Marco Cosentino
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I PAPI E LO SPORT 🌺🌺🌺
Un ricordo originale dei Papi dell'ultimo secolo e mezzo.

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I pontefici più recenti sono stati sostenitori dello sport?
Papa Francesco era un tifoso di calcio per tutta la vita, e anche i suoi predecessori amavano lo sport.
Testo di Nick Harris
Apr 23, 2025

Di seguito in traduzione automatica. Qui in originale: https://sportingintelligence832.substack.com/p/have-most-recent-pontiffs-been-advocates

Ci sono due storie in questo pezzo, basate su eventi del tutto non correlati degli ultimi giorni. Uno si riferisce ai papi e allo sport, e l'altro alle promozioni confermate di Leeds e Burnley dal campionato alla Premier League.

Alla fine della loro stagione 2025-26 in Premier League, il Burnley tornerà subito al secondo livello, così come il club salirà attraverso gli spareggi, mentre il Leeds lotterà e probabilmente si unirà a loro. Mi metterò nei motivi per cui più tardi.

La storia dei papi è leggermente di sinistra, ma ho fatto un lungo viaggio lunedì e ho trascorso tutto il viaggio ascoltando la radio e scoprendo una ricchezza di informazioni su Papa Francesco, morto alle 7.35 di quella mattina.

L'ho trovato affascinante, quindi presumo che ci sia una piccola possibilità che tu possa fare anche tu.

Sapevo che Papa Francesco, alias Jorge Mario Bergoglio, era argentino, ed era stato a capo della chiesa cattolica dal 2013. Sapevo che era il primo papa del Sud America, o addirittura del sud del mondo, di 266 papi negli ultimi due millenni. (Ho dovuto controllare).

Sapevo che la morte di ogni papa sarebbe stata un grosso problema perché ci sono circa 2,3 miliardi di cristiani sul pianeta, e circa 1,4 miliardi sono cattolici battezzati.

Sapevo che Papa Francesco era un tifoso di calcio per tutta la vita; la sua squadra era San Lorenzo, uno dei “Big 5” argentini insieme al Boca Juniors, River Plate, Independiente e Racing Club.

Papa Francesco è stato anche un grande ammiratore del suo connazionale Diego Maradona, che ha definito “un poeta in campo” e di cui ha scritto un capitolo della sua autobiografia, “Speranza”. (Non lo sapevo).

Inoltre non sapevo che Papa Francesco fosse soprannominato il ‘papa delle Parrucche’, e prima ancora il ‘Vescovo delle baraccopoli’. Non sapevo che fosse stato un buttafuori da nightclub a Buenos Aires in gioventù, o nella misura in cui ha contrastato le secolari tendenze papali per promuovere migliori relazioni con la comunità gay e le minoranze e sostenere l’azione per affrontare la crisi climatica.

Non sapevo che avesse nominato 108 dei 135 cardinali di tutto il mondo che sono idonei a riunirsi per il conclave papale 2025 il mese prossimo. (Se non avete visto "Conclave""Conclave", tra l'altro, lo consiglio).

E mentre sapevo che amava il calcio, non sapevo che fosse un San Lorenzo socio (membro registrato) di quel club, anche per tutto il suo tempo in Vaticano. Di seguito è riportata la sua vera tessera socio.

Notare il suo numero di iscrizione: 88235. È del tutto casuale - non è vero? - che aveva 88 anni quando è morto, e il momento preciso in Argentina quando è morto è stato ... 2.35 del mattino. Forse Dio doesopera in modi misteriosi!

“Il Papa lascia un’eredità indistruttibile”, ha detto a Reuters il presidente di San Lorenzo, Marcelo Moretti. Per tutti i fan di San Lorenzo, è stato motivo di grande orgoglio. È un giorno molto triste”.

Il club ha usato il proprio account Twitter per rendergli omaggio in vari modi.

Quando San Lorenzo ha vinto la Copa Libertadores per la prima e unica volta fino ad oggi nel 2014, Papa Francesco ha ospitato la squadra in Vaticano e ha tenuto il trofeo (sotto).

Papa Francesco parlava spesso del valore dello sport e del calcio. Il calcio può insegnare alle persone tre preziose lezioni per promuovere la pace e la solidarietà. Essi sono:

La necessità di allenarsi e lavorare sodo per raggiungere gli obiettivi.

