Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Mi pesa doverlo scrivere, e ho aspettato parecchio tempo prima di esprimere un giudizio politico relativamente alla figura di Francesca Albanese... ora davanti a certe parole, dette così a cuor leggero davanti alle telecamere di la7 da Formigli (sì, nel canale di Cairo) non si può tacere.
Le recenti dichiarazioni di Francesca Albanese sul 7 ottobre fanno male, la sua è una narrazione che si piega (consapevolmente o no) al linguaggio del potere, quello che da sempre tenta di cancellare la voce della RESISTENZA, e trasformare l’oppresso in carnefice.

Non basta indossare il titolo di “Relatrice ONU per i diritti umani” per custodire la verità. La verità non si protegge con il bilancino dell'equidistanza diplomatica, ma col coraggio di chiamare le cose col loro nome.

Quel 7 ottobre non nasce nel vuoto o perchè quelli di Hamas sono dei pazzi assassini : quel 7 ottobre è figlio della Nakba (1948), della Naksa (1967), dell’assedio, delle carceri, degli ulivi bruciati, dei bambini incarcerati, delle case demolite, delle madri lasciate sole con il sangue nelle mani, delle falde acquifere inquinate.
Quel 7 ottobre è figlio anche degli accordi di Abramo, e grazie al quale si sono (almeno momentaneamente) fermati!
Quel 7 ottobre ha rimesso la PALESTINA al centro della scena mondiale.

Inoltre, trovo gravissimo che si usi il nome di Vittorio Arrigoni per dare legittimità a una narrazione che lui stesso avrebbe rifiutato. Vittorio non ha mai rinnegato la resistenza. Conosceva molto bene la realtà palestinese e di Gaza nello specificio, conosceva i volti della resistenza e anche le contraddizioni, ma soprattutto conosceva la DIGNITà della resistenza. Ed stato ucciso proprio da chi combatteva Hamas, non certo per le sue critiche alla resistenza, ma perché era troppo vicino a quella terra e a quel popolo, il braccio che lo ha ammazzato potrebbe anche essere stato di un palestinese, ma il mandante è sempre e solo uno: la colonia ebraico-sionista!

Chi parla in nome della Palestina, ma ha paura di dire "resistenza", ne tradisce l’anima.
Abbiamo chiesto ai palestinesi cosa pensano di questa tizia qui?

Dal mio punto di vista, la Palestina non ha bisogno di custodi tiepidi, ma di voci vere, RADICALI, incorruttibili.
Ha bisogno di fuoco, non di prudenza. Chè siamo già fuori ogni tempo massimo!

Non contenta, la Albanese, apre uno scenario totalmente disonesto per quanto riguarda le elezioni nella striscia di Gaza, lei dice che non si fanno dal 2005 ... E anche questo è falso, e non ci credo che si tratti di un ''lapsus'' o di un errore... A Gaza le elezioni amministrative ci sono state nel 2006, mentre in West Bank non si tengono elezioni politiche dal 2005: il mandato di Abu Mazen sarebbe dovuto terminare nel 2009, ma da allora non sono state più indette elezioni presidenziali perchè ha visto la percentuale di voti presi da Hamas a Gaza....
cos'è questo da parte della relatrice Onu: buonafede? Sciatteria? O furbizia?

Ad ogni modo: Restiamo umani, sì.
Ma anche radicalmente onesti. Sennò Vittorio lo si ammazza ripetute volte!
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
👽 IL MIO NUOVO ALBUM: ALIENI E TRANSUMANI ⚡️

Ci siamo.

Il 9 GIUGNO esce il mio nuovo album: “ALIENI E TRANSUMANI” 🎧

Un viaggio nel mondo che ci stanno preparando.

Insieme all’album, esce anche il singolo di lancio: “L’ESPERTO”, una satira tagliente su chi pretende di sapere tutto.

