Forwarded from CORVELVA
🚨 SCANDALO SENZA PRECEDENTI NELLA LETTERATURA MEDICA: 25 ANNI DI CASI CLINICI... INVENTATI DI SANA PIANTA! 🚨
"Fidatevi ciecamente della scienza", ci dicono in continuazione. "Lo dicono gli studi peer-reviewed", ripetono come un mantra per zittire ogni dubbio o domanda legittima dei genitori. Ebbene, tenetevi forte, perché quello che è appena emerso dalla letteratura medica ha dell'incredibile e conferma ciò che come Corvelva denunciamo da sempre: il sistema delle pubblicazioni scientifiche fa acqua da tutte le parti!
La rivista medica Paediatrics & Child Health, testata ufficiale della Canadian Paediatric Society, è stata costretta a correggere il tiro su una frode colossale: per ben 25 ANNI (dal 2000 ad oggi) ha pubblicato la bellezza di 138 casi clinici pediatrici COMPLETAMENTE FINTI! 😱 E la cosa più grave? In nessuno di questi articoli "scientifici" (regolarmente sottoposti a revisione paritaria, la famosa peer-review) era specificato che si trattasse di pura finzione. Venivano spacciati per realtà scientifica a tutti gli effetti!
Come è stato scoperchiato il vaso di Pandora?
Tutto è nato da un'inchiesta del New Yorker che ha smascherato il caso "Baby boy blue" pubblicato nel 2010. Questo studio descriveva un neonato che avrebbe mostrato segni di tossicità letale da oppioidi attraverso il latte materno, perché la madre assumeva paracetamolo con codeina. Questo specifico caso, pur non centrando con il nostro tema, è stato usato per anni dal farmacologo Gideon Koren come prova inconfutabile per terrorizzare le madri e dettare linee guida pediatriche. La verità? Il caso era completamente INVENTATO. Un castello di carte crollato miseramente!
E qual è stata l'assurda giustificazione della rivista? Hanno avuto il coraggio di affermare che i casi venivano inventati "per proteggere la privacy dei pazienti" e che dovevano essere considerati solo degli "strumenti didattici". Peccato che la comunità scientifica globale li abbia presi per veri! Oltre 60 di questi articoli fittizi sono stati citati centinaia di volte da altri ricercatori in tutto il mondo, inquinando e falsando la letteratura medica su cui si basano le decisioni cliniche, anche in periodo Covid19.
Siamo al paradosso totale: hanno persino etichettato come "falso" un caso che invece era reale, e quando l'autrice (basita) ha chiesto spiegazioni, si è sentita rispondere dalla rivista che "sarebbe difficile" sistemare l'errore. Follia pura! 🤦♀️
Come sottolinea il professor David Juurlink dell'Università di Toronto, presentare una narrazione fittizia spacciandola per un caso clinico autentico "è funzionalmente indistinguibile da una FABBRICAZIONE nella documentazione scientifica". Questo è il livello di rigore e di integrità su cui poi vengono basate le raccomandazioni pediatriche, i protocolli e le politiche sanitarie che ricadono direttamente sulla pelle dei nostri figli! 🛑
Ancora una volta, vi invitiamo a tenere gli occhi aperti, a non spegnere mai il senso critico e a diffidare da chi vi chiede un atto di fede cieca e assoluta in una "Scienza" che, come dimostra questo enorme scandalo, è fatta da uomini, enormi conflitti d'interesse e, a quanto pare, anche da troppa... FANTASIA!
Restiamo vigili, sempre! 🛡
🔗 Leggi la notizia completa (in inglese) direttamente sul portale Retraction Watch: 👇
https://retractionwatch.com/2026/03/03/canadian-pediatric-society-journal-correction-case-reports-fictional-paediatrics-child-health/
#Corvelva #LibertàDiScelta #FrodeScientifica #Pediatria #ScienzaReale #TrasparenzaSanitaria #ConsensoInformato #Salute #FakeNews #PeerReview
"Fidatevi ciecamente della scienza", ci dicono in continuazione. "Lo dicono gli studi peer-reviewed", ripetono come un mantra per zittire ogni dubbio o domanda legittima dei genitori. Ebbene, tenetevi forte, perché quello che è appena emerso dalla letteratura medica ha dell'incredibile e conferma ciò che come Corvelva denunciamo da sempre: il sistema delle pubblicazioni scientifiche fa acqua da tutte le parti!
