REGOLE INTERNAZIONALI 🌺🌺🌺
A che servono e dove trovarle.
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/44830
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Giorgio Bianchi Photojournalist
“L’ordine internazionale basato su regole era una finzione”: l’incredibile ammissione di Carney a Davos
In un discorso destinato a entrare nei libri di storia, il Primo Ministro canadese Mark Carney, ex Goldman Sachs e già governatore della Banca del Canada…
In un discorso destinato a entrare nei libri di storia, il Primo Ministro canadese Mark Carney, ex Goldman Sachs e già governatore della Banca del Canada…
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IL MERCATO DEI VACCINI 🌺🌺🌺
Eugenio Serravalle pubblica oggi su Assis un testo molto completo e approfondito sui molteplici aspetti singolarmente critici dei vaccini, farmaci per chi è sano e che dunque vorrebbe restare tale e soprattutto per la cui somministrazione i medici ricevono incentivi economici, costituendo in tal modo una situazione delicata e controversa per la cui legittimazione non bastano certo leggi e volontà politica.
https://www.assis.it/incentivi-economici-per-le-vaccinazioni-salute-profitto/
La questione mi sta molto a cuore e voglio dunque approfittarne per ricordare una volta di più quanto scrissi ai tempi, qui:
https://t.me/MarCosent/757
e qui:
https://www.questionidibioetica.it/vaccini-covid-19-e-codice-di-deontologia-medica-alcune-riflessioni/
Eugenio Serravalle pubblica oggi su Assis un testo molto completo e approfondito sui molteplici aspetti singolarmente critici dei vaccini, farmaci per chi è sano e che dunque vorrebbe restare tale e soprattutto per la cui somministrazione i medici ricevono incentivi economici, costituendo in tal modo una situazione delicata e controversa per la cui legittimazione non bastano certo leggi e volontà politica.
https://www.assis.it/incentivi-economici-per-le-vaccinazioni-salute-profitto/
La questione mi sta molto a cuore e voglio dunque approfittarne per ricordare una volta di più quanto scrissi ai tempi, qui:
https://t.me/MarCosent/757
e qui:
https://www.questionidibioetica.it/vaccini-covid-19-e-codice-di-deontologia-medica-alcune-riflessioni/
AsSIS
Incentivi economici per le vaccinazioni: salute & profitto - AsSIS
È indubbio che i vaccini occupino nel panorama dei medicinali una posizione singolare e per molti versi inquietante: non sono farmaci destinati a curare
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GRASSO CHE COLA 🌺🌺🌺
Da più parti viene celebrata la legge 3 ottobre 2025, n. 149 che detta disposizioni per la prevenzione e la cura dell'obesità:
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/10/09/25G00158/SG
La legge riconosce l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, inserendola nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e prevede un piano nazionale di prevenzione, l'istituzione dell'Osservatorio per lo studio dell'obesità (OSO), promozione dell'attività fisica nelle scuole e interventi contro la sedentarietà e tante altre belle cose.
Ora, al grande pubblico potrebbe sfuggire la singolare sincronicità di questa legge rispetto allo straordinario successo commerciale che stanno avendo i nuovi farmaci GLP-1 agonisti, inizialmente sviluppati come antidiabetici (Ozempic) ma rapidamente assurti alla notorietà, anche grazie alla pubblicità quali prodotti per la perdita di peso (Wegovy, da poche settimane Rybelsus) di cui hanno goduto grazie a star hollywoodiane e protagonisti vari del jet set. L'interesse commerciale è enorme, anzi pesantissimo, si dovrebbe dire, e ovviamente l'industria farmaceutica conta di ingrassare i ricavi. Curiosissima dunque la coincidenza temporale.
Tanto più considerando che la legge prevede tante belle cose, tipo la formazione dei medici e degli studenti universitari, ma anche e prima di tutto campagne capillari nelle scuole e un po' ovunque (altri spottoni impliciti per i farmaci anti-obesità?), ma nulla sui reali determinanti a monte dell'obesità, ovvero la disponibilità e la promozione di cibi spazzatura, il difficile accesso a prodotti sani e salutari, e in ultima analisi una volta di più l'intervento sulle condizioni economiche e sociali dei cittadini, che a cascata determinano tutto il resto.
Ciliegina sulla torta, è davvero il caso di dirlo, l'Italia è in teoria molto avant anche grazie all'introduzione di una "Sugar Tax", ovvero un'imposta sulle bevande zuccherate, introdotta nel 2020 e mirata a scoraggiare il consumo eccessivo di zuccheri aggiunti per motivi di salute pubblica e che prevede una tassa di 10 euro per ettolitro sui prodotti finiti e 0,25 euro per kg sui preparati da diluire. Peccato che la sua applicazione sia stata più volte rinviata: l'entrata in vigore è ora posticipata al 1° gennaio 2027, anche grazie alle pressioni dell'industria che sostiene danneggi l'economia, ovviamente.
https://blog.pwc-tls.it/it/2025/10/15/il-governo-italiano-approva-un-ulteriore-rinvio-per-sugar-tax-e-plastic-tax/
Curioso che ilo rinvio della Sugar Tax sia stato votato nei medesimi giorni in cui la legge anti-obesità andava in Gazzetta Ufficiale. Curioso davvero.
Da più parti viene celebrata la legge 3 ottobre 2025, n. 149 che detta disposizioni per la prevenzione e la cura dell'obesità:
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/10/09/25G00158/SG
La legge riconosce l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, inserendola nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e prevede un piano nazionale di prevenzione, l'istituzione dell'Osservatorio per lo studio dell'obesità (OSO), promozione dell'attività fisica nelle scuole e interventi contro la sedentarietà e tante altre belle cose.
Ora, al grande pubblico potrebbe sfuggire la singolare sincronicità di questa legge rispetto allo straordinario successo commerciale che stanno avendo i nuovi farmaci GLP-1 agonisti, inizialmente sviluppati come antidiabetici (Ozempic) ma rapidamente assurti alla notorietà, anche grazie alla pubblicità quali prodotti per la perdita di peso (Wegovy, da poche settimane Rybelsus) di cui hanno goduto grazie a star hollywoodiane e protagonisti vari del jet set. L'interesse commerciale è enorme, anzi pesantissimo, si dovrebbe dire, e ovviamente l'industria farmaceutica conta di ingrassare i ricavi. Curiosissima dunque la coincidenza temporale.
Tanto più considerando che la legge prevede tante belle cose, tipo la formazione dei medici e degli studenti universitari, ma anche e prima di tutto campagne capillari nelle scuole e un po' ovunque (altri spottoni impliciti per i farmaci anti-obesità?), ma nulla sui reali determinanti a monte dell'obesità, ovvero la disponibilità e la promozione di cibi spazzatura, il difficile accesso a prodotti sani e salutari, e in ultima analisi una volta di più l'intervento sulle condizioni economiche e sociali dei cittadini, che a cascata determinano tutto il resto.
