PALESTINA: DOVE STA IL VERO PROBLEMA
Ieri, almeno dieci persone mi hanno segnalato scandalizzate il video dell’ospedale di Gaza bombardato due volte dall’IDF, a distanza di pochi minuti. La prima volta, per creare morti e feriti fra pazienti e dottori, e la seconda, per andare a colpire i soccorritori e i giornalisti che inevitabilmente sarebbero accorsi sul luogo, dopo la prima esplosione.
Di fronte a questa azione palesemente criminale, è partita sui media mondiali la solita “ondata di sdegno” a senso unico: non c’è politico o commentatore al mondo che non abbia espresso in qualche modo il suo “orrore” per questo crimine a cielo aperto commesso da Israele, ma non ce n’è uno (di un certo peso) che abbia suggerito anche pubblicamente di punire Israele con severe sanzioni, almeno pari a quelle che vengono applicate da tre anni alla Russia.
Addirittura, ieri sera è toccato sentire gli apologeti di Israele - come una parlamentare della Lega, su Rete 4 - dire con sufficienza “Sì certo, solidarietà alle vittime, però il 7 ottobre…”
Quindi, la forza di Israele sta non solo nell’ignavia dei governanti europei senza spina dorsale, ma anche in questi propagandisti pro-sion che ci raccontano che a Gaza ci sono i bar che servono cioccolata calda, che gli aiuti umanitari entrano in abbondanza “ma è Hamas che li ruba”, che "le cifre dei morti sono gonfiate rispetto alla realtà", che in fondo i palestinesi se la sono cercata “perchè lì sono tutti terroristi”, e che Israele ha comunque “il diritto di difendersi”, perchè loro il 7 ottobre stavano tranquilli a casa loro a fare l’uncinetto.
Forse, alla fine, il problema è molto meno lontano da casa nostra di quanto noi crediamo.
Massimo Mazzucco
Ieri, almeno dieci persone mi hanno segnalato scandalizzate il video dell’ospedale di Gaza bombardato due volte dall’IDF, a distanza di pochi minuti. La prima volta, per creare morti e feriti fra pazienti e dottori, e la seconda, per andare a colpire i soccorritori e i giornalisti che inevitabilmente sarebbero accorsi sul luogo, dopo la prima esplosione.
Di fronte a questa azione palesemente criminale, è partita sui media mondiali la solita “ondata di sdegno” a senso unico: non c’è politico o commentatore al mondo che non abbia espresso in qualche modo il suo “orrore” per questo crimine a cielo aperto commesso da Israele, ma non ce n’è uno (di un certo peso) che abbia suggerito anche pubblicamente di punire Israele con severe sanzioni, almeno pari a quelle che vengono applicate da tre anni alla Russia.
Addirittura, ieri sera è toccato sentire gli apologeti di Israele - come una parlamentare della Lega, su Rete 4 - dire con sufficienza “Sì certo, solidarietà alle vittime, però il 7 ottobre…”
Quindi, la forza di Israele sta non solo nell’ignavia dei governanti europei senza spina dorsale, ma anche in questi propagandisti pro-sion che ci raccontano che a Gaza ci sono i bar che servono cioccolata calda, che gli aiuti umanitari entrano in abbondanza “ma è Hamas che li ruba”, che "le cifre dei morti sono gonfiate rispetto alla realtà", che in fondo i palestinesi se la sono cercata “perchè lì sono tutti terroristi”, e che Israele ha comunque “il diritto di difendersi”, perchè loro il 7 ottobre stavano tranquilli a casa loro a fare l’uncinetto.
Forse, alla fine, il problema è molto meno lontano da casa nostra di quanto noi crediamo.
Massimo Mazzucco
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INTELLIGENZA ARTIFICIALE: ALCUNI CHIARIMENTI FONDAMENTALI
Interessante articolo di Walter Quattrociocchi sui Large Language Models (LLM), che spiega perchè la IA non ha nulla di “intelligente”. https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/intelligenza-artificiale-alcuni-chiarimenti-fondamentali
Interessante articolo di Walter Quattrociocchi sui Large Language Models (LLM), che spiega perchè la IA non ha nulla di “intelligente”. https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/intelligenza-artificiale-alcuni-chiarimenti-fondamentali
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L’ETEROGENESI DEI FINI
Mentre Trump continua a guardarsi allo specchio, chiedendosi “chi è il più bello del reame?”, il mondo va avanti. E molto in fretta.
Nei giorni scorsi si sono riuniti i leader dei tre più importanti paesi BRICS – Cina, Russia e India – ai quali si è aggiunto ieri il leader nord-coreano Kim-Jong-Un.
L’immagine che danno tutti questi leader insieme è qualcosa di terrificante per chi vive dalle parti di Washington. Se poi ascoltiamo le loro dichiarazioni, di dubbi su quello che sta succedendo ne rimangono ben pochi:
“La Russia e la Corea del Nord lottano insieme contro il nazismo moderno" ha detto Putin nel bilaterale di Pechino con Kim Jong-un, ringraziandolo per le armi inviate da Pyongyang a sostegno della guerra all'Ucraina.
