VACCINO BIRICHINO 🌺🌺🌺
Senza alcun clamore, esce la settimana scorsa sulla rivista internazionale di Elsevier intitolata Vaccine uno studio spagnolo che esamina gli esiti a medio termine (alcuni mesi) dei ricoverati per infarto miocardico in relazione alla loro serologia virale e allo stato vaccinale. I risultati mostrano con chiarezza come gli infartuati precedentemente vaccinati per il covid "e" precedentemente contagiati dal virus siano a maggior rischio di complicanze gravi e mortali dell'infarto, come l'insufficienza cardiaca grave e lo shock cardiogeno. Un rischio più o meno doppio rispetto agli altri. Questi soggetti presentano nel sangue un titolo anticorpale elevatissimo rispetto ai non vaccinati e ai non contagiati e anche ai vaccinati ma non contagiati e vice versa, che porta gli autori a proporre che i più gravi esiti cardiaci siano il risultato di un processo infiammatorio innescato da virus e vaccino. Il limite delo studio sta nel fatto che dai dato disponibili è stato impossibile stabilire se i vaccinati contagiati siano coloro che si sono vaccinati dopo il contagio oppure che si sono contagiati dopo il vaccino, oppure entrambi. Certo, uno studio del genere smonta - se mai ancora ce ne fosse bisogno - la narrativa del "vaccinare i guariti", stratagemma per annettere ai vaccini la protezione indotta dalla guarigione, ben più solida e duratura di quella indotta dai vaccini. E mostra ora come non solo fosse inutile bensì anche pericoloso. Se poi si trattasse anche dei contagiati "dopo" vaccino, verrebbe a cadere anche la più sottilmente subdola narrativa della malattia più lieve dopo vaccino. E comunque lo studio mostra anche chiaramente come certe cose le trovi solo se le cerchi. Se gli autori non avessero deciso di revisionare la loro casistica in funzione dello stato vaccinale dei pazienti, mai si sarebbero accorti di queste conseguenze, al contrario chiarissimo una volta che i dati sono stati aggregati e analizzati. Occhio non vede e cuore non duole. Chi muore giace e chi vive si dà pace. E via dicendo.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0264410X24009873
Senza alcun clamore, esce la settimana scorsa sulla rivista internazionale di Elsevier intitolata Vaccine uno studio spagnolo che esamina gli esiti a medio termine (alcuni mesi) dei ricoverati per infarto miocardico in relazione alla loro serologia virale e allo stato vaccinale. I risultati mostrano con chiarezza come gli infartuati precedentemente vaccinati per il covid "e" precedentemente contagiati dal virus siano a maggior rischio di complicanze gravi e mortali dell'infarto, come l'insufficienza cardiaca grave e lo shock cardiogeno. Un rischio più o meno doppio rispetto agli altri. Questi soggetti presentano nel sangue un titolo anticorpale elevatissimo rispetto ai non vaccinati e ai non contagiati e anche ai vaccinati ma non contagiati e vice versa, che porta gli autori a proporre che i più gravi esiti cardiaci siano il risultato di un processo infiammatorio innescato da virus e vaccino. Il limite delo studio sta nel fatto che dai dato disponibili è stato impossibile stabilire se i vaccinati contagiati siano coloro che si sono vaccinati dopo il contagio oppure che si sono contagiati dopo il vaccino, oppure entrambi. Certo, uno studio del genere smonta - se mai ancora ce ne fosse bisogno - la narrativa del "vaccinare i guariti", stratagemma per annettere ai vaccini la protezione indotta dalla guarigione, ben più solida e duratura di quella indotta dai vaccini. E mostra ora come non solo fosse inutile bensì anche pericoloso. Se poi si trattasse anche dei contagiati "dopo" vaccino, verrebbe a cadere anche la più sottilmente subdola narrativa della malattia più lieve dopo vaccino. E comunque lo studio mostra anche chiaramente come certe cose le trovi solo se le cerchi. Se gli autori non avessero deciso di revisionare la loro casistica in funzione dello stato vaccinale dei pazienti, mai si sarebbero accorti di queste conseguenze, al contrario chiarissimo una volta che i dati sono stati aggregati e analizzati. Occhio non vede e cuore non duole. Chi muore giace e chi vive si dà pace. E via dicendo.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0264410X24009873
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Forwarded from Russian Tour
Cos'è la russofobia? Può essere mostrata chiaramente con l'articolo apparso oggi sul quotidiano britannico Daily Mail, dal titolo:
“Un colpo di genio. Ma quanto tempo ci vorrà prima che Putin inizi a far saltare in aria i suoi nemici con gli iPhone?”
Avete capito, vero?
L'autore ammira il massiccio attacco terroristico di Israele. Ma alla fine esprime preoccupazione: “La storia ci insegna che la tecnologia militare non resta a lungo monopolio dei suoi inventori. Quanto tempo ci vorrà perrhé Vladimir Putin capisca come far esplodere milioni di iPhone in tutto il mondo nelle tasche dei loro avversari?”
Cioè, ispirano, commettono e si compiacciono di attacchi terroristici, ma ci spaventano comunque con quello che potrebbero fare questi terribili russi!
Kornilov
📱 Vi racconto la Russia
✈️ Russian Tour
“Un colpo di genio. Ma quanto tempo ci vorrà prima che Putin inizi a far saltare in aria i suoi nemici con gli iPhone?”
Avete capito, vero?
L'autore ammira il massiccio attacco terroristico di Israele. Ma alla fine esprime preoccupazione: “La storia ci insegna che la tecnologia militare non resta a lungo monopolio dei suoi inventori. Quanto tempo ci vorrà perrhé Vladimir Putin capisca come far esplodere milioni di iPhone in tutto il mondo nelle tasche dei loro avversari?”
Cioè, ispirano, commettono e si compiacciono di attacchi terroristici, ma ci spaventano comunque con quello che potrebbero fare questi terribili russi!
Kornilov
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Forwarded from Russian Tour
Noto una certa euforia sui giornali italiani per avvenimenti che potrebbero portare tutti verso il baratro...
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PARANOIA 🌺🌺🌺
Rimane un delirio privo di fondamento l'affermazione secondo cui i vaccini COVID conterrebbero nanotecnologie autoassemblanti, popolarissimo tema in certe nicchie estreme del "dissenso". Innegabile tuttavia che l'inedito livello cui Israele ha portato l'azione terrorista, con l'esplosione di cercapersone, telefoni e walkie talkie comandata a distanza, sia destinato a frantumare la residua incrinata fiducia dei cittadini nei confronti di un sistema sociale che già di per sé stesso usa lo strumento della paura per governare. Nel mondo globale e interconnesso dipendiamo tutti da oggetti, strumenti e financo alimenti prodotti non sappiamo dove né come né da chi. Tutto questo sistema si regge sulla fiducia che esistano meccanismi di sicurezza e garanzia. La vicenda dei vaccini covid ha tuttavia inferto un duro colpo a questo impianto: ad esempio, gli studi autorizzativi sono stati autocertificati dai produttori e nessuno né ha verificato "sul campo" la corretta realizzazione. Sempre riguardo ai vaccini, enti regolatori e istituzioni non han trovato di meglio che negare ad esempio il tema della contaminazione con DNA dai processi produttivi. E se domani il tema non fosse più una contaminazione accidentale bensì intenzionale di medicinali a scopo terroristico? Quali garanzie e quali difese? Anni fa una enorme quantità di antiipertensivi di case farmaceutiche differenti furono ritirati a causa della scoperta di un contaminante cancerogeni, che mostrò tra altro come case farmaceutiche diverse e in competizione fra loro utilizzano sostanzialmente gli stessi materiali. Come se le automobili fossero tutte uguali e differissero solo per il logo sulla calandra. Questo mondo sempre più globale sta implodendo su se stesso, schiacciato dal suo stesso peso. Tipo le due torri del 9/11. Che poi erano tre come solo i più attenti sanno. E che ancora oggi non è chiaro come siano crollate. Tuttavia uccidendo direttamente migliaia di persone sotto le macerie e poi milioni con le conseguenze geopolitiche globali. E oggi l'onda lunga sta distruggendo tutto il mondo come li conosciamo. Vie d'uscita non paiono in vista, ma certo aiuterebbe iniziare a chiamare le cose con il loro nome.
Rimane un delirio privo di fondamento l'affermazione secondo cui i vaccini COVID conterrebbero nanotecnologie autoassemblanti, popolarissimo tema in certe nicchie estreme del "dissenso". Innegabile tuttavia che l'inedito livello cui Israele ha portato l'azione terrorista, con l'esplosione di cercapersone, telefoni e walkie talkie comandata a distanza, sia destinato a frantumare la residua incrinata fiducia dei cittadini nei confronti di un sistema sociale che già di per sé stesso usa lo strumento della paura per governare. Nel mondo globale e interconnesso dipendiamo tutti da oggetti, strumenti e financo alimenti prodotti non sappiamo dove né come né da chi. Tutto questo sistema si regge sulla fiducia che esistano meccanismi di sicurezza e garanzia. La vicenda dei vaccini covid ha tuttavia inferto un duro colpo a questo impianto: ad esempio, gli studi autorizzativi sono stati autocertificati dai produttori e nessuno né ha verificato "sul campo" la corretta realizzazione. Sempre riguardo ai vaccini, enti regolatori e istituzioni non han trovato di meglio che negare ad esempio il tema della contaminazione con DNA dai processi produttivi. E se domani il tema non fosse più una contaminazione accidentale bensì intenzionale di medicinali a scopo terroristico? Quali garanzie e quali difese? Anni fa una enorme quantità di antiipertensivi di case farmaceutiche differenti furono ritirati a causa della scoperta di un contaminante cancerogeni, che mostrò tra altro come case farmaceutiche diverse e in competizione fra loro utilizzano sostanzialmente gli stessi materiali. Come se le automobili fossero tutte uguali e differissero solo per il logo sulla calandra. Questo mondo sempre più globale sta implodendo su se stesso, schiacciato dal suo stesso peso. Tipo le due torri del 9/11. Che poi erano tre come solo i più attenti sanno. E che ancora oggi non è chiaro come siano crollate. Tuttavia uccidendo direttamente migliaia di persone sotto le macerie e poi milioni con le conseguenze geopolitiche globali. E oggi l'onda lunga sta distruggendo tutto il mondo come li conosciamo. Vie d'uscita non paiono in vista, ma certo aiuterebbe iniziare a chiamare le cose con il loro nome.
