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Ripresa economica e rinascimento globali!
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L’esclusione della Germania dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU è un’occasione di svolta per la cooperazione con il Sud Globale

Dichiarazione di Helga Zepp-LaRouche, fondatrice e presidente dello Schiller Institute, a séguito della delibera dell’Assemblea Generale dell’ONU sulla emarginazione della Germania dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Se consideriamo all’interno di una prospettiva storica più profonda lo smacco subìto dalla Germania, esclusa dal seggio a rotazione presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, vi riconosciamo un’occasione per orientare diversamente la politica tedesca, un’occasione di cui è urgente ammettere la necessità. Chi scrive argomentava da tempo, in considerazione dell’intensificarsi dello scontro geopolitico tra l’Alleanza Atlantica, da un lato, e la Russia e la Cina, dall’altro, che il Sud Globale deve fare udire distintamente e vigorosamente la propria voce in seno al dibattito internazionale. È ciò che quegli Stati stanno facendo, rifiutando la candidatura della Germania. Le istituzioni tedesche dovrebbero cogliere l’occasione per farne buon uso: condurre un’analisi onesta della recente politica estera, assolutamente fallimentare, e ridefinirla in modo da riflettere sui vedi interessi della Germania.

Le prime reazioni del Ministro degli Esteri Johann Wadephul e dei media principali hanno purtroppo confermato lo schema di autoinganno ormai consolidato: incolpare la Russia; incolpare la lenta burocrazia; ecc. Il Frankfurter Allgemeine Zeitung ha sostenuto che le Nazioni Unite non sono poi così importanti, mentre il Ministro dell’Assia per gli Affari Europei e Internazionali, Manfred Pentz (CDU), ha addirittura suggerito che la Germania si vendichi riducendo i proprî contributi all’ONU.

L’unica azione salvifica per la Germania è riconoscere onestamente le cause di questo “amaro disappunto”, che ha soprpreso soltanto coloro che stavano sedendo sui cavalli sbrigliati dell’eurocentrismo.

In realtà è da molti anni che per la Germania è in corso uno stravolgimento della percezione da parte della comunità internazionale. L’immagine generalmente gradevole un tempo prevalente, quella della patria di Bach e Beethoven, di Goethe, di Schiller, dei fratelli Humboldt, di inventori e ingegneri, ecc., è svanita da un po’.

Il sostegno incondizionato ad Israele ed alle sue azioni in Gaza, che hanno motivato i mandati di arresto per il Primo Ministro Natanyahu e per l’ex Ministro della Difes Yoav Gallant, ha comportato per la Germania un danno le cui conseguenze si estenderanno finché il governo tedesco manterrà questa posizione. Mentre i crimini nazisti divennero noti al pubblico soltanto dopo la guerra, quelli di Israele a Gaza – e recentemente in Cisgiordania e in Libano – sono sotto i riflettori, noti a tutti mentre vengono commessi. L’immagine è stata ulteriormente degradata dalla decisione della Germania di non approvare, nel dicembre 2025, l’estensione del mandato dell’UNRWA sotto la pressione di Israele e di reprimere violentemente le manifestazioni popolari di solidarietà con la Palestina.

I popoli del mondo parlano ormai di una Germania dalla lingua biforcuta. Berlino continua a presentarsi come paladina del diritto internazionale, mentre il Cancelliere Merz definisce “complessa” la situazione determinata dal sequestro del capo di stato legittimo del Venezuela, temporeggiando sulla sua valutazione. Sono passati cinque mesi e ancora non è giunto ad una conclusione.

Durante la prima aggressione dell’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele (giugno 2025), Merz disse l’indicibile: “Israele sta facendo il lavoro sporco per noi”. Durante la seconda aggressione, le cui conseguenze minacciano di far sprofondare l’intera economia mondiale, egli è rimasto sulle sue, prendendo le distanze da una “guerra non nostra”.

Nessun Paese del Sud Globale abb[...]
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Movisol L’esclusione della Germania dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU è un’occasione di svolta per la cooperazione con il Sud Globale Dichiarazione di Helga Zepp-LaRouche, fondatrice e presidente dello Schiller Institute, a séguito della delibera dell’Assemblea…
...Nessun Paese del Sud Globale abbocca al mantra secondo cui la Russia sarebbe un aggressore non provocato dell’Ucraina. Tutti riconoscono, invece, molto chiaramente nelle azioni della NATO una riedizione di quelle oppressive condotte dalla potenze coloniali, ricordando anche in modo molto vivido chi li soccorse nei loro percorsi di emancipazione: Unione Sovietica e Repubblica Popolare Cinese.