🎁 Se vuoi ricevere una copia fisica dell’album e sostenere direttamente il mio lavoro (senza filtri e senza algoritmi),
✉️ scrivimi subito a:
roccocantautore@proton.me

Il futuro è già cominciato. E suona più o meno così…

👉👉 @roccocantautore
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In parole povere: il 7 ottobre in Italia ha fatto crollare il consenso popolare verso israele. Anziché l'inverso.
Il consenso verso israele crolla in tutti i paesi della cosiddetta Europa occidentale in maniera costante.
Da notare il fatto che, come secondo tradizione politica italiana, il sondaggio (che comunque resta solo un sondaggio), mostra come la preferenza degli italiani è andata sempre ai palestinesi, almeno nello spazio delle rilevazioni. Il che indica un indirizzo trasversale presso l'opinione pubblica.
Non è che stupisca molto la finta retromarcia di media e politica. Non ci si illuda. Questo è un paese occupato. Nel quale l'opinione popolare non si trasferisce mai alla classe politica, che governa solo se e quando delegata da poteri sovrastatali, e ottiene consenso solo su temi sovrastrutturali, e mai essenziali. E quando non accade, ecco che calano dall' alto un Monti o un Draghi.
Un paese occupato dall' unica potenza che al consiglio di sicurezza dell' ONU ha votato contro una risoluzione per il cessate il fuoco. Quattordici membri contro uno solo.
Questo è un paese che ha delegato fette della sicurezza nazionale direttamente ad israele.
E non esiste differenza tra destra e sinistra. È solo un gioco delle parti per opportunismo politico.
Non può esistere rappresentatività, nella democrazia rappresentantiva, quando poteri sovrastatali a più livelli sovrastano le opinioni popolari.
La democrazia rappresentantiva è sempre stata una presa per il culo.

T.R.
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Più le cose cambiano, più restano le stesse:

L'unica mano insanguinata degli Stati Uniti si è alzata ancora una volta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per impedire il massacro industriale di uomini, donne, bambini e neonati palestinesi da parte di "israele".

Queste foto resteranno nei libri di storia, saranno condannate dalle generazioni future e danno il via libera al primo genocidio trasmesso in diretta streaming al mondo.

Gli Stati Uniti sono ora più isolati che mai, in una comunità internazionale in cui la maggioranza della popolazione mondiale continua a provare disgusto e orrore per ciò che gli armamenti e il sostegno politico degli Stati Uniti (e non solo) fanno a una popolazione assediata, affamata e brutalizzata a Gaza.
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Dal canale ufficiale dell'analista Fayez al-Dwairi
L'America usa il suo potere di veto contro una bozza di risoluzione che chiede un cessate il fuoco a Gaza? L'America è quella che rifornisce l'entità con il 75% dei traffici di armi, ha inviato più di centomila tonnellate di missili e bombe, ha anche inviato due batterie THAAD e 2.000 soldati della Delta Force. L'America sta uccidendo la popolazione di Gaza? È lei che commette tutte le atrocità, direttamente o indirettamente. La cosa disgustosa è che afferma di svolgere il ruolo di mediatore, e i leader arabi ci credono e sperano nel meglio. Questa è l'America che ha ucciso i pellerossa, ha sganciato bombe nucleari sul Giappone e ha commesso atrocità in Vietnam, Corea, Somalia, Iraq e Afghanistan... la cultura dei cowboy e del West americano.

Dal canale
Notizie della Striscia di Gaza
🔴 #عاجل 🔴
Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo ad Al Jazeera: Non sorprende che gli Stati Uniti abbiano esercitato il loro diritto di veto nel Consiglio di sicurezza.

- Il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo ad Al Jazeera: il diritto internazionale è vincolante, come le risoluzioni del Consiglio di sicurezza.

- Il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo ad Al Jazeera: l'Assemblea generale ha l'autorità di attuare le risoluzioni quando il Consiglio di sicurezza fallisce.

Il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo ad Al Jazeera: Israele sta usando gli aiuti umanitari come arma.

