"TUTTI ONESTI, LABORIOSI E LADRI"
Così diceva il mio compagno di seconda liceo a Palermo, Aldo Dagnino, che già allora mostrava forti capacità di analisi politiche.
"The Guardian" (quotidiano britannico filogovernativo) pubblica oggi un articolo di inchiesta giornalistica rivelando che al momento del già raggiunto accordo tra la Federazione Russa e l'Ucraina a Istanbul (mancava solo la formale sottoscrizione), l'allora Capo del governo britannico Boris Jhonson si precipitò a Kiev per impedire, come poi fu, la sottoscrizione di tale accordo di pace.
In quella circostanza Boris Jhonson era accompagnato da Christofer Horborne che è il titolare - proprietario della più grande impresa britannica di produzione di robot e di droni.
Ora si apprende che Horborne ha corrisposto a Jhonson la somma di un milione di sterline per ... "consulenze" (quali siano state non si sa).
Ritornano d'attualità le parole di Appelius: "Dio stramaledica gli inglesi".
La verità è che da stramaledire non vi sono soltanto i Capi responsabili di UK ma , oltre agli USA, la UE e la NATO, vi sarebbe da mettere in galera molti altri Capi istituzionalmente responsabili di molti altri Stati europei, cominciando proprio dall'Italia di nostra Signora della Garbatella e i suoi Soci di governo e di maggioranza parlamentare.
Non sono mitomane e non voglio mettermi al pari del grande Mario Appelius ma nell'attualità mi sento di dire: "fate schifo tutti e meritate la galera"!
Augusto Sinagra
Così diceva il mio compagno di seconda liceo a Palermo, Aldo Dagnino, che già allora mostrava forti capacità di analisi politiche.
"The Guardian" (quotidiano britannico filogovernativo) pubblica oggi un articolo di inchiesta giornalistica rivelando che al momento del già raggiunto accordo tra la Federazione Russa e l'Ucraina a Istanbul (mancava solo la formale sottoscrizione), l'allora Capo del governo britannico Boris Jhonson si precipitò a Kiev per impedire, come poi fu, la sottoscrizione di tale accordo di pace.
In quella circostanza Boris Jhonson era accompagnato da Christofer Horborne che è il titolare - proprietario della più grande impresa britannica di produzione di robot e di droni.
Ora si apprende che Horborne ha corrisposto a Jhonson la somma di un milione di sterline per ... "consulenze" (quali siano state non si sa).
Ritornano d'attualità le parole di Appelius: "Dio stramaledica gli inglesi".
La verità è che da stramaledire non vi sono soltanto i Capi responsabili di UK ma , oltre agli USA, la UE e la NATO, vi sarebbe da mettere in galera molti altri Capi istituzionalmente responsabili di molti altri Stati europei, cominciando proprio dall'Italia di nostra Signora della Garbatella e i suoi Soci di governo e di maggioranza parlamentare.
Non sono mitomane e non voglio mettermi al pari del grande Mario Appelius ma nell'attualità mi sento di dire: "fate schifo tutti e meritate la galera"!
Augusto Sinagra
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ILARIA SALIS E IL NAZISMO
Personalmente ritengo che la nota Ilaria Salis dovrebbe essere processata in Ungheria (e sarà processata) per rispondere della imputazione di violenza nei confronti di persone che non la pensano come lei.
E ciò, a quel che si legge, fino al punto di sfigurare a martellate la testa e il volto di un cittadino ungherese che manifestava liberamente a sostegno di idee diverse da quelle della Ilaria Salis.
Leggo sui mezzi di informazione che la Salis è stata condannata in Italia in sede penale e ha tuttora diverse denunce a suo carico anche e specificamente per occupazione abusiva di case altrui.
Per sfuggire al processo in in Ungheria, la Salis si è giovata della immunità parlamentare conseguente alla sua elezione al Parlamento europeo assicuratale da una sinistra politicamente stracciona che poi contesta ad altri l'immunità parlamentare conseguente all'elezione politica.
Ora è accaduto il dolorosissimo episodio della morte di tre Carabinieri impegnati a Castel D'Azzano in una operazione di sfratto da locali abusivamente occupati da tempo.
Ebbene, la Ilaria Salis ha commentato che questa è stata la conseguenza della condizione di chi è costretto per vivere ad occupare locali altrui.
Il rilievo fattuale della nota Salis Ilaria in molti casi è vero e dunque bisogna convenirne a parte che non è certamente tale aggraziata donzella la cattedra più attendibile per fare affermazioni di questo tipo.
Infatti, vi è una responsabilità a monte ed è una responsabilità che ricade, salvo pochissime eccezioni, su tutti i governi in Italia che si sono succeduti dal 1945 e soprattutto quello attuale presieduto dalla nota Nostra Signora della Garbatella la quale, strafottendosene di chi non ha casa, non ha cure mediche, non ha da mangiare (i dati Istat parlano di sei milioni di italiani in stato di povertà assoluta) ha fino ad ora buttato dalla finestra 25 miliardi di euro per sostenere il più noto ancora verme tossico di Kiev.
Nel senso indicato va condivisa la dichiarazione della miracolata Ilaria Salis: la disperazione può portare a gesti disperati.
Va ricordato, però, in parallelo la scritta all'ingresso del campo nazista di Auschwitz Birkenau: "Arbeit macht frei" ("Il lavoro rende liberi").
Non erano proprio i nazisti a poter usare quell'espressione in sè altamente nobile e significativa.
Così pure, come detto, non è proprio la Ilaria Salis a poter ergersi ad ammonitrice e vindice di ingiustizie sociali e di giustificazione di gesti estremi come è stato in Castel D'Azzano.
Augusto Sinagra
Personalmente ritengo che la nota Ilaria Salis dovrebbe essere processata in Ungheria (e sarà processata) per rispondere della imputazione di violenza nei confronti di persone che non la pensano come lei.
E ciò, a quel che si legge, fino al punto di sfigurare a martellate la testa e il volto di un cittadino ungherese che manifestava liberamente a sostegno di idee diverse da quelle della Ilaria Salis.
Leggo sui mezzi di informazione che la Salis è stata condannata in Italia in sede penale e ha tuttora diverse denunce a suo carico anche e specificamente per occupazione abusiva di case altrui.
Per sfuggire al processo in in Ungheria, la Salis si è giovata della immunità parlamentare conseguente alla sua elezione al Parlamento europeo assicuratale da una sinistra politicamente stracciona che poi contesta ad altri l'immunità parlamentare conseguente all'elezione politica.
Ora è accaduto il dolorosissimo episodio della morte di tre Carabinieri impegnati a Castel D'Azzano in una operazione di sfratto da locali abusivamente occupati da tempo.
Ebbene, la Ilaria Salis ha commentato che questa è stata la conseguenza della condizione di chi è costretto per vivere ad occupare locali altrui.
Il rilievo fattuale della nota Salis Ilaria in molti casi è vero e dunque bisogna convenirne a parte che non è certamente tale aggraziata donzella la cattedra più attendibile per fare affermazioni di questo tipo.
Infatti, vi è una responsabilità a monte ed è una responsabilità che ricade, salvo pochissime eccezioni, su tutti i governi in Italia che si sono succeduti dal 1945 e soprattutto quello attuale presieduto dalla nota Nostra Signora della Garbatella la quale, strafottendosene di chi non ha casa, non ha cure mediche, non ha da mangiare (i dati Istat parlano di sei milioni di italiani in stato di povertà assoluta) ha fino ad ora buttato dalla finestra 25 miliardi di euro per sostenere il più noto ancora verme tossico di Kiev.
Nel senso indicato va condivisa la dichiarazione della miracolata Ilaria Salis: la disperazione può portare a gesti disperati.
Va ricordato, però, in parallelo la scritta all'ingresso del campo nazista di Auschwitz Birkenau: "Arbeit macht frei" ("Il lavoro rende liberi").
Non erano proprio i nazisti a poter usare quell'espressione in sè altamente nobile e significativa.
Così pure, come detto, non è proprio la Ilaria Salis a poter ergersi ad ammonitrice e vindice di ingiustizie sociali e di giustificazione di gesti estremi come è stato in Castel D'Azzano.
Augusto Sinagra
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QUANDO LA TRAGEDIA DIVENTA FARSA
Gira la notizia che la ASL1 di Imperia in vista del ... temibile Festival della canzone "italiana"(?) di febbraio prossimo a Sanremo, abbia organizzato una lotteria a premi allo scopo di incentivare le "vaccinazioni" anti-Covid (ormai sono "alla frutta") tra coloro che, con sprezzo del pericolo, saranno disposti ad assumere la famigerata pozione magica chiamata "vaccino".
Ai coraggiosi che si presenteranno sarà dato un tagliando numerato e alla fine di questa inverosimile campagna promozionale saranno estratti i numeri vincenti.
Al primo estratto (al parente più stretto, s'intende) sarà dato in caso di decesso - correlabile o no al salvifico intruglio - in premio una bara in ciliegio giapponese e una elegante corona di crisantemi. In caso di eventi avversi, i premi successivi saranno costituiti, nell'ordine, da: - kit completo di medicinali per insorgenza di turbo-tumore; - kit completo di medicinali per miocardite, pericardite e altre gravi patologie cardiache; - protesi (usate) per gambe o braccia in caso di paralisi; - per i non sorteggiati sono previsti fino a cinque premi di consolazione consistenti ognuno in una gita dal luogo di residenza al più vicino Cimitero (incluso panino con mortadella surgelata e piccola bottiglia di acqua minerale).