Ciò che in modo evidente manca a Berlino è la percezione della “deriva tettonica” che sta interessando il mondo in questo periodo. Quando, in conclusione della Guerra Fredda, la Repubblica Federale e la Repubblica Democratica furono riunite in un sola Germania, questa riscosse le simpatie dei cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo. Questa simpatia, tuttavia, nel tempo andò scemando, in misura inversamente proporzionale al tentativo tedesco e occidentale di imporre un ordine mondiale unipolare, per mezzo delle cosiddette rivoluzioni colorate, dei cambiamenti di regime, delle sanzioni unilaterali e delle guerre.

La combinazione di tutti gli aspetti di queste politiche imperiali e neocoloniali ha avuto l’effetto di un boomerang, consigliando ai Paesi più poveri e minacciati di prendere crescenti distanze dall’Occidente e dalla sua influenza. La crescita economica della Cina – un primato senza precedenti storici – e la sua proposta di cooperazione e di mutuo sviluppo (“win-win cooperation”) hanno dischiuso alle nazioni del Sud Globale la prospettiva del superamento definitivo del mezzo millennio di colonialismo.

La sconfitta in seno alle Nazioni Unite rappresenta un segnale di risveglio della coscienza per la Germania. Essa deve rifiutare il proprio status di colonia dell’anglosfera (è bene ricordare il ridicolo a cui giunse, quando non reagì al sabotaggio dell’oleodotto Nord Stream preannunciato dall’allora presidente statunitense Biden) e porsi sul fronte giusto della storia. Ciò può avvenire soltanto con la cooperazione con la Maggioranza Globale delle nazioni – l’85% dell’umanità -, trattate alla pari. Finiamola con le chimere razziste, come quella alimentata dalla metafora di Josep Borrell sul giardino europeo da difendere dalla giungla circostante. Ad Africa, Asia ed America Latina non deve essere impedita la costruzione dei proprî “giardini”. Ciò può e deve avvenire in contemporanea con il ripristino tempestivo delle nostre infrastrutture, delle nostre industrie e della nostra istruzione della gioventù.

È in questa maniera che Annalena Baerbock, forse in modo non intenzionale, contribuirà in qualche modo alla politica tedesca, avendo ottenuto con frode la presidenza della Assemblea Generale dell’ONU: è in quella posizione che ha dovuto annunciare la sconfitta della Germania nell’urna.
Monumento commemorativo di Friedrich Schiller (foto CC BY-SA 3.0 Manfred Brückels).

Conosciamo Friedrich Schiller?
Conosciamo Friedrich Schiller?

IL MONUMENTO DI BERLINO

Il basamento del monumento a Friedrich Schiller - il primo dedicato in Berlino a un poeta - fu preparato nel novembre 1859, per celebrare il 100° anniversario della nascita.

Nel 1861 fu deliberato che il monumento sarebbe stato affiancato da statue commemorative di Goethe e di Lessing, le quali però non furono mai costruite.

Nel 1864 fu deciso che la statua sarebbe stata scolpita da Reinhold Begas (vincitore di un concorso tra venticinque artisti, con principale contendente Rudolf Siemering), riprendendo i tratti di un busto del 1794, creato da Johann Heinrich von Dannecker.

La statua fu collocata soltanto alla conclusione della guerra franco-prussiana, nell'anniversario del 1791.

IL DISPREGIO NAZISTA

Il nuovo nome di Schillerplatz rimase tale fino al 1936, quando i nazisti spianarono lo spazio per le loro parate. Essi rimossero i decori vegetali e il monumento stesso, dannaggiandolo durante il trasporto, conclusosi in un magazzino di Terpow, anziché nello Schillerpark.