"Il mondo si trova di fronte a una scelta tra la pace e la guerra" ha detto il presidente cinese Xi Jinping. "La Cina è per una forza di pace e di sviluppo. Nessun bullo potrà intimidirci" ha aggiunto. Tutto questo avveniva sullo sfondo di una parata militare di una tale imponenza da lasciare ben poco spazio alle interpretazioni.
E mentre fioccano ricchissimi accordi economici fra queste nazioni, il povero Trump è riuscito solo a cinguettare tutto il suo nervosismo, pubblicando su Truth un messaggio da vero amante tradito: “Vi prego di porgere i miei più cordiali saluti a Vladimir Putin e Kim Jong-un mentre cospirate contro gli Stati Uniti". Mancava solo che scrivesse “Non mi avete fatto niente, facce di serpente!”, e la patetica scena di gelosia era completa.
Lo stesso Trump, nelle scorse settimane, era riuscito in un miracolo apparentemente impossibile: nel goffo tentativo di ricattare l’India perchè acquista il petrolio dalla Russia, Trump ha finito per lanciare il primo ministro Modi nelle braccia di quello che fino a ieri era solo un gelido vicino di casa: il presidente cinese Xi-Jin-Ping. Un altro risultato negativo per la strategia globale americana.
A questo punto viene in mente quel genio di Stoltemberg (nomen omen?) quando prendeva in giro Putin perchè – diceva Stoltemberg - “lui non voleva la NATO e ora, con Svezia e Finlandia, ha avuto più NATO di prima”. Bisogna stare attenti, caro fessacchiotto, prima di invocare per gli altri l’eterogenesi dei fini. Guardate voi (leader occidentali) cosa siete riusciti a combinare, quando credevate di mettere in ginocchio la Russia di Vladimir Putin.
Massimo Mazzucco
Mentre Trump continua a guardarsi allo specchio, chiedendosi “chi è il più bello del reame?”, il mondo va avanti. E molto in fretta.
Nei giorni scorsi si sono riuniti i leader dei tre più importanti paesi BRICS – Cina, Russia e India – ai quali si è aggiunto ieri il leader nord-coreano Kim-Jong-Un.
L’immagine che danno tutti questi leader insieme è qualcosa di terrificante per chi vive dalle parti di Washington. Se poi ascoltiamo le loro dichiarazioni, di dubbi su quello che sta succedendo ne rimangono ben pochi:
“La Russia e la Corea del Nord lottano insieme contro il nazismo moderno" ha detto Putin nel bilaterale di Pechino con Kim Jong-un, ringraziandolo per le armi inviate da Pyongyang a sostegno della guerra all'Ucraina.
"Il mondo si trova di fronte a una scelta tra la pace e la guerra" ha detto il presidente cinese Xi Jinping. "La Cina è per una forza di pace e di sviluppo. Nessun bullo potrà intimidirci" ha aggiunto. Tutto questo avveniva sullo sfondo di una parata militare di una tale imponenza da lasciare ben poco spazio alle interpretazioni.
E mentre fioccano ricchissimi accordi economici fra queste nazioni, il povero Trump è riuscito solo a cinguettare tutto il suo nervosismo, pubblicando su Truth un messaggio da vero amante tradito: “Vi prego di porgere i miei più cordiali saluti a Vladimir Putin e Kim Jong-un mentre cospirate contro gli Stati Uniti". Mancava solo che scrivesse “Non mi avete fatto niente, facce di serpente!”, e la patetica scena di gelosia era completa.
Lo stesso Trump, nelle scorse settimane, era riuscito in un miracolo apparentemente impossibile: nel goffo tentativo di ricattare l’India perchè acquista il petrolio dalla Russia, Trump ha finito per lanciare il primo ministro Modi nelle braccia di quello che fino a ieri era solo un gelido vicino di casa: il presidente cinese Xi-Jin-Ping. Un altro risultato negativo per la strategia globale americana.
A questo punto viene in mente quel genio di Stoltemberg (nomen omen?) quando prendeva in giro Putin perchè – diceva Stoltemberg - “lui non voleva la NATO e ora, con Svezia e Finlandia, ha avuto più NATO di prima”. Bisogna stare attenti, caro fessacchiotto, prima di invocare per gli altri l’eterogenesi dei fini. Guardate voi (leader occidentali) cosa siete riusciti a combinare, quando credevate di mettere in ginocchio la Russia di Vladimir Putin.
Massimo Mazzucco
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LA FLORIDA VUOLE CANCELLARE L’OBBLIGO VACCINALE
Mentre il Ministro della Salute annuncia la fine dell’obbligo, persino nelle scuole, si è già scatenata la violenta reazione dei mercenari di Big Pharma.
https://luogocomune.net/medicina-salute/la-florida-vuole-cancellare-l%E2%80%99obbligo-vaccinale
Mentre il Ministro della Salute annuncia la fine dell’obbligo, persino nelle scuole, si è già scatenata la violenta reazione dei mercenari di Big Pharma.
https://luogocomune.net/medicina-salute/la-florida-vuole-cancellare-l%E2%80%99obbligo-vaccinale
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GOOGLE INTASCA 45 MILIONI DI DOLLARI PER ALIMENTARE LA PROPAGANDA DI NETANYAHU CHE NEGA LA CARESTIA A GAZA
https://luogocomune.net/palestina/google-intasca-45-milioni-di-dollari-per-diffondere-la-propaganda-di-netanyahu-che-nega-la-carestia-a-gaza
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11 SETTEMBRE: LA TEORIA DEI DRONI (aerei commerciali pilotati da remoto).
https://luogocomune.net/11-settembre/11-settembre-la-teoria-dei-droni
https://luogocomune.net/11-settembre/11-settembre-la-teoria-dei-droni
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OMICIDIO KIRK: IL SOLITO “DISAGIATO MENTALE”?
