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Ripresa economica e rinascimento globali!
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Partners, Not Interests
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Oct. 28, 2026 (EIRNS)—Helga Zepp-LaRouche returned from Xiong’an and called the Global Governance Forum there “a conference which one can only describe as truly historic”: more than 400 participants, half of them senior figures from abroad, 22 seminars, and a spirit “unbelievably optimistic, rich in terms of creativity.” Wang Yi opened it by setting out two paths, one of “unilateralism, bullying, double standards,” the other “characterized by multilateralism, cooperation, and working together in harmonious development.” Churchill said nations have no friends, only interests. Zepp-LaRouche reported that the delegates from Africa, Asia, and Latin America regard China “not only as a partner but as a friend,” and told the West why: “We could have developed in the last decades highways and railways, ports, and industries in the Global South, but we did not. The Western model emphasized ‘security,’ building many military bases around the world, but not providing development.”

The same day as Zepp-LaRouche’s report, 48 African states opened the third Russia-Africa summit in Moscow, hosted by Putin. Africa’s infrastructure “was built in colonial times to serve the export of raw materials to the metropoles. Even today, by expert estimates, value added in the continent’s manufacturing industry is less than 2%. Of the total annual trade turnover of African states—$1.5 trillion—only 15% consists of transactions within the continent itself.” He quoted the 1987 speech to the OAU by assassinated President of Burkina Faso Thomas Sankara: “Debt is neo-colonialism, in which colonizers have transformed themselves into ‘technical assistants.’” Putin added: “Unfortunately, little has changed since.” Russia sells Africa grain and fertilizer, 13 million tonnes this year, but “Africa has agricultural potential of its own and is capable of feeding itself. I believe this is one of the continent’s most important tasks.” The African Union’s chairman, Burundi’s Évariste Ndayishimiye, answered for the continent: “We would like to achieve a level of cooperation that goes beyond commodity exports.” Africa’s most important capital, he said, “matters much more than material resources. It is our youth…. They need engineering education.”

He has the order right, and so does Putin. A country with half its people in the fields cannot staff the factories, the laboratories, or the engineering schools; sub-Saharan Africa has made progress, but today half its workforce is involved in growing food, on land that yields 1.7 tonnes of grain per hectare against a world average of 4.2. The United States was there in 1850. China was there in 1990. The way out is not a secret. Lyndon LaRouche laid it out in 1975, in his proposal for an International Development Bank, and named the Sahel “the potential breadbasket of Africa.” Development, he wrote, is “an increase in the social productivity of agriculture, reducing the proportion of the total population required to produce the nutritional requirement of the same total population, creating an enlarged industrial population from surplus agricultural populations.” The means are known: “Fertilizers, hydraulic engineering, tractors, and agricultural equipment, together with biological work on seed stocks” can produce “a significant leap upward in the per-hectare and per-capita productivity of agricultural output,” and that surplus, “plowed into housing, sanitation, education,” builds the people who build the industry. “The principal historic issue of colonialism and imperialism,” he wrote, “is not that it extracted primary resources from the southern regions of the globe, but that in this process it failed to develop the quality of agriculture and an industrial labor force.” Resources are not wealth. The human mind that transforms them is, and a nation’s wealth is measured by the number of its people able to do so. [...]
Partners, Not Interests
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[...] That is what Xiong’an and Moscow were about this week, and what Britain’s insistence on being “ready to fight and win a war” is not. Contrast Britain’s approach to developments in the Gulf. Oman’s foreign minister called on Monday for a regional security pact that includes Iran and excludes outside powers, and Iran’s President Pezeshkian told Putin in Moscow that the region can settle its problems “without the United States.”

Let us choose to build the capacity to make people more productive, rather than stockpiling for a war to maintain dominance.
Movisol
La Francia alle prese con il collasso finanziario

La situazione della Francia – ma anche degli altri paesi europei – è stata ben sintetizzata in un’osservazione fatta dall’emittente radiofonica pubblica francese Franceinfo il 22 ottobre: “Il 28 ottobre 1966, il presidente francese Charles de Gaulle affermò che ‘le politiche della Francia non sono decise dalla borsa’. Oggi, ovviamente, non è più così”.
Esatto; sessant’anni fa, i politici elaboravano un bilancio e poi lo sottoponevano al mondo finanziario. Oggi, invece, è il contrario: sono le banche e le compagnie assicurative di Londra a decidere quale debba essere il bilancio e poi ordinano ai politici di approvarlo, altrimenti…
Questo spiegherebbe perché il ministro dell’Economia francese Roland Lescure si sia recato a Londra un mese prima che il parlamento di Parigi votasse il bilancio per il 2027. Secondo Le Monde, il ministro voleva “rassicurare gli investitori della City sulla traiettoria finanziaria della Francia. Alcuni investitori stranieri stanno scegliendo di vendere i propri titoli di Stato francesi”.
L’8 ottobre, dopo aver incontrato il suo omologo britannico, Lescure “ha riunito a Londra una decina di banche internazionali e gestori patrimoniali per rassicurarli sulla traiettoria finanziaria della Francia e sulla sua capacità di approvare il bilancio 2027, se necessario per decreto”.
Il giorno successivo, in occasione del Consiglio Ecofin a Lussemburgo dedicato all’unione dei mercati dei capitali, il ministro francese ha discusso con i suoi omologhi su come allentare le tensioni sul mercato obbligazionario, “anche se un intervento della Banca centrale europea (BCE) è del tutto escluso in questa fase”, ha commentato Le Monde. I mercati sono infatti molto preoccupati per l’importo che la Francia deve pagare per ottenere prestiti dai mercati al fine di rifinanziare il suo enorme debito pubblico, pari al 119% del PIL del Paese.
I mercati hanno lanciato un segnale di allarme il 21 ottobre, quando il rendimento dei decennali francesi ha superato il 5% per la prima volta in 24 anni. Alcuni “esperti”, tra cui Hideo Shimomura di Fivestar Asset Management, temono che possa salire al 7%, se “la BCE lascerà che le cose continuino così”.
Tuttavia, come sottolineato da Peter Kinsella, responsabile dei servizi di investimento per il Regno Unito presso la banca privata svizzera UBP, sul Telegraph di Londra: “La Banca centrale europea non può intervenire in modo credibile in assenza di un programma francese di riduzione dei costi e ciò non avverrà fino a dopo le elezioni presidenziali del prossimo maggio. Quindi, questa situazione rimarrà una spina nel fianco dell’euro per un po’”.
In effetti, il governo francese dovrebbe attuare misure di riduzione della spesa nel 2027, cosa che non può fare dal punto di vista politico, con il Paese già in preda a proteste. Con un deficit stimato al 5,6% nel 2026, il bilancio dovrebbe essere ridotto di 72 miliardi di euro per evitare una procedura di infrazione da parte di Bruxelles. E ciò non accadrà.
Movisol
L’incontro di Assisi esorta a sconfiggere i guerrafondai