Ciliegina sulla torta, è davvero il caso di dirlo, l'Italia è in teoria molto avant anche grazie all'introduzione di una "Sugar Tax", ovvero un'imposta sulle bevande zuccherate, introdotta nel 2020 e mirata a scoraggiare il consumo eccessivo di zuccheri aggiunti per motivi di salute pubblica e che prevede una tassa di 10 euro per ettolitro sui prodotti finiti e 0,25 euro per kg sui preparati da diluire. Peccato che la sua applicazione sia stata più volte rinviata: l'entrata in vigore è ora posticipata al 1° gennaio 2027, anche grazie alle pressioni dell'industria che sostiene danneggi l'economia, ovviamente.
https://blog.pwc-tls.it/it/2025/10/15/il-governo-italiano-approva-un-ulteriore-rinvio-per-sugar-tax-e-plastic-tax/
Curioso che ilo rinvio della Sugar Tax sia stato votato nei medesimi giorni in cui la legge anti-obesità andava in Gazzetta Ufficiale. Curioso davvero.
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IL DANNO E LA BEFFA 🌺🌺🌺
Ormai il semestre filtro di medicina, una vera e propria Waterloo didattica e organizzativa, è stato "normalizzato" e più nessuno ne parla, salvo rari riferimenti tipo questo per dire che "è andato tutto bene" (madama la marchesa):
https://www.doctor33.it/articolo/66588/medicina-esauriti-i-posti-nelle-universita-statali-al-via-i-recuperi-del-semestre-filtro
E tuttavia, da un lato certe associazioni studentesche (i soliti comunisti, immaginiamo) minacciano ricorsi su un infinito elenco di irregolarità, per ora asserite e poi si vedrà. Soprattutto, l'assurda formula dei tre esami di chimica. fisica e biologia in contemporanea e l'aver poi aperto in corsa anche agli insufficienti (dato che diversamente quest'anno i corsi di medicina sarebbero stati semideserti) ora genera l'esigenza per gli atenei di rifare gli esami a tuti gli ammessi che non li avevano passati (e sono la maggioranza).
Quel che dall'articolo qui non si capisce è che sul gobbo dei docenti di medicina ricascano non solo gli ammessi a medicina insufficienti, e questo per quanto assurdo ha una sua logica, bensì TUTTI coloro che, esclusi da medicina, si rassegnano a iscriversi altrove, tipo farmacia, biotecnologie e cose simili. Ma i corsi li avevano seguiti con i docenti di medicina. E dunque pare che costoro si ritrovino a dover esaminare prossimamente non solo i 17mila ammessi a medicina bensì un numero imprecisato, forse oltre trentamila, non ammessi e che se ne vanno altrove. Il carico di lavoro è enorme, le conseguenze per le attività istituzionali sono incalcolabili, gli uffici amministrativi sono trafelati in queste settimane poiché si trovano a gestire una burocrazia complessissima e del tutto inedita. Un pasticcio insomma, alla solita moda, cui ormai nessuno fa più caso perché questo è il mondo in cui siamo imprigionati e nessuno pare sapere, o anche solo avere voglia di capire, da dove si dovrebbe partire per cambiarlo.
Ormai il semestre filtro di medicina, una vera e propria Waterloo didattica e organizzativa, è stato "normalizzato" e più nessuno ne parla, salvo rari riferimenti tipo questo per dire che "è andato tutto bene" (madama la marchesa):
https://www.doctor33.it/articolo/66588/medicina-esauriti-i-posti-nelle-universita-statali-al-via-i-recuperi-del-semestre-filtro
E tuttavia, da un lato certe associazioni studentesche (i soliti comunisti, immaginiamo) minacciano ricorsi su un infinito elenco di irregolarità, per ora asserite e poi si vedrà. Soprattutto, l'assurda formula dei tre esami di chimica. fisica e biologia in contemporanea e l'aver poi aperto in corsa anche agli insufficienti (dato che diversamente quest'anno i corsi di medicina sarebbero stati semideserti) ora genera l'esigenza per gli atenei di rifare gli esami a tuti gli ammessi che non li avevano passati (e sono la maggioranza).
Quel che dall'articolo qui non si capisce è che sul gobbo dei docenti di medicina ricascano non solo gli ammessi a medicina insufficienti, e questo per quanto assurdo ha una sua logica, bensì TUTTI coloro che, esclusi da medicina, si rassegnano a iscriversi altrove, tipo farmacia, biotecnologie e cose simili. Ma i corsi li avevano seguiti con i docenti di medicina. E dunque pare che costoro si ritrovino a dover esaminare prossimamente non solo i 17mila ammessi a medicina bensì un numero imprecisato, forse oltre trentamila, non ammessi e che se ne vanno altrove. Il carico di lavoro è enorme, le conseguenze per le attività istituzionali sono incalcolabili, gli uffici amministrativi sono trafelati in queste settimane poiché si trovano a gestire una burocrazia complessissima e del tutto inedita. Un pasticcio insomma, alla solita moda, cui ormai nessuno fa più caso perché questo è il mondo in cui siamo imprigionati e nessuno pare sapere, o anche solo avere voglia di capire, da dove si dovrebbe partire per cambiarlo.
Doctor33
Medicina, esauriti i posti nelle università statali. Al via i recuperi del semestre filtro
Con il secondo giro di immatricolazioni risultano occupati tutti i 17.278 posti disponibili. Circa 10.000 studenti dovranno sostenere gli appelli di recupero tra gennaio e febbraio
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SOBAKI LAYUT, CARAVAN IDET 🌺🌺🌺
"Questo continuo passare da un’emergenza all’altra e, conseguentemente, da un esperimento d’ingegneria sociale all’altro, fornisce il senso ultimo del bipolarismo e dell’alternanza all’interno dei sistemi neoliberali: gli esseri umani abboccano alla menzogna della polarizzazione fra “destra” e “sinistra” - oppure alla contrapposizione certamente più reale ma nondimeno parziale fra globalismo e nazionalismo - mentre il progetto delle tecnocrazie private di dissolvere le società umane per lasciare spazio alle macchine, staglia su tutto il proprio incontrastato dominio."
https://www.facebook.com/riccardo.paccosi/posts/pfbid0wJEW3nYEvCweT39eVrBefGAZSRpZvBt9X3xPpd1JTX7U1nuNwjWJtbNnCGPjV33ul
"Questo continuo passare da un’emergenza all’altra e, conseguentemente, da un esperimento d’ingegneria sociale all’altro, fornisce il senso ultimo del bipolarismo e dell’alternanza all’interno dei sistemi neoliberali: gli esseri umani abboccano alla menzogna della polarizzazione fra “destra” e “sinistra” - oppure alla contrapposizione certamente più reale ma nondimeno parziale fra globalismo e nazionalismo - mentre il progetto delle tecnocrazie private di dissolvere le società umane per lasciare spazio alle macchine, staglia su tutto il proprio incontrastato dominio."
https://www.facebook.com/riccardo.paccosi/posts/pfbid0wJEW3nYEvCweT39eVrBefGAZSRpZvBt9X3xPpd1JTX7U1nuNwjWJtbNnCGPjV33ul
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Riccardo Paccosi
L’ICE IN ITALIA E L’INIZIO DELL’ERA DI PALANTIR
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Nel giorno stesso in cui a Minneapolis l'ICE compie un nuovo omicidio - questa volta su un uomo bianco di 37 anni immobilizzato a terra, al quale...