Quando il killer di Charlie Kirk verrà preso, dovremo accontentarci della tesi preconfezionata dell’assassino solitario? Nessuno indagherà sul fatto che l’attentato sia stato praticamente una fotocopia di quello subito da Donald Trump? Nessuno indagherà sul fatto che Kirk abbia messo pubblicamente in dubbio la versione ufficiale di Israele sul 7 ottobre?
https://luogocomune.net/news-internazionali/omicidio-kirk-il-solito-%E2%80%9Cdisagiato-mentale%E2%80%9D
Quando il killer di Charlie Kirk verrà preso, dovremo accontentarci della tesi preconfezionata dell’assassino solitario? Nessuno indagherà sul fatto che l’attentato sia stato praticamente una fotocopia di quello subito da Donald Trump? Nessuno indagherà sul fatto che Kirk abbia messo pubblicamente in dubbio la versione ufficiale di Israele sul 7 ottobre?
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CASO KIRK: L’FBI NON CREDE ALLA VERSIONE UFFICIALE
Negli attentati politici di alto livello, di solito è l’FBI a fornire la versione ufficiale dei fatti, mentre sono i “complottisti” di mezzo mondo a metterla in dubbio. In questo caso invece, è la stessa FBI a dubitare della versione ufficiale, ovvero la tesi dell’assassino solitario appostato sul tetto. https://luogocomune.net/news-internazionali/caso-kirk-l%E2%80%99fbi-non-crede-alla-versione-ufficiale
Negli attentati politici di alto livello, di solito è l’FBI a fornire la versione ufficiale dei fatti, mentre sono i “complottisti” di mezzo mondo a metterla in dubbio. In questo caso invece, è la stessa FBI a dubitare della versione ufficiale, ovvero la tesi dell’assassino solitario appostato sul tetto. https://luogocomune.net/news-internazionali/caso-kirk-l%E2%80%99fbi-non-crede-alla-versione-ufficiale
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LA PAVIDA MELONI
C’è qualcosa di peggio di un primo ministro che si renda complice, con il suo prolungato silenzio (e con la vendita di armi allo stato criminale di Israele), del genocidio in corso a Gaza? Sì, c’è: è un primo ministro che, nonostante nella sostanza continui a restare complice, cerchi di salvarsi la faccia con una dichiarazione ipocrita e surreale: “Siamo disposti a riconoscere la Palestina, ma solo senza Hamas”.
Meloni sa benissimo che Hamas resterà ancora a lungo sulla scena, perchè è interesse dello stesso Netanyahu mantenerla in vita il più a lungo possibile. Quindi, la frase “riconoscere la Palestina, ma solo senza Hamas” equivale a nascondersi dietro ad una foglia di fico, per continuare a dire di no senza dover dire apertamente di no.
Manca inoltre la logica, nella frase della Meloni, perchè se il problema fosse veramente Hamas, lei potrebbe tranquillamente dire “riconosciamo intanto la Cisgiordania come stato di Palestina, perchè lì Hamas non c’è, poi per Gaza vedremo”. Invece, questa soluzione non le è venuta nemmeno in mente, perchè il suo vero scopo, appunto, è di evitare in qualunque modo di far arrabbiare “il suo amico Bibi”, insieme al suo padrino criminale che da Washington gli manda le bombe da 1 tonnellata da sganciare sui palestinesi.
Ma ora che ha visto le dimensioni delle manifestazioni di piazza, la nostra vile Meloni ha pensato bene di metterci una pezza, per evitare di perdere il suo prezioso consenso elettorale.
E pensare che, quando era all’opposizione, Meloni aveva chiesto apertamente al governo Renzi di riconoscere la Palestina e di condannare l’espansione delle colonie in Cisgiordania.
Non c’è niente di peggio di una persona che si atteggi continuamente da bullo (“non ci intimidiranno”, “Io non mi faccio condizionare da nessuno”) mentre in realtà si sta dimostrando più vigliacca dello stesso Vil Coyote.
Massimo Mazzucco
C’è qualcosa di peggio di un primo ministro che si renda complice, con il suo prolungato silenzio (e con la vendita di armi allo stato criminale di Israele), del genocidio in corso a Gaza? Sì, c’è: è un primo ministro che, nonostante nella sostanza continui a restare complice, cerchi di salvarsi la faccia con una dichiarazione ipocrita e surreale: “Siamo disposti a riconoscere la Palestina, ma solo senza Hamas”.
Meloni sa benissimo che Hamas resterà ancora a lungo sulla scena, perchè è interesse dello stesso Netanyahu mantenerla in vita il più a lungo possibile. Quindi, la frase “riconoscere la Palestina, ma solo senza Hamas” equivale a nascondersi dietro ad una foglia di fico, per continuare a dire di no senza dover dire apertamente di no.
