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💬 Abbiamo creato questo canale quando è iniziata la FANTA-PANDEMIA
Il nostro obbiettivo adesso, è continuare a pubblicare notizie diversificando gli argomenti.
Siamo qui, non molliamo e instancabili tutti insieme, faremo scudo contro il "SISTEMA" 💪🏼
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🛑 Ormai non ci fregano più!
Almeno quelli che sanno come stanno le cose

Il nuovo intruglio mRNA Moderna che dovrebbe contrastare l’influenza a vedere i loro stessi dati è LEGGERMENTE più efficace del vaccino tradizionale fatto coi virus uccisi (farlocco) - ma produce MOLTI PIÙ EFFETTI AVVERSI GRAVI.

https://www.thefocalpoints.com/p/breaking-fda-data-reanalysis-sent?r=14jb45&utm_campaign=post-expanded-share&utm_medium=web&triedRedirect=true

👉 Paolo Bellavite

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🟢 Anche Malone, uno dei massimi vaccinologi viventi, mette il dito nella piaga: l’immunità vaccinale contro il morbillo decade, con gravi conseguenze su tutta la epidemiologia di questa famosa malattia.

Basta Lorenzin ‼️
Schillaci se ci sei batti un colpo...


🔎 https://www.malone.news/p/the-measles-booster-problem?utm_source=post-email-title&publication_id=583200&post_id=211929605&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=ww9yv&triedRedirect=true&utm_medium=email

👉 Paolo Bellavite

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La Verità 21 Agosto 2026.pdf
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INCHIESTA CHOC SULLE ORIGINI DEL VIRUS
GLI AMERICANI HANNO «CREATO» IL COVID

Dopo l’11 settembre Bush diede il via libera alle sperimentazioni in laboratori (anche militari) sotto la direzione di Fauci: per decenni ricerche oltre la legalità hanno fatto esplodere i rischi. Studio: alterazioni cardiache anomale per i militari cechi a seguito del vaccino...

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La Rana Bollita 🐸

🎙 Marco Travaglio


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🛑 Verità sul Covid, ma noi non siamo mica gli americani

Il caso di Morens, collaboratore di Fauci, è sconcertante perché evidenzia che sull'origine del Covid le verità ci sono state taciute.

Ma negli Stati Uniti si sta procedendo, in Italia ancora non abbiamo avuto la possibilità di audire Draghi e Speranza.

🔎
https://lanuovabq.it/it/verita-sul-covid-ma-noi-non-siamo-mica-gli-americani

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🚫 Se pubblichi qualcosa che infastidisce il Sistema (il Potere), può succedere che il contenuto venga cancellato o, peggio, che ti venga impedito di pubblicarlo.

La motivazione?
La solita formula: «Violazione delle linee guida».
Ma se le «linee guida» diventano lo strumento per decidere quali opinioni possono essere espresse e quali no, allora il problema non è più il rispetto delle regole: è una limitazione della libertà.

Perché impedire di esprimere un'opinione non significa semplicemente moderare un contenuto.
Significa limitare una libertà essenziale.

E se questa limitazione si nasconde dietro formule neutre e regole banali, il controllo diventa ancora più efficace: ti impediscono semplicemente di esercitare un tuo diritto fondamentale, la libertà di opinione.

Un meccanismo di controllo tanto più efficace quanto meno appare per ciò che è: il Potere che, da sempre, cerca di stabilire non solo ciò che gli esseri umani possono dire, ma anche ciò che possono scegliere di pensare.


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DIFTERITE 🌺🌺🌺

Sulla tragica vicenda della bambina palermitana, morta nei giorni scorsi, conviene leggere Eugenio Serravalle, che con grande rigore, precisione e competenza colma il drammatico vuoto informativo che i media cialtroni e sguaiati, di regime e di anti-regime, scavano ogni giorno più vasto e profondo.

"La vicenda di Palermo richiede quindi rispetto per il dolore della famiglia e prudenza su tutto ciò che ancora non conosciamo, ma non impone il silenzio sulle domande che riguardano il funzionamento del sistema sanitario:
quanto siamo preparati a riconoscere una malattia che molti medici non hanno mai visto?
Dove si trova il DAT e in quanto tempo può raggiungere un ospedale italiano?
Quanto è efficiente la rete diagnostica specialistica?
E perché, sul versante della prevenzione, non offrire maggiori possibilità a chi esita di fronte alle formulazioni multicomponente?


