Multilevel della libertà
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Siamo qui per imparare insieme, per aiutarci e aiutare altri a usare gli strumenti che abbiamo, come cittadini, per conoscere e applicare i nostri diritti e i nostri doveri.
#lucapapacchini #leggi #imparare #cittadini
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Sono gli effetti avversi del vaccino COVID, così nessuno si ricorda più che la sperimentazione dura 10 anni e che stanno subendo effetti avversi gravi 🤷

Scrivete febbre emorragiche sulla ricerca😉
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Forwarded from Leggiamo le leggi (Laura Carosi) (Laura Carosi)
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Appropriatezza terapeutica e doveri del medico.
Sempre grazie, Alessandra!
Laura
https://t.me/LeggiamoLeLeggi
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Documenti inerenti al rifiuto alla vaccinazione 😉
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https://www.instagram.com/reel/DYVEUcWsObK/?igsh=bzlnYW5iZDhoaW01

https://youtu.be/5JMc-XFWoEs?is=4dMgBxkTNWRE2i1c

Se conoscete allevatori condividete anche questi documenti.
Inerenti il rifiuto alla vaccinazione ☝️
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Forwarded from Multilevel della libertà (Luca Papacchini)
Queste sono alcune delle leggi, inoltre non dimenticate le leggi costituzionali e l' omissione di pubblico servizio art 328 codice PENALE

- Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanita', deve essere compiuto senza ritardo, e' punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=0&art.flagTipoArticolo=0&art.codiceRedazionale=090G0110&art.idArticolo=16&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=1990-04-27&art.progressivo=0#:~:text=Omissione).,sei%20mesi%20a%20due%20anni.
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Dispositivo dell'art. 28 Costituzione
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici [97, 98, 103, 113] sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti (1). In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

https://www.brocardi.it/costituzione/parte-ii/titolo-iii/sezione-ii/art98.html
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SVEGLIA ALLEVATORI! VOGLIONO DISTRUGGERE LA FILIERA ALIMENTARE CON I DISERBANTI
Se non vi svegliate quanto prima dal coma impedendo questo ennesimo abominio vaccinale sarà troppo tardi.
La UE vuole distruggere la filiera alimentare e i servi del sistema (Regioni e veterinari) mettono in pratica tale crimine.
Ma se la gente tirasse fuori le ⚽🏐🏀 le cose sarebbero molto più complesse per loro.

E soprattutto ciò che viene iniettato al bestiame e tutto ciò che viene dato alle piante poi ricade in molti casi direttamente sui consumatori

CI VOGLIONO TUTTI MALATI E CI ATTACCANO DA TUTTE LE PARTI
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Voglio condividere con voi un messaggio che ha ricevuto un mio carissimo amico
siamo a posto così

Ieri non è stata una giornata semplice. Ero combattutto fra Sinner ed il Giro d'Italia ed avevo appena risolto faticosamente utilizzando contemporaneamente due schermi, quando sul terzo il Corriere della Sera si aggiorna mostrando una foto familiare: il centro di Modena. Nemmeno il tempo di leggere il titolo che un brivido mi aveva già gelato la schiena. Contemporaneamente Whatsapp impazzisce con una mitragliata di notifiche. Rimango paralizzato per due minuti guardando un video dove una donna con le gambe amputate veniva confortata - non ancora soccorsa - dopo che un'auto l'aveva schiacciata contro una vetrina. Smetto di respirare.

Nell'ora di massima affluenza di un sabato primaverile il centro è stracolmo ed i miei figli sono spesso lì. Prendo il cellulare e gli scrivo su Whatsapp. Nessuna risposta. Chiamo. Per fortuna mio figlio risponde subito. Uno è salvo.
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Non riesco a raggiungere mia figlia. Forse è al lavoro, l'ennesimo posto temporaneo per pagarsi gli studi. L'ultimo lavoro era in centro, ora è commessa in un ipermercato. Dai, cazzo. Due minuti dopo arriva una notifica. Due in salvo. Su due. Non è successo il peggio, almeno non questa volta. Respiro.

Ricevo una seconda ondata di video da Whatsapp, questa volta telecamere di sorveglianza. Corpi umani che volano come foglie al vento. Dall'inizio dell'anno a Modena abbiamo avuto un prete accoltellato con la giugulare recisa, una donna uccisa ad un incrocio da una macchina lanciata a folle velocità che fuggiva dalle forze dell'ordine ed ora una strage al sabato pomeriggio dove la gente si reca a far compere e mangiare il gelato dopo una settimana di lavoro. Tutto questo in meno di cinque mesi. Intere zone della città sono fuori controllo, ed i cittadini si stanno organizzando per tentare di porre un argine al degrado. Hanno la mia stima, non ho avuto il coraggio di dirgli che è come svuotare un oceano con un bicchiere.

