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Il nuovo canale del Prof. Augusto Sinagra da oggi anche su Telegram
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L'UNIONE EUROPEA E LA CORAZZATA POTEMKIN
La UE ha iniziato una procedura di infrazione contro tutti i suoi 27 Stati membri inadempienti in tema di "case green".
Praticamente, ha iniziato una procedura d'infrazione contro sè stessa.
In realtà, una procedura d'infrazione dovrebbe essere promossa da tutti gli Stati membri nei confronti e contro questa Unione europea demenziale e criminale.
L'unanimità degli Stati membri che si rifiuta di dar seguito alle richieste della UE in tema di "case green", è la conferma che la UE non emana regolamenti o direttive ma emana abitualmente minchiate come quelle della lunghezza delle banane o del cetriolo, oppure del tappo attaccato alle bottiglie di plastica o ancora che non si possono vendere confezioni di acqua minerale di 6 bottiglie.
E' fondamentale per la democrazia in Europa che l'acqua minerale venga venduta in bottiglie sfuse. E per rimanere in tema questa Unione europea merita il giudizio dato dall'indimenticabile Fantozzi a proposito della Corazzata Potëmkin: "E' una cagata pazzesca".
Augusto Sinagra
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MATTARELLA E LO STRABISMO ISTITUZIONALE: IL CASO DEL GIOIELLIERE MARIO ROGGERO
Riferisce la stampa che il Ministro della giustizia Carlo Nordio avrebbe disposto l’inizio dell’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia, da parte del Signor Mattarella Sergio, nei confronti del gioielliere Mario Roggero condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori che avevano messo in pericolo la vita sua e dei suoi familiari.
La grazia per il gioielliere Mario Roggero è richiesta da moltissimi cittadini.
Non spetta a me valutare se è giusta o meno la condanna per eccesso di legittima difesa o per duplice omicidio con circostanze attenuanti.
Quel che è grave e ora è divenuto insopportabile è che il Signor Mattarella Sergio non manca occasione di esondare dai limiti che la Costituzione fissa per le sue funzioni e le sue prerogative.
E’ così che l’avere convocato - se questo è vero - il Ministro della giustizia Carlo Nordio al Quirinale, costituisce oggettivamente un atto gravissimo di intimidazione istituzionale e di indebita interferenza nella funzioni del Ministro della giustizia.
Questo perché competente a concedere la grazia e soltanto il Capo dello Stato ma competente a promuovere la necessaria istruttoria finalizzata alla possibile concessione della grazia, è soltanto il Ministro della giustizia.
Evidentemente il Signor Mattarella Sergio non ha presenti i ruoli distinti del Capo dello Stato e del governo e queste sue esondazioni costituzionali si sono manifestate massimamente in tema di politica estera che a lui non compete. E tutti hanno taciuto, ma io no.
Vi è poi un aspetto non propriamente giuridico ma che attiene direttamente la concessione o meno della grazia.
Sono aspetti di natura morale che dovrebbero guidare sempre la mano del “giurista” come la mano del “politico” che si trovi a capo della più importante Istituzione dello Stato.
E allora chiedo pubblicamente a Mattarella Sergio se moralmente è stato appropriato concedere grazia - come lui ha fatto - a una responsabile accertata di promuovere e organizzare la prostituzione minorile, ma non sarebbe moralmente giustificato concedere grazia ad una persona perseguitata da rapine e tentativi di rapina.
Non il gioielliere andava condannato o almeno non solo lui, ma andava condannato questo governo, come i precedenti governi, non in grado (per scelta o per incapacità) di garantire la vita dei cittadini.
Un ammonimento vorrei io ora rivolgere al Signor Mattarella Sergio e alla attuale compagine governativa: state attenti che quando il Popolo non sopporterà più, saranno cazzi per tutti.
Augusto Sinagra
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LEONE XIV:L’APOSTATA
Le cronache della apostasia riferiscono che la Chiesa di San Antono in Spagna (non la sagrestia o altro locale parrocchiale ma proprio dove si celebra il rito sacrificale della trasformazione dell’Ostia e del vino nel Corpo e nel Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo e cioè la transustanziazione) è stata trasformata in uno stadio di calcio con grandi schermi.
Prima avevamo dovuto registrare tristemente canti e balli rock e chitarre, oltre alla adorazione nella Basilica di San Pietro di divinità pagane o del massimo esponente dell’eresia luterana.
Ora siamo passati al tifo del calcio dentro le Chiese e parliamo di Chiese tuttora consacrate.
