Forwarded from Evolutamente.it
🛑 La febbre NON è un nemico da abbattere con la Tachipirina. È un’alleata evoluta del nostro corpo.
Un articolo scientifico fondamentale, pubblicato su Evolution, Medicine, and Public Health (Oxford University Press) il 23 novembre 2020, titolato “Let fever do its job” (“Lascia che la febbre faccia il suo lavoro”), lo dice chiaramente.
Autori: Sylwia Wrotek, Edmund K. LeGrand, Artur Dzialuk e Joe Alcock.
In piena “pandemia”, mentre tutti ripetevano “Tachipirina e vigile attesa”, questi ricercatori hanno ricordato una verità che la medicina evoluzionistica conosce da decenni: la febbre è una risposta regolata, antica centinaia di milioni di anni, che ci aiuta a combattere le infezioni.
Perché la febbre è utile?
Aumenta l’efficacia delle cellule immunitarie (linfociti, macrofagi, neutrofili lavorano meglio a temperature più alte).
Rallenta o blocca la replicazione di molti batteri (molti patogeni si riproducono peggio sopra i 38-39°C).
Crea uno stress selettivo sulle cellule infette.
È parte della “risposta acuta di fase”, un meccanismo di difesa conservato dall’evoluzione in rettili, pesci, uccelli e mammiferi.
Sopprimerla sistematicamente con antipiretici (paracetamolo/Tachipirina in primis) può interferire con questa difesa naturale e, in alcuni casi, peggiorare l’esito dell’infezione. L’articolo lo sottolinea proprio nel contesto COVID-19: nonostante la febbre fosse uno dei sintomi principali, pochissima attenzione è stata data al suo ruolo protettivo.
Link articolo (open access): https://academic.oup.com/emph/article/9/1/26/5998648
Il protocollo “Tachipirina e vigile attesa” è stato un errore grave
Nel 2020-2021 milioni di persone con febbre sono state mandate a casa con la raccomandazione di prendere paracetamolo al primo grado di febbre, senza supporto, senza monitoraggio adeguato dell’ossigeno, senza valorizzare le difese naturali del corpo.
Questo approccio sintomatico aggressivo ha ignorato secoli di biologia evoluzionistica. Non è “prudenza”, è stato un approccio riduzionista e farmacocentrico che ha trattato il sintomo come nemico invece di supportare l’organismo.
Oggi sappiamo (e studi pre-pandemia lo confermavano già) che:
La febbre lieve-moderata (fino a 39-39.5°C) in un adulto o bambino altrimenti in buone condizioni non va soppressa di routine.
Si interviene solo se c’è forte discomfort, disidratazione o in soggetti a rischio (bambini molto piccoli, anziani, comorbilità gravi).
L’uso eccessivo di paracetamolo ha anche rischi epatici e può mascherare il peggioramento della malattia.
La febbre non è “disintossicazione” nel senso New Age, ma è comunque un processo di difesa profonda
L’organismo alza la temperatura per ottimizzare il suo stato di salute dopo e sopravvivere. Ridurla artificialmente significa spesso prolungare il tempo di malattia e indebolire la risposta immunitaria naturale.
Domanda scomoda: perché nessun “esperto” televisivo, nessuna società scientifica italiana, nessun virologo da talk show ha mai citato questo articolo o la letteratura sulla medicina evoluzionistica della febbre?
Perché andava contro il mantra “farmaco subito, vaccino dopo”.
La scienza vera non è quella che esce sui tg. È quella che rispetta ciò che l’evoluzione ha selezionato in milioni di anni.
Messaggio finale:
Se hai febbre, idratati, riposa, nutri il corpo, monitora i parametri importanti (saturazione, stato generale). Non avere paura della febbre in sé. Abbassala solo quando serve davvero.
Il corpo umano non è stupido. Ha meccanismi raffinatissimi.
Condividi questo post. La gente deve sapere che esiste anche un’altra visione, supportata da pubblicazioni scientifiche serie, non solo dal protocollo unico imposto dall’alto.
