IL TEATRINO DELLE ILLUSIONI
In Palestina continua il teatrino delle illusioni.
Dieci giorni fa abbiamo avuto gli “accordi di pace” fra Israele e Hamas, che sono stati firmati da mezzo mondo, ma non da Israele nè da Hamas. E non è certo un caso che Hamas abbia appena dichiarato che “senza il ritiro totale dell’IDF da Gaza non deporremo le armi”, mentre Netanyahu ha dichiarato che “a Gaza ci siamo per restare. Dobbiamo garantire la sicurezza di Israele”.
Quindi, in sostanza, nulla di fatto. Hamas rimane, l’IDF pure, e presto troveranno un pretesto per ricominciare a combattere. Con la differenza che ora Israele avrà le mani completamente libere, perchè gli ostaggi vivi sono tutti tornati a casa.
Però al mondo è stata servita la bugia della “pace in Palestina”, perchè era necessario far scendere un pò il livello di indignazione nel mondo, prima che andasse fuori controllo. E’ stata una grande operazione di ipnosi di massa, che grazie alla connivenza dei media mainstream ha funzionato alla perfezione.
Ora però rimane l’altro problema, quello della Cisgiordania, che i falchi di Ben Gvir vorrebbero annettere al più presto. Anche in questo caso, Donald Trump ha dovuto fare affermazioni di facciata, del tipo “Israele ha la proibizione assoluta di anettere la Cisgiordania”, perchè questo faceva parte degli accordi con i paese arabi. Ma nella sostanza le cose continuano esattamente come prima: collina dopo collina, villaggio dopo villaggio, i coloni continuano ad erodere i territori dei palestinesi, aggredendo sistematicamente e spesso uccidendo impunemente i suoi abitanti, sotto gli occhi complici dei soldati di Israele.
In un articolo intitolato “L’amministrazione Trump si oppone all’annessione a parole, ma la consente nei fatti”, Haaretz scrive : “Gli Stati Uniti possono vantarsi della loro presunta opposizione all'annessione e dichiarare di difendere lo status quo, ma in pratica la situazione continua a peggiorare senza controllo. Il territorio stesso cambia, collina dopo collina, strada dopo strada, mentre gli Stati Uniti si accontentano di dichiarazioni di facciata e di eleganti incontri diplomatici. Questa politica permette a Israele di mantenere il controllo su ogni aspetto della vita palestinese: sicurezza, economia, valichi di frontiera e il loro territorio, senza pagarne alcun prezzo diplomatico. Lo status quo può proiettare un'illusione di stabilità, ma in realtà intensifica l'assedio, la povertà e la disperazione. Il risultato è che non si discute quasi mai della sicurezza, del futuro o della libertà dei palestinesi. Si può ringraziare l'amministrazione Trump per la sua ferma posizione contro l'annessione formale, ma la gratitudine non basta. Quando la realtà è un regime che segrega, nega diritti e amplia il controllo con la forza, non serve una legislazione per riconoscerla come annessione. E’ un'annessione non firmata su carta, ma visibile in ogni cancello chiuso, ogni checkpoint, ogni ulivo sradicato e ogni villaggio palestinese isolato in nome delle "esigenze di sicurezza" di Israele.”
Comunque tranquilli: noi abbiamo Tajani, che ha dichiarato solennemente “Noi siamo per la soluzione a due stati”, quindi sappiamo che andrà certamente a finire così.
Massimo Mazzucco
In Palestina continua il teatrino delle illusioni.
Dieci giorni fa abbiamo avuto gli “accordi di pace” fra Israele e Hamas, che sono stati firmati da mezzo mondo, ma non da Israele nè da Hamas. E non è certo un caso che Hamas abbia appena dichiarato che “senza il ritiro totale dell’IDF da Gaza non deporremo le armi”, mentre Netanyahu ha dichiarato che “a Gaza ci siamo per restare. Dobbiamo garantire la sicurezza di Israele”.
Quindi, in sostanza, nulla di fatto. Hamas rimane, l’IDF pure, e presto troveranno un pretesto per ricominciare a combattere. Con la differenza che ora Israele avrà le mani completamente libere, perchè gli ostaggi vivi sono tutti tornati a casa.
Però al mondo è stata servita la bugia della “pace in Palestina”, perchè era necessario far scendere un pò il livello di indignazione nel mondo, prima che andasse fuori controllo. E’ stata una grande operazione di ipnosi di massa, che grazie alla connivenza dei media mainstream ha funzionato alla perfezione.
Ora però rimane l’altro problema, quello della Cisgiordania, che i falchi di Ben Gvir vorrebbero annettere al più presto. Anche in questo caso, Donald Trump ha dovuto fare affermazioni di facciata, del tipo “Israele ha la proibizione assoluta di anettere la Cisgiordania”, perchè questo faceva parte degli accordi con i paese arabi. Ma nella sostanza le cose continuano esattamente come prima: collina dopo collina, villaggio dopo villaggio, i coloni continuano ad erodere i territori dei palestinesi, aggredendo sistematicamente e spesso uccidendo impunemente i suoi abitanti, sotto gli occhi complici dei soldati di Israele.
In un articolo intitolato “L’amministrazione Trump si oppone all’annessione a parole, ma la consente nei fatti”, Haaretz scrive : “Gli Stati Uniti possono vantarsi della loro presunta opposizione all'annessione e dichiarare di difendere lo status quo, ma in pratica la situazione continua a peggiorare senza controllo. Il territorio stesso cambia, collina dopo collina, strada dopo strada, mentre gli Stati Uniti si accontentano di dichiarazioni di facciata e di eleganti incontri diplomatici. Questa politica permette a Israele di mantenere il controllo su ogni aspetto della vita palestinese: sicurezza, economia, valichi di frontiera e il loro territorio, senza pagarne alcun prezzo diplomatico. Lo status quo può proiettare un'illusione di stabilità, ma in realtà intensifica l'assedio, la povertà e la disperazione. Il risultato è che non si discute quasi mai della sicurezza, del futuro o della libertà dei palestinesi. Si può ringraziare l'amministrazione Trump per la sua ferma posizione contro l'annessione formale, ma la gratitudine non basta. Quando la realtà è un regime che segrega, nega diritti e amplia il controllo con la forza, non serve una legislazione per riconoscerla come annessione. E’ un'annessione non firmata su carta, ma visibile in ogni cancello chiuso, ogni checkpoint, ogni ulivo sradicato e ogni villaggio palestinese isolato in nome delle "esigenze di sicurezza" di Israele.”
Comunque tranquilli: noi abbiamo Tajani, che ha dichiarato solennemente “Noi siamo per la soluzione a due stati”, quindi sappiamo che andrà certamente a finire così.
