Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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#FIFAWorldCupQatar2022
6 dicembre 2022: La nazionale di calcio del MAROCCO sventola la bandiera palestinese in seguito alla vittoria contro la Spagna e la qualificazione ai quarti di finale!
#FreePalestine

Invicta Palestina 🇵🇸
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Una poesia, bellissima, regalatami questa mattina, mi ha fatto immergere per un breve ed intenso momento nel mondo immaginifico del più grande poeta palestinese, colui che ha cantato la sua terra come nessuno ha fatto mai, con un amore che trascende persino il linguaggio dell'innamorato e diviene pura bellezza. Nella sua poesia confluisce ogni singola emozione umana, ed è resa vibrante da un vissuto tragicamente palestinese, fatto di allontanamento, perdita, esilio, ritorno e memoria. In ogni suo verso vi è il disperato tentativo di riconnettersi alle origini, un estremo sforzo di unire la storia ad una geografia sempre più spezzettata, segnata da spostamenti che imprimono nel corpo e nell'anima ferite che germogliano come semi. Il destino, individuale e collettivo, di un'identità su cui è stato impresso un trauma che diviene, sempre più, universale e coinvolge ogni uomo e donna, sulla terra, e chiunque sia costretto a confrontarsi con il dolore della perdita.
Nacque ad al-Birwa, villaggio della Palestina del nord, nei pressi di Akka, conquistato dai sionisti nel 1948 e condannato all'oblio ed alla devastazione sistematica, affinché i suoi abitanti non potessero più farvi ritorno. L'Eden perduto che diviene angoscia di fronte allo sradicamento ed all'esilio.
Due volte sposato, con la scrittrice siriana Rania Qabbani, proveniente da una famiglia di rinomati intellettuali e poeti, tra l'altro una delle prime a denunciare l'islamofobia come retaggio del colonialismo , ed in seguito con la tradutttice egiziana Hayat Heeni, mai padre, segnato nelle influenze letterarie dalla lettura di Rimbaud e Ginsberg, ma anche dalla poesia araba classica, uomo della resistenza, di cui scrisse la bellissima Dichiarazione di indipendenza del Popolo Palestinese, ma anche di pace e dialogo - infruttuoso, con un nemico subdolo - e mille altre sfaccettature a costituire un uomo ed un intellettuale di immenso valore, le cui opere sono state tradotte in venti lingue diverse ed amate da intere generazioni di uomini e donne.
"Fra Rita e i miei occhi si leva un fucile.
Quelli che conoscono Rita,
s'inchinano e pregano i suoi occhi di miele divino".
Mi è stato chiesto da un'amica se Mahmoud Darwish avesse scritto poesie di pace. Ho risposto che no, che i più grandi poeti hanno semplicemente scritto di resistenza e di amore. La Palestina è una terra occupata, violentata e stuprata e la sua poesia ne descrive tutto il dolore, ma anche tutto l'amore, la nostalgia ma anche la speranza, la lotta ma anche la tenerezza. Fu chiesto ai colonizzati neri di parlare di pace, ed essi risposero che pace è una parola da bianchi. "La nostra parola non è pace, ma liberazione". E tale è la poesia palestinese e la poesia di Darwish. Memorabili le sue parole che ne consacrano definitivamente il compito:
"La nostra storia è stata sospesa. Il nostro passato, per così dire, è proprietà dell’altro, e sta a noi tornare ad esso e connetterci ad esso. È necessario ricordare ogni luogo, ogni paesaggio, ogni profumo per la memoria di un intero popolo, come lasciare ogni ricordo inciso sulla pietra, anzi pietra su pietra (“parla perché io appoggi il mio cammino su una pietra vera”). Chi ha il potere di ricordare può ancora essere libero".
#FreePalestine

r.a.
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Grazie all'amico Luca Fuscaldi per questo video relativo alla manifestazione tenuta a Milano a favore della Palestina.

I media parlano di 15.000 persone, ma come minimo eravamo 4 volte in più!

