IL GIUSNATURALISTA
2.38K subscribers
3.71K photos
326 videos
180 files
3.47K links
Canale pubblico ispirato al pensiero giusnaturalistico classico.
Download Telegram
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

L’UNIONE EUROPEA SI È "LIBERATA" DALLA RUSSIA PER DIPENDERE DAGLI STATI UNITI D'AMERICA

Mentre famiglie e imprese continuano a fare i conti con il costo dell’energia, l’Unione europea porta avanti una scelta strategica che meriterebbe una discussione molto meno ideologica: eliminare progressivamente il gas russo, compreso quello che per decenni è arrivato direttamente attraverso i gasdotti, e affidarsi in misura crescente al gas naturale liquefatto trasportato via nave. Nel 2025 il GNL rappresentava ormai il 45% delle importazioni europee di gas e il 56% di quel GNL proveniva dagli Stati Uniti d'America, contro appena il 13,9% dalla Russia. Bruxelles presenta questa trasformazione come diversificazione e sicurezza energetica, ma i numeri mostrano anche un’altra realtà: la dipendenza dalla Russia è stata drasticamente ridotta mentre è cresciuto enormemente il peso degli Stati Uniti d'America nel mercato europeo del GNL. La stessa Commissione riconosce che il maggiore ricorso al GNL espone maggiormente l’Europa alle dinamiche del mercato mondiale, alla concorrenza internazionale per i carichi e alle oscillazioni dei prezzi. Nel frattempo l’UE ha trasformato in legge l’eliminazione progressiva del gas russo, con il divieto totale del GNL russo dall’inizio del 2027 e del gas via tubo dall’autunno dello stesso anno. La ragione dichiarata è geopolitica e riguarda anche l’uso dell’energia da parte di Mosca come strumento di pressione dopo l’avvio dell'operazione speciale in Ucraina, ma questo non rende irrilevante la domanda economica: fino a che punto è razionale rinunciare per principio a una fonte geograficamente vicina a infrastrutture già esistenti e meno costosa, se in futuro le condizioni politiche e commerciali consentissero nuovamente di utilizzarle? Sul caro carburanti, intanto, servirebbe un fondo permanente di stabilizzazione, alimentato nelle fasi di prezzi più bassi e utilizzato automaticamente durante le impennate, anziché continuare con decreti emergenziali. E sulla politica energetica europea servirebbe soprattutto meno retorica: sostituire una dipendenza con un’altra non significa necessariamente aver conquistato l’indipendenza. Significa aver cambiato fornitore, rotte, costi e rischi. È su questi elementi che dovrebbe essere giudicata la scelta scellerata dell'UE.
👏9🤬1
Io parleró sabato 17 ottobre 2026.
Per info: universita@unidolomiti.it

Lezioni in presenza ed in modalitá on line.
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

IL SOFISMA DELL’ONNISCIENZA NEGATIVA:

«L’aldilà? Se ci fosse, si saprebbe», affermazione sostenuta dal noto giornalista Corrado Augias, non è una confutazione, ma una petitio principii mascherata da scetticismo. La frase assume, infatti, senza dimostrarlo, che tutto ciò che esiste debba per ciò stesso essere accessibile alle condizioni attuali della conoscenza umana. Ora, dall’essere di una realtà non segue affatto la sua immediata conoscibilità, e meno ancora segue che l’assenza di una conoscenza certa equivalga alla conoscenza della sua assenza. Il punto è rigorosamente epistemologico e non richiede alcuna fede. Perché il ragionamento fosse valido, bisognerebbe mostrare che, qualora esistesse una forma di sopravvivenza personale alla morte, essa dovrebbe necessariamente produrre effetti osservabili dai viventi, che tali effetti dovrebbero essere univocamente riconoscibili e che disponiamo già degli strumenti adeguati per rilevarli. Senza questa dimostrazione, «se ci fosse, si saprebbe» significa semplicemente: se ci fosse, dovrebbe essere conoscibile nel modo in cui io presuppongo che debba esserlo. È precisamente ciò che andrebbe provato. Il sofisma consiste, dunque, nel convertire surrettiziamente un limite epistemico in una negazione ontologica. «Non possediamo una conoscenza certa dell’aldilà» è una proposizione perfettamente sostenibile anche da un non credente. «Dunque l’aldilà non esiste» è invece un non sequitur, a meno che non si assuma un principio molto più impegnativo: che i confini del reale coincidano con i confini di ciò che l’uomo può attualmente accertare. Ma questa non è sobrietà razionalistica. È una forma singolarmente ingenua di antropocentrismo gnoseologico. Anzi, lo scetticismo autentico dovrebbe condurre alla conclusione opposta quanto al metodo: proprio perché non sappiamo, dobbiamo distinguere ciò che ignoriamo da ciò che sappiamo essere falso. L’assenza di evidenza diventa evidenza dell’assenza soltanto quando abbiamo ragione di attendere necessariamente quell’evidenza se l’oggetto esistesse. È questa premessa decisiva che nella battuta manca completamente. La frase, perciò, non dimostra che l’aldilà sia inesistente, improbabile o incoerente. Dimostra soltanto che chi la pronuncia non ne possiede una conoscenza certa. Il passaggio ulteriore, quello dall’ignoranza alla negazione, non è razionalismo ma dogmatismo negativo: si rimprovera al credente di oltrepassare ciò che può sapere e, nello stesso gesto, si oltrepassa esattamente il medesimo limite in direzione opposta.
👍6👏5❤3
Al via il 01 ottobre 2026
👍4
Al lavoro. Un abbraccio a tutti!!!
Reggio Calabria, nelle suppletive per il seggio alla Camera lasciato dal sindaco Francesco #Cannizzaro, Fabio #Roscioli (Forza Italia) è stato eletto deputato. Dopo lo scrutinio di circa metà delle sezioni è in testa con oltre il 53% dei voti; Frank #Benedetto (centrosinistra) è al 36% e Domenico #Giannetta (Futuro Nazionale) al 9%. Affluenza al 22%, in linea con le recenti suppletive.

@UltimoraPolitics
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

REGGIO CALABRIA: IL VOTO CHE PESA SOLTANTO SE LO SI LEGGE DA VICINO

Le suppletive del 27 e 28 settembre 2026 a Reggio Calabria servivano ad assegnare il seggio della Camera dei Deputati nel collegio uninominale 05, rimasto vacante dopo le dimissioni di Francesco Cannizzaro, eletto nel 2022 e poi divenuto sindaco della città. Fabio Roscioli, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e Udc, ha vinto con il 51,02%, davanti a Francesco Antonio Benedetto, candidato di Pd, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista, fermo al 36,59%, mentre Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale con Vannacci ed ex esponente di Forza Italia, ha ottenuto il 10,94% e Francesco Toscano l’1,44. Il dato principale è, quindi, la conferma del centrodestra in un collegio già conquistato nel 2022, anche se il confronto con le politiche va maneggiato con cautela, perché una suppletiva isolata ha dinamiche molto diverse da un voto nazionale. Interessante è anche il risultato di Futuro Nazionale, che mostra in questo territorio l’esistenza di uno spazio elettorale alla destra della coalizione di Governo, senza consentire però di distinguere quanto dipenda dal nuovo soggetto politico e quanto dal radicamento personale di Giannetta. Sul fronte opposto, la convergenza delle principali forze di opposizione ha prodotto un consenso consistente, ma non sufficiente a rendere realmente contendibile il seggio. Il limite più evidente di ogni lettura nazionale resta l’affluenza, ferma al 22,34% contro il 49,4 delle politiche del 2022, un livello che accresce il peso dell’organizzazione territoriale e della capacità di mobilitare gli elettori. Reggio Calabria segnala, dunque, la tenuta del centrodestra locale, le difficoltà dell’opposizione unita e l’emergere di una nuova offerta alla sua destra, senza offrire però una base sufficientemente solida per trasformare una competizione circoscritta, eccezionale e a bassissima partecipazione in un giudizio sugli equilibri politici nazionali.