Massimo Mazzucco
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NATURE: OLTRE 100.000 FOTO DI OGGETTI TRANSITORI PUNTIFORMI
Una ricerca pubblicata su Nature rivela che negli anni ’50 oltre 100.000 oggetti transitori puntiformi del tutto simili a stelle, ma che tali non potevano essere, sono stati immortalati nelle fotografie astronomiche. https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/nature-oltre-100-000-foto-di-oggetti-transitori-puntiformi
Una ricerca pubblicata su Nature rivela che negli anni ’50 oltre 100.000 oggetti transitori puntiformi del tutto simili a stelle, ma che tali non potevano essere, sono stati immortalati nelle fotografie astronomiche. https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/nature-oltre-100-000-foto-di-oggetti-transitori-puntiformi
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BILL GATES: IL CAMBIAMENTO CLIMATICO NON È PIÙ UN PROBLEMA
Ricordate Bill Gates? Quello che se non riduciamo drasticamente l’effetto serra siamo destinati a una catastrofe planetaria? Ebbene, non è più così. Da ieri il cambiamento climatico non è più un problema. Virata a 180° del miliardario americano, che ha deciso di indirizzare altrove i suoi investimenti.
https://luogocomune.net/energia-e-ambiente/bill-gates-il-cambiamento-climatico-non-%C3%A8-pi%C3%B9-un-problema
Ricordate Bill Gates? Quello che se non riduciamo drasticamente l’effetto serra siamo destinati a una catastrofe planetaria? Ebbene, non è più così. Da ieri il cambiamento climatico non è più un problema. Virata a 180° del miliardario americano, che ha deciso di indirizzare altrove i suoi investimenti.
https://luogocomune.net/energia-e-ambiente/bill-gates-il-cambiamento-climatico-non-%C3%A8-pi%C3%B9-un-problema
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FRANCESCA ALBANESE: LA CRUDA VERITÀ
Francesca Albanese ha presentato all’ONU il suo rapporto intitolato “Genocidio a Gaza: un crimine collettivo”, accusando gli stati occidentali di complicità nel genocidio. Il rapporto è stato criticato non solo – ovviamente – da Israele, ma anche dal nostro stesso ambasciatore all’ONU, Massari, che lo ha definito “totalmente privo di credibilità”
COSA DICE IL RAPPORTO
Israele, ha detto Albanese, ha lasciato Gaza “soffocata, affamata e distrutta”. Il suo rapporto, che esamina il ruolo di 63 Stati nelle azioni di Israele (sia a Gaza che in Cisgiordania), denuncia un ordine mondiale coloniale, sostenuto da un sistema globale di complicità.
“Attraverso azioni illegali e omissioni deliberate, troppi Stati hanno danneggiato, fondato e protetto l’apartheid militarizzato di Israele, permettendo alla sua impresa coloniale di trasformarsi in genocidio, il crimine supremo contro il popolo indigeno della Palestina”.
Il genocidio, ha detto, è stato reso possibile attraverso la protezione diplomatica in “luoghi destinati a preservare la pace”, con connivenze militari che vanno dalla vendita di armi ad addestramenti congiunti con i militari dell’IDF. Albanese ricorda come l’Unione Europea, che ha sanzionato la Russia per l’Ucraina, abbia continuato a fare affari con Israele, e accusa gli Stati Uniti di aver fornito “copertura diplomatica” a Israele, usando il loro potere di veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Altre nazioni occidentali hanno collaborato, secondo il rapporto, con astensioni, ritardi e risoluzioni annacquate, rafforzando “una retorica semplicistica di ‘equilibrio’” che nella realtà non esiste.
Molti Stati, dice Albanese, hanno continuato a fornire armi a Israele, “anche mentre le prove del genocidio … si accumulavano”. Il rapporto ha evidenziato l’ipocrisia del Congresso degli Stati Uniti che ha approvato un pacchetto da 26,4 miliardi di dollari per la difesa di Israele, proprio mentre Israele minacciava l’invasione di Rafah.
Il rapporto punta il dito anche contro la Germania, il secondo maggiore esportatore di armi verso Israele durante il genocidio, con forniture che vanno “dalle fregate ai siluri”, e contro il Regno Unito, che avrebbe effettuato oltre 600 missioni di sorveglianza su Gaza dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023.
Albanese ha anche dichiarato che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite avrebbe dovuto affrontare il “pericoloso precedente” delle sanzioni imposte su di lei dagli Stati Uniti per le sue critiche alle azioni di Israele in Palestina, che le hanno impedito di viaggiare di persona a New York. “Queste misure costituiscono un attacco alle Nazioni Unite stesse, alla loro indipendenza, integrità e anima. Se non contestate, queste sanzioni rappresenteranno un altro chiodo nella bara del sistema multilaterale,” ha detto.
Ettecredo che Massari ha definito il rapporto “privo di credibilità”. Provate ad immaginare cosa succederebbe, se davvero il mondo occidentale cominciasse a riconoscere che le cose stanno realmente così.
Massimo Mazzucco
Francesca Albanese ha presentato all’ONU il suo rapporto intitolato “Genocidio a Gaza: un crimine collettivo”, accusando gli stati occidentali di complicità nel genocidio. Il rapporto è stato criticato non solo – ovviamente – da Israele, ma anche dal nostro stesso ambasciatore all’ONU, Massari, che lo ha definito “totalmente privo di credibilità”
COSA DICE IL RAPPORTO
Israele, ha detto Albanese, ha lasciato Gaza “soffocata, affamata e distrutta”. Il suo rapporto, che esamina il ruolo di 63 Stati nelle azioni di Israele (sia a Gaza che in Cisgiordania), denuncia un ordine mondiale coloniale, sostenuto da un sistema globale di complicità.
“Attraverso azioni illegali e omissioni deliberate, troppi Stati hanno danneggiato, fondato e protetto l’apartheid militarizzato di Israele, permettendo alla sua impresa coloniale di trasformarsi in genocidio, il crimine supremo contro il popolo indigeno della Palestina”.
Il genocidio, ha detto, è stato reso possibile attraverso la protezione diplomatica in “luoghi destinati a preservare la pace”, con connivenze militari che vanno dalla vendita di armi ad addestramenti congiunti con i militari dell’IDF. Albanese ricorda come l’Unione Europea, che ha sanzionato la Russia per l’Ucraina, abbia continuato a fare affari con Israele, e accusa gli Stati Uniti di aver fornito “copertura diplomatica” a Israele, usando il loro potere di veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Altre nazioni occidentali hanno collaborato, secondo il rapporto, con astensioni, ritardi e risoluzioni annacquate, rafforzando “una retorica semplicistica di ‘equilibrio’” che nella realtà non esiste.
Molti Stati, dice Albanese, hanno continuato a fornire armi a Israele, “anche mentre le prove del genocidio … si accumulavano”. Il rapporto ha evidenziato l’ipocrisia del Congresso degli Stati Uniti che ha approvato un pacchetto da 26,4 miliardi di dollari per la difesa di Israele, proprio mentre Israele minacciava l’invasione di Rafah.
Il rapporto punta il dito anche contro la Germania, il secondo maggiore esportatore di armi verso Israele durante il genocidio, con forniture che vanno “dalle fregate ai siluri”, e contro il Regno Unito, che avrebbe effettuato oltre 600 missioni di sorveglianza su Gaza dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023.
Albanese ha anche dichiarato che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite avrebbe dovuto affrontare il “pericoloso precedente” delle sanzioni imposte su di lei dagli Stati Uniti per le sue critiche alle azioni di Israele in Palestina, che le hanno impedito di viaggiare di persona a New York. “Queste misure costituiscono un attacco alle Nazioni Unite stesse, alla loro indipendenza, integrità e anima. Se non contestate, queste sanzioni rappresenteranno un altro chiodo nella bara del sistema multilaterale,” ha detto.