Manca inoltre la logica, nella frase della Meloni, perchè se il problema fosse veramente Hamas, lei potrebbe tranquillamente dire “riconosciamo intanto la Cisgiordania come stato di Palestina, perchè lì Hamas non c’è, poi per Gaza vedremo”. Invece, questa soluzione non le è venuta nemmeno in mente, perchè il suo vero scopo, appunto, è di evitare in qualunque modo di far arrabbiare “il suo amico Bibi”, insieme al suo padrino criminale che da Washington gli manda le bombe da 1 tonnellata da sganciare sui palestinesi.
Ma ora che ha visto le dimensioni delle manifestazioni di piazza, la nostra vile Meloni ha pensato bene di metterci una pezza, per evitare di perdere il suo prezioso consenso elettorale.
E pensare che, quando era all’opposizione, Meloni aveva chiesto apertamente al governo Renzi di riconoscere la Palestina e di condannare l’espansione delle colonie in Cisgiordania.
Non c’è niente di peggio di una persona che si atteggi continuamente da bullo (“non ci intimidiranno”, “Io non mi faccio condizionare da nessuno”) mentre in realtà si sta dimostrando più vigliacca dello stesso Vil Coyote.
Massimo Mazzucco
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LA FLOTTIGLIA CHE SCOMPIGLIA
E’ probabile che gli stessi organizzatori dell’operazione flottiglia, all’inizio, non avessero previsto quelle che sta succedendo, e quello che probabilmente succederà, nei prossimi giorni.
Inizialmente, devono aver pensato: “Facciamo una azione dimostrativa: arriviamo fino a Gaza, ci facciamo arrestare, e in questo modo attireremo l’attenzione del mondo sul genocidio in corso”.
Ma quello che sta succedendo è ben altro: ciò che non avevano previsto, infatti, è la stupidità di Israele che, invece di ignorarli fino all’ultimo momento, sta facendo di tutto per attirare l’attenzione del mondo sulla flotta in avvicinamento. Nel tentativo di scoraggiare i partecipanti ad avvicinarsi a Gaza, li stanno attaccando addirittura con i droni, quando ancora si trovano a centinaia di miglia dalla loro destinazione. Evidentemente questa flottiglia deve aver toccato un nervo scoperto in Israele, perchè in questo modo le prime pagine di mezzo mondo parlano già del problema, prima ancora che diventi tale.
Ora l’Italia ha dovuto mandare una fregata militare a fare da scorta, e altrettanto sta facendo il primo ministro Sanchez dalla Spagna. L’ONU ha già chiesto un indagine indipendente sugli attacchi con droni, mentre la Meloni si barcamena fra una “condanna categorica degli attacchi” e una critica ben poco credibile a chi “mette inutilmente a rischio la propria vita”.
A questo punto siamo a pochi giorni dal climax della vicenda, che non potrà che risolversi negativamente per Israele: anche se dovessero bloccare la flotilla e rispedirla indietro con qualche fiancata ammaccata, ormai il risultato è stato raggiunto: gli occhi del mondo sono puntati su questa cinquantina di imbarcazioni temerarie, che portano un messaggio molto semplice e devastante: noi stiamo facendo, da privati, quello che i nostri governi avrebbero dovuto fare pubblicamente e in modo unitario: denunciare apertamente il genocidio, e agire di conseguenza.
Nel frattempo, i palestinesi continuano a fuggire dalla bombe, sciamando disperati verso sud. Ma per loro non dobbiamo preoccuparci troppo: presto troveranno, lungo il percorso, dozzine di bar che offrono Nutella calda ai loro avventori, e tutti i loro problemi saranno risolti.
Massimo Mazzucco
E’ probabile che gli stessi organizzatori dell’operazione flottiglia, all’inizio, non avessero previsto quelle che sta succedendo, e quello che probabilmente succederà, nei prossimi giorni.
Inizialmente, devono aver pensato: “Facciamo una azione dimostrativa: arriviamo fino a Gaza, ci facciamo arrestare, e in questo modo attireremo l’attenzione del mondo sul genocidio in corso”.
Ma quello che sta succedendo è ben altro: ciò che non avevano previsto, infatti, è la stupidità di Israele che, invece di ignorarli fino all’ultimo momento, sta facendo di tutto per attirare l’attenzione del mondo sulla flotta in avvicinamento. Nel tentativo di scoraggiare i partecipanti ad avvicinarsi a Gaza, li stanno attaccando addirittura con i droni, quando ancora si trovano a centinaia di miglia dalla loro destinazione. Evidentemente questa flottiglia deve aver toccato un nervo scoperto in Israele, perchè in questo modo le prime pagine di mezzo mondo parlano già del problema, prima ancora che diventi tale.
Ora l’Italia ha dovuto mandare una fregata militare a fare da scorta, e altrettanto sta facendo il primo ministro Sanchez dalla Spagna. L’ONU ha già chiesto un indagine indipendente sugli attacchi con droni, mentre la Meloni si barcamena fra una “condanna categorica degli attacchi” e una critica ben poco credibile a chi “mette inutilmente a rischio la propria vita”.