Guardando la statua, sulla sinistra del basamento si osserva una delle quattro figure allegoriche dei campi di attività creativa, la Poesia Lirica, con una lira. Sulla destra la Tragedia, con una maschera. Raggiunto il retro, tenendo alle spalle il teatro, si vedono la Storia, mentre aggiunge, su una tavola, il nome di Schiller ai nomi Lessing, Kant, Goethe ed Herder (ai suoi piedi altre due tavole con altri nomi incisi, tra i quali quello di Beethoven) e la Filosofia, che su un rotolo ha annotato, in lingua greca antica, il motto "conosci te stesso". Il basamento contiene anche due iscrizioni e due bassorilievi relativi al dono della lira a Schiller da parte delle muse e alla presentazione del poeta agli scrittori del passato.

Dopo la guerra, la statua di Schiller fu collocata nel Parco di Lietsensee (Berlino Ovest) mentre le statue allegoriche, recanti danni bellici, furono conservate presso lo zoo di Friedrichsfelde (Berlino Est) fino a un accordo di riunione del maggio 1986.

Una copia in bronzo è visibile nello Schillerpark

LA ROSA BIANCA

Schiller fu citato nei volantini dei coraggiosi e giovani membri della Weisse Rose (Rosa Bianca), dallo scritto su "Le legislazioni di Licurgo e Solone".

🇮🇹 https://www.rosabianca.org/?page_id=68

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Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_a_Schiller
https://en.wikipedia.org/wiki/Schiller_Monument_%28Berlin%29
The Schiller Institute
Live Dialogue with Helga Zepp-LaRouche: E3 Stooges Racing to Armageddon

Join Helga Zepp-LaRouche in her live dialogue and discuss the issues and solutions that move the world and its people. Send your questions & comments to questions@schillerinstitute.org.
Please share the YouTube link with your friends, acquaintances, and colleagues to increase the reach of the solutions presented by the LaRouche movement.

Wednesday, June 10, 2026, 11am ET/ 5pm CET
Schiller Institute founder Helga Zepp-LaRouche did not mince words in discussions with colleagues on Monday when she repeated her warning that the world continues to sit on a powder keg, charged by the possible escalation of two regional crises—one in Ukraine and the other in Southwest Asia—both of which are ripe to erupt into the trigger of a devastating world war.

This risk was on full display over the past 48 hours, as missiles flew between Israel and Iran following Israel’s bombing of Lebanon on Sunday, despite Trump’s directives to Netanyahu to not blow up the possibility of a peace agreement; similarly in Crimea, a Ukrainian drone attacked a passenger train traveling to Moscow, the third such targeting of civilians in less than a week, all egged on by the psychotic “E3” leaders in Europe, who, the same day, announced from London renewed, unending military support for their Ukrainian proxy.

On the other hand, the vast majority of nations are moving to establish a new, more just system of global governance and development, a new paradigm, as was recently seen at the just-concluded St. Petersburg International Economic Forum, and more broadly in the win-win cooperation and dialogue processes of the Belt and Road Initiative, BRICS, SCO, and other efforts.

The extreme and very palpable tension between these two simultaneously existing futures will not and cannot be resolved—at least not in a direction that ensures the survival of civilization—without addressing the underlying, false axioms that got us into this very dangerous mess in the first place.

“Today we confirm that the decisive question remains the same,” Pope Leo XIV told an audience of thousands gathered in Madrid on June 7. “What does it mean to be truly human?”

This question is at the center of solving today’s existential crises; it is the principal issue for statecraft, economics, culture, science, education, and relations among nations.

“The desire for goodness, beauty and truth is rooted in the very DNA of humanity,” the Pope declared, as he went on to develop a concept of love-in-action to build a world based on human dignity. The goodness and creative power of the human mind recognized by Pope Leo are the basis of Lyndon and Helga LaRouche’s organizing over the past five decades for a new system of development for the entire planet, which Helga Zepp-LaRouche has renewed in her call for a new security and development architecture based on the principle “that man is fundamentally good and capable to infinitely perfect the creativity of his mind and the beauty of his soul.”

The goodness and unity of humankind was also the central issue of the American Revolution and the formation of the American republic. Why, then, would Americans tolerate that the celebration of our 250th year of independence from the slavery of empire be marked by a caged fight on the lawn of the White House? Why would we permit anything less than the highest expressions of beauty to represent the founding of our nation? Have we all become beasts?