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EX MALO BONUM 🌺🌺🌺
(Sant'Agostino)
Uno studio di ricercatori dell'Università di Amburgo in Germania, pubblicato sulla prestigiosissima rivista internazionale Brain, mostra come la semplice convinzione di assumere un farmaco analgesico sia in grado di ridurre la percezione di una sensazione dolorosa.
Questi tuttavia è un fenomeno noto da molto tempo, e in questo studio i ricercatori sono andati oltre. Non solo hanno detto ai volontari dello studio che stavano ricevendo un analgesico, ma - mentre ad alcuni hanno dato semplicemente soluzione fisiologica, ad altri hanno dato soluzione fisiologica con capsaicina, la sostanza che "fa bruciare" i peperoncini. In tal modo, i volontari sentivano bruciore e si convincevano ulteriormente di stare ricevendo un farmaco attivo.
E difatti costoro provavano soggettivamente un effetto analgesico nettamente maggiore di coloro che avevano ricevuto la preparazione di sola fisiologica, dunque senza effetti avversi di alcun genere.
Lo studio è del 2021 ed è stato selezionato quest'anno per ricevere il premio IgNobel (https://improbable.com/), che da alcuni anni viene conferito a studi scientifici che "fanno ridere" (e poi pensare).
In realtà questo studio non fa per nulla ridere ed è anzi molto serio e importante per tanti motivi. Da un lato ci mostra uno dei tanti meccanismi attraverso i quali può parere che le farmacoterapie siano efficaci ma non lo sono. In altri termini, un sistema come il nostro che sforna farmaci "efficaci e sicuri" per decreto di legge si giova tra le altre cose di meccanismi neurobiologici predisposti a percepire un beneficio anche da un prodotto che di primo acchito dà conseguenze spiacevoli.
Dall'altro lato, aggiunge evidenza al possibile uso terapeutico dell'effetto placebo, rispetto al quale esistono nella letteratura medica molte interessantissime evidenze sul cosiddetto "placebo terapeutico", un campo di ricerca di straordinario interesse e che meriterebbe molta più attenzione.
Infine, di sfuggita, vale anche la pena dirsi che alcuni tra i gruppi più attivi e autorevoli nello studio degli effetti placebo e nocebo sono italiani.
https://academic.oup.com/brain/article-abstract/147/8/2643/7664309
(Sant'Agostino)
Uno studio di ricercatori dell'Università di Amburgo in Germania, pubblicato sulla prestigiosissima rivista internazionale Brain, mostra come la semplice convinzione di assumere un farmaco analgesico sia in grado di ridurre la percezione di una sensazione dolorosa.
Questi tuttavia è un fenomeno noto da molto tempo, e in questo studio i ricercatori sono andati oltre. Non solo hanno detto ai volontari dello studio che stavano ricevendo un analgesico, ma - mentre ad alcuni hanno dato semplicemente soluzione fisiologica, ad altri hanno dato soluzione fisiologica con capsaicina, la sostanza che "fa bruciare" i peperoncini. In tal modo, i volontari sentivano bruciore e si convincevano ulteriormente di stare ricevendo un farmaco attivo.
E difatti costoro provavano soggettivamente un effetto analgesico nettamente maggiore di coloro che avevano ricevuto la preparazione di sola fisiologica, dunque senza effetti avversi di alcun genere.
Lo studio è del 2021 ed è stato selezionato quest'anno per ricevere il premio IgNobel (https://improbable.com/), che da alcuni anni viene conferito a studi scientifici che "fanno ridere" (e poi pensare).
In realtà questo studio non fa per nulla ridere ed è anzi molto serio e importante per tanti motivi. Da un lato ci mostra uno dei tanti meccanismi attraverso i quali può parere che le farmacoterapie siano efficaci ma non lo sono. In altri termini, un sistema come il nostro che sforna farmaci "efficaci e sicuri" per decreto di legge si giova tra le altre cose di meccanismi neurobiologici predisposti a percepire un beneficio anche da un prodotto che di primo acchito dà conseguenze spiacevoli.
Dall'altro lato, aggiunge evidenza al possibile uso terapeutico dell'effetto placebo, rispetto al quale esistono nella letteratura medica molte interessantissime evidenze sul cosiddetto "placebo terapeutico", un campo di ricerca di straordinario interesse e che meriterebbe molta più attenzione.
Infine, di sfuggita, vale anche la pena dirsi che alcuni tra i gruppi più attivi e autorevoli nello studio degli effetti placebo e nocebo sono italiani.
https://academic.oup.com/brain/article-abstract/147/8/2643/7664309
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PARTE LA COMMISSIONE D'INCHIESTA SULL'EMERGENZA 🌺🌺🌺
Grazie a Francesco Toscano e a Visione TV per l'invito.
https://visionetv.it/conte-draghi-e-speranza-non-devono-farla-franca-dietro-il-sipario-talk-show/
Grazie a Francesco Toscano e a Visione TV per l'invito.
https://visionetv.it/conte-draghi-e-speranza-non-devono-farla-franca-dietro-il-sipario-talk-show/
Visione TV
Conte, Draghi e Speranza non devono farla franca - Dietro il Sipario - Talk Show - Visione TV
Parte la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria in epoca psicopandemica. Una occasione per fare giustizia o un teatrino per scagionare ex post personaggi come Draghi, Conte e Speranza? Ne parliamo a “Dietro il Sipario”…
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Forwarded from Giubbe Rosse
C’È QUALCOSA DI SOSPETTO NELLA CAMPAGNA ANTIPOLIO A GAZA
di Old Hunter
Per quasi un anno, abbiamo visto Israele annientare sistematicamente l’infrastruttura critica che rende possibile la sopravvivenza umana. Ora ci si aspetta che crediamo che Israele abbia sospeso il suo piano di sterminio palestinese in modo da poter vaccinare i bambini di Gaza contro una malattia invalidante (la poliomielite). Non crediamo che Israele stia cercando di salvare le persone che ha cercato di uccidere negli ultimi 11 mesi. Pensiamo che la campagna di vaccinazione di massa faccia parte di un piano israeliano più ampio per sradicare la popolazione locale.
Leggi l'articolo completo
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di Old Hunter
Per quasi un anno, abbiamo visto Israele annientare sistematicamente l’infrastruttura critica che rende possibile la sopravvivenza umana. Ora ci si aspetta che crediamo che Israele abbia sospeso il suo piano di sterminio palestinese in modo da poter vaccinare i bambini di Gaza contro una malattia invalidante (la poliomielite). Non crediamo che Israele stia cercando di salvare le persone che ha cercato di uccidere negli ultimi 11 mesi. Pensiamo che la campagna di vaccinazione di massa faccia parte di un piano israeliano più ampio per sradicare la popolazione locale.
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Giubbe Rosse News
C'È QUALCOSA DI SOSPETTO NELLA CAMPAGNA ANTIPOLIO A GAZA - Giubbe Rosse News
Per quasi un anno, abbiamo visto Israele annientare sistematicamente l'infrastruttura critica che rende possibile la sopravvivenza umana. Ora ci si aspetta che crediamo che Israele abbia sospeso il suo piano di sterminio palestinese in modo da poter vaccinare…
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CHE FINE HA FATTO LA FARMACOVIGILANZA? 🌺🌺🌺
Grazie a Elisabetta Barbadoro e a ByoBlu per l'invito.
https://www.byoblu.com/2024/09/20/che-fine-ha-fatto-la-farmacovigilanza-e-lora-della-verita/
Grazie a Elisabetta Barbadoro e a ByoBlu per l'invito.
https://www.byoblu.com/2024/09/20/che-fine-ha-fatto-la-farmacovigilanza-e-lora-della-verita/
ByoBlu
CHE FINE HA FATTO LA FARMACOVIGILANZA? – è l’ora della verità
Che fine ha fatto la farmacovigilanza sui vaccini anti-covid? L'esplosione dei cercapersone in Libano ha svelato un nuovo modo di fare la guerra che potrebbe coinvolgere i mezzi tecnologici di cui tutti disponiamo? Rispondiamo a queste domande con i nostri…
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‼️🇺🇦 PROFESSORESSA UCRAINA DENUNCIATA DAGLI STUDENTI PER AVER DETTO CHE LE SS GALIZIA COLLABORARONO CON HITLER E NON POSSONO ESSERE EROI UCRAINI MODERNI
-Marta Havryshko
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Gli studenti della mia alma mater, l'Università Nazionale Ivan Franko di Leopoli, hanno chiesto al Ministero dell'Istruzione e della Scienza ucraino di "prendere provvedimenti" contro di me, sostenendo che la mia "retorica" è "anti-stato". Perché?
Perché sto dicendo apertamente che i membri della Divisione Waffen SS "Galicia", che divennero parte della macchina da guerra criminale nazista, prestarono giuramento a Hitler e combatterono contro il movimento di liberazione antinazista nell'Europa orientale, sono collaboratori nazisti e non possono essere eroi ucraini moderni.