La deriva è inarrestabile: la Chiesa cattolica ha deciso di autodistruggersi e il suo Capo Leone XIV agisce e si comporta come un qualsiasi leader politico, barcamenandosi tra maggioranze e opposizioni e avallando pratiche, mediazioni e altro ancor di peggio, consumate al di là del Tevere e dentro le cosiddette Sacre Mura. Pratiche che nulla “invidiano” al peggior malaffare.
E questa Chiesa cattolica, che ha rinunciato alla propria fede, che tradisce il Messaggio e che ha perso ogni senso del Sacro e della Sacralità, pensa di poter scomunicare i Sacerdoti, i Vescovi e i fedeli della Comunità “San Pio X” (i Lefebvriani).
E ha anche la sfrontatezza di scomunicare uno come S.E. l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò che è uno dei pochi Pastori ancora in piedi in questo deserto di macerie spirituali; e con lui i suoi seguaci in ogni parte del mondo.
L’attuale Pontefice Leone XIV è forse destinato alla medesima fine dell’Imperatore Giuliano l’Apostata: sfidò Dio ma vinse ”il Galileo” come lui chiamava Cristo.
Augusto Sinagra
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L’ANPI TESTIMONIAL DELLA FEDE CATTOLICA
Un certo Gianpiero Palmieri, Arcivescovo di Ascoli Piceno e Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana (quella presieduta dal non felicemente noto Cardinale bergogliano Matteo Zuppi), pare che abbia dichiarato “Non possiamo non dichiararci antifascisti” e questo perché, secondo questo strano Arcivescovo, “Dio, patria e famiglia sono in contraddizione con il Vangelo. La nostra identità si trova nella Costituzione, piena di Vangelo, figlia della Resistenza”.
La serietà suggerirebbe di non perder tempo a commentare tali manifeste stramberie, ma questo individuo ha superato la misura.
Questo soggetto sostiene che:
- Dio è in contraddizione con il Vangelo;
- la famiglia sarebbe anch’essa in contraddizione con il Vangelo. Ovviamente i Vangeli non parlano della Patria perché testimoniano il messaggio di Cristo e proclamano la religione cristiana che come ogni religione tende all’universalismo.
Ma c’è dell’altro: questo individuo piceno sostiene che la nostra identità cristiana non deriva dai Vangeli ma dalla Costituzione nata dalla resistenza, che sarebbe ”piena di Vangelo”.
Questo individuo non sa nulla né di Vangeli, né di Costituzione e neppure di Fascismo e dovrebbe essere, ma non è, un Pastore di anime che abusa del suo ruolo per fare bassa politica: “Non possiamo non dichiararci antifascisti”.
Dunque, per trovare Dio ci rivolgeremo all’ANPI e studieremo la Costituzione. Così pure la famiglia non ha bisogno della sacralità cristiana e neppure costituisce il nucleo fondante di ogni società: “Seminarium rei publicae“.
Questi sono i frutti avvelenati del Concilio Vaticano II. Queste sono le conseguenze causate dal falso Papa Bergoglio e dal suo successore bergogliano di sicura fede (non in senso cattolico) Leone XIV, il quale dovrà pur spiegare per quale ragione ha nominato a capo della Congregazione per la Fede un Cardinale noto come autore di libri oggettivamente pornografici.
Non è che per trovare la vera fede cattolica Dio dovremo ravanare nelle alcove?