Si prevede una altissima affluenza di .... imbecilli.
Augusto Sinagra
Gira la notizia che la ASL1 di Imperia in vista del ... temibile Festival della canzone "italiana"(?) di febbraio prossimo a Sanremo, abbia organizzato una lotteria a premi allo scopo di incentivare le "vaccinazioni" anti-Covid (ormai sono "alla frutta") tra coloro che, con sprezzo del pericolo, saranno disposti ad assumere la famigerata pozione magica chiamata "vaccino".
Ai coraggiosi che si presenteranno sarà dato un tagliando numerato e alla fine di questa inverosimile campagna promozionale saranno estratti i numeri vincenti.
Al primo estratto (al parente più stretto, s'intende) sarà dato in caso di decesso - correlabile o no al salvifico intruglio - in premio una bara in ciliegio giapponese e una elegante corona di crisantemi. In caso di eventi avversi, i premi successivi saranno costituiti, nell'ordine, da: - kit completo di medicinali per insorgenza di turbo-tumore; - kit completo di medicinali per miocardite, pericardite e altre gravi patologie cardiache; - protesi (usate) per gambe o braccia in caso di paralisi; - per i non sorteggiati sono previsti fino a cinque premi di consolazione consistenti ognuno in una gita dal luogo di residenza al più vicino Cimitero (incluso panino con mortadella surgelata e piccola bottiglia di acqua minerale).
Si prevede una altissima affluenza di .... imbecilli.
Augusto Sinagra
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IL PREGLIASCO-PENSERO
Il noto Dr. Fabrizio Pregliasco ha dichiarato alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle malefatte in tema di psycopandemia da Covid (il cui virus non è stato mai "isolato") di non versare in condizioni di "conflitto di interessi" poiché lui riceveva denari da pressoché tutte le industrie di farmaci (la cosiddetta e famigerata) "Bigpharma".
Il noto Pregliasco Fabrizio sostiene, dunque, la suggestiva tesi secondo cui prendere soldi da tutti significherebbe rispettare il principio di "par condicio" e sarebbe come non aver preso denari da nessuno. E infatti il Pregliasco, affrontando con eroico coraggio il rischio "pernacchia", ha aggiunto che in tal modo egli era da considerare il più autonomo e indipendente tra tutte le "virostar" che hanno ammorbato il Popolo italiano.
In conclusione, secondo il "Pregliasco-pensiero" (si fa per dire), un "insider trading" sarebbe un meritevole operatore finanziario.
Augusto Sinagra
Il noto Dr. Fabrizio Pregliasco ha dichiarato alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle malefatte in tema di psycopandemia da Covid (il cui virus non è stato mai "isolato") di non versare in condizioni di "conflitto di interessi" poiché lui riceveva denari da pressoché tutte le industrie di farmaci (la cosiddetta e famigerata) "Bigpharma".
Il noto Pregliasco Fabrizio sostiene, dunque, la suggestiva tesi secondo cui prendere soldi da tutti significherebbe rispettare il principio di "par condicio" e sarebbe come non aver preso denari da nessuno. E infatti il Pregliasco, affrontando con eroico coraggio il rischio "pernacchia", ha aggiunto che in tal modo egli era da considerare il più autonomo e indipendente tra tutte le "virostar" che hanno ammorbato il Popolo italiano.
In conclusione, secondo il "Pregliasco-pensiero" (si fa per dire), un "insider trading" sarebbe un meritevole operatore finanziario.
Augusto Sinagra
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MATTARELLA SERGIO STUPOR MUNDI
Il nostro benamato Capo dello Stato continua a prodursi in esternazioni, in ambito internazionale, stupefacenti.
Si può a giusto titolo affermare che egli è ormai uno stupor mundi e cioè uno stupore del mondo.
Certamente non come Federico II Hohenstaufen unico vero Re d’Italia e stupore del mondo che aveva stabile sede anche lui a Palermo. E questo è l’unico punto di contatto tra lui e Mattarella Sergio che pure stupisce il mondo per quello che dice.
Per il resto c’è che l’Imperatore Federico II era uomo di scienza, conosceva le lingue, conosceva l’arte del governo, si occupava del benessere delle sue genti, fu un grande legislatore (basta ricordare le famose “Costituzioni di Melfi”) e molto altro.
Mattarella Sergio, invece, esterna dichiarazioni che si stenta a pensare che siano state effettuate da persona pur solo consapevole della realtà e delle esigenze imposte da un criterio minimo di equità sociale.
Il Mattarella Sergio, luminoso discendente di antica e meritoria dinastia castellamarese (del Golfo) in un recente incontro alla Banca Centrale Europea e alla presenza della famigerata Cristina Lagarde, ha dichiarato - stupendo il mondo (e forse anche la stessa Cristina LaGarde e i responsabili della baracca chiamata BCE) - che l’euro è stata una manna del cielo, che senza di esso saremmo stati perduti, che costituisce il collante ineludibile dell’unità europea, che ha promosso lo sviluppo sociale dei popoli e degli Stati della UE e tante altre cose di uguale portata stupefacente.
Il nostro canuto Capo dello Stato parlando di identità europea forse si ispira alle scienze esoteriche, rimanendo ignoto in cosa consista la supposta identità e in cosa risieda quella sovranità europea che evidentemente allieta i sogni e le visioni di Mattarella Sergio figlio di Bernardo.
Egli non solo dimentica che molti Stati della UE vedono la loro salvezza economica e sociale solo nella uscita dal cappio dell’euro, non solo ignora che l’euro non è una moneta unica ma un rapporto fisso di cambio rispetto alle preesistenti monete nazionali dato che il valore della moneta, il suo potere di acquisto come si usa dire, è la risultanza della capacità e del modo di essere dell’economia produttiva dello Stato e delle garanzie economiche che lo Stato appronta per determinare il valore della propria moneta nazionale, ma dimentica che una moneta unica presuppone l’unità politica, economica, fiscale e daziaria esterna degli Stati membri della UE. Tutte cose che esistono nella eccitata fantasia del Mattarella Sergio.
Il nostro amatissimo Capo dello Stato esultante per le mirabilie portate dall’euro, ignora che in l’Italia (della quale lui è il Presidente e della quale lui dovrebbe primariamente occuparsi) prima dell’euro era la quinta potenza economica a livello mondiale.
Egli dimentica che prima dell’euro non vi era un problema occupazionale come esiste oggi in Italia. Dimentica che con l’euro siamo ai limiti di un Paese da terzo mondo e sempre con l’euro e a causa dell’euro in Italia vi sono, secondo i dati ISTAT, più di sei milioni di famiglie in stato di povertà. Egli dimentica molte cose e dimentica anche che a causa dell’euro l’Italia ha irresponsabilmente rinunciato al diritto (che nessuno le negava, neanche la UE) di avere una sua autonoma politica economica interna ed estera, fino a giungere a modificare la Costituzione introducendo la regola folle e demenziale del pareggio di bilancio.
Mattarella Sergio dimentica molte cose e tale dimenticanza non può essere ascritta alla sua veneranda età o ad una sua incompetenza che sarebbe insupponibile fino a livelli tali da non comprendere che lo Stato comatoso in cui si trova la sanità pubblica (una volta tra le migliori del mondo) è proprio causata dal maledetto pareggio di bilancio determinato proprio dall’introduzione dell’euro.
Mattarella Sergio scambia una tragedia per un trionfo. Esalta realtà inesistenti e se è giunto a tal punto non gli si può negare la qualifica di “stupor mundi”.
Augusto Sinagra
Il nostro benamato Capo dello Stato continua a prodursi in esternazioni, in ambito internazionale, stupefacenti.
Si può a giusto titolo affermare che egli è ormai uno stupor mundi e cioè uno stupore del mondo.
Certamente non come Federico II Hohenstaufen unico vero Re d’Italia e stupore del mondo che aveva stabile sede anche lui a Palermo. E questo è l’unico punto di contatto tra lui e Mattarella Sergio che pure stupisce il mondo per quello che dice.
Per il resto c’è che l’Imperatore Federico II era uomo di scienza, conosceva le lingue, conosceva l’arte del governo, si occupava del benessere delle sue genti, fu un grande legislatore (basta ricordare le famose “Costituzioni di Melfi”) e molto altro.
Mattarella Sergio, invece, esterna dichiarazioni che si stenta a pensare che siano state effettuate da persona pur solo consapevole della realtà e delle esigenze imposte da un criterio minimo di equità sociale.
Il Mattarella Sergio, luminoso discendente di antica e meritoria dinastia castellamarese (del Golfo) in un recente incontro alla Banca Centrale Europea e alla presenza della famigerata Cristina Lagarde, ha dichiarato - stupendo il mondo (e forse anche la stessa Cristina LaGarde e i responsabili della baracca chiamata BCE) - che l’euro è stata una manna del cielo, che senza di esso saremmo stati perduti, che costituisce il collante ineludibile dell’unità europea, che ha promosso lo sviluppo sociale dei popoli e degli Stati della UE e tante altre cose di uguale portata stupefacente.
