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🇪🇭 BUONGIORNO DA GAZA
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VACCINARE I GUARITI 🌺🌺🌺
Siguna Mueller in un preprint appena pubblicato su OSF (https://osf.io/preprints/osf/t2k6f) analizza approfonditamente un recente studio dall'Università Statale dell'Ohio che correla protezione dalla mortalità covid e livelli anticorpali in vaccinati e non vaccinati (https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2024.1325243/full), concludendo per l'ipotesi più che concreta che anche nei vaccinati la protezione possa dipendere soprattutto dalla precedente guarigione. Da leggere. Complicato, con ben più domande che risposte come de resto tutta la vicenda di questi anni.
Siguna Mueller in un preprint appena pubblicato su OSF (https://osf.io/preprints/osf/t2k6f) analizza approfonditamente un recente studio dall'Università Statale dell'Ohio che correla protezione dalla mortalità covid e livelli anticorpali in vaccinati e non vaccinati (https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2024.1325243/full), concludendo per l'ipotesi più che concreta che anche nei vaccinati la protezione possa dipendere soprattutto dalla precedente guarigione. Da leggere. Complicato, con ben più domande che risposte come de resto tutta la vicenda di questi anni.
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇺🇸 USA. TRE ESPERTI DELL'FDA LICENZIATI PER AVER CHIESTO PIÙ TEMPO PER STUDIARE GLI EFFETTI DEI VACCINI COVID MRNA SUI BAMBINI
via Texas Lindsey
Hanno fatto bene, non c'era un minuto da perdere. La scienza mica poteva fermarsi per questi inutili dettagli. C'era da salvare l'umanità, che diamine!
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Il deputato Massie ha appena rivelato che tre dei massimi esperti di vaccini della FDA sono stati licenziati dopo aver richiesto più tempo per studiare gli effetti collaterali delle iniezioni di Covid-19 nei bambini e nei giovani adulti, in modo che l'amministratore Biden potesse far passare le iniezioni più velocemente e renderle obbligatorie.
via Texas Lindsey
Hanno fatto bene, non c'era un minuto da perdere. La scienza mica poteva fermarsi per questi inutili dettagli. C'era da salvare l'umanità, che diamine!
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇺🇸 USA. CORTE SUPREMA DÀ RAGIONE ALLA CASA BIANCA IN MERITO ALLA CENSURA SUI SOCIAL MEDIA
Fonte: Washington Times
Questa sentenza pone la parola fine al mito della libertà di espressione, principale cavallo di battaglia della propaganda liberale e occidentale negli ultimi ottanta anni e fiore all'occhiello del cosiddetto "mondo libero". Di fronte all'interesse nazionale, la libertà del cittadino, ancorché sancita dal primo emendamento, passa in subordine. (Ce ne eravamo accorti durante la pandemia). Poiché non si poteva esprimerlo in questi termini, il giudice Barrett ha dovuto aggirare il problema sostenendo che i querelanti non avevano legittimazione e non hanno dimostrato di aver subito o di poter subire in futuro un danno sufficiente.
Semplicemente, si chiude un'era.
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La Corte Suprema ha emesso oggi un'importante sentenza sulla censura dei social media, argomentando che gli stati repubblicani e gli utenti dei social media che hanno citato in giudizio il governo federale per la sua azione sui big tech non avevano una legittimazione o un danno legale sufficiente.
In una sentenza di 6-3, i giudici hanno affermato che i querelanti che hanno contestato i post censurati sui social media relativi al COVID-19 o alle elezioni del 2020 non hanno mostrato danni sufficienti per intentare il caso.
I giudici Samuel A. Alito Jr., Clarence Thomas e Neil M. Gorsuch hanno dissentito, affermando che questo è stato uno dei più importanti casi di libertà di parola che hanno raggiunto la corte negli ultimi anni.
"I funzionari governativi non possono costringere entità private a sopprimere la parola... Ed è quello che è successo in questo caso", si legge nel loro dissenso.
Il giudice Alito, che ha scritto il dissenso, ha argomentato che i querelanti avevano dimostrato a sufficienza la correlazione tra le azioni del governo e il comportamento delle società di social media.
"Per mesi, funzionari governativi di alto rango hanno esercitato una pressione incessante su Facebook per sopprimere la libertà di parola degli americani", ha scritto. "Poiché la Corte si rifiuta ingiustificatamente di affrontare questa grave minaccia al Primo Emendamento, dissento rispettosamente".
La citazione in giudizio da parte degli utenti dei social media e di due stati a guida repubblicana aveva sostenuto che il governo aveva oltrepassato i limiti della coercizione suggerendo conseguenze per le piattaforme che non si conformassero.
Fonte: Washington Times
Questa sentenza pone la parola fine al mito della libertà di espressione, principale cavallo di battaglia della propaganda liberale e occidentale negli ultimi ottanta anni e fiore all'occhiello del cosiddetto "mondo libero". Di fronte all'interesse nazionale, la libertà del cittadino, ancorché sancita dal primo emendamento, passa in subordine. (Ce ne eravamo accorti durante la pandemia). Poiché non si poteva esprimerlo in questi termini, il giudice Barrett ha dovuto aggirare il problema sostenendo che i querelanti non avevano legittimazione e non hanno dimostrato di aver subito o di poter subire in futuro un danno sufficiente.
Semplicemente, si chiude un'era.
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The Washington Times
Supreme Court ducks red states’ challenge to social media censorship
The Supreme Court on Wednesday ducked a major ruling on social media censorship, reasoning that the red states and social media users who sued the federal government over its big tech action didn'
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Forwarded from Francesca Quibla
Ho ascoltato le interessanti considerazioni di David Hearst, editore capo di Middle East Eye, a proposito dei legami strettissimi tra Israele ed estrema destra europea, considerazioni che condivido, ovviamente.
Sostanzialmente, Hearst rileva il grande lavoro di infiltrazione operato da Israele nelle destre europee partendo dalla costruzione fittizia, fatta a tavolino, di un nemico comune, l'Islam, sotto forma di palestinesi da un lato ed immigrati dall'altro, da combattere senza esclusione di colpi. A braccetto.