Augusto Sinagra
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DIO PUNIRÀ GLI ASSASSINI. Dalla Commissione Parlamentare Covid, dalle Aule di Giustizia (piano piano), dalla pubblica presa di coscienza, dalla stampa indipendente e libera (poca in verità) e ora dell'interrogatorio di quel delinquente di Anthony Fauci al Senato USA, sta emergendo la verità sulla tragicommedia della falsa pandemia. E' stato un consapevole e programmato genocidio finalizzato al depopolamento mondiale. Quegli strumenti di morte sono stati chiamati "vaccini". E' stata sacrificata la salute e la vita di milioni di innocenti per loschi e inconfessabili scopi. Non solamente per bramosia di denaro sporco del sangue di innocenti. Chi doveva difendere la gente si è reso complice consapevolmente o per stupida incompetenza. Sembra una beffa o un tragico destino. Sembra che in questa nostra sventurata Nazione per accedere a incarichi di vertice, occorra il requisito della incompetenza, ma se c'è la complicità è ancora meglio. Non voglio accusare nessuno ma neppure bisogna dimenticare. E gli italiani sono di memoria corta e questa scarsa memoria favorisce gli errori (se non soprattutto gli abusi) di chi è chiamato a decidere. La scarsa memoria impedisce che chi sbaglia venga punito. Impedisce di costruire una società e un futuro migliore. E allora io ricordo e non dimenticherò mai: - il pampero argentino: "Vaccinarsi è un atto di amore"; - il bancario Mario Draghi: "Non ti vaccini? Ti ammali, muori e fai morire"; - Mattarella Sergio: "Non si invochi la libertà per sottrarsi al vaccino"; - Speranza Roberto: "Tachipirina e vigile attesa" (ovviamente della morte); - Brusaferro Silvio con le sue connivenze con Speranza Roberto nel non diffondere dati che smentivano efficacia e sicurezza dei "vaccini "; - Sciarra Silvana, quella che, Presidente della Corte Costituzionale, in una inaudita intervista al "Corriere della Sera" a proposito delle sentenze (non ancora pubblicate!!!) del novembre 2024, dichiarava di aver "seguito la scienza"!!!! Quale "scienza"???? Quella di sedicenti "scienziati" che hanno infestato le tv e che poi sono stati insigniti di alte onorificenze da Mattarella Sergio? Lo stesso Mattarella Sergio che insignì della più alta onorificenza della Repubblica (il Cavalierato di Gran Croce) quel delinquente di Anthony Fauci! Lo stesso Mattarella Sergio della grazia concessa ad una promotrice della prostituzione minorile !!!!!!! Ecco, io non chiedo vendetta e non sono un Mufti che emette Fatwe. E non mi rivolgo ai giudici che, come i medici e i "giornalisti", hanno perso in larga misura ogni credibilità. Mi rivolgo a Nostro Signore Gesù Cristo al quale credo, perché Iddio non è solo misericordia ma è ancor più giustizia.
Augusto Sinagra
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Golfo: da marzo la Aeronautica Militare Italiana è presente con aerei e 400 Militari. Siamo in guerra con USA e Israele contro l'Iran. La Meloni non lo dice e il "garante" tace, avalla e si trastulla. Evviva l'art. 11 della Costituzione e la guerra che l'Italia "ripudia". Ma a fasi... alterne e a seconda delle circostanze e dell'asservimento agli interessi stranieri. Si può bombardare la Serbia (vero, Mattarella?) e si può partecipare a guerre che non ci riguardano (vedi la Ucraina e ora l'Iran). L'importante è servire gli interessi americani e partecipare, con accordi militari e zero sanzioni ad Israele, al genocidio del Popolo palestinese. Augusto Sinagra.
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Conferito il Nobel per la migliore figura di merda di tutti i tempi al Dott. Anthony Fauci dopo l’audizione al Senato USA
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UN CONSIGLIO A MATTARELLA SERGIO
A parte tutto il pregresso che non voglio ricordare per carità di Patria, dopo la grazia concessa ad una promotrice della prostituzione minorile e dopo la massima Onorificenza della Repubblica di Cavaliere di Gran Croce elargita al tristemente noto Anthony Fauci (oltre ad altri soggetti "interni", altrettanto "meritevoli"), rivelatosi responsabile di migliaia di morti come emerge dalle accuse mosse a tale losco individuo dal Senato USA, cosa aspetta Mattarella Sergio a uscire di "scena" e farsi dimenticare?
A lui che dice di essere cattolico suggerisco di ritirarsi in clausura presso l'Ordine dei Frati Trappisti "Cistercensi della Stretta Osservanza". Solo lì potrà (dovrà) limitarsi a dire e sentirsi dire ogni giorno: "Fratello, ricordati che devi morire". Augusto Sinagra
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USA: MARCO RUBBIO: ARROGANZA E SCEMENZA
Il Segretario di Stato USA (cioè il Ministro per gli Affari Esteri) Marco Dubbio ha dichiarato che non saranno rilasciati "visti" di ingresso negli Stati Uniti a coloro che criticano Israele.
Con tale ... terrificante avvertimento il Segretario di Stato Marco Rubbio rende subito chiaro chi è: un gran cretino. Cretino perché spera che la sua arroganza possa impressionare qualcuno. Cretino perché non si rende conto della intrinseca idiozia politica di quel che dice. Cretino perché non capisce che in questo modo mette ancor più Israele "sulle corna" di tutti. Cretino perché non si rende conto di rendere manifesta la sua assurda "politica" e la sua ignoranza e di rendere manifesto il suo basso quoziente intellettivo. Cretino perché non si avvede della sua involontaria ironia: la sua arroganza e la sua scemenza non creano un mix esplosivo bensì un mix di grandissima comicità. Dunque, Marco Rubbio è cretino cinque volte. Roba da Guinness dei primati.