Benché Papa Leone XIV non si sia recato ad Assisi, la sua impronta inconfondibile era visibile nei tre giorni del Vertice per la Pace, che quest’anno ha segnato il 40° anniversario dell’incontro tra le religioni del mondo, inaugurato da Papa Giovanni Paolo II nel 1986 e da allora organizzato ogni anno dalla Comunità di Sant’Egidio. L’ottavo centenario della morte di San Francesco ha conferito un’importanza simbolica ancora maggiore alla manifestazione, tenutasi dal 25 al 27 ottobre. Il riferimento a Francesco è stato presente durante l’intero evento, che si è articolato in 24 strapieni forum tematici e si è concluso con una preghiera simultanea di tutti i leader religiosi, ciascuno in luoghi diversi.
Il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e inviato speciale del Papa per il conflitto ucraino, ha dato il La nella sessione inaugurale. Zuppi ha criticato aspramente “i molti profeti di sventura, coloro che… incitano alla guerra che è sempre combattuta da altri”. Oggi “il vortice dominante ci induce a credere che il riarmo sia indispensabile, un vortice che porta inevitabilmente a un ulteriore riarmo”, e si è diffusa “una cultura del potere rozza e ignorante”, che scredita le istituzioni internazionali e si manifesta “nella tentazione di costruire un’identità collettiva in opposizione a un nemico”. Gli arsenali, “uniti all’intelligenza artificiale, rendono la guerra tragicamente più disumana”. La preghiera, ha affermato, “è una ribellione contro la guerra, contro la sua logica, contro le molteplici forme di complicità, contro la sottile desensibilizzazione attraverso la quale ci abituiamo al dolore”. E ancora: “Solo chi è disarmato può disarmare”.
A Zuppi ha fatto seguito il politologo francese Olivier Roy, che ha chiarito quale fosse l’obiettivo del vertice di Assisi. Non si tratta di trovare l’unità in un dialogo religioso. Ciò che serve è qualcosa di comune a tutti, ovvero una “postura etica”: “rifiutare il rifiuto dei valori”. Le religioni non sono chiamate a fare proselitismo, ma a comporre un fronte ampio, una coalizione di uomini di buona volontà.
Il secondo giorno, l’arcivescovo di Kinshasa, il cardinale Fridolin Ambongo Besungu, ha preso di mira la massima che giustifica gli arsenali, secondo cui per garantire la pace un paese deve prepararsi alla guerra. “Chi si prepara alla guerra finisce per combatterla”, ha ribattuto, “e sono sempre i poveri a pagarne le conseguenze”. Nel Congo orientale, “il coltan, la cassiterite, l’oro delle nostre colline alimentano la guerra invece di sfamare i nostri figli”. Ha poi aggiunto una regola per chi dice di volere la pace: “Un dialogo che esclude coloro con cui si è in guerra non è un dialogo: è un monologo”. Il Gran Rabbino di Francia, Haïm Korsia, ha detto alla platea che la pace non deve mai essere confusa con la debolezza e ha chiesto di “trasformare il nostro potere nella capacità di costruire”. Uno studioso sciita di Najaf e un predicatore sunnita di Baghdad hanno condiviso il palco, e lo studioso Jawad Al-Khoei, ha descritto lo stesso problema sia in Oriente che in Occidente, ovvero “trasformare l’ansia per problemi complessi e reali in paura di un altro gruppo”, e ridurre il mondo a una semplice immagine di “noi” e “loro”, i cui estremisti di entrambe le parti non sono interessati a confrontarsi tra loro, ma solo a restringere lo spazio per i moderati all’interno dei propri paesi.
Mario Giro, che ha guidato gran parte delle mediazioni di pace della Comunità di Sant’Egidio, ha denunciato la proliferazione di “ego nazionalistici” nel mondo, accompagnati da “allarmismi continui, fake news e negazionismi”. La più grande fake news è stata quella sulle armi di distruzione di massa, utilizzata per giustificare l’invasione dell’Iraq del 2003. Come preparare la pace in tempi di guerra? Evitando di diventa[...]
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Movisol L’incontro di Assisi esorta a sconfiggere i guerrafondai Benché Papa Leone XIV non si sia recato ad Assisi, la sua impronta inconfondibile era visibile nei tre giorni del Vertice per la Pace, che quest’anno ha segnato il 40° anniversario dell’incontro…
re “tifoserie” di una delle parti in conflitto. L’unica parte da sostenere è quella delle vittime, di tutte le vittime. Giro ha inoltre denunciato la “tecno-setta” composta da ideologi dell’intelligenza artificiale, interessi finanziari e corporativi, che sta minando le democrazie e vuole privatizzare i governi.
Molti relatori hanno celebrato lo “Spirito di Assisi” e hanno invitato i leader delle altre religioni a seguire l’esempio della Comunità di Sant’Egidio e a passare dalle parole ai fatti. Diversi relatori hanno ricevuto l’appello dello Schiller Institute a Leone XIV affinché organizzi un vertice mondiale per la pace e il disarmo, il cui testo è stato distribuito anche sotto forma di volantino a molti partecipanti.
Simposio settimanale della candidata presidenziale indipendente Diane Sare
30 ottobre 2026

ENERGIA PULITA IN ABBONDANZA PER IL FUTURO

Con Vincenzo Romanello, fondatore dell'associazione italiana Atomi per la pace, attivo tra gli Amici dello Schiller Institute

🇺🇸 Abundant Clean Energy for the Future
youtube.com/live/tr-kJAyryAU
Dall'archivio

L’economia fisica: LaRouche, non Latouche
di Flavio Tabanelli

(parte 1/3)

Un lettore ci segnala “Siamo condannati a consumare…“, un ennesimo articolo di propaganda favorevole a Serge Latouche, pubblicato il 4 ottobre da La Repubblica, la testata di De Benedetti, esperto di spezzatini finanziarî.

Il mentalista francese tende a trascinare il pubblico nella spirale di confusione in cui si trova. “L’economia è una religione occidentale che ci rende infelici”, sostiene; ma in questo confonde come tanti la scienza dell’economia, che Leibniz vide come un tutt’uno con la scienza della felicità, con le abitudini degli attori economici che sottostanno alle mire imperiali, e dunque ai relativi assiomi entropici, dei teorici del liberismo.