Quando saranno conclusi gli accertamenti sarà possibile comprendere con maggiore precisione ciò che è accaduto.
Fino ad allora occorre distinguere i dati dalle interpretazioni, le ipotesi dalle conclusioni e le responsabilità accertate dai giudizi formulati in anticipo."

Aggiungo, per parte mia, che in questi anni di "mondo nuovo" pandemico e post-pandemico ho sempre utilizzato i vaccini anti-difterico e anti-tetanico quali esempi di vaccini tradizionali e sensati, a base di tossine inattivate (anatossine o tossoidi), in contrapposizione ai vaccini covid, contenenti una tossina virale pienamente attiva.

E che mi sono spesso trovato a riflettere sulla duplice valenza dei vaccini, complemento ideale di sistemi sanitari organizzati ed efficienti e al tempo stesso proposte al ribasso di sistemi sanitari e sociali in disfacimento, interessati unicamente a scaricare sull'individuo, isolato e abbandonato a se stesso, la responsabilità delle proprie condizioni di salute.

https://www.assis.it/la-difterite-a-palermo-il-tempo-della-prudenza-il-dovere-della-chiarezza

from -
Marco Cosentino

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🛑 ALIMENTARE ODIO VERSO I NON COMFORMI

A proposito della sospetta morte per difterite della bimba a Palermo e la crocifissione ex ante dei no vax da parte dei media.

È evidente che il piano è fomentare l’odio delle masse verso i non conformi.


from - Leonardo Guerra

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🟢 Quando tutti i media, gli esperti e le istituzioni spingono nella stessa direzione, quanti trovano il coraggio di dire:

“No, io vedo qualcosa di diverso?”

L’esperimento di Asch dimostra che il conformismo non è un difetto di pochi: è una tendenza umana profondamente radicata.

⚠️ La vera domanda è:

Quante delle convinzioni che consideriamo nostre sono davvero frutto del nostro pensiero critico e quante derivano dalla pressione sociale?

In un mondo dominato da algoritmi, propaganda, influencer e informazione centralizzata, l’esperimento della “riga più lunga” è più attuale che mai.

📌 Ricorda: la verità non si misura contando quante persone la sostengono.

A volte basta una sola persona che osserva con attenzione per vedere ciò che la massa non vede.


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🖊 Pietro Di Martino 

"Non fermarti all'immagine: continua a leggere qui sotto."

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𝗔𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗼: 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘁𝘂𝗽𝗶𝘁𝗲𝘃𝗶 𝗲, 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮.

Dovete capire una cosa: molti di questi soggetti sono ignoranti nel senso letterale del termine. Ignorano completamente una quantità di variabili, dubbi, controindicazioni e possibili reazioni che gli stessi documenti ufficiali e le informazioni sui medicinali contemplano.
Ma credo ci sia qualcosa di ancora più profondo.
Negli ultimi anni la questione vaccinale è diventata identitaria. Milioni di persone hanno riposto una fiducia enorme nelle istituzioni, nella comunicazione ufficiale e nelle decisioni prese durante il Covid.
Oggi, davanti a tutto ciò che è stato discusso, corretto, ridimensionato o messo in dubbio rispetto alle certezze di allora, la reazione non è sempre razionale: spesso diventa rabbia.
Perché ammettere anche soltanto la possibilità di aver riposto male la propria fiducia non è piacevole. E vale anche per alcuni virologi diventati star televisive e per politici che per anni hanno pontificato come se ogni discussione fosse definitivamente chiusa e che oggi, almeno per quanto mi riguarda, contano meno dello sterco di maiale.
Conosco personalmente persone che attribuiscono a una o più dosi un evidente peggioramento delle proprie condizioni e che, nonostante questo, fanno una fatica enorme anche soltanto a prendere in considerazione l'ipotesi di essersi sbagliate.
Quando una scelta diventa parte della nostra identità, ammettere di aver potuto commettere un errore diventa psicologicamente difficilissimo.
Ed ecco che, alla notizia della morte di una bambina, alcune persone si sono scatenate con una violenza disgustosa.
C'è tanta frustrazione. Ho letto commenti nei quali sembrava quasi che questa tragedia rappresentasse finalmente l'occasione per dire: «Avete visto?».
Per tirare fuori anni di rabbia accumulata.
E ho avuto la sgradevole impressione che, in alcuni casi, della bambina importasse molto meno della possibilità di utilizzarne la morte per vincere una battaglia ideologica. Peggio, per un nuovo video da pubblicare su Facebook...
Una bambina è morta. Non dovrebbe essere una vittoria per nessuno.
Ma voglio precisare una cosa, perché sarebbe altrettanto sbagliato fare di tutta l'erba un fascio.
Tra i miei contatti ci sono persone fortemente favorevoli alle vaccinazioni, alcune con posizioni completamente diverse dalle mie. Eppure, davanti a questa vicenda, non hanno scritto una sola parola di condanna nei confronti dei genitori.
E non credo sia stata soltanto una questione di sensibilità o di rispetto per il dolore di una famiglia.
Alcune di queste persone hanno compreso che la vicenda medica e giuridica non può essere ridotta alla formula semplicistica “bambina non vaccinata, quindi colpa dei genitori”.
Hanno guardato anche a ciò che è accaduto dopo che la bambina è stata portata all'attenzione dei sanitari, alla prima diagnosi riportata dalla stampa, alla rarità eccezionale della difterite nell'Italia contemporanea e al significato dell'iscrizione dei genitori nel registro degli indagati.
E hanno capito un'altra cosa che per me è fondamentale: una malattia diventata rarissima modifica inevitabilmente la percezione concreta del rischio da parte di un genitore.
È proprio su questo dato che io ho maturato la mia scelta.
Se per decenni una determinata malattia circola pochissimo nel nostro Paese, mentre so che nessun medicinale è completamente privo di possibili reazioni avverse, io considero razionale interrogarmi sul rapporto fra quei rischi e decidere di conseguenza.
Qualcun altro, partendo dagli stessi dati, può arrivare alla conclusione opposta. Ma non può fingere che quella valutazione del rischio non esista.
Questo è il punto: si può essere fortemente favorevoli alle vaccinazioni e, contemporaneamente, avere abbastanza lucidità da capire che questa storia è molto più complessa degli slogan che sto leggendo.