Ettecredo che Massari ha definito il rapporto “privo di credibilità”. Provate ad immaginare cosa succederebbe, se davvero il mondo occidentale cominciasse a riconoscere che le cose stanno realmente così.
Massimo Mazzucco
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IL CRISTO STORICO
Per “Cristo storico” si intende la infinita disputa fra teologi, esegeti, archeologi, sulla effettiva esistenza del personaggio di Gesù Cristo. In altre parole, molti nel corso del tempo si sono domandati “ma Gesù è esistito davvero, o è soltanto una bella fantasia”? Il nostro articolo analizza e mette a confronto tutte le principali fonti storiche disponibili su questo argomento. https://luogocomune.net/chiesa-e-religione/il-cristo-storico-3
Per “Cristo storico” si intende la infinita disputa fra teologi, esegeti, archeologi, sulla effettiva esistenza del personaggio di Gesù Cristo. In altre parole, molti nel corso del tempo si sono domandati “ma Gesù è esistito davvero, o è soltanto una bella fantasia”? Il nostro articolo analizza e mette a confronto tutte le principali fonti storiche disponibili su questo argomento. https://luogocomune.net/chiesa-e-religione/il-cristo-storico-3
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YIFAT, LA “STREGA” DI ISRAELE
Anche Israele ha la sua Francesca Albanese. La “strega” maledetta si chiama Yifat Tomer-Yerushalmi, ed è un General Maggiore dell’IDF, con il ruolo di Military Advocate General, ovvero una specie di Ministro di Giustizia dell’esercito.
Esattamente come la Albanese, anche Tomer-Yerushalmi ha commesso il più alto crimine che si possa commettere in questo momento contro Israele: raccontare la verità.
Nello specifico, Tomer-Yerushalmi è responsabile per il rilascio dei video della prigione di Sde Teiman, nei quali si vedevano i soldati israeliani maltrattare e violentare alcuni detenuti palestinesi https://www.nbcnews.com/news/world/israel-sexual-abuse-palestinian-prisoners-rcna165811 . Fu all’epoca uno scandalo mal represso, con i giornalisti di mezzo mondo che fecero a gara per dare la notizia (impossibile non darla) senza attribuirle troppa importanza.
Ma il vero putiferio si è scatenato in Israele, e l’odio della destra sionista si è riversato violentemente contro la Tomer-Yerushalmi. Netanyahu l’ha attaccata pubblicamente, dicendo che il video che mostra gli abusi sui detenuti di Gaza potrebbe essere "l'attacco di diplomazia pubblica più grave che Israele abbia mai affrontato".
Ovviamente, nessuno ha mai contestato i contenuti del video. L’affronto – e quindi il vero problema, per Israele – sta nell’averlo rilasciato al pubblico.
Sopraffatta dalla pressione pubblica, la Tomer-Yerushalmi ha cercato letteralmente di scomparire, abbandonando la sua auto e il suo cellulare su una spiaggia vicino a tel Aviv. Ma è stata prontamente rintracciata ed arrestata.
Le forze dell'ordine hanno affermato che nei prossimi giorni verrà interrogata con l'accusa di a) ostruzione alle indagini, b) falsificazione, c) abuso di fiducia, d) fornitura di false informazioni a un tribunale, e) comportamento improprio e f) reati contro la legge sulla giustizia militare, che di solito comportano una pena fino a cinque anni.
Questo è quello che accade a chi oggi cerca di far conoscere la verità.
Ah già, dimenticavamo: Israele è l’unico stato democratico in Medio Oriente. Per questo dobbiamo stare sempre dalla sua parte.
Massimo Mazzucco
Haaretz: https://www.haaretz.com/israel-news/2025-11-02/ty-article/.premium/netanyahu-gazan-detainee-abuse-leak-most-severe-diplomatic-attack-in-israels-history/0000019a-44b3-d3af-afdf-54fbd5cc0000
Anche Israele ha la sua Francesca Albanese. La “strega” maledetta si chiama Yifat Tomer-Yerushalmi, ed è un General Maggiore dell’IDF, con il ruolo di Military Advocate General, ovvero una specie di Ministro di Giustizia dell’esercito.
Esattamente come la Albanese, anche Tomer-Yerushalmi ha commesso il più alto crimine che si possa commettere in questo momento contro Israele: raccontare la verità.
Nello specifico, Tomer-Yerushalmi è responsabile per il rilascio dei video della prigione di Sde Teiman, nei quali si vedevano i soldati israeliani maltrattare e violentare alcuni detenuti palestinesi https://www.nbcnews.com/news/world/israel-sexual-abuse-palestinian-prisoners-rcna165811 . Fu all’epoca uno scandalo mal represso, con i giornalisti di mezzo mondo che fecero a gara per dare la notizia (impossibile non darla) senza attribuirle troppa importanza.
Ma il vero putiferio si è scatenato in Israele, e l’odio della destra sionista si è riversato violentemente contro la Tomer-Yerushalmi. Netanyahu l’ha attaccata pubblicamente, dicendo che il video che mostra gli abusi sui detenuti di Gaza potrebbe essere "l'attacco di diplomazia pubblica più grave che Israele abbia mai affrontato".
Ovviamente, nessuno ha mai contestato i contenuti del video. L’affronto – e quindi il vero problema, per Israele – sta nell’averlo rilasciato al pubblico.
Sopraffatta dalla pressione pubblica, la Tomer-Yerushalmi ha cercato letteralmente di scomparire, abbandonando la sua auto e il suo cellulare su una spiaggia vicino a tel Aviv. Ma è stata prontamente rintracciata ed arrestata.
Le forze dell'ordine hanno affermato che nei prossimi giorni verrà interrogata con l'accusa di a) ostruzione alle indagini, b) falsificazione, c) abuso di fiducia, d) fornitura di false informazioni a un tribunale, e) comportamento improprio e f) reati contro la legge sulla giustizia militare, che di solito comportano una pena fino a cinque anni.
Questo è quello che accade a chi oggi cerca di far conoscere la verità.
Ah già, dimenticavamo: Israele è l’unico stato democratico in Medio Oriente. Per questo dobbiamo stare sempre dalla sua parte.
Massimo Mazzucco
Haaretz: https://www.haaretz.com/israel-news/2025-11-02/ty-article/.premium/netanyahu-gazan-detainee-abuse-leak-most-severe-diplomatic-attack-in-israels-history/0000019a-44b3-d3af-afdf-54fbd5cc0000
NBC News
U.S. decries reported sexual abuse of Palestinian prisoners after graphic video aired on Israeli TV
“We have seen the video, and reports of sexual abuse of detainees are horrific,” State Department spokesperson Matthew Miller said.
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LA LEGGE SIAMO NOI
Uno degli aspetti più preoccupanti della faccenda del Venezuela non è il fatto che gli Stati Uniti si apprestino ad invaderlo con il pretesto della “guerra alla droga”. Da sempre le nazioni che hanno voluto invaderne altre, per appropriarsi delle loro risorse, hanno dovuto inventarsi delle scuse più o meno credibili per giustificare le proprie azioni davanti al mondo.