-Marta Havryshko
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Forwarded from Andrea Zhok
Ieri, simpatico uno-due del prode Parlamento Europeo, che prima approva l'utilizzo di missili europei per colpire bersagli in Russia (377 voti a favore, 191 contrari e 51 astenuti) e poi chiede l’emissione di un mandato di arresto internazionale contro il presidente del Venezuela, Maduro, oltre al riconoscimento come presidente del leader dell’opposizione Edmundo Gonzalez Urrutia.
Oramai l'UE, l'Europa politica reale (e non quella vagheggiata, ideale, auspicata, ecc.) è semplicemente il botolo rabbioso che gli USA scagliano contro i loro nemici - mentre loro si tengono un passo indietro (gli Stati Uniti NON hanno approvato l'utilizzo di missili americani su territorio russo).
Talvolta, da ex-europeista uscito da un percorso di disintossicazione, continuo a chiedermi come sia stato possibile tutto questo.
L'UE è oramai ridotta ad essere un sistema di sabotaggio di quella forma di vita che fu l'Europa.
Dalle raccomandazioni pedagogiche dell'agenda 2030, alla distruzione del tessuto industriale nel nome di un'agenda sedicente "green", allo smantellamento sistematico dello stato sociale, alla rottura dei rapporti con tutti i propri vicini (ad est e sud, Russia e medio-oriente in primis) per accrescere la dipendenza dagli USA, l'UE è solo un grande meccanismo di autosabotaggio e di americanizzazione deteriore della cultura europea residua.
E all'origine di tutto ciò c'è, a monte, quel processo di americanizzazione dei ceti dirigenti che si è avviata negli anni '90 del secolo scorso, e che ora dà i suoi pieni frutti. Le popolazioni europee, - al netto della devastazione delle menti prodotta dagli schermi portatili - rimane ancora in parte inassimilata rispetto alla pervasiva americanizzazione della cultura e dei valori.
Il trionfo della mente liberale, ora neo-liberale, di cui la cultura statunitense è incarnazione eminente ha dapprima egemonizzato i blocchi sociali più "aggiornati" e "moderni" (una volta li avremmo chiamati "borghesi"), per poi divenire consenso politico.
Nella politica ridotta a varianti del (neo)liberalismo i vari "centro-destra" e i vari "centro-sinistra" sono perfettamente intercambiabili. Per ogni abiezione in un'area legislativa del centro-destra si può trovare una simile abiezione (nel nome dell'alternanza) del centro-sinistra. A votare a favore dell'utilizzo dei missili europei in territorio russo, per dire, sono stati per l'Italia: FdI, FI e PD; tutta gente che, potendo, si venderebbe l'Abruzzo per un attico a Manhattan.
Così, oggi siamo tutti all'interno di un meccanismo infernale, autolesionista, privo di sbocchi perché incapace di immaginare una forma di vita alternativa, che non sia una variante delle rappresentazioni hollywoodiane.
Siamo tutti dentro la bolla del thatcheriano "there is no alternative" e tutto ciò che culturalmente non vi si confà è derubricato a deplorevole eccentricità, roba che nessuna persona per bene intratterrebbe ("oscurantismo - va da sé, religioso", "familismo - va da sé, amorale", "populismo", "sovranismo", "rossobrunismo", ecc.).
Oramai l'UE, l'Europa politica reale (e non quella vagheggiata, ideale, auspicata, ecc.) è semplicemente il botolo rabbioso che gli USA scagliano contro i loro nemici - mentre loro si tengono un passo indietro (gli Stati Uniti NON hanno approvato l'utilizzo di missili americani su territorio russo).
Talvolta, da ex-europeista uscito da un percorso di disintossicazione, continuo a chiedermi come sia stato possibile tutto questo.
L'UE è oramai ridotta ad essere un sistema di sabotaggio di quella forma di vita che fu l'Europa.
Dalle raccomandazioni pedagogiche dell'agenda 2030, alla distruzione del tessuto industriale nel nome di un'agenda sedicente "green", allo smantellamento sistematico dello stato sociale, alla rottura dei rapporti con tutti i propri vicini (ad est e sud, Russia e medio-oriente in primis) per accrescere la dipendenza dagli USA, l'UE è solo un grande meccanismo di autosabotaggio e di americanizzazione deteriore della cultura europea residua.
E all'origine di tutto ciò c'è, a monte, quel processo di americanizzazione dei ceti dirigenti che si è avviata negli anni '90 del secolo scorso, e che ora dà i suoi pieni frutti. Le popolazioni europee, - al netto della devastazione delle menti prodotta dagli schermi portatili - rimane ancora in parte inassimilata rispetto alla pervasiva americanizzazione della cultura e dei valori.
Il trionfo della mente liberale, ora neo-liberale, di cui la cultura statunitense è incarnazione eminente ha dapprima egemonizzato i blocchi sociali più "aggiornati" e "moderni" (una volta li avremmo chiamati "borghesi"), per poi divenire consenso politico.
Nella politica ridotta a varianti del (neo)liberalismo i vari "centro-destra" e i vari "centro-sinistra" sono perfettamente intercambiabili. Per ogni abiezione in un'area legislativa del centro-destra si può trovare una simile abiezione (nel nome dell'alternanza) del centro-sinistra. A votare a favore dell'utilizzo dei missili europei in territorio russo, per dire, sono stati per l'Italia: FdI, FI e PD; tutta gente che, potendo, si venderebbe l'Abruzzo per un attico a Manhattan.
Così, oggi siamo tutti all'interno di un meccanismo infernale, autolesionista, privo di sbocchi perché incapace di immaginare una forma di vita alternativa, che non sia una variante delle rappresentazioni hollywoodiane.
Siamo tutti dentro la bolla del thatcheriano "there is no alternative" e tutto ciò che culturalmente non vi si confà è derubricato a deplorevole eccentricità, roba che nessuna persona per bene intratterrebbe ("oscurantismo - va da sé, religioso", "familismo - va da sé, amorale", "populismo", "sovranismo", "rossobrunismo", ecc.).
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🇺🇸🇪🇺⚔️🇷🇺 ORSINI: STOLTENBERG HA INVITATO LA NATO A SUPERARE TUTTE LE LINEE ROSSE DELLA RUSSIA
-Post
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...perché - così dice - Putin bluffa. Secondo Stoltenberg, Putin non reagirà in alcun modo al bombardamento in profondità del territorio russo perché "ha troppa paura della Nato". Qualcosa non torna. Se Putin ha così tanta paura della Nato, perché ha invaso l'Ucraina, il 24 febbraio 2022, sapendo che l'Ucraina è un membro di fatto della Nato? Non so perché, ma sento che la vita dei nostri figli non è molto al sicuro con tutti questi Stoltenberg al potere in Europa.
Avanzi l'Italia, avanzi la pace. Risorga il movimento pacifista.
-Post
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FUOCO "AMICO" 🌺🌺🌺
Ieri ho pubblicato un post che esordiva osservando che "rimane un delirio privo di fondamento l'affermazione secondo cui i vaccini COVID conterrebbero nanotecnologie autoassemblanti, popolarissimo tema in certe nicchie estreme del "dissenso"", per poi proseguire con varie considerazioni sull'incertezza e la paura in cui sempre più precipitiamo da qualche decennio a questa parte. A conferma - certo inconsapevole - di quanto ho scritto, mi sono state proposte "evidenze" sulla presenza di "corpi estranei" nei vaccini covid che nelle ultime settimane hanno richiamato attenzione in alcuni specifici contesti. Riporto qui di seguito sinteticamente lo scambio di battute che ne è seguito poiché trovo affronti questioni di interesse generale:
<commento che segnala uno studio sulla contaminazione dei vaccini con DNA residuo dai processi produttivi e un altro studio con immagini al microscopio ottico di vaccini covid contenenti "costruzioni artificiali autoassemblanti">
Risposta: "La contaminazione da DNA è una cosa seria, grave e pericolosa. Le "concrezioni" al microscopio molto meno. Queste ultime a oggi mi risultano ottenute solo con microscopi ottici a basso ingrandimento e in condizioni tali da non consentire di escludere contaminazione ambentale (pulviscolo) e semplice cristallizzazione di sali nelle soluzioni per evaporazione, che sono le spiegazioni più ovvie a risultati che peraltro richiederebbero anche analisi di natura biochimica e via dicendo. Tutto quindi al momento molto teorico e speculativo. E pure potenzialmente fuorviante."
<altro commento: Chi ha condotto l'esperimento e rilevato le "concrezioni" non era certo un'improvvisato ricercatore. Alcune immagini non si può negare che tutto siano fuorché semplice cristallizzazione o pulviscolo. E comunque, dato che questi prodotti si iniettano in persone sane, mi parrebbe doveroso approfondire. Fuorviante credo che sia l'atteggiamento di chi continua a ignorare il fatto che a temperature al di sopra dei -29° le LNP si sciolgono e il mRNA si degrada. Date le condizioni in cui sono somministrati questi farmaci, buon senso si porrebbe il problema di cosa sia in effetti iniettato.>
Risposta: "Il problema di cosa sia effettivamente iniettato è sacrosanto. Ma non comprende temi tipo nanobot, grafene e via dicendo. Inoltre non entro mai nel merito della preparazione del ricercatore, che non mi appartiene come non mi appartiene nessun "ipse dixit". Valuto invece qualità e solidità dei lavori, e fin qui tutti i lavori in microscopia su questi prodotti han mostrato un significativo grado di improvvisazione."