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Eppure c'è chi ha immediatamente condiviso con soddisfazione la notizia che i genitori sono indagati, senza neppure comprenderne il significato processuale. L'iscrizione nel registro degli indagati, in questa fase, è anche un atto di garanzia: consente ai genitori di nominare propri consulenti in vista degli accertamenti irripetibili dell'autopsia. Non significa che siano stati giudicati responsabili.
E soprattutto c'è un fatto del quale bisognerebbe parlare molto più seriamente.
Quei genitori la loro bambina l'hanno portata dai medici. Non sono rimasti a casa aspettando che passasse, non hanno ignorato le sue condizioni: hanno chiesto aiuto proprio a quelle persone alle quali, secondo chi oggi li insulta, avrebbero dovuto affidarsi ciecamente.
E cosa è successo?
Secondo quanto riportato finora, inizialmente si è pensato a una tonsillite. La bambina è stata visitata e la difterite non è stata riconosciuta. Successivamente le sue condizioni sono peggiorate fino al tragico epilogo.
E allora io voglio sapere perché una bambina portata all'attenzione dei sanitari non sia stata diagnosticata correttamente.
Voglio sapere quali sintomi presentava, quali accertamenti sono stati fatti, perché quei sintomi sono stati interpretati come tonsillite, quando è stata presa in considerazione la difterite e, soprattutto, se riconoscere prima la malattia e iniziare tempestivamente il trattamento avrebbe potuto salvarle la vita.
E mi lascia senza parole leggere persone che, da una parte, trovano immediatamente una giustificazione per i sanitari: «La difterite non si vedeva da tanti anni, era difficile riconoscerla». E dall'altra non concedono neppure un centimetro a due genitori che avevano fatto una scelta precisa e che, quando la loro bambina si è ammalata, hanno fatto esattamente quello che un genitore deve fare: l'hanno portata da un medico.
È qui che vedo il paradosso.
Se la malattia era talmente rara da poter giustificare il fatto che un professionista non la riconoscesse, allora non potete contemporaneamente raccontarmi che due genitori avrebbero dovuto percepire quella stessa malattia come un pericolo talmente concreto da rendere irresponsabile la loro scelta.
Le due cose insieme, almeno per me, non stanno in piedi.
E c'è poi una domanda alla quale voglio una risposta, non uno slogan: se la difterite fosse stata riconosciuta alla prima visita e trattata tempestivamente, quella bambina oggi sarebbe ancora qui?
Questo è ciò che voglio sapere.
Perché io non considero quei genitori dei criminali né degli irresponsabili. Li considero due genitori che hanno fatto una scelta consapevole per la propria figlia e che, quando quella figlia ha avuto bisogno di cure, si sono rivolti alla medicina.
E oggi, mentre stanno vivendo la cosa peggiore che possa capitare a un padre e a una madre, devono anche assistere al processo pubblico di persone che probabilmente non conoscono né loro, né la loro bambina, né ciò che è realmente accaduto in quelle ore.
DISGUSTOSO!
E c'è un'altra cosa che voglio dire senza troppi giri di parole.
Vedo persone insultare questi genitori e definirli irresponsabili per non aver vaccinato la loro bambina.
E mi domando: quante di queste persone, prima di portare il proprio figlio a fare una vaccinazione, hanno letto almeno una volta integralmente il foglietto illustrativo o la documentazione ufficiale di quel vaccino?
Quante conoscevano esattamente cosa sarebbe stato somministrato al proprio figlio? Quante avevano letto indicazioni, controindicazioni, precauzioni e possibili reazioni avverse? Quante avevano fatto domande al pediatra? Quante avevano confrontato rischi e benefici?
E quante, invece, hanno semplicemente portato il bambino all'appuntamento perché «si fa così»?
È questo che trovo insopportabile: la presunzione di chi ha delegato completamente una decisione riguardante la salute del proprio figlio e poi si permette di dare dell'irresponsabile a chi quella decisione ha voluto studiarla personalmente.