Ma nel caso del Venezuela, la cosa più preoccupante è la assoluta mancanza del rispetto di un principio di legalità, nel momento in cui i militari americani decidono arbitrariamente di sparare ed uccidere i presunti trafficanti di droga che attraversano il mare dei Caraibi.
Anche presumendo che questi siano effettivamente dei corrieri della droga, basterebbe seguirli con i droni e arrestarli una volta che entrano nelle acque territoriali americane, per poi processarli e condannarli secondo le leggi vigenti. In questo modo mostrerebbero al mondo le prove che stavano trasportando droga, e giustificherebbero in pieno la loro carcerazione.
L’idea invece di ucciderli arbitrariamente mentre sono in mezzo al mare, come dicevo, è profondamente inquietante: sembra di essere tornati ai tempi del Far West, quando i cittadini si facevano giustizia da soli, ergendosi contemporaneamente a giudice e giustiziere.
Talmente grave è questa violazione dei più elementari principi di diritto, che la Gran Bretagna ha deciso di non mettere più a disposizione degli Stati Uniti le proprie informazioni di intelligence sulle imbarcazioni in transito nei Caraibi, perché non vuole essere considerata corresponsabile di queste uccisioni arbitrarie. Anche il Canada ha detto che finché queste uccisioni continueranno, loro non condivideranno più con gli Stati Uniti le proprie informazioni di intelligence. https://edition.cnn.com/2025/11/11/politics/uk-suspends-caribbean-intelligence-sharing-us
Mentre da noi, prevedibilmente, tutto tace. Dal nostro governo non si è alzata una voce di critica per queste esecuzioni in alto mare. E nemmeno dalla famosa sinistra “progressista” abbiamo sentito una qualunque critica a questa maniera primitiva di farsi giustizia da soli.
Provate solo ad immaginare se fosse stato Putin che si mette arbitrariamente a sparare contro imbarcazioni in mezzo al mare, in acque internazionali, con la semplice scusa che “così gli impedisco di far arrivare la droga nel nostro paese”.
Massimo Mazzucco
Uno degli aspetti più preoccupanti della faccenda del Venezuela non è il fatto che gli Stati Uniti si apprestino ad invaderlo con il pretesto della “guerra alla droga”. Da sempre le nazioni che hanno voluto invaderne altre, per appropriarsi delle loro risorse, hanno dovuto inventarsi delle scuse più o meno credibili per giustificare le proprie azioni davanti al mondo.
Ma nel caso del Venezuela, la cosa più preoccupante è la assoluta mancanza del rispetto di un principio di legalità, nel momento in cui i militari americani decidono arbitrariamente di sparare ed uccidere i presunti trafficanti di droga che attraversano il mare dei Caraibi.
Anche presumendo che questi siano effettivamente dei corrieri della droga, basterebbe seguirli con i droni e arrestarli una volta che entrano nelle acque territoriali americane, per poi processarli e condannarli secondo le leggi vigenti. In questo modo mostrerebbero al mondo le prove che stavano trasportando droga, e giustificherebbero in pieno la loro carcerazione.
L’idea invece di ucciderli arbitrariamente mentre sono in mezzo al mare, come dicevo, è profondamente inquietante: sembra di essere tornati ai tempi del Far West, quando i cittadini si facevano giustizia da soli, ergendosi contemporaneamente a giudice e giustiziere.
Talmente grave è questa violazione dei più elementari principi di diritto, che la Gran Bretagna ha deciso di non mettere più a disposizione degli Stati Uniti le proprie informazioni di intelligence sulle imbarcazioni in transito nei Caraibi, perché non vuole essere considerata corresponsabile di queste uccisioni arbitrarie. Anche il Canada ha detto che finché queste uccisioni continueranno, loro non condivideranno più con gli Stati Uniti le proprie informazioni di intelligence. https://edition.cnn.com/2025/11/11/politics/uk-suspends-caribbean-intelligence-sharing-us
Mentre da noi, prevedibilmente, tutto tace. Dal nostro governo non si è alzata una voce di critica per queste esecuzioni in alto mare. E nemmeno dalla famosa sinistra “progressista” abbiamo sentito una qualunque critica a questa maniera primitiva di farsi giustizia da soli.
Provate solo ad immaginare se fosse stato Putin che si mette arbitrariamente a sparare contro imbarcazioni in mezzo al mare, in acque internazionali, con la semplice scusa che “così gli impedisco di far arrivare la droga nel nostro paese”.
Massimo Mazzucco
CNN
Exclusive: UK suspends some intelligence sharing with US over boat strike concerns in major break | CNN Politics
The United Kingdom is no longer sharing intelligence with the US about suspected drug trafficking vessels in the Caribbean because it does not want to be complicit in US military strikes and believes the attacks are illegal, sources familiar with the matter…
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L’AMICO IMMAGINARIO
Wikipedia definisce l’amico immaginario come “un fenomeno socio-psicologico che si verifica quando un'amicizia o una relazione interpersonale prende luogo nell'immaginazione piuttosto che nella realtà fisica. Spesso possiede un'elaborata personalità e comportamento.”
E’ esattamente quello che sta succedendo oggi, con un piccolo gadget da 100 euro che potete mettervi al collo e portare con voi per tutta la giornata. Si chiama Friend - ovviamente – ed ha la forma di un dischetto arrotondato. E’ in grado di ascoltare tutto quello che succede intorno a lui, e interagisce con il vostro smartphone: voi gli chiedete “ti è piaciuto il film che abbiamo visto ieri sera?” e lui vi risponde “Sì. Un pò lento nella parte centrale, ma la storia d’amore era davvero avvincente”. “Sono d’accordo. Senti, cosa ne pensi se provo a chiedere un aumento al mio capufficio?” “Mmmmh – ti risponde il dischetto – forse non è il momento giusto. Ricordati che avete fatto quella brutta discussione, la settimana scorsa. Aspetta magari un paio di giorni”.
Lo so, tutto questo esiste già, con i “personal assistant” collegati alle IA. Ma è proprio l’idea di avere al collo un “compagno” che ti segue per tutta la giornata, che ascolta tutto quello che ti succede intorno, e che dialoga con te esattamente come una persona fisica che fa paura. Inoltre, i “personal assistants” sono collegati alla rete, fanno ricerche sui siti web, ti procurano informazioni utili nel momento del bisogno. Questo aggeggio invece non è collegato alla rete, ma dialoga solo ed esclusivamente con te, a livello personale. Tutte le informazioni che ti potrà dare nel corso della giornata – messaggi di conforto, consigli amorevoli, battute spiritose – sono già contenute nella sua memoria, quando uscite di casa alla mattina. Potreste trovarvi su un’isola deserta, e sareste in grado di avere una conversazione con lui a tutto campo, teoricamente illimitata. (In realtà, molti su quest’isola deserta ci sono già, anche se non lo sanno).
C’è però anche un aspetto positivo, in tutta questa faccenda, ed è la reazione negativa con cui certe persone hanno accolto questa innovazione. Il creatore di Friend, Avi Schiffmann, ha speso un milione di dollari per tempestare la città di New York di manifesti pubblicitari, per promuovere il suo gadget. Il testo dei poster dice: “Friend: qualcuno che ti ascolta, ti risponde, ti sostiene”. Ma su questi manifesti alcuni passanti hanno scritto “La IA non è tua amica”, “Il rapporto umano è sacro”, “Parlate con il vostro vicino”, “I computer e le corporations non vogliono essere vostri amici. Vogliono solo i vostri dati e i vostri dollari”.