Il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo ad Al Jazeera: Israele sta sparando e uccidendo persone che hanno bisogno di aiuti.

Il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo ha dichiarato ad Al Jazeera: Le dichiarazioni dei paesi europei non sono sufficienti, è necessario agire.
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Forwarded from Byoblu
TRE GIORNI “NELL’ALTRO MONDO”: L’EVIDENZA DELLA RAGIONE CONTRO LA PROPAGANDA

Come accade ormai dal 2021 si è tenuta a Ficulle la tre giorni organizzata da Giorgio Bianchi per discutere di guerra e pace, cultura e propaganda, colonizzazione e sovranità.

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https://www.byoblu.com/2025/06/04/tre-giorni-nellaltro-mondo-levidenza-della-ragione-contro-la-propaganda/
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TRE GIORNI “NELL’ALTRO MONDO”: L’EVIDENZA DELLA RAGIONE CONTRO LA PROPAGANDA

Come accade ormai dal 2021 si è tenuta a Ficulle la tre giorni organizzata da Giorgio Bianchi per discutere di guerra e pace, cultura e propaganda, colonizzazione e sovranità. Nello spendido e isolato borgo umbro si sono alternati della discussione Franco Cardini, Marco Cosentino, Giuliano Marrucci, Elisabetta Frezza, Federico Greco, Demostenes Floros, Enrico Tomaselli, Patrizia Cecconi, Chef Rubio e Valeria De Luca. Dal tempo della pandemia, il governo attraverso il terrore e la propaganda si è consolidato fino a diventare sistema. Sotto le varie sfumature delle proprie specialità, i relatori si sono confrontati sul tema nel tentativo di decostruire l’impalcatura propagandistica che sovraintende alle strutture sociali e politiche del presente.

https://www.byoblu.com/2025/06/04/tre-giorni-nellaltro-mondo-levidenza-della-ragione-contro-la-propaganda/

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Nizār Qabbānī ❤️

Arabo Semplicemente
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Avigdor Lieberman, capo del partito Yisrael Beiteinu, ha dichiarato a una radio israeliana che il governo israeliano sta fornendo armi a un gruppo affiliato all'ISIS a Gaza per combattere Hamas.

L'ufficio di Netanyahu ha risposto alle dichiarazioni di Lieberman in merito all'armamento delle fazioni affiliate all'ISIS a Gaza, affermando che "israele" sta perseguendo molteplici strategie per sconfiggere Hamas, senza smentire le affermazioni fatte.

Al Mayadeen

Ps: ennesima prova sulla paternità dell'isis
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So che non è la prima volta che lo scrivo (e non sono l'unica, c'è chi lo scrive meglio e più di me), ma a distanza di tempo ci tocca ancora leggere la solita solfa su H4mas, e contro la resistenza e che sarebbe una creatura di "israele"e blablabla... ed è davvero sconfortante vedere come molti si affrettino a ripetere le bugie della propaganda, belando in coro come pecore appena pensano di aver capito qualche segreto , o complotto, che conferma i loro pregiudizi. Gente che fino a poco tempo fa non sapeva nemmeno collocare la Palestina sulla mappa, ora si erge a esperta, sputando sentenze sulla Resistenza senza aver mai letto una riga scritta dai suoi leader.

Non hanno mai aperto un libro di Mahmud Darwish, non conoscono le parole di Ahmed Yassin o le riflessioni di Abu Ali Mustafa, nè di George Habash, o come ultimo in linea temporale, il testamento ideologico di Yahia Sinwar. Ignorano completamente la complessità e la profondità del pensiero che anima la resistenza palestinese, riducendola a una caricatura creata dalla propaganda e quindi delle marionette ad uso e consumo dell'occupante.
Dimenticando abilmente di citare la banda di Abbas e accoliti, che arrestano i partigiani palestinesi in West Bank e li consegnano all'occupante.