La rivista medica Paediatrics & Child Health, testata ufficiale della Canadian Paediatric Society, è stata costretta a correggere il tiro su una frode colossale: per ben 25 ANNI (dal 2000 ad oggi) ha pubblicato la bellezza di 138 casi clinici pediatrici COMPLETAMENTE FINTI! 😱 E la cosa più grave? In nessuno di questi articoli "scientifici" (regolarmente sottoposti a revisione paritaria, la famosa peer-review) era specificato che si trattasse di pura finzione. Venivano spacciati per realtà scientifica a tutti gli effetti!
Come è stato scoperchiato il vaso di Pandora?
Tutto è nato da un'inchiesta del New Yorker che ha smascherato il caso "Baby boy blue" pubblicato nel 2010. Questo studio descriveva un neonato che avrebbe mostrato segni di tossicità letale da oppioidi attraverso il latte materno, perché la madre assumeva paracetamolo con codeina. Questo specifico caso, pur non centrando con il nostro tema, è stato usato per anni dal farmacologo Gideon Koren come prova inconfutabile per terrorizzare le madri e dettare linee guida pediatriche. La verità? Il caso era completamente INVENTATO. Un castello di carte crollato miseramente!
E qual è stata l'assurda giustificazione della rivista? Hanno avuto il coraggio di affermare che i casi venivano inventati "per proteggere la privacy dei pazienti" e che dovevano essere considerati solo degli "strumenti didattici". Peccato che la comunità scientifica globale li abbia presi per veri! Oltre 60 di questi articoli fittizi sono stati citati centinaia di volte da altri ricercatori in tutto il mondo, inquinando e falsando la letteratura medica su cui si basano le decisioni cliniche, anche in periodo Covid19.
Siamo al paradosso totale: hanno persino etichettato come "falso" un caso che invece era reale, e quando l'autrice (basita) ha chiesto spiegazioni, si è sentita rispondere dalla rivista che "sarebbe difficile" sistemare l'errore. Follia pura! 🤦♀️
Come sottolinea il professor David Juurlink dell'Università di Toronto, presentare una narrazione fittizia spacciandola per un caso clinico autentico "è funzionalmente indistinguibile da una FABBRICAZIONE nella documentazione scientifica". Questo è il livello di rigore e di integrità su cui poi vengono basate le raccomandazioni pediatriche, i protocolli e le politiche sanitarie che ricadono direttamente sulla pelle dei nostri figli! 🛑
Ancora una volta, vi invitiamo a tenere gli occhi aperti, a non spegnere mai il senso critico e a diffidare da chi vi chiede un atto di fede cieca e assoluta in una "Scienza" che, come dimostra questo enorme scandalo, è fatta da uomini, enormi conflitti d'interesse e, a quanto pare, anche da troppa... FANTASIA!
Restiamo vigili, sempre! 🛡
🔗 Leggi la notizia completa (in inglese) direttamente sul portale Retraction Watch: 👇
https://retractionwatch.com/2026/03/03/canadian-pediatric-society-journal-correction-case-reports-fictional-paediatrics-child-health/
#Corvelva #LibertàDiScelta #FrodeScientifica #Pediatria #ScienzaReale #TrasparenzaSanitaria #ConsensoInformato #Salute #FakeNews #PeerReview
Retraction Watch
A medical journal says the case reports it has published for 25 years are, in fact, fiction
A Canadian journal has issued corrections on 138 case reports it published over the last 25 years to add a disclaimer: The cases described are fictional. Paediatrics & Child Health, the journal…
💩8
Forwarded from Evolutamente.it
🔴 RIFIUTATO SENZA NESSUNA REVISIONE. IL MOTIVO? L'ARGOMENTO "NON INTERESSA I LETTORI". Sì, l'argomento è: i danni prolungati da vaccino.