Il nostro canuto Capo dello Stato parlando di identità europea forse si ispira alle scienze esoteriche, rimanendo ignoto in cosa consista la supposta identità e in cosa risieda quella sovranità europea che evidentemente allieta i sogni e le visioni di Mattarella Sergio figlio di Bernardo.
Egli non solo dimentica che molti Stati della UE vedono la loro salvezza economica e sociale solo nella uscita dal cappio dell’euro, non solo ignora che l’euro non è una moneta unica ma un rapporto fisso di cambio rispetto alle preesistenti monete nazionali dato che il valore della moneta, il suo potere di acquisto come si usa dire, è la risultanza della capacità e del modo di essere dell’economia produttiva dello Stato e delle garanzie economiche che lo Stato appronta per determinare il valore della propria moneta nazionale, ma dimentica che una moneta unica presuppone l’unità politica, economica, fiscale e daziaria esterna degli Stati membri della UE. Tutte cose che esistono nella eccitata fantasia del Mattarella Sergio.
Il nostro amatissimo Capo dello Stato esultante per le mirabilie portate dall’euro, ignora che in l’Italia (della quale lui è il Presidente e della quale lui dovrebbe primariamente occuparsi) prima dell’euro era la quinta potenza economica a livello mondiale.
Egli dimentica che prima dell’euro non vi era un problema occupazionale come esiste oggi in Italia. Dimentica che con l’euro siamo ai limiti di un Paese da terzo mondo e sempre con l’euro e a causa dell’euro in Italia vi sono, secondo i dati ISTAT, più di sei milioni di famiglie in stato di povertà. Egli dimentica molte cose e dimentica anche che a causa dell’euro l’Italia ha irresponsabilmente rinunciato al diritto (che nessuno le negava, neanche la UE) di avere una sua autonoma politica economica interna ed estera, fino a giungere a modificare la Costituzione introducendo la regola folle e demenziale del pareggio di bilancio.
Mattarella Sergio dimentica molte cose e tale dimenticanza non può essere ascritta alla sua veneranda età o ad una sua incompetenza che sarebbe insupponibile fino a livelli tali da non comprendere che lo Stato comatoso in cui si trova la sanità pubblica (una volta tra le migliori del mondo) è proprio causata dal maledetto pareggio di bilancio determinato proprio dall’introduzione dell’euro.
Mattarella Sergio scambia una tragedia per un trionfo. Esalta realtà inesistenti e se è giunto a tal punto non gli si può negare la qualifica di “stupor mundi”.
Augusto Sinagra
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4.11.1918: 650.000 Caduti. 1.500.000 Mutilati. E Mattarella li "commemora" con la vulgata delle (inesistenti) minacce della Russia. Non ho più parole.
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MATTARELLA SERGIO E LA GUERRA
Il nostro sempre beneamato Capo dello Stato è proprio una grazia di Dio: non finisce mai di stupirci.
In occasione del 4 novembre che è la giornata dedicata alle Forze Armate e alla Unità d'Italia (un tempo si festeggiava in quel giorno la fine vittoriosa della Prima guerra mondiale ma poi fu abolita tale motivazione poiché forse sembrava brutto dire che l'Italia aveva vinto la guerra) e così non fu più la data commemorativa del sacrificio di 650 mila Fanti e di circa un milione e mezzo di mutilati.
Tuttavia, continuano in tale data le ipocrite manifestazioni all'Altare della Patria per rendere onore all'"Ignoto Militi".
E Mattarella Sergio figlio di Bernardo cosa combina? Celebra il 4 novembre parlando di inesistenti minacce della Federazione Russa contro l'Europa tutta, della necessità del riarmo e dunque della giustificazione dell'enorme spesa di circa 700 miliardi di euro che, ripartita tra gli Stati membri della UE, comporterà per l'Italia per il primo anno un aumento vertiginoso della spesa per gli armamenti.
I Militari ne saranno contenti poiché potranno ancor meglio giocare a risiko, nulla importando né a Mattarella e né al governo (escluso Crosetto che è felice quando si può occupare di armi), che la sanità pubblica, l'assistenza alle famiglie, le esigenze della scuola e i circa sei milioni di poveri italiani, potranno serenamente andare a farsi fottere.
Non escludo che Mattarella Sergio non si renda conto di quel che dice e soprattutto non si renda conto che, alimentando questo folle clima da guerra, la favorisce e istiga a determinarla realmente.
Così pure mi domando se Mattarella Sergio da Castellammare del Golfo si rende conto del fatto che (ma dovrebbe pur avere qualche consigliere capace di evitargli queste stupefacenti esternazioni) la folle spesa militare costituisce un aiuto di Stato alle imprese del settore in violazione del Trattato della UE. Come pure non si rende conto che beneficiaria quasi esclusiva di questa folle corsa al riarmo sarà soltanto la Germania che, com'è noto, è sull'orlo del fallimento e potrà convertire le sue industri automobilistiche in gravissimo deficit di bilancio, a industri belliche, realizzando il suo sogno di riarmarsi per tornare ad essere la principale Potenza militare nella UE che poi sarà la prima ad abbandonare.
La storia non insegna niente a nessuno, neppure a Mattarella Sergio.
E' vero che il nostro amatissimo Capo dello Stato (che Dio ce lo conservi per un terzo mandato) non s'intende di guerre militari, ma conosce le "guerre di mafia" delle quali fu vittima proprio suo fratello Piersanti, ma questo non elimina lo sconcerto provocato dalle sue esternazioni.
Cristo sulla Croce disse "Padre, perdona loro, essi non sanno quel che fanno".
Noi diciamo "Cristo perdonalo, lui non sa quel che dice".
Augusto Sinagra
Il nostro sempre beneamato Capo dello Stato è proprio una grazia di Dio: non finisce mai di stupirci.
In occasione del 4 novembre che è la giornata dedicata alle Forze Armate e alla Unità d'Italia (un tempo si festeggiava in quel giorno la fine vittoriosa della Prima guerra mondiale ma poi fu abolita tale motivazione poiché forse sembrava brutto dire che l'Italia aveva vinto la guerra) e così non fu più la data commemorativa del sacrificio di 650 mila Fanti e di circa un milione e mezzo di mutilati.
Tuttavia, continuano in tale data le ipocrite manifestazioni all'Altare della Patria per rendere onore all'"Ignoto Militi".
E Mattarella Sergio figlio di Bernardo cosa combina? Celebra il 4 novembre parlando di inesistenti minacce della Federazione Russa contro l'Europa tutta, della necessità del riarmo e dunque della giustificazione dell'enorme spesa di circa 700 miliardi di euro che, ripartita tra gli Stati membri della UE, comporterà per l'Italia per il primo anno un aumento vertiginoso della spesa per gli armamenti.
I Militari ne saranno contenti poiché potranno ancor meglio giocare a risiko, nulla importando né a Mattarella e né al governo (escluso Crosetto che è felice quando si può occupare di armi), che la sanità pubblica, l'assistenza alle famiglie, le esigenze della scuola e i circa sei milioni di poveri italiani, potranno serenamente andare a farsi fottere.
Non escludo che Mattarella Sergio non si renda conto di quel che dice e soprattutto non si renda conto che, alimentando questo folle clima da guerra, la favorisce e istiga a determinarla realmente.
Così pure mi domando se Mattarella Sergio da Castellammare del Golfo si rende conto del fatto che (ma dovrebbe pur avere qualche consigliere capace di evitargli queste stupefacenti esternazioni) la folle spesa militare costituisce un aiuto di Stato alle imprese del settore in violazione del Trattato della UE. Come pure non si rende conto che beneficiaria quasi esclusiva di questa folle corsa al riarmo sarà soltanto la Germania che, com'è noto, è sull'orlo del fallimento e potrà convertire le sue industri automobilistiche in gravissimo deficit di bilancio, a industri belliche, realizzando il suo sogno di riarmarsi per tornare ad essere la principale Potenza militare nella UE che poi sarà la prima ad abbandonare.
La storia non insegna niente a nessuno, neppure a Mattarella Sergio.
E' vero che il nostro amatissimo Capo dello Stato (che Dio ce lo conservi per un terzo mandato) non s'intende di guerre militari, ma conosce le "guerre di mafia" delle quali fu vittima proprio suo fratello Piersanti, ma questo non elimina lo sconcerto provocato dalle sue esternazioni.
Cristo sulla Croce disse "Padre, perdona loro, essi non sanno quel che fanno".
Noi diciamo "Cristo perdonalo, lui non sa quel che dice".
Augusto Sinagra
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E' ingiusto insultare Calenda per quel che dice e per i tatuaggi. In tanta tristezza è l'unico che fa ridere.
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ZARATHUSTRA E IL COVID
Lo Zarathustra di cui parlo è un tale Luca Antonini del quale non avevo mai sentito parlare.
Ho scoperto che è un giudice costituzionale che faceva l’avvocato a Gallarate.
Egli vanta un importante curriculum nel quale viene menzionata la sua appartenenza ad una non meglio conosciuta “Corte dei Gentili” che non si sa bene di cosa si occupi ma certamente deve essere composta da Signori molto cortesi ed educati.
L’ Avv. Luca Antonini in un recentissimo evento, volendo promuovere le vaccinazioni COVID, ha detto che la solidarietà non perde la sua spontaneità se è imposta come obbligo legale.