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Non sto parlando del genitore che ha letto, chiesto, approfondito e alla fine ha deciso di vaccinare. Quello ha fatto esattamente ciò che pretendo per me: si è informato e ha scelto.
Parlo di chi non ha letto un solo rigo, non conosce il nome del prodotto somministrato al figlio, non sa quali reazioni siano riportate nella documentazione ufficiale, magari non ricorda nemmeno quali richiami dovrebbe aver fatto e, nonostante questo, oggi sale in cattedra e impartisce lezioni di responsabilità genitoriale agli altri.
E allora facciamo una prova molto semplice. A chi oggi urla contro questi genitori chiedete: sei in regola con tutti i richiami previsti per te, compreso quello contro la difterite?
Io questa domanda l'ho fatta più volte. E nella mia esperienza personale mi è capitato ripetutamente che chi mi accusava di essere «scoperto» scoprisse, facendo due conti, di esserlo a sua volta.
A quel punto la discussione diventava improvvisamente molto meno rumorosa.
Negli anni ho raccolto molte testimonianze di genitori che hanno riferito cambiamenti importanti nella salute dei propri figli immediatamente o poco dopo una vaccinazione. La frase, molto spesso, era sempre la stessa:
«Da quel giorno non è più stato quello di prima».
Ecco, il fatto che tu oggi faccia una puntura e dal giorno dopo tuo figlio non sia più quello di prima, per alcuni non significa neppure che valga la pena approfondire.
Parte immediatamente il ritornello: «Non c'è correlazione», «lo dice la scienza», «sarà una coincidenza».
E io questa sicurezza non la capisco.
Quando collaboravo con diversi blog indipendenti ho raccontato decine di famiglie italiane. Altro che il famoso cugino dell'amico, altro che AI, altro che una ricerca fatta su Google: genitori che ho incontrato, bambini che ho visto con i miei occhi, documentazione che ho letto e vicende giudiziarie che ho seguito.
In due delle storie di cui mi sono occupato si parlava persino di decessi.
E sapete qual è una delle cose che mi fa più rabbia? Che molte di queste storie non hanno ricevuto neppure una frazione dell'attenzione che sta ricevendo oggi la morte di questa bambina.
E poi c'è quello che vedo personalmente fuori dalle scuole, nelle associazioni sportive, parlando con madri e padri.
Ci sono genitori che raccontano problemi e cambiamenti nei propri figli e chiedono semplicemente di essere ascoltati. E ce ne sono altri che non vogliono nemmeno prendere in considerazione certe domande.
Perché ammettere di non essersi informati abbastanza prima di prendere una decisione per un figlio sarebbe devastante.
Ed è molto più facile convincersi che il problema siano sempre «i no-vax».
Su questo provo persino compassione. Ma non accetto lezioni.
Su una cosa, invece, credo dovremmo pretendere risposte molto più precise: la farmacovigilanza dovrebbe essere quanto più possibile trasparente, accessibile e attiva.
Un genitore dovrebbe poter conoscere facilmente quante reazioni gravi vengono segnalate, quante vengono giudicate correlabili, quante non correlabili, quante rimangono indeterminate, quante riguardano bambini, quali conseguenze hanno avuto e attraverso quali criteri si arriva a quelle conclusioni.
Numeri. Dati. Documenti.
Non dovrebbe essere necessario passare giornate intere dentro rapporti differenti per cercare di ricostruire una risposta che dovrebbe essere immediatamente disponibile a qualsiasi genitore.
E poi c'è la legge 119 del 2017, la cosiddetta legge Lorenzin.
Fino al 2017 le vaccinazioni pediatriche obbligatorie erano quattro; con quella legge sono diventate dieci.
E la stessa legge non si limitava a introdurre nuovi obblighi: prevedeva verifiche successive sulla base dei dati epidemiologici, delle coperture vaccinali e delle segnalazioni di eventi avversi.
Qra la domanda che faccio è semplicissi ma:
dove sono quelle verifiche? Dove sono le relazioni previste? Che cosa hanno concluso? Perché un cittadino deve mettersi a cercarle invece di poterle trovare immediatamente, complete e comprensibili?
Non sto chiedendo fiducia.
Sto chiedendo documenti.

