VACCINI SICURI 🌺🌺🌺
Oggi rimbalza tra le varie agenzie il comunicato stampa di AIFA riguardo al più recente rapporto di sicurezza sui vaccini ricavato dalle segnalazioni spontanee raccolte nel corso del 2022. Su tutti i siti, la frase d'esordio è "I vaccini si confermano tra i prodotti farmaceutici più sicuri" e addirittura nel titolo si enfatizza come le segnalazioni siano state il 39% in meno rispetto all'anno precedente. Ora, siccome i vaccini erano gli stessi (e il rapporto non riguarda i vaccini covid) un -39% indica semplicemente che il sistema non funziona e che chi dovrebbe segnalare non segnala. AIFA riporta il tasso di segnalazione per 100.000 dosi di vaccino, come se la segnalazione spontanea potesse fornire dati precisi e quantitativi, un fraintendimento che non consentirebbe a uno studente di medicina di superare l'esame di Farmacologia. Converrebbe invece riferire il tasso al numero di medici segnalatori, e magari esaminarne le variabilità geografiche, per azienda sanitaria, per categoria di medici e via dicendo. Questa analisi renderebbe chiaro a tutti che la segnalazione spontanea è per sua natura variabile, casuale e imprevedibile. E soprattutto che di regola le segnalazioni giungono da una minoranza di medici spesso in maniera del tutto occasionale. Al contrario, qui si tratta la segnalazione spontanea come se vi fosse una rete strutturata di segnalatori costanti e motivati. Bene, dove questa rete è esistita, di solito all'interno di progetti circoscritti nello spazio e nel tempo, la frequenza di reazioni avverse è ben più elevata. Il fatto è che certe attività andrebbero svolte senza condizionamenti e pregiudizi, al contrario pare che alcuni considerino le reazioni avverse a un vaccino argomento da trattare con cautela poiché "così si uccide il vaccino!". E nel frattempo, dallo scorso anno AIFA non redige più report dedicati ai vaccini covid e dal prossimo anno anche i vaccini covid saranno trattati insieme a tutti gli altri vaccini nel report annuale, contribuendo così ulteriormente a creare disorientamento e malintesi. ”Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente!”
https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2024/09/26/aifa-poche-reazioni-avverse-ai-vaccini-39-e-il-935-e-lieve_e76382f8-8500-4560-a07f-8b891c6dee51.html
Oggi rimbalza tra le varie agenzie il comunicato stampa di AIFA riguardo al più recente rapporto di sicurezza sui vaccini ricavato dalle segnalazioni spontanee raccolte nel corso del 2022. Su tutti i siti, la frase d'esordio è "I vaccini si confermano tra i prodotti farmaceutici più sicuri" e addirittura nel titolo si enfatizza come le segnalazioni siano state il 39% in meno rispetto all'anno precedente. Ora, siccome i vaccini erano gli stessi (e il rapporto non riguarda i vaccini covid) un -39% indica semplicemente che il sistema non funziona e che chi dovrebbe segnalare non segnala. AIFA riporta il tasso di segnalazione per 100.000 dosi di vaccino, come se la segnalazione spontanea potesse fornire dati precisi e quantitativi, un fraintendimento che non consentirebbe a uno studente di medicina di superare l'esame di Farmacologia. Converrebbe invece riferire il tasso al numero di medici segnalatori, e magari esaminarne le variabilità geografiche, per azienda sanitaria, per categoria di medici e via dicendo. Questa analisi renderebbe chiaro a tutti che la segnalazione spontanea è per sua natura variabile, casuale e imprevedibile. E soprattutto che di regola le segnalazioni giungono da una minoranza di medici spesso in maniera del tutto occasionale. Al contrario, qui si tratta la segnalazione spontanea come se vi fosse una rete strutturata di segnalatori costanti e motivati. Bene, dove questa rete è esistita, di solito all'interno di progetti circoscritti nello spazio e nel tempo, la frequenza di reazioni avverse è ben più elevata. Il fatto è che certe attività andrebbero svolte senza condizionamenti e pregiudizi, al contrario pare che alcuni considerino le reazioni avverse a un vaccino argomento da trattare con cautela poiché "così si uccide il vaccino!". E nel frattempo, dallo scorso anno AIFA non redige più report dedicati ai vaccini covid e dal prossimo anno anche i vaccini covid saranno trattati insieme a tutti gli altri vaccini nel report annuale, contribuendo così ulteriormente a creare disorientamento e malintesi. ”Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente!”
https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2024/09/26/aifa-poche-reazioni-avverse-ai-vaccini-39-e-il-935-e-lieve_e76382f8-8500-4560-a07f-8b891c6dee51.html
ANSA.it
Meno reazioni ai vaccini e salgono i casi di morbillo
Oltre 100 casi di polmonite e uno di encefalite legate al virus (ANSA)
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APPELLO WADA SU SINNER E CLOSTEBOL 🌺🌺🌺
Com'era prevedibile, alla luce di una anche sommaria conoscenza delle norme internazionali, la World Antidoping Agency (WADA) fa appello contro la sentenza del Tribunale indipendente della International Tennis Integrity Agency (ITIA) che aveva assolto Jannik Sinner per la positività al clostebol, steroide androgeno anabolizzante: https://www.wada-ama.org/en/news/wada-appeals-case-tennis-player-jannik-sinner
Recita il comunicato WADA: "È opinione della WADA che la constatazione di “nessuna colpa o negligenza” non fosse corretta ai sensi delle norme applicabili. La WADA richiede un periodo di squalifica compreso tra uno e due anni. La WADA non chiede la squalifica di alcun risultato, salvo quello già imposto dal tribunale di primo grado."
Chi voglia farsi un'idea circostanziata, può leggere i miei precedenti post sull'argomento cercando "Sinner" o "clostebol" sul mio profilo Facebook oppure recuperandoli sul mio canale Telegram:
https://t.me/MarCosent/3365
https://t.me/MarCosent/3366
https://t.me/MarCosent/3367
https://t.me/MarCosent/3380
https://t.me/MarCosent/3431
https://t.me/MarCosent/3434
Com'era prevedibile, alla luce di una anche sommaria conoscenza delle norme internazionali, la World Antidoping Agency (WADA) fa appello contro la sentenza del Tribunale indipendente della International Tennis Integrity Agency (ITIA) che aveva assolto Jannik Sinner per la positività al clostebol, steroide androgeno anabolizzante: https://www.wada-ama.org/en/news/wada-appeals-case-tennis-player-jannik-sinner
Recita il comunicato WADA: "È opinione della WADA che la constatazione di “nessuna colpa o negligenza” non fosse corretta ai sensi delle norme applicabili. La WADA richiede un periodo di squalifica compreso tra uno e due anni. La WADA non chiede la squalifica di alcun risultato, salvo quello già imposto dal tribunale di primo grado."
Chi voglia farsi un'idea circostanziata, può leggere i miei precedenti post sull'argomento cercando "Sinner" o "clostebol" sul mio profilo Facebook oppure recuperandoli sul mio canale Telegram:
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World Anti Doping Agency
WADA appeals case of tennis player Jannik Sinner
The World Anti-Doping Agency (WADA) confirms that on Thursday 26 September, it lodged an appeal to the Court of Arbitration for Sport (CAS) in the case of Italian tennis player, Jannik Sinner, who was found by an independent tribunal of the International…
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LA GAZZETTA DELLO SPORT SU WADA E SINNER 🌺🌺🌺
Dopo il ricorso WADA contro l'assoluzione di Sinner dalle responsabilità per la positività al clostebol da parte del del Tribunale indipendente della International Tennis Integrity Agency (ITIA), la Gazzetta dello Sport si affretta a pubblicare vari articoli a difesa del tennista italiano.
Scontata la dichiarazione dell'interessato che "non se l'aspettava dopo tre perizie a favore" (la il regolamento WADA dice altro), meno scontato il ribadire l'analogia con il caso di un altro tennista italiano, Marco Bortolotti, che pochi mesi fa fu altrettanto integralmente scagionato: https://www.gazzetta.it/Tennis/ATP/28-09-2024/caso-doping-bortolotti-come-sinner-ma-la-wada-non-ci-fu-appello.shtml?refresh_ce
Non è tuttavia possibile stabilire se e in che misura i due casi si assomiglino o meno, poiché la sentenza nel caso di Bortolotti è ampiamente censurata e non è possibile conoscere le spiegazioni che lui medesimo diede e che furono considerate "scientificamente plausibili": https://www.itia.tennis/news/sanctions/no-fault-or-negligence-in-marco-bortolotti-s-doping-case/
La vicenda è ben raccontata in questo articolo di Tennis Magazine: https://tennismagazineitalia.it/news/lassoluzione-di-marco-bortolotti/, che cita tra l'altro il caso della tennista ucraina Dayana Yastremska, anche lei positiva a uno steroide androgeno anabolizzante pare a causa di un rapporto sessuale con l'allora compagno che ne faceva uso come cura per l'infertilità. Yastremska peraltro si sottopose anche all'esame del capello che dimostrò la sua negatività nei mesi precedenti, rendendo dunque non plausibile un uso continuato: https://tennismagazineitalia.it/news/dayana-yastremska-si-era-dopata-con-un-rapporto-sessuale/
Tronando a Bortolotti, l'unica osservazione che si può fare a confronte del caso Sinner è che il primo fu positivo a un solo controllo mentre Sinneri fu positivo a due controlli consecutivi a vari giorni di distanza l'uno dall'altro, il che rende la sua spiegazione della contaminazione quanto meno discutibile. E poi c'è il fatto che Bortolotti, malgrado le censure della sentenza che non consentono di chiarirlo, pare abbia dato una spiegazione legata a un comportamento del tutto personale. Al contrario, Sinner scarica la responsabilità sul suo staff, il che lo fa ricadere in almeno due diverse fattispecie del regolamento WADA: la responsabilità dell'atleta per gli atti dello staff e la detenzione da parte dello staff di prodotti contenenti sostanze vietate.