Da qui due prime riflessioni: la prima è che il pensatore in questione ritiene giustificato e costituzionalmente compatibile il ricatto a mezzo legge che sospendeva il salario a chi non si vaccinava.
La seconda riflessione è che la teoria antoniniana copre anche la solidarietà obbligatoria del “bieco Ventennio”: penso all’oro alla Patria, alla proliferazione per ottenere la totale esenzione fiscale, alla tassa sui celibi, ed altro ancora.
Ma quel che più sorprende è che lo studioso di Gallarate (forse poco informato) non sa che ormai è definitivamente accertato, per pur tardiva confessione dell’AIFA e per dichiarazioni delle imprese farmaceutiche indicate come Big Pharma, i “vaccini” non avevano e non hanno alcuna capacità immunizzante e ciò senza calcolare gli eventi avversi particolarmente gravi e il numero impressionante e crescente delle morti improvvise per ictus cerebrale o per diverse patologie cardiache, soprattutto tra i giovani, e mai riconosciute come causate dai cosiddetti vaccini.
Evidentemente pare brutto dirlo.
La cosa più triste è che tale dichiarazione del pensatore gallaratese vengono fatte alla vigilia dell'udienza della Corte costituzionale fissata per il 17 novembre prossimo per trattare un ricorso rimesso alla Corte dal Tribunale di Catania e riguardante proprio la ignobile pretesa legislativa di imporre la vaccinazione obbligatoria agli “over 50”.
E così che l’Avv. Luca Antonini, anticipando il suo giudizio, intende la terzietà del giudice e il suo obbligo non solo di essere terzo e indipendente ma anche di apparire tale.
Evidentemente il pensatore di Gallarate ignora la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. O, diversamente, se la conosce a lui pare una quisquilia.
Egli dovrebbe astenersi o dovrebbe essere ricusato ma qui arriva il bello: il Regolamento interno della Corte costituzionale esclude che i suoi giudici possano astenersi o essere ricusati.
E questa è la Corte costituzionale che dovrebbe garantire il rispetto della Costituzione e i diritti e le libertà che essa riconosce.
Interverrà Mattarella Sergio figlio di Bernardo? Sicuramente no, non ha tempo: lui è troppo impegnato a sostenere il riarmo, denunciare il pericolo russo, promuovere la scomparsa della sovranità dello Stato e altre amenità di questo tipo.
Ometto ogni ulteriore commento per evitare l’accusa di vilipendio.
Augusto Sinagra
Lo Zarathustra di cui parlo è un tale Luca Antonini del quale non avevo mai sentito parlare.
Ho scoperto che è un giudice costituzionale che faceva l’avvocato a Gallarate.
Egli vanta un importante curriculum nel quale viene menzionata la sua appartenenza ad una non meglio conosciuta “Corte dei Gentili” che non si sa bene di cosa si occupi ma certamente deve essere composta da Signori molto cortesi ed educati.
L’ Avv. Luca Antonini in un recentissimo evento, volendo promuovere le vaccinazioni COVID, ha detto che la solidarietà non perde la sua spontaneità se è imposta come obbligo legale.
Da qui due prime riflessioni: la prima è che il pensatore in questione ritiene giustificato e costituzionalmente compatibile il ricatto a mezzo legge che sospendeva il salario a chi non si vaccinava.
La seconda riflessione è che la teoria antoniniana copre anche la solidarietà obbligatoria del “bieco Ventennio”: penso all’oro alla Patria, alla proliferazione per ottenere la totale esenzione fiscale, alla tassa sui celibi, ed altro ancora.
Ma quel che più sorprende è che lo studioso di Gallarate (forse poco informato) non sa che ormai è definitivamente accertato, per pur tardiva confessione dell’AIFA e per dichiarazioni delle imprese farmaceutiche indicate come Big Pharma, i “vaccini” non avevano e non hanno alcuna capacità immunizzante e ciò senza calcolare gli eventi avversi particolarmente gravi e il numero impressionante e crescente delle morti improvvise per ictus cerebrale o per diverse patologie cardiache, soprattutto tra i giovani, e mai riconosciute come causate dai cosiddetti vaccini.
Evidentemente pare brutto dirlo.
La cosa più triste è che tale dichiarazione del pensatore gallaratese vengono fatte alla vigilia dell'udienza della Corte costituzionale fissata per il 17 novembre prossimo per trattare un ricorso rimesso alla Corte dal Tribunale di Catania e riguardante proprio la ignobile pretesa legislativa di imporre la vaccinazione obbligatoria agli “over 50”.
E così che l’Avv. Luca Antonini, anticipando il suo giudizio, intende la terzietà del giudice e il suo obbligo non solo di essere terzo e indipendente ma anche di apparire tale.
Evidentemente il pensatore di Gallarate ignora la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. O, diversamente, se la conosce a lui pare una quisquilia.
Egli dovrebbe astenersi o dovrebbe essere ricusato ma qui arriva il bello: il Regolamento interno della Corte costituzionale esclude che i suoi giudici possano astenersi o essere ricusati.
E questa è la Corte costituzionale che dovrebbe garantire il rispetto della Costituzione e i diritti e le libertà che essa riconosce.
Interverrà Mattarella Sergio figlio di Bernardo? Sicuramente no, non ha tempo: lui è troppo impegnato a sostenere il riarmo, denunciare il pericolo russo, promuovere la scomparsa della sovranità dello Stato e altre amenità di questo tipo.
Ometto ogni ulteriore commento per evitare l’accusa di vilipendio.
Augusto Sinagra
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Crosetto: "non giudico l'Ucraina per due corrotti". La "Mammola delle armi" ha ragione: è corrotto tutto il governo ucraino cominciando dal "verme tossico".
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LA CORRUZIONE IN UCRAINA E LA FINE DELL'ITALIA
Che l'Ucraina dal momento della disintegrazione dell'URSS fosse uno degli Stati più corrotti al mondo se non il più corrotto, lo sapevano tutti. In ogni ambiente e ad ogni livello.
Lo scandalo in atto in Ucraina che vede intemerati e abituali ladroni della cosa pubblica anche a livello governativo, è quanto di più schifoso abbia prodotto la peggior mente corrotta mai esistita: sono stati rubati soldi destinati a sostenere quella pubblica amministrazione, il funzionamento del sistema scolastico, l'assistenza sanitaria, il pagamento delle pensioni ecc.
Sono stati rubati soprattutto soldi destinati a sostenere il pur inutile sforzo bellico delle FA ucraine onde i corrotti e i corruttori (anche ministri) in Ucraina si sono resi moralmente responsabili della morte di tanti giovani e innocenti militari ucraini.
Dunque, corrotti e assassini! Che la "Mammola delle armi", come io lo chiamo, e cioè l'inverosimile ministro Crosetto Guido, abbia dichiarato che per lui non rileva l'esistenza di "due corrotti" in Ucraina, non è solo una dichiarazione che illumina la caratura morale del dichiarante, ma è anche una dichiarazione falsa poiché i corrotti in Ucraina sono moltissimi (la corruzione in Ucraina è un metodo e una scelta di "sistema"): che oltre al "verme tossico" noto cocainomane, coinvolge ministri, pubblici amministratori, responsabili di Regioni e pubblici funzionari del comparto civile e militare.
In Ucraina sono corrotti tutti: per necessità o per scelta (più per scelta che per necessità).
Oltre alla "Mammola delle armi" e a qualche timido cenno sulla vergognosa pubblica informazione italiana, non vi è stata alcuna reazione a livello di pubblica opinione.
E' in questo senso che la corruzione in Ucraina è lo specchio in cui si riflette la fine dell'Italia.
Lo Stato esiste perché esiste una Nazione. Una Nazione esiste perché esiste un Popolo coeso e senza con ciò evocare la nobile vocazione di Alessandro Manzoni ("Una d'arme, di lingua, d'Altare ..."), mi riferisco a un Popolo capace di discernere, e dunque reagire, il bene e il male, ciò che giova a tutti e ciò che giova solo ad alcuni.
Penso ad uno Stato organizzato secondo criteri di giustizia sociale e di vera cura degli interessi nazionali. Penso ad una Nazione che come tale esprime solidarietà, una propria e definita identità e che abbia il senso della dignità collettiva e individuale. Penso alla Nazione che si fa Patria e che vede nella Bandiera non una mera espressione cromatica ma il simbolo nel quale il Popolo si riconosce nel ricordo e nella gratitudine per cui tanti figli per essa si sono sacrificati.
Quello che intendo rappresentare è la mia idea di Stato, di Nazione e di Popolo che nella trinità si fa una "cosa" sola, pensosa del bene comune e consapevole della sacralità del pubblico denaro che "nasce" dall'onestà dei cittadini e dal sacrificio dei lavoratori.
Una volta l'Italia era così. Ora non più: gli italiani si riflettono nella emblematica corruzione ucraina o la considerano con deplorevole indifferenza.
L'Italia è finita. Ed è finito pure il post.
Augusto Sinagra
Che l'Ucraina dal momento della disintegrazione dell'URSS fosse uno degli Stati più corrotti al mondo se non il più corrotto, lo sapevano tutti. In ogni ambiente e ad ogni livello.