Passiamo dunque in rassegna i punti problematici di Latouche, il cui linguaggio è talvolta accattivante e suadente, e le cui affermazioni sono a tratti condivisibili.

[segue]
L’economia fisica: LaRouche, non Latouche
di Flavio Tabanelli


(parte 2/3)
[precede]

Si inserisce nella corrente ecologista, infatti sovente cita come maestro lo statistico Nicholas Georgescu-Roegen, autore del noto “La legge dell’entropia e il processo economico”.

Georgescu-Roegen per le dame: “Non lavorate troppo, non agitatevi troppo, poiché producendo farete aumentare l’entropia dell’universo, anticipando la fine del mondo”.

Latouche per le dame? La ricerca dell’accumulazione continua è “una guerra [di] tutti contro tutti [e…] contro la natura, perché non ci accorgiamo che in questo modo distruggiamo più rapidamente il pianeta”.

E ancora: “Per fare la pace dobbiamo abbandonarci all’abbondanza frugale, accontentarci. Dobbiamo imparare a ricostruire i rapporti sociali”.

Lo capirebbe anche un bambino…

Davanti alle estreme semplificazioni, bisogna arricciare il naso.

Latouche inganna, come Grillo sul nucleare.

Entrambi a un certo punto chiamano in causa il proverbiale bambino ignorante e per questo semplice al punto giusto.

Latouche: “Anche un bambino capirebbe quello che politici ed economisti fingono di non vedere: una crescita infinita è per definizione assurda in un pianeta finito, ma non lo capiremo finché non lo avremo distrutto.”

Un bambino o un adulto indistintamente, finiscono per credere in questo assioma se si nega loro la comprensione della scienza e della sua storia. La crescita è invece potenzialmente infinita, proprio perché siamo in un universo che è infinito, fino a prova contraria. Possiamo anche concedere che per un periodo ancora lungo si potrebbe avere una crescita economica infinita pur in un pianeta finito.

Ciò che garantirebbe la crescita senza limiti sarebbe l’accesso libero a forme di energia a più alta densità di flusso (per esempio tramite la fusione nucleare), accesso che permetterebbe l’apporto di crescenti quantità di energia libera ai processi produttivi in senso lato. È ovvio, però, che se si blocca lo sviluppo scientifico e tecnologico (anche con argomenti alla Latouche), si impone la stagnazione tecnologica e si condanna l’umanità a non reggere il proprio potenziale demografico.

[segue]
L’economia fisica: LaRouche, non Latouche
di Flavio Tabanelli

(parte 3/3)
[precede]

Non c’è limite allo sviluppo

Se chiedessimo a Latouche che cosa pensi della ricerca spaziale per colonizzare Luna e Marte, azioni che dimostrerebbero la mancanza di limiti nella nostra presenza nell’universo, immaginiamo che cosa direbbe. Eppure i programmi spaziali sono storicamente i massimi moltiplicatori di ricchezza reale. Non parliamo di moltiplicatori di consumi, né di spreco, ma di produttività (figlia della capacità di intervento dell’uomo sulle leggi naturali) e di ricchezza, che solo dopo esser stata prodotta si può decidere di sprecare, o consumare male…

Ma a questo punto, staremmo discutendo di un tema troppo alto per la plebe che Latouche carezza, e inevitabilmente la sua populace, con un atteggiamento che equivale al suicidio collettivo, propenderebbe per il “pensiamo prima alle cose della Terra”.

Nessuno, tuttavia, può negare che è sempre meglio avere qualcosa da sprecare, che non averne affatto. Non lasciamoci affascinare eccessivamente: prima delle sue “erre” (ridurre, riciclare, riutilizzare e ristrutturare) viene la produzione di nuova ricchezza, come prodotto finale di un continuo processo di ridefinizione del concetto stesso di materie prime fondamentali, di creazione di nuove modalità di produzione e di aumento del numero delle qualità produttive stesse.


Manteniamoci intelligenti e creativi!

Non facciamo come chi impara a zoppicare, frequentando certe compagnie. Usiamo piuttosto l’intelligenza e la creatività, superando la semplice logica e l’inferenza statistica.

Se in natura esistono organismi che riciclano, ve ne sono che producono per gli altri, tutti comunque costretti ad attenersi agli apporti energetici del sole. La specie umana ha avuto l’intelligenza di scoprire che vi sono fonti energetiche superiori e di cominciare a sfruttarle, con l’effetto generale, anche se largamente in prospettiva, di aver posto a disposizione dell’intera biosfera nuove quantità di energia libera.

L’impronta ecologica è una di quelle trovate di chi, per motivi ideologici, si è precluso la comprensione di questa realtà storica e di principio.

Un parametro cui fare riferimento, il cui aumento misura la capacità di un’economia di sperimentare una continua crescita grazie a opportuni salti tecnologici, è la densità demografica relativa potenziale. Come ha dimostrato Lyndon LaRouche, l’economia fisica (quella con cui facciamo i conti verso la fine del mese e non quella dei ballerini indici di borsa) è, nella sostanza, il riconoscimento della correlazione tra un dato livello tecnologico, che informa tutto il sistema produttivo, e la densità demografica potenziale. A ogni livello tecnologico è associato un massimo di densità demografica futura: la ricchezza a disposizione dell’attività umana è, infatti, riconducibile ad un massimo di densità di flusso energetico estraibile dalla natura (o dalla materia, come dir si voglia). La ricchezza e, dunque, la crescita demografica sono limitate soltanto dalla quantità di energia che l’umanità è in grado di estrarre dall’universo e di mettere a disposizione della sfera del vivente (biosfera) e delle proprie esigenze più specificamente umane.

L’unica cosa da salvare del discorso di Latouche è la proposta di protezionismo, anche se nell’articolo non è appropriatamente contestualizzata.
Insomma, come abbiamo più volte sostenuto, c’è modo di essere contro il liberismo, senza assecondarlo con l’ecologismo.

D’altra parte la descrescita non va proposta, poiché è già in atto, nostro malgrado.

Latouche è uno dei tanti, dopo la Banca Mondiale, il FMI, Rockefeller, Bill Gates, Romano Prodi, forse Veltroni, ecc. che vanno in certe regioni d’Africa ad insegnare ad accontentarsi del niente. Non manca loro il coraggio, dopotutto.
Maria Antonietta consigliò le brioche, Latouche un po’ più di socialità…
The Schiller Institute
„Das Glas ist halb voll“

Bericht vom 178. Treffen der Internationalen Friedenskoalition

Bei der 178. wöchentlichen Online-Sitzung der Internationalen Friedenskoalition (IPC) am 30. Oktober sagte Dennis Small vom Iberoamerika-Referat von Executive Intelligence Review zu Beginn: „Das Glas ist halb voll“ – man dürfe nicht nur den gegenwärtigen Zustand betrachten, sondern auch das Geschehen dahinter: Wird das Glas leerer oder voller?
Die vergangene Woche habe faszinierende Entwicklungen gebracht: das Global Governance Forum in China, die Präsidentschaftswahl in Brasilien, das Friedenstreffen in Assisi unter Beteiligung von Papst Leo und den Rußland-Afrika-Gipfel in Moskau. Small kündigte an, daß in der Sitzung Teilnehmer von drei dieser Treffen berichten würden.