L'importanza del fair play e del lavoro di squadra.

Un requisito di rispetto e comportamento onorevole verso gli avversari.

(continua nel post successivo)
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(continua dal post precedente)

“Per vincere, dobbiamo superare l’individualismo, l’egoismo, tutte le forme di razzismo, l’intolleranza e la manipolazione delle persone”, ha detto, aggiungendo che essere “avidi” nel calcio, come nella vita, è un ostacolo.

Nella sua autobiografia, Papa Francesco ha ricordato di aver invitato Maradona in Vaticano (sotto), dove ha preso in giro il grande giocatore dell’obiettivo “La mano di Dio” della Coppa del Mondo del 1986.

“Gli ho chiesto, scherzando, ‘Allora, qual è la mano colpevole?’”, ha detto Papa Francesco.

Alla domanda se Maradona o Messi fosse il giocatore più grande, ha risposto: "Maradona, come giocatore, è stato grande. Ma come uomo, ha fallito”. Ha poi descritto Messi come un "gentiluomo", ma ha detto che avrebbe scelto Pele al di sopra di entrambi, come "un uomo di cuore".

Anche il predecessore di Papa Francesco, Papa Benedetto XVI, alias Joseph Ratzinger dalla Germania, è stato un grande tifoso di calcio. Nato in Baviera nel 1927, è stato un sostenitore del Bayern Monaco.

Nel 2013, anno in pensione come Papa (il primo Papa a ritirarsi in 600 anni), un vescovo che aveva lavorato per lui per molti anni, Josef Clemens, ha scritto un articolo accademico per il The Sport Journal sulle osservazioni di Papa Benedetto XVI sullo sport, in particolare il calcio, e ciò che ci dicono sulla vita.

Il Papa prima di Benedetto XVI era Papa Giovanni Paolo II, alias Karol Jàzef Wojtyla dalla Polonia, notoriamente un portiere in gioventù e un fan di CracoviaCracovia, uno dei due principali club di Cracovia.

(Papa Giovanni Paolo II è stato il Papa della mia vita. Sono stato cresciuto come cattolico - la ragione principale del mio ateismo / agnosticismo - e ho visto Papa Giovanni Paolo II "vivere" nel giugno 1982 a Ninian Park, Cardiff, nel suo tour nel Regno Unito del 1982, quando avevo 12 anni. Ha girato il perimetro del campo nella sua Popemobile, e ho scattato un intero rullo di foto che ho potuto vedere una settimana dopo quando sono tornato da Boots. Erano tutti spazzatura.)

Il predecessore di Papa Giovanni Paolo II, Papa Giovanni Paolo I, è stato l’unico Papa dalla prima guerra mondiale che non aveva alcun legame distinguibile con lo sport. È stato anche il Papa più corto nella storia, in carica per soli 33 giorni prima di una morte che ha scatenato un’ennesima teoria del complotto.

Il suo predecessore, Papa Paolo VI (papa dal 1963 al 1978), sventolò la bandiera di partenza per il Giro d'Italia del 1974, e il suo predecessore, Papa Giovanni XXIII (papa dal 1958 al 1963) fu anche un appassionato di ciclismo, e il suo eroe sportivo fu Gino Bartali, vincitore del 1938 e 1948 Tours de France.

Papa Giovanni XXIII disse a Bartali: “Ascolta Gino, sono piuttosto tozzo. Ci sono un sacco di giardini qui in Vaticano e ho una bicicletta, ma non guido molto bene. Se potessi darmi una mano...”.

Il predecessore di Papa Giovanni XXIII fu Papa Pio XII, papa dal 1939 al 1958, che era anche un grande appassionato di ciclismo, e un fan di Bartali. E il suo predecessore, Papa Pio XI (papa dal 1922 al 1939) fu un abileso. È stato il primo a sommaltare la montagna più alta della Svizzera, il Monte Rosa, dal versante orientale. Saltò anche il Cervino e il percorso che investì al Monte Bianco nel luglio 1890 prende il suo nome (la "Via del Papa").