Per quel che mi riguarda, in tempi ormai lontani il Console USA a Roma Patrick Garland (uno dei circa quattro americani intelligenti che ho conosciuto nella mia vita) mi rilasciò - non richiesto da me - un visto di ingresso negli Stati Uniti a tempo indefinito. Non ne feci mai uso. Credo che a quel tempo eravamo ben pochi a vantare tanta attenzione (e tra questi il non rimpianto Napolitano Giorgio).
Mi domando, poi, chi potrebbe mai avere piacere a visitare il Paese dei "pistoleros" e delle tipografie che stampano dollari che non valgono più niente.
Al riguardo, "cadono" a proposito le parole del filosofo Ardengo Soffici: "L' americanismo è la peste che avanza volgarizzando, rimbecillendo, imbestialendo il mondo, avvilendo e distruggendo alte, luminose, gloriose civiltà millenarie"!!!!? Conclusione: per me Marco Rubbio i suoi "visti" se li può "stricari 'n tu culu".
Augusto Sinagra
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Possibile che in Italia non ci sia un PM che indaghi ed eserciti l'azione penale nei confronti degli epigoni e complici di quel criminale di Antony Fauci?
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LA TRAGEDIA DI MARCINELLE E MATTARELLA SERGIO L'8 agosto del 1956 a causa di un improvviso incendio nella miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, rimasero intrappolati nelle profondità della miniera 262 minatori dei quali 136 italiani. Morirono tutti. Conducevano tutti una vita di fatiche inenarrabili e di stenti. Dopo lunghissime ore a lavorare nelle viscere della miniera di carbone, queste povere genti alloggiavano come bestie nelle baracche adibite prima, durante la guerra, ad alloggi di Soldati tedeschi. Erano i tempi nei quali nei negozi di Bruxelles, di Liegi, di Anversa, di Marcinelle e in ogni altra località del Belgio, erano affissi e ben visibili cartelli che avvertivano: "È vietato l'ingresso ai cani e agli italiani". Non sto inventando. E' la fredda e oscena verità. E tutto questo per poter assicurare un pezzo di pane alle loro famiglie lontane. Ebbene, Mattarella Sergio, figlio di Bernardo, non osi mai più accumunare alle Vittime di Marcinelle e ai nostri Emigranti in ogni parte del mondo, coloro che, vittime essi per primi di associazioni criminali dedite al traffico di esseri umani, entrano illegalmente nel territorio dello Stato non per dare sostentamento alle famiglie ma, in larga misura, per vivere parassitariamente, per turbare l'ordine legale dello Stato e per delinquere commettendo i più gravi delitti: dalla rapina allo spaccio, dal furto violento allo stupro, dalle lesioni all' omicidio nelle forme più brutali. "Parole belle non sono vere, parole vere non sono belle". Augusto Sinagra
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SPOSTIAMO L’ETNA, L’AEROPORTO DI CATANIA O IL MINISTRO MUSUMECI?
Il mio vecchio amico Nello Musumeci ora Ministro per la protezione civile e le politiche del mare dell’Italia, è molto cambiato nel tempo. Io per fortuna non sono mai cambiato e meno che mai ho cambiato le mie idee politiche.
Si dice che la coerenza è la virtù dei fessi. Sono orgogliosamente fesso perché coerenza significa soprattutto dignità.
È per questa ragione che non sento Musumeci da tanto tempo ma oggi leggo una sua esternazione a proposito della crisi degli aeroporti siciliani causata dalla sfolgorante eruzione dell’Etna e dalla presenza nell’aria di notevoli quantità di ceneri che, com’è noto, mettono a rischio la sicurezza dei voli aerei.
Ebbene, il Ministro Musumeci dice che non si può spostare il Vulcano. È vero, non ci avevo pensato. Ma bisognerebbe spostare l’aeroporto Fontanarossa di Catania.
Orbene, è vero che il Ministro Nello Musumeci è Ministro delle politiche dei mari italiani (che non si capisce bene cosa significa e cosa lui fa) e non è Ministro dei venti italiani, ma a Nello Musumeci bisognerebbe spiegare che il problema della ceneri è determinato proprio dall’andamento e dalla direzione dei venti che portano le ceneri; andamento che è imprevedibile.
E allora, in conclusione, cosa fare? Il Vulcano non si può spostare a meno che non intervenga il Ministro Salvini con un’opera ingegneristica pari al ponte sullo Stretto che non si farà mai.
Spostare in altro luogo l’aeroporto di Catania non risolve il problema per le ragioni che ho detto.