Negativ zu vermerken sei, daß die Wahlen in Israel zu keinem eindeutigen Ergebnis führten und Ministerpräsident Netanjahu vorerst im Amt bleibe, was eine Bedrohung für den Weltfrieden darstelle. Und die Trump-Regierung erwäge eine Wiederaufnahme des Krieges gegen den Iran. Rußlands führender Ökonom, Sergei Glasjew, habe in einem aktuellen Interview erklärt: ,Der Krieg in der Ukraine wird enden, wenn die Finanzblase der künstlichen Intelligenz platzt.“

* In der neuen Stadt Xiong’an in China fand das Global Governance Forum statt, und die IPC-Initiatorin Helga Zepp-LaRouche nahm daran teil (siehe unten).
* In Brasilien gewann Präsident Lula überraschend die Wiederwahl, was verhindere, daß ganz Iberoamerika unter dem sog. „Schild der Amerikas“ zum Vasallen der Trump-Regierung wird. Der ehemalige Präsident von Guyana, Donald Ramotar, habe zu der Wahl gesagt: „Souveränität macht eben einen Unterschied.“ Nach der Wahl habe sofort ein Finanzkrieg der Londoner City und ihrer Finanz-Satrapen gegen Brasilien begonnen.
* Papst Leo, der sich noch von seiner Krebsoperation erholt, hat zu dem Treffen in Assisi per Video gesprochen, plant jedoch, seine große Südamerikareise im November wie geplant durchzuführen. In seinen Ausführungen habe er den „Geist von Assisi“ hervorgehoben, wonach es keine religiöse Rechtfertigung für Kriege geben kann.
* Das Rußland-Afrika-Treffen war der dritte Gipfel dieser Art. Präsident Putin habe dort gewarnt: „Die Westmächte unternehmen einen aggressiven Versuch, die Afrikaner zurück in die finanzielle Knechtschaft zu treiben…“

Die Jugend steht auf Estevão Damacena von der Jugendbewegung des Schiller-Instituts in Brasilien berichtete: „Lulas Wahlsieg war nicht leicht zu erringen“, und die Massenmobilisierung junger Menschen auf den Straßen sei entscheidend gewesen. Er zeigte ein Foto einer Kundgebung mit einem Plakat: „Wer in einer Demokratie schläft, wacht in einer Diktatur auf.“ Damacena las aus der Erklärung der US-Präsidentschaftskandidatin Diane Sare zur brasilianischen Wahl vor und betonte, dieser Sieg „kann eine Botschaft der Hoffnung für die Jugend und die Menschen auf der ganzen Welt sein“. Jose Vega, unabhängiger US-Kongreßkandidat im New Yorker Stadtteil Bronx, gab einen Überblick über die sozialen Unruhen in aller Welt, darunter den berühmten Fall von „Maricarmen“, der 87jährigen María del Carmen Abascal, die in Spanien gewaltsam aus ihrer Wohnung geworfen wurde, und die Mißbräuche der US-Einwanderungsbehörde ICE in seinem eigenen Wahlbezirk.

Er plädierte dafür, daß die USA den BRICS beitreten, um gemeinsam mit dem Globalen Süden die Lösungen umzusetzen, für die sich die LaRouche-Bewegung seit langem einsetzt. Er hob die Bedeutung der aktuellen Wahlen in aller Welt hervor, darunter auch seine Kandidatur. Martin Kaptein, ein junger, in Deutschland und international tätiger klassischer Pianist und Musikpädagoge, sprach über China, das er diesen Sommer besucht hat, um Konzerte zu organisieren. Er habe sich selbst für belesen und sachkundig über China gehalten, aber das sei nichts gewesen im Vergleich z[...]
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The Schiller Institute „Das Glas ist halb voll“ Bericht vom 178. Treffen der Internationalen Friedenskoalition Bei der 178. wöchentlichen Online-Sitzung der Internationalen Friedenskoalition (IPC) am 30. Oktober sagte Dennis Small vom Iberoamerika-Referat…
u dem, was er dort vorfand. Neben den spektakulären Errungenschaften in Infrastruktur und Stadtplanung beeindruckten ihn besonders die kulturelle Einstellung der Chinesen, ihr Sinn für soziale Verantwortung und ihre Wertschätzung der Künste. Das Klavier, sein Instrument, werde in China hoch geschätzt, und der Kultur im allgemeinen werde große Bedeutung beigemessen. Anschließend ging er näher auf Friedrich Schillers Ideen zum Schönen und deren Bedeutung für den Fortschritt der Menschheit ein. Sébastien Drochon ist Aktivist der französischen Partei Solidarité et Progrès. Er erklärte, Frankreich stehe derzeit im Epizentrum der Weltkrise. Es habe eine lange Geschichte von Gewaltausbrüchen in Zeiten politischer Krisen; heute gehe die Polizei gewaltsam gegen friedliche Demonstranten vor. Die Ursache der gegenwärtigen Krise sei die zusammenbrechende Wirtschaft. Solidarité et Progrès interveniere in die Demonstrationen, setze sich für Gewaltfreiheit ein und werbe für Lösungen für den wirtschaftlichen Zusammenbruch. „Die wahren Plünderer und Randalierer sind die Großbanken“, sagte er. Claudio Celani ist Mitherausgeber des EIR Strategic Alert Service. Er berichtete, daß in seinem Heimatland Italien gerade ein Generalstreik stattfindet, bei dem eine Million Menschen auf die Straße gingen. Dies wurde durch die Proteste in Frankreich inspiriert und begann mit einer Mobilisierung von Bauern, Fischern und Lkw-Fahrern in Süditalien wegen der steigenden Kraftstoffpreise. Er hatte an der Konferenz „Ein unbewaffneter und entwaffnender Frieden“ in Assisi teilgenommen und beschrieb, wie Kardinal Matteo Zuppi dort gegen europäische Regierungen polemisierte, die Stellvertreterkriege befürworten. Kardinal Zuppi habe gewarnt, ein vorherrschender Strudel treibe die Welt in Aufrüstung und Krieg, und diese falsche Realität führe in einen Abgrund der Gewalt. Sein Kollege Christophe Lavernhe vom Schiller-Institut berichtete, wie sie Material des Schiller-Instituts an die Konferenzteilnehmer verteilten. Er gab einen Überblick über die Konferenz und sprach über katholische Friedensaktivisten in der Geschichte und über das Erbe des Westfälischen Friedens von 1648. Helga Zepp-LaRouche, die Gründerin des Schiller-Instituts und IPC-Initiatorin, sandte einen Videobericht über ihre Teilnahme am Global Governance Forum in China. Die Stimmung auf dieser Konferenz, die von Präsident Xis Vorschlägen für eine Weltordnung harmonischer Zusammenarbeit zwischen souveränen Nationen geprägt war, sei „unglaublich optimistisch“ gewesen. Die Konferenz fand in der neuen Stadt Xiong‘an in der Nähe von Beijing statt, einer beeindruckenden „Smart City“, die erst in den letzten neun Jahren gebaut wurde. Diskussion