Lo scandalo in atto in Ucraina che vede intemerati e abituali ladroni della cosa pubblica anche a livello governativo, è quanto di più schifoso abbia prodotto la peggior mente corrotta mai esistita: sono stati rubati soldi destinati a sostenere quella pubblica amministrazione, il funzionamento del sistema scolastico, l'assistenza sanitaria, il pagamento delle pensioni ecc.
Sono stati rubati soprattutto soldi destinati a sostenere il pur inutile sforzo bellico delle FA ucraine onde i corrotti e i corruttori (anche ministri) in Ucraina si sono resi moralmente responsabili della morte di tanti giovani e innocenti militari ucraini.
Dunque, corrotti e assassini! Che la "Mammola delle armi", come io lo chiamo, e cioè l'inverosimile ministro Crosetto Guido, abbia dichiarato che per lui non rileva l'esistenza di "due corrotti" in Ucraina, non è solo una dichiarazione che illumina la caratura morale del dichiarante, ma è anche una dichiarazione falsa poiché i corrotti in Ucraina sono moltissimi (la corruzione in Ucraina è un metodo e una scelta di "sistema"): che oltre al "verme tossico" noto cocainomane, coinvolge ministri, pubblici amministratori, responsabili di Regioni e pubblici funzionari del comparto civile e militare.
In Ucraina sono corrotti tutti: per necessità o per scelta (più per scelta che per necessità).
Oltre alla "Mammola delle armi" e a qualche timido cenno sulla vergognosa pubblica informazione italiana, non vi è stata alcuna reazione a livello di pubblica opinione.
E' in questo senso che la corruzione in Ucraina è lo specchio in cui si riflette la fine dell'Italia.
Lo Stato esiste perché esiste una Nazione. Una Nazione esiste perché esiste un Popolo coeso e senza con ciò evocare la nobile vocazione di Alessandro Manzoni ("Una d'arme, di lingua, d'Altare ..."), mi riferisco a un Popolo capace di discernere, e dunque reagire, il bene e il male, ciò che giova a tutti e ciò che giova solo ad alcuni.
Penso ad uno Stato organizzato secondo criteri di giustizia sociale e di vera cura degli interessi nazionali. Penso ad una Nazione che come tale esprime solidarietà, una propria e definita identità e che abbia il senso della dignità collettiva e individuale. Penso alla Nazione che si fa Patria e che vede nella Bandiera non una mera espressione cromatica ma il simbolo nel quale il Popolo si riconosce nel ricordo e nella gratitudine per cui tanti figli per essa si sono sacrificati.
Quello che intendo rappresentare è la mia idea di Stato, di Nazione e di Popolo che nella trinità si fa una "cosa" sola, pensosa del bene comune e consapevole della sacralità del pubblico denaro che "nasce" dall'onestà dei cittadini e dal sacrificio dei lavoratori.
Una volta l'Italia era così. Ora non più: gli italiani si riflettono nella emblematica corruzione ucraina o la considerano con deplorevole indifferenza.
L'Italia è finita. Ed è finito pure il post.
Augusto Sinagra
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CHI SONO I VERI COMPLOTTISTI?
Giornali e televisioni (chi in un modo e chi nell'altro) hanno dato notizia del fatto che un tale Francesco Saverio Garofani, già Deputato del PD e ora Consigliere per la Difesa (non si sa per quali pregresse competenze) dell'onnipresente Mattarella Sergio figlio di Bernardo da Castellammare del Golfo, oltre che Segretario del Consiglio Supremo di Difesa (brrrrr!), si sarebbe prodotto in dichiarazioni non solamente fuori luogo o demenziali ma palesemente eversive dell'ordine democratico dello Stato in consapevole violazione di ogni libertà e diritto costituzionalmente posti a fondamento di questa molto strana Repubblica.
L'ineffabile ex parlamentare del PD al quale il suo consorte Mattarella Sergio ha trovato subito comoda e ben remunerata collocazione, avrebbe pubblicamente auspicato un "provvidenziale scossone" per far cadere l'attuale governo in carica, ribaltare la maggioranza parlamentare e precludere ogni possibilità all'ipotesi che il nuovo Capo dello Stato (speriamo presto) possa essere eletto da una maggioranza di centrodestra.
Premetto che sono a tutti note le mie valutazioni nei confronti di Nostra Signora della Garbatella e dei suoi Ministri (esclusi uno o due) dei quali alcuni come Francesco Lollobrigida e Adolfo Urso non sono privi di una straordinaria e involontaria comicità e con ciò allietando il popolo belante e lietopensante.
Ciò detto, e contrariamente alle ricorrenti minchiate secondo le quali il successivo incontro tra Nostra Signora della Garbatella e il figlio di Bernardo Mattarella, tutto sarebbe stato chiarito.
Non è affatto vero e il problema non consiste nel fatto che il Garofani Francesco Saverio abbia o meno ritrattato la sua esternazione eversiva o l'abbia chiarita (e non si sa come: l'antico giurista diceva "in claris non fit interpretatio"), e né basta che l'uomo di Castellammare del Golfo abbia dichiarato che il Quirinale, che non è certo il Tempio delle Vestali, non sia coinvolto nel "pasticciaccio brutto".
Il problema è che il nostro beneamato Capo dello Stato deve chiarire se i criteri di scelta dei suoi consiglieri, assistenti e portaborse siano quelli della comune affiliazione partitica.
E l'amatissimo Capo dello Stato avrebbe il dovere di buttare fuori dal Quirinale a calci nel culo un suo consigliere che fa certe dichiarazioni le quali se non sono indicative di una preordinata volontà eversiva, sono espressione di pura irresponsabilità.
Questo Mattarella Sergio non l'ha fatto. Mi domando allora: chi è sospettabile di ordire complotti contro la democrazia e la volontà popolare?
Se gli attuali tempi fossero tempi seri e non tempi e contesti da Circo Barnum, Deputati e Senatori dovrebbero seriamente pensare ad una approfondita indagine per valutare i presupposti di una messa in stato d'accusa dell'uomo di Castellammare del Golfo dinanzi alla Corte costituzionale per attentato alla Costituzione.
Augusto Sinagra
Giornali e televisioni (chi in un modo e chi nell'altro) hanno dato notizia del fatto che un tale Francesco Saverio Garofani, già Deputato del PD e ora Consigliere per la Difesa (non si sa per quali pregresse competenze) dell'onnipresente Mattarella Sergio figlio di Bernardo da Castellammare del Golfo, oltre che Segretario del Consiglio Supremo di Difesa (brrrrr!), si sarebbe prodotto in dichiarazioni non solamente fuori luogo o demenziali ma palesemente eversive dell'ordine democratico dello Stato in consapevole violazione di ogni libertà e diritto costituzionalmente posti a fondamento di questa molto strana Repubblica.
L'ineffabile ex parlamentare del PD al quale il suo consorte Mattarella Sergio ha trovato subito comoda e ben remunerata collocazione, avrebbe pubblicamente auspicato un "provvidenziale scossone" per far cadere l'attuale governo in carica, ribaltare la maggioranza parlamentare e precludere ogni possibilità all'ipotesi che il nuovo Capo dello Stato (speriamo presto) possa essere eletto da una maggioranza di centrodestra.
Premetto che sono a tutti note le mie valutazioni nei confronti di Nostra Signora della Garbatella e dei suoi Ministri (esclusi uno o due) dei quali alcuni come Francesco Lollobrigida e Adolfo Urso non sono privi di una straordinaria e involontaria comicità e con ciò allietando il popolo belante e lietopensante.
Ciò detto, e contrariamente alle ricorrenti minchiate secondo le quali il successivo incontro tra Nostra Signora della Garbatella e il figlio di Bernardo Mattarella, tutto sarebbe stato chiarito.
Non è affatto vero e il problema non consiste nel fatto che il Garofani Francesco Saverio abbia o meno ritrattato la sua esternazione eversiva o l'abbia chiarita (e non si sa come: l'antico giurista diceva "in claris non fit interpretatio"), e né basta che l'uomo di Castellammare del Golfo abbia dichiarato che il Quirinale, che non è certo il Tempio delle Vestali, non sia coinvolto nel "pasticciaccio brutto".
Il problema è che il nostro beneamato Capo dello Stato deve chiarire se i criteri di scelta dei suoi consiglieri, assistenti e portaborse siano quelli della comune affiliazione partitica.
E l'amatissimo Capo dello Stato avrebbe il dovere di buttare fuori dal Quirinale a calci nel culo un suo consigliere che fa certe dichiarazioni le quali se non sono indicative di una preordinata volontà eversiva, sono espressione di pura irresponsabilità.
Questo Mattarella Sergio non l'ha fatto. Mi domando allora: chi è sospettabile di ordire complotti contro la democrazia e la volontà popolare?
Se gli attuali tempi fossero tempi seri e non tempi e contesti da Circo Barnum, Deputati e Senatori dovrebbero seriamente pensare ad una approfondita indagine per valutare i presupposti di una messa in stato d'accusa dell'uomo di Castellammare del Golfo dinanzi alla Corte costituzionale per attentato alla Costituzione.
Augusto Sinagra
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LA LEGGE DELLE MUTANDE
Era da tempo che la Boldrini laura non si faceva sentire ma è intervenuta ora una sua ultima "boldrinata" e cioè la proposta di legge che in tema di rapporti sessuali allo scopo di prevenire violenze e abusi prevede che i componenti della coppia si scambino una dichiarazione di "consenso" prima di avere rapporti sessuali.