<altro commento: A mio modestissimo avviso, non è tanto questione di "ipse dixit", quanto, piuttosto, di posizioni che non siano pregiudizievoli, o forse, meglio dire preconcette, riguardo al contenuto di questi farmaci.>
Risposta: "Notare che certi studi non reggono è precisamente il contrario [dell'essere "pregiudizievoli"] poiché mira a fare pulizia del materiale fuorviante che inquina la discussione. Con certi studi in giro è fin troppo facile per chi voglia affrontare seriamente il tema trovarsi accostato a roba impresentabile venendo di conseguenza facilmente screditato. È importante riflettere su questo aspetto di importanza fondamentale."
E' questione, in sintesi, di metodo. Non è detto che in futuro non disporremo di altre evidenze che consentiranno di sostenere ulteriori argomentazioni che oggi non reggono. Ma non si può certo fare come un'altra persona che ha commentato il medesimo mio post condiviso da un canale ben più popolare e seguito del mio scrivendo: "Che i sieri non contengano nanoparticelle autoassemblanti lo dice lei, che ha bisogno di studi scientifici per capire quello che è successo." E come dargli torto? E' innegabile che io abbia bisogno di evidenze per capire, non necessariamente solo scientifiche ma certo fondate, solide e verificabili. D'altra parte, non ho alcun interesse da difendere che non sia l'interesse a capire. A differenza - ho la sensazione - di troppi, nell'una e nell'altra trincea.
Ieri ho pubblicato un post che esordiva osservando che "rimane un delirio privo di fondamento l'affermazione secondo cui i vaccini COVID conterrebbero nanotecnologie autoassemblanti, popolarissimo tema in certe nicchie estreme del "dissenso"", per poi proseguire con varie considerazioni sull'incertezza e la paura in cui sempre più precipitiamo da qualche decennio a questa parte. A conferma - certo inconsapevole - di quanto ho scritto, mi sono state proposte "evidenze" sulla presenza di "corpi estranei" nei vaccini covid che nelle ultime settimane hanno richiamato attenzione in alcuni specifici contesti. Riporto qui di seguito sinteticamente lo scambio di battute che ne è seguito poiché trovo affronti questioni di interesse generale:
<commento che segnala uno studio sulla contaminazione dei vaccini con DNA residuo dai processi produttivi e un altro studio con immagini al microscopio ottico di vaccini covid contenenti "costruzioni artificiali autoassemblanti">
Risposta: "La contaminazione da DNA è una cosa seria, grave e pericolosa. Le "concrezioni" al microscopio molto meno. Queste ultime a oggi mi risultano ottenute solo con microscopi ottici a basso ingrandimento e in condizioni tali da non consentire di escludere contaminazione ambentale (pulviscolo) e semplice cristallizzazione di sali nelle soluzioni per evaporazione, che sono le spiegazioni più ovvie a risultati che peraltro richiederebbero anche analisi di natura biochimica e via dicendo. Tutto quindi al momento molto teorico e speculativo. E pure potenzialmente fuorviante."
<altro commento: Chi ha condotto l'esperimento e rilevato le "concrezioni" non era certo un'improvvisato ricercatore. Alcune immagini non si può negare che tutto siano fuorché semplice cristallizzazione o pulviscolo. E comunque, dato che questi prodotti si iniettano in persone sane, mi parrebbe doveroso approfondire. Fuorviante credo che sia l'atteggiamento di chi continua a ignorare il fatto che a temperature al di sopra dei -29° le LNP si sciolgono e il mRNA si degrada. Date le condizioni in cui sono somministrati questi farmaci, buon senso si porrebbe il problema di cosa sia in effetti iniettato.>
Risposta: "Il problema di cosa sia effettivamente iniettato è sacrosanto. Ma non comprende temi tipo nanobot, grafene e via dicendo. Inoltre non entro mai nel merito della preparazione del ricercatore, che non mi appartiene come non mi appartiene nessun "ipse dixit". Valuto invece qualità e solidità dei lavori, e fin qui tutti i lavori in microscopia su questi prodotti han mostrato un significativo grado di improvvisazione."
<altro commento: A mio modestissimo avviso, non è tanto questione di "ipse dixit", quanto, piuttosto, di posizioni che non siano pregiudizievoli, o forse, meglio dire preconcette, riguardo al contenuto di questi farmaci.>
Risposta: "Notare che certi studi non reggono è precisamente il contrario [dell'essere "pregiudizievoli"] poiché mira a fare pulizia del materiale fuorviante che inquina la discussione. Con certi studi in giro è fin troppo facile per chi voglia affrontare seriamente il tema trovarsi accostato a roba impresentabile venendo di conseguenza facilmente screditato. È importante riflettere su questo aspetto di importanza fondamentale."
E' questione, in sintesi, di metodo. Non è detto che in futuro non disporremo di altre evidenze che consentiranno di sostenere ulteriori argomentazioni che oggi non reggono. Ma non si può certo fare come un'altra persona che ha commentato il medesimo mio post condiviso da un canale ben più popolare e seguito del mio scrivendo: "Che i sieri non contengano nanoparticelle autoassemblanti lo dice lei, che ha bisogno di studi scientifici per capire quello che è successo." E come dargli torto? E' innegabile che io abbia bisogno di evidenze per capire, non necessariamente solo scientifiche ma certo fondate, solide e verificabili. D'altra parte, non ho alcun interesse da difendere che non sia l'interesse a capire. A differenza - ho la sensazione - di troppi, nell'una e nell'altra trincea.
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Marco Cosentino
PARANOIA 🌺🌺🌺
Rimane un delirio privo di fondamento l'affermazione secondo cui i vaccini COVID conterrebbero nanotecnologie autoassemblanti, popolarissimo tema in certe nicchie estreme del "dissenso". Innegabile tuttavia che l'inedito livello cui Israele ha…
Rimane un delirio privo di fondamento l'affermazione secondo cui i vaccini COVID conterrebbero nanotecnologie autoassemblanti, popolarissimo tema in certe nicchie estreme del "dissenso". Innegabile tuttavia che l'inedito livello cui Israele ha…
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BUONO COME UN VACCINO 🌺🌺🌺
Stamattina mi inducono a trovare qualche minuto per questo post due notizie l'una consecutiva all'altra che da sole avrei probabilmente cestinato. La prima, su Farmacista33, bollettino che arriva quotidianamente nelle caselle di posta elettronica della maggior parte dei farmacisti e di tanti medici e sanitari italiani, riguarda il rinnovarsi del corso ISS per abilitare i farmacisti a vaccinare. La vaccinazione è un atto medico e comporta vari passaggi che vanno dall'acquisizione di un consenso adeguatamente informato alla valutazione anamnestica e clinica fino alla somministrazione in sicurezza, e nessuno di questi passaggi può essere correttamente gestito in assenza di un medico. Ma il punto non è questo. La seconda notizia viene dagli USA, dove pare che la FDA abbia trasformato in farmaco da automedicazione in vaccino nasale antiinfluenzale AstraZeneca, disponibile anche in Italia. Basta tuttavia leggere la scheda tecnica del prodotto anche nella versione italiana per scoprire una enorme quantità di avvertenze e controindicazioni e condizioni che richiedono una valutazione esperta. La lista dei possibili effetti avversi è oltre tutto lunghissima e include ad esempio miocarditi e sindrome di Guillain-Barré. E si tratta di virus vivi e attenuati, con serissimi problemi dunque anche di dispersione nell'ambiente e di possibile contagio di altre persone. Ora, le due notizie messe insieme ribadiscono quella che pare con ogni evidenza una inarrestabile corrente carsica dell'ultimo decennio, ma che ha origini lontane, fin dalla seconda parte del secolo scorso, e che ci sta trascinando a considerare i vaccini come "efficaci e sicuri" a prescindere. In altre parole, dei beni di consumo utilizzabili a piacere e sui quali tra l'altro costruire quel che con i medicinali tuttora e per ottimi motivi non è possibile, ovvero campagne pubblicitarie mediatiche sociali, riguardo alle quali fior fiore di ricercatori da tempo si industriano a identificare le metodologie migliori per "convincere". Le maggiori riviste scientifiche ospitano sempre più spesso studi del genere, e comunque sia la campagna assillante sui vaccini covid ne è un drammatico esempio che tutti abbiamo provato sulla nostra pelle. Siamo dunque già non solo al vaccino in farmacia, svincolato dall'atto medico, bensì al vaccino autosomministrato, non iniettato ancora, ma già addirittura vivo per quanto attenuato. E se da un lato è evidente l'interesse corporativo dei farmacisti, che da anni stanno espandendo le funzioni della farmacia che ora includono dalla cosmesi al laboratorio analisi e stanno dunque erodendo l'atto medico, dall'altro per i vaccini direttamente autosomministrati è visibile l'interesse commerciale, ma è difficile escludere altri interessi meno trasparenti.
Nota a margine: se ben capisco, negli USA questo antiinfluenzale virus attenuato in spray viene venduto solo online ma soprattutto solo dopo aver superato un esame "attitudinale", di cui tuttavia non ho trovato traccia. Curiosa anche questa procedura che personalmente non riesco a non accostare al tema dell'abolizione del valore legale dei titoli di studio.