A questo punto siamo a pochi giorni dal climax della vicenda, che non potrà che risolversi negativamente per Israele: anche se dovessero bloccare la flotilla e rispedirla indietro con qualche fiancata ammaccata, ormai il risultato è stato raggiunto: gli occhi del mondo sono puntati su questa cinquantina di imbarcazioni temerarie, che portano un messaggio molto semplice e devastante: noi stiamo facendo, da privati, quello che i nostri governi avrebbero dovuto fare pubblicamente e in modo unitario: denunciare apertamente il genocidio, e agire di conseguenza.
Nel frattempo, i palestinesi continuano a fuggire dalla bombe, sciamando disperati verso sud. Ma per loro non dobbiamo preoccuparci troppo: presto troveranno, lungo il percorso, dozzine di bar che offrono Nutella calda ai loro avventori, e tutti i loro problemi saranno risolti.
Massimo Mazzucco
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TRUMP: LA VERA RAGIONE DEL “PIANO DI PACE”
Il cosiddetto “piano di pace” di Donald Trump, tanto lodato dai suoi sostenitori (la Meloni lo ha definito “uno spiraglio di luce nel buio”) si sta mostrando al mondo per quello che era: un bluff basato sul nulla. Da parte sua, Hamas ha fatto sapere che mancano sia la tempistica precisa per il ritiro di Israele, sia le garanzie stesse che Israele si ritirerà. E’ quindi un piano vuoto, ben difficile per Hamas da accettare nei termini attuali. Netanyahu a sua volta si è premurato di far sapere che “senza il rilascio completo degli ostaggi” non inizierà ad implementare nemmeno uno dei 20 punti previsti. Che equivale a dire “non se ne fa nulla”.
A questo punto ci si domanda perchè Trump abbia voluto annunciare al mondo quello che lui ha addirittura definito con solennità “l’imminente soluzione di un problema millenario”. Perchè ha messo tutta questa fretta ad Hamas (“72 ore per accettarlo, altrimenti sarà l’inferno”), imponendogli in tempi strettissimi un piano impossibile da accettare? E perchè ha cercato di imporre a tutti i costi a Netanyahu un piano che lo stesso primo ministro di Israele non ha chiaramente nessuna voglia di implementare?
Di solito, se si vuole mettere d’accordo due contendenti, si cerca almeno di avere l’approvazione dell’uno, per poi cercare di convincere l’altro ad accettare le condizioni sul tavolo. Ma se nessuno dei due lo vuole veramente, perchè proporlo? E perchè farlo con questa urgenza e questa palese pressione psicologica su ambo le parti?
La risposta, a mio parere, è molto semplice, e credo che vi stupirà: venerdì 10 ottobre, ovvero fra quattro giorni, a Stoccolma verrà annunciato il vincitore del Premio Nobel per la Pace.
E Trump vuole quel premio a tutti i costi, perchè è l’ultima cosa che gli rimane da conquistare nella vita. Vuole un posto nella storia. Vuole essere nobilitato per sempre. (Non a caso va ripetendo a destra e a manca che lui “ha posto fine a sette guerre negli ultimi mesi”. A chi lo va dicendo secondo voi? Ai giornalisti, o ai membri della Commissione del Nobel?).
Lo so che molti di voi diranno che io sono accecato dal mio disprezzo per Trump e che non so giudicarlo in modo obiettivo: ma vedrete se dopo l’assegnazione del Nobel - sia che lo vinca sia che non lo vinca – a Trump fregherà ancora qualcosa della pace in Palestina, e del destino dei palestinesi. Metterà tutto in secondo piano, con una scrollatina di spalle, e dirà “si arrangino fra di loro. Io vado a giocare a golf”.
Se dopo il 10 ottobre vedrete la stessa passione, la stessa insistenza, la stessa pressione che esercita oggi per arrivare ad un accordo di pace avrò avuto torto, e sarò ben lieto di ricredermi.
Ma qualcosa mi dice che ho ragione, perchè sono profondamente convinto che questo psicopatico (*) sia mosso ormai esclusivamente dall’ego personale. E’ talmente pieno di sè che non riesce più a vedere quello che accade nel mondo, O meglio, vede ciò che accade nel mondo, ma solo in relazione a sè stesso, e al fatto che lui ci faccia o meno una bella figura.
Lo ripeto, sarò ben felice di essermi sbagliato, ma temo che non sarà così.
Massimo Mazzucco
* (Wiki) Uno psicopatico è una persona con una personalità manipolativa, egocentrica, incapace di provare empatia o rimorso, e predisposta a comportamenti antisociali, impulsività, e irresponsabilità. Questo disturbo, noto come psicopatia, si caratterizza per deficit emotivi e interpersonali, con una profonda mancanza di rispetto per le norme sociali e la tendenza a sfruttare gli altri per ottenere vantaggi.
Il cosiddetto “piano di pace” di Donald Trump, tanto lodato dai suoi sostenitori (la Meloni lo ha definito “uno spiraglio di luce nel buio”) si sta mostrando al mondo per quello che era: un bluff basato sul nulla. Da parte sua, Hamas ha fatto sapere che mancano sia la tempistica precisa per il ritiro di Israele, sia le garanzie stesse che Israele si ritirerà. E’ quindi un piano vuoto, ben difficile per Hamas da accettare nei termini attuali. Netanyahu a sua volta si è premurato di far sapere che “senza il rilascio completo degli ostaggi” non inizierà ad implementare nemmeno uno dei 20 punti previsti. Che equivale a dire “non se ne fa nulla”.