Se pensate che sia l’ultimo che sentirete parlare di papi per un po’, allora buona fortuna con quello! Il conclave papale 2025 dovrebbe iniziare tra il 6 e il 12 maggio e l’accumulo e l’esito rimarranno notizie globali.
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IL DIRETTORE DEGLI NIH SULLA TECNOLOGIA mRNA 🌺🌺🌺
"Il prossimo passo è [bloccare] la piattaforma mRNA stessa... il produttore non ha idea di quale dose stia somministrando, non ha idea di dove vada nell'organismo e se stia producendo antigeni fuori bersaglio"

"Puro vangelo", direbbe Tex Willer.

https://t.me/DrJayBhattacharya/23
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GEOPOLITICA, GUERRE E DAZI: PARLA L'ANALISTA DEMOSTENES FLOROS 🌺🌺🌺

Gli eventi degli ultimi anni stanno stravolgendo gli scenari della geopolitica mondiale. Francesco Servadio intervista l'analista geopolitico ed economico Demostenes Floros

https://www.buongiornosuedtirol.it/2025/04/23/esclusivo-come-la-geopolitica-stravolge-gli-equilibri-del-mondo-parla-lanalista-demostenes-floros/ (link sito);

https://www.facebook.com/share/p/191r1aojAt/ (link Facebook)
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Secondo Alberto Cirio, ossia il presidente in quota Forza Italia della Regione Piemonte, l'adunata degli alpini che si terrà dal 9 all'11 maggio a Biella non è soltanto un grande evento di popolo ma un evento di valori e “un tributo anche ai tanti alpini che nella campagna di Russia hanno perso la vita per la nostra libertà” (servizio del TG regionale, a 0:38). Sono cose che succedono: ti mettono un microfono in faccia quando meno te lo aspetti e tu preso dal panico di dire qualcosa confondi l'aggressione nazifascista dell'Unione Sovietica, e il progetto genocida basato su di essa, con qualche vago ricordo risorgimentale e col fatto che gli alpini, si sa, sono buoni e “portatori di speranza”, e viene fuori questo pastrocchio.
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Penso ci sia poco da commentare. I “nostri alpini” non sono più morti in URSS (non “in Russia”) perché ce li ha mandati, impreparati e male equipaggiati, un regime criminale che voleva qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo della pace accanto ai vincitori (che pare la linea attuale dell'UE ma era invece quella di Mussolini, che però aveva almeno la decenza di far morire gli italiani e non solo gli ucraini), che fino a qualche anno fa era una delle colonne della rappresentazione semi-mitica di questo corpo, ma per difendere “la nostra libertà”, chiaramente minacciata allora dall'URSS come ora da Putin, perché si sa che la minaccia, come Erodoto e Tolkien insegnano, viene sempre da est. Lo pensavano anche Hitler e Mussolini, martiri della lotta per la libertà dei popoli. Ricordiamoli con commozione, insieme ai nostri alpini che riposano sulle rive del Don.
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⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia
 
Il 15 aprile 2025, nel corso di un evento organizzato in occasione della 96° Adunata Nazionale degli Alpini, il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha rilasciato alcune dichiarazioni nelle quali ha definito “combattenti per la nostra libertà” gli Alpini che presero parte alla campagna criminale intrapresa dal Corpo di Spedizione Italiano, composto da 235.000 uomini, che tra il 1941 e il 1943 si schierò a fianco delle truppe del Terzo Reich nella guerra contro l’Unione Sovietica.

Tali affermazioni, peraltro formulate da una personalità che si suppone debba avere grande esperienza nell’amministrazione di una delle regioni più importanti d’Italia, e al quale i cittadini hanno dimostrato piena fiducia già due volte, suscitano profonda indignazione. Il Signor Cirio si è permesso di parlare con leggerezza e con il sorriso sulle labbra di quegli italiani che hanno combattuto “per la nostra libertà” e che oggi “riposano sulle rive del fiume Don”. E per aggiungere un ulteriore tocco di precisione geografica, ha persino citato i nomi dei villaggi russi di Novopostojalovka e Nikolaevka, situati nella regione di Voronež, luoghi che a suo dire sarebbero particolarmente “radicati nell’anima” dei piemontesi.
 