Che ci siano delle contraddizioni in seno alla Resistenza è palese ed è normale, che ci siano diversi volti pure, ma da lì a dire che sono tutti pagati da "israele" ce ne vuole, anche perchè così l'unica cosa che viene dimostrata è la stima nei confronti del popolo palestinese, degli intellettuali palestinesi, della Resistenza palestinese. Cosa è il popolo palestinese per sta gente? Un popolo di lombrichi che strisciano e si fanno comprare dai propri carnefici? Ma fate i seri per cortesia e un po' di umiltà e rispetto nei confronti di questo popolo che sta dando fin troppo a questa umanità indegna!
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Mi sembra che al dibattito creatosi intorno all'opportunità o meno di partecipare all'imminente referendum, sfugga un elemento - di ordine principalmente psicologico - che si tenta costantemente di rimuovere e che è strettamente legato a ciò che è successo durante quella serie di singolari accadimenti sociali e politici che qui per brevità ci limiteremo a chiamare 'pandemia'.

A prescindere dai contenuti dei quesiti referendari - che siano più o meno rappresentativi di un interesse popolare, più o meno dalla parte dei lavoratori e contro il capitale - c'è una parte del corpo elettorale, diciamo un buon venti per cento (il più ostile all'establishment istituzionale e mediatico) che dopo essere stata 'esclusa dalla società' (Draghi dixit, fresco di foto abbracciato a Landini) sulla base di misure arbitrarie, disfunzionali e direi inconcepibili all'interno di una democrazia liberale - misure che hanno in definitiva disintegrato il patto democratico - non è più disposta a partecipare ad alcun rito legato a quel processo.
Detto in altri termini: quando le regole del gioco vengono violate così sfacciatamente - senza che nessun corpo intermedio intervenga a difesa di quelle stesse regole - a quel 'gioco', semplicemente, non ci si vuole più giocare.
Non c'è strategia politica, interesse di classe, senso di appartenenza ideologico o riconoscimento identitario che tenga. C'è una parte di elettorato che non ne vuole più sapere di essere chiamata in causa perché ha percepito , chiaramente, che il gioco è truccato.
Per questo , lo si era detto e ridetto al tempo, c'era un limite che non andava superato, un limite legato alla dignità personale che trascende qualunque categoria politica, qualunque tentativo mosso all'interno del perimetro istituzionale di scardinamento dei rapporti di forza; anche quel tentativo fosse fatto (e non è questo il caso) in buona fede.
È così e basta.

Insomma, per dirla ancora più semplice: finché non verranno fatti i conti con quella fase politica scatterà sempre un bel caloroso e appassionato ciaone 👋

Vanni Trentalance
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Forwarded from Miracolo a Milano
🗓️ Sabato 7 giugno
📌 PIME - Via Lega Lombarda 20, Busto Arsizio (VA)
⏰ Ore 15.00

Palestina, il vero volto delle Smart Cities. Tecnologie per le guerre ai popoli
👉 Dopo Bologna, Ravenna, Cesena e Mantova, sabato a Busto Arsizio!

"Mentre qui da noi ci presentano le Smart Cities come oasi di progresso, sicurezza e sostenibilità, in Palestina il vero volto si manifesta nella vita di tutti i giorni: controllo sociale e militarizzazione sono le parole d'ordine che si celano dietro questi progetti." IA, droni, spyware, videocamere, piattaforme di identità digitale... Tecnologie per le guerre ai popoli che intensificano, semplificano e automatizzano la repressione, la discriminazione finanche il genocidio, e che vedono poi un utilizzo programmatico nelle nostre stesse città.