A questo punto ci si domanda perchè Trump abbia voluto annunciare al mondo quello che lui ha addirittura definito con solennità “l’imminente soluzione di un problema millenario”. Perchè ha messo tutta questa fretta ad Hamas (“72 ore per accettarlo, altrimenti sarà l’inferno”), imponendogli in tempi strettissimi un piano impossibile da accettare? E perchè ha cercato di imporre a tutti i costi a Netanyahu un piano che lo stesso primo ministro di Israele non ha chiaramente nessuna voglia di implementare?
Di solito, se si vuole mettere d’accordo due contendenti, si cerca almeno di avere l’approvazione dell’uno, per poi cercare di convincere l’altro ad accettare le condizioni sul tavolo. Ma se nessuno dei due lo vuole veramente, perchè proporlo? E perchè farlo con questa urgenza e questa palese pressione psicologica su ambo le parti?
La risposta, a mio parere, è molto semplice, e credo che vi stupirà: venerdì 10 ottobre, ovvero fra quattro giorni, a Stoccolma verrà annunciato il vincitore del Premio Nobel per la Pace.
E Trump vuole quel premio a tutti i costi, perchè è l’ultima cosa che gli rimane da conquistare nella vita. Vuole un posto nella storia. Vuole essere nobilitato per sempre. (Non a caso va ripetendo a destra e a manca che lui “ha posto fine a sette guerre negli ultimi mesi”. A chi lo va dicendo secondo voi? Ai giornalisti, o ai membri della Commissione del Nobel?).
Lo so che molti di voi diranno che io sono accecato dal mio disprezzo per Trump e che non so giudicarlo in modo obiettivo: ma vedrete se dopo l’assegnazione del Nobel - sia che lo vinca sia che non lo vinca – a Trump fregherà ancora qualcosa della pace in Palestina, e del destino dei palestinesi. Metterà tutto in secondo piano, con una scrollatina di spalle, e dirà “si arrangino fra di loro. Io vado a giocare a golf”.
Se dopo il 10 ottobre vedrete la stessa passione, la stessa insistenza, la stessa pressione che esercita oggi per arrivare ad un accordo di pace avrò avuto torto, e sarò ben lieto di ricredermi.
Ma qualcosa mi dice che ho ragione, perchè sono profondamente convinto che questo psicopatico (*) sia mosso ormai esclusivamente dall’ego personale. E’ talmente pieno di sè che non riesce più a vedere quello che accade nel mondo, O meglio, vede ciò che accade nel mondo, ma solo in relazione a sè stesso, e al fatto che lui ci faccia o meno una bella figura.
Lo ripeto, sarò ben felice di essermi sbagliato, ma temo che non sarà così.
Massimo Mazzucco
* (Wiki) Uno psicopatico è una persona con una personalità manipolativa, egocentrica, incapace di provare empatia o rimorso, e predisposta a comportamenti antisociali, impulsività, e irresponsabilità. Questo disturbo, noto come psicopatia, si caratterizza per deficit emotivi e interpersonali, con una profonda mancanza di rispetto per le norme sociali e la tendenza a sfruttare gli altri per ottenere vantaggi.
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MRNA FUORILEGGE IN MINNESOTA?
7 deputati repubblicani hanno presentato nel Minnesota una proposta di legge che designa le iniezioni a mRNA come “armi di distruzione di massa”, e le mette conseguentemente fuori legge. Vale per tutti i prodotti mRNA, compresi i vaccini. https://luogocomune.net/medicina-salute/mrna-fuorilegge-in-minnesota
7 deputati repubblicani hanno presentato nel Minnesota una proposta di legge che designa le iniezioni a mRNA come “armi di distruzione di massa”, e le mette conseguentemente fuori legge. Vale per tutti i prodotti mRNA, compresi i vaccini. https://luogocomune.net/medicina-salute/mrna-fuorilegge-in-minnesota
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LA PACE IMMAGINARIA
Pensate di assistere ad una meravigliosa festa di matrimonio. Ci sono ospiti venuti da ogni parte d’Italia. Ci sono i parenti, gli amici, gli zii, i cugini, i vecchi compagni di scuola, i colleghi di lavoro… Insomma ci sono veramente tutti, ma mancano loro: mancano gli sposi.
Questo è, mutatis mutandis, quello che è accaduto ieri a Sharm el-Sheikh. C’erano tutti, per la firma dell’accordo “di portata storica”. C’erano gli Stati Uniti, l’Egitto, la Turchia, l’Arabia Saudita, la Giordania e il Qatar. C’erano Macron, la Meloni, Keir Starmer, Friedrich Merz e Pedro Sanchez. C’erano il Pakistan, l’Indonesia, l’India, e persino il Canada.
Mancavano solo loro due: Israele, e Hamas.