La soluzione sarebbe spostare il Ministro Nello Musumeci al Ministero dell’Aria del quale fu degno e valente Ministro il compianto Maresciallo d’Italia Italo Balbo.
E questo sarebbe un buon modo per indurre Nello Musumeci a riflettere su cose e personaggi del passato e ritornare sulla retta via della coerenza e della cura degli interessi nazionali così efficacemente difesi dal Maresciallo Italo Balbo.
Augusto Sinagra
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LA COMMISSIONE COVID E GLI UNTOUCHABLES
Mario Draghi notoriamente è uomo della Goldman Sachs dove ora lavora il figlio ovviamente perché è bravissimo.
La figlia viceversa lavora nel comparto di Big Pharma. Bravissima anche lei.
Il bancario Mario Draghi si laureò con il Prof. Federico Caffè discutendo una tesi di laurea sulla inattuabilità di una moneta unica nell’Unione europea (allora Comunità europea). Questo sosteneva il bancario Mario Draghi.
La contraddizione, non potendo essere coerenza, è solamente basso calcolo di convenienza.
Il famoso bancario fu tra i partecipanti alla ignobile riunione sul Panfilo reale inglese “Britannia”, in compagnia di altri illustri liquidatori dell’industria e dell’economia italiana. Alla riunione dettero il meglio anche Azeglio Ciampi, Romano Prodi e il finto comico Beppe Grillo.
Saltando le ulteriori gesta di questo individuo come Capo di un governo tecnico che godeva della finta opposizione di Nostra Signora della Garbatella e del suo mentore Mattarella Sergio figlio di Bernardo e nipote di Antonino, è lo stesso che in occasione della finta pandemia Covid ammonì in televisione mostrando il suo volto che tutto ha meno che di rassicurante: “Non ti vaccini, ti contagi, ti ammali e muori”.
A parte i gravi risvolti iettatori, domando alla Commissione parlamentare d’inchiesta Covid, come mai non dispone l’audizione di questo soggetto solamente per chiedergli su quali basi e conoscenze scientifiche si azzardò a fare quella dichiarazione che lo ha reso oggettivamente corresponsabile della morte di tante persone.
Forse perché Mattarella Sergio non gradisce?
Augusto Sinagra
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GIORGIA MELONI IL BOLLO AUTO, L’AMUENTO DEL TICKET SANITARIO E LA SUA SICURA ALLEANZA CON ROBERTO VANNACCI
Dopo essersene strafottuta per 4 anni dei sei milioni di poveri in Italia, dopo avere dissanguato le casse dello Stato per sostenere il verme tossico di Kiev con la collaborazione di Crosetto Guido che è un esperto dei mercati internazionali delle armi; dopo avere contribuito alla distruzione della scuola pubblica e soprattutto del Servizio Sanitario nazionale, e tante altre pari ignobiltà, la Meloni Giorgia da Garbatella City cosa fa?
Pensando di poter continuare a turlupinare il Popolo italiano e fiutando le prossime elezioni politiche del 2027 come un cane da tartufi, annuncia la sospensione del bollo per i motoveicoli che non superano gli 80 cc. Attenzione: sospensione solo per il 2027, non abolizione.
Per risolvere il problema di restituire alle Regioni (che riscuotono la tassa di bollo) la somma di circa un miliardo e mezzo di euro, la Meloni Giorgia pensa di aumentare in modo generalizzato tutti i ticket per la sanità con decorrenza 21 settembre 2026.
Per commentare tali vergogne non trovo parole compatibili con il codice penale.
C’è poi la novità Vannacci: fino a che si dichiarerà, come è, atlantista, europeista, filo NATO e amico di Israele, confido di non doverlo mai incontrare.
La Meloni Giorgia giura (la attempata fanciulla ignora il significato del giuramento) che mai farà coalizione con “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci. Annotate queste dichiarazioni e conservate le nella memoria perché la attempata fanciulla, adusa a smentire sé stessa quando le conviene (e cioè sempre) all’esito delle votazioni politiche del 2027, la prima cosa che farà sarà una alleanza con Roberto Vannacci, non politica ma in termini di spartizione dei Ministeri.
Magari ci toglierà l’imbarazzo di un Francesco Lollobrigida, di un Adolfo Urso e soprattutto di Tajani Antonio. Sarà un duro colpo per Maurizio Crozza …
Mi domando se i cosiddetti camerati della sera del 28 ottobre al ristorante, ripeteranno le scelte elettorali scellerate che hanno condotto l’attempata fanciulla a diventare Presidente del Consiglio dei Ministri.