Palestina Libera!

https://youtu.be/VJDhejrH6zA
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La Cina segnala che il 7 ottobre è stato un esercizio di diritto internazionale.

Il rappresentante cinese sottolinea alla Corte internazionale di giustizia che la resistenza armata contro l’occupazione è sancita dal diritto internazionale e non costituisce terrorismo.

#FreePalestine

Marwa Osman
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FALSE ACCUSE DI STUPRI SISTEMATICI AI DANNI DELLE DONNE ISRAELIANE

"26. La Commissione ha esaminato le testimonianze ottenute da giornalisti e polizia israeliana riguardo allo stupro, ma non è stata in grado di verificare in modo indipendente tali accuse, a causa della mancanza di accesso alle vittime, ai testimoni e ai luoghi del crimine e all'ostruzione delle sue indagini da parte delle autorità israeliane . La Commissione non è stata in grado di esaminare la versione non modificata di tali testimonianze. Per gli stessi motivi, la Commissione non ha potuto verificare nemmeno le denunce di torture sessuali e mutilazioni genitali. Inoltre, la Commissione ha ritenuto che alcune accuse specifiche fossero false, inesatte o contraddittorie con altre prove o dichiarazioni e le ha scartate dalla sua valutazione".
Questa la dichiarazione, speriamo definitiva, della Commissione ONU per i Diritti Umani a proposito della più indecente accusa mai rivolta alla resistenza palestinese, quella di aver stuprato, mutilato e poi ucciso un numero imprecisato di israeliane nel corso degli accadimenti del 7 ottobre.
La pietra tombale su un episodio talmente iperbolico e splatter che non poteva che essere stato partorito dalle menti sadiche e perverse degli schizofrenici e misantropi colonizzatori della Palestina. Loro sì, ossessionati dal sesso e dallo stupro in maniera inquietante.
Il web è pieno delle loro fetenzie, per chi sia interessato.
L'ho già detto e lo ripeto: chi conosce il popolo palestinese, la sua tradizione positiva di comportamento più che morale nonostante le sofferenze patite , era al corrente della verità fin dal.giorno dopo gli accadimenti e non aveva neanche bisogno di leggere le tante debunkerizzazioni operate nei mesi successivi dai giornalisti con gli attributi, come i cronisti di Mondo Weiss, Electronic Intifada, MintPressNews e, ovviamente, l'ottimo Bluementhal.
Ancor più chi conosca le istanze di un movimento di resistenza ispirato ai valori islamici, che sono inderogabili. E credo che tutti siate al corrente del fatto che l'Islam non contempli aberrazioni come lo stupro di guerra e che, in generale, non incoraggi neanche lo sfioramento con un dito di donne non appartenenti alla cerchia familiare.
Eppure tanti hanno creduto. Hanno creduto ad Israele, cosa ancora più straordinaria. Hanno giustificato un genocidio, su queste fetenzie splatter. Le hanno utilizzate per costruire una narrativa deformata e deformante che giustificasse almeno il proprio odio ed una attitudine coloniale incistata in ogni piega della loro mente.
Stendo un velo pietoso sul New York Times e sui fogliacci che, altrove, ne hanno ripreso le parole di propaganda politicamente motivata . Dovrebbero chiedere scusa. Possibilmente vergognarsi, e tanto. E poi sparire per sempre, per manifesta incompatibilità con il compito più sacro per la stampa, quello dell'informazione imparziale che consenta al pubblico di comprendere gli eventi.
A coloro che abbiano partecipato al linciaggio, ciascuno per i suoi propri fini: non dico nulla né auguro nulla. Credo che il peso karmico che porteranno addosso in un infinito ciclo di morti e rinascite sia più che sufficiente, non serve altro.

#FreePalestine

Rossella Ahmad
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Immaginate l’indignazione globale se fosse la Russia o l’Iran a rapire i bambini dalle loro case, gettandoli in prigione e trattenendoli a tempo indeterminato, senza processo, spesso torturandoli e abusando sessualmente.
Eva Bartlett

"israele" fa questo ai bambini palestinesi da decenni nel totale silenzio e nella totale impunità.

https://t.me/presstv/100769
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Forwarded from Al Mayadeen Español
Líbano está bajo fuego y cuando parecía que la maquinaria asesina había derramado todo su odio sobre Gaza y los territorios ocupados de Palestina, puso a la nación de los cedros en el blanco de sus bombardeos y agresiones.