La costruzione fittizia del nemico comune parte da un non-sense storico, che è la costruzione altrettanto fittizia della cosiddetta civiltà cristiano-giudaica, laddove le più antiche, reiterate e vaste persecuzioni anti-ebraiche sono state consumate proprio e solo nei paesi cristiani.
Si tratta ovviamente di opportunismo politico, di un matrimonio di convenienza , secondo il.giornalista. Ma non solo. Anzi, mi meraviglio del fatto che David Hearst non ne faccia cenno. Chi conosce la storia di Israele sa che questi legami partono da lontano, non certo dagli ultimi, distopici anni: da un oscuro e mai chiarito rapporto del movimento sionista con il nazismo, addirittura; e dai rapporti strettissimi, questi molto ben documentati, tra Israele e dittature fasciste sudamericane ed africane, a cui forniva armi e mezzi di repressione. In particolare, per ciò che concerne il Sudamerica, privilegiato fu il rapporto tra stato sionista ed il Paraguay di Alfredo Stroessner ed in generale con tutte le dittature o i governi impegnati nella repressione degli indigeni, come il Brasile ad esempio. Ma anche il Guatemala e l'Argentina del dittatore Videla, tra i cui desaparecidos si annoverano almeno 3000 argentini di religione ebraica.
Per ciò che concerne il Paraguay: Israele aveva concordato col dittatore Stroessner la rimozione dei palestinesi dalla terra nativa e la loro ricollocazione nel paese sudamericano, con ricompensa in armi e denaro per il paese "ospitante". Rimozione forzata, certamente non volontaria. Al pari di quella operata con la Nakba del 1948, si trattava di rendere la vita difficilissima ai nativi, con assassinii, demolizione di case e perdita di lavoro e mezzi basilari di sostentamento, come l'acqua.
Anche il prezzo era stato concordato: 33 dollari per ogni palestinese trasferito e 350.000 dollari per i costi d'immigrazione della prima ondata di rifugiati. Nell'arco di quattro anni, sessantamila palestinesi avrebbero dovuto essere ricollocati in Paraguay.
Il piano fallì perché il diavolo come sempre fa le pentole ma non i coperchi. Due membri della resistenza riuscirono a compiere un attentato all'interno dell'ambasciata israeliana in Paraguay nel maggio del 1970, in seguito al quale l'accordo fu sciolto. Il terrorismo, così lo chiamano.
Anche con il Sudafrica dell'apartheid i rapporti erano più che buoni. In un momento storico in cui tutto il mondo era impegnato in un boicottaggio che avrebbe poi decretato la fine del sistema segregazionista, Israele forniva al governo bianco sudafricano armi e strumenti di controllo e repressione, importando a sua volta in Palestina tutti i sistemi rodati in decenni di pratica di apartheid e segregazione razziale.
FONTE
Rossella Ahmad
Sostanzialmente, Hearst rileva il grande lavoro di infiltrazione operato da Israele nelle destre europee partendo dalla costruzione fittizia, fatta a tavolino, di un nemico comune, l'Islam, sotto forma di palestinesi da un lato ed immigrati dall'altro, da combattere senza esclusione di colpi. A braccetto.
La costruzione fittizia del nemico comune parte da un non-sense storico, che è la costruzione altrettanto fittizia della cosiddetta civiltà cristiano-giudaica, laddove le più antiche, reiterate e vaste persecuzioni anti-ebraiche sono state consumate proprio e solo nei paesi cristiani.
Si tratta ovviamente di opportunismo politico, di un matrimonio di convenienza , secondo il.giornalista. Ma non solo. Anzi, mi meraviglio del fatto che David Hearst non ne faccia cenno. Chi conosce la storia di Israele sa che questi legami partono da lontano, non certo dagli ultimi, distopici anni: da un oscuro e mai chiarito rapporto del movimento sionista con il nazismo, addirittura; e dai rapporti strettissimi, questi molto ben documentati, tra Israele e dittature fasciste sudamericane ed africane, a cui forniva armi e mezzi di repressione. In particolare, per ciò che concerne il Sudamerica, privilegiato fu il rapporto tra stato sionista ed il Paraguay di Alfredo Stroessner ed in generale con tutte le dittature o i governi impegnati nella repressione degli indigeni, come il Brasile ad esempio. Ma anche il Guatemala e l'Argentina del dittatore Videla, tra i cui desaparecidos si annoverano almeno 3000 argentini di religione ebraica.
Per ciò che concerne il Paraguay: Israele aveva concordato col dittatore Stroessner la rimozione dei palestinesi dalla terra nativa e la loro ricollocazione nel paese sudamericano, con ricompensa in armi e denaro per il paese "ospitante". Rimozione forzata, certamente non volontaria. Al pari di quella operata con la Nakba del 1948, si trattava di rendere la vita difficilissima ai nativi, con assassinii, demolizione di case e perdita di lavoro e mezzi basilari di sostentamento, come l'acqua.
Anche il prezzo era stato concordato: 33 dollari per ogni palestinese trasferito e 350.000 dollari per i costi d'immigrazione della prima ondata di rifugiati. Nell'arco di quattro anni, sessantamila palestinesi avrebbero dovuto essere ricollocati in Paraguay.
Il piano fallì perché il diavolo come sempre fa le pentole ma non i coperchi. Due membri della resistenza riuscirono a compiere un attentato all'interno dell'ambasciata israeliana in Paraguay nel maggio del 1970, in seguito al quale l'accordo fu sciolto. Il terrorismo, così lo chiamano.
Anche con il Sudafrica dell'apartheid i rapporti erano più che buoni. In un momento storico in cui tutto il mondo era impegnato in un boicottaggio che avrebbe poi decretato la fine del sistema segregazionista, Israele forniva al governo bianco sudafricano armi e strumenti di controllo e repressione, importando a sua volta in Palestina tutti i sistemi rodati in decenni di pratica di apartheid e segregazione razziale.
