliosa, il problema è che la dovete saper usare. Io ne uso parecchie e ve lo ho dimostrato più volte, a scopo di studio vi mostra che Gemini o chatgpt se chiedete quanti generi esistono vi rispondono 760 mila, mentre Grok ve dice 2, il che dimostra semplicemente algoritmi diversi, non che uno è meglio o peggio. Io rimango dell'idea che ognuno nella vita deve fare il cazzo che gli pare senza rompere i coglioni a nessuno. Ve serve di sapere una specifica di una protezione elettrica per una particolare apparecchiatura? Cercate su internet, chiedete sui forum.. Aspettate che ve rispondono... Io chiedo a Grok e in 3 secondi so che mi serve. La cosa vi crea disagio? Il solo scriverlo da un Samsung farà sapere che non volete usare le ia a Gemini e finirete su una statistica... Ragazzi con la tecnologia ci inculano SEMPRE, tanto vale sfruttarla.
L'ia è un evoluzione meravigliosa, il problema è che la dovete saper usare. Io ne uso parecchie e ve lo ho dimostrato più volte, a scopo di studio vi mostra che Gemini o chatgpt se chiedete quanti generi esistono vi rispondono 760 mila, mentre Grok ve dice 2, il che dimostra semplicemente algoritmi diversi, non che uno è meglio o peggio. Io rimango dell'idea che ognuno nella vita deve fare il cazzo che gli pare senza rompere i coglioni a nessuno. Ve serve di sapere una specifica di una protezione elettrica per una particolare apparecchiatura? Cercate su internet, chiedete sui forum.. Aspettate che ve rispondono... Io chiedo a Grok e in 3 secondi so che mi serve. La cosa vi crea disagio? Il solo scriverlo da un Samsung farà sapere che non volete usare le ia a Gemini e finirete su una statistica... Ragazzi con la tecnologia ci inculano SEMPRE, tanto vale sfruttarla.
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Da quella fogna a cielo aperto che è la UE aprono un altro portone di Overton (finestra è limitativo) col paravento morale della protezione dei bambini dalla pornografia per legittimare una restrizione della privacy e della libertà.
Come tutto ciò che viene da Bruxelles è fatto in malafede, il canovaccio è sempre il solito, si tratta sempre di proteggerci da qualcosa. Un virus, l' odio di genere, la pornografia, l' evasione fiscale, l’inquinamento, laCO2... tutto fa brodo per censurare, ridurre la libertà e mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Ma c’è poco da stupirsi considerando che in milioni hanno creduto che fosse logico e giusto che senza green pass si dovesse prendere il caffè in piedi anziché seduti, vuoi che non accettino anche di farsi schedare per farsi una pippa?
Ora che certi siti comunichino disvalori e violenza è reale, ma attenzione, con lo stesso principio in Inghilterra stanno arrestando chiunque per presunti reati d' opinione. Fa parte dello stesso pacchetto ideologico: lo fanno per noi, lo fanno per i bambini, per la nostra sicurezza. È sempre la stessa formula, non conta il soggetto, ma l'oggetto, ovvero la sicurezza e la morale.
Il 12 Novembre scatterà ufficialmente il giro di vite sull’accesso ai siti per adulti da parte dei più giovani. Entreranno infatti in vigore le disposizioni approvate dall’Autorità per le garanzie per le comunicazioni (AGCOM) nella delibera dello scorso aprile. Questo significa che l'utente interessato ai video o alle foto di un sito a luci rosse, dovrà prima passare da un altro SITO DI IDENTIFICAZIONE che farà capo a un SOGGETTO TERZO, “indipendente” e di “comprovata autorevolezza”
Ma chi sarebbe questo soggetto terzo indipendente, di comprovata autorevolezza?
E chi lo sa! Quello che so è che le applicazioni terze che si occuperanno di questa verifica confluiranno nel futuro “portafoglio digitale europeo”, insieme a documenti come patente e carta d’identità elettronica, utilizzabili tramite riconoscimento biometrico di impronta o retina in conformità al regolamento europeo eIDAS2, il vero obiettivo è perfezionare un sistema di certificazione “anonimo e sicuro” su scala europea secondo quando previsto dal regolamento eIDAS2, non sottovalutate il fatto che la eIDAS2 non è una direttiva UE, ma un REGOLAMENTO UE che è una legge direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza bisogno di recepimento nazionale.
Ma le soluzioni tecniche per tutelare i minori esistono da tempo e rientrano pienamente nel ruolo educativo e di vigilanza delle famiglie.
Chiudo dicendo che l’idea di introdurre un sistema “europeo” di verifica dell’età, conforme al regolamento eIDAS2, che punta a “creare un ecosistema unico di identità digitale europea” in cui vengono gestiti e archiviati i dati dei cittadini, mi crea più perplessità che certezze.
Una misura di questo è pensata dalle euri menti comr un vero e proprio strumento di sorveglianza centralizzata, più vicino a un modello da “Grande Fratello” che a un’iniziativa di tutela dei minori.
Oltre a essere sproporzionata rispetto all’obiettivo dichiarato, comporta anche un’ulteriore erosione del ruolo della famiglia, che viene progressivamente deresponsabilizzata su un aspetto fondamentale dell’educazione: il controllo e la guida dei propri figli nell’uso del digitale.