A causa de las agresiones israelíes, cayó mártir el líder de Hizbullah, Sayyed Hassan Nasrallah, símbolo de la Resistencia árabe.

🔗Desde Al Mayadeen Español, siga nuestra cobertura Líbano resiste, la lucha continúa: http://es.mdn.tv/841t

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📡 Cobertura de Al Mayadeen Español “Diluvio de Al Aqsa”

📡 Cobertura de Al Mayadeen Español : Líbano resiste, la lucha continúa


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#DiluvioDeAlAqsa #Palestina #FreePalestine #Palestine #PalestinaLibre #Líbano
#طوفان_الأقصى
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“israele” ha attaccato questo mercoledì la zona residenziale e industriale della città di Palmira, situata nell’est della provincia di Homs, in Siria, ha riferito l’agenzia di stampa SANA.

L'attacco ha provocato più di 30 morti e ingenti danni materiali nella città e nei suoi dintorni.

Ulteriori informazioni: “israele” attacca l'area residenziale e industriale di Palmira, in Siria


#DiluvioDiAlAqsa #Palestina #FreePalestine #Palestine #PalestinaLibera #Líbano
#طوفان_الأقصى
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Assistere alle scene di sfollamento e di pulizia etnica del popolo palestinese – di notte, sotto le bombe, con bambini in braccio e anziani al seguito – non è qualcosa di nuovo.
Non è iniziato ieri, né il 7 ottobre: sono cento anni che si ripetono queste immagini.

Un secolo in cui un popolo brillante, dignitoso e nobile viene massacrato, esiliato, discriminato, dimenticato dal mondo che si definisce “civile”.

E allora mi chiedo: cosa dobbiamo fare?
Io non voglio normalizzare questo dolore, non voglio assuefarmi a questo orrore.
Nel mio cuore io sono arrivata a una conclusione.

L’unica forma di resistenza concreta che oggi possiamo opporre a questa barbarie è andare lì.
Tutti.
In massa.
A fare da scudi umani.
A dire: "Non in nostro nome".
A metterci il corpo, perché le parole non bastano più.

...le parole non bastano più, le nostre voci , come quelle dei palestinesi, vengono ignorate alla grande:
abbiamo visto centinaia, migliaia, di manifestazioni in giro per il mondo e alla fine? Ignorati dai media e dai governi.
Dunque non bastano più nemmeno le manifestazioni,
non basta condividere notizie,
non bastano i boicottaggi della società civile
se i governi continuano a ignorare le nostre istanze
e a fiancheggiare il terrorismo sionista.
E' arrivato il tempo di mettere i nostri corpi dove le nostre voci non arrivano. Anche perchè, prima o poi, i nostri corpi verranno a prenderseli gli stessi che si prendono quelli dei palestinesi.
Ricordate: la Palestina è un laboratorio: quello che viene fatto nei confronti del popolo palestinese, e che il mondo tollera, prima o poi verrà fatto a noi... sarà troppo tardi allora. Ma forse è già troppo tardi anche oggi.

#FreePalestine 🇵🇸
#HumanShieldsForGaza
#NotInOurName

F. Quibla
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🇵🇸 "MORTE, MORTE ALL'IDF!" - La BBC potrebbe aver scelto di non trasmettere l'esibizione dal vivo dei Kneecap a Glastonbury quest'anno, ma il gruppo punk/grime Bob Vylan, che si è esibito prima dei rapper irlandesi, ha portato il testimone con stile!

Un portavoce di Lisa Nandy, Ministro della Cultura britannico, ha dichiarato: "Condanniamo fermamente le minacciose dichiarazioni di Bob Vylan a Glastonbury", e l'informatore dello ZOG ha accolto con favore "la decisione di non ritrasmetterle su BBC iPlayer".