Ci si chiede se questo esponente politico sia davvero all’oscuro del fatto che i soldati e gli ufficiali italiani, Alpini compresi, furono in realtà vittime del regime fascista e criminale di Mussolini, che li spedì a combattere al fianco di Hitler nella guerra contro l’URSS. E non certo per la libertà, ma spedendoli laggiù come invasori, con l’obiettivo di mettere in pratica certe ideologie disumane legate alla supremazia razziale, alla schiavitù e all’oppressione dei popoli e di poter fornire alla “razza ariana” il suo “spazio vitale” attraverso lo sterminio fisico delle popolazioni autoctone. Il tono di presunzione presente nelle sue parole rivela altresì una totale indifferenza per il dolore di migliaia di madri italiane che mai più videro tornare i propri figli dalla campagna d’Oriente voluta dai gerarchi fascisti dell’epoca.
 
L’Ambasciata della Federazione Russa in Italia esprime pieno sostegno e solidarietà al Comitato provinciale di Torino dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, nonché agli esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e dell’Alleanza Verdi e Sinistra, i quali hanno giustamente condannato l’aberrante bravata del Signor Cirio,chiedendogli di fornire dei chiarimenti esaustivi in merito e di avanzare delle scuse formali.

Ci auguriamo che le autorità e i cittadini del Piemonte sappiano trovare la saggezza e il senso civico sufficienti per porgere le proprie scuse ai popoli dell’ex Unione Sovietica, e in particolare agli abitanti di Novopostojalovka e di Nikolaevka per il grave insulto a loro rivolto.
 
Tali affermazioni suonano particolarmente gravi e offensive alla vigilia delle celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione italiana, per la fine della Grande Guerra Patriottica in URSS, che costò la vita a 27 milioni di cittadini sovietici, e per la fine della Seconda Guerra Mondiale, che segnò la Vittoria sul nazifascismo. Sono affermazioni che costituiscono un grave affronto alla memoria di tutti coloro che in Russia, in Italia e in tanti altri Paesi onorano il ricordo di chi liberò il mondo dalla piaga del nazismo, sacrificando la propria vita per la libertà, la giustizia, la cooperazione, la comprensione reciproca e la pace tra i popoli.
 
Questo episodio serve altresì da monito sui pericoli insiti nel fare ricorso a paragoni storici infondati e irresponsabili tra la Russia e il Terzo Reich; paragoni che, non molto tempo fa, sono già stati evocati in maniera sconsiderata anche da alti rappresentanti dello Stato italiano e che, comprensibilmente, hanno quindi suscitato una vasta ondata di reazioni di condanna in molti Paesi, compresa l’Italia stessa.
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DESERTI MEDICI 🌺🌺🌺

Un collega e caro amico mi segnala stamattina questo articolo di Le Figaro sulla crisi della medicina del territorio in Francia.

"Chi non ha mai sperimentato la frustrazione di cercare un appuntamento con un medico di medicina generale o uno specialista, senza successo? Aspettando per settimane, viaggiando per decine di chilometri, o peggio, per venire al pronto soccorso perché un bambino malato non può aspettare..."

Tra i fattori identificati, prima di tutto la carenza di medici: "Le cifre sono implacabili. Secondo l’OMS, un sistema sanitario ottimale si basa sulla presenza di 30 medici per 10.000 abitanti. In Francia ne abbiamo solo nove per questa stessa popolazione." In Italia secondo alcune fonti pare che siano 5-6.

E poi, la burocrazia: "Ma concretamente, cosa significa questa burocrazia che soffoca il lavoro medico? Prendiamo un medico di medicina generale in Francia: lavora in media poco più di dieci ore al giorno. Tuttavia, in questo periodo, tre ore - spesso la sera - sono dedicate esclusivamente ai compiti amministrativi." Secondo Le Figaro, inoltre, metà del tempo di ogni visita se ne va "Perché, al di là dell’assistenza, il professionista deve registrare i dati, convalidare i documenti di sicurezza sociale, gestire i vincoli normativi e organizzare le nomine successive."

E fin qui tutto bene, pare peraltro di leggere del nostro paese, al netto di baguette e bidé. Tutto uguale, fino alla soluzione finale: le "case sanitarie", quel che da noi si chiama "case di comunità", novitò di questi anni. Solo che Le Figaro, come acutamente l'amico e collega mi fa notare, dichiara apertamente quale sia il loro reale scopo: "Queste case sanitarie emergenti hanno una caratteristica essenziale: sono redditizie. Lavorano senza sussidi, dimostrando che un modello efficace può esistere senza essere finanziato pubblicamente."