Non credo che proposte di questo genere, come molte iniziative che arrivano da Bruxelles, siano davvero animate da un intento di protezione. Al contrario, sembrano inserirsi in una tendenza più ampia e preoccupante: l’uso di pretesti “etici” o “di sicurezza” per introdurre strumenti di controllo sempre più pervasivi.
Lo abbiamo già visto con il Green Pass, presentato come misura temporanea “per il nostro bene”, ma che di fatto ha creato un’infrastruttura di tracciamento rimasta in piedi e potenzialmente riutilizzabile.
Le discutibili politiche sanitarie degli ultimi anni hanno rappresentato un vero e proprio esperimento di obbedienza collettiva, volto a misurare il grado di accettazione sociale della limitazione delle libertà individuali.
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Come tutto ciò che viene da Bruxelles è fatto in malafede, il canovaccio è sempre il solito, si tratta sempre di proteggerci da qualcosa. Un virus, l' odio di genere, la pornografia, l' evasione fiscale, l’inquinamento, laCO2... tutto fa brodo per censurare, ridurre la libertà e mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Ma c’è poco da stupirsi considerando che in milioni hanno creduto che fosse logico e giusto che senza green pass si dovesse prendere il caffè in piedi anziché seduti, vuoi che non accettino anche di farsi schedare per farsi una pippa?
Ora che certi siti comunichino disvalori e violenza è reale, ma attenzione, con lo stesso principio in Inghilterra stanno arrestando chiunque per presunti reati d' opinione. Fa parte dello stesso pacchetto ideologico: lo fanno per noi, lo fanno per i bambini, per la nostra sicurezza. È sempre la stessa formula, non conta il soggetto, ma l'oggetto, ovvero la sicurezza e la morale.
Il 12 Novembre scatterà ufficialmente il giro di vite sull’accesso ai siti per adulti da parte dei più giovani. Entreranno infatti in vigore le disposizioni approvate dall’Autorità per le garanzie per le comunicazioni (AGCOM) nella delibera dello scorso aprile. Questo significa che l'utente interessato ai video o alle foto di un sito a luci rosse, dovrà prima passare da un altro SITO DI IDENTIFICAZIONE che farà capo a un SOGGETTO TERZO, “indipendente” e di “comprovata autorevolezza”
Ma chi sarebbe questo soggetto terzo indipendente, di comprovata autorevolezza?
E chi lo sa! Quello che so è che le applicazioni terze che si occuperanno di questa verifica confluiranno nel futuro “portafoglio digitale europeo”, insieme a documenti come patente e carta d’identità elettronica, utilizzabili tramite riconoscimento biometrico di impronta o retina in conformità al regolamento europeo eIDAS2, il vero obiettivo è perfezionare un sistema di certificazione “anonimo e sicuro” su scala europea secondo quando previsto dal regolamento eIDAS2, non sottovalutate il fatto che la eIDAS2 non è una direttiva UE, ma un REGOLAMENTO UE che è una legge direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza bisogno di recepimento nazionale.
Ma le soluzioni tecniche per tutelare i minori esistono da tempo e rientrano pienamente nel ruolo educativo e di vigilanza delle famiglie.
Chiudo dicendo che l’idea di introdurre un sistema “europeo” di verifica dell’età, conforme al regolamento eIDAS2, che punta a “creare un ecosistema unico di identità digitale europea” in cui vengono gestiti e archiviati i dati dei cittadini, mi crea più perplessità che certezze.
Una misura di questo è pensata dalle euri menti comr un vero e proprio strumento di sorveglianza centralizzata, più vicino a un modello da “Grande Fratello” che a un’iniziativa di tutela dei minori.
Oltre a essere sproporzionata rispetto all’obiettivo dichiarato, comporta anche un’ulteriore erosione del ruolo della famiglia, che viene progressivamente deresponsabilizzata su un aspetto fondamentale dell’educazione: il controllo e la guida dei propri figli nell’uso del digitale.
Non credo che proposte di questo genere, come molte iniziative che arrivano da Bruxelles, siano davvero animate da un intento di protezione. Al contrario, sembrano inserirsi in una tendenza più ampia e preoccupante: l’uso di pretesti “etici” o “di sicurezza” per introdurre strumenti di controllo sempre più pervasivi.
Lo abbiamo già visto con il Green Pass, presentato come misura temporanea “per il nostro bene”, ma che di fatto ha creato un’infrastruttura di tracciamento rimasta in piedi e potenzialmente riutilizzabile.
Le discutibili politiche sanitarie degli ultimi anni hanno rappresentato un vero e proprio esperimento di obbedienza collettiva, volto a misurare il grado di accettazione sociale della limitazione delle libertà individuali.
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Da un punto di vista sociologico, la storia dimostra che il controllo e la privazione della libertà non possono essere selettivi: una volta introdotti, tendono ad estendersi a tutti, diventando la norma.
Ecco perché considero pericolosa questa deriva “digitale” del controllo, mascherata da tutela. È un percorso che, passo dopo passo, ridefinisce il rapporto tra individuo, istituzioni e libertà personale e che deve essere discusso con grande attenzione prima che diventi irreversibile.
Il Maresciallo
Ecco perché considero pericolosa questa deriva “digitale” del controllo, mascherata da tutela. È un percorso che, passo dopo passo, ridefinisce il rapporto tra individuo, istituzioni e libertà personale e che deve essere discusso con grande attenzione prima che diventi irreversibile.
Il Maresciallo
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