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Nel giorno stesso in cui a Minneapolis l'ICE compie un nuovo omicidio - questa volta su un uomo bianco di 37 anni immobilizzato a terra, al quale...
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L'ANTIEMICRANICO 🌺🌺🌺
Oggi il social mi ripropone un post di tre anni fa tondi tondi, che commenta uno studio secondo cui dopo il covid si ha meno mal di testa rispetto a prima del covid. E tante altre chicche.
https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/pfbid0eufmYzxzE7gxYc9ABvunsqmqaAKY6iW4DiAnDg2EUSnLGNo2Amf2AjDwgz7ZGmGDl
Oggi il social mi ripropone un post di tre anni fa tondi tondi, che commenta uno studio secondo cui dopo il covid si ha meno mal di testa rispetto a prima del covid. E tante altre chicche.
https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/pfbid0eufmYzxzE7gxYc9ABvunsqmqaAKY6iW4DiAnDg2EUSnLGNo2Amf2AjDwgz7ZGmGDl
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Forwarded from Marco Cosentino (Marco)
NEL GIORNO DELLA MEMORIA 🌺🌺🌺
Rispetto al passato più remoto, conviene innanzi tutto ricordare che settantasette anni fa in questo giorno fu l'Armata Rossa a entrare ad Auschwitz, soccorrendo gli internati abbandonati pochi giorni prima dalle truppe naziste in fuga. I sovietici sarebbero giunti nel successivo mese di aprile a Berlino che si sarebbe arresa il 2 maggio e la sera dell'8 maggio i vertici dell'esercito nazista firmarono la resa incondizionata. A Mosca era già il 9 maggio, per via della differenza di fuso orario, e per questo la Russia commemora il 9 la fine di quella che viene chiamata "Grande Guerra Patriottica". I sovietici, sfiancati da una guerra combattuta in massima parte in casa loro e che costò al paese decine di milioni di vittime militari e civili con un tributo di sangue senza pari, si attestarono infine a Berlino e attesero l'arrivo degli "alleati" secondo gli accordi sottoscritti nel febbraio precedente a Jalta, sul Mar Nero in quella che è oggi la Repubblica Popolare di Crimea.
Rispetto invece al passato prossimo, conviene partire dalla memoria del giuramento di fedeltà al fascismo, introdotto con il regio decreto n. 1227 del 28 agosto 1931, che prevedeva che i professori universitari pronunciassero volontariamente una formula di adesione al regime fascista. Questo non sarebbe bastato agli ebrei, pochi anni dopo espulsi dalla vita civile e sociale italiana grazie alle legi razziali. Quasi tutti sarebbero finiti in breve tempo proprio ad Auschwitz. Alla luce di quanto è accaduto nel nostro paese e in tanti altri negli ultimi tre anni, si può osservare che l’obbligatorietà del giuramento lasciò comunque al singolo la possibilità di scegliere se adempiere o sottrarsi all’obbligo, assumendosi responsabilmente, in questo secondo caso, le conseguenze previste dalla legge. Qualora, invece, il singolo avesse adempiuto all’obbligo, la volontaria lettura della formula, pur a fronte dell’obbligo, era rivolta, proprio nel rispetto dell'intangibilità della persona, ad attestare la materiale adesione al regime. Viene da chiedersi se una eventuale Corte costituzionale dei tempi avrebbe concluso che "le eventuali questioni di legittimità andrebbero dichiarate in parte manifestamente inammissibili e in parte non fondate."
La vicenda consente di interrogarsi anche su tanti altri aspetti comuni ai due periodi storici. Vi furono allora come ora persone che si prodigarono a proteggere e nascondere i perseguitati, le quali ove scoperte pagarono prezzi personali anche alti. E vi furono persone convintamente ligie che altrettanto si prodigarono per rispettare e far rispettare le leggi. Ma non risulta, ora come allora, che alcuna categoria abbia saputo, potuto o voluto opporsi a quanto stava accadendo. E anche questo è materia di riflessione.
Quando da ragazzino ascoltavo i tanti racconti sull'Olocausto, davvero non mi davo ragione di come fosse potuta avvenire una persecuzione scientifica di milioni di persone nel silenzio e talora con la collaborazione del resto dei cittadini. Oggi c'è se non una risposta quanto meno la dimostrazione che quel che è accaduto può riaccadere in qualsiasi momento. Soprattutto per questo è importante ricordare, ma ricordare davvero, tutto e sempre.
Rispetto al passato più remoto, conviene innanzi tutto ricordare che settantasette anni fa in questo giorno fu l'Armata Rossa a entrare ad Auschwitz, soccorrendo gli internati abbandonati pochi giorni prima dalle truppe naziste in fuga. I sovietici sarebbero giunti nel successivo mese di aprile a Berlino che si sarebbe arresa il 2 maggio e la sera dell'8 maggio i vertici dell'esercito nazista firmarono la resa incondizionata. A Mosca era già il 9 maggio, per via della differenza di fuso orario, e per questo la Russia commemora il 9 la fine di quella che viene chiamata "Grande Guerra Patriottica". I sovietici, sfiancati da una guerra combattuta in massima parte in casa loro e che costò al paese decine di milioni di vittime militari e civili con un tributo di sangue senza pari, si attestarono infine a Berlino e attesero l'arrivo degli "alleati" secondo gli accordi sottoscritti nel febbraio precedente a Jalta, sul Mar Nero in quella che è oggi la Repubblica Popolare di Crimea.
Rispetto invece al passato prossimo, conviene partire dalla memoria del giuramento di fedeltà al fascismo, introdotto con il regio decreto n. 1227 del 28 agosto 1931, che prevedeva che i professori universitari pronunciassero volontariamente una formula di adesione al regime fascista. Questo non sarebbe bastato agli ebrei, pochi anni dopo espulsi dalla vita civile e sociale italiana grazie alle legi razziali. Quasi tutti sarebbero finiti in breve tempo proprio ad Auschwitz. Alla luce di quanto è accaduto nel nostro paese e in tanti altri negli ultimi tre anni, si può osservare che l’obbligatorietà del giuramento lasciò comunque al singolo la possibilità di scegliere se adempiere o sottrarsi all’obbligo, assumendosi responsabilmente, in questo secondo caso, le conseguenze previste dalla legge. Qualora, invece, il singolo avesse adempiuto all’obbligo, la volontaria lettura della formula, pur a fronte dell’obbligo, era rivolta, proprio nel rispetto dell'intangibilità della persona, ad attestare la materiale adesione al regime. Viene da chiedersi se una eventuale Corte costituzionale dei tempi avrebbe concluso che "le eventuali questioni di legittimità andrebbero dichiarate in parte manifestamente inammissibili e in parte non fondate."