Ein Teilnehmer fragte, was man tun könne, um zu verhindern, daß Präsident Trump seinen Krieg gegen den Iran vor einem möglichen Dreiertreffen mit Putin und Xi auf dem APEC-Gipfel im November wieder aufnimmt. Small antwortete, derzeit scheine ein solcher Dreiergipfel sehr wahrscheinlich, und wir müßten die entstehenden neuen Strukturen, die einen umfassenden Paradigmenwechsel begünstigen, energisch fördern, im Einklang mit Zepp-LaRouches Vorschlägen für eine neue Sicherheits- und Entwicklungsarchitektur.

Small schloß mit der Warnung, die Unruhen, die man mit den Demonstrationen auf der ganzen Welt sehe, seien allein nicht ausreichend, um die Gefahr eines Weltkriegs abzuwenden: „Unruhen allein schaffen noch kein neues Paradigma.“ Nur Ideen könnten dafür sorgen, daß das Glas gefüllt und nicht geleert wird.
The Schiller Institute
Global Governance Forum diskutiert Aufbau einer friedlichen Weltordnung

Von Tobias Faku

Unter dem Motto „Vertrauen und Zusammenarbeit wiederherstellen: Globale Regierungsführung in einer Welt im Wandel reformieren und verbessern“ veranstaltete das Chinesische Institut für Auswärtige Angelegenheiten (Chinese People‘s Institute of Foreign Affairs) am letzten Oktoberwochenende das dreitägige „Xiong‘an Global Governance Forum 2026“.

Welches Gewicht die chinesische Regierung und die Regierungen des Globalen Südens dem Thema der globalen Regierungsführung beimessen, läßt sich schon an der Teilnehmerliste ablesen: Viele aktuelle und ehemalige politische Entscheidungsträger aus über 90 Ländern, darunter über ein Dutzend ehemalige Außenminister und Minister anderer Ressorts, sowie jeweils mehr als hundert führende Vertreter aus Wissenschaft und regierungsberatenden Institutionen aus aller Welt waren vertreten. Selbst vier ehemalige Staats- oder Regierungschefs hatten sich in Xiong‘an eingefunden, darunter die ehemalige Präsidentin Nepals, Bidya Devi Bhandari, und der ehemalige deutsche Bundeskanzler Gerhard Schröder. Zu den Delegierten zählten auch zahlreiche hochrangige UN-Funktionäre und Leiter anderer internationaler Institutionen. Auch Wirtschafts- und Jugenddelegierte aus dutzenden Ländern nahmen an den Beratungen teil. Das Schiller-Institut war durch seine Gründerin Helga Zepp-LaRouche vertreten.

In zahlreichen Plenarsitzungen und Podiumsdiskussionen wurde über multilateral ausgerichtete Regierungsführung und -kooperation sowie über eine grundlegende Reform der Vereinten Nationen mit dem Schwerpunkt Stärkung des Globalen Südens diskutiert. Präsident Xis Ansatz einer „Win-Win-Herangehensweise“ auf internationaler Ebene zog sich als roter Faden durch die Beratungen über nachhaltige Entwicklung ebenso wie über die Analyse und „Revitalisierung“ der internationalen Finanz- und Handelssysteme. Das aufkommende KI-Zeitalter erfordere einen noch stärkeren Fokus auf Globale Regierungsführung unter Einbeziehung aller Nationen und Institutionen, sowie gegenseitiges Lernen und Vertrauensbildung auf Augenhöhe, unabhängig von der Größe oder strategischen Relevanz der jeweiligen Nationen.

Zu Beginn des Forums verlas Außenminister Wang Yi eine Grußbotschaft von Präsident Xi Jinping mit dem folgenden Inhalt: Xi stellte fest, daß die Welt einen beschleunigten, seit hundert Jahren beispiellosen Wandel durchläuft und die Defizite bei Frieden, Entwicklung, Sicherheit und Regierungsführung wachsen statt abnehmen. Er habe die Globale Governance-Initiative (GGI) vorgelegt, um den Aufbau eines gerechteren und faireren globalen Governance-Systems und einer besseren Welt voranzutreiben. Historische Umbrüche

In seiner eigenen Rede stellte Wang Yi die beiden rivalisierenden Regierungsideologien gegenüber, die er auf der Welt sieht:
„Was die Zukunft des globalen Governance-Systems angeht, steht die Welt vor zwei klar gegensätzlichen Optionen: Die eine verherrlicht Stärke, begünstigt Eigeninteressen, monopolisiert Macht und wendet Doppelmoral an, während die andere den Multilateralismus vertritt und die souveräne Gleichheit, den gegenseitigen Respekt sowie das Völkerrecht hochhält.“
Die Verteidigung der UN-Charta sei seit ihrem Entstehen vor 80 Jahren die unverzichtbare Grundlage, um Frieden und Wohlstand der Völker zu schützen. Wang betonte die unabdingbare Notwendigkeit, diese in den gegenwärtig so stürmischen Zeiten zu wahren. China unterstütze eine Reform der UNO, um eine gleichwertige Repräsentanz für die Entwicklungsländer zu sichern. Jedes Land, ob groß oder klein, habe das Recht, ein eigenes Gesellschaftssystem zu wählen, das für die Entwicklung seiner Bürger am zuträglichsten ist, die Gleichheit aller Völker müsse geschützt werden. Er hob den sich abzeichnenden internation[...]
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The Schiller Institute Global Governance Forum diskutiert Aufbau einer friedlichen Weltordnung Von Tobias Faku Unter dem Motto „Vertrauen und Zusammenarbeit wiederherstellen: Globale Regierungsführung in einer Welt im Wandel reformieren und verbessern“ veranstaltete…
alen historischen Phasenwandel hervor:
„Der Aufstieg des Globalen Südens ist die gewaltigste Verschiebung, die die Welt seit dem Zweiten Weltkrieg erlebt hat; er stärkt und erweitert die Kräfte des Guten auf der internationalen Bühne. Im Einklang mit dieser Verschiebung muß der Globale Süden in internationalen Angelegenheiten stärker vertreten sein und mehr Mitsprache erhalten. Das korrigiert nicht nur ein historisches Unrecht, sondern liefert auch eine Fülle von Ideen zur Verbesserung der globalen Regierungsführung…