Rileggiamo: "un modello efficace può esistere senza essere finanziato pubblicamente".

Senza essere finanziato pubblicamente.

Dunque, i medici sono pochi e sono soverchiati dalla burocrazia. Aumentiamo i medici e riduciamo la burocrazia? Oppure adottiamo "un modello efficace può esistere senza essere finanziato pubblicamente"?

Buon 25 aprile! Buona Festa di San Marco Evangelista!

https://www.lefigaro.fr/vox/societe/les-deserts-medicaux-ne-sont-pas-une-fatalite-c-est-la-bureaucratie-francaise-qui-les-rend-ineluctables-20250422
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LA MEMORIA 🌺🌺🌺

Oggi è un giorno dedicato alla conservazione della memoria di eventi storici che hanno plasmato il mondo come lo conosciamo. Il tempo che passa si è portato via con sé ormai quasi tutte le persone che nel bene e nel male vissero e talora anche furono protagoniste di quegli eventi. E' dunque sempre più preziosa l'opera di chi fissa sulla carta i ricordi.

"La scacchiera" è un libro "ispirato a una storia vera e narra la vicenda di una famiglia antifascista di Sarnico (Bergamo), nel fuoco della seconda guerra mondiale e durante la persecuzione razzista contro gli ebrei. C’è la resistenza di una piccola comunità, l’amicizia e la solidarietà tra chi è nel bisogno, tra due ragazzi diversi ma che guardano al cuore e non alle loro diversità. È il racconto di una comunità che non si lascia trascinare nell’indifferenza e sa rimanere umana, nonostante tutto."

Questo libro è il regalo che, grazie a un carissimo amico che me lo ha segnalato, ho deciso di farmi oggi per il mio onomastico. Amen.

https://archiviopen.com/lascacchiera/
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25 APRILE 2025 🌺🌺🌺
"Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale la società occidentale è stata subordinata a meccanismi di sorveglianza, inquadramento e controllo di tipo militare, coprifuoco, lockdown, patentini, sistemi di videosorveglianza. Per la prima volta il controllo sull’informazione è stato capillare, con pressioni ai più alti livelli sulle agenzie di stampa e sui social media per bloccare la diffusione di informazioni contrarie alla “ragion di stato”. [...] Questo straordinario accentramento del controllo, questo disciplinamento autoritario di quasi un miliardo di persone, utilizzando una chiave di lettura per definizione inaccessibile all’accertamento del grande pubblico – la minaccia di un virus – ha oliato meccanismi di straordinaria pericolosità per tutto ciò che riteniamo essere democrazia. Questo meccanismo ha dato prova di sé così eccellente che a tutt’oggi una maggioranza della popolazione pensa che non sia successo niente, che sia tutto come prima, che viviamo in festose liberaldemocrazie – opposte a quei luoghi di oscurità retriva in cui vivono gli altri 7 ottavi del pianeta."

https://t.me/andreazhok/589
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CORREVA L'ANNO 🌺🌺🌺
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A questo punto, se schiatti prima che trascorrano i tre mesi di lista attesa, il pianeta ne trae pure beneficio.

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ROJA DIRECTA 🌺🌺🌺
The Telegraph, noto quotidiano britannico, ci informa che Moderna potrebbe essere espulsa dall'associazione delle industrie farmaceutiche inglesi (APBI) a causa di comportamenti che avrebbero violato il codice etico dell'associazione.
Tra questi, aver offerto compensi in denaro fino a 1.500 sterline e giocattoli per incentivare i bambini a partecipare alla sperimentazione del vaccino covid e aver presentato a congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive del 2022 dati sull'uso al di fuori delle indicazioni consentite del suo vaccino covid a scopo promozionale.
Ora, si possono formulare molteplici considerazioni a riguardo. La prima è che si tratta probabilmente di una faida interna tra aziende, mentre le istituzioni hanno fatto passare ben di peggio. D'altra parte, l'articolo stesso dà conto delle collusioni tra Moderna e membri del governo inglese. La seconda è che, come anche l'articolo osserva, l'eventuale espulsione sarebbe al massimo un danno d'immagine (e che immagine...) e le poche migliaia di sterline di sanzione svaniscono a fronte dei miliardi ricavati dalle vendite dei vaccini covid. La terza, inevitabile, riguarda i gelati, i panini e i giocattoli offerti qui da noi ai ragazzini per attirarli nei centri vaccinali. Mercanzia che fa parte del complessivo armamentario di propaganda risultato di una commistione incestuosa tra interessi pubblici e privati, oltre tutto in violazione delle regole vigenti sulla pubblicità ai prodotti farmaceutici, come in passato abbiamo avuto modo di spiegare. Così va il mondo, cerchiamo almeno di conservare un minimo di sano senso di ribrezzo a riguardo di certe cose.

