Movisol
Vanno in scena due visioni del mondo contrastanti
I leader dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai si sono riuniti a Bishkek, dall’altra parte del pianeta, per discutere di cooperazione economica e stabilizzazione delle relazioni, mentre da questa parte, nella Carolina del Nord, i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G20 si sono riuniti in per ascoltare il segretario al Tesoro statunitense Bessent che li esortava a unirsi alla guerra economica contro l’Iran e a continuare a sostenere il sistema del dollaro, ormai irrimediabilmente in bancarotta.
Bessent ha ringraziato i rappresentanti presenti dell’UE e del Regno Unito per aver sostenuto le sanzioni secondarie contro l’Iran, note come “Operazione Economic Outcast”. Quegli stessi paesi europei, come sappiamo, stanno promuovendo con veemenza una politica di riarmo rivolta contro la Russia e stanno incitando l’Ucraina a continuare la guerra, nel tentativo di rafforzare il proprio sistema fallimentare.
In definitiva, l’effetto delle innumerevoli sanzioni economiche e dei dazi commerciali in tutto il mondo sarà quello di indebolire ulteriormente il sistema del dollaro, costringendo la Maggioranza Globale, che lo voglia o no, a creare un nuovo sistema per il commercio e la cooperazione.
Tuttavia, la preoccupazione principale della maggior parte dei presenti in Carolina del Nord era rivolta al debito pubblico statunitense, che ha appena superato la soglia dei 40.000 miliardi di dollari! Sebbene Bessent abbia cercato di rassicurarli affermando che l’amministrazione Trump ha tutto sotto controllo grazie alla “agenda di crescita”, nessuno crede più a questa linea (cfr. sotto).
Al vertice della SCO in Kirghizistan, il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Putin, dopo essersi incontrati a margine dell’evento, hanno sottolineato l’ulteriore miglioramento delle relazioni bilaterali. Entrambi hanno inoltre incontrato individualmente il presidente iraniano Pezeshkian, mentre il leader russo ha discusso anche con il primo ministro indiano Modi, che ospiterà il prossimo vertice dei BRICS a Nuova Delhi il 12-13 settembre.
Un commento interessante sulla riunione della SCO È giunto dall’economista russo Sergey Glazyev (foto), che ha partecipato al vertice. Il 31 agosto ha scritto sul suo blog: “La risposta ovvia alla minaccia degli Stati Uniti di ‘escludere dal sistema del dollaro’ quegli Stati che intrattengono rapporti commerciali con qualsiasi paese membro della SCO È che gli Stati membri della SCO introducano una valuta digitale di regolamento degli scambi indipendente dagli Stati Uniti e dagli altri paesi della NATO ostili alla pace mondiale”. Dopo aver menzionato varie opzioni per una valuta di questo tipo, come proposto dagli esperti russi, conclude: “Ulteriori ritardi nell’attuazione di questa iniziativa comporteranno gravi perdite per tutti i paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, ad eccezione della Russia. La Cina, l’India e altri paesi della SCO sono ora interessati a questa [proposta alternativa]. È giunto il momento. È ora che la SCO si affermi come una seria organizzazione di integrazione con un proprio sistema di regolamento in valuta e propri strumenti commerciali e finanziari”.
Iniziative come questa potrebbero rientrare nella nuova architettura globale di sicurezza e sviluppo proposta dallo Schiller Institute e dalla sua presidente Helga Zepp-LaRouche.
Vanno in scena due visioni del mondo contrastanti
I leader dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai si sono riuniti a Bishkek, dall’altra parte del pianeta, per discutere di cooperazione economica e stabilizzazione delle relazioni, mentre da questa parte, nella Carolina del Nord, i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G20 si sono riuniti in per ascoltare il segretario al Tesoro statunitense Bessent che li esortava a unirsi alla guerra economica contro l’Iran e a continuare a sostenere il sistema del dollaro, ormai irrimediabilmente in bancarotta.
Bessent ha ringraziato i rappresentanti presenti dell’UE e del Regno Unito per aver sostenuto le sanzioni secondarie contro l’Iran, note come “Operazione Economic Outcast”. Quegli stessi paesi europei, come sappiamo, stanno promuovendo con veemenza una politica di riarmo rivolta contro la Russia e stanno incitando l’Ucraina a continuare la guerra, nel tentativo di rafforzare il proprio sistema fallimentare.
In definitiva, l’effetto delle innumerevoli sanzioni economiche e dei dazi commerciali in tutto il mondo sarà quello di indebolire ulteriormente il sistema del dollaro, costringendo la Maggioranza Globale, che lo voglia o no, a creare un nuovo sistema per il commercio e la cooperazione.
Tuttavia, la preoccupazione principale della maggior parte dei presenti in Carolina del Nord era rivolta al debito pubblico statunitense, che ha appena superato la soglia dei 40.000 miliardi di dollari! Sebbene Bessent abbia cercato di rassicurarli affermando che l’amministrazione Trump ha tutto sotto controllo grazie alla “agenda di crescita”, nessuno crede più a questa linea (cfr. sotto).
Al vertice della SCO in Kirghizistan, il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Putin, dopo essersi incontrati a margine dell’evento, hanno sottolineato l’ulteriore miglioramento delle relazioni bilaterali. Entrambi hanno inoltre incontrato individualmente il presidente iraniano Pezeshkian, mentre il leader russo ha discusso anche con il primo ministro indiano Modi, che ospiterà il prossimo vertice dei BRICS a Nuova Delhi il 12-13 settembre.
Un commento interessante sulla riunione della SCO È giunto dall’economista russo Sergey Glazyev (foto), che ha partecipato al vertice. Il 31 agosto ha scritto sul suo blog: “La risposta ovvia alla minaccia degli Stati Uniti di ‘escludere dal sistema del dollaro’ quegli Stati che intrattengono rapporti commerciali con qualsiasi paese membro della SCO È che gli Stati membri della SCO introducano una valuta digitale di regolamento degli scambi indipendente dagli Stati Uniti e dagli altri paesi della NATO ostili alla pace mondiale”. Dopo aver menzionato varie opzioni per una valuta di questo tipo, come proposto dagli esperti russi, conclude: “Ulteriori ritardi nell’attuazione di questa iniziativa comporteranno gravi perdite per tutti i paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, ad eccezione della Russia. La Cina, l’India e altri paesi della SCO sono ora interessati a questa [proposta alternativa]. È giunto il momento. È ora che la SCO si affermi come una seria organizzazione di integrazione con un proprio sistema di regolamento in valuta e propri strumenti commerciali e finanziari”.