FONTE
Rossella Ahmad
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🇺🇦⚡️🇮🇹 AZOV FORMA LE RECLUTE FACENDOGLI LEGGERE KESSELRING
-Moss Robeson
ℹ️ Kesselring fu giudicato colpevole di crimini di guerra e condannato a morte per aver ordinato l'uccisione di 335 civili italiani nel massacro delle Fosse Ardeatine e per aver incitato e ordinato di uccidere civili come parte di rappresaglia contro il movimento di resistenza italiano. La pena è stata commutata in ergastolo ed è stato rilasciato nel 1952 per "motivi di salute".
VEDI ANCHE
▪️Azov ottiene da Zelensky la rimozione di un comandante dello stato maggiore
▪️Gli USA non considerano più l'Azov come neonazista e li armano senza limiti
▪️Boris Johnson posa pubblicamente con l'Azov
▪️Oscar al documentario su Mariupol, acclamato dall'Azov
▪️Milano, il comune patrocina una mostra dell'Azov
Segui 👉@ComitatoDonbass
Il capo del personale della Brigata Azov, Bohdan Krotevych, raccomanda alle nuove reclute della sua unità "depoliticizzata" di leggere un libro di memorie del 1953 del criminale di guerra nazista Albert Kesselring
-Moss Robeson
ℹ️ Kesselring fu giudicato colpevole di crimini di guerra e condannato a morte per aver ordinato l'uccisione di 335 civili italiani nel massacro delle Fosse Ardeatine e per aver incitato e ordinato di uccidere civili come parte di rappresaglia contro il movimento di resistenza italiano. La pena è stata commutata in ergastolo ed è stato rilasciato nel 1952 per "motivi di salute".
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▪️Azov ottiene da Zelensky la rimozione di un comandante dello stato maggiore
▪️Gli USA non considerano più l'Azov come neonazista e li armano senza limiti
▪️Boris Johnson posa pubblicamente con l'Azov
▪️Oscar al documentario su Mariupol, acclamato dall'Azov
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇺🇸 USA. CAMERA VOTA PER IMPEDIRE AL DIPARTIMENTO DI STATO DI UTILIZZARE LE STATISTICHE DEL MINISTERO DELLA SANITÀ DI GAZA
Fonte: Anadolu
Nascondere intenzionalmente i numeri e la verità. Per legge. Fantastico.
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La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato oggi un emendamento per impedire al Dipartimento di Stato di divulgare i numeri del bilancio delle vittime del Ministero della Salute di Gaza.
I legislatori hanno votato con 269 voti a favore e 144 contro (con 62 democratici che si sono uniti a 207 repubblicani) per aggiungere un emendamento che impone la modifica a un disegno di legge sugli stanziamenti per l'agenzia con il quale si obbliga quest’ultima a non citare le statistiche ottenute dal Ministero della Salute di Gaza.
Il disegno di legge deve passare al Senato.
La deputata Rashida Tlaib, l'unica palestinese-americana al Congresso, ha detto alla Camera che è "disgustoso" che i legislatori sostengano la legislazione.
"Questa è la negazione del genocidio", ha detto. "I miei colleghi vogliono proibire ai nostri funzionari statunitensi anche solo di citare il bilancio delle vittime palestinesi. Permettetemi quindi di leggerlo nel verbale. Ecco le ultime vittime di palestinesi uccisi: 37.718 palestinesi, tra cui più di 15.000 bambini palestinesi e più di 86.377 palestinesi sono stati feriti", ha detto Tlaib, citando i dati del Ministero della Salute di Gaza supportati dai nomi dei deceduti e dai conteggi dei gruppi internazionali.
Fonte: Anadolu
Nascondere intenzionalmente i numeri e la verità. Per legge. Fantastico.
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Anadolu Agency
US House votes to block State Department to use Gaza Health Ministry statistics
Amendment passed in 269 - 144 vote
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Forwarded from Giubbe Rosse
COSA NASCONDE L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA
L’autonomia differenziata voluta dal Governo provocherà effetti negativi anche sul servizio sanitario pubblico, che rischia di essere smantellato a favore della sanità privata e delle assicurazioni. È necessario allora agire per difendere il diritto universale alla salute e alle cure per tutti.
Mercoledì 27 giugno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge sull’autonomia differenziata, dopo 6 giorni dalla sua approvazione definitiva da parte del Parlamento.
In vista della consultazione referendaria (e della relativa caccia al quorum) che molto pobabilmente sarà promossa (secondo l’art.75 della Costituzione) da parte delle regioni targate PD, cerchiamo di capire cosa nasconde la riforma approvata e se davvero essa conviene soltanto agli interessi governativi attuali, o non è invece parte di una strategia di sistema che arriva dai diktat dei trattati e dalle riforme europee a cui l’Italia è subalterna: quel vincolo esterno tanto caro alla sinistra globalista e alle multinazionali, anche italiane.
Con la Meloni, ci sono paragoni.
Leggi l’articolo completo su Come Don Chisciotte
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L’autonomia differenziata voluta dal Governo provocherà effetti negativi anche sul servizio sanitario pubblico, che rischia di essere smantellato a favore della sanità privata e delle assicurazioni. È necessario allora agire per difendere il diritto universale alla salute e alle cure per tutti.
Mercoledì 27 giugno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge sull’autonomia differenziata, dopo 6 giorni dalla sua approvazione definitiva da parte del Parlamento.
In vista della consultazione referendaria (e della relativa caccia al quorum) che molto pobabilmente sarà promossa (secondo l’art.75 della Costituzione) da parte delle regioni targate PD, cerchiamo di capire cosa nasconde la riforma approvata e se davvero essa conviene soltanto agli interessi governativi attuali, o non è invece parte di una strategia di sistema che arriva dai diktat dei trattati e dalle riforme europee a cui l’Italia è subalterna: quel vincolo esterno tanto caro alla sinistra globalista e alle multinazionali, anche italiane.