Stamattina mi inducono a trovare qualche minuto per questo post due notizie l'una consecutiva all'altra che da sole avrei probabilmente cestinato. La prima, su Farmacista33, bollettino che arriva quotidianamente nelle caselle di posta elettronica della maggior parte dei farmacisti e di tanti medici e sanitari italiani, riguarda il rinnovarsi del corso ISS per abilitare i farmacisti a vaccinare. La vaccinazione è un atto medico e comporta vari passaggi che vanno dall'acquisizione di un consenso adeguatamente informato alla valutazione anamnestica e clinica fino alla somministrazione in sicurezza, e nessuno di questi passaggi può essere correttamente gestito in assenza di un medico. Ma il punto non è questo. La seconda notizia viene dagli USA, dove pare che la FDA abbia trasformato in farmaco da automedicazione in vaccino nasale antiinfluenzale AstraZeneca, disponibile anche in Italia. Basta tuttavia leggere la scheda tecnica del prodotto anche nella versione italiana per scoprire una enorme quantità di avvertenze e controindicazioni e condizioni che richiedono una valutazione esperta. La lista dei possibili effetti avversi è oltre tutto lunghissima e include ad esempio miocarditi e sindrome di Guillain-Barré. E si tratta di virus vivi e attenuati, con serissimi problemi dunque anche di dispersione nell'ambiente e di possibile contagio di altre persone. Ora, le due notizie messe insieme ribadiscono quella che pare con ogni evidenza una inarrestabile corrente carsica dell'ultimo decennio, ma che ha origini lontane, fin dalla seconda parte del secolo scorso, e che ci sta trascinando a considerare i vaccini come "efficaci e sicuri" a prescindere. In altre parole, dei beni di consumo utilizzabili a piacere e sui quali tra l'altro costruire quel che con i medicinali tuttora e per ottimi motivi non è possibile, ovvero campagne pubblicitarie mediatiche sociali, riguardo alle quali fior fiore di ricercatori da tempo si industriano a identificare le metodologie migliori per "convincere". Le maggiori riviste scientifiche ospitano sempre più spesso studi del genere, e comunque sia la campagna assillante sui vaccini covid ne è un drammatico esempio che tutti abbiamo provato sulla nostra pelle. Siamo dunque già non solo al vaccino in farmacia, svincolato dall'atto medico, bensì al vaccino autosomministrato, non iniettato ancora, ma già addirittura vivo per quanto attenuato. E se da un lato è evidente l'interesse corporativo dei farmacisti, che da anni stanno espandendo le funzioni della farmacia che ora includono dalla cosmesi al laboratorio analisi e stanno dunque erodendo l'atto medico, dall'altro per i vaccini direttamente autosomministrati è visibile l'interesse commerciale, ma è difficile escludere altri interessi meno trasparenti.
Nota a margine: se ben capisco, negli USA questo antiinfluenzale virus attenuato in spray viene venduto solo online ma soprattutto solo dopo aver superato un esame "attitudinale", di cui tuttavia non ho trovato traccia. Curiosa anche questa procedura che personalmente non riesco a non accostare al tema dell'abolizione del valore legale dei titoli di studio.
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TUTTO IL MONDO E' PAESE 🌺🌺🌺
(così in alto come in basso)
Ieri, il presidente della Liga spagnola di calcio Xavier Tebas ha candidamente ammesso che tre anni fa la dirigenza UEFA sapeva perfettamente che il progetto della Superlega era pienamente legittimo, e malgrado questo all'annuncio di Florentino Perez presidente del Real Madrid, Andrea Agnelli ai tempi presidente della Juventus, e di tutti gli altri, la UEFA scatenò una campagna mediatica enorme affermando che avrebbe escluso le squadre aderenti da ogni altra competizione e che i giocatori loro tesserati non avrebbero mai più giocato da nessuna parte. Così Tebas nell'intervista: "Mi dissero che era vietato ma non importava, bisognava far scoppiare a bolla". E la bolla scoppiò, grazie da un lato alla connivenza prona dei media e dall'altro soprattutto all'adesione di tutte le federazioni calcio nazionali, la nostra in testa. Il cui presidente Gravina è ora vicepresidente UEFA, vedi i casi della vita. Oggi la Corte del Lussemburgo ha dato ragione alla Superlega, ma nel frattempo il progetto originari è tramontato, anche grazie alla codardia della maggior parte dei proponenti, ad esempio l'Internazionale FC, che si tirarono immediatamente indietro di fronte alle minacce. La Juventus non lo fece e finì malissimo. Il Real abbozzò e da quella corazzata che è proseguì la sua navigazione. Chi vuole approfondire la vicenda calcistica lo può fare ascoltando il sempre Massimo Zampini che la commenta da par suo: https://www.youtube.com/watch?v=nMYAXDCV2Nw
Qui invece voglio brevemente rimarcare la somiglianza straordinaria con la vicenda della gestione pandemica. I media sono sempre gli stessi, in massima parte acriticamente proni alla narrazione dominante. Sostituiamo alle federazioni calcistiche nazionali gli ordini professionali sanitari, e alle squadre ligie ai diktat dall'altro i tanti medici, insegnanti, avvocati, magistrati, politici, fino all'ultimo impiegato "armato" di telefonino per il controllo del "green pass". Non è stato forse lo stesso? Le medesime dinamiche fondate su un inestricabile misto di collusione, interessi, sottomissione e via dicendo? Certo, il mondo del calcio è romai un coacervo di interessi enormi e tuttavia limitati. Capita così occasionalmente che si giunga come in questo caso, sia pure in tempi lunghissimi e certo senza tutta la visibilità che ebbe l'originario linciaggio nella pubblica piazza, a raddrizzare almeno alcuni torti e a ristabilire quanto meno i principi, se non l'originario progetto. Nel caso della pandemia, sono probabilmente il "gioco" le fondamenta stesse del mondo come lo conosciamo, con interessi ben maggiori e che ora ci stanno portando addirittura verso una possibile terza e forse ultima guerra mondiale. Ma il modello è quello, un po' come le ricostruzioni in scala di Porta a Porta. Val la pena soffermarsi un minimo a considerare la questione. E se vi verrà da commentare con il sarcasmo pure un poco malevolo tipico del tifoso di calcio, fatelo tranquillamente, ma rendetevi almeno conto che anche questa pulsione riproduce in sedicesimo la faziosità delle contrapposizioni su temi maggiori quali la pandemia e le guerre e tutto il resto. Almeno un minimo rifletteteci. La consapevolezza è sempre il primo passo del lungo cammino per cambiare qualcosa, fosse anche solo se stessi, come diceva Gandhi.
La notizia su Panorama: https://www.panorama.it/calcio/superlega-tebas-minacce-club-non-potevamo
(così in alto come in basso)
Ieri, il presidente della Liga spagnola di calcio Xavier Tebas ha candidamente ammesso che tre anni fa la dirigenza UEFA sapeva perfettamente che il progetto della Superlega era pienamente legittimo, e malgrado questo all'annuncio di Florentino Perez presidente del Real Madrid, Andrea Agnelli ai tempi presidente della Juventus, e di tutti gli altri, la UEFA scatenò una campagna mediatica enorme affermando che avrebbe escluso le squadre aderenti da ogni altra competizione e che i giocatori loro tesserati non avrebbero mai più giocato da nessuna parte. Così Tebas nell'intervista: "Mi dissero che era vietato ma non importava, bisognava far scoppiare a bolla". E la bolla scoppiò, grazie da un lato alla connivenza prona dei media e dall'altro soprattutto all'adesione di tutte le federazioni calcio nazionali, la nostra in testa. Il cui presidente Gravina è ora vicepresidente UEFA, vedi i casi della vita. Oggi la Corte del Lussemburgo ha dato ragione alla Superlega, ma nel frattempo il progetto originari è tramontato, anche grazie alla codardia della maggior parte dei proponenti, ad esempio l'Internazionale FC, che si tirarono immediatamente indietro di fronte alle minacce. La Juventus non lo fece e finì malissimo. Il Real abbozzò e da quella corazzata che è proseguì la sua navigazione. Chi vuole approfondire la vicenda calcistica lo può fare ascoltando il sempre Massimo Zampini che la commenta da par suo: https://www.youtube.com/watch?v=nMYAXDCV2Nw
Qui invece voglio brevemente rimarcare la somiglianza straordinaria con la vicenda della gestione pandemica. I media sono sempre gli stessi, in massima parte acriticamente proni alla narrazione dominante. Sostituiamo alle federazioni calcistiche nazionali gli ordini professionali sanitari, e alle squadre ligie ai diktat dall'altro i tanti medici, insegnanti, avvocati, magistrati, politici, fino all'ultimo impiegato "armato" di telefonino per il controllo del "green pass". Non è stato forse lo stesso? Le medesime dinamiche fondate su un inestricabile misto di collusione, interessi, sottomissione e via dicendo? Certo, il mondo del calcio è romai un coacervo di interessi enormi e tuttavia limitati. Capita così occasionalmente che si giunga come in questo caso, sia pure in tempi lunghissimi e certo senza tutta la visibilità che ebbe l'originario linciaggio nella pubblica piazza, a raddrizzare almeno alcuni torti e a ristabilire quanto meno i principi, se non l'originario progetto. Nel caso della pandemia, sono probabilmente il "gioco" le fondamenta stesse del mondo come lo conosciamo, con interessi ben maggiori e che ora ci stanno portando addirittura verso una possibile terza e forse ultima guerra mondiale. Ma il modello è quello, un po' come le ricostruzioni in scala di Porta a Porta. Val la pena soffermarsi un minimo a considerare la questione. E se vi verrà da commentare con il sarcasmo pure un poco malevolo tipico del tifoso di calcio, fatelo tranquillamente, ma rendetevi almeno conto che anche questa pulsione riproduce in sedicesimo la faziosità delle contrapposizioni su temi maggiori quali la pandemia e le guerre e tutto il resto. Almeno un minimo rifletteteci. La consapevolezza è sempre il primo passo del lungo cammino per cambiare qualcosa, fosse anche solo se stessi, come diceva Gandhi.