Iniziative come questa potrebbero rientrare nella nuova architettura globale di sicurezza e sviluppo proposta dallo Schiller Institute e dalla sua presidente Helga Zepp-LaRouche.
Demain, vendredi 4 septembre 2026, 17h00
Executive Intelligence Review & Coalition Internationale pour la Paix
Table ronde d'urgence
🇫🇷 Une alternative à la guerre et au pillage dans les Amériques
Première session
youtube.com/live/JVdLjsk9h9o
Deuxième session
youtube.com/live/DAm5L-D8LiI
Executive Intelligence Review & Coalition Internationale pour la Paix
Table ronde d'urgence
🇫🇷 Une alternative à la guerre et au pillage dans les Amériques
Première session
youtube.com/live/JVdLjsk9h9o
Deuxième session
youtube.com/live/DAm5L-D8LiI
Tomorrow, Friday Sept. 4th, 2026, at 17 PM
Executive Intelligence Review and International Peace Coalition
Emergency roundtable
🇺🇸 An Alternative to War and Looting in the Americas
First panel
youtube.com/live/MU23dsvJ9I8
Second panel
youtube.com/live/EJkWnY2Q5I4
Executive Intelligence Review and International Peace Coalition
Emergency roundtable
🇺🇸 An Alternative to War and Looting in the Americas
First panel
youtube.com/live/MU23dsvJ9I8
Second panel
youtube.com/live/EJkWnY2Q5I4
Oggi, venerdì 4 settembre 2026
dalle ore 17 italiane
170ª riunione settimanale della
Coalizione Internazionale per la Pace
[CIP #170 / IPC #170]
Tavola rotonda d'urgenza in collaborazione con l'Executive Intelligence Review
🇮🇹 UN'ALTERNATIVA ALLA GUERRA E AL SACCHEGGIO NELLE AMERICHE
🇮🇹 🇺🇸 🇪🇸 🇫🇷 🇩🇪
https://us02web.zoom.us/j/83288789255
▶
🇺🇸 An Alternative to War and Looting in the Americas
First panel
youtube.com/live/MU23dsvJ9I8
Second panel
youtube.com/live/EJkWnY2Q5I4
🇪🇸 Una alternativa a la guerra y al saqueo en las Américas
Panel I
youtube.com/live/U78oD43Rp6s
Panel II
youtube.com/live/vb5nwn5hzCQ
🇫🇷 Une alternative à la guerre et au pillage dans les Amériques
Première session
youtube.com/live/JVdLjsk9h9o
Deuxième session
youtube.com/live/DAm5L-D8LiI
Vedi anche la lettera aperta a Papa Leone XIV dello Schiller Institute
t.me/MoviSol/10060
dalle ore 17 italiane
170ª riunione settimanale della
Coalizione Internazionale per la Pace
[CIP #170 / IPC #170]
Tavola rotonda d'urgenza in collaborazione con l'Executive Intelligence Review
🇮🇹 UN'ALTERNATIVA ALLA GUERRA E AL SACCHEGGIO NELLE AMERICHE
🇮🇹 🇺🇸 🇪🇸 🇫🇷 🇩🇪
https://us02web.zoom.us/j/83288789255
▶
🇺🇸 An Alternative to War and Looting in the Americas
First panel
youtube.com/live/MU23dsvJ9I8
Second panel
youtube.com/live/EJkWnY2Q5I4
🇪🇸 Una alternativa a la guerra y al saqueo en las Américas
Panel I
youtube.com/live/U78oD43Rp6s
Panel II
youtube.com/live/vb5nwn5hzCQ
🇫🇷 Une alternative à la guerre et au pillage dans les Amériques
Première session
youtube.com/live/JVdLjsk9h9o
Deuxième session
youtube.com/live/DAm5L-D8LiI
Vedi anche la lettera aperta a Papa Leone XIV dello Schiller Institute
t.me/MoviSol/10060
The Schiller Institute
Upcoming Sept. 4 EIR Roundtable: ‘An Alternative to War and Looting in the Americas’
On Sept. 4, the Executive Intelligence Review and the International Peace Coalition will hold a roundtable discussion on “An Alternative to War and Looting in the Americas,” which will be streamed live on YouTube in English, and broadcast on Zoom with simultaneous interpretation into Spanish, German, French and Italian.
RSVP Here to join on Zoom
What follows is a preliminary list of speakers and topics:
Panel 1: 11:00 – 1:00
1. Helga Zepp-LaRouche (Germany), founder, Schiller Institute: A New International Security and Development Architecture to End War and Looting
2. Roberto Amaral (Brazil), former Minister of Science and Technology in Lula’s first government (2003): The Future of Brazil: Science, Technology, Innovation and Sovereignty
3. Gen. (ret.) Edwin Patterson Monsalve (Peru), Academic and professor of Geopolitics and Geostrategy: Peru’s Chancay Port and South America’s Development and Integration Networks
4. Paulo Nogueira Batista, Jr. (Brazil), economist who was formerly the Executive Director in the IMF for Brazil and 10 other countries in Washington, DC, as well as co-founder and Vice President of the New Development Bank established by the BRICS: The New Monroe Doctrine and the US Claims to Uncontested Hegemony in the Western Hemisphere
5. Prof. Zhang Weiwei (China), Professor of International Relations at Fudan University in Shanghai: China’s Role in the Development of the Global South
6. Col. (ret.) Pedro Baños (Spain), geopolitical analyst: Why Spain Must Not Join NATO’s War Against Russia and Iran
Panel 2: 1:30 – 3:30
1. Dennis Small (U.S.), EIR Ibero-American Director: South America’s Bioceanic Rail Corridor, a Century-Scale Planetary Transformation
2. Donald Ramotar (Guyana), former President of Guyana (2011-2015): A Good Neighbor Policy Among the Nations of South America
3. Sara Madueño de Vásquez (Peru), EIR bureau chief, Lima: The “Chancay Effect” on the Eve of the Pope’s Visit to Peru
4. Estevão Damacena (Brazil), Schiller Institute youth movement: Brazil’s Physical Economic Vulnerabilities and How to Overcome Them
Upcoming Sept. 4 EIR Roundtable: ‘An Alternative to War and Looting in the Americas’
On Sept. 4, the Executive Intelligence Review and the International Peace Coalition will hold a roundtable discussion on “An Alternative to War and Looting in the Americas,” which will be streamed live on YouTube in English, and broadcast on Zoom with simultaneous interpretation into Spanish, German, French and Italian.