La vicenda consente di interrogarsi anche su tanti altri aspetti comuni ai due periodi storici. Vi furono allora come ora persone che si prodigarono a proteggere e nascondere i perseguitati, le quali ove scoperte pagarono prezzi personali anche alti. E vi furono persone convintamente ligie che altrettanto si prodigarono per rispettare e far rispettare le leggi. Ma non risulta, ora come allora, che alcuna categoria abbia saputo, potuto o voluto opporsi a quanto stava accadendo. E anche questo è materia di riflessione.
Quando da ragazzino ascoltavo i tanti racconti sull'Olocausto, davvero non mi davo ragione di come fosse potuta avvenire una persecuzione scientifica di milioni di persone nel silenzio e talora con la collaborazione del resto dei cittadini. Oggi c'è se non una risposta quanto meno la dimostrazione che quel che è accaduto può riaccadere in qualsiasi momento. Soprattutto per questo è importante ricordare, ma ricordare davvero, tutto e sempre.
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IN NOME DELL'EQUITA' 🌺🌺🌺
Il blog Honest Sport ha partecipato a una recente conferenza stampa nella quale l’Agenzia mondiale antidoping (WADA) avrebbe dichiarato di aver fatto affidamento su una disposizione redatta nei suoi prossimi regolamenti del 2027, ma non ancora in vigore, per imporre una sanzione più breve a Jannik Sinner che aveva fallito due consecutivi test antidoping nel 2024.
Nella primavera del 2024, Sinner era risultato due volte positivo allo steroide anabolizzante clostebol, ed era stato accettato che la ragione fosse che il giocatore aveva inavvertitamente assorbito il farmaco durante un massaggio dal suo fisioterapia Giacomo Naldi, che stava usando il trofodermin clostebol-unzione per trattare un taglio sul suo dito.
In base alle regole WADA tuttora vigenti, la sanzione minima avrebbe dovuto essere di un anno, e recentemente il direttore dell’agenzia antidoping tedesca ha dichiarato alla Frankfurter Allgemeine Zeitung che la breve sospensione di tre mesi imposta a Sinner di solito non sarebbe coerente con le normative vigenti.
Il massimo avvocato della WADA ha ora dichiarato su questa decisione: “Credo fermamente che la sanzione di un anno in quel caso basata sulla condotta del signor Sinner non sarebbe stata un risultato giusto e appropriato”.
A conferma del fatto che la soluzione fu "diplomatica" e accontentò un po' tutti, la WADA che temeva dall'arbitrato di veder sconfessati i principi del suo regolamento e Sinner che al contrario temeva che la squalifica sarebbe stata ben più lunga. Innegabile peraltro a questo punto che la maniera in cui la questione è stata trattata rappresenti un'eccezione notevole.
La storia completa sul blog Honest Sport in traduzione automatica:
https://honestsport.substack.com/p/wada-says-sinners-short-ban-was-in?utm_source=post-email-title&publication_id=1755154&post_id=183692533&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=1p0vnc&triedRedirect=true&utm_medium=email
Il blog Honest Sport ha partecipato a una recente conferenza stampa nella quale l’Agenzia mondiale antidoping (WADA) avrebbe dichiarato di aver fatto affidamento su una disposizione redatta nei suoi prossimi regolamenti del 2027, ma non ancora in vigore, per imporre una sanzione più breve a Jannik Sinner che aveva fallito due consecutivi test antidoping nel 2024.
Nella primavera del 2024, Sinner era risultato due volte positivo allo steroide anabolizzante clostebol, ed era stato accettato che la ragione fosse che il giocatore aveva inavvertitamente assorbito il farmaco durante un massaggio dal suo fisioterapia Giacomo Naldi, che stava usando il trofodermin clostebol-unzione per trattare un taglio sul suo dito.
In base alle regole WADA tuttora vigenti, la sanzione minima avrebbe dovuto essere di un anno, e recentemente il direttore dell’agenzia antidoping tedesca ha dichiarato alla Frankfurter Allgemeine Zeitung che la breve sospensione di tre mesi imposta a Sinner di solito non sarebbe coerente con le normative vigenti.
Il massimo avvocato della WADA ha ora dichiarato su questa decisione: “Credo fermamente che la sanzione di un anno in quel caso basata sulla condotta del signor Sinner non sarebbe stata un risultato giusto e appropriato”.
A conferma del fatto che la soluzione fu "diplomatica" e accontentò un po' tutti, la WADA che temeva dall'arbitrato di veder sconfessati i principi del suo regolamento e Sinner che al contrario temeva che la squalifica sarebbe stata ben più lunga. Innegabile peraltro a questo punto che la maniera in cui la questione è stata trattata rappresenti un'eccezione notevole.
La storia completa sul blog Honest Sport in traduzione automatica:
https://honestsport.substack.com/p/wada-says-sinners-short-ban-was-in?utm_source=post-email-title&publication_id=1755154&post_id=183692533&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=1p0vnc&triedRedirect=true&utm_medium=email
Substack
WADA says Sinner's short ban was in name of 'fairness' - Town Square #25
In 2027, WADA will broaden the scope of contamination to allow athletes to serve shorter bans. WADA told the media this provision, which isn't yet in force, was relied on in the case of Jannik Sinner.
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L'ASPIRINA 🌺🌺🌺
Gira sui social in questi giorni lo studio del Negri che documenta un plausibile meccanismo molecolare con il quale l'acido acetilsalicilico a concentrazioni terapeutiche interferirebbe con la proteina Spike di SARS-CoV-2, che potrebbe dunque rappresentare un effetto specifico del farmaco contro il virus, al di là del generico quanto rilevante profilo antiinfiammatorio e antiaggregante comunque utile nel COVID-19 (e, ricordiamocelo, del tutto assente nel paracetamolo).
Val la pena a questo punto riproporre lo studio con il quale nel 2022 documentammo le pratiche di cura dei medici volontari della rete di IppocrateOrg. Lo studio descrive in dettaglio il profilo clinico e il trattamento farmacologico somministrato a 392 malati di COVID-19 consecutivamente presi in carico nel periodo novembre 2020-marzo 2021, dunque in una delle fasi più critiche della pandemia.