Millenni di evoluzione ci hanno programmato per reagire tempestivamente alle minacce, la razionalità deve necessariamente venire meno. L'adrenalina è così, ha i suoi tempi. E la lucidità torna lentamente, molto lentamente.

Purtroppo non posso dire se i feriti si salveranno, che vita attenderà due di loro senza le gambe o quali traumi psicologici si porteranno dietro. Non posso neanche dire perché questo Salim El Koudri, un economista bergamasco, ha cercato una strage sotto il primo sole di primavera. Posso però anticiparvi cosa succederà a Modena: niente.

La città, che vota a sinistra dal '48, si autoassolverà derubricando il tutto ad imprevedibile incidente come accaduto per gli altri fatti di sangue, le violenze sessuali, lo spaccio sistematico di droga nei parchi cittadini, le ripetute aggressioni delle baby gang, eccetera eccetera. Resta inteso che votare a destra non cambierebbe nulla, lo dimostrano i risultati del governo nazionale. Il problema è culturale, un modo elegante per dire che la radice della questione è nella testa delle persone. Le alternative esistono e molti stati lo dimostrano. Certo c'è anche chi fa peggio, le nazioni che stiamo cercando di imitare.

Nei prossimi giorni le parole d'ordine in città saranno "non generalizzare", "caso isolato", "episodio psicotico", "nessuna radicalizzazione". Si chiameranno un po' di esperti e verranno fatti un paio di convegni. L'ultima volta abbiamo pagato un'antropologa per spiegarci lo spaccio di droga, poi installato una ruota panoramica che dopo un paio di mesi si è rivelata priva delle necessarie autorizzazioni. Sembra una battuta, ma è fattuale: Modena è questa roba qui.

Dopo il consueto gioco delle parti sui giornali ed in Consiglio Comunale verrà attuata l'ennesima misura di facciata in modo che non si possa dire "non abbiamo fatto niente". Saranno installati quattro jersey a spina di pesce a ciascuna estremità del centro nei weekend per la durata indicativa di diciotto mesi, il cui unico effetto sarà obbligare gli autobus ad una deviazione. Basta, non succederà altro. A Modena si dice "siamo a posto così".

Fino alla prossima volta, ovviamente.
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Questo scritto merita davvero considerazioni direi dovute e tristemente MOLTO realistiche!
Già ....
Grazie!
Uno scritto che si erge come una lucidissima dissertazione, quasi una funebre e monumentale elegia dell’umana stupidità, ormai assurta - non soltanto in Italia, ma in larga parte del mondo occidentale - a vero e proprio principio dominante.
Per chi possiede ancora memoria storica, capacità critica e conoscenza di documenti, dichiarazioni e programmi che affondano le loro radici in decenni ormai lontani, tutto ciò appare persino banale nella sua prevedibilità: era già tutto scritto, delineato, pianificato con fredda accuratezza.
Un progetto metodico, costruito nel tempo con pazienza chirurgica, che ha potuto prosperare grazie all’opera instancabile di una vasta schiera di ineffabili idioti utili e di miserabili mercenari venduti al miglior offerente, collocati con sapiente strategia nei punti nevralgici della politica, dell’economia, della cultura e soprattutto di quella sedicente “informazione” che, spogliata ormai di ogni dignità intellettuale, non è altro che propaganda travestita da verità.
E hanno vinto con disarmante facilità.
D’altronde, trasformare in un perfetto automa chi già possiede una naturale inclinazione all’apatia mentale, al conformismo e alla rinuncia volontaria al pensiero critico, si è rivelato un compito sorprendentemente semplice.
Laddove la curiosità muore, la coscienza si atrofizza; e dove la coscienza si spegne, il potere trova terreno fertile per prosperare indisturbato.
Così, giorno dopo giorno, il processo di impoverimento culturale, morale e persino spirituale delle masse continua ad avanzare quasi senza opposizione, mentre intere moltitudini — convinte persino di essere libere e informate — marciano entusiaste verso la propria docile irrilevanza, applaudendo spesso gli stessi meccanismi che le svuotano lentamente di autonomia, dignità e capacità di discernimento.
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Come può il pensiero cambiare la realtà?