RSVP Here to join on Zoom
What follows is a preliminary list of speakers and topics:
Panel 1: 11:00 – 1:00
1. Helga Zepp-LaRouche (Germany), founder, Schiller Institute: A New International Security and Development Architecture to End War and Looting
2. Roberto Amaral (Brazil), former Minister of Science and Technology in Lula’s first government (2003): The Future of Brazil: Science, Technology, Innovation and Sovereignty
3. Gen. (ret.) Edwin Patterson Monsalve (Peru), Academic and professor of Geopolitics and Geostrategy: Peru’s Chancay Port and South America’s Development and Integration Networks
4. Paulo Nogueira Batista, Jr. (Brazil), economist who was formerly the Executive Director in the IMF for Brazil and 10 other countries in Washington, DC, as well as co-founder and Vice President of the New Development Bank established by the BRICS: The New Monroe Doctrine and the US Claims to Uncontested Hegemony in the Western Hemisphere
5. Prof. Zhang Weiwei (China), Professor of International Relations at Fudan University in Shanghai: China’s Role in the Development of the Global South
6. Col. (ret.) Pedro Baños (Spain), geopolitical analyst: Why Spain Must Not Join NATO’s War Against Russia and Iran
Panel 2: 1:30 – 3:30
1. Dennis Small (U.S.), EIR Ibero-American Director: South America’s Bioceanic Rail Corridor, a Century-Scale Planetary Transformation
2. Donald Ramotar (Guyana), former President of Guyana (2011-2015): A Good Neighbor Policy Among the Nations of South America
3. Sara Madueño de Vásquez (Peru), EIR bureau chief, Lima: The “Chancay Effect” on the Eve of the Pope’s Visit to Peru
4. Estevão Damacena (Brazil), Schiller Institute youth movement: Brazil’s Physical Economic Vulnerabilities and How to Overcome Them
Movisol
“Un’alternativa alla guerra e al saccheggio nelle Americhe”
Il 4 settembre, l’Executive Intelligence Review e l’International Peace Coalition terranno una tavola rotonda sul tema “Un’alternativa alla guerra e al saccheggio nelle Americhe”. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming in inglese su YouTube e su Zoom con interpretazione simultanea in spagnolo, tedesco, francese e italiano.
La sessione 1 sarà trasmessa su youtube.com/live/MU23dsvJ9I8 e la Sessione 2 su youtube.com/live/EJkWnY2Q5I4.
Di seguito È riportato un elenco preliminare dei relatori e degli argomenti:
Sessione 1: 17.00 – 19.30 (CEST) Helga Zepp-LaRouche (Germania), fondatrice dello Schiller Institute: Una nuova architettura internazionale di sicurezza e sviluppo per porre fine alla guerra e al saccheggio; Roberto Amaral (Brasile), ex ministro della Scienza e della Tecnologia nel primo governo di Lula (2003): Il futuro del Brasile: scienza, tecnologia, innovazione e sovranità; Gen. (in pensione) Edwin Patterson Monsalve (Perù), accademico e docente di geopolitica e geostrategia: Il porto di Chancay in Perù e le reti di sviluppo e integrazione del Sudamerica; Paulo Nogueira Batista, Jr. (Brasile), economista, ex direttore esecutivo del FMI per il Brasile e altri dieci paesi, nonché cofondatore e vicepresidente della Nuova Banca di Sviluppo istituita dai BRICS: La nuova Dottrina Monroe e le pretese USA di un’egemonia incontrastata nell’emisfero occidentale; Prof. Zhang Weiwei (Cina), docente di Relazioni Internazionali all’Università Fudan di Shanghai: Il ruolo della Cina nello sviluppo del Sud del mondo; Colonnello (in pensione) Pedro Baños (Spagna), analista geopolitico: Perché la Spagna non deve unirsi alla guerra della NATO contro la Russia e l’Iran.
Tavola rotonda 2: 19:30 – 21:30 Dennis Small (foto, Stati Uniti), direttore iberoamericano di EIR: Il corridoio ferroviario bioceanico del Sudamerica, una trasformazione planetaria su scala secolare;
Donald Ramotar (Guyana), ex presidente della Guyana (2011-2015): Una politica di buon vicinato tra le nazioni del Sudamerica;
Sara Madueño de Vasquez (Perù), caporedattrice dell’EIR a Lima: L'”effetto Chancay” alla vigilia della visita del Papa in Perù;
Estevão Damacena (Brasile), movimento giovanile dello Schiller Institute: Le vulnerabilità economiche concrete del Brasile e come superarle.
“Un’alternativa alla guerra e al saccheggio nelle Americhe”
Il 4 settembre, l’Executive Intelligence Review e l’International Peace Coalition terranno una tavola rotonda sul tema “Un’alternativa alla guerra e al saccheggio nelle Americhe”. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming in inglese su YouTube e su Zoom con interpretazione simultanea in spagnolo, tedesco, francese e italiano.
La sessione 1 sarà trasmessa su youtube.com/live/MU23dsvJ9I8 e la Sessione 2 su youtube.com/live/EJkWnY2Q5I4.
Di seguito È riportato un elenco preliminare dei relatori e degli argomenti:
Sessione 1: 17.00 – 19.30 (CEST) Helga Zepp-LaRouche (Germania), fondatrice dello Schiller Institute: Una nuova architettura internazionale di sicurezza e sviluppo per porre fine alla guerra e al saccheggio; Roberto Amaral (Brasile), ex ministro della Scienza e della Tecnologia nel primo governo di Lula (2003): Il futuro del Brasile: scienza, tecnologia, innovazione e sovranità; Gen. (in pensione) Edwin Patterson Monsalve (Perù), accademico e docente di geopolitica e geostrategia: Il porto di Chancay in Perù e le reti di sviluppo e integrazione del Sudamerica; Paulo Nogueira Batista, Jr. (Brasile), economista, ex direttore esecutivo del FMI per il Brasile e altri dieci paesi, nonché cofondatore e vicepresidente della Nuova Banca di Sviluppo istituita dai BRICS: La nuova Dottrina Monroe e le pretese USA di un’egemonia incontrastata nell’emisfero occidentale; Prof. Zhang Weiwei (Cina), docente di Relazioni Internazionali all’Università Fudan di Shanghai: Il ruolo della Cina nello sviluppo del Sud del mondo; Colonnello (in pensione) Pedro Baños (Spagna), analista geopolitico: Perché la Spagna non deve unirsi alla guerra della NATO contro la Russia e l’Iran.