Di tutti questi pazienti, soltanto uno morì peraltro dopo ospedalizzazione, e meno del 6% finì in ospedale. La casistica include per oltre un terzo pazienti in stadio 2 della malattia al momento della presa in carico. L'aspirina fu utilizzata nel 70-80% dei casi, a seconda dello stadio di malat, idrossiclorochina, enoxaparina, colchicina, ossigenoterapia e in qualche caso anche ivermectina. Con risultati evidentemente più che buoni. Lo studio è con ogni evidenza osservazionale e tuttavia ha il merito di documentare pratiche mediche indubbiamente valide e gravate da pochi o nessun effetto avverso, oltre tutto in un periodo nel quale l'assistenza medica pareva del tutto saltata e l'unica opzione sembrava essere l'attesa barricati in casa nella speranza di guarire spontaneamente e nel terrore di aggravarsi vedendosi così costretti al ricovero ospedaliero. E invece curare si poteva.
https://www.mdpi.com/2077-0383/11/20/6138
Gira sui social in questi giorni lo studio del Negri che documenta un plausibile meccanismo molecolare con il quale l'acido acetilsalicilico a concentrazioni terapeutiche interferirebbe con la proteina Spike di SARS-CoV-2, che potrebbe dunque rappresentare un effetto specifico del farmaco contro il virus, al di là del generico quanto rilevante profilo antiinfiammatorio e antiaggregante comunque utile nel COVID-19 (e, ricordiamocelo, del tutto assente nel paracetamolo).
Val la pena a questo punto riproporre lo studio con il quale nel 2022 documentammo le pratiche di cura dei medici volontari della rete di IppocrateOrg. Lo studio descrive in dettaglio il profilo clinico e il trattamento farmacologico somministrato a 392 malati di COVID-19 consecutivamente presi in carico nel periodo novembre 2020-marzo 2021, dunque in una delle fasi più critiche della pandemia.
Di tutti questi pazienti, soltanto uno morì peraltro dopo ospedalizzazione, e meno del 6% finì in ospedale. La casistica include per oltre un terzo pazienti in stadio 2 della malattia al momento della presa in carico. L'aspirina fu utilizzata nel 70-80% dei casi, a seconda dello stadio di malat, idrossiclorochina, enoxaparina, colchicina, ossigenoterapia e in qualche caso anche ivermectina. Con risultati evidentemente più che buoni. Lo studio è con ogni evidenza osservazionale e tuttavia ha il merito di documentare pratiche mediche indubbiamente valide e gravate da pochi o nessun effetto avverso, oltre tutto in un periodo nel quale l'assistenza medica pareva del tutto saltata e l'unica opzione sembrava essere l'attesa barricati in casa nella speranza di guarire spontaneamente e nel terrore di aggravarsi vedendosi così costretti al ricovero ospedaliero. E invece curare si poteva.
https://www.mdpi.com/2077-0383/11/20/6138
MDPI
Early Outpatient Treatment of COVID-19: A Retrospective Analysis of 392 Cases in Italy
COVID-19 was declared a pandemic in March 2020. The knowledge of COVID-19 pathophysiology soon provided a strong rationale for the early use of both anti-inflammatory and antithrombotic drugs; however, its evidence was slowly and partially incorporated into…
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"A fine partita, a rete, l'ho ringraziato per avermi permesso di vincere almeno una volta. Ho grande rispetto per lui, è un giocatore incredibile che ti porta al limite e si merita un grande applauso." 🌺🌺🌺
Esito a unirmi ai peana per Nole, poiché non lo conosco e non posso certo dire che uomo sia al di là della figura pubblica di sportivo. Eppure l'immagine pubblica è di una persona di straordinaria solidità caratteriale, matura e compiuta. Non ricordo dichiarazioni sopra le righe, e al contrario grande equilibrio, riflessione, esperienza, umanità unite a considerazione per l'interlocutore. Così, l'impresa odierna, sportivamente monumentale, si tinge di eroico, non tanto e non solo per la drammaticità agonistica quanto per la figura umana che ne esce, nobile e virtuosa - in maniera straordinaria quanto semplice e disarmante. Forse davvero questa persona merita pieno apprezzamento e può con più di qualche ragione essere additata quale esempio non solo nello sport ma anche e soprattutto nella vita.
Esito a unirmi ai peana per Nole, poiché non lo conosco e non posso certo dire che uomo sia al di là della figura pubblica di sportivo. Eppure l'immagine pubblica è di una persona di straordinaria solidità caratteriale, matura e compiuta. Non ricordo dichiarazioni sopra le righe, e al contrario grande equilibrio, riflessione, esperienza, umanità unite a considerazione per l'interlocutore. Così, l'impresa odierna, sportivamente monumentale, si tinge di eroico, non tanto e non solo per la drammaticità agonistica quanto per la figura umana che ne esce, nobile e virtuosa - in maniera straordinaria quanto semplice e disarmante. Forse davvero questa persona merita pieno apprezzamento e può con più di qualche ragione essere additata quale esempio non solo nello sport ma anche e soprattutto nella vita.
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QUA QUA QUA! 🌺🌺🌺
Anche a questo giro dunque esce la classifica delle università del mondo a cura di Quaquarelli & Symonds e tutte le università si affrettano a compulsarla alla ricerca di ragioni per autoincensarsi. Nell'esempio, le fanfare squillano per un piazzamento al 496esimo posto a livello europeo su 958 università partecipanti, 291 in più rispetto allo scorso anno.
https://www.malpensa24.it/universita-insubria-europa/
Già solo su quest'ultimo aspetto ci si aspetterebbe che una comunità di accademici fosse in grado di capire che una metrica che a un anno di distanza sposta di 291 posizioni su quasi 1000 un soggetto è semplicemente una metrica inattendibile, al netto di una posizione assoluta negli sprofondi della classifica, che comunque non signofica nulla nel bene come nel male. E invece tutti si uniscono al coro, poiché il fascino del misurarsi i centimetri degli attributi finisce per rivelarsi irresistibili non soltanto nell'adolescenza ma in tutta la vita.
Eppure, la metrica di Quaquarelli & Symonds, così si chiama la società che compila le graduatorie ogni anno, è aspramente criticata da più parti
https://britannia-study.co.uk/universities/qs-ranking-methodology/
in primo luogo perché è del tutto opaca. I dati non sono disponibili e dunque o ci credi o ci credi. Inoltre, gran parte dei punteggi si fonda sulla reputazione percepita. Quaquarelli & Symonds spedisce mail ad accademici in tutto il mondo chiedendo di dichiarare la loro personale percezione della reputazione di un'università, e sulle risposte fonda circa la metà del punteggio globale. Ovvio che i numeri che ne escono siano una sorta di tombola. Il resto dei punti viene ad esempio dalle citazioni ricevute dalle pubblicazioni di un certo ateneo, altro parametro che definire inaffidabile è generoso. Le citazioni sono quanto meno arbitrarie e manipolabili, e infatti vengono sistematicamente manipolate per gli scopi più diversi, tanto più considerando gli enormi interessi che ruotano intorno alla pubblicistica scientifica
https://www.youtube.com/watch?v=yzDRx67GUAw
Di sfuggita, conteggiare le citazioni vuole anche dire ignorare tutta quella fetta di produzione accademica umanistica, che le citazioni non le conteggia.