Semplicemente per chiarire che l'invocare il caso Bortolotti da parte della Gazzetta dello Sport è un apprezzabile tentativo di difendere Sinner che tuttavia non regge.
I miei post precedenti sull'argomento:
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Dopo il ricorso WADA contro l'assoluzione di Sinner dalle responsabilità per la positività al clostebol da parte del del Tribunale indipendente della International Tennis Integrity Agency (ITIA), la Gazzetta dello Sport si affretta a pubblicare vari articoli a difesa del tennista italiano.
Scontata la dichiarazione dell'interessato che "non se l'aspettava dopo tre perizie a favore" (la il regolamento WADA dice altro), meno scontato il ribadire l'analogia con il caso di un altro tennista italiano, Marco Bortolotti, che pochi mesi fa fu altrettanto integralmente scagionato: https://www.gazzetta.it/Tennis/ATP/28-09-2024/caso-doping-bortolotti-come-sinner-ma-la-wada-non-ci-fu-appello.shtml?refresh_ce
Non è tuttavia possibile stabilire se e in che misura i due casi si assomiglino o meno, poiché la sentenza nel caso di Bortolotti è ampiamente censurata e non è possibile conoscere le spiegazioni che lui medesimo diede e che furono considerate "scientificamente plausibili": https://www.itia.tennis/news/sanctions/no-fault-or-negligence-in-marco-bortolotti-s-doping-case/
La vicenda è ben raccontata in questo articolo di Tennis Magazine: https://tennismagazineitalia.it/news/lassoluzione-di-marco-bortolotti/, che cita tra l'altro il caso della tennista ucraina Dayana Yastremska, anche lei positiva a uno steroide androgeno anabolizzante pare a causa di un rapporto sessuale con l'allora compagno che ne faceva uso come cura per l'infertilità. Yastremska peraltro si sottopose anche all'esame del capello che dimostrò la sua negatività nei mesi precedenti, rendendo dunque non plausibile un uso continuato: https://tennismagazineitalia.it/news/dayana-yastremska-si-era-dopata-con-un-rapporto-sessuale/
Tronando a Bortolotti, l'unica osservazione che si può fare a confronte del caso Sinner è che il primo fu positivo a un solo controllo mentre Sinneri fu positivo a due controlli consecutivi a vari giorni di distanza l'uno dall'altro, il che rende la sua spiegazione della contaminazione quanto meno discutibile. E poi c'è il fatto che Bortolotti, malgrado le censure della sentenza che non consentono di chiarirlo, pare abbia dato una spiegazione legata a un comportamento del tutto personale. Al contrario, Sinner scarica la responsabilità sul suo staff, il che lo fa ricadere in almeno due diverse fattispecie del regolamento WADA: la responsabilità dell'atleta per gli atti dello staff e la detenzione da parte dello staff di prodotti contenenti sostanze vietate.
Semplicemente per chiarire che l'invocare il caso Bortolotti da parte della Gazzetta dello Sport è un apprezzabile tentativo di difendere Sinner che tuttavia non regge.
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La Gazzetta dello Sport
Bortolotti come Sinner, ma non ci fu ricorso. Contro Jannik la Wada fa una mossa mai vista prima
È la prima volta che l'agenzia antidoping appella una sentenza di un tribunale indipendente nel tennis. Il caso del tennista accusato come Jannik, ma non ci fu il ricorso: "Siamo tutti umani: è difficile restare indifferenti di fronte ad accuse così. Lo appoggio…
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COSPIRAZIONE TENNISTICA 🌺🌺🌺
Prosegue il fuoco di copertura preventivo della Gazzetta dello Sport che in un articolo riservato agli abbonati definisce "mossa politica" il ricorso della World Antidoping Agency (WADA) contro la sentenza del Tribunale indipendente della International Tennis Integrity Agency (ITIA) che aveva assolto Jannik Sinner per la positività al clostebol, steroide androgeno anabolizzante. Nel titolo dell'articolo, il ricorso è definito addirittura "incomprensibile": https://www.gazzetta.it/Tennis/29-09-2024/sinner-il-ricorso-della-wada-incomprensibile-il-commento-della-gazzetta_preview.shtml
In realtà, l'avvocato del tennista lo ha compreso perfettamente e correttamente lo definisce "legittimo" spiegando che "questa richiesta [fino a due anni di sospensione senza altre sanzioni, ndr] è pienamente sensata. Nessuno, infatti, accusa Jannik di aver tratto vantaggio nelle sue performance grazie al Clostebol. Per questo sarebbe ingiusto penalizzarlo nella classifica o nei guadagni. Tuttavia, la Wada ritiene che sia in qualche modo responsabile per le azioni del suo team e per questo chiede che venga punito. La sospensione è la pena che loro chiedono per quella che loro considerano negligenza": https://www.gazzetta.it/Tennis/ATP/29-09-2024/sinner-l-avvocato-ricorso-legittimo-ma-non-necessario-speriamo-di-chiudere-presto.shtml
Come spiegammo quando il caso venne inizialmente reso noto, "Sinner viene scagionato ("No Fault or Negligence") sulla base del fatto che il Tennis Anti Doping Program adotta sì il Codice Antidoping della World Anti Doping Agency (https://www.wada-ama.org/en/resources/world-anti-doping-code-and-international-standards/world-anti-doping-code#resource-download), MA SENZA I COMMENTI IN NOTA (decisione del tribunale, punto 70). I commenti sono parte del Codice e ne consentono l'applicazione a casi specifici. Nella fattispecie, l'art. 10.2, che specifica quando può essere riconosciuta la "No Fault or Negligence", nei commenti riporta che non può essere riconosciuta la "No Fault or Negligence" dell'atleta se la sostanza proibita gli è stata somministrata da un componente del suo staff, poiché l'atleta è responsabile anche per il suo staff. Questa circostanza può al massimo consentire il riconoscimento di "No Significant Fault or Negligence", che porta a riduzione ma non ad annullamento della sanzione. Il tribunale indipendente tuttavia utilizza il cavillo della mancanza dei commenti nel Codice adottato dal TADP, che pure aderisce e recepisce il WADC, per dare al Codice un'interpretazione tutta sua che lascia aperta la possibilità di scagionare l'atleta, come poi effettivamente accade" (https://t.me/MarCosent/3367). Già solo per questo un ricorso della WADA appariva da subito inevitabile.
Ci sarebbe poi la questione della possibile violazione dell'art. 2.6.2 del Codice WADA, che sanziona il possesso ingiustificato di una sostanza proibita da parte di un componente dello staff dell'atleta. I commenti in nota chiariscono che la giustificazione del possesso non autorizzato può riguardare solo farmaci salvavita, come ad esempio insulina per diabetici e adrenalina per allergici. Ma ovviamente non è questo il caso. In ogni caso, il tribunale ignora questa possibilità.
Infine, la Gazzetta insiste sul risultato analitico che restituisce basse concentrazioni della sostanza vietata. Così nell'articolo: "tutta la comunità scientifica concorda sull’irrilevanza del controllo (meno di un miliardesimo di grammo di Clostebol)". Ora, a parte al riferimento alla "comunità scientifica", che dopo tutti questi anni dovremmo aver imparato a riconoscere come un luogo comune al minimo retorico che andrebbe evitato in qualsiasi discorso che voglia rimanere agganciato ai fatti. alle evidenze, in vari post abbiamo chiarito come e perché non esista un limite minimo per gli steroidi anabolizzanti. Non per nulla in vari casi, in passato anche qui citati, gli sportivi implicati hanno fornito anche un'analisi del capello per mostrare di non esser stati abituali assuntori di queste sostanze.