Liebe Freunde, gewaltige Umbrüche, wie sie seit einem Jahrhundert nicht gesehen wurden, entfalten sich vor unseren Augen in immer schnellerem Tempo. Während Unilateralismus und Nötigungspolitik wieder erstarken und das Governance-Defizit sich vergrößert, bewegt sich unsere Welt entschieden auf Multipolarität und mehr Demokratie in den internationalen Beziehungen zu. Das ist der Trend unserer Zeit und die Bahn der Geschichte – überwältigend und unaufhaltsam. Die Menschheit ist durch ineinandergreifende Interessen und eine gemeinsame Zukunft miteinander verwoben. Wir sollten uns als Einheit zusammenschließen, den Herausforderungen begegnen und proaktive, starke und beharrliche Schritte unternehmen, um die GGI vollständig Wirklichkeit werden zu lassen.“ Zukunftsgemeinschaft statt „regelbasierte Ordnung“

China präsentierte auf dem Xiong’an-Forum ein Konzept für eine Neustrukturierung der Weltordnung, bei der die Idee der einen Menschheit vor allen nationalen oder partikulären Interessen Vorrang haben muß. Diese Idee ist nicht wirklich neu, denn sie ist implizit in der UN-Charta enthalten, vor allem ist sie aber mit dem traditionellen konfuzianischen Ideal der harmonischen Entwicklung der gesamten Menschheit kohärent.

Diese Intervention kommt keinen Augenblick zu früh, denn die sogenannte „regelbasierte Ordnung“ befindet sich in Auflösung und in weiten Teilen der Welt herrscht Chaos. Selbst der kanadische Premierminister Mark Carney mußte inzwischen zugeben, was der Globale Süden seit langem weiß: Die Narrative der internationalen „regelbasierten Ordnung“ waren insofern falsch ausgerichtet, als sie die Stärkeren dazu ermutigten, sich stets selbst davon auszunehmen, wenn es ihnen paßte, und „die Handelsbedingungen wurden asymmetrisch aufgezwungen“.

Die Globale Governance-Initiative schlägt dagegen eine Weltordnung vor, die auf fünf Kernprinzipien basiert: nämlich der Förderung eines gerechteren und gleichberechtigten globalen Regierungssystems sowie der Zusammenarbeit für eine gemeinsame Zukunft der Menschheit auf der Grundlage von souveräner Gleichheit, Völkerrecht, Multilateralismus, Gemeinwohl und konkreten Ergebnissen.

Angesichts der im Westen vorherrschenden Weltanschauung fällt es den meisten Journalisten und Politikern schwer, sich vorzustellen, daß China tatsächlich von altruistischen Idealen motiviert ist; sie tendieren stattdessen dazu, ihre eigenen Motive auf China zu projizieren: China werde nur versuchen, den amerikanischen Imperialismus und europäischen Kolonialismus durch chinesische Machtambitionen zu ersetzen.

In Wirklichkeit ist die chinesische Philosophie eine ganz andere und historisch u.a. sehr stark auf das Konzept tianxia begründet, das auf die westliche Zhou-Dynastie (1046-771 v.Chr.) zurückgeht und soviel bedeutet wie „Alle unter dem Himmel“. Präsident Xi Jinpings Konzept der gemeinsamen Zukunft der Menschheit entspricht dieser Idee. Der „Kanon von Yao“, das erste Kapitel des Buchs der Urkunden, der ersten Sammlung historischer Texte in China, präsentiert die Idee der „Harmonie zwischen den Staaten“, einer Idee, die auch in den verschiedenen Schriften Konfuzius‘ enthalten ist.

In der europäischen Ideengeschichte muß man dazu auf Denker wie Nikolaus von Kues und seine Gedanken zurückgehen, daß Harmonie im Makrokosmus erfordert, daß sich alle Mikrokosmen zu einem harmonischen Ganzen entwickeln, oder auf Gottfried Wilhelm Leibniz‘ Idee einer prästabilierten Harmonie. Ebenfalls ähnlich dachte Alexander von[...]
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alen historischen Phasenwandel hervor: „Der Aufstieg des Globalen Südens ist die gewaltigste Verschiebung, die die Welt seit dem Zweiten Weltkrieg erlebt hat; er stärkt und erweitert die Kräfte des Guten auf der internationalen Bühne. Im Einklang mit dieser…
Humboldt, der die Welt als ein Netzwerk von miteinander verbundenen natürlichen und menschlichen Systemen verstand, und natürlich Friedrich Schiller, für den Weltbürger und Patrioten eine Einheit bildeten, sowie Ludwig van Beethoven mit der in der Neunten Symphonie ausgedrückten Hymne an die Menschheit: „Alle Menschen werden Brüder!“ Beiträge von Helga Zepp-LaRouche