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E quando una decisione riguarda milioni di bambini, credo sia il minimo.
Ai genitori che in queste ore hanno paura dico soltanto questo: continuate a informarvi. Non lasciate che siano un titolo di giornale, un post sui social, un insulto o persino le parole di chi la pensa esattamente come voi a decidere al vostro posto.
Leggete.
Leggete ciò che viene somministrato ai vostri figli. Leggete i documenti ufficiali. Leggete le possibili reazioni. Leggete i dati sulle malattie.
Fate domande.
Pretendete risposte.
Confrontate fonti diverse e parlate con professionisti di cui vi fidate.
Perché la cosa che trovo più assurda di tutta questa vicenda è vedere persone che magari non hanno mai letto un solo rigo di ciò che è stato somministrato ai propri figli sentirsi moralmente superiori a chi ha trascorso mesi o anni a interrogarsi prima di prendere una decisione.
Potete non essere d'accordo.
Ma almeno abbiate l'umiltà di informarvi prima di giudicare.
Perché un figlio non è una pratica burocratica da sbrigare. E una scelta che riguarda la sua salute merita qualcosa di più di un «me l'ha detto il medico» o «lo fanno tutti».
Merita tempo.
Merita studio.
Merita domande.
E soprattutto merita genitori presenti.
Un'ultima cosa.
In queste ore non dimentichiamo perché stiamo discutendo di tutto questo.
È morta una bambina.
Dietro una notizia che per noi diventa un post, una discussione o una polemica ci sono una madre e un padre che hanno perso la propria figlia.
Non trasformiamo il loro dolore in uno spettacolo.
Preghiamo per quella bambina e per i suoi genitori, affinché possano trovare la forza di affrontare qualcosa che nessun genitore dovrebbe mai vivere.
E a chi condivide la mia fede dico quello che penso senza vergognarmene: tornate a Gesù. Quando tutto intorno diventa rabbia, paura, giudizio e confusione, ricordiamoci quali sono le cose che contano davvero.

🖊 Pietro Di Martino 

d͏p͏r͏s͏t͏e͏o͏o͏n͏S͏1͏0͏ ͏6͏m͏3͏g͏c͏0͏8͏2͏7͏f͏m͏3͏2͏7͏5͏c͏9͏i͏4͏m͏1͏6͏a͏1͏h͏0͏1͏g͏t͏8͏h͏a͏0͏9͏2͏a͏9͏c͏m͏m͏m͏l͏h͏9͏h͏i͏g͏ - 4/4

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Si dice spesso che dietro i film americani ci sia sempre un fondo di verità…
Beh, perché non apprezzare quanta verità viene raccontata in questa breve scena?

Buona visione! 🎬

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🎥 from - Ady
La libertà è pensare con la propria testa


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⚠️ Vaccini contro il cancro: non lasciate che ve li iniettino a meno che non abbiate ben chiaro cosa stanno iniettando.

In un recente articolo pubblicato su Nature, i "vaccini" contro il cancro della Moderna vengono presentati come la cura miracolosa per il cancro.

Questo è marketing, non medicina, avverte il dottor Peter McCullough.


La corsa all'oro dell'mRNA: perché la campagna pubblicitaria di Moderna sul "vaccino contro il cancro" sarà messa in discussione

A cura del Dr. Peter McCullough , pubblicato da Focal Points il 24 agosto 2026.

Dopo cinque anni di critiche per i vaccini che producevano la proteina spike (Spikevax, mNEXSPIKE), considerati pericolosi, inefficaci e incontrollabili, Moderna è tornata saldamente nel settore oncologico e l'andamento delle sue azioni non potrebbe essere migliore...

🔎 https://expose-news.com/2026/08/25/cancer-vaccines-dont-let-them-inject-you/

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Dott Giovanni Moscarella 🩺

«Non si muore se si viene curati in tempo e in maniera adeguata...»

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