Che dite, abbiamo ancora qualche speranza?
Massimo Mazzucco
Wikipedia definisce l’amico immaginario come “un fenomeno socio-psicologico che si verifica quando un'amicizia o una relazione interpersonale prende luogo nell'immaginazione piuttosto che nella realtà fisica. Spesso possiede un'elaborata personalità e comportamento.”
E’ esattamente quello che sta succedendo oggi, con un piccolo gadget da 100 euro che potete mettervi al collo e portare con voi per tutta la giornata. Si chiama Friend - ovviamente – ed ha la forma di un dischetto arrotondato. E’ in grado di ascoltare tutto quello che succede intorno a lui, e interagisce con il vostro smartphone: voi gli chiedete “ti è piaciuto il film che abbiamo visto ieri sera?” e lui vi risponde “Sì. Un pò lento nella parte centrale, ma la storia d’amore era davvero avvincente”. “Sono d’accordo. Senti, cosa ne pensi se provo a chiedere un aumento al mio capufficio?” “Mmmmh – ti risponde il dischetto – forse non è il momento giusto. Ricordati che avete fatto quella brutta discussione, la settimana scorsa. Aspetta magari un paio di giorni”.
Lo so, tutto questo esiste già, con i “personal assistant” collegati alle IA. Ma è proprio l’idea di avere al collo un “compagno” che ti segue per tutta la giornata, che ascolta tutto quello che ti succede intorno, e che dialoga con te esattamente come una persona fisica che fa paura. Inoltre, i “personal assistants” sono collegati alla rete, fanno ricerche sui siti web, ti procurano informazioni utili nel momento del bisogno. Questo aggeggio invece non è collegato alla rete, ma dialoga solo ed esclusivamente con te, a livello personale. Tutte le informazioni che ti potrà dare nel corso della giornata – messaggi di conforto, consigli amorevoli, battute spiritose – sono già contenute nella sua memoria, quando uscite di casa alla mattina. Potreste trovarvi su un’isola deserta, e sareste in grado di avere una conversazione con lui a tutto campo, teoricamente illimitata. (In realtà, molti su quest’isola deserta ci sono già, anche se non lo sanno).
C’è però anche un aspetto positivo, in tutta questa faccenda, ed è la reazione negativa con cui certe persone hanno accolto questa innovazione. Il creatore di Friend, Avi Schiffmann, ha speso un milione di dollari per tempestare la città di New York di manifesti pubblicitari, per promuovere il suo gadget. Il testo dei poster dice: “Friend: qualcuno che ti ascolta, ti risponde, ti sostiene”. Ma su questi manifesti alcuni passanti hanno scritto “La IA non è tua amica”, “Il rapporto umano è sacro”, “Parlate con il vostro vicino”, “I computer e le corporations non vogliono essere vostri amici. Vogliono solo i vostri dati e i vostri dollari”.
Che dite, abbiamo ancora qualche speranza?
Massimo Mazzucco
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L'intervista di Lavrov censurata dal Corriere della Sera
https://luogocomune.net/geopolitica/l-intervista-di-lavrov-censurata-dal-corriere-della-sera
https://luogocomune.net/geopolitica/l-intervista-di-lavrov-censurata-dal-corriere-della-sera
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VACCINI E AUTISMO: CAMBIA TUTTO
Sono 3 semplici frasi, ma cambiano la storia delle vaccinazioni. La cambiano, perchè queste 3 frasi stanno scritte sul sito del CDC, il Center for Disease Control americano. https://www.cdc.gov/vaccine-safety/about/autism.html Eccole:
- L’affermazione “I vaccini non causano l’autismo” non è basata su prove dimostrabili, perchè vi sono delle ricerche che non escludono la possibilità che i vaccini per l’infanzia causino l’autismo.
- Le ricerche che suggeriscono una correlazione [fra vaccini e autismo] sono sempre state ignorate dalle autorità sanitarie.
- Il ministero della salute americano [HHS] ha intrapreso una valutazione ad ampio raggio sulle cause dell’autismo, compreso un’indagine su plausibili meccanismo biologici e potenziali correlazioni causali.
Sempre il sito del CDC spiega:
“Ai sensi del Data Quality Act (DQA), che impone alle agenzie federali di garantire la qualità, l'obiettività, l'utilità e l'integrità delle informazioni divulgate al pubblico, questa pagina web è stata aggiornata perché l'affermazione "I vaccini non causano l'autismo" non è un'affermazione basata sull'evidenza. Studi scientifici non hanno escluso la possibilità che i vaccini infantili contribuiscano allo sviluppo dell'autismo. Nonostante ciò, questa affermazione è stata storicamente diffusa dal CDC e da altre agenzie sanitarie federali all'interno dell'HHS per prevenire l'esitazione vaccinale. L'HHS ha avviato una valutazione completa delle cause dell'autismo, che include indagini su plausibili meccanismi biologici e potenziali nessi causali. Questa pagina web verrà aggiornata con i dati scientifici di riferimento derivanti dalla valutazione completa dell'HHS sulle cause dell'autismo, come richiesto dal DQA.”
In altre parole: Burioni di tutto il mondo, smettetela di dire che “è dimostrato che i vaccini non causano autismo”, perchè non è vero. E’ anzi, molto probabilmente, vero il contrario, e nel caso noi lo dimostreremo.
Semplice, no? Pensate: bastava cambiare il ministro della sanità, togliendo di mezzo il solito burattino messo lì da Big Pharma per metterci un indipendente, ed ecco che crolla in un istante tutta la scienzah su cui era costruita la menzogna della “sicurezza vaccinale” fino ad oggi.
Sic et simpliciter.
Massimo Mazzucco
Sono 3 semplici frasi, ma cambiano la storia delle vaccinazioni. La cambiano, perchè queste 3 frasi stanno scritte sul sito del CDC, il Center for Disease Control americano. https://www.cdc.gov/vaccine-safety/about/autism.html Eccole:
- L’affermazione “I vaccini non causano l’autismo” non è basata su prove dimostrabili, perchè vi sono delle ricerche che non escludono la possibilità che i vaccini per l’infanzia causino l’autismo.
- Le ricerche che suggeriscono una correlazione [fra vaccini e autismo] sono sempre state ignorate dalle autorità sanitarie.
- Il ministero della salute americano [HHS] ha intrapreso una valutazione ad ampio raggio sulle cause dell’autismo, compreso un’indagine su plausibili meccanismo biologici e potenziali correlazioni causali.