Il professor Retsef Levi — MIT, e già responsabile della revisione sulla sicurezza dei vaccini COVID per l'ACIP federale — ha raccontato ieri sera cosa è successo al suo ultimo studio: "Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees". Analizzava i dati V-SAFE, il sistema di sorveglianza attiva tramite smartphone che il CDC ha usato per monitorare gli effetti dei vaccini COVID su milioni di americani.
Due rifiuti, entrambi "desk rejection" — cioè scartati dal banco della redazione, senza passare nemmeno un giorno di revisione tra pari:
1️⃣ La rivista Vaccine (Elsevier) — la rivista di vaccinologia più citata al mondo. 2️⃣ medRxiv — la piattaforma di preprint che nasce per pubblicare gli studi PRIMA della peer review, senza filtri.
La motivazione dichiarata, testuale: il tema "non è importante per i lettori" della rivista.
Rileggetelo. Una rivista chiamata Vaccine ritiene che gli effetti avversi prolungati riportati dai pazienti vaccinati non siano un tema di interesse per chi legge una rivista di vaccinologia.
I dettagli che rendono la cosa indecente:
— I dati V-SAFE sono pubblici. Sono i dati del CDC, raccolti col denaro dei contribuenti americani. Non è un dataset misterioso: è il dataset ufficiale dell'Agenzia. — La stessa rivista Vaccine ha pubblicato numerosi paper del CDC basati sui dati V-SAFE. Quando i risultati erano rassicuranti, il dataset era buono. Quando gli stessi dati raccontavano danni prolungati, il dataset è diventato "non interessante". — Un desk rejection da una piattaforma di preprint è un evento rarissimo: avviene solo quando ci sono dubbi gravi sui dati o sulle credenziali degli autori. Qui i dati sono pubblici e l'autore viene dal MIT. Non resta molta scelta su quale sia il vero motivo.
La conclusione di Levi è netta: "Queste politiche sono comuni a tutte le riviste scientifiche. La maggior parte di queste riviste e degli accademici nei loro board editoriali è finanziata da case farmaceutiche con interessi propri. Questo mette in seria discussione la nozione stessa di letteratura sottoposta a peer review".
Sono anni che lo dico e lo scrivo: la peer review non è un filtro di qualità — è un filtro di potere. Non decide cosa è vero, decide cosa è pubblicabile. Un errore che va a favore della narrazione passa la revisione in due settimane; un dato che la contraddice muore al banco, senza nemmeno il processo.
E il sistema funziona su due binari, come abbiamo visto proprio ieri con i documenti declassificati del Senatore Paul: in sala riunioni si dice una cosa (sieroprevalenza 20-25%), in TV se ne dice un'altra (5%). In laboratorio si misura una cosa, sulla rivista se ne pubblica un'altra. Il danno non sta solo nel singolo studio respinto — sta nel messaggio che passa a ogni ricercatore onesto del pianeta: se i dati ti portano dove non devi andare, i tuoi dati non usciranno dal cassetto.
Nel 2021 chi parlava di segnali negli effetti avversi era "complottista". Nel 2026 un professore del MIT usa i dati ufficiali del CDC, lo respingono lo stesso, e a chiamarsi "complottista" sono le stesse redazioni che scartano gli studi senza leggerli. La scienza non è mai stata questa. Questa è editoria.
📄 Fonte: R. Levi, X, 2 settembre 2026 — https://x.com/RetsefL/status/2095258711128252880 📄 Profilo: Retsef Levi, MIT Sloan School of Management; revisione sicurezza vaccini COVID per ACIP (Politico, dicembre 2025; The Guardian, marzo 2026)
Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente
#RetsefLevi #VSafe #Censura #PeerReview #Vaccine #EffettiAvversi #MIT #EvolutaMente
Il professor Retsef Levi — MIT, e già responsabile della revisione sulla sicurezza dei vaccini COVID per l'ACIP federale — ha raccontato ieri sera cosa è successo al suo ultimo studio: "Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees". Analizzava i dati V-SAFE, il sistema di sorveglianza attiva tramite smartphone che il CDC ha usato per monitorare gli effetti dei vaccini COVID su milioni di americani.