https://www.telegraph.co.uk/news/2025/04/26/moderna-faces-suspension-after-children-test-covid-vaccine/

Grazie a Maryla Grandelis per la segnalazione.
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Forwarded from Giubbe Rosse
🟥 10-11 MAGGIO. GIUBBE ROSSE PRESENTE AL FESTIVAL DI "PENSIERO LIBERO" A CUSAGO (MI)
Sabato 10 maggio e domenica 11 maggio saremo presenti all'evento organizzato dall'associazione "Pensiero libero" a Cusago (Milano). Sedici relatori si alterneranno su due palchi durante due giornate per parlare di politica, sanità, geopolitica, energia, scuola, Covid, NATO e molto altro.

L'evento si terrà presso il Centro Sportivo RugbioLandia, Via IV Novembre, 20047 Cusago MI (clicca qui per la mappa).

Nella mattinata e nel pomeriggio di sabato 10, sul Palco "Terzo tempo" parleranno Marco Rizzo, Ugo Maria Tassinari, Ilaria Bifarini, Sonia Milone, Diego Fusaro. Sempre nel pomeriggio del sabato, sul Palco "Il bosco" parleremo delle nuove problematiche della sanità italiana con Marco Cosentino, Maurizio Tirassa, Dario Giacomini ed Eduardo Missoni. A seguire, il dr. Gabriele Prinzi parlerà su come "Uscire dalla medicina degli schiavi". In serata, a partire dalle 21:00, parleremo delle prospettive dell'Italia nel nuovo contesto geopolitico con Gianandrea Gaiani, Giacomo Gabellini e Giorgio Bianchi.
Nella giornata di domenica 11, infine, completeranno gli interventi il regista Paolo Cassina, la giornalista Tiziana Alterio, il giornalista Filippo Rossi e l'esperto di energie rinnovabili e autosufficienza energetica Alessandro Ronca.

Ingresso gratuito, con contributo consapevole e volontario.

Iscrizioni: https://www.ilpensierolibero.eu/iscriviti-agli-incontri/
Sito dell'evento: https://www.ilpensierolibero.eu/
Calendario e schede dei relatori: https://www.ilpensierolibero.eu/calendario-evento/

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Forwarded from Giubbe Rosse
SHELLENBERGER: "L'ECCESSIVO AFFIDAMENTO SULLE RINNOVABILI È ALL'ORIGINE DEL BLACKOUT ODIERNO IN SPAGNA"
di Michael Shellenberger
Le energie rinnovabili non sono a rischio di blackout, hanno detto i media. Eppure lo sono state e lo sono. La fisica è semplice. E ora, mentre i blackout in Spagna bloccano le persone negli ascensori, creano ingorghi e voli a terra, è chiaro che troppo poca "inerzia" dovuta all'eccesso di energia solare ha provocato il collasso del sistema.
Sei giorni fa, i media hanno festeggiato un traguardo significativo: la rete nazionale spagnola ha funzionato per la prima volta interamente con energia rinnovabile durante un giorno feriale.
Alle 12:35 di oggi ora locale, le luci si sono spente in Spagna, Portogallo e in alcune parti della Francia. Sebbene l'energia sia stata rapidamente ripristinata in Francia, potrebbe essere necessaria una settimana per ripristinare completamente l'energia in Spagna e Portogallo.
In un istante, il ronzio elettrico della vita moderna – treni, ospedali, aeroporti, telefoni, semafori, registratori di cassa – ha iniziato a tacere. Decine di milioni di persone sono state precipitate all'istante nel caos, nella confusione e nell'oscurità. La gente è rimasta bloccata negli ascensori. Le metropolitane si sono fermate tra le stazioni. Le stazioni di servizio non riuscivano a pompare carburante. I negozi di alimentari non erano in grado di elaborare i pagamenti. I controllori del traffico aereo si sono precipitati al lavoro quando i sistemi si sono guastati e gli aerei sono stati dirottati. Negli ospedali, i generatori di riserva si sono accesi, ma in molti casi non riuscivano a soddisfare la piena domanda.
È stato uno dei più grandi blackout in tempo di pace che l'Europa abbia mai visto. E non è stato casuale. Non è stato un evento imprevedibile. È stato l'esatto fallimento di cui molti di noi hanno ripetutamente messo in guardia i legislatori per anni, avvertimenti che i leader politici europei hanno sistematicamente scelto di ignorare.