Das Forum brachte Menschen zusammen, die ihre Sorge um den gegenwärtigen Zustand der Menschheit und das Ringen um eine bessere Weltordnung vereinte. Bei den vielen Themenkomplexen, die in den 22 Diskussionsrunden diskutiert wurden, nahm auch die Gründerin des Schiller-Instituts, Helga Zepp-LaRouche, mehrfach Stellung. Im Panel zur Reform des Finanzsystems warnte sie eindringlich vor einem unkontrollierten Finanzkollaps, ausgelöst durch den Energiepreisschock:
„Angesichts der Tatsache, daß das Finanzsystem bereits extrem überdehnt ist und die Energiepreise weiter steigen könnten, weil der Krieg im Nahen Osten noch eskalieren könnte, halte ich das Potential für einen schlimmeren Kollaps des Systems als 2008 für sehr real. Meine Frage ist: Bereitet China – oder eine andere Regierung – Notfallpläne vor? Denn wenn das unkontrolliert geschieht, stünde die Welt vor einer beispiellosen Katastrophe, die die Gefahr außer Kontrolle geratender Kriege erhöhen würde, nicht nur im Nahen Osten, sondern auch in der Ukraine. Gibt es also irgendeine Notfallplanung für diese Möglichkeit?“
Auch im Panel zum Kulturdialog meldete sich Zepp-LaRouche zu Wort. Sie sprach über die Schlüsselrolle des Nikolaus von Kues bei der Überwindung der scheinbaren Gegensätze der Kulturen:
„Ich möchte etwas dazu sagen, wie man eine [mit dem konfuzianischen Harmoniegedanken] korrespondierende Idee in der europäischen Philosophie finden kann, denn die ganze Welt ist derzeit sehr besorgt, in welche Richtung Europa geht. Ich denke, wir müssen bis ins 15. Jahrhundert zurückgehen, zu dem Philosophen Nikolaus von Kues, dessen Ideen ganz auf der Linie von Konfuzius liegen, nämlich die Idee der Harmonie in der Vielfalt – die Vorstellung, daß Frieden im Makrokosmos nur durch die Entfaltung aller Mikrokosmen entstehen kann. Er entwickelte auch die Idee der Coincidentia oppositorum, des Zusammenfallens der Gegensätze, also die Vorstellung, daß das Eine eine höhere Kraft hat als das Viele. Und ich sehe eine große Übereinstimmung dieser Idee mit Xi Jinpings Vorstellungen einer Zukunftsgemeinschaft der Menschheit, wonach die eine Menschheit eine höhere Bedeutung hat und die Vielfalt aller Kulturen ihre Antwort findet, weil wir in jeder Zivilisation, einschließlich derjenigen in Dunhuang, sehen, wie die universellen Ideen in jeder Kultur zum Ausdruck kommen, wenn auch in unterschiedlicher Form. Und genau das macht Einheit möglich. Ich denke also, um eine Lösung für die derzeitige schwierige Situation zu finden, ist es äußerst wichtig, daß die Idee dieser Harmonie in der Vielfalt auf jeden Teil der Welt ausgebreitet wird, auch in Europa.“ Eine neue Stadt

Passend zu dem Geist der Erneuerung, der das Forum durchzog, tagte es in der „Stadt der Zukunft“, Xiong‘an, einer neuerrichteten Stadt, die auf Initiative Xi Jinpings in den letzten neun Jahren gebaut wurde. Sie ist Teil der Bemühungen, die Schwerindustrie aus Peking in die Region Hebei-Tianjin-Xiong‘an zu verlagern, um die Hauptstadt zu entlasten. Xiong‘an soll ein Musterbeispiel für die Städteplanung der Zukunft sein: In der „Smart City“ ist die Versorgungsinfrastruktur unterirdisch organisiert, um für die Bürger die Wege für Einkäufe und andere Grundversorgung auf ein Minimum zu reduzieren, gleichzeitig aber durch die in China zur Perfektion gebrachte Einbindung von Gartenbau – bei einem geplanten Anteil von 70 Prozent Grünfläche – ein ästhetisches Leben zu ermöglichen.

Zum Ende des Forums wurde das „Xiong’an Vision Document“ veröffentlicht, das den Geist der Konferenz zusammenfaßt: Dabei handelt es sich um einen Aufruf für eine gemeinsame Verteidigung der UN-Charta und[...]
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Humboldt, der die Welt als ein Netzwerk von miteinander verbundenen natürlichen und menschlichen Systemen verstand, und natürlich Friedrich Schiller, für den Weltbürger und Patrioten eine Einheit bildeten, sowie Ludwig van Beethoven mit der in der Neunten…
der Multipolarität, und es fordert erweiterte Süd-Süd-Kooperation sowie die Etablierung eines gerechteren Weltfinanzsystems.
Zitat: „Wir sind der Auffassung, daß die derzeitige internationale Finanzarchitektur keine ausreichende Vertretung aufweist und die Realität der Weltwirtschaft nicht vollständig widerspiegeln kann. Das künftige internationale Währungssystem sollte sich in Richtung eines dynamischen Gleichgewichts entwickeln. Die Länder sollten den Dialog verstärken, und insbesondere die Länder des Globalen Südens müssen proaktiv handeln, um den Übergang des internationalen Währungssystems zu fördern.“ Video: Helga Zepp-LaRouche berichtet aus China
The Schiller Institute
“The Glass Is Half Full”

by EIR staff

Oct. 30—At the 178th consecutive weekly session of the International Peace Coalition (IPC), Dennis Small of the Executive Intelligence Review Ibero America desk began by saying that “the glass is half full,” and suggested that we look not just at this moment, but at the ongoing action: is the glass being drained, or filled? He said that Helga Zepp-LaRouche, the founder of the Schiller Institute and initiator of the IPC, who was not available for this meeting, had already addressed this issue several weeks ago—when asked whether the world was closer to nuclear war or to realizing the prospects for peace, she replied: “Iʼm afraid that both options, the new paradigm and the total degeneration of the strategic situation, are both within reach. How this will play out, I cannot say.” For those who might be puzzled by this, Small suggested that rather than passively focusing on the news events, they should instead focus on, and be part of, the process which shapes events. In the past week, in particular, he said, there has been a notable advance in this direction: the Global Governance Forum in Xiongʼan New Area, Hebei Province, China, Oct. 23-25; the stunning turn-around in the second round of Brazilʼs presidential election, with the reelection of President Luiz Inácio Lula da Silva on Oct. 25; the Vatican-sponsored meeting on war and peace held in Assisi, Italy, Oct. 25-27, with the participation by video of Pope Leo XIV; and the Third Russia-Africa Summit held in Moscow, Oct. 28-29. Small said that today’s IPC meeting would feature first hand reports from participants in three of those four major developments.
* The Global Governance Forum was held in China’s Xiongʼan New Area, and the participants included IPC initiator Helga Zepp-LaRouche (see below).
* In Brazil, Lula came from behind to win the presidency, which prevented all of Ibero America from falling into the clutches of the Shield of the Americas gang. Small noted the comment by former President of Guyana Donald Ramotar (2011-2015): “Sovereignty matters.” Faced with the decisive defeat of both “Plan A” (victory for their candidate Flávio Bolsonaro) and “Plan B” (a narrow electoral victory for Lula which Bolsonaro could challenge), Small noted that the City of London and Wall Street have turned to “Plan C,” unleashing financial warfare against Brazil.
* Pope Leo addressed the Assisi meeting via video, because he has not fully recovered his health, but he plans to go ahead with his visit to South America in November. In the course of his remarks, he said, “We have to cultivate the spirit of Assisi, which entails a rejection of the religious justification for war…”
* The Russia-Africa meeting was the third such summit. Russian President Vladimir Putin warned in his keynote address that “Westerners are making an aggressive attempt to drive Africans back into financial bondage…” In contrast, the Russia-Africa Partnership Forum Action Plan for 2027-2029 has identified in 236 individual points, grouped into 19 clear categories and areas of cooperation, ranging from nuclear power, to education, to combatting infectious diseases, combatting terrorism, and much more.