(segue nel post successivo)
Prosegue il fuoco di copertura preventivo della Gazzetta dello Sport che in un articolo riservato agli abbonati definisce "mossa politica" il ricorso della World Antidoping Agency (WADA) contro la sentenza del Tribunale indipendente della International Tennis Integrity Agency (ITIA) che aveva assolto Jannik Sinner per la positività al clostebol, steroide androgeno anabolizzante. Nel titolo dell'articolo, il ricorso è definito addirittura "incomprensibile": https://www.gazzetta.it/Tennis/29-09-2024/sinner-il-ricorso-della-wada-incomprensibile-il-commento-della-gazzetta_preview.shtml
In realtà, l'avvocato del tennista lo ha compreso perfettamente e correttamente lo definisce "legittimo" spiegando che "questa richiesta [fino a due anni di sospensione senza altre sanzioni, ndr] è pienamente sensata. Nessuno, infatti, accusa Jannik di aver tratto vantaggio nelle sue performance grazie al Clostebol. Per questo sarebbe ingiusto penalizzarlo nella classifica o nei guadagni. Tuttavia, la Wada ritiene che sia in qualche modo responsabile per le azioni del suo team e per questo chiede che venga punito. La sospensione è la pena che loro chiedono per quella che loro considerano negligenza": https://www.gazzetta.it/Tennis/ATP/29-09-2024/sinner-l-avvocato-ricorso-legittimo-ma-non-necessario-speriamo-di-chiudere-presto.shtml
Come spiegammo quando il caso venne inizialmente reso noto, "Sinner viene scagionato ("No Fault or Negligence") sulla base del fatto che il Tennis Anti Doping Program adotta sì il Codice Antidoping della World Anti Doping Agency (https://www.wada-ama.org/en/resources/world-anti-doping-code-and-international-standards/world-anti-doping-code#resource-download), MA SENZA I COMMENTI IN NOTA (decisione del tribunale, punto 70). I commenti sono parte del Codice e ne consentono l'applicazione a casi specifici. Nella fattispecie, l'art. 10.2, che specifica quando può essere riconosciuta la "No Fault or Negligence", nei commenti riporta che non può essere riconosciuta la "No Fault or Negligence" dell'atleta se la sostanza proibita gli è stata somministrata da un componente del suo staff, poiché l'atleta è responsabile anche per il suo staff. Questa circostanza può al massimo consentire il riconoscimento di "No Significant Fault or Negligence", che porta a riduzione ma non ad annullamento della sanzione. Il tribunale indipendente tuttavia utilizza il cavillo della mancanza dei commenti nel Codice adottato dal TADP, che pure aderisce e recepisce il WADC, per dare al Codice un'interpretazione tutta sua che lascia aperta la possibilità di scagionare l'atleta, come poi effettivamente accade" (https://t.me/MarCosent/3367). Già solo per questo un ricorso della WADA appariva da subito inevitabile.
Ci sarebbe poi la questione della possibile violazione dell'art. 2.6.2 del Codice WADA, che sanziona il possesso ingiustificato di una sostanza proibita da parte di un componente dello staff dell'atleta. I commenti in nota chiariscono che la giustificazione del possesso non autorizzato può riguardare solo farmaci salvavita, come ad esempio insulina per diabetici e adrenalina per allergici. Ma ovviamente non è questo il caso. In ogni caso, il tribunale ignora questa possibilità.
Infine, la Gazzetta insiste sul risultato analitico che restituisce basse concentrazioni della sostanza vietata. Così nell'articolo: "tutta la comunità scientifica concorda sull’irrilevanza del controllo (meno di un miliardesimo di grammo di Clostebol)". Ora, a parte al riferimento alla "comunità scientifica", che dopo tutti questi anni dovremmo aver imparato a riconoscere come un luogo comune al minimo retorico che andrebbe evitato in qualsiasi discorso che voglia rimanere agganciato ai fatti. alle evidenze, in vari post abbiamo chiarito come e perché non esista un limite minimo per gli steroidi anabolizzanti. Non per nulla in vari casi, in passato anche qui citati, gli sportivi implicati hanno fornito anche un'analisi del capello per mostrare di non esser stati abituali assuntori di queste sostanze.
(segue nel post successivo)
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(segue dal post precedente)
In conclusione, la posizione della WADA è corretta alla luce del regolamento antidoping cui anche il movimento del tennis aderisce e che i singoli tennisti sottoscrivono. Con ogni probabilità Sinner non si è reso responsabile di "Fault or Negligence" (quattro anni di sospensione) ma nemmeno può essere considerato del tutto estraneo alla vicenda ("No Fault or Negligence" e assoluzione piena) bensì appare essere in posizione di "No Significant Fault or Negligence", e da qui la necessità di un periodo di sospensione che può arrivare a due anni ma che andrà modulato sulla base degli orientamenti del tribunale giudicante. Se il Tribunale indipendente della ITIA si fosse orientato ai tempi per una sospensione anche minima è del tutto verosimile che la WADA non avrebbe avuto nulla da eccepire.
I miei post precedenti sull'argomento:
https://t.me/MarCosent/3365
https://t.me/MarCosent/3366
https://t.me/MarCosent/3367
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In conclusione, la posizione della WADA è corretta alla luce del regolamento antidoping cui anche il movimento del tennis aderisce e che i singoli tennisti sottoscrivono. Con ogni probabilità Sinner non si è reso responsabile di "Fault or Negligence" (quattro anni di sospensione) ma nemmeno può essere considerato del tutto estraneo alla vicenda ("No Fault or Negligence" e assoluzione piena) bensì appare essere in posizione di "No Significant Fault or Negligence", e da qui la necessità di un periodo di sospensione che può arrivare a due anni ma che andrà modulato sulla base degli orientamenti del tribunale giudicante. Se il Tribunale indipendente della ITIA si fosse orientato ai tempi per una sospensione anche minima è del tutto verosimile che la WADA non avrebbe avuto nulla da eccepire.
I miei post precedenti sull'argomento:
https://t.me/MarCosent/3365
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La Gazzetta dello Sport
Una mossa politica, un ricorso incomprensibile: che danno per Sinner
Un appello ufficializzato proprio mentre Jannik era in campo a Pechino, che va contro il giudizio di un tribunale indipendente e lascia un senso di ingiustizia
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Forwarded from L'Indipendente
Il Tg La7 distorce un sondaggio per far sembrare gli italiani favorevoli a colpire la Russia
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L'INDIPENDENTE
Il Tg La7 distorce un sondaggio per far sembrare gli italiani favorevoli a colpire la Russia
In merito alle opinioni degli italiani sull'utilizzo delle armi inviate all'Ucraina, il TG di La 7 gioca con i numeri, dandone un'interpretazione esattamente opposta allo scenario che in realtà delineano. È quanto accaduto nel corso del telegiornale diretto…
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TUTTO IL MONDO 🌺🌺🌺
E' paese. Anche sotto-sopra.
Il blog della giornalista investigativa Maryanne Demasi di racconta come l'Australia stia chiudendo il suo programma di compensazione dei danneggiati da vaccino.
https://blog.maryannedemasi.com/p/thousands-injured-by-covid-19-shots
Secondo Demasi:
che pare esser stato per certi versi meglio che da noi se, come si capisce, almeno certe patologie venivano riconosciute a priori.
Non semplice tuttavia nemmeno da quelle parti avere il supporto di un medico, se è vero che il loro equivalente dell'ordine professionale ha scritto a tutti gli associati chiarendo che
e che
https://www.ahpra.gov.au/News/2021-03-09-vaccination-statement.aspx
Secondo quanto riferito, il governo australiano ha pagato più di 32 milioni di dollari di risarcimenti alle vittime, ma non ha rivelato quante richieste di risarcimento sono state approvate o respinte.
E' paese. Anche sotto-sopra.
Il blog della giornalista investigativa Maryanne Demasi di racconta come l'Australia stia chiudendo il suo programma di compensazione dei danneggiati da vaccino.
https://blog.maryannedemasi.com/p/thousands-injured-by-covid-19-shots
Secondo Demasi:
I danni riconosciuti includevano miocardite/pericardite, alcuni coaguli di sangue, eritema multiforme (grave patologia cutanea), mielite trasversa (midollo spinale infiammato), sindrome da perdita capillare e sindrome di Guillain-Barré.
Ma ci sono stati molti danni causati dai vaccini anti-covid-19 che non sono stati riconosciuti e, anche se un individuo aveva una conferma scritta da un medico che il suo infortunio era stato causato dal vaccino, le sue richieste erano comunque considerate "non idonee".
che pare esser stato per certi versi meglio che da noi se, come si capisce, almeno certe patologie venivano riconosciute a priori.