Due rifiuti, entrambi "desk rejection" — cioè scartati dal banco della redazione, senza passare nemmeno un giorno di revisione tra pari:
1️⃣ La rivista Vaccine (Elsevier) — la rivista di vaccinologia più citata al mondo. 2️⃣ medRxiv — la piattaforma di preprint che nasce per pubblicare gli studi PRIMA della peer review, senza filtri.
La motivazione dichiarata, testuale: il tema "non è importante per i lettori" della rivista.
Rileggetelo. Una rivista chiamata Vaccine ritiene che gli effetti avversi prolungati riportati dai pazienti vaccinati non siano un tema di interesse per chi legge una rivista di vaccinologia.
I dettagli che rendono la cosa indecente:
— I dati V-SAFE sono pubblici. Sono i dati del CDC, raccolti col denaro dei contribuenti americani. Non è un dataset misterioso: è il dataset ufficiale dell'Agenzia. — La stessa rivista Vaccine ha pubblicato numerosi paper del CDC basati sui dati V-SAFE. Quando i risultati erano rassicuranti, il dataset era buono. Quando gli stessi dati raccontavano danni prolungati, il dataset è diventato "non interessante". — Un desk rejection da una piattaforma di preprint è un evento rarissimo: avviene solo quando ci sono dubbi gravi sui dati o sulle credenziali degli autori. Qui i dati sono pubblici e l'autore viene dal MIT. Non resta molta scelta su quale sia il vero motivo.
La conclusione di Levi è netta: "Queste politiche sono comuni a tutte le riviste scientifiche. La maggior parte di queste riviste e degli accademici nei loro board editoriali è finanziata da case farmaceutiche con interessi propri. Questo mette in seria discussione la nozione stessa di letteratura sottoposta a peer review".
Sono anni che lo dico e lo scrivo: la peer review non è un filtro di qualità — è un filtro di potere. Non decide cosa è vero, decide cosa è pubblicabile. Un errore che va a favore della narrazione passa la revisione in due settimane; un dato che la contraddice muore al banco, senza nemmeno il processo.
E il sistema funziona su due binari, come abbiamo visto proprio ieri con i documenti declassificati del Senatore Paul: in sala riunioni si dice una cosa (sieroprevalenza 20-25%), in TV se ne dice un'altra (5%). In laboratorio si misura una cosa, sulla rivista se ne pubblica un'altra. Il danno non sta solo nel singolo studio respinto — sta nel messaggio che passa a ogni ricercatore onesto del pianeta: se i dati ti portano dove non devi andare, i tuoi dati non usciranno dal cassetto.
Nel 2021 chi parlava di segnali negli effetti avversi era "complottista". Nel 2026 un professore del MIT usa i dati ufficiali del CDC, lo respingono lo stesso, e a chiamarsi "complottista" sono le stesse redazioni che scartano gli studi senza leggerli. La scienza non è mai stata questa. Questa è editoria.
📄 Fonte: R. Levi, X, 2 settembre 2026 — https://x.com/RetsefL/status/2095258711128252880 📄 Profilo: Retsef Levi, MIT Sloan School of Management; revisione sicurezza vaccini COVID per ACIP (Politico, dicembre 2025; The Guardian, marzo 2026)
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#RetsefLevi #VSafe #Censura #PeerReview #Vaccine #EffettiAvversi #MIT #EvolutaMente
X (formerly Twitter)
Retsef Levi (@RetsefL) on X
We must counter the immense censorship by scientific journals on any discussion of vaccine injuries!
Our recent preprint:
“Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees”
w…
Our recent preprint:
“Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees”
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