Con la Meloni, ci sono paragoni.
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Come Don Chisciotte
Cosa nasconde l'autonomia differenziata - Come Don Chisciotte
Mercoledì 27 giugno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge sull’autonomia differenziata, dopo 6 giorni dalla sua approvazione definitiva da parte del Parlamento. In vista della consultazione referendaria (e della relativa…
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Forwarded from Giubbe Rosse
PROGRESSISTI E CONSERVATORI SI COALIZZANO ATTORNO A MICHELLE OBAMA IN DIFESA DEL VECCHIO MONDO
Mai come oggi è evidente ciò che qui dentro ripetiamo da anni: conservatori, liberali, progressisti, socialdemocratici, sinistra arcobaleno, insomma tutti i relitti del vecchio mondo nato dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono oggi alleati in difesa di ciò che si ostinano a chiamare "democrazia" e "mondo libero". In Germania la Bild, da sempre espressione del più gretto conservatorismo e del più becero anticomunismo, oggi non solo parteggia per il candidato democratico, ma addirittura si spinge a invocare apertamente la discesa in campo di Michelle Obama per scongiurare quello che definisce il pericolo Trump. Le fa eco in Italia Giuliano Ferrara, sostenitore di tutti i peggiori governi neocon dei primi anni 2000 dalle colonne de Il Foglio. Repubblica chiama Michelle Obama “la stella che fa sperare i democratici Usa”. Tutti insieme appassionatamente, in difesa della "democrazia" e del "mondo libero".
Eppure, è stata proprio la politica delle "democrazie" a portarci alla soglia della terza guerra mondiale. Sono proprio i governi delle massime istituzioni occidentali, dal G7 all'Unione Europea, a chiedere oggi agli stati nazionali di aumentare la quota di PIL da destinare alla difesa nel prossimo decennio e a dire apertamente che dobbiamo essere pronti alla guerra. Eppure, è stata proprio l’alternanza di progressisti e conservatori al potere nel "mondo libero" negli ultimi trenta anni a creare quel divario incolmabile tra minoranza di ultraricchi e maggioranza di poveri ed esclusi che oggi caratterizza il tessuto sociale di tutti i paesi occidentali. Eppure, sono state le politiche dei governi occidentali, non di rado a guida progressista, a cancellare diritti dei lavoratori e a incentivare le politiche migratorie con l’obiettivo di contenere il costo del lavoro e combattere l’inflazione per garantire la competitività. Eppure, sono gli stessi governi occidentali, quelli che dicono di temere dittature e autocrazie, a invocare oggi la censura del dissenso con la scusa di combattere la disinformazione o la propaganda russa.
Il nuovo fa paura. Come se i pericoli arrivassero non da ciò che già esiste e ha prodotto le attuali macerie, ma da ciò che ancora non c’è. Liberali, conservatori, sinistra liberal, socialdemocratici, arcobaleno non trovano di meglio oggi che allearsi tra loro in difesa del vecchio mondo morente, che essi stessi hanno prodotto e al quale tuttora devono le loro fortune. Vi hanno escluso dal mondo e oggi vi chiedono di difendere quel mondo per difendere se stessi.
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Mai come oggi è evidente ciò che qui dentro ripetiamo da anni: conservatori, liberali, progressisti, socialdemocratici, sinistra arcobaleno, insomma tutti i relitti del vecchio mondo nato dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono oggi alleati in difesa di ciò che si ostinano a chiamare "democrazia" e "mondo libero". In Germania la Bild, da sempre espressione del più gretto conservatorismo e del più becero anticomunismo, oggi non solo parteggia per il candidato democratico, ma addirittura si spinge a invocare apertamente la discesa in campo di Michelle Obama per scongiurare quello che definisce il pericolo Trump. Le fa eco in Italia Giuliano Ferrara, sostenitore di tutti i peggiori governi neocon dei primi anni 2000 dalle colonne de Il Foglio. Repubblica chiama Michelle Obama “la stella che fa sperare i democratici Usa”. Tutti insieme appassionatamente, in difesa della "democrazia" e del "mondo libero".
Eppure, è stata proprio la politica delle "democrazie" a portarci alla soglia della terza guerra mondiale. Sono proprio i governi delle massime istituzioni occidentali, dal G7 all'Unione Europea, a chiedere oggi agli stati nazionali di aumentare la quota di PIL da destinare alla difesa nel prossimo decennio e a dire apertamente che dobbiamo essere pronti alla guerra. Eppure, è stata proprio l’alternanza di progressisti e conservatori al potere nel "mondo libero" negli ultimi trenta anni a creare quel divario incolmabile tra minoranza di ultraricchi e maggioranza di poveri ed esclusi che oggi caratterizza il tessuto sociale di tutti i paesi occidentali. Eppure, sono state le politiche dei governi occidentali, non di rado a guida progressista, a cancellare diritti dei lavoratori e a incentivare le politiche migratorie con l’obiettivo di contenere il costo del lavoro e combattere l’inflazione per garantire la competitività. Eppure, sono gli stessi governi occidentali, quelli che dicono di temere dittature e autocrazie, a invocare oggi la censura del dissenso con la scusa di combattere la disinformazione o la propaganda russa.
Il nuovo fa paura. Come se i pericoli arrivassero non da ciò che già esiste e ha prodotto le attuali macerie, ma da ciò che ancora non c’è. Liberali, conservatori, sinistra liberal, socialdemocratici, arcobaleno non trovano di meglio oggi che allearsi tra loro in difesa del vecchio mondo morente, che essi stessi hanno prodotto e al quale tuttora devono le loro fortune. Vi hanno escluso dal mondo e oggi vi chiedono di difendere quel mondo per difendere se stessi.
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Giubbe Rosse
Canale di informazione politica
www.giubberossenews.it
https://giubberosse.substack.com/
Per contattare la redazione: redazione.gr@proton.me
Resistere è un buon investimento.