Non semplice tuttavia nemmeno da quelle parti avere il supporto di un medico, se è vero che il loro equivalente dell'ordine professionale ha scritto a tutti gli associati chiarendo che
"Se sei un professionista sanitario registrato o uno studente, la cosa migliore da fare è leggere la nostra dichiarazione congiunta. Spiega le aspettative dei National Boards nei confronti dei professionisti sanitari registrati in merito alla ricezione, somministrazione e condivisione delle informazioni sulla vaccinazione contro il COVID-19. È importante che tu comprenda queste aspettative in modo che i pazienti e le comunità siano protetti al meglio dal nuovo coronavirus che causa il COVID-19".
e che
"Non c'è spazio per messaggi anti-vaccinazione nella pratica sanitaria professionale e qualsiasi promozione di affermazioni anti-vaccinazione, anche sui social media e nella pubblicità, potrebbe essere soggetta ad azioni normative".
https://www.ahpra.gov.au/News/2021-03-09-vaccination-statement.aspx
Secondo quanto riferito, il governo australiano ha pagato più di 32 milioni di dollari di risarcimenti alle vittime, ma non ha rivelato quante richieste di risarcimento sono state approvate o respinte.
Maryannedemasi
Thousands injured by covid-19 shots abandoned by government
Today, the Australian government’s Vaccine Claims Scheme stops accepting new claims, despite thousands of people continuing to suffer with covid-19 vaccine injuries.
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CENSURE SCIENTIFICHE DI GENERE 🌺🌺🌺
Non si fa in tempo a dar conto della ritrattazione unilaterale della pubblicazione dello studio di cui raccontavamo qualche giorno fa sui danni associati al vaccino covid indiano Covaxin (https://t.me/MarCosent/3469, qui la notizia della definitiva ritrattazione: https://blog.maryannedemasi.com/p/bmj-report-covaxin-study-retracted), che questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo (https://it.wikipedia.org/wiki/Questo_pazzo,_pazzo,_pazzo,_pazzo_mondo) se ne inventa una nuovissima e straordinariamente "trendy".
Si apprende infatti da Retraction Watch, un autorevole blog specializzato in ritrattazioni di studi scientifici e questioni di cattiva condotta nella ricerca, che la rivista Current Psychology, edita dalla prestigiosa Springer Nature, si è rifiutata di pubblicare un commento dell'autore di uno studio ritrattato lo scorso anno da un'altra rivista Springer Nature, intitolata Archives of Sexual Behavior (https://retractionwatch.com/2024/09/03/exclusive-editor-resigns-as-publisher-blocks-criticism-of-decision-to-pull-paper-on-gender-dysphoria/).
Il commento rifiutato da Springer Nature è ora integralmente leggibile sul blog Sensible Medicine: https://www.sensible-med.com/p/the-rapid-ideological-retraction
L'autore racconta come il suo studio sia stato dapprima accettato e pubblicato dopo revisione tra pari sugli Archives of Sexual Behavior per poi essere ritrattato dalla rivista a seguito degli attacchi ricevuti dagli9 ambienti vicini agli attivisti transgender.
Il punto è che lo studio tratta il tema della disforia di genere e del suo vertiginoso aumento negli ultimi anni, secondo alcune fonti fino al 5.000% (cinquemila per cento) in più. L'autore spiega così le due maggiori e non necessariamente inconciliabili spiegazioni:
Lo studio approfondiva questa seconda ipotesi, quella della ROGD, e per questo è stato violentemente attaccato, fino a che la rivista non lo ha ritrattato. La casa editrice Springer Nature è apparsa talmente colpita (oppure in sintonia con la prima posizione? non è dato saperlo) che ha rifiutato anche la pubblicazione successiva del commento dell'autore, che intendeva discutere la questione. Il post è in ogni caso assolutamente da leggere per chi si voglia fare un'idea sulla vicenda e anche, più in generale, voglia comprendere i nuovi fattori all'opera nella distorsione della ricerca e dell'evidenza scientifiche. Ovvio che se censuri sistematicamente un determinato punto di vista, quello opposto e in grado di imporsi con la forza finirà sempre per prevalere. Lo abbiamo visto con la pandemia e i vaccini, con i conflitti in corso in est europa e in medio oriente, con il cambiamento climatico e la transizione energetica e ora con gli studi di genere. Il mondo nuovo è qui e ora.
Non si fa in tempo a dar conto della ritrattazione unilaterale della pubblicazione dello studio di cui raccontavamo qualche giorno fa sui danni associati al vaccino covid indiano Covaxin (https://t.me/MarCosent/3469, qui la notizia della definitiva ritrattazione: https://blog.maryannedemasi.com/p/bmj-report-covaxin-study-retracted), che questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo (https://it.wikipedia.org/wiki/Questo_pazzo,_pazzo,_pazzo,_pazzo_mondo) se ne inventa una nuovissima e straordinariamente "trendy".
Si apprende infatti da Retraction Watch, un autorevole blog specializzato in ritrattazioni di studi scientifici e questioni di cattiva condotta nella ricerca, che la rivista Current Psychology, edita dalla prestigiosa Springer Nature, si è rifiutata di pubblicare un commento dell'autore di uno studio ritrattato lo scorso anno da un'altra rivista Springer Nature, intitolata Archives of Sexual Behavior (https://retractionwatch.com/2024/09/03/exclusive-editor-resigns-as-publisher-blocks-criticism-of-decision-to-pull-paper-on-gender-dysphoria/).
Il commento rifiutato da Springer Nature è ora integralmente leggibile sul blog Sensible Medicine: https://www.sensible-med.com/p/the-rapid-ideological-retraction
L'autore racconta come il suo studio sia stato dapprima accettato e pubblicato dopo revisione tra pari sugli Archives of Sexual Behavior per poi essere ritrattato dalla rivista a seguito degli attacchi ricevuti dagli9 ambienti vicini agli attivisti transgender.
Il punto è che lo studio tratta il tema della disforia di genere e del suo vertiginoso aumento negli ultimi anni, secondo alcune fonti fino al 5.000% (cinquemila per cento) in più. L'autore spiega così le due maggiori e non necessariamente inconciliabili spiegazioni:
Sono state proposte due ipotesi principali per spiegare questi cambiamenti. La prima, sostenuta da molti attivisti online che affermano di parlare a nome delle persone transgender (ad esempio, Ashley, 2020), è che una maggiore tolleranza culturale delle persone transgender abbia incoraggiato coloro che desiderano adottare misure per allineare la propria espressione di genere ai propri sentimenti. [...] La seconda ipotesi è che ci sia una recente epidemia di falsa convinzione tra adolescenti emotivamente vulnerabili di essere transgender (Littman, 2018). Inoltre, questa convinzione è socialmente contagiosa da pari a pari. La condizione che colpisce gli adolescenti è stata chiamata "disforia di genere a esordio rapido" (ROGD) da coloro che credono alla seconda ipotesi. Tra questi ci sono molti genitori angosciati dalle dichiarazioni dei loro figli di essere transgender, nonostante non abbiano avuto precedenti segni di disforia di genere. Questi genitori sono anche allarmati dalla prospettiva che i loro figli intraprendano misure mediche non necessarie, dannose e irreversibili. I sostenitori dell'ipotesi ROGD includono anche un numero crescente di clinici, ricercatori e intellettuali pubblici che la ritengono più plausibile dell'altra spiegazione.
Lo studio approfondiva questa seconda ipotesi, quella della ROGD, e per questo è stato violentemente attaccato, fino a che la rivista non lo ha ritrattato. La casa editrice Springer Nature è apparsa talmente colpita (oppure in sintonia con la prima posizione? non è dato saperlo) che ha rifiutato anche la pubblicazione successiva del commento dell'autore, che intendeva discutere la questione. Il post è in ogni caso assolutamente da leggere per chi si voglia fare un'idea sulla vicenda e anche, più in generale, voglia comprendere i nuovi fattori all'opera nella distorsione della ricerca e dell'evidenza scientifiche. Ovvio che se censuri sistematicamente un determinato punto di vista, quello opposto e in grado di imporsi con la forza finirà sempre per prevalere. Lo abbiamo visto con la pandemia e i vaccini, con i conflitti in corso in est europa e in medio oriente, con il cambiamento climatico e la transizione energetica e ora con gli studi di genere. Il mondo nuovo è qui e ora.
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STEROIDI ANABOLIZZANTI 🌺🌺🌺
Grazie al servizio di indicizzazione automatica di Google Scholar, scopro oggi l'ennesima citazione di uno studio che pubblicammo nel 2011 (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1600-0838.2010.01263.x). Il lavoro originò da una tesi di laurea in Scienze Motorie realizzata da un brillantissimo studente (l'idea di base fu sua, la sviluppammo poi insieme). In sintesi, egli voleva affrontare il tema dei prodotti a base di steroidi anabolizzanti venduti sul web, e infine decidemmo di realizzare un'analisi dei maggiori siti web che li offrivano. La tesi fu infine molto valida, lo studente conseguì il massimo dei voti e la lode, e a me parve indispensabile puntare a realizzarne una pubblicazione, che finì su uno dei più prestigiosi giornali di medicina dello sport, viene ancora oggi citata in molteplici studi.