In generale, poi, l'idea barbara che si possano compilare classifiche delle università è una scemenza tutta anglosassone, dove prevale il modello privato e commerciale. Niente a che vedere con una tradizione come la nostra, fondata su sistemi universitari diffusi che nascono con l'ambizione di garantire una qualità omogenea su tutto il territorio, che è precisamente come l'università italiana ha funzionato fino all'altro ieri e ancora oggi in teoria dovrebbe fare, malgrado le sevizie, le torture e gli stupri cui viene sottoposta, non da ultimo dai suoi medesimi docenti. Così, quando esce l'ennesima classifica delgi atenei tutti gli uffici stampa universitari si affrettano a predisporre comunicati stampa gaudenti, incuranti del ridicolo. Un ridicolo peraltro che sempre meno persone sono in grado di percepire. E così, se per primo il re va in giro nudo riscuotendo applausi, figuriamoci se gli straccioni al seguito non dovrebbero legittimamente attendersi il medesimo trattamento.
Anche a questo giro dunque esce la classifica delle università del mondo a cura di Quaquarelli & Symonds e tutte le università si affrettano a compulsarla alla ricerca di ragioni per autoincensarsi. Nell'esempio, le fanfare squillano per un piazzamento al 496esimo posto a livello europeo su 958 università partecipanti, 291 in più rispetto allo scorso anno.
https://www.malpensa24.it/universita-insubria-europa/
Già solo su quest'ultimo aspetto ci si aspetterebbe che una comunità di accademici fosse in grado di capire che una metrica che a un anno di distanza sposta di 291 posizioni su quasi 1000 un soggetto è semplicemente una metrica inattendibile, al netto di una posizione assoluta negli sprofondi della classifica, che comunque non signofica nulla nel bene come nel male. E invece tutti si uniscono al coro, poiché il fascino del misurarsi i centimetri degli attributi finisce per rivelarsi irresistibili non soltanto nell'adolescenza ma in tutta la vita.
Eppure, la metrica di Quaquarelli & Symonds, così si chiama la società che compila le graduatorie ogni anno, è aspramente criticata da più parti
https://britannia-study.co.uk/universities/qs-ranking-methodology/
in primo luogo perché è del tutto opaca. I dati non sono disponibili e dunque o ci credi o ci credi. Inoltre, gran parte dei punteggi si fonda sulla reputazione percepita. Quaquarelli & Symonds spedisce mail ad accademici in tutto il mondo chiedendo di dichiarare la loro personale percezione della reputazione di un'università, e sulle risposte fonda circa la metà del punteggio globale. Ovvio che i numeri che ne escono siano una sorta di tombola. Il resto dei punti viene ad esempio dalle citazioni ricevute dalle pubblicazioni di un certo ateneo, altro parametro che definire inaffidabile è generoso. Le citazioni sono quanto meno arbitrarie e manipolabili, e infatti vengono sistematicamente manipolate per gli scopi più diversi, tanto più considerando gli enormi interessi che ruotano intorno alla pubblicistica scientifica
https://www.youtube.com/watch?v=yzDRx67GUAw
Di sfuggita, conteggiare le citazioni vuole anche dire ignorare tutta quella fetta di produzione accademica umanistica, che le citazioni non le conteggia.
In generale, poi, l'idea barbara che si possano compilare classifiche delle università è una scemenza tutta anglosassone, dove prevale il modello privato e commerciale. Niente a che vedere con una tradizione come la nostra, fondata su sistemi universitari diffusi che nascono con l'ambizione di garantire una qualità omogenea su tutto il territorio, che è precisamente come l'università italiana ha funzionato fino all'altro ieri e ancora oggi in teoria dovrebbe fare, malgrado le sevizie, le torture e gli stupri cui viene sottoposta, non da ultimo dai suoi medesimi docenti. Così, quando esce l'ennesima classifica delgi atenei tutti gli uffici stampa universitari si affrettano a predisporre comunicati stampa gaudenti, incuranti del ridicolo. Un ridicolo peraltro che sempre meno persone sono in grado di percepire. E così, se per primo il re va in giro nudo riscuotendo applausi, figuriamoci se gli straccioni al seguito non dovrebbero legittimamente attendersi il medesimo trattamento.
MALPENSA24
Università dell’Insubria al top per produzione scientifica in Europa
UNIVERSITA' VARESE - L’Università degli Studi dell’Insubria si distingue per la produzione scientifica nella QS Europe University università insubria europa
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FINGIAMO STUPORE 🌺🌺🌺
Quando a inizio anni '90 i medici ammessi alla specializzazione si videro riconoscere uno stipendio, tutti plaudimmo per ovvi motivi. Il diavolo sta nei dettagli, si dice, e tuttavia in questo caso non è un dettaglio che i soldi dei salari ce li mettesse non l'università bensì la sanità. Ovvio quindi che finisse come è finita: per gli ospedali cui sono assegnati, gli specializzandi non sono medici in formazione bensì personale di ruolo a tutti gli effetti che come tale svolge i medesimi carichi di lavoro con analoghe responsabilità rispetto ai medici dipendenti. Finendo così per consentire all'ospedale di risparmiare sulle paghe, al tempo stesso sopportando pure i tagli al personale e dunque nel complesso adeguandosi allo smantellamento qualitativo e quantitativo del sistema. Una sorta di morte dolce. Così di fronte a notizie del genere chi mostra sorpresa non ha capito nulla, e allora bisogna spiegargli, oppure ha capito tutto, e allora è semplicemente in lala fede. Non bisogna quindi prendersela con gli specializzandi allo sbaraglio, e forse nemmeno con chi ce li manda, o meglio con costoro bisogna prendersela non perché li mandano allo sbaraglio bensì perché in tal modo si fanno complici della distruzione della sanità pubblica, adeguandovisi per mere ragioni di interesse personale. Non ci scordiamo d'altra parte che le nomine dei vertici delle strutture sanitarie sono di natura politica, a partire dai direttori generali e giù giù a cascata. E così la sanità non può alla fine certo esser meglio della politica che la tiene al guinzaglio.
