La terza ROMA
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Ci occupiamo di Russia,di Europa,di Italia,di guerra e di pace,di lotta al mondo monopolare,quello che i media tradizionali nascondono.Senza sovranità non esiste giustizia.
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Riceviamo e condividiamo.

L'ITALIA PRODUTTIVA SCENDE IN PIAZZA: AGRICOLTORI, AUTOTRASPORTATORI E PESCATORI UNITI CONTRO CARO VITA E BRUXELLES.
Le strade bloccate dai trattori, i tir fermi e i pescherecci ormeggiati nei porti: l'economia reale del Paese è arrivata al punto di rottura. Il movimento politico Italia delle Identità esprime totale solidarietà ai lavoratori in rivolta contro le politiche europee e la complicità della classe dirigente nazionale.
Ecco perché il nostro sistema produttivo è sotto attacco:
• Il massacro del Green Deal e della PAC: Norme ideologiche e tagli drastici che abbattono la produttività interna. In più, l'80% dei fondi europei finisce ai grandi colossi, penalizzando le piccole e medie imprese familiari.
• Logistica e Pesca nella morsa: Autotrasportatori schiacciati da transizioni forzate e restrizioni sulle emissioni; pescatori penalizzati a tutto vantaggio del pesce d'importazione.
• La minaccia del CETA: Il trattato con il Canada legalizza la concorrenza sleale. Permette l'importazione a dazio zero di grano e carni trattati con glifosato e lascia la porta aperta ai falsi d'autore come il Parmesan.
• L'accordo UE-Mercosur e la svendita della zootecnia: L'intesa commerciale con i paesi del Sudamerica spalanca le porte a tonnellate di carne bovina, pollo e prodotti agricoli coltivati e allevati senza gli standard di sicurezza, ambientali e sanitari imposti ai nostri produttori, distruggendo il mercato interno.
• L'Accordo Euromediterraneo e l'invasione dell'olio tunisino: Le deroghe e i contingenti tariffari agevolati per l'importazione di olio d'oliva da paesi terzi penalizzano l'oro verde italiano, deprimendo i prezzi alla produzione e favorendo la contraffazione a danno dei nostri olivicoltori.
• Il collasso infrastrutturale del Sud: Nelle regioni meridionali, dove la protesta monta con più rabbia, la transizione ecologica imposta dall'alto è una beffa. I nostri produttori devono competere a armi impari a causa di ferrovie a binario unico, strade colabrodo, porti non dragati e reti idriche che disperdono oltre la metà dell'acqua. Senza infrastrutture moderne, i costi di trasporto isolano il Mezzogiorno e uccidono la competitività delle nostre eccellenze.
❌ La complicità della politica: Se il centrosinistra porta avanti un ambientalismo da salotto lontano dalla realtà, il centrodestra di governo (FdI, Lega, FI) fa un doppio gioco: cavalca il dissenso in piazza, ma a Bruxelles ha votato i regolamenti della PAC e ha ceduto sui trattati internazionali come il CETA.
LE NOSTRE RICHIESTE IMMEDIATE:
1. Blocco della ratifica del CETA e stop definitivo all'accordo UE-Mercosur
2. Revisione totale dei parametri della PAC e blocco delle agevolazioni tariffarie dell'Accordo Euromediterraneo sull'olio d'oliva
3. Revisione ed abolizione delle accise superflue riportando il carburante ad un prezzo accettabile
4. Piano straordinario di investimenti per il Sud: Sblocco immediato dei fondi per il raddoppio ferroviario, la manutenzione stradale, l'efficientamento dei porti meridionali e la ricostruzione delle reti idriche per l'irrigazione agricola.
5. Stop definitivo all'ambientalismo punitivo

Difendere l'agricoltura, il mare e la logistica significa difendere la sopravvivenza stessa della nostra Nazione! 🇮🇹

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@inprimopiano

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