Queste dichiarazioni non sono minacciose. Stanno giustamente condannando un "esercito" di terroristi genocidi e suprematisti razziali. Le forze di occupazione "israeliane".

Le esibizioni di Kneecap e Bob Vylan non saranno trasmesse in televisione perché, proprio come i sondaggi d'opinione falsi vengono usati per influenzare le masse, lo ZOG del Regno Unito vuole ingannare i suoi sudditi facendogli credere che il sentimento popolare sia pro-israele.

"Certo, dal fiume al mare, la Palestina deve essere, INSHA'ALLAH, sarà LIBERA". 🇵🇸

#FreePalestine

Global Resistance News
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Faccio fatica a rapportarmi a qualcosa di così doloroso.
Il culto della morte, che sprigiona da ogni anfratto di questo reparto psichiatrico edificato sul furto della Palestina.
Il baratro morale, che sembra non avere più fine.
Il nostro sguardo smarrito che indugia sulle porte dell'inferno, e se ne ritrae con orrore.
Abbiamo detto e parlato, e ridetto ancora innumerevoli volte sulla Palestina che è metafora del mondo che verrà. Abbiamo narrato un genocidio senza tralasciarne un solo episodio, finanche quelli che meritavano di essere occultati per rispetto della nostra umanità violata, e ne abbiamo enfatizzato il tratto più disturbante, che è il piano di ingiustizia cosmica nel quale esso si innesta.
Qualcosa di gravissimo è avvenuto in nuce e ciò che accade oggi ne è la diretta conseguenza. Ed attiene non soltanto all'iniquità di rimuovere un popolo dalla sua terra per crearvi un'entità aliena, ma soprattutto al grado di impunità conferito ad essa, che ha soffiato sul fuoco di un narcisismo fuori controllo, coniugato ad un Potere globale che include ogni ganglio politico, finanziario e mediatico esistente.

Questa entità aliena, figlia degenere di Satana, ha reso legale la pena di morte per impiccagione di ogni detenuto palestinese di cui israele vorrà sbarazzarsi. Con procedimenti sommari, di facciata.
Ed è forse la prima volta nella storia che una entità qualsivoglia sancisca in maniera così netta e sfacciata il suprematismo che la informa, in cui la pena di morte "etnica" e selettiva, senza alcuna parvenza di tutela giuridica ed in una cornice di illegalità strutturale quale è l'occupazione, viene inflitta ad un popolo - e solo ad esso - titolare, secondo le Convenzioni di Ginevra, di uno statuto speciale per ciò che concerne il diritto alla vita, alla sicurezza, alla libertà, ad un processo equo ed all'autodeterminazione.

Tutto saltato, come abbiamo visto. Non ci sono più norme, né regole, né tutele a cui appigliarsi. Né in Palestina né altrove.
Sono affranta, amici. La consapevolezza di vivere in un mondo siffatto mi schiaccia, comprime e deprime la mia reattività di fronte agli eventi. Eventi gravissimi, che necessitano invece di tutta la nostra attenzione e reazione.
Stanno facendo piazza pulita in Palestina. Con la connivenza di tutti. E gli apologeti dello stato genocida continuano a nascondersi dietro un dito, dietro parole ormai prive di senso, dietro frasi fatte, luoghi comuni evaporati già da tempo come neve al sole.

Una sola certezza mi conforta. Questo progetto anti-umano è agli sgoccioli. Si sta esaurendo naturalmente.
Ed il 2027 è vicino. Prendete nota.

#FreePalestine
Rossella Ahmad
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Forwarded from ATTIVIAMOCI TUTTI
Media is too big
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Ineccepibile

VI invito ad ascoltare il discorso fatto da questo piccolo-grande uomo.
Ha solamente 12 anni, ma ha dato una lezione di vita a tutti noi

CAPO d'ORLANDO: #FREEPALESTINE! ❤️
#NoArmi #NoGuerre #PaceUniversale
#IlLookDownlofacciamoNoi
https://www.facebook.com/reel/1477181670971595
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