Bella domanda vero? Come fa il pensiero a cambiare la realtà? E se spulci tra gli articoli di questo blog ti renderai conto che di cose a riguardo
ne abbiamo già dette tante. Ma non si approfondisce mai abbastanza un argomento come questo, non credi? Quando sei convinto di sapere tutto quello che c’è da sapere, ecco che giungono nuove informazioni a colmare i vuoti che non vedevi e a sbilanciare le convinzioni che ormai ti eri fatto su tale argomento. Del resto dalla culla alla bara sempre s’impara e di punti di vista per osservare la medesima cosa ce n’è infiniti.

Quindi, come possiamo cambiare la realtà che viviamo? O meglio, come può il mio pensiero cambiare il corso degli eventi e modificare la mia realtà? Inizierei con il ribadire che non puoi pretendere di ottenere una realtà diversa da quella in cui ti trovi se non inizi a cambiare il tuo modo di pensare. Ricordi Einstein cosa diceva?

“Non si può risolvere un problema usando la stessa mentalità che lo ha creato.” – Albert Einstein

Se il tuo modo di pensare non cambia, le tue emozioni non cambiano, di conseguenza non cambia neanche il filtro che usi per codificare la realtà. Risultato: la realtà che vivi e che vivrai sarà uguale a quella che hai vissuto.

Normalmente basiamo il nostro modo di pensare su tre aspetti:

il tempo che passa

il corpo fisico

l’ambiente circostante

Queste tre variabili determinano il nostro pensiero, quindi il nostro agire e il nostro sentire. Questi tre punti, oltre a fornirci un trampolino per i nostri pensieri, ci permettono di identificarci ed esistere. Il rischio però è che i pensieri che generiamo si ripetano, ossia, gli stessi pensieri che abbiamo generato ieri, li rigenereremo oggi, quindi domani, proprio perché queste tre variabili rimangono immutate. Solamente un atto consapevole può interrompere questa catena e può permetterci di generare pensieri diversi da quelli passati. Se vuoi cambiare la tua realtà c’è bisogno che cambi i tuoi pensieri, quindi le tue emozioni… quindi devi trasformarti in quello che ora non sei ma che vuoi essere! In sostanza: devi essere un visionario, un sognatore a occhi aperti.

Siate affamati, siate folli! – Steve Jobs

I pensieri che formuliamo sono coerenti con le esperienze passate che abbiamo vissuto. Il passato determina il nostro modo di pensare. Ti faccio un esempio: quando ero piccolo c’era un bullo che mi dava fastidio. Quando questo avveniva mi caricavo negativamente, generavo pensieri di odio e vendetta. Ora sono 30 anni che non lo vedo ma se dovessi rincontrarlo la mia mente andrebbe a ripescare nei ricordi le situazioni già vissute, quindi mi riproporrebbe gli stessi pensieri, quindi le stesse emozioni. Nonostante siano passati 30 anni ed entrambi siamo cresciuti, quindi (si spera) cambiati, la realtà che potremmo rischiare di vivere, a livello emotivo e mentale, sarebbe la stessa e solo un atto consapevole eviterebbe questo.

Tutto ciò di cui abbiamo fatto esperienza, gli eventi vissuti, le persone incontrate, ogni cosa, è immagazzinato nella nostra mente. Questo processo è inevitabile. La mente ha bisogno di ricordi per poter creare una base sulla quale appoggiarsi e interfacciarsi con la realtà. Ma questa base darà sempre i medesimi spunti se non decidiamo di intervenire.

COME CAMBIARE IL PRODOTTO DELLA NOSTRA MENTE?

Dobbiamo fare un tuffo nel passato, andare a ripescare le esperienze vissute, rielaborarle ed eliminarne le polarità che le avevamo attribuito (in special modo a quelle con polarità negativa).

Nel caso specifico del bullo dovrei tornare con la mente a quei momenti dove si prendeva gioco di me, dovrei cercare di riviverli in terza persona e non più direttamente. Dovrei crearmi un film mentale e osservare il bullo e me interagire. Osservando dall’esterno la scena sarei in grado di metabolizzare l’evento in maniera differente, quindi distaccarmi dalle emozioni che in quei momenti sono andato a incidere nel mio hard disk, nella mia mente, legandole all’esperienza. Dovrò rendere neutra l’emotività di quegli attimi.
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Rivivo l’esperienza più volte finché non mi rendo conto che il farlo non mi suscita più le vecchie emozioni. In questo modo ho legato a quell’esperienza nuove sensazioni e la mia mente, se mai dovessi incontrare nuovamente il bullo, mi proporrebbe pensieri alternativi (non si baserebbe più sul pregiudizio che si era creato).