La notizia su Panorama: https://www.panorama.it/calcio/superlega-tebas-minacce-club-non-potevamo
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LA FARMACOVIGILANZA 🌺🌺🌺
(è una danza / che si balla nella latitanza / con prudenza e eleganza)
Qualche giorno fa su ByoBlu ci si chiedeva che fine avesse fatto la farmacovigilanza. Tra le altre cose, ci dicevamo che la segnalazione spontanea non serve né è mai servita a produrre risultati completi e definitivi, bensì a identificare "segnali" da indagare poi con altre metodologie.
Lo stesso accade con certi studi osservazionali retrospettivi come quello pubblicato lo scorso febbraio sulla rivista internazionale Vaccine, edita da Elsevier. Si tratta di uno dei più grandi studi nel suo genere, con quasi 100 milioni di persone incluse nella casistica, i cui risultati identificano "segnali" di sicurezza per i vaccini covid riguardanti patologie maggiori quali:
* sindrome di Guillain-Barré
* mielite trasversa
* paralisi del faciale
* encefalomielite acuta disseminata
* convulsioni febbrili e generalizzate
* trombocitopenia
* embolia polmonare
* trombosi del seno venoso centrale
* trombosi della vena splancnica
E rileva molto limitatamente l'entità dei rischi osservati, poiché tutti gli studi di questo genere - e questo non fa eccezione - hanno limiti intrinseci insuperabili come ad esempio l'accuratezza e la completezza dei dati. Che qui essendo retrospettivi da archivi ospedalieri evidentemente intercettano solo quel che finisce in ospedale e solo quello che riceve la codifica diagnostica corretta. E' più che verosimile dunque che i risultati siano più o meno ampiamente sottostimati. Per non dire di una mancanza di stratificazione per età (il rischio cardiaco maggiore nei giovani?) e il tutto al netto della nota faccenda della "plausibile finestra temporale" (e infatti anche questo studio tiene i 42 giorni dai vaccini come intervallo di correlazione).
Alcune considerazioni. In primo luogo, i risultati confermano i rischi di sicurezza e dovrebbero pesare come macigni sulla raccomandazione di fare altre dosi di questi vaccini. Si può discutere per i soggetti a rischio e fragili, definizione controversa di per sé. Pare invece indiscutibile per i guariti, per cui non più tardi dell'altro giorno osservavamo come non solo l'immunità da guarigione sia migliore di quella vaccinale ma anche e soprattutto che aggiungere il vaccino al covid ha rischi aggiuntivi ancora tutti da comprendere. E poi ci sono i giovani e i bambini sani, per cui il covid grazie al cielo non rappresenta di regola un pericolo e per i quali dunque i vaccini sono un rischio netto.
E queste sono valutazioni scientifiche e mediche allo stato attuale delle conoscenze difficilmente confutabili. Che tuttavia sono del tutto assenti dalla discussione pubblica, che da un lato come dall'altro dell'oceano si sta nuovamente orientando nella generale indifferenza verso una campagna vaccinale d'autunno con raccomandazioni generalizzate e senza traccia di considerazioni sui rischi da valutare.
Con buona pace delle evidenze e della medicina che su di esse dovrebbe basarsi, e della farmacovigilanza che mai fu più bistrattata, distorta e strumentalizzata di quanto sta accadendo in questi anni. E la ricerca scientifica ha delle indubbie distorsioni legate all'affermazione della narrazione dominante della pandemia, ma produce comunque studi di rilievo, credibili e importanti i quali in condizioni normali dovrebbero generare grande attenzione e indurre ad approfondire molteplici questioni non chiare. E invece finiscono nel dimenticatoio del "mainstream" ma tutto sommato anche del cosiddetto "dissenso", entrambi impegnati a divorare gli argomenti del giorno, per scordarseli irrimediabilmente il giorno dopo.
(è una danza / che si balla nella latitanza / con prudenza e eleganza)
Qualche giorno fa su ByoBlu ci si chiedeva che fine avesse fatto la farmacovigilanza. Tra le altre cose, ci dicevamo che la segnalazione spontanea non serve né è mai servita a produrre risultati completi e definitivi, bensì a identificare "segnali" da indagare poi con altre metodologie.
Lo stesso accade con certi studi osservazionali retrospettivi come quello pubblicato lo scorso febbraio sulla rivista internazionale Vaccine, edita da Elsevier. Si tratta di uno dei più grandi studi nel suo genere, con quasi 100 milioni di persone incluse nella casistica, i cui risultati identificano "segnali" di sicurezza per i vaccini covid riguardanti patologie maggiori quali:
* sindrome di Guillain-Barré
* mielite trasversa
* paralisi del faciale
* encefalomielite acuta disseminata
* convulsioni febbrili e generalizzate
* trombocitopenia
* embolia polmonare
* trombosi del seno venoso centrale
* trombosi della vena splancnica
E rileva molto limitatamente l'entità dei rischi osservati, poiché tutti gli studi di questo genere - e questo non fa eccezione - hanno limiti intrinseci insuperabili come ad esempio l'accuratezza e la completezza dei dati. Che qui essendo retrospettivi da archivi ospedalieri evidentemente intercettano solo quel che finisce in ospedale e solo quello che riceve la codifica diagnostica corretta. E' più che verosimile dunque che i risultati siano più o meno ampiamente sottostimati. Per non dire di una mancanza di stratificazione per età (il rischio cardiaco maggiore nei giovani?) e il tutto al netto della nota faccenda della "plausibile finestra temporale" (e infatti anche questo studio tiene i 42 giorni dai vaccini come intervallo di correlazione).
Alcune considerazioni. In primo luogo, i risultati confermano i rischi di sicurezza e dovrebbero pesare come macigni sulla raccomandazione di fare altre dosi di questi vaccini. Si può discutere per i soggetti a rischio e fragili, definizione controversa di per sé. Pare invece indiscutibile per i guariti, per cui non più tardi dell'altro giorno osservavamo come non solo l'immunità da guarigione sia migliore di quella vaccinale ma anche e soprattutto che aggiungere il vaccino al covid ha rischi aggiuntivi ancora tutti da comprendere. E poi ci sono i giovani e i bambini sani, per cui il covid grazie al cielo non rappresenta di regola un pericolo e per i quali dunque i vaccini sono un rischio netto.
E queste sono valutazioni scientifiche e mediche allo stato attuale delle conoscenze difficilmente confutabili. Che tuttavia sono del tutto assenti dalla discussione pubblica, che da un lato come dall'altro dell'oceano si sta nuovamente orientando nella generale indifferenza verso una campagna vaccinale d'autunno con raccomandazioni generalizzate e senza traccia di considerazioni sui rischi da valutare.
Con buona pace delle evidenze e della medicina che su di esse dovrebbe basarsi, e della farmacovigilanza che mai fu più bistrattata, distorta e strumentalizzata di quanto sta accadendo in questi anni. E la ricerca scientifica ha delle indubbie distorsioni legate all'affermazione della narrazione dominante della pandemia, ma produce comunque studi di rilievo, credibili e importanti i quali in condizioni normali dovrebbero generare grande attenzione e indurre ad approfondire molteplici questioni non chiare. E invece finiscono nel dimenticatoio del "mainstream" ma tutto sommato anche del cosiddetto "dissenso", entrambi impegnati a divorare gli argomenti del giorno, per scordarseli irrimediabilmente il giorno dopo.
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Marco Cosentino
CHE FINE HA FATTO LA FARMACOVIGILANZA? 🌺🌺🌺
Grazie a Elisabetta Barbadoro e a ByoBlu per l'invito.
https://www.byoblu.com/2024/09/20/che-fine-ha-fatto-la-farmacovigilanza-e-lora-della-verita/
Grazie a Elisabetta Barbadoro e a ByoBlu per l'invito.
https://www.byoblu.com/2024/09/20/che-fine-ha-fatto-la-farmacovigilanza-e-lora-della-verita/
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"I paesi occidentali hanno conosciuto la vera democrazia durante la Guerra Fredda. I partiti politici avevano autentiche differenze ideologiche e diversi programmi politici. Anche i media differivano tra loro. Tutto ciò ha avuto un impatto sulla vita delle persone comuni, contribuendo alla crescita della loro ricchezza. Ora tutto questo è finito. Un capitalismo democratico e prospero con leggi orientate al sociale e sicurezza del lavoro era in molti modi dovuto alla paura del comunismo. Dopo la caduta del comunismo nell'Europa orientale, è stato lanciato in Occidente un massiccio attacco ai diritti sociali dei cittadini. Oggi i socialisti che sono al potere nella maggior parte dei paesi europei stanno perseguendo politiche di smantellamento del sistema di sicurezza sociale, distruggendo tutto ciò che era socialista nei paesi capitalisti. Non esiste più una forza politica in Occidente in grado di proteggere i cittadini comuni. L'esistenza dei partiti politici è una mera formalità. Saranno sempre meno diversi con il passare del tempo."
(Aleksandr Aleksandrovich Zinoviev, intervista a Le Figaro concessa nel 1999)
Intervista integrale: https://karlof1.substack.com/p/resurrecting-zinovievs-westernism
Bio su Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_Zinoviev
(Aleksandr Aleksandrovich Zinoviev, intervista a Le Figaro concessa nel 1999)
Intervista integrale: https://karlof1.substack.com/p/resurrecting-zinovievs-westernism
Bio su Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_Zinoviev
karlof1’s Geopolitical Gymnasium
Resurrecting Zinoviev's Westernism
Hat tip to reader James A Foleyи for reminding me of a prominent but seemingly forgotten voice from the recent past, Alexandr Zinoviev, major heavy-duty philosopher and socio-economic analyst who was deemed a Soviet Dissident and exiled only to return to…
👍33👏21❤3
LA FARMACOVIGILANZA 🌺🌺🌺
(con un lento movimento de panza)
Qualche giorno fa su ByoBlu ci si chiedeva che fine avesse fatto la farmacovigilanza (https://t.me/MarCosent/3460), e proprio ieri ricordavamo un importante studio di farmacovigilanza sui vaccini covid pubblicato a febbraio, che documentava molteplici gravi segnali di sicurezza, bellamente ignorati questi ultimi e rapidamente dimenticato lo studio medesimo (https://t.me/MarCosent/3467).