What about the bestiality tolerated by those in the West, poor Lethean heirs of a profound history of ideas and statecraft, as we watch our nations march to impose war and poverty on other countries at the behest of a yet-to-be-prosecuted Epstein-class of elites?

“The most important thing is that we in Europe and America must rediscover our souls,” Helga Zep[...]
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The Schiller Institute Live Dialogue with Helga Zepp-LaRouche: E3 Stooges Racing to Armageddon Join Helga Zepp-LaRouche in her live dialogue and discuss the issues and solutions that move the world and its people. Send your questions & comments to questi…
p-LaRouche urged at the Schiller Institute conference in Berlin on May 30. “America, as it was founded 250 years ago, was an anti-colonial and anti-imperialist bastion of freedom. And we in Europe must rekindle in our hearts and minds the love of humanity that was self-evident to Dante Alighieri, Joan of Arc, Leibniz, Schiller, and Beethoven. We must send a clear message to Russia, to China, to Africa, indeed to the whole world, that we neither intend to perish in a Third World War nor allow our magnificent cultural tradition…to continue to fade into oblivion. Rather, we must make a sacred commitment to let these pearls of human culture, through a dialogue of cultures and civilizations, together blossom into a new Renaissance of humanity.”

Answer Zepp-LaRouche’s call to action at this decisive moment in history, in which we still have a chance to decide in which direction humanity will go. Circulate the proceedings of that Berlin conference, “The End of 500 Years of Colonialism—For a Dialogue of Civilizations: The Urgency of a New Global Security and Development Architecture,” and organize.

Take what Pope Leo told a gathering of 600,000 youth on June 7 as your mission assignment: “In the face of the emptiness of indifference and compliance, before the violence of war and lies, you must be the sparks of a new humanity.”
The Schiller Institute
The Schiller Institute Releases Video Summaries of Historic Berlin Conference of May 30-31, 2026

The Schiller Institute has produced two video summaries of the historic conference in Berlin on May 30-31, “The End of 500 Years of Colonialism — For a Dialogue of Civilizations, The Urgency of a New Global Security and Development Architecture”  The conference brought together speakers from more than 15 countries, to discuss the causes of the present civilizational crisis, and ideas on how to replace the establishment responsible for the crisis with a New Paradigm, which governs on behalf of all citizens of all sovereign nations.

The conference took up two themes: “The Strategic Danger of War and Chaos: Can It Be Stopped?”; and “The End of 500 Years of Colonization: Toward a New Era of Peace and Development.”  Beginning with sections of the keynote address of Schiller Institiute founder Helga Zepp-LaRouche, there are selections from 13 other speakers, which demonstrate as a whole the quality of deliberation needed to achieve a New Paradigm.

From the short selections of presentations on the two videos, we are certain you will be inspired to watch the full videos of the entire conference, and share them with others.

One thing is certain: a new era is coming.  Join us to make sure it is one which reflects the inherent dignity of a truly human civilization.

Watch full Conference Here


Read Schiller Institute Press Release Here
The Schiller Institute
Press Release: Schiller Institute in Berlin: Hopeful Deliberation in the Face of War and Chaos

With hot kinetic wars in eastern Europe and Southwest Asia threatening to become endless wars, or even explode into nuclear conflict; and with the economic consequences of these wars threatening even more lives, it is legitimate to raise the question, “Where are the adults in the room?  Are there no leaders or movements offering an alternative?”

A two-day conference sponsored by the Schiller Institute took up this challenge, with a series of speakers including present and former government officials, journalists, academics and activists from fifteen nations.  Held in the German capital of Berlin, there was a unity of effect which emerged, stemming from a willingness of the speakers to address the underlying dynamics of the crisis, rather than sticking to the language of geopolitics, which is shaping the narrative, and which is designed to limit the discussion.

By addressing the issues which are usually glossed over or completely ignored, the 150 or so in attendance left with a heightened sense that not only are there solutions, but they can be realized, through a revival of diplomacy, driven by an active citizenry engaged in making creative discoveries in order to find solutions.

Given the urgency of the global crisis, the Schiller Institute has compiled two videos, with summaries of some of the speakers, divided into the two themes addressed.  The first video takes up “The Urgent Need for a New International Security and Development Architecture”; the second, “The End of 500 years of Colonization: Toward a New Era of Peace and Development”.   The keynote address by Schiller Institute founder Helga Zepp-LaRouche identified the crisis as resulting from efforts of imperial forces centered in London to perpetuate a global system which is bankrupt.  The attempt to maintain a Unipolar Order, she said, requires war against Russia and China, nations in the forefront committed to building a new security and development architecture.