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Forwarded from War Room - Russia, Ucraina, NATO
Ciclicamente, soprattutto quando le cose al fronte non vanno benissimo per i nostro cavallo, torna fuori la storia delle "ondate umane" e dei "1000 morti al giorno", ovviamente tra le fila russe. Per quanto riguarda noi, oggi ci pensa manco a dirlo Di Feo: "maggio di sangue" (vabbè, qui è il titolista, ok), e però appunto mille morti al giorno e ondate umane, ovviamente senza guadagnarci niente (https://www.repubblica.it/esteri/2024/06/29/news/ucraina_esercito_russo_mille_morti_al_giorno-423327413/?ref=RHLF-BG-P3-S1-T1). Se vi chiedete da dove Di Feo prenda questi numeri li prende ovviamente dai dati diffusi dal Ministero della Difesa ucraino, che fin dall'inizio del conflitto vengono considerati veritieri senza bisogno di verificarli in base al sillogismo l'Ucraina è una democrazia - le democrazie dicono la verità - l'Ucraina dice la verità. Li prende però indirettamente, perché il suo pezzo per Repubblica è, come dire, influenzato (questo è il termine che il mio avvocato mi consiglia di usare in queste occasioni) da questo del New York Times di due giorni fa (https://www.nytimes.com/2024/06/27/us/politics/russia-casualties-ukraine-war.html). E d è influenzato pure male, perché gli autori dell'articolo del NYT parlano di "killed or wounded", uccisi o feriti mentre il nostro, o preso da troppo entusiasmo o molto poco competente in inglese, scrive di mille MORTI al giorno che, per il noto calcolo da noi più volte fatto, significherebbe dai 3 ai 5000 feriti, sempre al giorno - in pratica per Di Feo la Russia ha perso una brigata di fanteria motorizzata ogni 24 ore per trenta giorni, e non accenna a fermarsi. Lascio a chi legge ipotizzare se si tratta di cifre verosimili o meno.
Tre considerazioni.
La prima: è inutile dire che non vi è alcuna prova di perdite simili, né quelle ipotizzate da Di Feo né dal NYT. Che la Russia abbia perdite è palese, anche elevate in alcuni settori e in alcuni momenti, ma di numeri simili non vi sono prove se non le cifre fornite dal Ministero della Difesa ucraino sulle quali, lo ripeto, l'attività di fact-checking di Puente e compagna cantante non si applica perché, visto il sillogismo di cui sopra, non ce n'è bisogno.
La seconda: perdite così elevate sono attribuite all'unica tattica che i russi conoscono secondo i nostri commentatori, ossia le "ondate umane". La fanteria avanza appunto a ondate, senza preoccuparsi dei caduti, e le ondate annichilite vengono sostituite all'infinito da altre finché o la posizione avversaria viene conquistata o non ci sono più soldati russi da mandare avanti e bisogna aspettare che ne arrivino altri. Al di là del fatto che anche qui non c'è, e non c'è mai stata, alcuna prova di un comportamento del genere, e la maggior parte degli scontri a fuoco avvengono a livello di squadra o al massimo di plotone, che come "ondate" sono un po' scarsine, giova ricordare che questo è un vecchio topos razzista che risale ai tempi di Erodoto. Gli imperi asiatici contro i quali noi democrazie occidentali combattiamo mandano in guerra masse di schiavi poco addestrate e male armate, reclutate a forza e condotte in guerra sotto minaccia di atroci castighi - ma tanto sono talmente tanto scemi che manco se ne accorgono, e talmente tanto bestie che se vivono o muoiono è la stessa cosa. Per i nostri governi, invece, la vita dei soldati-cittadini è la cosa più importante ed è per questo che siamo meglio armati, meglio addestrati e soprattutto combattiamo di nostra spontanea volontà, per difendere i valori sui quali la nostra vita, che è quella dei veri esseri umani, è basata. Quindi 'sta fregnaccia delle "ondate umane" non solo è una cretinata dal punto di vista tattico, vi qualifica pure come razzisti boccaloni.
Tre considerazioni.
La prima: è inutile dire che non vi è alcuna prova di perdite simili, né quelle ipotizzate da Di Feo né dal NYT. Che la Russia abbia perdite è palese, anche elevate in alcuni settori e in alcuni momenti, ma di numeri simili non vi sono prove se non le cifre fornite dal Ministero della Difesa ucraino sulle quali, lo ripeto, l'attività di fact-checking di Puente e compagna cantante non si applica perché, visto il sillogismo di cui sopra, non ce n'è bisogno.
La seconda: perdite così elevate sono attribuite all'unica tattica che i russi conoscono secondo i nostri commentatori, ossia le "ondate umane". La fanteria avanza appunto a ondate, senza preoccuparsi dei caduti, e le ondate annichilite vengono sostituite all'infinito da altre finché o la posizione avversaria viene conquistata o non ci sono più soldati russi da mandare avanti e bisogna aspettare che ne arrivino altri. Al di là del fatto che anche qui non c'è, e non c'è mai stata, alcuna prova di un comportamento del genere, e la maggior parte degli scontri a fuoco avvengono a livello di squadra o al massimo di plotone, che come "ondate" sono un po' scarsine, giova ricordare che questo è un vecchio topos razzista che risale ai tempi di Erodoto. Gli imperi asiatici contro i quali noi democrazie occidentali combattiamo mandano in guerra masse di schiavi poco addestrate e male armate, reclutate a forza e condotte in guerra sotto minaccia di atroci castighi - ma tanto sono talmente tanto scemi che manco se ne accorgono, e talmente tanto bestie che se vivono o muoiono è la stessa cosa. Per i nostri governi, invece, la vita dei soldati-cittadini è la cosa più importante ed è per questo che siamo meglio armati, meglio addestrati e soprattutto combattiamo di nostra spontanea volontà, per difendere i valori sui quali la nostra vita, che è quella dei veri esseri umani, è basata. Quindi 'sta fregnaccia delle "ondate umane" non solo è una cretinata dal punto di vista tattico, vi qualifica pure come razzisti boccaloni.