La prima obiezione è che, lungi da logiche "boldriniane", tale consenso dovrebbe essere preteso non soltanto dal maschio alla femmina per tutela del primo, ma anche dalla femmina al maschio per tutela del secondo. Qui già la legge "boldrinesca" è carente e squilibrata.
Tale proposta di legge avrebbe dovuto poi indicare specificamente, per prevenire ogni possibile abuso e violenza, quale tipo di rapporto sessuale era stato immaginato e programmato tra i due componenti la coppia. La durata del rapporto, il contesto (oggi si direbbe meglio la location), le posizioni nel senso individuato dal kamasutra, la definizione dei cosiddetti preliminari, ecc.
Sorprende poi che la proposta di legge in questione non consideri i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso. Tale fattispecie sicuramente pone problemi di difficile soluzione anche per quel che riguarda il contenuto delle pratiche sessuali concordate.
Stupisce che la autorevole proponente Boldrini Laura, e i Deputati suoi degni Colleghi, non abbia previsto la previa acquisizione del parere delle Associazioni LGBTQIA+ magari affidando a queste ogni competenza in materia di controversie, esonerando la giurisdizione ordinaria (nella quale, peraltro, non sono rari i casi di "acchiappacazzintallaria").
Tuttavia, l'aspetto più gravemente omissivo della proposta di legge non ha previsto che ai partner del rapporto per essere reciprocamente tutelati, non basta il previo rilascio in forma scritta del consenso poiché ancor più occorrerebbe, per un'effettiva e compiuta tutela, il rilascio a fine rapporto sessuale di una sorta di dichiarazione attestante che le cose si sono svolte secondo il prefissato accordo-consenso.
Si tratterebbe di una specie di liberatoria o di un "Nulla a pretendere" come diceva l'indimenticabile Peppino De Filippo.
Un non richiesto ma autorevole parere è stato espresso, con fine arguzia giuridica e amorevole premura verso i cittadini, dall'attuale Presidente del Tribunale di Milano tal Fabio Roia il quale, suggerisce che in caso di dubbio sul redigendo consenso o di dubbio sulla sua successiva interpretazione, i due soggetti della coppia farebbero bene ad astenersi.
Non ricordo quale filosofo tedesco disse: "e vai con le seghe!".
Tale proposta di legge, come direbbero i più acuti politologi e i più raffinati costituzionalisti, è stata votata alla Camera dei Deputati con votazione "bipartisan": è proprio vero che tra l'attuale destra e l'attuale sinistra c'è assoluta identità. L'unico elemento che distingue le due dette aree politiche è quello della competizione: una gara a chi è più cretino.
Per fortuna tale incredibile proposta di legge è stata "bloccata" al Senato.
E con ciò si è evitato che il Parlamento si trasformasse definitivamente in una rassegna teatrale di porno-erotismo comico.
Augusto Sinagra
Era da tempo che la Boldrini laura non si faceva sentire ma è intervenuta ora una sua ultima "boldrinata" e cioè la proposta di legge che in tema di rapporti sessuali allo scopo di prevenire violenze e abusi prevede che i componenti della coppia si scambino una dichiarazione di "consenso" prima di avere rapporti sessuali.
La prima obiezione è che, lungi da logiche "boldriniane", tale consenso dovrebbe essere preteso non soltanto dal maschio alla femmina per tutela del primo, ma anche dalla femmina al maschio per tutela del secondo. Qui già la legge "boldrinesca" è carente e squilibrata.
Tale proposta di legge avrebbe dovuto poi indicare specificamente, per prevenire ogni possibile abuso e violenza, quale tipo di rapporto sessuale era stato immaginato e programmato tra i due componenti la coppia. La durata del rapporto, il contesto (oggi si direbbe meglio la location), le posizioni nel senso individuato dal kamasutra, la definizione dei cosiddetti preliminari, ecc.
Sorprende poi che la proposta di legge in questione non consideri i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso. Tale fattispecie sicuramente pone problemi di difficile soluzione anche per quel che riguarda il contenuto delle pratiche sessuali concordate.
Stupisce che la autorevole proponente Boldrini Laura, e i Deputati suoi degni Colleghi, non abbia previsto la previa acquisizione del parere delle Associazioni LGBTQIA+ magari affidando a queste ogni competenza in materia di controversie, esonerando la giurisdizione ordinaria (nella quale, peraltro, non sono rari i casi di "acchiappacazzintallaria").
Tuttavia, l'aspetto più gravemente omissivo della proposta di legge non ha previsto che ai partner del rapporto per essere reciprocamente tutelati, non basta il previo rilascio in forma scritta del consenso poiché ancor più occorrerebbe, per un'effettiva e compiuta tutela, il rilascio a fine rapporto sessuale di una sorta di dichiarazione attestante che le cose si sono svolte secondo il prefissato accordo-consenso.
Si tratterebbe di una specie di liberatoria o di un "Nulla a pretendere" come diceva l'indimenticabile Peppino De Filippo.
Un non richiesto ma autorevole parere è stato espresso, con fine arguzia giuridica e amorevole premura verso i cittadini, dall'attuale Presidente del Tribunale di Milano tal Fabio Roia il quale, suggerisce che in caso di dubbio sul redigendo consenso o di dubbio sulla sua successiva interpretazione, i due soggetti della coppia farebbero bene ad astenersi.
Non ricordo quale filosofo tedesco disse: "e vai con le seghe!".
Tale proposta di legge, come direbbero i più acuti politologi e i più raffinati costituzionalisti, è stata votata alla Camera dei Deputati con votazione "bipartisan": è proprio vero che tra l'attuale destra e l'attuale sinistra c'è assoluta identità. L'unico elemento che distingue le due dette aree politiche è quello della competizione: una gara a chi è più cretino.
Per fortuna tale incredibile proposta di legge è stata "bloccata" al Senato.
E con ciò si è evitato che il Parlamento si trasformasse definitivamente in una rassegna teatrale di porno-erotismo comico.
Augusto Sinagra
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TRA DRAGHI E DRAGONE SI SALVI CHI PUO'
Lasciano allibiti le pubbliche dichiarazioni dell'Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone che per dipiù è il Capo del Comitato Militare della NATO e cioè dell'Organo che decide, pianifica e realizza le operazioni militari sul campo.
Tale strepitoso Ammiraglio ha dichiarato che la NATO starebbe predisponendo un attacco preventivo contro la Federazione Russa.
Si tratterebbe di una iniziativa della NATO non nuova poiché la North Atlantic Terrorist Organization, contrariamente a quello che dice Papa Leone XIV, non è nuova a sanguinose aggressione per la difesa di laidi interessi anglosassoni cioè di USA e UK.
La gravità delle affermazioni in questione (in questo caso non di Draghi ma, peggio, del Dragone) consiste nella totale irresponsabilità di cotanto Ammiraglio.
Irresponsabilità che pone a rischio, con la diffusione di tale notizia (fondata o infondata che sia), la nostra sicurezza nazionale come la sicurezza e l'integrità nazionale di altri Stati europei, non potendosi escludere che la Federazione Russa potrebbe - e comprensibilmente - agire di anticipo sull'anticipo.
Le infauste dichiarazioni del Dragone potrebbero essere interpretate (fermo restando la violazione dell'obbligo di assoluta segretezza) nel senso di una immaginata difesa preventiva ma in tal caso mancherebbe il presupposto, e cioè una minaccia da parte della Federazione Russa, e poi non si capirebbe perché quando queste iniziative di difesa preventiva vengono prese dalla Federazione Russa nei confronti dell'Ucraina manovrata da USA e UK e in presenza di batterie missilistiche puntate verso la Russia e che circondano il suo confine territoriale, non si tratterebbe più di legittima difesa preventiva (istituto di diritto internazionale del quale io sostengo la piena esistenza).
Per esigenze di sicurezza nazionale l'Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone dovrebbe essere posto immediatamente in congedo per metterlo in condizione di non più nuocere considerato che egli evidentemente confonde la fantasia del gioco del Risiko con la tragica realtà della guerra.
Augusto Sinagra
Lasciano allibiti le pubbliche dichiarazioni dell'Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone che per dipiù è il Capo del Comitato Militare della NATO e cioè dell'Organo che decide, pianifica e realizza le operazioni militari sul campo.
Tale strepitoso Ammiraglio ha dichiarato che la NATO starebbe predisponendo un attacco preventivo contro la Federazione Russa.
Si tratterebbe di una iniziativa della NATO non nuova poiché la North Atlantic Terrorist Organization, contrariamente a quello che dice Papa Leone XIV, non è nuova a sanguinose aggressione per la difesa di laidi interessi anglosassoni cioè di USA e UK.
La gravità delle affermazioni in questione (in questo caso non di Draghi ma, peggio, del Dragone) consiste nella totale irresponsabilità di cotanto Ammiraglio.
Irresponsabilità che pone a rischio, con la diffusione di tale notizia (fondata o infondata che sia), la nostra sicurezza nazionale come la sicurezza e l'integrità nazionale di altri Stati europei, non potendosi escludere che la Federazione Russa potrebbe - e comprensibilmente - agire di anticipo sull'anticipo.