La citazione odierna è la 94esima secondo Google Scholar (che come noto è poco restrittivo, su Scopus ad esempio a oggi sono 59), e viene da uno studio inglese il quale esamina la percezione che un campione di culturisti, utilizzatori e non utilizzatori di anabolizzanti, hanno del proprio medico in relazione alle sue conoscenze riguardo a questi farmaci (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2211266924000501). Lo studio conclude che la fiducia è minima e che più o meno tutti sono convinti che il medico ne sappia poco. E tutto sommato non gli si può dare torto: l'uso terapeutico degli steroidi androgeni è in medicina un argomento specialistico, che si tratta poco e male prima della laurea, e temo anche che ben pochi corsi di medicina includano quanto meno qualche nozione sui farmaci considerati doping (argomento specialistico, inesistente ai tempi della mia laurea, anche perché l'organizzazione internazionale sul tema si stava ancora strutturando, e che comunque personalmente iniziai ad approfondire solo con la docenza, oltre che in medicina, anche in scienze motorie). Va poi detto che i culturisti in certi ambiti hanno nozioni di farmacologia "pratica" che su questi temi specifici superano ampiamente quelle del medico medio (questo secondo un altro paio di tesi di laurea in scienze motorie che avrebbero pure loro la pubblicazione, ma fin qui non ce n'è mai stato il tempo...).
Purtroppo, il degrado del mondo dell'istruzione e della formazione negli anni si è manifestato anche attraverso un declino del tempo e delle energie dedicate alla tesi di laurea, specialmente nelle lauree triennali, molte delle quali hanno addirittura eliminato la tesi finale. Oggi tesi come quelle che ho menzionato sono sostanzialmente impossibili da realizzare. Quale studente intraprenderebbe una tesi solida e impegnativa quando se la può cavare con poche pagine scritte in una settimana o due? Anche in questo consiste la riduzione delle opportunità di ricerca che, per quanto semplici e a basso costo, possono giungere a risultati importanti e apprezzati, oltre che offrire a giovani motivati la possibilità di realizzare esperienze utili e significative.
Sic transit.
Grazie al servizio di indicizzazione automatica di Google Scholar, scopro oggi l'ennesima citazione di uno studio che pubblicammo nel 2011 (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1600-0838.2010.01263.x). Il lavoro originò da una tesi di laurea in Scienze Motorie realizzata da un brillantissimo studente (l'idea di base fu sua, la sviluppammo poi insieme). In sintesi, egli voleva affrontare il tema dei prodotti a base di steroidi anabolizzanti venduti sul web, e infine decidemmo di realizzare un'analisi dei maggiori siti web che li offrivano. La tesi fu infine molto valida, lo studente conseguì il massimo dei voti e la lode, e a me parve indispensabile puntare a realizzarne una pubblicazione, che finì su uno dei più prestigiosi giornali di medicina dello sport, viene ancora oggi citata in molteplici studi.
La citazione odierna è la 94esima secondo Google Scholar (che come noto è poco restrittivo, su Scopus ad esempio a oggi sono 59), e viene da uno studio inglese il quale esamina la percezione che un campione di culturisti, utilizzatori e non utilizzatori di anabolizzanti, hanno del proprio medico in relazione alle sue conoscenze riguardo a questi farmaci (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2211266924000501). Lo studio conclude che la fiducia è minima e che più o meno tutti sono convinti che il medico ne sappia poco. E tutto sommato non gli si può dare torto: l'uso terapeutico degli steroidi androgeni è in medicina un argomento specialistico, che si tratta poco e male prima della laurea, e temo anche che ben pochi corsi di medicina includano quanto meno qualche nozione sui farmaci considerati doping (argomento specialistico, inesistente ai tempi della mia laurea, anche perché l'organizzazione internazionale sul tema si stava ancora strutturando, e che comunque personalmente iniziai ad approfondire solo con la docenza, oltre che in medicina, anche in scienze motorie). Va poi detto che i culturisti in certi ambiti hanno nozioni di farmacologia "pratica" che su questi temi specifici superano ampiamente quelle del medico medio (questo secondo un altro paio di tesi di laurea in scienze motorie che avrebbero pure loro la pubblicazione, ma fin qui non ce n'è mai stato il tempo...).
Purtroppo, il degrado del mondo dell'istruzione e della formazione negli anni si è manifestato anche attraverso un declino del tempo e delle energie dedicate alla tesi di laurea, specialmente nelle lauree triennali, molte delle quali hanno addirittura eliminato la tesi finale. Oggi tesi come quelle che ho menzionato sono sostanzialmente impossibili da realizzare. Quale studente intraprenderebbe una tesi solida e impegnativa quando se la può cavare con poche pagine scritte in una settimana o due? Anche in questo consiste la riduzione delle opportunità di ricerca che, per quanto semplici e a basso costo, possono giungere a risultati importanti e apprezzati, oltre che offrire a giovani motivati la possibilità di realizzare esperienze utili e significative.
Sic transit.
Wiley Online Library
Selling androgenic anabolic steroids by the pound: identification and analysis of popular websites on the Internet
Internet websites offering androgenic anabolic steroids (AAS) were identified and available products were examined. Keywords for the website search were: “anabolic steroids,” “anabolic steroids buy,”...
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COSI' FAN (QUASI) TUTTI 🌺🌺🌺
"Tutti colpevoli, nessuno colpevole", questo pare essere il senso dell'ennesimo articolo della Gazzetta dello Sport in difesa preventiva di Yannik Sinner (https://www.gazzetta.it/Tennis/ATP/01-10-2024/sinner-e-caso-doping-dalla-wada-che-giustizia-il-caso-dei-23-nuotatori-cinesi-positivi.shtml). La Gazzetta elenca vari casi in cui a suo dire la WADA non si sarebbe comportata irreprensibilmente, dando ampio spazio alla vicenda dei 23 nuotatori cinesi positivi alla trimetazidina, un farmaco per il cuore.
Ora, la Gazzetta (come vari altri giornali italiani) insiste a non entrare nel merito della vicenda Sinner. L'unico articolo che lo ha fatto, un'intervista all'avvocato si Sinner, ha dovuto prendere atto che l'avvocato medesimo, esperto e avveduto, riconosce in linea di principio la fondatezza della posizione WADA, che va affrontata nei contenuti.
Tornando alla Gazzetta, il citare il caso dei nuotatori cinesi appare alquanto strumentale. Anche ammettendo che WADA abbia sbagliato allora, deve sbagliare ancora per dimostrarsi "coerente"? Peraltro, quel discutibile caso si chiuse con un parere indipendente che riconobbe la correttezza della WADA (https://www.wada-ama.org/en/news/independent-prosecutor-concludes-wada-showed-no-bias-towards-china-and-decision-not-appeal).
WADA peraltro nell'occhio del ciclone da mesi, da quando è entrata in contrasto con l'USADA, organizzazione antidoping USA, che è risultato colpevole di aver lasciato gareggiare per anni moltissimi atleti USA dopati giustificandosi con l'intenzione di utilizzarli insieme all'FBI come informatori sotto copertura. Su questa base per alcuni USADA è addirittura riuscita ad ottenere l'anonimato. WADA nei suoi comunicati si dice "ricattata" da USADA ma alla fine cede alle richieste (https://www.nytimes.com/athletic/5688595/2024/08/08/wada-usada-undercover-agents-doping/).
E' appena il caso di ricordare per per una vicenda per certi versi non troppo differente a carico della RUSADA, organizzazione antidoping russa, gli atleti russi furono sanzionati e costretti a gareggiare senza bandiera nazionale, soto la sola egida del comitato olimpico russo, C'è addirittura una pagina di wikipedia a riguardo (https://it.wikipedia.org/wiki/Doping_di_Stato_in_Russia).
E, tornando ai nuotatori cinesi, la trimetazidina in loro riscontrata è un farmaco incluso nella lista dei dopanti ma del quale non esiste alcuna evidenza diretta di reale potenziale dopante (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37522701/). In questo ricorda un po' il meldonio, farmaco per cui fu squalificata per anni la russa Maria Sharapova. Ai tempi si disse che l'inclusione del meldonio nella lista delle sostanze dopanti avesse (anche) motivazioni politiche, essendo un farmaco essenzialmente utilizzato nell'est Europa. La trimetazidina in questo senso lo ricorda da vicino. Detto questo, se il farmaco è vietato è giusto sanzionare, ma certo converrebbe sentire le voci di chi "il miliardesimo di grammooohhh!1!!!" a proposito del clostebol,visto che qui abbiamo un farmaco senza alcuna evidenza di effetto dopante.
Semplicemente per dire che le cose sono complesse, vanno conosciute e discusse senza partigianeria, e i giornali farebbero un migliore servizio pubblico se informassero invece di prendere partito e difenderlo con le unghie e coi denti. Finendo per farlo in maniera quanto meno improbabile.