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Forwarded from War Room - Russia, Ucraina, NATO
La terza: ma mettiamo pure che i russi perdano mille uomini al giorno. Gli ucraini quanti ne perdono? Perché se ne perdessero dieci o cento, come ci raccontiamo da anni, dovrebbero avere ribaltato la situazione da parecchio; se ne perdessero lo stesso numero dovrebbero stare nelle stesse condizioni dei russi e la cosa non deporrebbe benissimo per le loro tattiche; ma se ne perdessero di più sarebbero nei guai, anche perché hanno un numero molto più ridotto di persone da mobilitare - e questo al di là del non trascurabile dettaglio che la Russia non sta mobilitando nessuno e ogni mese arruola circa 30.000 volontari (uh guarda, esattamente lo stesso numero dei morti!), come con gran dolore devono ammettere sia al NYT che al baretto che frequenta Di Feo. Perché tutto questo parlare di perdite russe serve solo a nascondere l'unico dato che sarebbe interessate sapere: quanti sono i morti ucraini? Quanti i feriti che non possono tornare al fronte, quanti i mutilati, eccetera? Perché non c'è stato UN SOLO articolo, sulla nostra stampa, che azzardasse una cifra, anche ridicolmente bassa? E sì che dovrebbe essere molto più facile per i nostri giornalisti sapere quanti ucraini sono morti piuttosto che quanti russi, e per di più il numero sarebbe assolutamente corretto perché, si sa, le democrazie non mentono. Forse, semplicemente, nessuno ha pensato di chiedere al Ministero della Difesa. Bastava pensarci.
la Repubblica
Maggio di sangue per l'esercito russo in Ucraina: mille caduti al giorno
L'offensiva di Putin ha avuto un costo umano enorme senza dare risultati significativi. Ma Mosca arruola trentamila volontari al mese mentre Kiev fatica a recl…
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Forwarded from War Room - Russia, Ucraina, NATO
Ci sta pensando invece, ancora una volta, Mariana Bezuhla, che da qualche tempo avete iniziato a conoscere su queste pagine. Lei, come abbiamo già detto, ha i suoi motivi per scrivere quello che scrive, e non sono sempre motivi specchiati: pure non sarebbe male se anche i nostri giornalisti la seguissero un po', perché se avessero letto quello che ha postato ieri sul suo canale (https://t.me/marybezuhla/1706, https://t.me/marybezuhla/1707) forse avrebbero scritto cose un po' diverse (naturalmente c'è anche da considerare che forse invece la seguono ed è PER QUESTO che parlano di ondate umane e amenità simili, altrimenti dovrebbero scrivere cose poco gradite agli sponsor). E cosa ha scritto, Mariana? Due post chilometrici, peggio dei miei, nei quali parla di "processi catastrofici" nelle forze armate ucraine, dell'attacco frontale (!!!!!) che il 10° corpo ha dovuto effettuare contro i russi nella scellerata controffensiva della scorsa estate, e di unità solo sulla carta a pieno organico ma in realtà al fronte con con il personale ridotto al 40-50% (chissà come mai...), e del fatto che invece di mandare le nuove reclute a rinforzare le unità al fronte il comando non fa altro che creare nuove brigate, che lei definisce "di zombi" perché composte solo da personale inesperto e senza ufficiali e sottufficiali veterani in grado di fargli capire velocemente come devono comportarsi. E quindi le brigate che avrebbero bisogno di lasciare il fronte per riorganizzarsi non possono farlo perché le nuove brigate di rinforzo non possono reggere da sole. La conseguenza, dice Bezuhla, sono perdite sempre più alte e un fronte composto da battaglioni e brigate con poco personale e senza nessuna coordinazione. E se per caso le brigate al fronte vengono spostate, è solo in altri settori dove la situazione è ancora più complicata: così la nuova brigata fugge o viene annientata, e la vecchia spostata in altri settori viene distrutta. Questo, dice lei, è quello che sta succedendo al fronte. "Una tragica trappola", conclude: e continuo a chiedermi, ingenuo come sono, come mai ai nostri non interessi indagarla.
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Марʼяна Безугла
Знову про катастрофічні процеси з поповненням бойових підрозділів та бездумним створенням нових. Чому це є шляхом до поразки, а не до ротацій та посилення ЗСУ (хоча на всіх рівнях це подається під таким соусом).
Цей підхід мав місце і за Залужного та закінчився…
Цей підхід мав місце і за Залужного та закінчився…
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
Il padre di Kaya, Siim Kallas, ha lavorato presso il Ministero delle finanze dell'ESSR, poi è stato a capo della Sberbank di proprietà statale nella repubblica, e in seguito è stato vicedirettore capo della pubblicazione del Comitato centrale del comunista Partito dell'Estonia.
È noto che in Estonia si coltiva il mito dell'“occupazione sovietica”, secondo il quale la permanenza della SSR estone nell'Unione Sovietica fu un decennio di oscurità e orrore.
Anche il primo ministro estone Kaja Kallas, la cui candidatura è stata approvata il giorno prima dai leader dell'UE per la carica di capo diplomatico, parla periodicamente di come ha sofferto sotto l'URSS, ad esempio, dover mangiare panna acida con zucchero invece di dolci.
Slavyangrad
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Nuova puntata del blog di Gabriele Germani, La Grande Imboscata. Parliamo di intelligenza artificiale. 58 minuti 🌺🌺🌺
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I PADRONI del MONDO: come l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE ci condiziona tutti, con Maurizio Tirassa
I PADRONI del MONDO: come l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE ci condiziona tutti, con Maurizio Tirassa
Oggi con Maurizio Tirassa parliamo di intelligenza artificiale e del rapporto tra uomo e tecnica: opportunità o servitù volontaria? Esistono dei limiti invalicabili?…
Oggi con Maurizio Tirassa parliamo di intelligenza artificiale e del rapporto tra uomo e tecnica: opportunità o servitù volontaria? Esistono dei limiti invalicabili?…
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
RILASCIATO IL DIRETTORE DELL’OSPEDALE AL-SHIFA
Le forze di occupazione israeliane hanno rilasciato stamattina il dottor Muhammad Abu Salamiya, direttore del complesso medico Al-Shifa, insieme ad un’altra cinquantina di persone. Secondo Israeli Broadcasting Corporation questo è avvenuto solo perché le carceri erano piene.