Sempre il sito del CDC spiega:
“Ai sensi del Data Quality Act (DQA), che impone alle agenzie federali di garantire la qualità, l'obiettività, l'utilità e l'integrità delle informazioni divulgate al pubblico, questa pagina web è stata aggiornata perché l'affermazione "I vaccini non causano l'autismo" non è un'affermazione basata sull'evidenza. Studi scientifici non hanno escluso la possibilità che i vaccini infantili contribuiscano allo sviluppo dell'autismo. Nonostante ciò, questa affermazione è stata storicamente diffusa dal CDC e da altre agenzie sanitarie federali all'interno dell'HHS per prevenire l'esitazione vaccinale. L'HHS ha avviato una valutazione completa delle cause dell'autismo, che include indagini su plausibili meccanismi biologici e potenziali nessi causali. Questa pagina web verrà aggiornata con i dati scientifici di riferimento derivanti dalla valutazione completa dell'HHS sulle cause dell'autismo, come richiesto dal DQA.”
In altre parole: Burioni di tutto il mondo, smettetela di dire che “è dimostrato che i vaccini non causano autismo”, perchè non è vero. E’ anzi, molto probabilmente, vero il contrario, e nel caso noi lo dimostreremo.
Semplice, no? Pensate: bastava cambiare il ministro della sanità, togliendo di mezzo il solito burattino messo lì da Big Pharma per metterci un indipendente, ed ecco che crolla in un istante tutta la scienzah su cui era costruita la menzogna della “sicurezza vaccinale” fino ad oggi.
Sic et simpliciter.
Massimo Mazzucco
Vaccine Safety
Autism and Vaccines
Answers to common questions about vaccine safety and autism.
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E IL VENEZUELA?
Come mai nelle news non si parla più del Venezuela? Perchè tutto tace? Sarà stata forse l’improvvisa comparsa di navi da guerra russe davanti alle coste del Venezuela, a far passare la voglia agli americani di fare gli spacconi? https://luogocomune.net/geopolitica/e-il-venezuela
Come mai nelle news non si parla più del Venezuela? Perchè tutto tace? Sarà stata forse l’improvvisa comparsa di navi da guerra russe davanti alle coste del Venezuela, a far passare la voglia agli americani di fare gli spacconi? https://luogocomune.net/geopolitica/e-il-venezuela
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AUTOASSOLUZIONE: LA NUOVA REGOLA DI ISRAELE
Due belle notizie da Israele, una più edificante dell’altra.
La prima è che Netanyahu ha chiesto al presidente Herzog il perdono per i reati di cui è accusato in tre processi differenti (corruzione, frode e abuso di fiducia). https://www.haaretz.com/israel-news/2025-11-30/ty-article/.premium/netanyahu-submits-pardon-request-to-president-herzog-over-criminal-corruption-casess/0000019a-d450-dcd7-a3be-de793b200000 Lo ha fatto, naturalmente, senza ammettere la propria colpevolezza. Netanyahu ha detto: "Nonostante il mio interesse personale nel portare a termine il processo e dimostrare pienamente la mia innocenza, credo che l'interesse pubblico imponga diversamente".
Praticamente: dopo aver fatto rimandare i suoi processi con mille scuse infinite, lui rinuncia a provare la propria innocenza, e chiede il perdono (per qualcosa che ovviamente non ha fatto), nell’interesse di tutta la popolazione. Che tenero, è quasi commovente nel suo generoso altruismo. Quando si dice avere il senso della nazione.
La seconda notizia è letteralmente da voltastomaco https://www.haaretz.com/israel-news/2025-11-30/ty-article/.premium/ben-gvir-promotes-officer-whose-soldiers-shot-dead-surrendered-palestinians/0000019a-d1a3-d824-ad9e-fbffe65b0000 : dopo che è emerso un video in cui gli agenti della polizia di frontiera israeliana uccidevano a sangue freddo due palestinesi che si erano già arresi, il ministro Ben-Gvir ha visitato la base della loro unità ed ha annunciato la promozione del loro comandante. Ben-Gvir si è pure lamentato del fatto che i militari responsabili dell’uccisione siano stati interrogati: “E' ora di finirla con queste procedure distorte - ha detto Ben-Gvir - Quando uno dei nostri combattenti spara a un terrorista, lo portiamo immediatamente in cella per interrogarlo. Ma noi stiamo combattendo nemici e assassini che vogliono violentare le donne e bruciare i bambini".
Quindi, siccome i palestinesi “vogliono violentare le donne e bruciare i bambini”, noi gli spariamo un colpo in testa a bruciapelo dopo che loro hanno alzato le mani, e poi diamo pure una promozione a chi ha sparato. Non fa una piega.
A questo punto dovrei fare un commento su queste due notizie, ma l’unica cosa che mi viene da dire è che questi sono i risultati che si ottengono quando si permette ad un popolo di prepotenti di fare quello che vogliono in continuazione: arrivano ad un punto che si autoassolvono da soli, come vorrebbe fare Netanyahu con il proprio processo, oppure come ha fatto Ben-Gvir con gli assassini a sangue freddo dei due palestinesi.
Una volta che ti è stato permesso di essere contemporaneamente giudice e carnefice degli altri, finisce che diventi anche il giudice di te stesso, e naturalmente ti autoassolvi per tutti i crimini che hai commesso. Non c’è più regola, non c’è più morale, non c’è più legge. La legge sei tu.
Hanno perfettamente ragione quelli che dicono che i veri colpevoli di tutto ciò che accade in Palestina sono i governi occidentali, che permettono con loro ignavia ai sionisti di fare quello che fanno da oltre ottant’anni. E che continueranno a farlo all’infinito, se in qualche modo non verranno fermati.
Massimo Mazzucco
Due belle notizie da Israele, una più edificante dell’altra.
La prima è che Netanyahu ha chiesto al presidente Herzog il perdono per i reati di cui è accusato in tre processi differenti (corruzione, frode e abuso di fiducia). https://www.haaretz.com/israel-news/2025-11-30/ty-article/.premium/netanyahu-submits-pardon-request-to-president-herzog-over-criminal-corruption-casess/0000019a-d450-dcd7-a3be-de793b200000 Lo ha fatto, naturalmente, senza ammettere la propria colpevolezza. Netanyahu ha detto: "Nonostante il mio interesse personale nel portare a termine il processo e dimostrare pienamente la mia innocenza, credo che l'interesse pubblico imponga diversamente".
Praticamente: dopo aver fatto rimandare i suoi processi con mille scuse infinite, lui rinuncia a provare la propria innocenza, e chiede il perdono (per qualcosa che ovviamente non ha fatto), nell’interesse di tutta la popolazione. Che tenero, è quasi commovente nel suo generoso altruismo. Quando si dice avere il senso della nazione.
La seconda notizia è letteralmente da voltastomaco https://www.haaretz.com/israel-news/2025-11-30/ty-article/.premium/ben-gvir-promotes-officer-whose-soldiers-shot-dead-surrendered-palestinians/0000019a-d1a3-d824-ad9e-fbffe65b0000 : dopo che è emerso un video in cui gli agenti della polizia di frontiera israeliana uccidevano a sangue freddo due palestinesi che si erano già arresi, il ministro Ben-Gvir ha visitato la base della loro unità ed ha annunciato la promozione del loro comandante. Ben-Gvir si è pure lamentato del fatto che i militari responsabili dell’uccisione siano stati interrogati: “E' ora di finirla con queste procedure distorte - ha detto Ben-Gvir - Quando uno dei nostri combattenti spara a un terrorista, lo portiamo immediatamente in cella per interrogarlo. Ma noi stiamo combattendo nemici e assassini che vogliono violentare le donne e bruciare i bambini".