I miei post precedenti sull'argomento:
https://t.me/MarCosent/3365
https://t.me/MarCosent/3366
https://t.me/MarCosent/3367
https://t.me/MarCosent/3380
https://t.me/MarCosent/3431
https://t.me/MarCosent/3434
https://t.me/MarCosent/3474
https://t.me/MarCosent/3475
https://t.me/MarCosent/3476
"Tutti colpevoli, nessuno colpevole", questo pare essere il senso dell'ennesimo articolo della Gazzetta dello Sport in difesa preventiva di Yannik Sinner (https://www.gazzetta.it/Tennis/ATP/01-10-2024/sinner-e-caso-doping-dalla-wada-che-giustizia-il-caso-dei-23-nuotatori-cinesi-positivi.shtml). La Gazzetta elenca vari casi in cui a suo dire la WADA non si sarebbe comportata irreprensibilmente, dando ampio spazio alla vicenda dei 23 nuotatori cinesi positivi alla trimetazidina, un farmaco per il cuore.
Ora, la Gazzetta (come vari altri giornali italiani) insiste a non entrare nel merito della vicenda Sinner. L'unico articolo che lo ha fatto, un'intervista all'avvocato si Sinner, ha dovuto prendere atto che l'avvocato medesimo, esperto e avveduto, riconosce in linea di principio la fondatezza della posizione WADA, che va affrontata nei contenuti.
Tornando alla Gazzetta, il citare il caso dei nuotatori cinesi appare alquanto strumentale. Anche ammettendo che WADA abbia sbagliato allora, deve sbagliare ancora per dimostrarsi "coerente"? Peraltro, quel discutibile caso si chiuse con un parere indipendente che riconobbe la correttezza della WADA (https://www.wada-ama.org/en/news/independent-prosecutor-concludes-wada-showed-no-bias-towards-china-and-decision-not-appeal).
WADA peraltro nell'occhio del ciclone da mesi, da quando è entrata in contrasto con l'USADA, organizzazione antidoping USA, che è risultato colpevole di aver lasciato gareggiare per anni moltissimi atleti USA dopati giustificandosi con l'intenzione di utilizzarli insieme all'FBI come informatori sotto copertura. Su questa base per alcuni USADA è addirittura riuscita ad ottenere l'anonimato. WADA nei suoi comunicati si dice "ricattata" da USADA ma alla fine cede alle richieste (https://www.nytimes.com/athletic/5688595/2024/08/08/wada-usada-undercover-agents-doping/).
E' appena il caso di ricordare per per una vicenda per certi versi non troppo differente a carico della RUSADA, organizzazione antidoping russa, gli atleti russi furono sanzionati e costretti a gareggiare senza bandiera nazionale, soto la sola egida del comitato olimpico russo, C'è addirittura una pagina di wikipedia a riguardo (https://it.wikipedia.org/wiki/Doping_di_Stato_in_Russia).
E, tornando ai nuotatori cinesi, la trimetazidina in loro riscontrata è un farmaco incluso nella lista dei dopanti ma del quale non esiste alcuna evidenza diretta di reale potenziale dopante (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37522701/). In questo ricorda un po' il meldonio, farmaco per cui fu squalificata per anni la russa Maria Sharapova. Ai tempi si disse che l'inclusione del meldonio nella lista delle sostanze dopanti avesse (anche) motivazioni politiche, essendo un farmaco essenzialmente utilizzato nell'est Europa. La trimetazidina in questo senso lo ricorda da vicino. Detto questo, se il farmaco è vietato è giusto sanzionare, ma certo converrebbe sentire le voci di chi "il miliardesimo di grammooohhh!1!!!" a proposito del clostebol,visto che qui abbiamo un farmaco senza alcuna evidenza di effetto dopante.
Semplicemente per dire che le cose sono complesse, vanno conosciute e discusse senza partigianeria, e i giornali farebbero un migliore servizio pubblico se informassero invece di prendere partito e difenderlo con le unghie e coi denti. Finendo per farlo in maniera quanto meno improbabile.
I miei post precedenti sull'argomento:
https://t.me/MarCosent/3365
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https://t.me/MarCosent/3474
https://t.me/MarCosent/3475
https://t.me/MarCosent/3476
La Gazzetta dello Sport
La Wada grazia 23 nuotatori positivi, ma ricorre contro Sinner: che giustizia è?
L'insistenza con cui l'agenzia antidoping ha portato l'azzurro davanti al Tas si scontra con clamorosi casi opposti del passato: come l'Operacion Puerto in Spagna
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E' NATA UNA STELLA 🌺🌺🌺
Due persone, entrambe vaccinate per il covid con almeno cinque dosi, finiscono casualmente ricoverate nello stesso reparto. Casualmente, entrambe sono contagiate con due diverse varianti di SARS-CoV-2. Casualmente una delle due contagia l'altra. E casualmente, proprio per casuale ricombinazione, le due varianti danno origine a una variante ulteriore. Succede in Svezia, precisamente a Stoccolma, e ne viene dato conto oggi in una lettera pubblicata su The Lancet Microbe (https://www.thelancet.com/journals/lanmic/article/PIIS2666-5247(24)00266-0/fulltext). Nei momenti più critici della pandemia, chi non si vaccinava veniva messo in croce, accusato di essere fucina e crogiolo delle varianti più mortali del virus, mentre chi si vaccinava assurgeva a eroe della nazione, baluardo invalicabile contro cui i virus si sarebbero infranti come moscerini sui parabrezza delle auto. E niente, grazie al cielo l'argomento oggi non fa notizia, E speriamo non la faccia mai più.
Due persone, entrambe vaccinate per il covid con almeno cinque dosi, finiscono casualmente ricoverate nello stesso reparto. Casualmente, entrambe sono contagiate con due diverse varianti di SARS-CoV-2. Casualmente una delle due contagia l'altra. E casualmente, proprio per casuale ricombinazione, le due varianti danno origine a una variante ulteriore. Succede in Svezia, precisamente a Stoccolma, e ne viene dato conto oggi in una lettera pubblicata su The Lancet Microbe (https://www.thelancet.com/journals/lanmic/article/PIIS2666-5247(24)00266-0/fulltext). Nei momenti più critici della pandemia, chi non si vaccinava veniva messo in croce, accusato di essere fucina e crogiolo delle varianti più mortali del virus, mentre chi si vaccinava assurgeva a eroe della nazione, baluardo invalicabile contro cui i virus si sarebbero infranti come moscerini sui parabrezza delle auto. E niente, grazie al cielo l'argomento oggi non fa notizia, E speriamo non la faccia mai più.
The Lancet Microbe
A novel SARS-CoV-2 recombinant transmitted from a patient with an acute co-infection
Recombination occurs in typical coronavirus replication1 and has shaped the SARS-CoV-2
landscape, as shown by the global spread of the recombinant XBB-lineage during 2022 and
2023; however, the generation of recombinants has not been documented previously.…
landscape, as shown by the global spread of the recombinant XBB-lineage during 2022 and
2023; however, the generation of recombinants has not been documented previously.…
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Forwarded from Andrea Zhok
L'attesa risposta dell'Iran alla fine c'è stata.
E' stata una risposta molto moderata, ma intenzionata a far passare il messaggio che anche Israele può dover pagare dei prezzi.
La moderatezza della risposta si intende se si nota che la dirigenza iraniana ha avvisato gli USA dell'attacco in arrivo (e dunque hanno avvisato Israele), consentendo a tutti i civili di recarsi nei rifugi.
Inoltre gli obiettivi dell'attacco sono stati eminentemente economici (come la piattaforma di gas a largo di Haifa) e militari (le basi aeronautiche di Nevatim, Hatzerim, Tel Nof, Netzarim, e Glilot; la prima risulta gravemente danneggiata e ora inutilizzabile).
Fonti arabe parlano di 200 impatti, ma qui le cifre sono parte dei giochi di guerra: quelli che ho visto nei filmati sono comunque almeno 30.
Nonostante il numero degli impatti sia stato elevato al momento non si hanno notizie di morti civili (salvo i 6 morti a Tel Aviv, in una sparatoria pochi minuti prima dell'attacco, la cui natura non è ancora chiara).
Se fossimo in una mondo normale questo messaggio iraniano dovrebbe ricondurre Israele ad un passo indietro: il contenuto del messaggio è infatti: "Israele può essere colpita, ma" - come mostrano le modalità dell'attacco - "non vogliamo una guerra totale."
Purtroppo, stando alle prime risposte israeliane e soprattutto americane, temo che ciò che ci attende sia ben altro. Il consigliere per la sicurezza nazionale americana Jake Sullivan ha detto: "Ci saranno gravi conseguenze per l’Iran a seguito di questo attacco e lavoreremo con Israele per garantire che ciò accada."
In sostanza, conformemente allo standard usuale: "Noi e i nostri possono permettersi qualunque cosa e voi dovete subire, perché noi siamo noi e voi non siete un *azzo".
Le premesse per una devastante guerra regionale ci sono tutte.
E' stata una risposta molto moderata, ma intenzionata a far passare il messaggio che anche Israele può dover pagare dei prezzi.
La moderatezza della risposta si intende se si nota che la dirigenza iraniana ha avvisato gli USA dell'attacco in arrivo (e dunque hanno avvisato Israele), consentendo a tutti i civili di recarsi nei rifugi.