Queste alcune delle dichiarazioni di Abu Salamiya ad Al Jazeera:
«I prigionieri stanno attraversando condizioni tragiche a causa della mancanza di cibo e bevande e degli insulti.
Per due mesi i prigionieri hanno mangiato a malapena una pagnotta al giorno.
Centinaia di membri del personale medico sono stati presi di mira dall'occupazione e un certo numero di prigionieri sono stati martirizzati sotto tortura.
L'occupazione trattava i prigionieri come se fossero oggetti inanimati e i medici ci picchiavano.
Siamo stati sottoposti a gravi torture e gli occupanti hanno fatto irruzione nelle celle dei prigionieri e li hanno aggrediti quasi quotidianamente.
L'occupazione non ha mosso alcuna accusa contro di me nonostante sia stato processato 3 volte
Ricostruiremo Gaza e costruiremo nuovamente il complesso medico Al-Shifa.»
Intanto la radio dell'esercito israeliano diffonde la notizia secondo cui Gallant non fosse a conoscenza della decisione di rilasciare il direttore dell'ospedale Al-Shifa.
🚀 👉🏻 https://t.me/roccocantautore
Le forze di occupazione israeliane hanno rilasciato stamattina il dottor Muhammad Abu Salamiya, direttore del complesso medico Al-Shifa, insieme ad un’altra cinquantina di persone. Secondo Israeli Broadcasting Corporation questo è avvenuto solo perché le carceri erano piene.
Queste alcune delle dichiarazioni di Abu Salamiya ad Al Jazeera:
«I prigionieri stanno attraversando condizioni tragiche a causa della mancanza di cibo e bevande e degli insulti.
Per due mesi i prigionieri hanno mangiato a malapena una pagnotta al giorno.
Centinaia di membri del personale medico sono stati presi di mira dall'occupazione e un certo numero di prigionieri sono stati martirizzati sotto tortura.
L'occupazione trattava i prigionieri come se fossero oggetti inanimati e i medici ci picchiavano.
Siamo stati sottoposti a gravi torture e gli occupanti hanno fatto irruzione nelle celle dei prigionieri e li hanno aggrediti quasi quotidianamente.
L'occupazione non ha mosso alcuna accusa contro di me nonostante sia stato processato 3 volte
Ricostruiremo Gaza e costruiremo nuovamente il complesso medico Al-Shifa.»
Intanto la radio dell'esercito israeliano diffonde la notizia secondo cui Gallant non fosse a conoscenza della decisione di rilasciare il direttore dell'ospedale Al-Shifa.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Senza cura. Ogni giorno 10 bambini gazawi perdono gli arti
DI FABIO SCUTO
C’è poco che i medici di Gaza possano fare per alleviare il dolore che, Suhaib Khuzaiq, un bambino di tre anni, sente ancora a causa di una ferita da scheggia che gli ha causato l’amputazione della gamba sopra il ginocchio destro lo scorso dicembre. Avrebbe bisogno di antidolorifici e di una protesi, magari di una sedia a rotelle. Ma all’ospedale Al-Ahli di Gaza City, dove Suhaib riceve le cure, non posso fare niente per lui, antidolorifici e protesi sono disponibili solo fuori dalla Striscia.
La guerra e il blocco imposto da Israele hanno causato una carenza di medicinali e distrutto gran parte delle capacità mediche di Gaza. Di conseguenza, le amputazioni sono diventate un modo fondamentale per gestire lesioni che in altre circostanze avrebbero potuto essere trattate diversamente, facendo sì che il loro numero sia aumentato ulteriormente.
Citando i dati dell’Unicef, il capo dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi ha dichiarato che a Gaza “ogni giorno 10 bambini perdono in media una gamba o due”, ciò significa che “circa 3.000 bambini” hanno perso gambe o braccia dall’inizio della guerra. Gli adulti hanno un’altra terribile contabilità.
Fonti mediche affermano che le amputazioni sono spesso l’unica opzione disponibile, ma sono spesso eseguite in condizioni inadeguate. “Ci sono momenti in cui l’anestesia non è disponibile, ma per salvare la vita si ricorre all’amputazione, e questo provoca forti dolori ai feriti”, ha raccontato all’Afp il dottor Maher, chirurgo dell’ospedale Al-Ahli. “Ogni giorno si verificano attacchi che comportano l’amputazione delle gambe o delle braccia di bambini, adulti e donne”. Le evacuazioni mediche sarebbero necessarie ma sono rare da Gaza già in tempo di pace, ora con la guerra sono impossibili, senza corridoi umanitari per trasportare i feriti in Paesi terzi dove possano essere curati. Non esiste poi alcun trattamento contro il cancro a Gaza, né chemioterapia né radiazioni. Il settore sanitario è completamente crollato nella Striscia, 25.000 casi richiedono l’uscita dalla Striscia per essere curati, ma finora solo in 4.000 hanno potuto lasciare l’inferno.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
DI FABIO SCUTO
C’è poco che i medici di Gaza possano fare per alleviare il dolore che, Suhaib Khuzaiq, un bambino di tre anni, sente ancora a causa di una ferita da scheggia che gli ha causato l’amputazione della gamba sopra il ginocchio destro lo scorso dicembre. Avrebbe bisogno di antidolorifici e di una protesi, magari di una sedia a rotelle. Ma all’ospedale Al-Ahli di Gaza City, dove Suhaib riceve le cure, non posso fare niente per lui, antidolorifici e protesi sono disponibili solo fuori dalla Striscia.
La guerra e il blocco imposto da Israele hanno causato una carenza di medicinali e distrutto gran parte delle capacità mediche di Gaza. Di conseguenza, le amputazioni sono diventate un modo fondamentale per gestire lesioni che in altre circostanze avrebbero potuto essere trattate diversamente, facendo sì che il loro numero sia aumentato ulteriormente.