#Febbre #MedicinaEvoluzionistica #Tachipirina #SaluteNaturale #COVID #ScienzaVera
Un articolo scientifico fondamentale, pubblicato su Evolution, Medicine, and Public Health (Oxford University Press) il 23 novembre 2020, titolato “Let fever do its job” (“Lascia che la febbre faccia il suo lavoro”), lo dice chiaramente.
Autori: Sylwia Wrotek, Edmund K. LeGrand, Artur Dzialuk e Joe Alcock.
In piena “pandemia”, mentre tutti ripetevano “Tachipirina e vigile attesa”, questi ricercatori hanno ricordato una verità che la medicina evoluzionistica conosce da decenni: la febbre è una risposta regolata, antica centinaia di milioni di anni, che ci aiuta a combattere le infezioni.
Perché la febbre è utile?
Aumenta l’efficacia delle cellule immunitarie (linfociti, macrofagi, neutrofili lavorano meglio a temperature più alte).
Rallenta o blocca la replicazione di molti batteri (molti patogeni si riproducono peggio sopra i 38-39°C).
Crea uno stress selettivo sulle cellule infette.
È parte della “risposta acuta di fase”, un meccanismo di difesa conservato dall’evoluzione in rettili, pesci, uccelli e mammiferi.
Sopprimerla sistematicamente con antipiretici (paracetamolo/Tachipirina in primis) può interferire con questa difesa naturale e, in alcuni casi, peggiorare l’esito dell’infezione. L’articolo lo sottolinea proprio nel contesto COVID-19: nonostante la febbre fosse uno dei sintomi principali, pochissima attenzione è stata data al suo ruolo protettivo.
Link articolo (open access): https://academic.oup.com/emph/article/9/1/26/5998648
Il protocollo “Tachipirina e vigile attesa” è stato un errore grave
Nel 2020-2021 milioni di persone con febbre sono state mandate a casa con la raccomandazione di prendere paracetamolo al primo grado di febbre, senza supporto, senza monitoraggio adeguato dell’ossigeno, senza valorizzare le difese naturali del corpo.
Questo approccio sintomatico aggressivo ha ignorato secoli di biologia evoluzionistica. Non è “prudenza”, è stato un approccio riduzionista e farmacocentrico che ha trattato il sintomo come nemico invece di supportare l’organismo.
Oggi sappiamo (e studi pre-pandemia lo confermavano già) che:
La febbre lieve-moderata (fino a 39-39.5°C) in un adulto o bambino altrimenti in buone condizioni non va soppressa di routine.
Si interviene solo se c’è forte discomfort, disidratazione o in soggetti a rischio (bambini molto piccoli, anziani, comorbilità gravi).
L’uso eccessivo di paracetamolo ha anche rischi epatici e può mascherare il peggioramento della malattia.
La febbre non è “disintossicazione” nel senso New Age, ma è comunque un processo di difesa profonda
L’organismo alza la temperatura per ottimizzare il suo stato di salute dopo e sopravvivere. Ridurla artificialmente significa spesso prolungare il tempo di malattia e indebolire la risposta immunitaria naturale.
Domanda scomoda: perché nessun “esperto” televisivo, nessuna società scientifica italiana, nessun virologo da talk show ha mai citato questo articolo o la letteratura sulla medicina evoluzionistica della febbre?
Perché andava contro il mantra “farmaco subito, vaccino dopo”.
La scienza vera non è quella che esce sui tg. È quella che rispetta ciò che l’evoluzione ha selezionato in milioni di anni.
Messaggio finale:
Se hai febbre, idratati, riposa, nutri il corpo, monitora i parametri importanti (saturazione, stato generale). Non avere paura della febbre in sé. Abbassala solo quando serve davvero.
Il corpo umano non è stupido. Ha meccanismi raffinatissimi.
Condividi questo post. La gente deve sapere che esiste anche un’altra visione, supportata da pubblicazioni scientifiche serie, non solo dal protocollo unico imposto dall’alto.
#Febbre #MedicinaEvoluzionistica #Tachipirina #SaluteNaturale #COVID #ScienzaVera
Oup
Let fever do its job: The meaning of fever in the pandemic era Open Access
Evolution, Medicine, and Public Health, Volume 9, Issue 1, 2021, Pages 26–35, https://doi.org/10.1093/emph/eoaa044
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