Inoltre gli obiettivi dell'attacco sono stati eminentemente economici (come la piattaforma di gas a largo di Haifa) e militari (le basi aeronautiche di Nevatim, Hatzerim, Tel Nof, Netzarim, e Glilot; la prima risulta gravemente danneggiata e ora inutilizzabile).
Fonti arabe parlano di 200 impatti, ma qui le cifre sono parte dei giochi di guerra: quelli che ho visto nei filmati sono comunque almeno 30.
Nonostante il numero degli impatti sia stato elevato al momento non si hanno notizie di morti civili (salvo i 6 morti a Tel Aviv, in una sparatoria pochi minuti prima dell'attacco, la cui natura non è ancora chiara).
Se fossimo in una mondo normale questo messaggio iraniano dovrebbe ricondurre Israele ad un passo indietro: il contenuto del messaggio è infatti: "Israele può essere colpita, ma" - come mostrano le modalità dell'attacco - "non vogliamo una guerra totale."
Purtroppo, stando alle prime risposte israeliane e soprattutto americane, temo che ciò che ci attende sia ben altro. Il consigliere per la sicurezza nazionale americana Jake Sullivan ha detto: "Ci saranno gravi conseguenze per l’Iran a seguito di questo attacco e lavoreremo con Israele per garantire che ciò accada."
In sostanza, conformemente allo standard usuale: "Noi e i nostri possono permettersi qualunque cosa e voi dovete subire, perché noi siamo noi e voi non siete un *azzo".
Le premesse per una devastante guerra regionale ci sono tutte.
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TRE PUNTI 🌺🌺🌺
Vinay Prasad, oncoematologo e docente di epidemiologia e statistica all'UCSF, si trova all'Università di Stanford per partecipare a una giornata di studio sulla pandemia, e da lì pubblica un post con alcune riflessioni estemporanee:
"PRIMO, la conferenza ha persone con opinioni diverse. Tra cui alcuni che sostengono gli obblighi vaccinali, la chiusura delle scuole e l'uso delle mascherine, almeno in parte.
Il loro nuovo argomento di discussione è: abbiamo fatto del nostro meglio con ciò che sapevamo all'epoca. Questo è *falso*. All'epoca, se si esaminavano le prove, si trattava di errori, ed è per questo che molti di noi si opponevano alle politiche in quel momento. Per me questo è il nocciolo del disaccordo, e il motivo per cui penso che ci sia ancora disonestà nella narrazione dei media popolari.
SECONDO, molte persone discutono della necessità di ricostruire la fiducia nella sanità pubblica. Ma un partecipante alla conferenza ha fatto una buona osservazione: la sfiducia nella sanità pubblica è positiva.
Se la sanità pubblica sceglie di operare sulla base di una scienza senza o con scarsa credibilità, dovremmo diffidare di loro. Non vedo alcuno sforzo concertato per testare le politiche in corso, come i richiami autunnali o l'uso annuale delle mascherine, in quanto tali, perché le persone dovrebbero fidarsi di coloro che stabiliscono queste raccomandazioni e politiche?
TERZO, un punto ricorrente è: dobbiamo ricordare quanto eravamo spaventati a marzo 2020. Questo viene usato come scusa per chiudere parchi o spiagge. Ma la controargomentazione a questo è che la paura stessa è stata una costruzione dei media e delle conferenze stampa con Brix e Fauci. Se ci fosse stata una cronaca più equilibrata, in particolare sui bambini, le persone sarebbero state meno spaventate."
Un QUARTO punto lo aggiungo io: a Stanford organizzano incontri del genere, da noi non hanno mai avuto luogo e tanto meno ora nessuno pensa minimamente a realizzare qualcosa di simile. Ricordiamo tutti la vicenda di POLI-COVID-22, il più importante convegno internazionale svoltosi in Italiam sui temi della pandemia (o forse l'unico?), boicottato e disertato dagli attori istituzionali non appena fu chiaro che si sarebbe svolto un confronto franco e aperto sulle evidenze fattuali.
https://www.drvinayprasad.com/p/live-from-stanford
Vinay Prasad, oncoematologo e docente di epidemiologia e statistica all'UCSF, si trova all'Università di Stanford per partecipare a una giornata di studio sulla pandemia, e da lì pubblica un post con alcune riflessioni estemporanee:
"PRIMO, la conferenza ha persone con opinioni diverse. Tra cui alcuni che sostengono gli obblighi vaccinali, la chiusura delle scuole e l'uso delle mascherine, almeno in parte.
Il loro nuovo argomento di discussione è: abbiamo fatto del nostro meglio con ciò che sapevamo all'epoca. Questo è *falso*. All'epoca, se si esaminavano le prove, si trattava di errori, ed è per questo che molti di noi si opponevano alle politiche in quel momento. Per me questo è il nocciolo del disaccordo, e il motivo per cui penso che ci sia ancora disonestà nella narrazione dei media popolari.
SECONDO, molte persone discutono della necessità di ricostruire la fiducia nella sanità pubblica. Ma un partecipante alla conferenza ha fatto una buona osservazione: la sfiducia nella sanità pubblica è positiva.
Se la sanità pubblica sceglie di operare sulla base di una scienza senza o con scarsa credibilità, dovremmo diffidare di loro. Non vedo alcuno sforzo concertato per testare le politiche in corso, come i richiami autunnali o l'uso annuale delle mascherine, in quanto tali, perché le persone dovrebbero fidarsi di coloro che stabiliscono queste raccomandazioni e politiche?
TERZO, un punto ricorrente è: dobbiamo ricordare quanto eravamo spaventati a marzo 2020. Questo viene usato come scusa per chiudere parchi o spiagge. Ma la controargomentazione a questo è che la paura stessa è stata una costruzione dei media e delle conferenze stampa con Brix e Fauci. Se ci fosse stata una cronaca più equilibrata, in particolare sui bambini, le persone sarebbero state meno spaventate."
Un QUARTO punto lo aggiungo io: a Stanford organizzano incontri del genere, da noi non hanno mai avuto luogo e tanto meno ora nessuno pensa minimamente a realizzare qualcosa di simile. Ricordiamo tutti la vicenda di POLI-COVID-22, il più importante convegno internazionale svoltosi in Italiam sui temi della pandemia (o forse l'unico?), boicottato e disertato dagli attori istituzionali non appena fu chiaro che si sarebbe svolto un confronto franco e aperto sulle evidenze fattuali.
https://www.drvinayprasad.com/p/live-from-stanford
Drvinayprasad
LIVE from Stanford
Pandemic recap
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IL DANNO E LA BEFFA 🌺🌺🌺
La prestigiosissima rivista PNAS ospita uno studio che stima quale avrebbe potuto essere negli USA l'impatto di un impiego efficiente del plasma convalescente COVID-19.
Scrivono gli autori: "In base alle ipotesi modellate nelle analisi stratificate, abbiamo stimato che il plasma convalescente COVID-19 abbia salvato tra 16.476 e 66.296 vite. L'uso ideale del plasma avrebbe potuto salvare fino a 234.869 vite e prevenire 1.136.133 ricoveri ospedalieri. L'impiego del plasma è stata una strategia di successo per migliorare l'impatto della pandemia di COVID-19 negli Stati Uniti. Questa esperienza ha importanti implicazioni per l'uso del plasma convalescente nelle future emergenze di malattie infettive."
Qui lo studio e in figura una sintetica cronistoria per immagini della vicenda del plasma nel nostro paese e nel mondo.
Infine, il post con cui nell'agosto 2020 davo conto della decisione della FDA di autorizzare il plasma in emergenza per la cura del covid.
La prestigiosissima rivista PNAS ospita uno studio che stima quale avrebbe potuto essere negli USA l'impatto di un impiego efficiente del plasma convalescente COVID-19.
Scrivono gli autori: "In base alle ipotesi modellate nelle analisi stratificate, abbiamo stimato che il plasma convalescente COVID-19 abbia salvato tra 16.476 e 66.296 vite. L'uso ideale del plasma avrebbe potuto salvare fino a 234.869 vite e prevenire 1.136.133 ricoveri ospedalieri. L'impiego del plasma è stata una strategia di successo per migliorare l'impatto della pandemia di COVID-19 negli Stati Uniti. Questa esperienza ha importanti implicazioni per l'uso del plasma convalescente nelle future emergenze di malattie infettive."
Qui lo studio e in figura una sintetica cronistoria per immagini della vicenda del plasma nel nostro paese e nel mondo.
Infine, il post con cui nell'agosto 2020 davo conto della decisione della FDA di autorizzare il plasma in emergenza per la cura del covid.
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"L'istruzione intensiva fa dell'autodidatta un candidato alla disoccupazione, l'agricoltura intensiva elimina il contadino autosufficiente, lo spiegamento di polizia sgretola la capacità d'autocontrollo della comunità. La propagazione maligna della medicina ha risultati analoghi: trasforma l'assistenza reciproca e l'automedicazione in atti illeciti o criminosi."