Tavola rotonda 2: 19:30 – 21:30 Dennis Small (foto, Stati Uniti), direttore iberoamericano di EIR: Il corridoio ferroviario bioceanico del Sudamerica, una trasformazione planetaria su scala secolare;
Donald Ramotar (Guyana), ex presidente della Guyana (2011-2015): Una politica di buon vicinato tra le nazioni del Sudamerica;
Sara Madueño de Vasquez (Perù), caporedattrice dell’EIR a Lima: L'”effetto Chancay” alla vigilia della visita del Papa in Perù;
Estevão Damacena (Brasile), movimento giovanile dello Schiller Institute: Le vulnerabilità economiche concrete del Brasile e come superarle.
Simposio settimanale (n. 285) della candidata indipendente Diane Sare alla presidenza degli Stati Uniti d'America
Henry Wallace e la Rivoluzione Agricola Americana
In media ogni giorno gli Stati Uniti perdono sessantatré (63) PMI agricole. Motivi simili a quelli europei: raddoppio del costo dei fertilizzanti, aumento del 40% del costo del gasolio. Per quest'anno soltanto, il settore agricolo perde 31 miliardi di dollari. L'anno prossimo si avranno altri effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz. Quando si avrà una politica agricola funzionale, negli Stati Uniti?
Steve Douglas e Robert Baker hanno parlato della straordinaria esperienza politica del vicepresidente di F. D. Roosevelt, Henry C. Wallace, che fu anche Segretario per l'Agricoltura.
🇺🇸 Iowa's Henry Wallace and the American Agricultural Revolution
youtube.com/live/jMY1q5v7nYc
_ _ _ _ _ _ _
Vedi anche il nostro "Il costo della disoccupazione"
https://t.me/MoviSol/7898
Henry Wallace e la Rivoluzione Agricola Americana
In media ogni giorno gli Stati Uniti perdono sessantatré (63) PMI agricole. Motivi simili a quelli europei: raddoppio del costo dei fertilizzanti, aumento del 40% del costo del gasolio. Per quest'anno soltanto, il settore agricolo perde 31 miliardi di dollari. L'anno prossimo si avranno altri effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz. Quando si avrà una politica agricola funzionale, negli Stati Uniti?
Steve Douglas e Robert Baker hanno parlato della straordinaria esperienza politica del vicepresidente di F. D. Roosevelt, Henry C. Wallace, che fu anche Segretario per l'Agricoltura.
🇺🇸 Iowa's Henry Wallace and the American Agricultural Revolution
youtube.com/live/jMY1q5v7nYc
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Vedi anche il nostro "Il costo della disoccupazione"
https://t.me/MoviSol/7898
Movisol
L’Iran all’offensiva diplomatica al vertice della SCO
Dopo sei mesi in cui non sono riusciti a costringere la leadership iraniana ad accettare le proprie condizioni per porre fine al conflitto, gli Stati Uniti sembrano ritenere di poterlo fare ora, lanciando una “feroce” campagna di guerra economica contro la Repubblica Islamica e tutti i suoi partner commerciali, denominata “Operazione Economic Outcast”.
Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent (foto) ha annunciato questa politica il 24 agosto e l’ha ribadita una settimana dopo in occasione della riunione dei ministri delle finanze del Gruppo dei 20 tenutasi nella Carolina del Nord. Lo stesso giorno ha dichiarato all’AP che le altre nazioni devono interrompere le relazioni commerciali con l’Iran e che, in caso contrario, saranno “escluse” dal sistema del dollaro. “Si tratterà di violenza finanziaria”, ha affermato. “Stiamo dimostrando alla gente che sappiamo chi siete, voi sapete chi siete, e tutto questo deve finire”. Parole dure, ma riusciranno davvero a intimidire i principali partner commerciali dell’Iran?
Questo è stato senza dubbio un argomento di discussione al vertice dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (SCO), tenutosi dal 31 agosto al 1° settembre a Bishkek, in Kirghizistan, al quale hanno partecipato i capi di Stato e di governo dei dieci Stati membri, tra cui il presidente iraniano Pezeshkian. La Cina, per esempio, ha dichiarato apertamente fin dall’inizio che non avrebbe accettato alcuna “sanzione unilaterale illecita”, e la Cina rappresenta il 30% del commercio totale dell’Iran, tra cui l’80-90% delle esportazioni petrolifere del Paese.
Dopo la Cina, gli Emirati Arabi Uniti sono il secondo partner più importante, con il 13%, seguiti dalla Turchia (13%), dall’Iraq (8%), dalla Russia e dal Pakistan (3%) e dall’India (2%). Tutti questi paesi, ad eccezione dell’Iraq, sono membri o partner sia della SCO che dei BRICS. Gli Emirati Arabi Uniti sono l’unico Paese che potrebbe piegarsi, almeno formalmente, alle richieste di Washington.
A Bishkek, il primo giorno il presidente Pezeshkian ha discusso dell’aumento degli scambi bilaterali con il primo ministro indiano Modi e ha incontrato il presidente russo Putin e il primo ministro pakistano Shehbaz, che sta mediando tra Teheran e Washington, oltre che altri leader presenti. È inoltre prevista la sua partecipazione al vertice del BRICS il 12-13 settembre a Delhi.
L’Iran all’offensiva diplomatica al vertice della SCO
Dopo sei mesi in cui non sono riusciti a costringere la leadership iraniana ad accettare le proprie condizioni per porre fine al conflitto, gli Stati Uniti sembrano ritenere di poterlo fare ora, lanciando una “feroce” campagna di guerra economica contro la Repubblica Islamica e tutti i suoi partner commerciali, denominata “Operazione Economic Outcast”.
Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent (foto) ha annunciato questa politica il 24 agosto e l’ha ribadita una settimana dopo in occasione della riunione dei ministri delle finanze del Gruppo dei 20 tenutasi nella Carolina del Nord. Lo stesso giorno ha dichiarato all’AP che le altre nazioni devono interrompere le relazioni commerciali con l’Iran e che, in caso contrario, saranno “escluse” dal sistema del dollaro. “Si tratterà di violenza finanziaria”, ha affermato. “Stiamo dimostrando alla gente che sappiamo chi siete, voi sapete chi siete, e tutto questo deve finire”. Parole dure, ma riusciranno davvero a intimidire i principali partner commerciali dell’Iran?