Oggi tuttavia il blog di Maryanne Demasi, giornalista investigativa, riferisce di una notizia dall'India che riporta il tema alla ribalta da tutto un altro punto di vista (https://blog.maryannedemasi.com/p/breaking-journal-pressured-to-retract). Succede che qualche mese fa dei ricercatori indiani pubblicano sulla storica rivista internazionale Drug Safety, edita da ADIS, uno studio sulla sicurezza del vaccino covid indiano Covaxin, condotto intervistando telefonicamente 653 vaccinati. I risultati riportano eventi avversi in un terzo, ed eventi avversi gravi inclusa la Guillain Barré nell'1%. Gli autori stessi sottolineano l'impossibilità di stabilire un nesso causale e concludono osservando che servono studi più ampi e approfonditi (https://link.springer.com/article/10.1007/s40264-024-01432-6).
Subito l'Indian Council of Medical Research, con i cui fondi era stato in parte realizzato lo studio, si dissocia pubblicamente, osservando che manca ilo gruppo di controllo (chi ci ricorda?) e che le interviste telefoniche non sono una metodologia solida. L'Indian Council of Medical Research ha peraltro collaborato con l'industria per lo sviluppo di Covaxin.
Poco dopo, è lo stesso produttore del vaccino, la Bharat Biotech International Limited, a denunciare gli autori dello studio per diffamazione e intento malevolo, chiedendo un risarcimento di 600.000 US$. Si noti che sei degli autori sono studenti, non che la cifra possa essere pagata da nessun onesto ricercatore.
E infine la rivista stessa, tramite il suo editor in chief che pure aveva accettato l'articolo dopo revisione tra pari con due pareri indipendenti entrambi favorevoli, scrive agli autori che starebbe cambiando idea dopo le segnalazioni ricevute, che dicessero se sono d'accordo con la ritrattazione dell'articolo e che comunque lui procederà senza dare spazio alle loro argomentazioni.
Questa la situazione al momento. Il processo è aperto in tribunale, la rivista non ha ancora ritrattato l'articolo ma starebbe per farlo, e nel frattempo una petizione a difesa degli autori e dello studio è stata lanciata e ha per ora raggiunto 263 firme (ultima la mia di stamattina) (https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd2mt-oKaA988yG06nnpqE9WHQGzIdRv6KCyf4XXhMm-wLeBg/viewform?pli=1).
Per dire insomma che la vita del ricercatore si va facendo sempre più avventurosa e rischiosa in questo "mondo nuovo" che ogni giorno ci riserva una sorpresa.
(con un lento movimento de panza)
Qualche giorno fa su ByoBlu ci si chiedeva che fine avesse fatto la farmacovigilanza (https://t.me/MarCosent/3460), e proprio ieri ricordavamo un importante studio di farmacovigilanza sui vaccini covid pubblicato a febbraio, che documentava molteplici gravi segnali di sicurezza, bellamente ignorati questi ultimi e rapidamente dimenticato lo studio medesimo (https://t.me/MarCosent/3467).
Oggi tuttavia il blog di Maryanne Demasi, giornalista investigativa, riferisce di una notizia dall'India che riporta il tema alla ribalta da tutto un altro punto di vista (https://blog.maryannedemasi.com/p/breaking-journal-pressured-to-retract). Succede che qualche mese fa dei ricercatori indiani pubblicano sulla storica rivista internazionale Drug Safety, edita da ADIS, uno studio sulla sicurezza del vaccino covid indiano Covaxin, condotto intervistando telefonicamente 653 vaccinati. I risultati riportano eventi avversi in un terzo, ed eventi avversi gravi inclusa la Guillain Barré nell'1%. Gli autori stessi sottolineano l'impossibilità di stabilire un nesso causale e concludono osservando che servono studi più ampi e approfonditi (https://link.springer.com/article/10.1007/s40264-024-01432-6).
Subito l'Indian Council of Medical Research, con i cui fondi era stato in parte realizzato lo studio, si dissocia pubblicamente, osservando che manca ilo gruppo di controllo (chi ci ricorda?) e che le interviste telefoniche non sono una metodologia solida. L'Indian Council of Medical Research ha peraltro collaborato con l'industria per lo sviluppo di Covaxin.
Poco dopo, è lo stesso produttore del vaccino, la Bharat Biotech International Limited, a denunciare gli autori dello studio per diffamazione e intento malevolo, chiedendo un risarcimento di 600.000 US$. Si noti che sei degli autori sono studenti, non che la cifra possa essere pagata da nessun onesto ricercatore.
E infine la rivista stessa, tramite il suo editor in chief che pure aveva accettato l'articolo dopo revisione tra pari con due pareri indipendenti entrambi favorevoli, scrive agli autori che starebbe cambiando idea dopo le segnalazioni ricevute, che dicessero se sono d'accordo con la ritrattazione dell'articolo e che comunque lui procederà senza dare spazio alle loro argomentazioni.
Questa la situazione al momento. Il processo è aperto in tribunale, la rivista non ha ancora ritrattato l'articolo ma starebbe per farlo, e nel frattempo una petizione a difesa degli autori e dello studio è stata lanciata e ha per ora raggiunto 263 firme (ultima la mia di stamattina) (https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd2mt-oKaA988yG06nnpqE9WHQGzIdRv6KCyf4XXhMm-wLeBg/viewform?pli=1).
Per dire insomma che la vita del ricercatore si va facendo sempre più avventurosa e rischiosa in questo "mondo nuovo" che ogni giorno ci riserva una sorpresa.
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“Alcuni di quei movimenti che hanno tentato di concedere diritti e dignità alla donna, molto spesso hanno purtroppo avuto quello che possiamo definire il più paradossale dei fini, ossia hanno chiesto alla donna di diventare come l’uomo. Cioè, il diventare uomo è divenuto una specie di scopo per la donna, come se la donna non fosse già di per sé qualcosa di valore, come se quello che già faceva ed il ruolo che già deteneva nella società, non avessero nessuna importanza.”
(Hanieh Tarkian, italo-iraniana, docente di studi islamici)
https://comedonchisciotte.org/lapparenza-inganna-la-donna-occidentale-emancipazione-e-dignita-sono-diventate-soltanto-materia/
(Hanieh Tarkian, italo-iraniana, docente di studi islamici)
https://comedonchisciotte.org/lapparenza-inganna-la-donna-occidentale-emancipazione-e-dignita-sono-diventate-soltanto-materia/
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
NuovoAtlante
di Alessandro Orsini
Prospettive. Senza guerra Zelensky dovrebbe misurare il suo fallimento
Zelensky ha la certezza che la Russia distruggerà l’Ucraina sempre più copiosamente. Con il 50% dell’infrastruttura energetica rasa al suolo, Zelensky è certo che tra 12 mesi l’Ucraina verserà in una condizione peggiore di quella attuale. Zelensky sa anche che la Russia diventerà più forte. Putin ha appena firmato un decreto che porterà i militari attivi alla cifra impressionante di 1 milione e mezzo. La Nato ha terminato i missili per Zelensky; Putin ha appena iniziato a comprarli da Iran e Corea del Nord. Zelensky ha problemi enormi con l’arruolamento e Putin nessuno. L’economia russa cresce e quella ucraina è in bancarotta. Il primo ministro ucraino, Denis Shmygal, ha annunciato per il prossimo anno un deficit di 38,6 miliardi di dollari circa. Le entrate dovrebbero essere di 48 miliardi di dollari mentre le spese di bilancio sono previste a 87 miliardi di dollari. La domanda sorge spontanea: perché Zelensky continua a investire nella guerra anziché sforzarsi di arrestarla? Secondo Papa Francesco, Zelensky prosegue “per orgoglio”. Da parte mia, distinguerò tra ragioni di politica interna e di politica internazionale.
Per quanto riguarda la politica interna, Zelensky non può fermare la guerra altrimenti gli ucraini farebbero un bilancio. Gli ucraini confronterebbero la situazione dell’Ucraina nel marzo 2022, quando Zelensky respinse gli accordi con Putin, con quella attuale. Siccome l’Ucraina sta infinitamente peggio di allora, la comparazione renderebbe evidente che Zelensky ha sbagliato tutto. La seconda ragione di politica interna riguarda i movimenti nazionalisti che dominano la politica ucraina. Se Zelensky fermasse la guerra, i nazionalisti dovrebbero accettare che le mutilazioni territoriali sono definitive. Fermando la guerra, Zelensky avrebbe contro chi ha fatto la guerra, i nazionalisti, e chi l’ha subita, il popolo. Per quanto riguarda le ragioni di politica internazionale, senza guerra, Zelensky perderebbe i miliardi che riceve da Stati Uniti e Unione europea. Biden e Ursula von der Leyen sono disposti a ricoprire gli ucraini di miliardi soltanto se sparano contro Putin e accettano di morire. Senza guerra, l’urgenza di finanziare l’Ucraina cesserebbe. Ursula potrebbe dire soltanto che gli ucraini hanno bisogno di un pasto e di una casa: troppo poco per ricevere centinaia di miliardi di euro così velocemente. Senza guerra, l’Ucraina è soltanto uno dei tanti Paesi poveri del mondo. Se poi l’Ucraina non entrasse nella Nato, il disastro sarebbe completo. Senza guerra e senza Nato, gli ucraini diventerebbero simili ai palestinesi: utili a nessuno. Senza sbocco al mare e senza il Donbass, gli ucraini sarebbero soltanto un peso per i governi ferini dell’Unione Europea. Infine, Zelensky non ferma la guerra perché il suo prolungamento accresce le probabilità che la Nato entri in guerra diretta con la Russia. Zelensky pensa che lo scoppio della Terza guerra mondiale arresterebbe l’avanzata russa in Donbass.