Quindi, siccome i palestinesi “vogliono violentare le donne e bruciare i bambini”, noi gli spariamo un colpo in testa a bruciapelo dopo che loro hanno alzato le mani, e poi diamo pure una promozione a chi ha sparato. Non fa una piega.
A questo punto dovrei fare un commento su queste due notizie, ma l’unica cosa che mi viene da dire è che questi sono i risultati che si ottengono quando si permette ad un popolo di prepotenti di fare quello che vogliono in continuazione: arrivano ad un punto che si autoassolvono da soli, come vorrebbe fare Netanyahu con il proprio processo, oppure come ha fatto Ben-Gvir con gli assassini a sangue freddo dei due palestinesi.
Una volta che ti è stato permesso di essere contemporaneamente giudice e carnefice degli altri, finisce che diventi anche il giudice di te stesso, e naturalmente ti autoassolvi per tutti i crimini che hai commesso. Non c’è più regola, non c’è più morale, non c’è più legge. La legge sei tu.
Hanno perfettamente ragione quelli che dicono che i veri colpevoli di tutto ciò che accade in Palestina sono i governi occidentali, che permettono con loro ignavia ai sionisti di fare quello che fanno da oltre ottant’anni. E che continueranno a farlo all’infinito, se in qualche modo non verranno fermati.
Massimo Mazzucco
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LA VITAMINA C AD ALTE DOSI È UN POTENTE ANTITUMORALE
Decenni di prove dimostrano che la vitamina C attacca il cancro attraverso quattro potenti meccanismi: citotossicità pro-ossidativa, riprogrammazione epigenetica, soppressione delle vie di segnalazione e attivazione immunitaria.
https://luogocomune.net/medicina-salute/la-vitamina-c-ad-alte-dosi-%C3%A8-un-potente-antitumorale
Decenni di prove dimostrano che la vitamina C attacca il cancro attraverso quattro potenti meccanismi: citotossicità pro-ossidativa, riprogrammazione epigenetica, soppressione delle vie di segnalazione e attivazione immunitaria.
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IL GIOIELLERE ASSASSINO
C’è una vicenda che in questi giorni mi ha incuriosito, perchè di difficile interpretazione. Il caso di Mario Roggero, il gioielliere che ha ucciso due dei rapinatori che fuggivano dopo averlo derubato (il terzo è rimasto gravemente ferito).
Da un punto di vista tecnico, il caso è molto semplice: i rapinatori stavano scappando, erano già fuori dal suo negozio (non presentavano quindi più un rischio per lui in quel momento), ma lui li ha comunque inseguiti, pistola alla mano, per ammazzarli. Questa, ovviamente, non è legittima difesa: persino negli Stati Uniti, dove le regole sono molto più favorevoli a chi si difende, questo caso non verrebbe mai classificato come legittima difesa.
Quindi, tecnicamente, si tratta di un doppio assassinio intenzionale. Abbiamo visto tutti le immagini brutali nelle quali Roggero spara addirittura ad un rapinatore già a terra, dandogli il colpo di grazia.
Eppure ...
Eppure c’è tutta una “scuola di pensiero” – rappresentata soprattutto dagli opinionisti di destra - che giustifica Roggero, dicendo che era la quinta volta nella sua vita che veniva rapinato, malmenato e ricattato, e che quindi la sua reazione sia più che comprensibile. In altre parole, dice questa scuola di pensiero, l’uomo va capito e la sua reazione emotiva, pur non essendo “tecnicamente” di legittima difesa, va compresa e perdonata. O, se non altro, punita con una pena molto più lieve dei 13 anni a cui è stato condannato.
La domanda che pone questo caso è la seguente: fino a dove la legge, scritta in precedenza con articoli freddi e tecnicamente molto precisi, può essere utile a giudicare in modo equo, e dove invece deve intervenire la considerazione “psicofisica” complessiva – olistica, potremmo dire - per valutare correttamente un caso come questo?
Massimo Mazzucco
C’è una vicenda che in questi giorni mi ha incuriosito, perchè di difficile interpretazione. Il caso di Mario Roggero, il gioielliere che ha ucciso due dei rapinatori che fuggivano dopo averlo derubato (il terzo è rimasto gravemente ferito).
Da un punto di vista tecnico, il caso è molto semplice: i rapinatori stavano scappando, erano già fuori dal suo negozio (non presentavano quindi più un rischio per lui in quel momento), ma lui li ha comunque inseguiti, pistola alla mano, per ammazzarli. Questa, ovviamente, non è legittima difesa: persino negli Stati Uniti, dove le regole sono molto più favorevoli a chi si difende, questo caso non verrebbe mai classificato come legittima difesa.
Quindi, tecnicamente, si tratta di un doppio assassinio intenzionale. Abbiamo visto tutti le immagini brutali nelle quali Roggero spara addirittura ad un rapinatore già a terra, dandogli il colpo di grazia.
Eppure ...
Eppure c’è tutta una “scuola di pensiero” – rappresentata soprattutto dagli opinionisti di destra - che giustifica Roggero, dicendo che era la quinta volta nella sua vita che veniva rapinato, malmenato e ricattato, e che quindi la sua reazione sia più che comprensibile. In altre parole, dice questa scuola di pensiero, l’uomo va capito e la sua reazione emotiva, pur non essendo “tecnicamente” di legittima difesa, va compresa e perdonata. O, se non altro, punita con una pena molto più lieve dei 13 anni a cui è stato condannato.
La domanda che pone questo caso è la seguente: fino a dove la legge, scritta in precedenza con articoli freddi e tecnicamente molto precisi, può essere utile a giudicare in modo equo, e dove invece deve intervenire la considerazione “psicofisica” complessiva – olistica, potremmo dire - per valutare correttamente un caso come questo?
Massimo Mazzucco
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EUROPA: LE PAROLE E I FATTI
I titoli di oggi parlano chiaro. Corriere della Sera: “Asse Putin-Trump sull’Europa”. La Repubblica: “l’Europa sotto assedio”. La stampa: “Asse Usa-Russia contro la UE”.
Ma cosa è successo di così stravolgente da arrivare a lanciare questo allarme a reti unificate?
Tutto parte dal documento americano della scorsa settimana, nella quale ci è stato detto che l’Europa è una istituzione superata e decadente, e che ci si augura un ritorno agli stati sovrani. A questo documento ha fatto eco ieri Putin, il quale si è dichiarato sostanzialmente d’accordo con le opinioni di Trump.
Apriti cielo. L’Europa è isolata, siamo sotto assedio, nessuno ci verrà più ad aiutare!
In realtà, noi eravamo già isolati (politicamente), eravamo già sotto assedio (economicamente), e nessuno ci sarebbe comunque venuto ad aiutare (militarmente) perché non ne abbiamo alcun bisogno..
Quindi, dove sta la grande novità? Sta semplicemente nel fatto che due leader mondiali come Trump e Putin ci abbiano sbattuto in faccia una realtà che è in essere ormai da molto tempo.
Ma nei fatti che cosa cambia? Assolutamente nulla.