Le infauste dichiarazioni del Dragone potrebbero essere interpretate (fermo restando la violazione dell'obbligo di assoluta segretezza) nel senso di una immaginata difesa preventiva ma in tal caso mancherebbe il presupposto, e cioè una minaccia da parte della Federazione Russa, e poi non si capirebbe perché quando queste iniziative di difesa preventiva vengono prese dalla Federazione Russa nei confronti dell'Ucraina manovrata da USA e UK e in presenza di batterie missilistiche puntate verso la Russia e che circondano il suo confine territoriale, non si tratterebbe più di legittima difesa preventiva (istituto di diritto internazionale del quale io sostengo la piena esistenza).
Per esigenze di sicurezza nazionale l'Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone dovrebbe essere posto immediatamente in congedo per metterlo in condizione di non più nuocere considerato che egli evidentemente confonde la fantasia del gioco del Risiko con la tragica realtà della guerra.
Augusto Sinagra
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UNA PICCOLA STORIA ALLA FOGAZZARO O ALLA DE AMICIS
Vorrei condividere con chi legge una mia piccola storia che in qualche modo ricorda "Cronache familiari" o "Piccolo mondo antico" di Antonio Fogazzaro o "Cuore" di Edmondo De Amicis.
Questa mattina, come sempre, mi son fermato a comprare le sigarette pagando in contanti, come faccio sempre per ogni acquisto, e il tabaccaio si lamentava giustamente dei pagamenti con la "carta" che pongono a carico del venditore (che non c'entra niente!) da parte dello Stato gran parte delle "commissioni" a beneficio delle banche. Si lamentava delle "commissioni" a suo carico ma dichiarava di essere pienamente favorevole al sistema dei pagamenti con "carta" perché le banconote e le monete che passano di mano in mano possono comportare trasmissione di germi batterici (le parole ora sono mie). Quindi, si alla "carta" ma senza commissioni bancarie.
Gli ho spiegato perché l'uso della cartamoneta è garanzia di libertà, di indipendenza e previene strumentazioni di controllo sociale e ricattatorie (pratica già messa in opera dallo Stato liberticida che ha introdotto l'estorsione a mezzo legge, come è avvenuto per il finto virus e per la finta pandemia; estorsione finalizzata al controllo sociale e al depopolamento a mezzo morte programmata!).
Il buon tabaccaio, dunque, opponeva giustificazioni di profilassi sanitaria per il divieto di uso del contante e la sua unica - e pur giusta - lagnanza restavano le "commissioni" a suo carico, tolte le quali andrebbe bene il pagamento con la "carta" ma in permanenza delle quali sarebbe meglio il contante. Con tanti saluti alle da lui asserite esigenze igieniche!
Inutilmente, e senza speranza, gli ho detto, congedandomi, che se lui non difendeva la sua libertà, metteva a rischio la libertà mia e di tutti.
Siamo perduti.
Augusto Sinagra
Vorrei condividere con chi legge una mia piccola storia che in qualche modo ricorda "Cronache familiari" o "Piccolo mondo antico" di Antonio Fogazzaro o "Cuore" di Edmondo De Amicis.
Questa mattina, come sempre, mi son fermato a comprare le sigarette pagando in contanti, come faccio sempre per ogni acquisto, e il tabaccaio si lamentava giustamente dei pagamenti con la "carta" che pongono a carico del venditore (che non c'entra niente!) da parte dello Stato gran parte delle "commissioni" a beneficio delle banche. Si lamentava delle "commissioni" a suo carico ma dichiarava di essere pienamente favorevole al sistema dei pagamenti con "carta" perché le banconote e le monete che passano di mano in mano possono comportare trasmissione di germi batterici (le parole ora sono mie). Quindi, si alla "carta" ma senza commissioni bancarie.
Gli ho spiegato perché l'uso della cartamoneta è garanzia di libertà, di indipendenza e previene strumentazioni di controllo sociale e ricattatorie (pratica già messa in opera dallo Stato liberticida che ha introdotto l'estorsione a mezzo legge, come è avvenuto per il finto virus e per la finta pandemia; estorsione finalizzata al controllo sociale e al depopolamento a mezzo morte programmata!).
Il buon tabaccaio, dunque, opponeva giustificazioni di profilassi sanitaria per il divieto di uso del contante e la sua unica - e pur giusta - lagnanza restavano le "commissioni" a suo carico, tolte le quali andrebbe bene il pagamento con la "carta" ma in permanenza delle quali sarebbe meglio il contante. Con tanti saluti alle da lui asserite esigenze igieniche!
Inutilmente, e senza speranza, gli ho detto, congedandomi, che se lui non difendeva la sua libertà, metteva a rischio la libertà mia e di tutti.
Siamo perduti.
Augusto Sinagra
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LA STRANA ALLEANZA TRA PUTIN E ZELENSKY
Non importa quel che dichiara quel tal Crosetto Guido (in un'intervista a Marco Travaglio) secondo cui l'Ucraina avrebbe già vinto di fatto la guerra contro la Russia.
Sembra trattarsi di dichiarazioni ascrivibili alle diverse forme di patologie allucinogene, ma non è così.
Quel tal Crosetto Guido sa bene quel che dice e a parte che pur a stimati gius-internazionalisti sfugge la distinzione tra "vittoria di fatto" e "vittoria de iure", il Crosetto ricorda sempre di più Alberto Sordi nel noto film "Finché c'è guerra c'è speranza".
Tuttavia, questo è secondario e appartiene alla nobile categoria delle "minchiate di convenienza", poiché il problema vero è che vi è una indubitabile convergenza di interessi tra costruttori e venditori di armi e soprattutto una singolare convergenza, quasi un'alleanza, tra il verme tossico di Kiev e il Presidente Vladimir Vladimirovich Putin.
Il primo ha interesse che la guerra continui come che sia per alimentare la corruzione sua e dei suoi complici. Che continui pur senza speranze di vittoria ma con la chiara consapevolezza di più gravi disastri e perdite territoriali per la lenta ma incessante avanzata delle FF.AA. russe.
A tale scopo il cocainomane continua le sue azioni terroristiche con lanci di droni in territorio russo e ora contro petroliere russe che navigano in Mar Nero.
Tutto ciò non incide minimante sulla soverchiante superiorità militare ed economica della Russia.
Il Presidente Putin, dal canto suo, non ha alcun interesse a conquistare e a dissolvere politicamente l'intera Ucraina. Vuole giustamente tutto il Donbass e le altre Regioni russofone.
Ed è così che egli si avvale delle provocazioni terroristiche del nano maledetto per rispondere adeguatamente con lo scopo di acquisire anche la Regione di Odessa la cui Città fu russa, poi napoletana e poi ancora russa, privando l'Ucraina di ogni sbocco al mare. Non è senza significato che una parte della tenaglia russa si trovi proprio in Transnistria, all'ovest di Odessa.
Rispetto al genio geopolitico di Vladimir Putin, Caterina di Russia, Pietro il Grande, Ivan il Terribile e, per quanto riguarda l'Occidente, Metternich, Bismark, Radetzki e lo stesso Federico di Prussia, erano soltanto delle rumorose pernacchie.
Augusto Sinagra
Non importa quel che dichiara quel tal Crosetto Guido (in un'intervista a Marco Travaglio) secondo cui l'Ucraina avrebbe già vinto di fatto la guerra contro la Russia.
Sembra trattarsi di dichiarazioni ascrivibili alle diverse forme di patologie allucinogene, ma non è così.
Quel tal Crosetto Guido sa bene quel che dice e a parte che pur a stimati gius-internazionalisti sfugge la distinzione tra "vittoria di fatto" e "vittoria de iure", il Crosetto ricorda sempre di più Alberto Sordi nel noto film "Finché c'è guerra c'è speranza".
Tuttavia, questo è secondario e appartiene alla nobile categoria delle "minchiate di convenienza", poiché il problema vero è che vi è una indubitabile convergenza di interessi tra costruttori e venditori di armi e soprattutto una singolare convergenza, quasi un'alleanza, tra il verme tossico di Kiev e il Presidente Vladimir Vladimirovich Putin.
Il primo ha interesse che la guerra continui come che sia per alimentare la corruzione sua e dei suoi complici. Che continui pur senza speranze di vittoria ma con la chiara consapevolezza di più gravi disastri e perdite territoriali per la lenta ma incessante avanzata delle FF.AA. russe.
A tale scopo il cocainomane continua le sue azioni terroristiche con lanci di droni in territorio russo e ora contro petroliere russe che navigano in Mar Nero.
Tutto ciò non incide minimante sulla soverchiante superiorità militare ed economica della Russia.
Il Presidente Putin, dal canto suo, non ha alcun interesse a conquistare e a dissolvere politicamente l'intera Ucraina. Vuole giustamente tutto il Donbass e le altre Regioni russofone.
Ed è così che egli si avvale delle provocazioni terroristiche del nano maledetto per rispondere adeguatamente con lo scopo di acquisire anche la Regione di Odessa la cui Città fu russa, poi napoletana e poi ancora russa, privando l'Ucraina di ogni sbocco al mare. Non è senza significato che una parte della tenaglia russa si trovi proprio in Transnistria, all'ovest di Odessa.
Rispetto al genio geopolitico di Vladimir Putin, Caterina di Russia, Pietro il Grande, Ivan il Terribile e, per quanto riguarda l'Occidente, Metternich, Bismark, Radetzki e lo stesso Federico di Prussia, erano soltanto delle rumorose pernacchie.
