Un nuovo pezzo della storia dell’informatica italiana e torinese entra a fare parte della collezione del museo.
Nel 1978 ci si immaginava un futuro governato da calcolatori elettronici e da altre diavolerie che il progresso ci avrebbe portato: computer e telefoni portatili, televisione satellitare e via cavo, videotelefoni e altre invenzioni bizzarre.
Ecco così che i ricercatori dello CSELT nel 1975 mettono a punto il MUSA, un sistema di sintesi vocale che si basa sull’unione di più difoni, cioè di suoni base formati da vocale+consonante. La voce del calcolatore è infatti il frutto dello CSELT (Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni s.p.a.) di Torino.
Giunti a risultati sorprendenti per allora, quali far leggere dei testi e, soprattutto, far cantare un computer, conferendogli anche una intonazione, cosicché il parlato non risulti troppo meccanico e privo di inflessione, viene deciso di presentare il risultato del lavoro in un 7” flexy disc, poi distribuito in omaggio con la rivista Cronache dal Gruppo.
Testo tratto da: https://abastor.wordpress.com/2011/09/25/la-voce-del-calcolatore/
Se ti piace la storia dell’informatica e come la raccontiamo o se vuoi sostenere le nostre iniziative, donare materiale o diventare volontario trovi i contatti su www.mupin.it o in bio su Instagram.
#cselt #telecomitalia #sip #loquendo #motorola #vintagecomputer #vintagecomputing #reteocomputing #retrocomputer #retrogame #retrogaming #italia #torino
Nel 1978 ci si immaginava un futuro governato da calcolatori elettronici e da altre diavolerie che il progresso ci avrebbe portato: computer e telefoni portatili, televisione satellitare e via cavo, videotelefoni e altre invenzioni bizzarre.
Ecco così che i ricercatori dello CSELT nel 1975 mettono a punto il MUSA, un sistema di sintesi vocale che si basa sull’unione di più difoni, cioè di suoni base formati da vocale+consonante. La voce del calcolatore è infatti il frutto dello CSELT (Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni s.p.a.) di Torino.
Giunti a risultati sorprendenti per allora, quali far leggere dei testi e, soprattutto, far cantare un computer, conferendogli anche una intonazione, cosicché il parlato non risulti troppo meccanico e privo di inflessione, viene deciso di presentare il risultato del lavoro in un 7” flexy disc, poi distribuito in omaggio con la rivista Cronache dal Gruppo.
Testo tratto da: https://abastor.wordpress.com/2011/09/25/la-voce-del-calcolatore/
Se ti piace la storia dell’informatica e come la raccontiamo o se vuoi sostenere le nostre iniziative, donare materiale o diventare volontario trovi i contatti su www.mupin.it o in bio su Instagram.
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Centro Studi Abastoriani
La voce del calcolatore
Nel 1978 ci si immaginava un futuro governato da calcolatori elettronici e da altre diavolerie che il progresso ci avrebbe portato: computer e telefoni portatili, televisione satellitare e via cavo…