Risulta forse a qualcuno che gli Stati Uniti abbiano annunciato la rimozione delle loro basi militari in Italia? Forse hanno già programmato lo smantellamento dei missili nucleari stoccati in dozzine di basi segrete nel nostro territorio? I 4000 militari americani stanziati ad Aviano stanno forse facendo le valigie?
Ovviamente no. Dal punto di vista pratico quindi non cambia assolutamente nulla.
Lo stesso si può dire per le basi americane in tutta Europa. Nessuno ha mai parlato di ritirare i missili americani dalle basi militari in Germania, in Belgio, in Gran Bretagna o in Turchia. La struttura della Nato rimane intatta e pienamente operativa, e nessuno ha fatto il minimo accenno a smantellarla nel prossimo futuro.
Quindi, di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di parole. Parole che hanno un certo riscontro nella realtà, certamente: è vero che l’Europa è vecchia e le sue istituzioni sono obsolete, ma non c’era certo bisogno di aspettare Trump per sentirselo dire.
È un po’ come mettersi di fronte ad una donna di novant’anni e dirle “tu sei vecchia, hai fatto il tuo tempo”. Certo che è vero, ma all’atto pratico che cosa cambia nell’averglielo detto in faccia?
Non si comprende quindi dove stia tutta questa agitazione per le parole di Trump, quando non ha fatto che metterci in faccia, con il suo stile ruvido e diretto, quello che noi siamo veramente.
Massimo Mazzucco
I titoli di oggi parlano chiaro. Corriere della Sera: “Asse Putin-Trump sull’Europa”. La Repubblica: “l’Europa sotto assedio”. La stampa: “Asse Usa-Russia contro la UE”.
Ma cosa è successo di così stravolgente da arrivare a lanciare questo allarme a reti unificate?
Tutto parte dal documento americano della scorsa settimana, nella quale ci è stato detto che l’Europa è una istituzione superata e decadente, e che ci si augura un ritorno agli stati sovrani. A questo documento ha fatto eco ieri Putin, il quale si è dichiarato sostanzialmente d’accordo con le opinioni di Trump.
Apriti cielo. L’Europa è isolata, siamo sotto assedio, nessuno ci verrà più ad aiutare!
In realtà, noi eravamo già isolati (politicamente), eravamo già sotto assedio (economicamente), e nessuno ci sarebbe comunque venuto ad aiutare (militarmente) perché non ne abbiamo alcun bisogno..
Quindi, dove sta la grande novità? Sta semplicemente nel fatto che due leader mondiali come Trump e Putin ci abbiano sbattuto in faccia una realtà che è in essere ormai da molto tempo.
Ma nei fatti che cosa cambia? Assolutamente nulla.
Risulta forse a qualcuno che gli Stati Uniti abbiano annunciato la rimozione delle loro basi militari in Italia? Forse hanno già programmato lo smantellamento dei missili nucleari stoccati in dozzine di basi segrete nel nostro territorio? I 4000 militari americani stanziati ad Aviano stanno forse facendo le valigie?
Ovviamente no. Dal punto di vista pratico quindi non cambia assolutamente nulla.
Lo stesso si può dire per le basi americane in tutta Europa. Nessuno ha mai parlato di ritirare i missili americani dalle basi militari in Germania, in Belgio, in Gran Bretagna o in Turchia. La struttura della Nato rimane intatta e pienamente operativa, e nessuno ha fatto il minimo accenno a smantellarla nel prossimo futuro.
Quindi, di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di parole. Parole che hanno un certo riscontro nella realtà, certamente: è vero che l’Europa è vecchia e le sue istituzioni sono obsolete, ma non c’era certo bisogno di aspettare Trump per sentirselo dire.
È un po’ come mettersi di fronte ad una donna di novant’anni e dirle “tu sei vecchia, hai fatto il tuo tempo”. Certo che è vero, ma all’atto pratico che cosa cambia nell’averglielo detto in faccia?
Non si comprende quindi dove stia tutta questa agitazione per le parole di Trump, quando non ha fatto che metterci in faccia, con il suo stile ruvido e diretto, quello che noi siamo veramente.
Massimo Mazzucco
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Rapporto RSF: quasi la metà dei giornalisti morti in un anno sono stati ammazzati da Israele
https://luogocomune.net/palestina/rsf-quasi-la-met%C3%A0-dei-giornalisti-morti-in-un-anno-sono-stati-ammazzati-da-israele
https://luogocomune.net/palestina/rsf-quasi-la-met%C3%A0-dei-giornalisti-morti-in-un-anno-sono-stati-ammazzati-da-israele
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COME AL TEMPO DEI PIRATI
Siamo tornati all’età dei pirati. Solo che una volta i predoni del mare usavano dei piccoli battelli per abbordare le navi da rapinare, mentre ora usano gli elicotteri e si calano dal cielo come nei film d’azione. Ma, a parte l’estetica, nulla nella sostanza è cambiato.
E se per caso qualcuno osasse obiettare su questo tipo di azione violenta, è già pronta la risposta “legale” del ministro di giustizia Pam Bondi: “La petroliera era sotto sanzioni americane a causa del suo coinvolgimento in una rete di traffico illecito di petrolio che supporta organizzazioni terroristiche all’estero”.
E se per caso chiedono al Presidente “che cosa ne farete del petrolio sequestrato?”, il Presidente risponde serafico “Immagino che ce lo terremo noi”.
Che cosa gli vuoi dire? Comandano loro, nessuno protesta, e quindi fanno tutto quello che gli pare.
Evviva la democrazia, evviva la giustizia internazionale, evviva gli Stati Uniti, faro e guida di tutto il mondo occidentale.
Massimo Mazzucco
Siamo tornati all’età dei pirati. Solo che una volta i predoni del mare usavano dei piccoli battelli per abbordare le navi da rapinare, mentre ora usano gli elicotteri e si calano dal cielo come nei film d’azione. Ma, a parte l’estetica, nulla nella sostanza è cambiato.
E se per caso qualcuno osasse obiettare su questo tipo di azione violenta, è già pronta la risposta “legale” del ministro di giustizia Pam Bondi: “La petroliera era sotto sanzioni americane a causa del suo coinvolgimento in una rete di traffico illecito di petrolio che supporta organizzazioni terroristiche all’estero”.
E se per caso chiedono al Presidente “che cosa ne farete del petrolio sequestrato?”, il Presidente risponde serafico “Immagino che ce lo terremo noi”.
Che cosa gli vuoi dire? Comandano loro, nessuno protesta, e quindi fanno tutto quello che gli pare.
Evviva la democrazia, evviva la giustizia internazionale, evviva gli Stati Uniti, faro e guida di tutto il mondo occidentale.
Massimo Mazzucco
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I NUOVI OGM SI CHIAMANO TEA
La UE ha dato il via libera a nuove tecniche genomiche, le TEA, che vengono definite “a metà tra OGM e piante convenzionali”. Gli “esperti” ci assicurano che non siano pericolose. Ci possiamo fidare? https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/i-nuovi-ogm-si-chiamano-tea
La UE ha dato il via libera a nuove tecniche genomiche, le TEA, che vengono definite “a metà tra OGM e piante convenzionali”. Gli “esperti” ci assicurano che non siano pericolose. Ci possiamo fidare? https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/i-nuovi-ogm-si-chiamano-tea
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