Gli analisti valutano i governi in politica internazionale e in politica interna con lo stesso criterio: i governi prendono alcune decisioni che producono alcuni risultati che diventano la base del giudizio. La decisione di espandere la Nato a est ha causato una guerra con la Russia che ha smembrato e spopolato l’Ucraina, privandola quasi interamente dello sbocco al mare e delle sue regioni più ricche. I principali quotidiani dicono che è un buon risultato: “Gli ucraini hanno dimostrato di essere valorosi”. Ma le guerre non si fanno per fare sfoggio di ardimento; si fanno per migliorare la propria posizione geopolitica.
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di Alessandro Orsini
Prospettive. Senza guerra Zelensky dovrebbe misurare il suo fallimento
Zelensky ha la certezza che la Russia distruggerà l’Ucraina sempre più copiosamente. Con il 50% dell’infrastruttura energetica rasa al suolo, Zelensky è certo che tra 12 mesi l’Ucraina verserà in una condizione peggiore di quella attuale. Zelensky sa anche che la Russia diventerà più forte. Putin ha appena firmato un decreto che porterà i militari attivi alla cifra impressionante di 1 milione e mezzo. La Nato ha terminato i missili per Zelensky; Putin ha appena iniziato a comprarli da Iran e Corea del Nord. Zelensky ha problemi enormi con l’arruolamento e Putin nessuno. L’economia russa cresce e quella ucraina è in bancarotta. Il primo ministro ucraino, Denis Shmygal, ha annunciato per il prossimo anno un deficit di 38,6 miliardi di dollari circa. Le entrate dovrebbero essere di 48 miliardi di dollari mentre le spese di bilancio sono previste a 87 miliardi di dollari. La domanda sorge spontanea: perché Zelensky continua a investire nella guerra anziché sforzarsi di arrestarla? Secondo Papa Francesco, Zelensky prosegue “per orgoglio”. Da parte mia, distinguerò tra ragioni di politica interna e di politica internazionale.
Per quanto riguarda la politica interna, Zelensky non può fermare la guerra altrimenti gli ucraini farebbero un bilancio. Gli ucraini confronterebbero la situazione dell’Ucraina nel marzo 2022, quando Zelensky respinse gli accordi con Putin, con quella attuale. Siccome l’Ucraina sta infinitamente peggio di allora, la comparazione renderebbe evidente che Zelensky ha sbagliato tutto. La seconda ragione di politica interna riguarda i movimenti nazionalisti che dominano la politica ucraina. Se Zelensky fermasse la guerra, i nazionalisti dovrebbero accettare che le mutilazioni territoriali sono definitive. Fermando la guerra, Zelensky avrebbe contro chi ha fatto la guerra, i nazionalisti, e chi l’ha subita, il popolo. Per quanto riguarda le ragioni di politica internazionale, senza guerra, Zelensky perderebbe i miliardi che riceve da Stati Uniti e Unione europea. Biden e Ursula von der Leyen sono disposti a ricoprire gli ucraini di miliardi soltanto se sparano contro Putin e accettano di morire. Senza guerra, l’urgenza di finanziare l’Ucraina cesserebbe. Ursula potrebbe dire soltanto che gli ucraini hanno bisogno di un pasto e di una casa: troppo poco per ricevere centinaia di miliardi di euro così velocemente. Senza guerra, l’Ucraina è soltanto uno dei tanti Paesi poveri del mondo. Se poi l’Ucraina non entrasse nella Nato, il disastro sarebbe completo. Senza guerra e senza Nato, gli ucraini diventerebbero simili ai palestinesi: utili a nessuno. Senza sbocco al mare e senza il Donbass, gli ucraini sarebbero soltanto un peso per i governi ferini dell’Unione Europea. Infine, Zelensky non ferma la guerra perché il suo prolungamento accresce le probabilità che la Nato entri in guerra diretta con la Russia. Zelensky pensa che lo scoppio della Terza guerra mondiale arresterebbe l’avanzata russa in Donbass.
Gli analisti valutano i governi in politica internazionale e in politica interna con lo stesso criterio: i governi prendono alcune decisioni che producono alcuni risultati che diventano la base del giudizio. La decisione di espandere la Nato a est ha causato una guerra con la Russia che ha smembrato e spopolato l’Ucraina, privandola quasi interamente dello sbocco al mare e delle sue regioni più ricche. I principali quotidiani dicono che è un buon risultato: “Gli ucraini hanno dimostrato di essere valorosi”. Ma le guerre non si fanno per fare sfoggio di ardimento; si fanno per migliorare la propria posizione geopolitica.
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LIBERO FARMACO IN LIBERO MERCATO 🌺🌺🌺
Vari giornali riportano in questi giorni la notizia di una grave carenza di diverse centinaia di farmaci importanti, tra i quali una trentina stimati da AIFA come essenziali (https://www.ilgiornale.it/news/attualit/aifa-denuncia-mancanza-farmaci-allestero-venduti-10-volte-2372473.html). I vari articoli definiscono il problema "complesso" e non chiariscono perché questo farmaci finiscano per diventare introvabili. Una delle principali ragioni è in realtà che le norme europee vietano agli stati membri di ostacolare l'import/export dei medicinali tra paesi differenti: “Sono vietate tra gli Stati Membri le restrizioni quantitative all’importazione e all’esportazione nonché qualsiasi misura ad effetto equivalente” (https://www.franzosi.com/it-it/news-e-eventi/dettaglio-news/il-commercio-parallelo-dei-farmaci). Ora, l'approvazione dei medicinali in UE è centralizzata e vi provvede EMA, ma ogni paese ha mantenuto la prerogativa di contrattare con il produttore il prezzo di vendita di ogni medicinale (i vaccini covid rappresentano una inedita eccezione anche a questo riguardo). Ricordiamo di sfuggita che il prezo di vendita è sempre il risultato di una contrattazione tra le parti che nulla ha a che fare con i costi di ricerca e sviluppo e tanto meno di produzione, ma è se mai il risultato di una disponibilità a pagare dell'acquirente. Finisce così che i paesi, come il nostro, che di regola spuntano i prezzi d'acquisto più bassi diventano poi esportatori netti poiché per i grossisti (tra i quali anche molte farmacie) che acquistano il medicinale dal produttore al prezzo italiano diventa poi lucroso andarlo a rivendere all'estero in paesi che di regola concordano prezzi maggiori. Per dire che il problema in sé non è così complesso: basterebbe un prezzo unico europeo oppure forse anche meglio un divieto all'import/export. Ma, com'è noto, nel mondo in generale e in UE in particolare il mercato non si può in alcun modo limitare e costringere, al contrario dei cittadini.
Vari giornali riportano in questi giorni la notizia di una grave carenza di diverse centinaia di farmaci importanti, tra i quali una trentina stimati da AIFA come essenziali (https://www.ilgiornale.it/news/attualit/aifa-denuncia-mancanza-farmaci-allestero-venduti-10-volte-2372473.html). I vari articoli definiscono il problema "complesso" e non chiariscono perché questo farmaci finiscano per diventare introvabili. Una delle principali ragioni è in realtà che le norme europee vietano agli stati membri di ostacolare l'import/export dei medicinali tra paesi differenti: “Sono vietate tra gli Stati Membri le restrizioni quantitative all’importazione e all’esportazione nonché qualsiasi misura ad effetto equivalente” (https://www.franzosi.com/it-it/news-e-eventi/dettaglio-news/il-commercio-parallelo-dei-farmaci). Ora, l'approvazione dei medicinali in UE è centralizzata e vi provvede EMA, ma ogni paese ha mantenuto la prerogativa di contrattare con il produttore il prezzo di vendita di ogni medicinale (i vaccini covid rappresentano una inedita eccezione anche a questo riguardo). Ricordiamo di sfuggita che il prezo di vendita è sempre il risultato di una contrattazione tra le parti che nulla ha a che fare con i costi di ricerca e sviluppo e tanto meno di produzione, ma è se mai il risultato di una disponibilità a pagare dell'acquirente. Finisce così che i paesi, come il nostro, che di regola spuntano i prezzi d'acquisto più bassi diventano poi esportatori netti poiché per i grossisti (tra i quali anche molte farmacie) che acquistano il medicinale dal produttore al prezzo italiano diventa poi lucroso andarlo a rivendere all'estero in paesi che di regola concordano prezzi maggiori. Per dire che il problema in sé non è così complesso: basterebbe un prezzo unico europeo oppure forse anche meglio un divieto all'import/export. Ma, com'è noto, nel mondo in generale e in UE in particolare il mercato non si può in alcun modo limitare e costringere, al contrario dei cittadini.
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In Italia introvabili, all'estero venduti a prezzi decuplicati. "Stop all'esportazione di farmaci"
L'Agenzia italiana del farmaco ha richiesto l'importazione di molti farmaci salvavita per i quali non ci sono alternative: all'estero possono essere venduti anche dieci volte il prezzo di partenza. "Problema complesso e cronico"
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