Zepp-LaRouche has been organizing for this New Paradigm for years, based on her collaboration with her late husband, economist and statesman Lyndon LaRouche.  Under her direction, the Schiller Institute has become a leader in the fight to replace the collapsing system with a new security and development architecture.  In her keynote, she said this requires that the “West” should reach out to the Global South, which is moving in this direction.  To do this, we citizens in the West must “rediscover our souls.”

This theme was taken up by many of the speakers whose comments are included in the two summary videos.  These include former U.S. diplomat Chas Freeman, former U.N. official Pino Arlacchi, Professor Zhang Weiwei of the China Institute at Fudan University,  Ambassador Eskindir Yirga Asfaw from Ethiopia, and U.S. nuclear expert Theodore Postol.

All speeches of the full two-panel conference is available at the Schiller Institute website.

In addition, for broad circulation, two summary videos, have just been released and are posted on the Schiller YouTube channel and website.
Movisol
Ucraina, Asia sud-occidentale: gli spasmi di un mondo al tramonto

Guardando alla settimana che ci attende, vi sono due focolai di crisi nel mondo che potrebbero riaccendersi da un momento all’altro: uno è la guerra tra Russia e Ucraina, l’altro la guerra illegale contro l’Iran e il Libano. Entrambe sono, a modo loro, il risultato del crollo del “mondo unipolare” transatlantico e dell’emergere di un diverso paradigma di rapporti internazionali, che noi sosteniamo da decenni.

Al Forum economico di San Pietroburgo, il presidente russo Putin ha dimostrato di avere una comprensione di questa realtà ben superiore a quella che qualsiasi leader occidentale sia disposto ad ammettere. Nell’intervento del 5 giugno, ha affermato: “Il mondo sta attraversando la più grande trasformazione strutturale degli ultimi decenni. Questa trasformazione non è una transizione da una fase di un ciclo a un’altra. Stiamo assistendo a un cambiamento nel paradigma dello sviluppo globale”.

Ha inoltre spiegato che il modello “che serviva principalmente gli interessi di un numero limitato di Stati” sta per essere sostituito da “un ordine internazionale molto più complesso, distribuito e multipolare”. In pratica, ciò significa che “la geografia della crescita economica sta cambiando, con nuovi centri di sviluppo che emergono nei paesi del Sud del mondo”. In questi paesi, la popolazione sta crescendo, la classe media sta prendendo forma, la capacità industriale si sta espandendo e i mercati interni si stanno sviluppando. Di conseguenza, si stanno costruendo nuove città, strade, porti, infrastrutture energetiche e reti digitali. Allo stesso tempo, queste nazioni stanno creando le proprie istituzioni finanziarie”.

Il presidente russo ha anche usato parole dure nei confronti della riluttanza dell’Europa ad accettare questo cambiamento. Infatti, proprio mentre oltre ventimila ospiti stavano arrivando a San Pietroburgo per partecipare al forum annuale il 3 giugno, le forze ucraine, sostenute dagli europei, hanno lanciato attacchi con droni sulla città. Più tardi quello stesso giorno, si è tenuto per la prima volta a Kiev il Consiglio NATO-Ucraina, il che ha evidenziato ancora una volta che questa è una guerra della NATO “e non dell’Ucraina“ contro la Russia.

Il 4 giugno, Zelensky ha inviato una lettera a Putin, molto probabilmente redatta dalla NATO o forse dall’MI6 britannico, che apparentemente proponeva colloqui, ma era piena di minacce, provocazioni e insulti personali. Nella lettera si sosteneva che qualsiasi intesa raggiunta al vertice Putin-Trump in Alaska lo scorso anno, non è valida: “Ma potete vedere voi stessi che le questioni ucraine ed europee non si decidono ad Anchorage”. Crediamo che l’Europa debba far parte di questo processo “ coloro che hanno veramente la capacità di influenzare la situazione.”

Vladimir Putin, tuttavia, non ha risposto alla provocazione, limitandosi ad affermare che non ha senso tenere colloqui diretti finché non sarà stato concordato un quadro di base.