📌 Il punto della situazione sul progetto Smart City a Busto Arsizio
📌 Proiezione di video estratti da tre documentari sulle Smart Cities palestinesi, realizzati da Al Jazeera e doppiati in italiano
📌 Interventi da Milano e Bologna, con il contributo di esponenti della comunità palestinese 🇵🇸

https://t.me/canalemiracolomilano
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Dal canale ufficiale
Il Fronte Interno palestinese Gaza
🔴 Dichiarazione rilasciata dal Fronte interno palestinese

L'occupazione stessa ha rivelato ciò di cui avevamo parlato per settimane: la formazione di una banda armata chiamata "Fugitives from Justice", guidata dall'agente criminale Yasser Abu Shabab, che opera sotto la guida diretta e il finanziamento dell'esercito di occupazione sionista.

📌 Le nostre informazioni confermate:
▪️ Questo criminale è stato reclutato per attuare il programma dell'occupazione e ha guidato un gruppo armato a est di Rafah.
▪️ Si stima che il numero dei membri del gruppo sia di circa 100 militanti, la maggior parte dei quali armati con armi saccheggiate dai martiri della resistenza o ricevute dall'occupazione.

Questa banda ha portato a termine missioni aggressive e traditrici, tra cui:

▪️Perquisizione delle case dei combattenti della resistenza
▪️Smantellamento degli ordigni esplosivi piazzati dalla resistenza contro le forze di occupazione.
▪️Assassinio di numerosi combattenti della resistenza e furto delle loro armi e attrezzature
▪️Saccheggiare e rubare camion di aiuti alimentari e privarne i cittadini
▪️Assistenza all'occupazione nell'attuazione del piano di sfollamento forzato da Rafah orientale
▪️Militarizzare gli aiuti e trasformarli in uno strumento per controllare le persone.
▪️Proteggere i centri di assistenza americani sospetti che servono il progetto sionista

L'obiettivo dell'occupazione è chiaro:
Istituzione di una "zona cuscinetto" a est di Rafah, gestita da agenti, al posto della presenza diretta del suo esercito sconfitto.

Ma assicuriamo alla nostra gente:
🔺 La resistenza sta affrontando questa banda sul campo e decine dei suoi membri sono stati neutralizzati.
🔺 Chiunque risulti affiliato a questo gruppo verrà trattato come un nemico e come parte del sistema sionista.
🔺 Non c'è alcuna differenza tra un soldato sionista e un agente locale che porta con sé l'arma dell'occupazione ed esegue i suoi ordini.

📣 Invitiamo la nostra gente, ovunque essa sia, a rifiutarsi di avere a che fare con questa gang, a non interagire con le sue narrazioni o a giustificare in alcun modo le sue azioni.
Il tradimento è ingiustificato... e taglieremo la mano che tende i mezzi di sostentamento del popolo, le armi della resistenza e il sangue dei martiri.

🇵🇸 Fronte interno palestinese 🇵🇸
La consapevolezza protegge e la fermezza non spezza
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⭕️ Discorso del Dott. Khalil Al-Hayya in occasione dell'Eid al-Adha: Siamo pronti per un serio ciclo di negoziati per un cessate il fuoco permanente e la fine dell'assedio, e i contatti con i mediatori sono ancora in corso.

Il dottor Khalil al-Hayya, capo di Hamas a Gaza, ha annunciato la disponibilità di Hamas a impegnarsi in un nuovo e serio ciclo di negoziati per raggiungere un accordo di cessate il fuoco permanente, soprattutto perché i contatti con mediatori e altri soggetti continuano per raggiungere questo obiettivo.

Al-Hayya ha aggiunto, durante un discorso pronunciato in occasione dell'Eid al-Adha, che Hamas non ha respinto l'ultima proposta di Witkoff, ma ha piuttosto proposto alcuni commenti e miglioramenti per garantire la fine di questa guerra, impedire al nemico di tornare al tradimento, alle uccisioni, all'invasione e agli sfollamenti forzati e garantire la generosa consegna di aiuti e soccorsi al nostro popolo.

Ha affermato la disponibilità di Hamas a consegnare immediatamente il governo di Gaza a qualsiasi organismo nazionale palestinese professionale concordato.