Questo è stato senza dubbio un argomento di discussione al vertice dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (SCO), tenutosi dal 31 agosto al 1° settembre a Bishkek, in Kirghizistan, al quale hanno partecipato i capi di Stato e di governo dei dieci Stati membri, tra cui il presidente iraniano Pezeshkian. La Cina, per esempio, ha dichiarato apertamente fin dall’inizio che non avrebbe accettato alcuna “sanzione unilaterale illecita”, e la Cina rappresenta il 30% del commercio totale dell’Iran, tra cui l’80-90% delle esportazioni petrolifere del Paese.
Dopo la Cina, gli Emirati Arabi Uniti sono il secondo partner più importante, con il 13%, seguiti dalla Turchia (13%), dall’Iraq (8%), dalla Russia e dal Pakistan (3%) e dall’India (2%). Tutti questi paesi, ad eccezione dell’Iraq, sono membri o partner sia della SCO che dei BRICS. Gli Emirati Arabi Uniti sono l’unico Paese che potrebbe piegarsi, almeno formalmente, alle richieste di Washington.
A Bishkek, il primo giorno il presidente Pezeshkian ha discusso dell’aumento degli scambi bilaterali con il primo ministro indiano Modi e ha incontrato il presidente russo Putin e il primo ministro pakistano Shehbaz, che sta mediando tra Teheran e Washington, oltre che altri leader presenti. È inoltre prevista la sua partecipazione al vertice del BRICS il 12-13 settembre a Delhi.
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Solo una iperinflazione bellica può riportare i conti Usa sotto controllo | Claudio Celani
Nei giorni scorsi, il primo ministro canadese Carney ha annunciato la sospensione delle trattative commerciali con gli Stati Uniti, accusando i negoziatori dell’amministrazione Trump di aver introdotto all’ultimo minuto condizioni «ingiuste, che mettono in…
Nuova intervista
del 6 settembre 2026
https://youtu.be/5S5j0JMnCCY
- Giacomo Gabellini (Il Contesto)
- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
del 6 settembre 2026
https://youtu.be/5S5j0JMnCCY
- Giacomo Gabellini (Il Contesto)
- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
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Lipsia spingerà gli Stati Uniti d'Europa? - Dietro il Sipario - Talk show
Droni su Lipsia: all'indomani dell'accusa senza precedenti rivolta dalla Germania alla Russia, è il giorno delle reazioni, fino ai massimi livelli. Per von der Leyen "questa è la nuova normalità". Putin avverte: "Chi tenta di mangiarsi la Russia, si spezzerà…
Nuova intervista
del 2 settembre 2026
https://www.youtube.com/watch?v=RA1khKS80HQ&t=16s
- Lilli Goriup (Dietro il Sipario / Visione TV)
- Francesco Carraro
- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
- Davide Rossi
del 2 settembre 2026
https://www.youtube.com/watch?v=RA1khKS80HQ&t=16s
- Lilli Goriup (Dietro il Sipario / Visione TV)
- Francesco Carraro
- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
- Davide Rossi
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GERMANIA AL VOTO: Merz in crisi opta per la STRATEGIA DELLA TENSIONE
La Germania ha deciso che la Russia è “responsabile dell’attacco ibrido” compiuto all’inizio di agosto con un drone carico di esplosivi all’aeroporto di Lipsia, uno scalo strategico per l’esercito tedesco ma soprattutto per l’Ucraina che qui basa i suoi aerei…
Nuova intervista
del 4 settembre 2026
https://www.youtube.com/watch?v=2a0c9yt08L4&t=345s
- Alessandro Bartoloni (Ottolina TV)
- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
del 4 settembre 2026
https://www.youtube.com/watch?v=2a0c9yt08L4&t=345s
- Alessandro Bartoloni (Ottolina TV)
- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
Movisol
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti si trova in una situazione senza via d’uscita
Il sistema finanziario è entrato in una condizione limite, in cui le misure tradizionali non funzionano. Nonostante i riacquisti da parte del Tesoro, i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi sono aumentati, peggiorando i “fondamentali” delle finanze statunitensi e provocando onde d’urto in quello che è diventato un enorme mercato per le garanzie degli hedge fund. Bessent è stato persino rimproverato dal suo ex capo, Stanley Druckenmiller, che gli ha ricordato che quando le banche centrali scommettono contro i “mercati”, perdono sempre. Ironia della sorte, è esattamente ciò che lo stesso Bessent ha dimostrato nel 1992 quando, insieme a Druckenmiller e lavorando per George Soros, lanciò un attacco alla sterlina e alla lira, costringendo le due banche centrali alla resa.
Sebbene la strategia di riacquisti del Tesoro non stia producendo i risultati attesi, ma nel frattempo abbia accorciato la scadenza media del debito, la prossima mossa di Bessent, l’“Operazione Outcast” (colpire con sanzioni ogni paese che non interrompa immediatamente le relazioni commerciali con l’Iran) non sarà nemmeno possibile senza rovesciare la barca che Bessent sta cercando di salvare. Quando ha annunciato l’operazione, un giornalista gli ha chiesto: Perché non imporre le sanzioni oggi? Perché limitarsi a minacciare di imporle? Bessent ha risposto: “Beh, stiamo dando a tutti l’opportunità di correggere un comportamento scorretto. Perché dovrei voler far saltare in aria il sistema finanziario globale?” In altre parole, Bessent minaccia una mossa sapendo che le sue conseguenze sarebbero catastrofiche per il dollaro statunitense. Non si tratta solo di un bluff; la cosa la dice lunga sul suo stato mentale: è uno stato di disperazione dovuto alla perdita di controllo su tutto, dalla politica estera a quella militare e finanziaria.
Le somiglianze con il periodo 2007-2008 sono sorprendenti: secondo le stesse parole di Mark Carney, il mercato può continuare a ignorare i fondamentali per molto tempo e, quando reagisce, è troppo tardi. Fino alla metà del 2007, i mercati hanno ignorato i fondamentali ben evidenti del mercato immobiliare, basati sulla qualità subprime dei mutui ipotecari; quando hanno smesso di ignorarli, era ormai troppo tardi. All’inizio di agosto di quell’anno, il mercato interbancario si era completamente congelato e la liquidità era scomparsa.