Ciononostante, i leader dell’E-3 (Keir Starmer, Friedrich Merz ed Emmanuel Macron) si sono incontrati a Londra il 7 giugno per assicurarsi che Zelensky segua il copione prestabilito.

Il grande interrogativo è ora che cosa farà Donald Trump. Per il momento, è più preoccupato di negoziare la fine della guerra contro l’Iran e di tenere a freno il folle regime di Netanyahu e l’occupazione de facto del sud del Libano. Negli USA l’opposizione cresce, al punto che persino la Camera dei Rappresentanti, il 4 giugno, ha finalmente approvato una risoluzione che ordina al Presidente di ritirare tutte le forze armate dalle ostilità contro l’Iran, salvo espressa approvazione del Congresso. (Nella foto Putin a Davos).
Per riascoltare la videoconferenza di Helga Zepp-LaRouche
10 giugno 2026, ore 17:00

🇺🇸 E3 Stooges Racing to Armageddon
youtube.com/live/QZLPlys20TE
The Schiller Institute Releases Video Summaries of Historic Berlin Conference of May 30-31, 2026

The Schiller Institute has produced two video summaries of the historic conference in Berlin on May 30-31, “The End of 500 Years of Colonialism — For a Dialogue of Civilizations, The Urgency of a New Global Security and Development Architecture” The conference brought together speakers from more than 15 countries, to discuss the causes of the present civilizational crisis, and ideas on how to replace the establishment responsible for the crisis with a New Paradigm, which governs on behalf of all citizens of all sovereign nations.

The conference took up two themes: “The Strategic Danger of War and Chaos: Can It Be Stopped?”; and “The End of 500 Years of Colonization: Toward a New Era of Peace and Development.” Beginning with sections of the keynote address of Schiller Institute founder Helga Zepp-LaRouche, there are selections from 13 other speakers, which demonstrate as a whole the quality of deliberation needed to achieve a New Paradigm.

From the short selections of presentations on the two videos, we are certain you will be inspired to watch the full videos of the entire conference, and share them with others.

One thing is certain: a new era is coming. Join us to make sure it is one which reflects the inherent dignity of a truly human civilization.

Watch the full conference here:

https://schillerinstitute.com/blog/2026/06/01/the-end-of-500-years-of-colonialism-for-a-dialogue-of-civilizationsthe-urgency-of-a-new-global-security-and-development-architecture/
Pourquoi la France et l’Espagne ont soutenu la Révolution américaine

À l'heure où la Maison Blanche va accueillir un ring de MMA et où Macron va recevoir Von der Leyen pour faire défiler des soldats ukrainiens à Paris le 14 juillet 😳 (Napoléon rougirait de jalousie), il est temps de se replonger dans des moments historiques plus exemplaires !

https://solidariteetprogres.fr/pourquoi-la-france-et-l-espagne-ont-soutenu-la-revolution-americaine
Venerdì 12 giugno 2026
dalle ore 17:00

158ª riunione della
Coalizione Internazionale per la Pace
[CIP #158 / IPC #158]

QUALE PACE PERSEGUIAMO?

🇺🇸 What Kind of Peace Do We Seek?
...

🇪🇸 ...
[youtube.com/@eirespanol3200]

🇫🇷 ...
[youtube.com/@institutschillerfrance]

🇺🇸 🇪🇸 🇫🇷 🇩🇪
https://us02web.zoom.us/j/83288789255
Movisol
I giorni del sistema finanziario sono contati