Al-Hayya ha esaminato i progressi dei negoziati con l'occupazione, affermando: "Siamo impegnati in fasi successive di negoziati intensi e stiamo compiendo uno sforzo continuo con tutte le parti per raggiungere un accordo basato su una posizione forte che aderisca ai diritti fondamentali e alle richieste del nostro popolo e che porti alla fine di questa guerra, a un cessate il fuoco permanente e al ritiro delle forze di occupazione dall'intera Striscia di Gaza, oltre a un sollievo immediato per il nostro popolo, alla fine dell'assedio e al raggiungimento di un onorevole accordo di scambio". Ha ritenuto che l'ostacolo permanente sia il governo di occupazione, guidato da "Netanyahu", che non vuole fermare o porre fine alla guerra, per motivi personali e ideologici.

Ha aggiunto: "Abbiamo risposto positivamente e con flessibilità a tutte le offerte e proposte presentateci, e ne abbiamo accettata la maggior parte dopo la nuova aggressione dello scorso marzo. Abbiamo accettato l'offerta presentata dai mediatori alla fine di marzo, di consegnare cinque prigionieri e di entrare nella seconda fase dell'accordo del 17 gennaio, ma il nemico ha respinto questa offerta. Abbiamo quindi preso l'iniziativa di presentare la visione del movimento di un "accordo globale" che portasse al rilascio di tutti i prigionieri detenuti dalla resistenza in cambio della cessazione definitiva della guerra, ma anche il nemico ha respinto la proposta. Nel contesto della flessibilità e del senso di responsabilità, abbiamo rilasciato il soldato (Idan Alexander). Due settimane fa ci è stata presentata una proposta americana e l'abbiamo accettata, ma l'occupazione l'ha respinta e il mediatore americano ha ritirato la sua proposta".

Ha sottolineato che la scorsa settimana Witkoff ha presentato la sua ultima proposta, che prevede il rilascio di 10 prigionieri vivi e 18 corpi entro sette giorni, ma senza alcuna garanzia concreta che i combattimenti non riprenderanno l'ottavo giorno, soprattutto con lo stesso Netanyahu che ha annunciato che prenderà i prigionieri e poi riprenderà l'aggressione a Gaza. Inoltre, il nemico insiste affinché gli aiuti umanitari rimangano completamente sotto il suo controllo, utilizzando il meccanismo da lui stesso concepito per militarizzarli, che tutte le istituzioni internazionali hanno respinto come una violazione del diritto internazionale. Si rifiuta inoltre di ritirarsi e tornare allo status quo ante 2/3.

Il leader di Hamas a Gaza si è rivolto alla comunità internazionale, affermando: "Mentre rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno espresso la loro solidarietà al nostro popolo, comprese forze, partiti e individui, attraverso vari eventi e attività, in particolare le grandi marce in diverse capitali e città, così come a coloro che rischiano la vita via mare e via terra per rompere l'assedio su Gaza, condanniamo il fatto che stati ed entità ufficiali si accontentino di dichiarazioni e proclami che non sono più sufficienti, e a cui persino
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l'occupazione non presta più attenzione. L'occupazione non avrebbe continuato a commettere massacri, nemmeno contro coloro che cercavano un boccone di cibo per soddisfare la fame, come abbiamo visto nei giorni precedenti a Rafah, se non fosse stato per il continuo rifornimento di armi e il sostegno politico nei consessi internazionali, il più recente dei quali è stato il veto esercitato ieri dagli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza contro una risoluzione volta a rompere l'assedio umanitario sulla Striscia di Gaza e consentire l'ingresso urgente di aiuti umanitari".

Al-Hayya ha espresso la sua gratitudine a tutti coloro che hanno sostenuto Gaza impegnandosi nella battaglia, menzionando in particolare i sinceri fratelli dello Yemen, che continuano a dirigere i loro missili contro il nemico sionista nonostante il perfido attacco sionista a cui sono sottoposti.

Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
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