Augusto Sinagra
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UN CHIARIMENTO NECESSARIO
Da tempo e in diverse occasioni ho ricevuto commenti ai miei scritti nel senso che io sarei “di sinistra”, un “sinistro”, un “sinistrorso” ed altre espressioni equivalenti.
A parte il fatto che per esprimere giudizi bisognerebbe conoscere e sapere bene; conoscere, cioè, cos’è il Fascismo e cos’è il Comunismo nelle rispettive enunciazioni programmatiche.
Da questo si potrebbe ricavare quel che è evidente ma che pochi “vedono”: le radici del Fascismo e del Comunismo sono radici comuni, ambedue ipotizzano uno Stato proletario, uno Stato fondato sul lavoro.
La diversificazione è che il Fascismo tende ad uno Stato “organico” che supera le tradizionali lotte di classe, mentre il Comunismo le propugna per ambedue - Fascismo e Comunismo - mi sentirei di fare un’unica riflessione: sia l’uno che l’altro esprimono un sogno generoso di redenzione dei miseri e dei più deboli.
Diversa valutazione si può esprimere con riguardo alle applicazioni che nella politica concreta e nell’organizzazione politica dello Stato, hanno riguardato il Fascismo e il Comunismo.
Detto questo, alle domande: vuoi la giustizia sociale? Vuoi un sistema fiscale veramente equo? Vuoi la libertà dal bisogno come libertà primordiale ed essenziale per poi dare un senso concreto ai diritti civili e politici? Vuoi la difesa della famiglia, della maternità e dell’infanzia? Pensi che la difesa della Patria sia un dovere sacro? Vuoi la funzione sociale dell’impresa nel senso che gli operai partecipino non solo agli utili ma anche alla gestione? Vuoi la funzione sociale della proprietà privata? Vuoi la difesa delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine alle quali si deve assoluto rispetto? Vuoi una magistratura veramente libera e indipendente che non ceda alle lusinghe del potere e alle personali convenienze? Vuoi una politica monetaria nazionale? Vuoi lo Stato organizzato in modo corporativo sulla base di un confronto pari tra datori di lavoro e lavoratori, ma sempre “nel Cerchio del Diritto Universo” dello Stato (come diceva D’Annunzio)? Vuoi un’Italia grande e rispettata nel mondo?
Gli interrogativi che ora ho riportato costituiscono l’essenza del Fascimo. È dalle mie risposte sicuramente affermative che nasce il mio essere “fascista”.
Questo è il chiarimento che devo ai miei “censori” affinché possano scoprire individualmente chi essi sono, cosa vogliono essere e a quale società più giusta tende la loro azione e il loro pensiero.
Augusto Sinagra
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LA CHIESA CATTOLICA, I SUOI MISTERI E LE SUE OMBRE
Difendo dinanzi al Tribunale Civile di Viterbo (in ragione del domicilio dell’attore) l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò del quale posso dire che per Suo merito e per merito dei Sacerdoti dell’Eremo di Sant’Antonio alla Palanzana, ho ritrovato Dio e, con Lui, la serenità.
Forse non a tutti è noto che Monsignor Carlo Maria Viganò e i suoi fratelli e sorelle ricevettero ciascuno una cospicua eredità dal padre, grande imprenditore e mancato in giovane età. Di questi beni a lui pervenuti l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò non ha mai tratto alcun beneficio personale, destinando ogni somma unicamente per opere di religione e di soccorso ai bisognosi.
Accadde in anni ora lontani che un Avvocato di non particolare scrupolo, circonvenne il fratello dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, Lorenzo anche lui Sacerdote, colpito nel 1996 da un grave ictus cerebrale invalidante.
Fu così che fu intentato un giudizio dinanzi al Tribunale di Milano da parte dell’inconsapevole Don Lorenzo contro l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò per asserita “malagestio” del comune conto corrente del quale il compianto Don Lorenzo aveva la più completa disponibilità.
L’Arcivescovo Carlo Maria Viganò preferì generosamente, in spirito fraterno e secondo il dettato evangelico, dare la somma rivendicata al fratello Sacerdote (ora da qualche tempo deceduto) al quale era unito da profondo affetto, e così dandogli la rilevante somma pur ingiustamente pretesa.
Temendo ulteriori e ingiuste iniziative in danno dei suoi beni da parte del medesimo avvocato, l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, su consiglio dello stesso IOR presso il quale, come diplomatico della Santa Sede, intratteneva il suo conto corrente, decise – durante il suo soggiorno negli Stati Uniti d’America come Nunzio Apostolico – di affidare fiduciariamente i suoi fondi e i suoi beni al nipote (figlio della sorella) anch’egli ora Vescovo.