La consapevolezza che i giorni del sistema finanziario occidentale siano contati si è rafforzata notevolmente nelle ultime settimane, soprattutto tra la “Maggioranza Globale” emergente (nota anche come Sud del Mondo) – che sta abbandonando sempre più il dollaro statunitense come valuta di riserva e di scambio – ma anche tra gli ambienti finanziari occidentali, che assistono al precoce fallimento delle ricette magiche delle teste d’uovo dell’amministrazione Trump.
Mentre Vladimir Putin, nel discorso alla plenaria del Forum economico di San Pietroburgo, ha invocato una “architettura finanziaria moderna, flessibile e responsabile, senza rischi, divieti o barriere, ma con incentivi allo sviluppo sovrano”, il CEO di Rosneft Igor Sechin ha sottolineato la pericolosa instabilità del sistema finanziario attuale.
“L’economia globale è entrata in un periodo non solo di volatilità, ma di rischi strategici”, ha detto Sechin. “I problemi stanno crescendo a macchia d’olio. L’abbandono dei principi fondamentali del sistema di Bretton Woods legati al sostegno dell’oro ha portato a un’emissione di moneta non garantita su larga scala. Dal 2008, l’offerta di moneta globale è aumentata di oltre 30.000 miliardi di dollari, con gli Stati Uniti e l’eurozona a rappresentare quasi la metà di tale importo”.
Sechin ha poi sottolineato che la crescita esplosiva della capitalizzazione delle aziende tecnologiche sta portando a un’enorme bolla finanziaria e che gli speculatori statunitensi come Black Rock, State Street e Vanguard si aspettano di trarre vantaggio dalla crisi imminente:
“È ovvio che il mondo si trova sull’orlo della più grande bolla dei mercati finanziari della storia dai tempi del boom ferroviario negli Stati Uniti nel XIX secolo”, ha concluso.
Sul versante occidentale, il Financial Times teme che l’amministrazione Trump stia alimentando la bolla attraverso la sua “abitudine, acquisita dagli Stati Uniti in questo secolo, di prendere in prestito dal domani per pagare le guerre di oggi”. In un articolo pubblicato il 4 giugno, l’organo di stampa della City di Londra insiste sul fatto che la bolla del debito non può essere ripagata.
“Le banche centrali hanno recentemente ridotto i propri bilanci, diminuendo la componente in dollari delle riserve e cercando alternative quali oro, materie prime e le valute più liquide dei paesi avanzati più piccoli”. Sono state sostituite dagli hedge fund, che hanno utilizzato le obbligazioni statunitensi come garanzia per le operazioni sui derivati. Tuttavia, ciò funziona fintanto che tali hedge fund possono prendere in prestito denaro a breve termine sul mercato dei pronti contro termine. “Se qualche perturbazione dovesse interrompere tale accesso… potrebbe facilmente seguire un’intensa spirale di deleveraging”, ha affermato William White, ex capo economista della Banca dei Regolamenti Internazionali, citato dal Financial Times (https://www.ft.com/content/cd812bd4-a08e-4147-a845-3ad8a932d748).
Infine, ma non meno importante, l’altro portavoce della City di Londra, The Economist, teme che né la ricetta magica di Scott Bessent di una domanda di titoli del Tesoro trainata dalle stablecoin, né il recente allentamento delle regole bancarie, possano salvare il debito USA.
L’Economist, in uno “Special Report” non firmato, ha scritto che anche se il mercato delle stablecoin raggiungesse le stime più ottimistiche di 2.000 miliardi di dollari (stime più sobrie, basate sulla mancata crescita del mercato negli ultimi mesi, fissano il valore a 500-750 miliardi entro il 2027), ciò non sarebbe sufficiente.
Per quanto riguarda le banche, “alla fine del 2008, le grandi banche commerciali americane vantavano un patrimonio totale di 8.000 miliardi di dollari, a fronte di un debito federale di circa 6.000 miliardi. Alla fine del 2025, il patrimonio delle banche era cresciuto di circa l’80%, raggiungendo poco meno di 15.000 m[...]
Oggi, venerdì 12 giugno 2026
dalle ore 17:00

158ª riunione della
Coalizione Internazionale per la Pace
[CIP #158 / IPC #158]

QUALE PACE PERSEGUIAMO?

🇺🇸 What Kind of Peace Do We Seek?
youtube.com/live/wjvAn0G5XHo

This week, we will be joined with Helga Zepp-LaRouche, Schiller Institute founder, International Peace Coalition initiator; Diane Sare, US Independent Presidential Candidate; María Josefa Rodríguez Hernández (Spain) Schiller Institute activist in Spain; Father Harry Bury, a catholic priest for 70 years, a lifelong peace activist, and active in the Twin Cities Nonviolent and the U.S. Catholic Priest Association.