https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/specializzandi-in-sala-operatoria-il-ministro-vuole-approfondire-o_3624596_11/
Quando a inizio anni '90 i medici ammessi alla specializzazione si videro riconoscere uno stipendio, tutti plaudimmo per ovvi motivi. Il diavolo sta nei dettagli, si dice, e tuttavia in questo caso non è un dettaglio che i soldi dei salari ce li mettesse non l'università bensì la sanità. Ovvio quindi che finisse come è finita: per gli ospedali cui sono assegnati, gli specializzandi non sono medici in formazione bensì personale di ruolo a tutti gli effetti che come tale svolge i medesimi carichi di lavoro con analoghe responsabilità rispetto ai medici dipendenti. Finendo così per consentire all'ospedale di risparmiare sulle paghe, al tempo stesso sopportando pure i tagli al personale e dunque nel complesso adeguandosi allo smantellamento qualitativo e quantitativo del sistema. Una sorta di morte dolce. Così di fronte a notizie del genere chi mostra sorpresa non ha capito nulla, e allora bisogna spiegargli, oppure ha capito tutto, e allora è semplicemente in lala fede. Non bisogna quindi prendersela con gli specializzandi allo sbaraglio, e forse nemmeno con chi ce li manda, o meglio con costoro bisogna prendersela non perché li mandano allo sbaraglio bensì perché in tal modo si fanno complici della distruzione della sanità pubblica, adeguandovisi per mere ragioni di interesse personale. Non ci scordiamo d'altra parte che le nomine dei vertici delle strutture sanitarie sono di natura politica, a partire dai direttori generali e giù giù a cascata. E così la sanità non può alla fine certo esser meglio della politica che la tiene al guinzaglio.
https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/specializzandi-in-sala-operatoria-il-ministro-vuole-approfondire-o_3624596_11/
www.laprovinciadicomo.it
Specializzandi in sala operatoria Il ministro vuole approfondire
Ortopedia L’esponente del M5S Ricciardi ha presentato un’interrogazione. A Como gli studenti «hanno operato più volte senza un tutor strutturato»
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“IL GREEN DEAL? NON È TRAMONTATO” 🌺🌺🌺
Secondo il prof. Fabio Vighi (Cardiff University), intervistato da Francesco Servadio, ha cambiato pelle: “Dal verdino ecologico al verdone militare. La spesa per la difesa offre, diciamo, una diversa sfumatura di verde: laddove la politica industriale ecologica dell’UE barcolla, la militarizzazione ha più successo, in quanto garantisce maggiore domanda, protezione dalla disciplina di mercato, e, dulcis in fundo, una rinnovata narrazione morale che rende le obiezioni sui costi non solo irrilevanti, ma moralmente sospette”.
I dettagli:
https://www.facebook.com/share/p/1KN6Qx8S1j/ (link Facebook);
https://www.buongiornosuedtirol.it/2026/02/01/esclusivo-il-prof-fabio-vighi-il-green-deal-ha-cambiato-pelle-3/ (link sito)
Secondo il prof. Fabio Vighi (Cardiff University), intervistato da Francesco Servadio, ha cambiato pelle: “Dal verdino ecologico al verdone militare. La spesa per la difesa offre, diciamo, una diversa sfumatura di verde: laddove la politica industriale ecologica dell’UE barcolla, la militarizzazione ha più successo, in quanto garantisce maggiore domanda, protezione dalla disciplina di mercato, e, dulcis in fundo, una rinnovata narrazione morale che rende le obiezioni sui costi non solo irrilevanti, ma moralmente sospette”.
I dettagli:
https://www.facebook.com/share/p/1KN6Qx8S1j/ (link Facebook);
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D'ISTRUZIONE PUBBLICA 🌺🌺🌺
"Grazie ai fondi del Pnnr, le scuole italiane possono, o meglio devono fornirsi di ambienti d’apprendimento innovativi: la didattica digitale è la base della conoscenza. Poco importa se abbia ricadute negative sull’apprendimento e alcuni studi paragonino la dipendenza dal digitale alla cocaina; se gli edifici cadono a pezzi, lo stipendio degli insegnanti è il più basso d’Europa, i bambini non sanno più leggere, scrivere, comprendere un testo. La scuola pubblica è stata fatta a pezzi: se ne parla poco ma è sotto gli occhi di tutti. Un processo lungo, sistematico, avvenuto vergognosamente negli ultimi quarant’anni. D’istruzione pubblica, (il titolo un programma), documentario di Federico Greco e Mirko Melchiorre in uscita in questi giorni, accende una luce inedita, necessariamente sovversiva sul tema, costruendo un viaggio appassionato, corale, con interviste a filosofi, docenti, economisti, in quel che resta della scuola. Aziendalizzata, smantellata nell’ottica di trasformare il pubblico in privato, creare ignoranza diffusa, forza lavoro docile, funzionale al capitale, con un abbassamento culturale senza precedenti in tutt’Europa. D’istruzione pubblica si presenta domani al cinema Esedra di Torino e il 3 febbraio a Roma nell’ambito della rassegna «Solo di martedì»."
ilmanifesto.it/digitale-aziendale-privata-la-scuola-fatta-a-pezzi
"Grazie ai fondi del Pnnr, le scuole italiane possono, o meglio devono fornirsi di ambienti d’apprendimento innovativi: la didattica digitale è la base della conoscenza. Poco importa se abbia ricadute negative sull’apprendimento e alcuni studi paragonino la dipendenza dal digitale alla cocaina; se gli edifici cadono a pezzi, lo stipendio degli insegnanti è il più basso d’Europa, i bambini non sanno più leggere, scrivere, comprendere un testo. La scuola pubblica è stata fatta a pezzi: se ne parla poco ma è sotto gli occhi di tutti. Un processo lungo, sistematico, avvenuto vergognosamente negli ultimi quarant’anni. D’istruzione pubblica, (il titolo un programma), documentario di Federico Greco e Mirko Melchiorre in uscita in questi giorni, accende una luce inedita, necessariamente sovversiva sul tema, costruendo un viaggio appassionato, corale, con interviste a filosofi, docenti, economisti, in quel che resta della scuola. Aziendalizzata, smantellata nell’ottica di trasformare il pubblico in privato, creare ignoranza diffusa, forza lavoro docile, funzionale al capitale, con un abbassamento culturale senza precedenti in tutt’Europa. D’istruzione pubblica si presenta domani al cinema Esedra di Torino e il 3 febbraio a Roma nell’ambito della rassegna «Solo di martedì»."
ilmanifesto.it/digitale-aziendale-privata-la-scuola-fatta-a-pezzi
il manifesto
Digitale, aziendale, privata: la scuola fatta a pezzi
(Visioni) Grazie ai fondi del Pnnr, le scuole italiane possono, o meglio devono fornirsi di ambienti d’apprendimento innovativi: la didattica digitale è la base della conoscenza. Poco importa se abbia ricadute negative sull’apprendimento e alcuni studi paragonino…
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LA SVOLTA 🌺🌺🌺
L'undicenne costretto a farsi sei chilometri a piedi nella neve perché non aveva i soldi per il biglietto dell'autobus finisce in gloria: il ragazzino avrà un ruolo nella cerimonia di apertura dei giochi olimpici.