Il detto nipote ebbe ad impossessarsi dei fondi e dei beni dello zio Arcivescovo e ancora oggi, nonostante le evidenze documentali, rifiuta di restituirli in sede di giudizio dinanzi al Tribunale di Viterbo, senza tuttavia spiegare come quei fondi e quei beni fossero a lui pervenuti!!!
Nella vicenda è coinvolto lo IOR il quale, negando pur esso le evidenze documentali, in luogo di difendere se stesso, molto curiosamente difende gli interessi del nipote dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò. Nella vicenda è direttamente coinvolto il Cardinale Pietro Parolin che ebbe ad attestare l’insania mentale del nipote dell’Arcivescovo Viganò e, nel corso di un incontro personale avuto con me, non contestò in alcun modo la proprietà dell’Arcivescovo Viganò di quei fondi e di quei beni, ma mi manifestò sorprendentemente il timore che l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò avrebbe potuto utilizzare le sue rilevanti disponibilità per creare una “Chiesa scismatica”.
In quella occasione mancai di rispondergli come meritava: che la Chiesa scismatica era la sua, quella di Pietro Prolin.
Mi fermo qui per evitare un lungo testo per una vicenda scandalosa e anche miserabile che i fedeli hanno il diritto di conoscere ed io ho il dovere di informare, trattandosi di una vicenda emblematica di come la Chiesa “cattolica” di oggi viene meno al suo vero Magistero, tradendo il “Messaggio” che in questa vicenda è asservito a molte deplorevole e illegittime ragioni.
Dunque, procederò “a puntate” richiamando in prosieguo l’attenzione specifica sul nipote dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò anche con riguardo alla sua condotta privata, sul Cardinale Pietro Parolin, sui vertici dello IOR, come anche su aspetti tecnicamente giuridici relativi alla sussistenza della giurisdizione italiana.
Resto a disposizione di quegli organi di stampa che fossero interessati a conoscere questa squallida vicenda, e ad essi mostrerò ogni riscontro documentale.
Augusto Sinagra
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LA CHIESA CATTOLICA, I SUOI MISTERI E LE SUE OMBRE
2ª PUNTATA
 
È nozione comune come la Chiesa Cattolica romana abbia attraversato, nel corso della sua bimillenaria vicenda terrena, periodi oltremodo oscuri e travagliati.
Non intendo riferirmi alla “leggenda nera” del Tribunale dell’Inquisizione, né a quella non meno romanzata di Alessandro VI: in quelle narrazioni, se non altro, l’errore che si voleva condannare con Torquemada o con Papa Borgia era manifesto, il malcostume palese, il mercimonio delle cariche e delle prebende sfrontatamente esibito alla luce del sole. E nondimeno, pur attraverso tempeste, scismi e scandali inauditi, il Papato non ne uscì compromesso, screditato e delegittimato come avvenne invece in tempi recenti e recentissimi.
Al contrario di quanto ci si vorrebbe far credere, oggi quei medesimi mali e quei medesimi abusi non sono scomparsi, ma vengono semplicemente dissimulati, ipocritamente camuffati nel nome di un globalismo indistinto, del sincretismo dottrinale e della sistematica relativizzazione del Messaggio cristiano. Sono i frutti avvelenati di quella perniciosa deriva inaugurata con il Concilio Vaticano II, giunta infine al parossismo con l’abominevole adorazione della Pachamama – idolo pagano della terra – accolta con sacrilego trionfalismo nei sacri recinti vaticani. Uno scempio consentito e benedetto da colui che chiamo il Pampero argentino, e assecondato da una Curia di zelantissimi cortigiani dove Prelati come l’agostiniano Prevost – insediato a capo del potentissimo Dicastero per i Vescovi, a disdoro della memoria del santo Vescovo di Ippona – dispensano mitre e promozioni secondo logiche di mera fazione.
L’iniquità contemporanea non è meno sfrontata di quella rinascimentale. Ed è precisamente in questo clima di decadenza di corte che ci si imbatte nella sconcertante parabola di Monsignor Carlo Maria Polvani, rampollo della borghesia milanese che con pervicace determinazione ha scalato i gradini della Gerarchia vaticana.
È d’uopo ristabilire con rigore la sequenza dei fatti come si sono dipanati nel tempo.
I rapporti tra zio e nipote erano stati per anni eccellenti e improntati alla massima concordia. Ciò spiega le ragioni per cui Monsignor Viganò, durante il suo mandato di Nunzio Apostolico a Washington, affidò fiduciariamente a Carlo Maria Polvani la gestione dei propri beni personali ereditati dai genitori: un atto di prudente tutela volto a preservare il patrimonio familiare dall’azione pretestuosa di un avvocato senza scrupoli che aveva incardinato istanze esplorative dinanzi al Tribunale civile vaticano e allo IOR.