Lo stesso procedimento lo si applica a tutto, a cose, persone o eventi. Se una volta ho fallito nel montare un mobile e mi sono convinto di non essere capace a farlo, la prossima volta che mi troverei a montarne uno andrei a ripescare la vecchia sensazione d’incapacità. Per eliminarla devo rivivere la scena passata, osservare il mio fallimento, accettarlo e comprenderlo per non commetterlo più.

Se non andassimo a ripulire il nostro passato da convinzioni limitanti, percepiremmo l’ambiente esterno sempre allo stesso modo (del tipo: l’operatore della posta non ha voglia di lavorare, i meccanici sono tutti ladri, il bullo di 30 anni fa è una persona cattiva, montare i mobili è difficile, ecc…) con il risultato di vivere a ripetizione la medesima realtà. La mente, essendo sollecitata dal mondo esterno, va a ripescare nelle situazioni già vissute quelle più affini a quelle che stai vivendo, proponendoti le reazioni che già conosce, le uniche possibili perché le uniche in suo possesso. Compito tuo è quindi di offrirle una nuova esperienza, una nuova sensazione e legarla all’evento in questione.

I nostri pensieri sono automaticamente indotti dai ricordi che giungono dal passato – Alberto Lori

Se pensi sempre alle stesse cose, quindi fai sempre le stesse azioni e provi le medesime emozioni, come puoi pensare di cambiare il tuo futuro? L’ambiente circostante è un’estensione della mente, o meglio, è il riflesso del nostro mondo interiore. Ci sei? Quindi, cosa dobbiamo fare per cambiare la nostra realtà? Dobbiamo cambiare mentalità, o meglio, personalità. Dobbiamo avere il coraggio e l’intelligenza di trasformarci in quello che vogliamo essere sin da subito.

Prima di tutto bisogna conoscere la propria mente; poi si troverà la consapevolezza del successo – Napoleon Hill

Secondo la psico-quantistica per fare questo dobbiamo ricondizionare la nostra mente, quindi modificare la nostra modalità di pensiero; secondo Richard Bandler, padre fondatore della PNL, dobbiamo riprogrammarci attraverso tecniche specifiche, secondo la psicologia Junghiana dobbiamo intervenire invece a livello inconscio, quindi, rendere conscio l’inconscio, o almeno, essere il più possibile consapevoli di quello che fa (cit: “Fino a quando non avrai reso conscio l’inconscio, quest’ultimo dirigerà la tua vita e tu lo chiamerai destino”).

A me piace la semplicità e quindi ti dico solo questo: sii oggi quello che vuoi essere domani! Non pensare a ciò che desideri, non volere ciò che desideri. Trasformati in ciò che desideri! L’esperienza è l’essenza del tuo desiderio, è da lì che nasce il tuo futuro. Immaginati… Emozionati!… come se fosse reale
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La Sostanza dell’Universo è la coscienza

Possiamo affermare che la comprensione della realtà è direttamente proporzionale all’evoluzione della nostra Coscienza. Se quest’ultima “abita” i piani più bassi della piramide cosmica riusciamo a percepire soltanto le caratteristiche più futili della realtà, se ci sforziamo, però, ad espandere (cioè a far evolvere) la nostra coscienza, la nebbia del mistero (in parte) si dissolverà e la luce della conoscenza troverà spazio per illuminare le nostre menti. Sì, proprio così; è la Coscienza la sostanza dell’universo, la sorgente che nutre la mente e il pensiero, nonché tutto ciò che appare sotto forma di materia.

La materia sembra un ottimo punto da cui iniziare in quanto la sua solidità, la sua tangibilità e la sua visibilità appaiono indiscutibili; persino il nostro corpo “ci assicura” che siamo solidi. Tuttavia dobbiamo necessariamente porci una domanda: <<Se questa sostanza a cui diamo il nome di “materia” fosse solo un miraggio, un’illusione?>> La fisica moderna infatti, a partire da Einstein, sta dimostrando sempre meglio, attraverso esperimenti sofisticatissimi, che la materia, così come siamo abituati ad intenderla, non esiste.