In realtà, costui il biglietto da 2,5 euro ce l'aveva, ma nel frattempo, "grazie" ai giochi, il biglietto sulla stessa tratta era aumentato di quattro volte, finendo per costare 10 euro.
Su questo aspetto, quasi nessuno ha fatto un plisset. Come del resto nessuno si turba per il "corridoio dei dignitari" che taglia Milano, oppure del salasso per le casse dello stato che questi giochi hanno imposto, mentre alla devastazione dei territori siamo ormai assuefatti grazie alle edizioni precedenti dei giochi e a tutte le altre "grandi opere" che troppo spesso sono solo una scusa per far girare soldi a favore delle gente "che piace alla gente che piace", Una raffica di riarmi ucraini in piccolo, insomma.
Il sistema d'altra parte ha una capacità di "sussunzione" sconfinata, divora tutto, finanche le critiche più feroci finendo per trasformarle in cibo che contribuisce alla sua crescita. Rimane solo da sperare che la famiglia del ragazzino abbia un sussulto di dignità ed eviti quanto meno di prestarsi alla recita. D'accordo il danno ma almeno si evitino le beffe.
https://www.open.online/2026/01/31/milano-cortina-bambino-bus-belluno-cerimonia-apertura-olimpiadi/
L'undicenne costretto a farsi sei chilometri a piedi nella neve perché non aveva i soldi per il biglietto dell'autobus finisce in gloria: il ragazzino avrà un ruolo nella cerimonia di apertura dei giochi olimpici.
In realtà, costui il biglietto da 2,5 euro ce l'aveva, ma nel frattempo, "grazie" ai giochi, il biglietto sulla stessa tratta era aumentato di quattro volte, finendo per costare 10 euro.
Su questo aspetto, quasi nessuno ha fatto un plisset. Come del resto nessuno si turba per il "corridoio dei dignitari" che taglia Milano, oppure del salasso per le casse dello stato che questi giochi hanno imposto, mentre alla devastazione dei territori siamo ormai assuefatti grazie alle edizioni precedenti dei giochi e a tutte le altre "grandi opere" che troppo spesso sono solo una scusa per far girare soldi a favore delle gente "che piace alla gente che piace", Una raffica di riarmi ucraini in piccolo, insomma.
Il sistema d'altra parte ha una capacità di "sussunzione" sconfinata, divora tutto, finanche le critiche più feroci finendo per trasformarle in cibo che contribuisce alla sua crescita. Rimane solo da sperare che la famiglia del ragazzino abbia un sussulto di dignità ed eviti quanto meno di prestarsi alla recita. D'accordo il danno ma almeno si evitino le beffe.
https://www.open.online/2026/01/31/milano-cortina-bambino-bus-belluno-cerimonia-apertura-olimpiadi/
Open
Lasciato a terra dall’autista, lo chiamano per le Olimpiadi. La svolta per il bimbo di 11 anni: cosa farà per Milano-Cortina
L'invito della Fondazione Milano-Cortina per il bambino lasciato a terra dall'autista e costretto a camminare per 6 km nella neve per tornare a casa. La vicenda legata alle Olimpiadi per il rincaro dei biglietti. La reazione entusiasta della famiglia
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TAKOGO KAK PUTIN 🌺🌺🌺
"I documenti su Epstein confermano da mesi che era chiaramente e innegabilmente un agente dell'intelligence israeliana, un fatto che le ultime pubblicazioni hanno fortemente rafforzato. Quindi, naturalmente, i media occidentali stanno diffondendo la storia secondo cui Epstein lavorava per Vladimir Putin.
[...]
Certamente non fa gli interessi degli oligarchi e dei dirigenti dell'impero che la gente legga i documenti su Epstein con l'idea che fosse un agente israeliano che perpetrava abusi e manipolazioni ai massimi livelli della società con la benedizione del cartello dell'intelligence occidentale. Quindi, ovviamente, si stanno affrettando a farla passare per una questione di Russia."
https://www.caitlinjohnst.one/p/the-western-press-are-trying-to-spin
"I documenti su Epstein confermano da mesi che era chiaramente e innegabilmente un agente dell'intelligence israeliana, un fatto che le ultime pubblicazioni hanno fortemente rafforzato. Quindi, naturalmente, i media occidentali stanno diffondendo la storia secondo cui Epstein lavorava per Vladimir Putin.
[...]
Certamente non fa gli interessi degli oligarchi e dei dirigenti dell'impero che la gente legga i documenti su Epstein con l'idea che fosse un agente israeliano che perpetrava abusi e manipolazioni ai massimi livelli della società con la benedizione del cartello dell'intelligence occidentale. Quindi, ovviamente, si stanno affrettando a farla passare per una questione di Russia."
https://www.caitlinjohnst.one/p/the-western-press-are-trying-to-spin
www.caitlinjohnst.one
The Western Press Are Trying To Spin Epstein As A RUSSIAN Agent
Reading by Tim Foley:
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IL VENTRE MOLLE 🌺🌺🌺
Gira sui profili di vari amici che seguo e stimo questo articolo di sacrosanta denuncia dello spottone pubblicitario a favore dell'azienda di stato produttrice di armi Leonardo, ad opera del suo amministratore delegato e direttore generale Cingolani, già professore di fisica all'Università del Salento e direttore dell'Istituto italiano di tecnologia e noto per aver dichiarato in piena pandemia che il nostro pianeta sarebbe "progettato per tre miliardi di persone". Lo spot pare sia stato introdotto da Alberto Angela, giusto per chiarire il contesto. Ora, a margine e di seguito a tutte le perplessità già espresse dai miei amici, aggiungo la mia curiosità di sapere quali dinamiche interne alle scuole finiscano per far trascorrere una mattinata ad ascoltare l'autopromozione di un'industria bellica, perdendo così l'ennesima giornata di scuola, cosa che alla fin fine non si è nemmeno certi possa davvero rallegrare i ragazzi, di questi tempi talora più lungimiranti e assennati degli adulti.
Gira sui profili di vari amici che seguo e stimo questo articolo di sacrosanta denuncia dello spottone pubblicitario a favore dell'azienda di stato produttrice di armi Leonardo, ad opera del suo amministratore delegato e direttore generale Cingolani, già professore di fisica all'Università del Salento e direttore dell'Istituto italiano di tecnologia e noto per aver dichiarato in piena pandemia che il nostro pianeta sarebbe "progettato per tre miliardi di persone". Lo spot pare sia stato introdotto da Alberto Angela, giusto per chiarire il contesto. Ora, a margine e di seguito a tutte le perplessità già espresse dai miei amici, aggiungo la mia curiosità di sapere quali dinamiche interne alle scuole finiscano per far trascorrere una mattinata ad ascoltare l'autopromozione di un'industria bellica, perdendo così l'ennesima giornata di scuola, cosa che alla fin fine non si è nemmeno certi possa davvero rallegrare i ragazzi, di questi tempi talora più lungimiranti e assennati degli adulti.
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