Monsignor Viganò ignorava tuttavia che il nipote nascondesse da tempo condotte sicuramente singolari dietro brillanti doti intellettuali.
Mosso da dovere sacerdotale e premura verso il nipote e verso la Chiesa, Monsignor Viganò informò tempestivamente il Cardinale Pietro Parolin, in qualità di diretto superiore del Polvani nel Servizio diplomatico della Santa Sede.
Ciononostante, con sconcertante e colpevole leggerezza, il 1° febbraio 2015 il Cardinale Pietro Parolin affrontò a bruciapelo il Polvani in presenza dello zio, intimandogli di fare ciò che doveva fare nel suo stesso personale interesse. L’effetto fu devastante: Polvani reagì con furia incontrollata, accusando lo zio di volerlo “rovinare” e annunciando apertamente vendetta («a partire da questo momento tu sei il mio peggiore nemico e farò di tutto per distruggerti»).
La ritorsione non si fece attendere: il giorno seguente, il Polvani si recò allo IOR e si impossessò dell’ingente patrimonio fiduciario dello zio con la scandalosa acquiescenza dell’Istituto, che non si peritò nemmeno di informare Monsignor Viganò.
Augusto Sinagra
 
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LA CHIESA CATTOLICA, I SUOI MISTERI E LE SUE OMBRE
3ª PUNTATA
 
Il Cardinale Pietro Parolin non ha rapporti di parentela con le tigri del Bengala. Egli agisce in modo felpato, si crede astuto e manifesta la consueta ipocrisia propria degli “uomini di Chiesa”.
Egli ha un rapporto problematico con la verità e tendenzialmente svolge le sue mansioni di Segretario di Stato non propriamente in modo coerente con la missione spirituale della Chiesa cattolica nel mondo.
Parolin, di nomina bergogliana – ovviamente – è stato il regista e il principale arteficedell’Accordo segreto con la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei Vescovi, sottoscritto a Pechino il 22 settembre 2018 e poi rinnovato nel 2020, nel 2022 e nel 2024 per quattro anni: un vero e proprio tradimento. In spregio al principio per cui la nomina dei Vescovi spetta al Romano Pontefice, la Santa Sede ha di fatto rimesso al regime comunista la scelta dei propri Pastori: i candidati sono tutti nell’orbita dell’Associazione Patriottica, organo del Partito, e il Papa si limita ad approvarli. A farne le spese sono i Cattolici della Chiesa sotterranea fedele a Roma, abbandonati a chi li perseguita. Ma la cosa più inquietante è che di tale Accordo non ne è mai stato pubblicato il testo: non è nota la ragione di tanta riservatezza, e al popolo di Dio è negato di conoscerne il pieno contenuto.
Ma la cosa più inquietante è che non è nota la ragione per la quale tale Accordo, pur qualificato come «provvisorio», sia sottoposto a un regime di segretezza, non essendone mai stato reso pubblico il testo.
Sulla questione di Carlo Maria Polvani pesa su Parolin Pietro una quadruplice, gravissima responsabilità:
- aver provocato la violenta reazione del Polvani – allorché, il 1° febbraio 2015, gli dichiarò, senza alcuna cautela, di essere al corrente delle sue problematiche – ignorando regole di elementare prudenza;
- non aver costituito, né con tempestiva sollecitudine né poi, la Commissione collegiale auspicata il 26 giugno 2015 e da lui ripetutamente promessa, né aver adottato le opportune misure precauzionali a protezione dello stesso Polvani;
- essersi rifiutato di dar seguito alla richiesta dei due Direttori Generali avvicendatisi alla guida dello IOR, i quali lo sollecitavano a intervenire con la propria autorità per sanare l’illecita sottrazione e restituire all’Arcivescovo Carlo Maria Viganò quel che era ed è suo, avallando così di fatto la spoliazione da lui subìta;
- e infine aver “assecondato” la promozione del Polvani all’episcopato, avvenuta nel febbraio del 2025, nonostante le necessarie cautele che Monsignor Viganò aveva sollecitato sin dal 2015 direttamente a Bergoglio e a Parolin fino a poche settimane prima che l’ordinazione avesse luogo.
Un’ostinazione altrimenti inspiegabile, che assume i contorni sinistri di una vera e propria vendetta “bergogliana” ai danni dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò.
Il seguito alla quarta “puntata”.
Augusto Sinagra
 
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