Ora qualcuno mi deve spiegare perché questa monumentale anomalia sia stata passata in secondo piano da tutti i telegiornali e talk show, come se fosse solo una nota di colore e niente di più. “Ah, a proposito, Hamas e Israele non c’erano, ma non importa, è stato comunque bellissimo lo stesso”.
Sembra evidente che la voglia di celebrare tutti i costi questo “trattato di pace” abbia fatto dimenticare a tutti chi sono i personaggi coinvolti: da una parte una organizzazione paramilitare che, per quanto possa essere stata infiltrata nei suoi vertici, resta comunque, alla base, una accozzaglia di guerriglieri incattiviti che non hanno più niente da perdere; e dall’altra un leader criminale e sanguinario, Benjamin Netanyahu, che ha puntato tutto sullo stato di guerra perenne contro i palestinesi, pur di non dover affrontare la giustizia civile che lo attende. E che ha, soprattutto, venduto l’anima alla destra messianica, la quale ben difficilmente gli permetterà di ritirarsi prima del previsto dalla partita in corso.
Non si comprende quindi su che cosa possa basarsi l’ottimismo ostentato ieri a Sharm el-Sheikh da praticamente tutti i leader del mondo. Davvero c’è qualcuno convinto che, una volta riportati a casa tutti gli ostaggi, Netanyahu intenda rispettare i famosi 19 punti dell’accordo di Donald Trump? Davvero c’è qualcuno che crede – come dice il punto 3 - che “le linee di battaglia rimarranno congelate fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni per il ritiro completo e graduale?”
Davvero c’è qualcuno che crede – come dice il punto 6 - che “una volta restituiti tutti gli ostaggi, i membri di Hamas che si impegnano a una coesistenza pacifica smantelleranno le proprie armi?”
Davvero c’è qualcuno che crede - come dice il punto 9 - che “un organismo composto da palestinesi qualificati ed esperti internazionali definirà il quadro e gestirà i finanziamenti per la riqualificazione di Gaza, fino a quando l'Autorità Nazionale Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme?”
Ma soprattutto, c’è qualcuno che crede davvero - come dice il punto 19 - che “con l'avanzare dello sviluppo di Gaza e la fedele attuazione del programma di riforma dell'Autorità Nazionale Palestinese, verranno a crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l'autodeterminazione e la sovranità palestinese?”
E, a parte i 19 punti, c’è qualcuno che crede che Israele non approfitterà di questa pausa per calcare la mano in Cisgiordania e accelerare al massimo l’insediamento delle nuove colonie, per rendere sempre più impraticabile la tanto temuta “soluzione a due stati”?
Ecco, se c’è qualcuno che crede in tutto questo, portatelo rapidamente in parrocchia e fatelo benedire, perché costui non ha capito niente di come gira il mondo.
Se invece, come è molto più probabile, nessuno crede veramente che l’accordo di pace sia tale, allora vuol semplicemente dire che siamo di fronte alla più maestosa sceneggiata di ipocrisia collettiva che sia mai stata messa in scena a livello globale.
Ma in nessuno dei due casi mi si venga a raccontare che ieri è stato raggiunto “un accordo che mette finalmente fine ad un problema millenario”.
Come diceva Totò?
Massimo Mazzucco
Pensate di assistere ad una meravigliosa festa di matrimonio. Ci sono ospiti venuti da ogni parte d’Italia. Ci sono i parenti, gli amici, gli zii, i cugini, i vecchi compagni di scuola, i colleghi di lavoro… Insomma ci sono veramente tutti, ma mancano loro: mancano gli sposi.
Questo è, mutatis mutandis, quello che è accaduto ieri a Sharm el-Sheikh. C’erano tutti, per la firma dell’accordo “di portata storica”. C’erano gli Stati Uniti, l’Egitto, la Turchia, l’Arabia Saudita, la Giordania e il Qatar. C’erano Macron, la Meloni, Keir Starmer, Friedrich Merz e Pedro Sanchez. C’erano il Pakistan, l’Indonesia, l’India, e persino il Canada.
Mancavano solo loro due: Israele, e Hamas.
Ora qualcuno mi deve spiegare perché questa monumentale anomalia sia stata passata in secondo piano da tutti i telegiornali e talk show, come se fosse solo una nota di colore e niente di più. “Ah, a proposito, Hamas e Israele non c’erano, ma non importa, è stato comunque bellissimo lo stesso”.
Sembra evidente che la voglia di celebrare tutti i costi questo “trattato di pace” abbia fatto dimenticare a tutti chi sono i personaggi coinvolti: da una parte una organizzazione paramilitare che, per quanto possa essere stata infiltrata nei suoi vertici, resta comunque, alla base, una accozzaglia di guerriglieri incattiviti che non hanno più niente da perdere; e dall’altra un leader criminale e sanguinario, Benjamin Netanyahu, che ha puntato tutto sullo stato di guerra perenne contro i palestinesi, pur di non dover affrontare la giustizia civile che lo attende. E che ha, soprattutto, venduto l’anima alla destra messianica, la quale ben difficilmente gli permetterà di ritirarsi prima del previsto dalla partita in corso.