Allo stesso modo oggi, i “fondamentali” del mercato obbligazionario statunitense, così come quelli del mercato azionario, vengono palesemente ignorati. Da un lato, il debito statunitense di 40 mila miliardi e il deficit al 5,8% del PIL conducono a uno scenario in cui i rendimenti (servizio del debito) crescono più rapidamente del PIL (In realtà, crescono già più rapidamente della produzione manifatturiera, che misura l’economia reale). D’altro canto, indicatori come il CAPE dello S&P, che misura il rapporto tra i prezzi delle azioni e gli utili medi su dieci anni, è alto quanto lo era nel 1999, pochi mesi prima dello scoppio della bolla delle dot.com. Il mercato sta ignorando i fondamentali e sta valutando le azioni sulla base di utili che nessuno sa quando si concretizzeranno.
Quello che va concretizzandosi invece è il fantasma del 2007-2008, questa volta però in forma più grave, poiché il debito complessivo è aumentato e l’economia reale versa in cattive condizioni. Mentre gli economisti in Europa non discutono se sia in arrivo una recessione, ma quanto sarà grave, i dati statunitensi sulla produttività mostrano un peggioramento a lungo termine. La produttività nel settore manifatturiero è cresciuta a un tasso annualizzato dello 0,5% dal quarto trimestre del 2019 – superiore al ritmo anemico dello 0,1% del ciclo 2007–2019, ma comunque ben al di sotto della media a lungo termine del 2,1% registrata dal 1987.
Il settore [...]
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti si trova in una situazione senza via d’uscita
Il sistema finanziario è entrato in una condizione limite, in cui le misure tradizionali non funzionano. Nonostante i riacquisti da parte del Tesoro, i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi sono aumentati, peggiorando i “fondamentali” delle finanze statunitensi e provocando onde d’urto in quello che è diventato un enorme mercato per le garanzie degli hedge fund. Bessent è stato persino rimproverato dal suo ex capo, Stanley Druckenmiller, che gli ha ricordato che quando le banche centrali scommettono contro i “mercati”, perdono sempre. Ironia della sorte, è esattamente ciò che lo stesso Bessent ha dimostrato nel 1992 quando, insieme a Druckenmiller e lavorando per George Soros, lanciò un attacco alla sterlina e alla lira, costringendo le due banche centrali alla resa.
Sebbene la strategia di riacquisti del Tesoro non stia producendo i risultati attesi, ma nel frattempo abbia accorciato la scadenza media del debito, la prossima mossa di Bessent, l’“Operazione Outcast” (colpire con sanzioni ogni paese che non interrompa immediatamente le relazioni commerciali con l’Iran) non sarà nemmeno possibile senza rovesciare la barca che Bessent sta cercando di salvare. Quando ha annunciato l’operazione, un giornalista gli ha chiesto: Perché non imporre le sanzioni oggi? Perché limitarsi a minacciare di imporle? Bessent ha risposto: “Beh, stiamo dando a tutti l’opportunità di correggere un comportamento scorretto. Perché dovrei voler far saltare in aria il sistema finanziario globale?” In altre parole, Bessent minaccia una mossa sapendo che le sue conseguenze sarebbero catastrofiche per il dollaro statunitense. Non si tratta solo di un bluff; la cosa la dice lunga sul suo stato mentale: è uno stato di disperazione dovuto alla perdita di controllo su tutto, dalla politica estera a quella militare e finanziaria.
Le somiglianze con il periodo 2007-2008 sono sorprendenti: secondo le stesse parole di Mark Carney, il mercato può continuare a ignorare i fondamentali per molto tempo e, quando reagisce, è troppo tardi. Fino alla metà del 2007, i mercati hanno ignorato i fondamentali ben evidenti del mercato immobiliare, basati sulla qualità subprime dei mutui ipotecari; quando hanno smesso di ignorarli, era ormai troppo tardi. All’inizio di agosto di quell’anno, il mercato interbancario si era completamente congelato e la liquidità era scomparsa.
Allo stesso modo oggi, i “fondamentali” del mercato obbligazionario statunitense, così come quelli del mercato azionario, vengono palesemente ignorati. Da un lato, il debito statunitense di 40 mila miliardi e il deficit al 5,8% del PIL conducono a uno scenario in cui i rendimenti (servizio del debito) crescono più rapidamente del PIL (In realtà, crescono già più rapidamente della produzione manifatturiera, che misura l’economia reale). D’altro canto, indicatori come il CAPE dello S&P, che misura il rapporto tra i prezzi delle azioni e gli utili medi su dieci anni, è alto quanto lo era nel 1999, pochi mesi prima dello scoppio della bolla delle dot.com. Il mercato sta ignorando i fondamentali e sta valutando le azioni sulla base di utili che nessuno sa quando si concretizzeranno.
Quello che va concretizzandosi invece è il fantasma del 2007-2008, questa volta però in forma più grave, poiché il debito complessivo è aumentato e l’economia reale versa in cattive condizioni. Mentre gli economisti in Europa non discutono se sia in arrivo una recessione, ma quanto sarà grave, i dati statunitensi sulla produttività mostrano un peggioramento a lungo termine. La produttività nel settore manifatturiero è cresciuta a un tasso annualizzato dello 0,5% dal quarto trimestre del 2019 – superiore al ritmo anemico dello 0,1% del ciclo 2007–2019, ma comunque ben al di sotto della media a lungo termine del 2,1% registrata dal 1987.
Il settore [...]
MoviSol.org
Movisol Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti si trova in una situazione senza via d’uscita Il sistema finanziario è entrato in una condizione limite, in cui le misure tradizionali non funzionano. Nonostante i riacquisti da parte del Tesoro, i rendimenti…
manifatturiero ha perso circa 87.000 posti di lavoro nel corso del 2024 e ha continuato a ridurre l’occupazione fino al 2025, registrando perdite di posti di lavoro per altri otto mesi consecutivi fino alla fine del 2025, perdendo circa 323.000 posti di lavoro tra il picco di gennaio 2023 e il minimo di dicembre 2025. Ciò fa parte di un declino durato quattro decenni, da un picco di circa 19,5 milioni di lavoratori nel settore manifatturiero nel 1970 fino agli attuali circa 12,6 milioni.
Quando, all’inizio di agosto 2007, il mercato interbancario si bloccò, l’EIR scrisse:
“L’economia statunitense opera al di sotto del punto di pareggio da circa quattro decenni, poiché la produttività è crollata e i costi generali sono aumentati. Per coprire la differenza, ci siamo indebitati a un ritmo sempre più accelerato, creando enormi quantità di debito che non potranno mai essere ripagate. Ricorrendo a una combinazione di deregolamentazione, trucchi contabili e quella fantasia nota come mercati dei derivati, i banchieri hanno magicamente trasformato questo pozzo senza fondo di debito in una montagna di attivi, per poi contrarre ulteriori prestiti a fronte di essi, ricorrendo alla leva finanziaria e speculando fino a creare uno schema piramidale così vasto che le sue dimensioni sono quasi incomprensibili.”