Mentre l'operatore di rete portoghese REN ha inizialmente attribuito il blackout di massa a "variazioni di temperatura estreme" e a un "raro fenomeno atmosferico", e mentre alcuni media hanno ripetuto questa inquadratura, la realtà è più seria. Le condizioni meteorologiche possono aver innescato l'evento, ma non sono state la causa del collasso del sistema.
L'operatore di rete nazionale spagnolo, Red Eléctrica, ha rivelato che la causa immediata del blackout è stata una "fortissima oscillazione della rete elettrica" che ha costretto la rete spagnola a disconnettersi dal più ampio sistema europeo, portando al collasso dell'alimentazione elettrica della penisola iberica alle 12:38.
"Nessuno ha mai tentato un black start su una rete che si basa così pesantemente sulle energie rinnovabili come la penisola iberiaca", ha osservato John Kemp. "Il limitato numero di generatori termici renderà più difficile ristabilire il controllo della quantità di moto e della frequenza".

In una rete elettrica tradizionale dominata da pesanti macchine filanti – centrali a carbone, turbine a gas, reattori nucleari – piccoli disturbi, anche dovuti a condizioni meteorologiche avverse, vengono assorbiti e attenuati dalla pura inerzia fisica del sistema. La pesante massa rotante dei generatori agisce come un ammortizzatore, resistendo ai rapidi cambiamenti di frequenza e stabilizzando la rete.
Ma in un sistema elettrico dominato da pannelli solari, turbine eoliche e inverter, non c'è quasi nessuna inerzia fisica.
I pannelli solari non producono alcuna rotazione meccanica. La maggior parte delle turbine eoliche moderne sono disaccoppiate elettronicamente dalla rete e forniscono poca forza stabilizzante. I sistemi basati su inverter, che dominano le moderne reti di energia rinnovabile, sono precisi ma delicati. Seguono la frequenza della griglia piuttosto che resistere ai cambiamenti improvvisi.

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Forwarded from Martina Pastorelli
Il presidente Macron sarebbe in contatto con alcuni cardinali francesi “per sbarrare la strada alla candidatura di Robert Sarah”.
Il papabile guineano “incarna una fedeltà senza compromessi all'insegnamento tradizionale della Chiesa, che disturba ambienti influenti, sia ecclesiastici che politici.”

👉 https://tribunechretienne.com/le-president-macron-veut-il-barrer-la-route-de-la-papaute-au-cardinal-sarah/
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇪🇦 BLACKOUT IN SPAGNA. SOSPETTI SULLE RINNOVABILI
di Sergio Giraldo, La Verità, 29 aprile 2025
Altra ipotesi, poco battuta ufficialmente perché assai critica, è un problema di mix energetico. Al momento del blackout la produzione elettrica spagnola era costituita per il 72% da solare ed eolico, per l’11,5% da nucleare e solo per il 3% da produzione a gas. Vi era, dunque, pochissima inerzia sulla rete, cioè la stabilità della frequenza a 50 Hz era a rischio. È quindi anche possibile che si sia trattato di un problema di precaria stabilità della frequenza di rete dovuta alla preponderanza della generazione rinnovabile, magari combinato con una causa scatenante esterna. La REE parla di “ oscillazioni nei flussi di potenza della rete”: il che significa, in pratica, ammettere che una rete alimentata con quella percentuale di fonti rinnovabili in quel momento (le 12:33) non ha sufficiente inerzia per rispondere istantaneamente a carichi anomali.


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