Non si comprende quindi su che cosa possa basarsi l’ottimismo ostentato ieri a Sharm el-Sheikh da praticamente tutti i leader del mondo. Davvero c’è qualcuno convinto che, una volta riportati a casa tutti gli ostaggi, Netanyahu intenda rispettare i famosi 19 punti dell’accordo di Donald Trump? Davvero c’è qualcuno che crede – come dice il punto 3 - che “le linee di battaglia rimarranno congelate fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni per il ritiro completo e graduale?”
Davvero c’è qualcuno che crede – come dice il punto 6 - che “una volta restituiti tutti gli ostaggi, i membri di Hamas che si impegnano a una coesistenza pacifica smantelleranno le proprie armi?”
Davvero c’è qualcuno che crede - come dice il punto 9 - che “un organismo composto da palestinesi qualificati ed esperti internazionali definirà il quadro e gestirà i finanziamenti per la riqualificazione di Gaza, fino a quando l'Autorità Nazionale Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme?”
Ma soprattutto, c’è qualcuno che crede davvero - come dice il punto 19 - che “con l'avanzare dello sviluppo di Gaza e la fedele attuazione del programma di riforma dell'Autorità Nazionale Palestinese, verranno a crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l'autodeterminazione e la sovranità palestinese?”
E, a parte i 19 punti, c’è qualcuno che crede che Israele non approfitterà di questa pausa per calcare la mano in Cisgiordania e accelerare al massimo l’insediamento delle nuove colonie, per rendere sempre più impraticabile la tanto temuta “soluzione a due stati”?
Ecco, se c’è qualcuno che crede in tutto questo, portatelo rapidamente in parrocchia e fatelo benedire, perché costui non ha capito niente di come gira il mondo.
Se invece, come è molto più probabile, nessuno crede veramente che l’accordo di pace sia tale, allora vuol semplicemente dire che siamo di fronte alla più maestosa sceneggiata di ipocrisia collettiva che sia mai stata messa in scena a livello globale.
Ma in nessuno dei due casi mi si venga a raccontare che ieri è stato raggiunto “un accordo che mette finalmente fine ad un problema millenario”.
Come diceva Totò?
Massimo Mazzucco
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SOGNARE I DEFUNTI
Quando morì mio padre, andai avanti per molti anni a sognare che lui in realtà fosse vivo, e non fosse mai morto. Lo vedevo in sogno, e gli chiedevo dove fosse stato ultimamente. Lui mi dava delle risposte vaghe, e mi provocava un senso di confusione il fatto che avesse un volto diverso da quello che avevo sempre conosciuto, ma ricordo comunque chiaramente il senso di consolazione che mi davano quei sogni, nel sapere che lui non fosse morto davvero. Salvo poi risvegliarmi, e rendermi conto che invece era tutto vero, e che lui non c’era più.
Ora la stessa cosa sta iniziando a succedermi con mia moglie. Di recente ho sognato che lei era viva, e che si era semplicemente allontanata da casa. L’avevano ritrovata in un ospedale, ma ora stava bene e potevamo tornare assieme.
La domanda che mi pongo è questa: si tratta semplicemente di un processo di autoconsolazione, che il cervello mette in modo a livello subconscio per lenire il dolore della mancanza, oppure sono le anime dei defunti che cercano in qualche modo di farci sapere che loro continuano a vivere, anche se in uno stato diverso dal nostro?
Voi cosa ne pensate? Qualcuno di voi ha avuto esperienze simili?
Massimo Mazzucco
Se siete interessati, c’è una bella discussione in corso su luogocomune: https://luogocomune.net/varie/sognare-i-defunti
Quando morì mio padre, andai avanti per molti anni a sognare che lui in realtà fosse vivo, e non fosse mai morto. Lo vedevo in sogno, e gli chiedevo dove fosse stato ultimamente. Lui mi dava delle risposte vaghe, e mi provocava un senso di confusione il fatto che avesse un volto diverso da quello che avevo sempre conosciuto, ma ricordo comunque chiaramente il senso di consolazione che mi davano quei sogni, nel sapere che lui non fosse morto davvero. Salvo poi risvegliarmi, e rendermi conto che invece era tutto vero, e che lui non c’era più.
Ora la stessa cosa sta iniziando a succedermi con mia moglie. Di recente ho sognato che lei era viva, e che si era semplicemente allontanata da casa. L’avevano ritrovata in un ospedale, ma ora stava bene e potevamo tornare assieme.
La domanda che mi pongo è questa: si tratta semplicemente di un processo di autoconsolazione, che il cervello mette in modo a livello subconscio per lenire il dolore della mancanza, oppure sono le anime dei defunti che cercano in qualche modo di farci sapere che loro continuano a vivere, anche se in uno stato diverso dal nostro?
Voi cosa ne pensate? Qualcuno di voi ha avuto esperienze simili?
Massimo Mazzucco
Se siete interessati, c’è una bella discussione in corso su luogocomune: https://luogocomune.net/varie/sognare-i-defunti
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OGGETTO INTERSTELLARE 3I/ATLAS
E’ stato definito “cometa” dalla comunità scientifica, ma per alcuni non sembra affatto una cometa.
https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/oggetto-interstellare-3i-atlas
E’ stato definito “cometa” dalla comunità scientifica, ma per alcuni non sembra affatto una cometa.
https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/oggetto-interstellare-3i-atlas
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