All’epoca, invece di ascoltare Lyndon LaRouche, che raccomandava una riorganizzazione ordinata del sistema per mezzo di procedure fallimentari, i governi hanno salvato le banche di Wall Street con il denaro dei contribuenti e hanno sottoposto il sistema ormai moribondo a misure continue di accanimento terapeutico. Ora sta arrivando il conto da pagare e il pericolo è che la “classe Epstein” ci conduca ad una guerra globale.
Quando, all’inizio di agosto 2007, il mercato interbancario si bloccò, l’EIR scrisse:
“L’economia statunitense opera al di sotto del punto di pareggio da circa quattro decenni, poiché la produttività è crollata e i costi generali sono aumentati. Per coprire la differenza, ci siamo indebitati a un ritmo sempre più accelerato, creando enormi quantità di debito che non potranno mai essere ripagate. Ricorrendo a una combinazione di deregolamentazione, trucchi contabili e quella fantasia nota come mercati dei derivati, i banchieri hanno magicamente trasformato questo pozzo senza fondo di debito in una montagna di attivi, per poi contrarre ulteriori prestiti a fronte di essi, ricorrendo alla leva finanziaria e speculando fino a creare uno schema piramidale così vasto che le sue dimensioni sono quasi incomprensibili.”
All’epoca, invece di ascoltare Lyndon LaRouche, che raccomandava una riorganizzazione ordinata del sistema per mezzo di procedure fallimentari, i governi hanno salvato le banche di Wall Street con il denaro dei contribuenti e hanno sottoposto il sistema ormai moribondo a misure continue di accanimento terapeutico. Ora sta arrivando il conto da pagare e il pericolo è che la “classe Epstein” ci conduca ad una guerra globale.
dalla candidata indipendente Diane Sare alla presidenza degli Stati Uniti d'America:
In his fireside chat on the eve of Labor Day 1936, President Franklin D. Roosevelt said:
I met so many working Americans at the Iowa State Fair, and I want to congratulate all working Americans who keep our neighborhoods and nation moving forward despite so many unnecessary challenges.
In his fireside chat on the eve of Labor Day 1936, President Franklin D. Roosevelt said:
The Fourth of July commemorates our political freedom—a freedom which without economic freedom is meaningless indeed. Labor Day symbolizes our determination to achieve an economic freedom for the average man which will give his political freedom reality.
I met so many working Americans at the Iowa State Fair, and I want to congratulate all working Americans who keep our neighborhoods and nation moving forward despite so many unnecessary challenges.
There is no cleavage between white-collar workers and manual workers, between artists and artisans, musicians and mechanics, lawyers and accountants and architects and miners.
Tomorrow, Labor Day, belongs to all of us. Tomorrow, Labor Day, symbolizes the hope of all Americans. Anyone who calls it a class holiday challenges the whole concept of American democracy.
--FDR 1936
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AfD TRIONFA in Sassonia, KO per Merz: un voto CONTRO LA GUERRA tra Russia e Germania | C. Celani
Il trionfo in Sassonia nidi AfD, considerato un partito filo-russo, arriva non certo come un fulmine a ciel sereno, ma proprio nel momento di maggior tensione tra Berlino e Mosca, quando l'escalation bellica sembra inevitabile.
Con il giornalista Claudio…
Con il giornalista Claudio…
Nuova intervista
del 7 settembre 2026
youtube.com/live/pwCsNOBlB8k
- Clara Statello (Polivox)
- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
del 7 settembre 2026
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- Clara Statello (Polivox)
- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
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Afd sfonda in Sassonia - Dietro il Sipario - Talk show
Afd sfonda in Sassonia Anhalt. Il Cremlino: "Putin potrebbe incontrare Trump in Cina". Ne parliamo con Claudio Celani, Gianmarco Landi e Andrea Lucidi
📺 Tutte le interviste e i format di Visione TV: https://www.youtube.com/@VisioneTV
🌐 Articolo e approfondimenti:…
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Nuova intervista
del 7 settembre 2026
youtube.com/live/bBPcebmGO0U
- Lilli Goriup (Dietro il Sipario / Visione TV)
- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
- Giammarco Landi
- Andrea Lucidi
del 7 settembre 2026
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- Claudio Celani (schillerinstitute.com, strategicalert.news/it)
- Giammarco Landi
- Andrea Lucidi
Le ultime interviste con Claudio Celani
2 settembre per Visione TV
Lipsia spingerà gli Stati Uniti d'Europa?
https://t.me/MoviSol/10105
4 settembre per Ottolina TV
Germania al voto: Merz in crisi opta per la strategia della tensione
https://t.me/MoviSol/10106
6 settembre per Il Contesto
Solo una iperinflazione bellica può riportare i conti Usa sotto controllo
https://t.me/MoviSol/10104
7 settembre per Polivox
AfD trionfa in Sassonia, KO per Merz: un voto contro la guerra tra Russia e Germania
https://t.me/MoviSol/10110
7 settembre per Visione TV
Afd sfonda in Sassonia
https://t.me/MoviSol/10111
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Movisol
I VIPS smascherano la propaganda sulla “sconfitta della Russia” in Ucraina
L’associazione Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS) ha pubblicato un nuovo promemoria indirizzato al presidente Trump, in cui lo si avverte che i suoi consiglieri gli stanno raccontando “favole” sulla Russia e sulla guerra in Ucraina (https://consortiumnews.com/2026/08/28/vips-memo-dangerous-talk-of-putins-loss-in-ukraine/).
Si legge nel promemoria:
“Il New York Times riferisce che le prospettive per la Russia in Ucraina sono ‘cupe’. Si dice che il direttore della CIA John Ratcliffe lo abbia spiegato ai russi mentre si trovava a Mosca martedì [25 agosto]. Secondo quanto riferito, li avrebbe esortati a ‘raggiungere un accordo prima che la loro situazione militare ed economica peggiori’. Le scriviamo nel caso in cui Lei possa farsi ingannare da queste ultime chiacchiere. Riteniamo che queste siano state messe in piedi dallo stesso tipo di ‘geni’ che suggerirono al presidente Joe Biden di annunciare il 13 luglio 2023 in un importante discorso a Helsinki, che i russi avessero ‘già perso la guerra’ in Ucraina.”
“Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità”, avvertono gli ex analisti dei servizi segreti. “Il suo predecessore è stato mal servito dai servizi di intelligence. Sospettiamo che lei stia ricevendo lo stesso trattamento tendenzioso dai suoi stessi consiglieri. In effetti, molti di loro sembrano incredibilmente disinvolti nel rischiare una guerra più ampia con la Russia a causa dell’Ucraina.”
“La Russia sta avanzando metodicamente nel Donbass lungo un fronte di mille miglia, sta resistendo agli attacchi dei droni contro le sue infrastrutture petrolifere e civili grazie a un sistema di intercettazione potenziato e ha imposto un blocco virtuale sul più grande porto dell’Ucraina, Odessa, con devastanti attacchi aerei”, scrivono i VIPS più avanti nel promemoria. “La carenza di effettivi e di sistemi di intercettazione da parte dell’Ucraina rende a questa impossibile recuperare il territorio perduto, come lei stesso ha riconosciuto dopo il suo incontro con il presidente Putin in Alaska.
“Signor Presidente, se le venisse fornito accesso a informazioni di intelligence oneste e basate sulla realtà, sarebbe in grado di decidere da solo quali consiglieri abbiano avuto ragione negli ultimi cinque anni. E, una volta informato della realtà sul terreno (e nei cieli), potrebbe scegliere di fare ciò che è in suo potere per porre fine al disastro in Ucraina.”
Il capo dell’amministrazione militare ucraina per l’oblast di Kherson, Oleksandr Prokudin, ha indirettamente confermato che la situazione in Ucraina è disperata. Il 27 agosto, egli ha esortato gli abitanti della città di Kherson a evacuare, a seguito dei gravi danni subiti dalle infrastrutture energetiche e idriche della città a causa dei raid aerei e che, nella migliore delle ipotesi, probabilmente non saranno riparati prima di mesi. Ciò fa supporre che la città, situata sulla sponda occidentale del fiume Dnieper, nel punto in cui questo importante corso d’acqua sfocia nel Mar Nero, possa essere conquistata dalle forze russe senza subire danni significativi. La Russia rivendica l’intera regione di Kherson, sulla base del referendum del 2022, ma attualmente controlla solo le aree a est del Dnieper, che costituiscono la maggior parte del territorio regionale.
Nel complesso, la Russia ha dato seguito alla sua minaccia di intensificare significativamente gli attacchi alle infrastrutture ucraine in risposta all’aumento degli attacchi contro obiettivi civili all’interno della Russia da parte di Kiev, sostenuti dalla NATO e dalla “Coalizione dei Volenterosi”. (Nella foto Ray McGovern, esponente dei VIPS).
I VIPS smascherano la propaganda sulla “sconfitta della Russia” in Ucraina
L’associazione Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS) ha pubblicato un nuovo promemoria indirizzato al presidente Trump, in cui lo si avverte che i suoi consiglieri gli stanno raccontando “favole” sulla Russia e sulla guerra in Ucraina (https://consortiumnews.com/2026/08/28/vips-memo-dangerous-talk-of-putins-loss-in-ukraine/).
Si legge nel promemoria:
“Il New York Times riferisce che le prospettive per la Russia in Ucraina sono ‘cupe’. Si dice che il direttore della CIA John Ratcliffe lo abbia spiegato ai russi mentre si trovava a Mosca martedì [25 agosto]. Secondo quanto riferito, li avrebbe esortati a ‘raggiungere un accordo prima che la loro situazione militare ed economica peggiori’. Le scriviamo nel caso in cui Lei possa farsi ingannare da queste ultime chiacchiere. Riteniamo che queste siano state messe in piedi dallo stesso tipo di ‘geni’ che suggerirono al presidente Joe Biden di annunciare il 13 luglio 2023 in un importante discorso a Helsinki, che i russi avessero ‘già perso la guerra’ in Ucraina.”
“Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità”, avvertono gli ex analisti dei servizi segreti. “Il suo predecessore è stato mal servito dai servizi di intelligence. Sospettiamo che lei stia ricevendo lo stesso trattamento tendenzioso dai suoi stessi consiglieri. In effetti, molti di loro sembrano incredibilmente disinvolti nel rischiare una guerra più ampia con la Russia a causa dell’Ucraina.”
“La Russia sta avanzando metodicamente nel Donbass lungo un fronte di mille miglia, sta resistendo agli attacchi dei droni contro le sue infrastrutture petrolifere e civili grazie a un sistema di intercettazione potenziato e ha imposto un blocco virtuale sul più grande porto dell’Ucraina, Odessa, con devastanti attacchi aerei”, scrivono i VIPS più avanti nel promemoria. “La carenza di effettivi e di sistemi di intercettazione da parte dell’Ucraina rende a questa impossibile recuperare il territorio perduto, come lei stesso ha riconosciuto dopo il suo incontro con il presidente Putin in Alaska.
“Signor Presidente, se le venisse fornito accesso a informazioni di intelligence oneste e basate sulla realtà, sarebbe in grado di decidere da solo quali consiglieri abbiano avuto ragione negli ultimi cinque anni. E, una volta informato della realtà sul terreno (e nei cieli), potrebbe scegliere di fare ciò che è in suo potere per porre fine al disastro in Ucraina.”
Il capo dell’amministrazione militare ucraina per l’oblast di Kherson, Oleksandr Prokudin, ha indirettamente confermato che la situazione in Ucraina è disperata. Il 27 agosto, egli ha esortato gli abitanti della città di Kherson a evacuare, a seguito dei gravi danni subiti dalle infrastrutture energetiche e idriche della città a causa dei raid aerei e che, nella migliore delle ipotesi, probabilmente non saranno riparati prima di mesi. Ciò fa supporre che la città, situata sulla sponda occidentale del fiume Dnieper, nel punto in cui questo importante corso d’acqua sfocia nel Mar Nero, possa essere conquistata dalle forze russe senza subire danni significativi. La Russia rivendica l’intera regione di Kherson, sulla base del referendum del 2022, ma attualmente controlla solo le aree a est del Dnieper, che costituiscono la maggior parte del territorio regionale.
Nel complesso, la Russia ha dato seguito alla sua minaccia di intensificare significativamente gli attacchi alle infrastrutture ucraine in risposta all’aumento degli attacchi contro obiettivi civili all’interno della Russia da parte di Kiev, sostenuti dalla NATO e dalla “Coalizione dei Volenterosi”. (Nella foto Ray McGovern, esponente dei VIPS).