On the negative side of the ledger, the Israeli election was inconclusive and Prime Minister Netanyahu remains in office (for now), which is an imminent threat to world peace. The U.S. President Donald Trump administration is clearly contemplating a renewal of the war on Iran. Following a meeting of U.S. Senators at the White House, Small reported that U.S. Sen. Chris Murphy (D-CT) is reported by Middle East Eye to have said, “their plan is insane. It will lead to devastating escalation and the likely destruction of our commitment to the rule of law.” Small referred to a [[recent interview]][[https://radicaldesai.substack.com/p/sergey-glazyev-the-world-economy]] [...]
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The Schiller Institute “The Glass Is Half Full” by EIR staff Oct. 30—At the 178th consecutive weekly session of the International Peace Coalition (IPC), Dennis Small of the Executive Intelligence Review Ibero America desk began by saying that “the glass…
in which Russia’s leading economist, Sergei Glazyev, speaking on the sidelines of the Global Governance Forum, pointed to the underlying problem: “This financial bubble will in any case collapse. And I am certain that in the near future the American and Western financial system will suffer a huge crisis, not only because of the artificial intelligence bubble, but also because of the derivatives bubble. According to some estimates, the derivatives bubble is more than $2 quadrillion.” In response to a question, Glazyev stated that the war in Ukraine “will finish together with the collapse of the artificial intelligence financial bubble.” Estevão Damacena of the Brazilian Schiller Institute youth movement reported that Lula’s electoral victory “did not come easily,” and that the mass mobilization in the streets by Brazilian youth played a critical role. He displayed a photo from a rally, with a poster in Portugese that read, “He who sleeps in a democracy, wakes up in a dictatorship.” Damacena read aloud from U.S. presidential candidate Diane Sare’s statement on the Brazilian election, and emphasized that this victory “can be a message of hope for the youth, and the people around the world.” Jose Vega, U.S. independent congressional candidate for New Yorkʼs 15th congressional district (The Bronx), offered a survey of social turmoil around the world, including the case of evicted Spanish octogenarian María del Carmen Abascal, widely known as Maricarmen, and the abuses of power by the U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) in his own district. He argued that the United States should join the BRICS in order to work with the Global South to implement the kinds of solutions that the LaRouche movement has long promoted. He emphasized the importance of the ongoing elections around the world, including the one where he is on the ballot for Congress in the Bronx. Martin Kaptein, youth leader, classical pianist and music educator, spoke on China, which he visited this summer to organize concerts. He had considered himself well-read and knowledgeable about China, but was unprepared for what he found there, and described the experience as “incredibly humbling.” In addition to the spectacular achievements in infrastructure and urban planning, he was very impressed by the cultural attitudes of the Chinese people, their embrace of social responsibility and the arts. He found that the piano, which is his instrument, is highly valued in China, and that culture in general is given great importance in China. He went on to develop Friedrich Schiller’s ideas on the Beautiful, and its importance for the general progress of mankind. Sébastien Drochon is an organizer for the French political party Solidarité et Progrès. He asserted that France is presently at the epicenter of the world crisis. France has a history of erupting into violence during periods of political crisis—the police are presently using violence against peaceful demonstrators. The crisis today stems from a collapsing economy. Solidarité et Progrès intervenes in the demonstrations, promoting non-violence and a program of solutions to the economic breakdown. “The real looters and vandals are the big banks,” he said. Claudio Celani is co-editor for EIR Strategic Alert Service. He reported that there is a general strike going on right now in his home nation of Italy, with a million people on the streets. This was inspired by the protests in France, but was preceded by a mobilization of farmers, fishermen and truckers in southern Italy, sparked by increases in fuel prices.  He attended the Assisi conference, and described how Cardinal Matteo Zuppi polemicized against those European leaders who favor proxy wars. Cardinal Zuppi warned that a prevailing “vortex” is seducing the world toward rearmament and war, describing this trend as a “false reality” that leads to an abyss of violence. An “Unarmed and Disarming Peace” was the theme of the conference. His colleague, Christophe Lavern[...]
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in which Russia’s leading economist, Sergei Glazyev, speaking on the sidelines of the Global Governance Forum, pointed to the underlying problem: “This financial bubble will in any case collapse. And I am certain that in the near future the American and Western…
he of the Schiller Institute, described how they distributed Schiller Institute material to the participants. He offered a description of the conference, and discussed the history of peace activism by Catholic leaders and the legacy of the Peace of Westphalia in 1648. Helga Zepp-LaRouche, Schiller Institute founder and International Peace Coalition initiator, sent a video report from her participation in the Global Governance Forum in China. The conference, which she described as “truly historic,” with about 400 participants, half of them international high-ranking participants and about 200 from China, was devoted to the Global Governance Initiative, one of the four Global Initiatives presented by Chinese President Xi Jinping over the previous years to establish a world order of harmonious cooperation among sovereign nations. The spirit of the conference participants, she reported, was “unbelievably optimistic.” The conference took place in the Xiongʼan New Area, a dazzling “smart city” that was built from scratch over just the past nine years. Discussion

A question came in from someone who asked what citizens can do to prevent Trump from renewing his war on Iran before the possible meeting with Putin and Xi at the APEC summit in Shenzhen, China on Nov. 18-19. Dennis Small replied that the tripartite summit seems very likely at this point, and we need to vigorously promote the emerging structures that favor the creation of a sweeping paradigm shift, consistent with Helga Zepp-LaRouche’s proposals for a New Security and Development Architecture.

Dennis Small concluded by warning that the ferment we see in demonstrations around the world is not sufficient to turn the tide on the war danger, adding that “ferment does not a new paradigm make”; it is ideas which can ensure that the glass is being filled, not drained.
Sull'utilità degli analisti in assenza ultratrentennale di pianificatori: tirare ancora la cinghia!

Tabarelli o Tabanelli?

Sintesi biografica di Affari Italiani (2004):

«Nato a Modena nel 1960, nel 2006 fonda Nomisma Energia dopo essere entrato nel 1986 in Nomisma, fondata a sua volta da Romano Prodi. Laurea in Economia, parla molto di Energia di cui però non capisce molto dal punto di vista tecnico, non essendo un fisico. È stato responsabile di circa 90 studi su questioni energetiche ed ambientali... Durante il caro bollette terrorizzò gli italiani con previsioni catastrofiche...» (vedi)

Dibattito radiofonico con Tabanelli (MoviSol.org):
t.me/MoviSol/8437