Citando i dati dell’Unicef, il capo dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi ha dichiarato che a Gaza “ogni giorno 10 bambini perdono in media una gamba o due”, ciò significa che “circa 3.000 bambini” hanno perso gambe o braccia dall’inizio della guerra. Gli adulti hanno un’altra terribile contabilità.
Fonti mediche affermano che le amputazioni sono spesso l’unica opzione disponibile, ma sono spesso eseguite in condizioni inadeguate. “Ci sono momenti in cui l’anestesia non è disponibile, ma per salvare la vita si ricorre all’amputazione, e questo provoca forti dolori ai feriti”, ha raccontato all’Afp il dottor Maher, chirurgo dell’ospedale Al-Ahli. “Ogni giorno si verificano attacchi che comportano l’amputazione delle gambe o delle braccia di bambini, adulti e donne”. Le evacuazioni mediche sarebbero necessarie ma sono rare da Gaza già in tempo di pace, ora con la guerra sono impossibili, senza corridoi umanitari per trasportare i feriti in Paesi terzi dove possano essere curati. Non esiste poi alcun trattamento contro il cancro a Gaza, né chemioterapia né radiazioni. Il settore sanitario è completamente crollato nella Striscia, 25.000 casi richiedono l’uscita dalla Striscia per essere curati, ma finora solo in 4.000 hanno potuto lasciare l’inferno.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
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Dal blocco di Gaza al 7 Ottobre.
Gli obiettivi di Hamas e della resistenza tutta, tra intenzioni reali e narrazione filo sionista.
Stralcio dell'intervento di Patrizia Cecconi
Ficulle (Tr), 29 Giugno 2024
Gli obiettivi di Hamas e della resistenza tutta, tra intenzioni reali e narrazione filo sionista.
Stralcio dell'intervento di Patrizia Cecconi
Ficulle (Tr), 29 Giugno 2024
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LA GABELLA 🌺🌺🌺
In evidenza oggi sul CdS la riduzione delle tasse studentesche operata dalle università milanesi. «Lo sforzo è quello di rendere la nostra università sempre più accessibile, un'apertura verso i redditi più fragili», dice un rettore.
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/24_luglio_01/universita-milano-taglio-delle-tasse-per-gli-studenti-di-statale-bicocca-e-bocconi-rendere-lo-studio-piu-accessibile-4a8c9626-0f04-4e59-b0b6-524870d37xlk.shtml
Vediamo se lo sforzo si rivelerà infine tale da consentire a queste università di riportare la contribuzione studentesca nei limiti di legge, poiché al momento risulta che i loro studenti sborsino tra gli otto e i tredici-quattordici milioni di euro all'anno in più di quanto dovuto, almeno secondo il rapporto UdU.
https://unioneuniversitari.it/wp-content/uploads/2024/06/Sintesi-ricerca-Udu-sulle-tasse-universitarie-2024.pdf
La legge italiana garantisce il diritto allo studio universitario ponendo un tetto alle tasse studentesche, termine che formalmente implica che lo stato paghi per l'80% del costo e lo studente e la famiglia coprano il restante 20%. Peccato che la legge si sia scordata di prevedere sanzioni, così non resta che ricorrere ai tribunali amministrativi se si vuole vedere tutelati i propri diritti. Ogni volta che gli studenti lo hanno fatto hanno sempre finito per avere ragione.
https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/tasse-universitarie-devono-essere-restituite-agli-studenti-nuova/3912.html
Così le università hanno buon gioco nel ragionare di accessibilità e fragilità mentre sottraggono indebitamente contributi agli studenti invece di rappresentare a governi e parlamento le loro legittime esigenze, come ci si aspetterebbe responsabilmente da istituzioni così cruciali per la vita del paese.
In evidenza oggi sul CdS la riduzione delle tasse studentesche operata dalle università milanesi. «Lo sforzo è quello di rendere la nostra università sempre più accessibile, un'apertura verso i redditi più fragili», dice un rettore.
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/24_luglio_01/universita-milano-taglio-delle-tasse-per-gli-studenti-di-statale-bicocca-e-bocconi-rendere-lo-studio-piu-accessibile-4a8c9626-0f04-4e59-b0b6-524870d37xlk.shtml
Vediamo se lo sforzo si rivelerà infine tale da consentire a queste università di riportare la contribuzione studentesca nei limiti di legge, poiché al momento risulta che i loro studenti sborsino tra gli otto e i tredici-quattordici milioni di euro all'anno in più di quanto dovuto, almeno secondo il rapporto UdU.
https://unioneuniversitari.it/wp-content/uploads/2024/06/Sintesi-ricerca-Udu-sulle-tasse-universitarie-2024.pdf
La legge italiana garantisce il diritto allo studio universitario ponendo un tetto alle tasse studentesche, termine che formalmente implica che lo stato paghi per l'80% del costo e lo studente e la famiglia coprano il restante 20%. Peccato che la legge si sia scordata di prevedere sanzioni, così non resta che ricorrere ai tribunali amministrativi se si vuole vedere tutelati i propri diritti. Ogni volta che gli studenti lo hanno fatto hanno sempre finito per avere ragione.
https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/tasse-universitarie-devono-essere-restituite-agli-studenti-nuova/3912.html
Così le università hanno buon gioco nel ragionare di accessibilità e fragilità mentre sottraggono indebitamente contributi agli studenti invece di rappresentare a governi e parlamento le loro legittime esigenze, come ci si aspetterebbe responsabilmente da istituzioni così cruciali per la vita del paese.
Corriere della Sera
Università Milano, taglio delle tasse per gli studenti di Statale, Bicocca e Bocconi: «Rendere lo studio più accessibile»
Novità importanti per le matricole e gli studenti universitari milanesi: Bicocca, Statale e Bocconi hanno rimodulato le tasse e le modalità di accesso alle borse di studio per il prossimo anno accademico
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