🇪🇸 ¿A qué tipo de paz me refiero y qué tipo de paz buscamos?
youtube.com/live/GTcLnJS0ZU0
[youtube.com/@eirespanol3200]

🇫🇷 Quel sorte de paix recherchons-nous?
youtube.com/live/XteuJxYJ7VE
[youtube.com/@institutschillerfrance]

🇩🇪 Welche Art von Frieden streben wir an?

🇺🇸 🇪🇸 🇫🇷 🇩🇪
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La nuova legge sulla difesa USA prevede l’integrazione delle forze armate statunitensi e israeliane

Il 4 giugno, la Commissione Difesa della Camera dei Rappresentanti USA ha approvato, con 44 voti a favore e 12 contrari, il National Defense Authorization Act (NDAA) per l’anno fiscale 2027. Ora, questo imponente provvedimento legislativo, che comporta una spesa di quasi 1115 miliardi di dollari, sarà sottoposto al voto dell’Aula. Una delle disposizioni più pericolose e controverse dell’NDAA è la Sezione 244, che prevede l’integrazione permanente delle forze armate statunitensi e israeliane. I complessi militare-industriali dei due paesi verrebbero sostanzialmente fusi in un’unica macchina di preparazione alla guerra, che comprenderebbe la pianificazione industriale, la spesa, i collaudi, il finanziamento di start-up militari e le tecnologie informatiche e degli armamenti.
Il deputato democratico Ro Khanna (foto) aveva presentato un emendamento per stralciare la Sezione 244 dal disegno di legge, ma la Commissione l’ha respinto. Nel motivare la sua proposta, Khanna ha affermato che “tutti in America, che siano repubblicani, democratici o indipendenti… vogliono meno cooperazione e meno – non più – assegni in bianco a Israele”. Il deputato democratico ha inoltre sottolineato che il primo ministro israeliano Netanyahu aveva proposto personalmente la nuova strategia in una lettera al deputato sionista Marlin Stutzman.
Il deputato repubblicano Thomas Massie, ex fedele sostenitore di Trump, con il quale ha rotto a causa della guerra e del rifiuto di rendere pubblici i fascicoli su Epstein, ha scritto sui social media: “Mentre gli americani si oppongono a ulteriori aiuti militari a Israele, il Congresso sta inserendo nel bilancio militare (NDAA) qualcosa di ancora più grave e insidioso: l’integrazione delle forze armate statunitensi con quelle israeliane!”
L’opinione pubblica americana è per la prima volta sfavorevole a Israele. L’ultimo sondaggio del Pew Research ha rilevato che il 60% degli intervistati disapprova le azioni di Israele nel sud-ovest asiatico (e ancora di più a Gaza), mentre solo il 37% le approva. Persino il presidente Trump sarebbe “arrabbiato” (o deve far finta di esserlo) con Netanyahu.
Dopo che le forze israeliane hanno ripreso gli attacchi su Beirut nonostante il cessate il fuoco negoziato dalla Casa Bianca, Trump ha ammonito il leader israeliano: “Che c***o stai facendo? Ti odiano tutti!”
L’opposizione a una maggiore cooperazione con l’Israele di Netanyahu è probabilmente la ragione per cui informazioni riservate su una nuova perizia della Defense Intelligence Agency (DIA) del Pentagono sono trapelate alla NBC News e al New York Times lo scorso fine settimana. La DIA classifica la minaccia rappresentata dallo spionaggio israeliano nei confronti di membri del governo americano e personale militare al massimo livello possibile. Secondo il Times, tra i bersagli dello spionaggio ci sarebbero l’inviato speciale presidenziale Steve Witkoff e il massimo responsabile delle politiche del Pentagono, Elbridge Colby, oltre a uno dei principali vice di quest’ultimo.
Simposio di questa notte (per il fuso italiano) organizzato dalla candidata presidenziale indipendente Diane Sare

🇺🇸 The Midterm Elections-Not a Spectator Sport
youtube.com/live/V-s9W9YJtZ0

[Diane Sare was] joined by congressional candidate Jose Vega (NY-15) to discuss the crucial importance of the independent candidates movement in providing an actual alternative to the corrupt party system.
L'astronauta italiano Luca Parmitano sarà parte della missione Artemis III.

Dal nostro archivio, anno 2012:

L'imperativo europeo per la pace e lo sviluppo
Il bilancio si sana con lo spazio, non con i tagli

https://archive.movisol.org/12news224.htm