Tutti sappiamo che i mattoni che costituiscono la materia sono gli atomi, formati da un nucleo (protoni e neutroni) e da elettroni che ruotano intorno al nucleo alla velocità della luce; poiché gli elettroni (carica negativa) si trovano nella parte esterna al nucleo dell’atomo, quando crediamo di toccare qualcosa non ci accorgiamo che la sensazione tattile è l’effetto della repulsione elettrostatica tra gli elettroni della nostra mano e dell’oggetto su cui l’abbiamo posta. Tenendo gli occhi aperti, invece, siamo profondamente convinti di vedere tutto ciò che ci circonda, ma vediamo soltanto la luce che si riflette sulla materia e che penetra nei nostri occhi, successivamente il cervello interpreta le informazioni ricevute.

Ciò che abbiamo compreso fino ad ora è che la materia è di per sè invisibile (in quanto in assenza di luce non si vedrebbe nulla) e intangibile (perché toccare la materia implicherebbe una fusione nucleare, ciò significa che ad ogni stretta di mano si scatenerebbe una gigantesca esplosione). Il materialista, dunque, deve avere una gran fede per credere in qualcosa che non può né vedere, né toccare.

Questa è solo una delle molteplici caratteristiche della realtà, l’illusione è più grande di quanto possiamo immaginare…

Tutto ciò che ci circonda è il risultato di una frequenza, dunque se la frequenza viene modificata la struttura della materia si modifica a sua volta. La fisica quantistica, pur se utilizzando una differente terminologia, esprime lo stesso concetto di cui erano a conoscenza gli antichi maestri: tutto è uno. Il nostro universo, infatti, può essere definito come un gigantesco ologramma: l’olografia è semplicemente una tecnica fotografica che permette di ottenere immagini tridimensionali mediante la sovrapposizione di onde luminose diffuse da un oggetto colpito da un raggio laser con altre diffuse dalla stessa fonte laser e riflesse con uno specchio; un ologramma, in sostanza, è una fotografia in 3D prodotta con il supporto di un raggio laser e di una pellicola fotografica su cui vengono registrate le informazioni. La caratteristica peculiare di un ologramma è che ogni porzione dell’intero contiene l’immagine olografica completa, ogni minuscolo frammento contiene quindi una versione più piccola, ma intatta, di quell’immagine (anche se la risoluzione di tale immagine è proporzionale alla grandezza del frammento).

Perché alcuni fisici paragonano l’universo proprio ad un ologramma?

Nel 1982 il fisico francese Alain Aspect, direttore del CNRS, effettuò un esperimento di estrema importanza: egli notò che sottoponendo a determinate condizioni alcune particelle subatomiche (in questo caso elettroni), esse erano in grado di comunicare simultaneamente a prescindere dalla distanza che le separava (millimetri o miliardi di chilometri); leparticelle subatomiche erano in qualche modo connesse in maniera non-locale.
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Questo esperimento incuriosì il fisico britannico David Bohm, il quale capì che la separazione tra le particelle, come tra tutto ciò che costituisce l’universo, è un’illusione. Ad un livello più profondo di realtà e di vibrazioni “tutto è collegato con tutto”, le particelle esistono in quanto estensioni di uno stesso “organismo fondamentale”. Tutto ci appare separato perchè siamo in grado di percepire solo un determinato livello di realtà, dunque l’universo stesso è un’immensa proiezione, un ologramma. Se questa ipotesi venisse dimostrata, ciò significherebbe che ogni singola particella conterrebbe l’intera immagine dell’universo, sarebbe la parte ed il tutto nello stesso momento; passato, presente e futuro coesisterebbero insieme.

Per concludere, la realtà oggettiva non esiste, proprio come sostenevano le religioni e le filosofie orientali, in quanto noi esseri umani (forse dovremmo dire esseri viventi in generale) decodifichiamo le innumerevoli informazioni (sotto forma di frequenze) provenienti dalla realtà circostante, in una realtà materiale e tangibile; quindi in un universo in cui tutto è interconnesso (olografico appunto), la realtà è un ologramma e la Coscienza è il laser che rende visibile e tangibile l’intera rappresentazione.

Ma come fare a verificare se davvero siamo parte di un ologramma che, tra l’altro, costituisce una realtà così perfetta che tutto sembra tranne che illusoria?

Non mi resta che citare qualche splendida frase del grande teologo e filosofo francese Teilhard de Chardin:

“Atomi, elettroni, corpuscoli elementari devono possedere un rudimento d’immanenza,

cioè una scintilla di Spirito.”

“Il Cosmo è coeso non in virtù della Materia, ma dello Spirito.”

“L’immensità del Cosmo non ci opprime se infine intravediamo che la Materia,

con le sue meravigliose forze, prende coscienza di sé soltanto con noi.

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