(Ivan Illich, Nemesi Medica, 1976)
(Ivan Illich, Nemesi Medica, 1976)
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VACCINI, TUMORI E PREMI NOBEL 🌺🌺🌺
Stasera su Visione TV. Grazie sempre a Francesco Toscano per l'invito.
https://visionetv.it/esiste-una-relazione-tra-aumento-dei-tumori-e-vaccinazioni-a-mrna-dietro-il-sipario-talk-show/
Stasera su Visione TV. Grazie sempre a Francesco Toscano per l'invito.
https://visionetv.it/esiste-una-relazione-tra-aumento-dei-tumori-e-vaccinazioni-a-mrna-dietro-il-sipario-talk-show/
Visione TV
Esiste una relazione tra aumento dei tumori e vaccinazioni a mrna? - Dietro il Sipario - Talk Show - Visione TV
Questo tema è rimosso dal pubblico dibattito, eppure i dubbi aumentano alla luce delle ultime conoscenze. La Commissione parlamentare d’inchiesta riuscirà a scalfire il muro di omertà che impedisce una obiettiva ricostruzione dei fatti? Ne parliamo a “Dietro…
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IL POLPO PAUL 🌺🌺🌺
Il giocatore di calcio della Juventus Paul Pogba, inizialmente sospeso per 4 anni dopo esser risultato positivo a uno steroide anabolizzante, si è visto ridurre la sospensione a 18 mesi dal TAS di Losanna. Il tribunale "ha basato la sua decisione sulle prove e sulle argomentazioni legali presentate secondo cui l'ingestione di DHEA [...] non era intenzionale ed era il risultato dell'assunzione errata di un integratore prescrittogli da un medico in Florida, dopo che al signor Pogba erano state fornite assicurazioni sul fatto che il medico, che aveva affermato di aver curato diversi atleti di alto livello statunitensi e internazionali, era informato e avrebbe tenuto conto degli obblighi antidoping del signor Pogba ai sensi del Codice mondiale antidoping. [...] NADO Italia [che si opponeva alla riduzione della sospensione, ndr] ha sostenuto che l'incoscienza del giocatore era grave e giustificava una squalifica di 4 anni. [...] Il collegio del TAS ha stabilito, tuttavia, che il signor Pogba non era esente da colpa e che, in quanto calciatore professionista, avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione alle circostanze." I legali di Paul Pogba avevano proposto una sospensione di soli 12 mesi. La decisione appare in piena coerenza con il Codice mondiale antidoping della WADA.
https://www.tas-cas.org/fileadmin/user_upload/CAS_Media_Release_10443.pdf
Il giocatore di calcio della Juventus Paul Pogba, inizialmente sospeso per 4 anni dopo esser risultato positivo a uno steroide anabolizzante, si è visto ridurre la sospensione a 18 mesi dal TAS di Losanna. Il tribunale "ha basato la sua decisione sulle prove e sulle argomentazioni legali presentate secondo cui l'ingestione di DHEA [...] non era intenzionale ed era il risultato dell'assunzione errata di un integratore prescrittogli da un medico in Florida, dopo che al signor Pogba erano state fornite assicurazioni sul fatto che il medico, che aveva affermato di aver curato diversi atleti di alto livello statunitensi e internazionali, era informato e avrebbe tenuto conto degli obblighi antidoping del signor Pogba ai sensi del Codice mondiale antidoping. [...] NADO Italia [che si opponeva alla riduzione della sospensione, ndr] ha sostenuto che l'incoscienza del giocatore era grave e giustificava una squalifica di 4 anni. [...] Il collegio del TAS ha stabilito, tuttavia, che il signor Pogba non era esente da colpa e che, in quanto calciatore professionista, avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione alle circostanze." I legali di Paul Pogba avevano proposto una sospensione di soli 12 mesi. La decisione appare in piena coerenza con il Codice mondiale antidoping della WADA.
https://www.tas-cas.org/fileadmin/user_upload/CAS_Media_Release_10443.pdf
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LE IENE SU SINNER 🌺🌺🌺
Nella puntata del 29 settembre scorso, le Iene si occupano della vicenda di Yannik Sinner e del clostebol, giungendo addirittura a replicare "l'esperimento" della contaminazione tramite massaggio. Le Iene tra l'altro scovano un caso del tutto simile a quello di Sinner, protagonista il cestista Moraschini, sospeso 12 mesi.
https://www.iene.mediaset.it/video/de-giuseppe-sinner-l-antidoping-ha-usato-due-pesi-e-due-misure-_1346045.shtml
La puntata pare abbia sollevato accese critiche sui social, che hanno accusato le Iene di essere "contro" Sinner. In realtà, anche le Iene finiscono per criticare i regolamenti WADA che a loro dire non tengono conto non solodella buona fede bensì dell'irrilevanza di certe positività rispetto alle prestazioni. Questa è in apparenza una buona argomentazione, che tuttavia rappresenta al tempo stesso una china scivolosa: la stessa considerazione potrebbe infatti valere ad esempio per il caso della trimetazidina dei nuotatori cinesi o per il meldonio nel caso di Maria Sharapova e di tanti altri. Due sostanze tra le tante incluse nella lista WADA su base puramente teorica, senza cioé che vi sia alcuna evidenza concreta sulla loro reale capacità di alterare le prestazioni atletiche.
Nella puntata successiva del 6 ottobre, le Iene hanno infine rivelato che anche il loro test ha dato esito positivo al clostebol dopo massaggio:
https://www.iene.mediaset.it/video/de-giuseppe-clostebol-siamo-positivi-anche-noi_1347767.shtml
Miei post precedenti sull'argomento:
https://t.me/MarCosent/3365
https://t.me/MarCosent/3366
https://t.me/MarCosent/3367
https://t.me/MarCosent/3380
https://t.me/MarCosent/3431
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Nella puntata del 29 settembre scorso, le Iene si occupano della vicenda di Yannik Sinner e del clostebol, giungendo addirittura a replicare "l'esperimento" della contaminazione tramite massaggio. Le Iene tra l'altro scovano un caso del tutto simile a quello di Sinner, protagonista il cestista Moraschini, sospeso 12 mesi.
https://www.iene.mediaset.it/video/de-giuseppe-sinner-l-antidoping-ha-usato-due-pesi-e-due-misure-_1346045.shtml
La puntata pare abbia sollevato accese critiche sui social, che hanno accusato le Iene di essere "contro" Sinner. In realtà, anche le Iene finiscono per criticare i regolamenti WADA che a loro dire non tengono conto non solodella buona fede bensì dell'irrilevanza di certe positività rispetto alle prestazioni. Questa è in apparenza una buona argomentazione, che tuttavia rappresenta al tempo stesso una china scivolosa: la stessa considerazione potrebbe infatti valere ad esempio per il caso della trimetazidina dei nuotatori cinesi o per il meldonio nel caso di Maria Sharapova e di tanti altri. Due sostanze tra le tante incluse nella lista WADA su base puramente teorica, senza cioé che vi sia alcuna evidenza concreta sulla loro reale capacità di alterare le prestazioni atletiche.
Nella puntata successiva del 6 ottobre, le Iene hanno infine rivelato che anche il loro test ha dato esito positivo al clostebol dopo massaggio:
https://www.iene.mediaset.it/video/de-giuseppe-clostebol-siamo-positivi-anche-noi_1347767.shtml
Miei post precedenti sull'argomento:
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Le Iene
Sinner: l'antidoping ha usato due pesi e due misure? - Le Iene
Sinner ha giocato con in corpo una sostanza vietata: il Clostebol. Secondo il tribunale il tennista è stato contagiato indirettamente e quindi innocente. Ma le tempistiche e le modalità con cui il caso è stato trattato hanno fatto storcere il naso a diversi…
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
Ad un anno dall'inizio della mattanza israeliana su Gaza, con 41.900 vittime accertate, Al Jazeera English pubblica i nomi dei 34.000 palestinesi morti di cui il Ministero della Salute ha confermato l'identità.
L'ordine seguito tiene conto del criterio temporale delle uccisioni.
Il video in cui scorrono i nomi dei palestinesi ammazzati dura 59.06 minuti (...).
https://youtu.be/poHGZW-mg_M?si=f3MX0QH0tBLiZdxO
L'ordine seguito tiene conto del criterio temporale delle uccisioni.
Il video in cui scorrono i nomi dei palestinesi ammazzati dura 59.06 minuti (...).
https://youtu.be/poHGZW-mg_M?si=f3MX0QH0tBLiZdxO
YouTube
The names of those killed in Israel’s genocide in Gaza | Al Jazeera Newsfeed
More than 41,800 people have been killed in a year of Israel’s genocide against Palestinians in Gaza. The health ministry in Gaza has confirmed the identities of more than 34,000 of them. Here are their names.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
Non si fa altro che parlare di - immaginario - crescente antisemitismo in relazione agli ebrei. Per intanto, ad essere pestati sono i ragazzi con le bandiere palestinesi.
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