Augusto Sinagra
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ASKATASUNA E CASA POUND
E’ di queste ore la notizia che la Prefettura e la Questura di Torino hanno proceduto allo sgombero del noto Centro Sociale Askatasuna in Viale Regina Margherita a Torino.
L’operazione di Polizia è stata determinata non solo dal carattere fatiscente e pericolante della palazzina sede di questo Centro Sociale ma anche in ragione di attività illecite commesse al suo esterno e da ultimo l’aggressione teppistica al quotidiano “La Stampa” che al pari de “La Repubblica” si distingue per attività giornalistica priva di attendibilità e correttezza dell’informazione.
Subito si sono levati i cori isterici dei soliti sinistri che lamentano una disparità di trattamento e che dunque sollecitano lo sgombero di Casa Pound dalla sua sede in Via Napoleone III a Roma.
E’ vero che la madre degli imbecilli è sempre incinta ma questi imbecilli ignorano che proprio pochi giorni fa la Corte di Appello civile di Roma con 62 pagine di sentenza ha statuito che Casa Pound non è un’organizzazione che promuove odio o che si rende responsabile di atti di violenza o di discriminazioni razziste.
I Magistrati hanno anzi statuito che Casa Pound è un movimento politico che per sua scelta statutaria e per l’attività che svolge, si pone inequivocabilmente tra i movimenti rispettosi della democrazia, dei diritti e delle libertà costituzionali, oltre che rispettoso delle leggi.
Il paradosso è che questi sinistri che giocano a fare i rivoluzionari da operetta, sono figli dell’alta borghesia finanziaria, servi consapevoli o inconsapevoli degli interessi capitalistici, maggiordomi stupidi della peggiore forma di liberismo economico e politico.
Quanto a Casa Pound, ricordo una manifestazione sotto la sede del Partito comunista a Roma in Via delle Botteghe Oscure quando era Segretario del PCI quel galantuomo di Enrico Berlinguer.
I manifestanti scandivano ripetutamente un interrogativo: “Compagno Berlinguer, dicci come mai i Camerati uccisi son figli di operai”.
Augusto Sinagra
E’ di queste ore la notizia che la Prefettura e la Questura di Torino hanno proceduto allo sgombero del noto Centro Sociale Askatasuna in Viale Regina Margherita a Torino.
L’operazione di Polizia è stata determinata non solo dal carattere fatiscente e pericolante della palazzina sede di questo Centro Sociale ma anche in ragione di attività illecite commesse al suo esterno e da ultimo l’aggressione teppistica al quotidiano “La Stampa” che al pari de “La Repubblica” si distingue per attività giornalistica priva di attendibilità e correttezza dell’informazione.
Subito si sono levati i cori isterici dei soliti sinistri che lamentano una disparità di trattamento e che dunque sollecitano lo sgombero di Casa Pound dalla sua sede in Via Napoleone III a Roma.
E’ vero che la madre degli imbecilli è sempre incinta ma questi imbecilli ignorano che proprio pochi giorni fa la Corte di Appello civile di Roma con 62 pagine di sentenza ha statuito che Casa Pound non è un’organizzazione che promuove odio o che si rende responsabile di atti di violenza o di discriminazioni razziste.
I Magistrati hanno anzi statuito che Casa Pound è un movimento politico che per sua scelta statutaria e per l’attività che svolge, si pone inequivocabilmente tra i movimenti rispettosi della democrazia, dei diritti e delle libertà costituzionali, oltre che rispettoso delle leggi.
Il paradosso è che questi sinistri che giocano a fare i rivoluzionari da operetta, sono figli dell’alta borghesia finanziaria, servi consapevoli o inconsapevoli degli interessi capitalistici, maggiordomi stupidi della peggiore forma di liberismo economico e politico.
Quanto a Casa Pound, ricordo una manifestazione sotto la sede del Partito comunista a Roma in Via delle Botteghe Oscure quando era Segretario del PCI quel galantuomo di Enrico Berlinguer.
I manifestanti scandivano ripetutamente un interrogativo: “Compagno Berlinguer, dicci come mai i Camerati uccisi son figli di operai”.
Augusto Sinagra
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MATTARELLA, PUTIN, LA GUERRA, I SOLDI E LE MINCHIATE
Lo stato della voluta disinformazione in Italia è arrivata ad un punto tale che mentre il Presidente Vladimir Putin dichiara a più riprese di non voler far guerra a nessuno e meno che mai agli Stati europei, (salvo che riportare alla Russia l'intero Donbass, com'è giusto che sia), "la Repubblica", "la Stampa" e altri quotidiani hanno titolato in prima e tutta pagina: "Putin minaccia l'Europa".
E' evidente che qualcuno "in alto" ha dettato il titolo poiché non può essere che numerosi quotidiani abbiano titolato per coincidenza nella stesso modo.
In tutto questo si inserisce il nostro amatissimo Capo dello Stato, Mattarella Sergio figlio di Bernardo, il quale travalicando ancora l'ordine costituzionale politicamente svolge funzioni che spettano solo al governo e moralmente incita alla guerra sostenendo il demenziale piano di riarmo della UE che anche un scemo capisce che è finalizzato a risollevare la fallimentare economia tedesca e riarmare la Germania.
L'Italia della Meloni Giorgia da Garbatella City esegue tutto quello che le viene ordinato e così l'Italia dovrà pagare pro-quota una somma enorme per il voluto riarmo, oltre alle armi che dobbiamo comprare in USA e poi donare al verme tossico e ladrone di Kiev.
Ma non è finita: essendo fallita l'idea della UE di appropriarsi dei c.d. "asset" russi (non per la illegalità intrinseca dato che la UE "governa! sistematicamente con atti illegali, ma per la inevitabile e giustificata ritorsione russa di appropriarsi degli "asset" degli Stati europei depositati o operativi in Russia, e per un valore pari al più del doppio), la UE ha deciso di fornire comunque un primo prestito al verme tossico - il comico di Kiev - di 90 miliardi di euro a interessi zero ma con obbligo di restituzione se la Russia non paga la futura ricostruzione in Ucraina.
A parte che sarebbe la prima volta nella storia delle guerre che lo Stato vincitore risarcisce allo Stato vinto i danni di guerra, quel che colpisce è la sfrontatezza di offendere l'intelligenza di chi ne ha pur poca.
E ancor più il fatto che, per la quota spettante all'Italia, ogni contribuente italiano dovrà pagare la somma di 220 euro, oltre a quel che ci sarà da pagare per la restituzione del prestito cosiddetto PNRR e per il demenziale piano di riarmo.
Questo fanno il Presidente della Repubblica e il governo in carica.
Ognuno tragga le sue conclusioni.
Augusto Sinagra
Lo stato della voluta disinformazione in Italia è arrivata ad un punto tale che mentre il Presidente Vladimir Putin dichiara a più riprese di non voler far guerra a nessuno e meno che mai agli Stati europei, (salvo che riportare alla Russia l'intero Donbass, com'è giusto che sia), "la Repubblica", "la Stampa" e altri quotidiani hanno titolato in prima e tutta pagina: "Putin minaccia l'Europa".
E' evidente che qualcuno "in alto" ha dettato il titolo poiché non può essere che numerosi quotidiani abbiano titolato per coincidenza nella stesso modo.
In tutto questo si inserisce il nostro amatissimo Capo dello Stato, Mattarella Sergio figlio di Bernardo, il quale travalicando ancora l'ordine costituzionale politicamente svolge funzioni che spettano solo al governo e moralmente incita alla guerra sostenendo il demenziale piano di riarmo della UE che anche un scemo capisce che è finalizzato a risollevare la fallimentare economia tedesca e riarmare la Germania.
L'Italia della Meloni Giorgia da Garbatella City esegue tutto quello che le viene ordinato e così l'Italia dovrà pagare pro-quota una somma enorme per il voluto riarmo, oltre alle armi che dobbiamo comprare in USA e poi donare al verme tossico e ladrone di Kiev.
Ma non è finita: essendo fallita l'idea della UE di appropriarsi dei c.d. "asset" russi (non per la illegalità intrinseca dato che la UE "governa! sistematicamente con atti illegali, ma per la inevitabile e giustificata ritorsione russa di appropriarsi degli "asset" degli Stati europei depositati o operativi in Russia, e per un valore pari al più del doppio), la UE ha deciso di fornire comunque un primo prestito al verme tossico - il comico di Kiev - di 90 miliardi di euro a interessi zero ma con obbligo di restituzione se la Russia non paga la futura ricostruzione in Ucraina.
A parte che sarebbe la prima volta nella storia delle guerre che lo Stato vincitore risarcisce allo Stato vinto i danni di guerra, quel che colpisce è la sfrontatezza di offendere l'intelligenza di chi ne ha pur poca.
E ancor più il fatto che, per la quota spettante all'Italia, ogni contribuente italiano dovrà pagare la somma di 220 euro, oltre a quel che ci sarà da pagare per la restituzione del prestito cosiddetto PNRR e per il demenziale piano di riarmo.
Questo fanno il Presidente della Repubblica e il governo in carica.
Ognuno tragga le sue conclusioni.
Augusto Sinagra
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PREGHIERA DI NATALE: oh mio caro buon Gesù, fa che Mattarella non parli più!
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