Marco Cosentino
13.6K subscribers
2.2K photos
212 videos
19 files
3.7K links
Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
Download Telegram
TO PROTECT AND TO SERVE 🌺🌺🌺

I primi quattro studi che oggi mi passano sul desktop:

1) Immunità naturale in quasi 400 covid guariti vs poco più di 900 negativi in un setting ospedaliero sanitario:
- tutti i soggetti sono relativamente giovani e non sovrappeso e hanno fatto covid lieve o moderato, mai grave (chissà se e come lo hanno trattato...)
- la riduzione del rischio relativo su 12 mesi con immunità naturale è del 97% vs al meglio il 90-95% dei vaccini a 2-3 mesi, in un setting in cui la circolazione tra i non immuni è del 12% in un anno (decisamente più alta rispetto agli studi autorizzativi dei vaccini, ad esempio 0,9% in due-tre mesi di Pfizer), ma quindi il pass di soli sei mesi ai guariti e 12 ai vaccinati? Qual è il senso?
- dopo vaccino nei guariti gli anticorpi risalgono immediatamente: davvero serve quella dose di vaccino? Oppure il punto è che c'è una memoria immunitaria che risponde subito e farebbe immediatamente salire le Ig a contatto con il virus ottenendo di conseguenza comunque un'efficace protezione?

2) E infatti coerentemente quest'altro studio sempre in un setting medico-sanitario non trova alcuna reinfezione nei guariti e conclude che "Individuals who have had SARS-CoV-2 infection are unlikely to benefit from COVID-19 vaccination".

3) In accordo peraltro con quest'altro studio in oltre 250 guariti in cui la memoria immunitaria pare di indefinitamente lunga durata, ma sicuramente molto superiore a un anno.

4) E infine, in caso di covid, le cure auspicabilmente tempestive e appropriate che qualunque medico può imparare ad usare e prescrivere di conseguenza ai suoi assistiti.
TO PROTECT AND TO SERVE 🌺🌺🌺
Ho volentieri sottoscritto questo ennesimo appello, con l'auspicio che possa fornire un ulteriore contributo:
https://www.change.org/NOobbligovaccinaleNOpassaportovaccinale
LA PETIZIONE: 109 PAGINE DI SCIENZA E DIRITTO. Il corposo documento è stato consegnato alle Camere dal professor Daniele Granara. I dettagli nel pezzo di Francesco Servadio: https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4626645654033275/
Ma noi già ce lo eravamo detto 🌺🌺🌺
https://www.science.org/doi/abs/10.1126/science.acx8993
LE PAROLE DI UN GRANDE CIVILISTA. L'intervista di Francesco Servadio al professor Ugo Mattei, docente all'Università di Torino e all'Università della California a San Francisco, nonché candidato sindaco a Torino: https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4632467310117776/ (link Facebook); https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/09/esclusivo-il-professor-ugo-mattei-il-periodo-della-legalita-non-ce-piu-perche-sono-saltati-gli-organi-di-garanzia/ (link sito)
"Da una parte, in fila ordinati con il loro green pass ben stretto in mano gli studenti pronti per il test di medicina. Dall’altra parte la protesta silenziosa degli studenti senza green pass: stessi doveri, tasse da pagare, esami da superare ma diritti diversi, senza vaccino o tampone ogni 48 ore non si può partecipare alla vita universitaria. Un’ingiustizia di fronte a cui anche alcuni docenti non riescono a restare in silenzio."

https://www.byoblu.com/2021/09/03/sit-in-alla-sapienza-contro-la-discriminazione-del-green-pass-e-una-scena-che-non-avremmo-mai-voluto-vedere/
CRYPTIC TRANSMISSION 🌺🌺🌺
Focolaio di contagi a partenza da un paziente completamente vaccinato con infezione da variante delta asintomatica identificata durante i test pre-dimissione di routine. Il tracciamento dei contatti ha rilevato un'infezione in altri 6 pazienti su 38 (15,8%), in una unità di personale su 168 (0,6%) e in un visitatore su 6 (16,7%). L'infezione al momento della diagnosi era asintomatica in 4 pazienti vicini vaccinati, 1 visitatore vaccinato e 1 impiegato vaccinato che si prendeva cura di 1 paziente vaccinato non diagnosticato. I pazienti erano senza mascherina, mentre il personale indossava maschere chirurgiche. La carica virale era più di 1000 volte superiore rispetto alle varianti precedenti. Per dire che i vaccini servono ma hanno limiti ben precisi e che soprattutto non garantiscono nulla rispetto ai contagi.
A FUTURA MEMORIA 🌺🌺🌺
(pubblicato su Facebook lo scorso 15 maggio)
Nel 2019, quando ancora era un problema la banale influenza, uscivano studi che mostravano come i ripetuti richiami di antiinfluenzale progressivamente inducessero risposte immunitarie meno efficaci. Lo ricordo qui, giusto come aspetto che converebbe valutassero coloro che stanno approntando ipotesi che comprendono almeno uno-due richiami covid all'anno per un tempo indeterminato, forse per sempre. Anche per queste incognite, i vaccini (quelli "per davvero" e forse in certa misura anche quelli "per finta") probabilmente hanno la loro utilità, ma "se ne esce" solo ponendo al primo posto la necessità di affrontare il covid per la malattia curabile che fortunatamente è nella massima parte dei casi, come insegna l'esperienza di chi la ha curata da subito.
LA TERZA DOSE A NATALE / E RICHIAMI TUTTO L'ANNO 🌺🌺🌺
(anche i bimbi si dovran vaccinare / mentre i guariti già lo fanno)
Malgrado il mio tono ironico, non vedo nulla su cui scherzare. Se qualcuno ancora dubitava dell'irrisoria durata delle coperture vaccinali, questa sembra la prova provata (al netto ovviamente delle comprensibili speranze di un amministratore che vede per la sua azienda prospettive di fatturato annuo a undici zeri...).

Grazie a Filippo Nesi per la segnalazione.
👍1
IL SENSO DELLE VARIANTI 🌺🌺🌺

Identificare ceppi differenti di un microrganismo ha prima di tutto un interesse clinico. Associare un determinato ceppo a un decorso più o meno aggressivo ha un’ovvia importanza. Ancor di più ne ha distinguere i ceppi in base alla sensibilità a un tipo di trattamento o all’altro. Nulla di tutto questo tuttavia fa parte né ha mai fatto parte della narrazione sul covid, che continua a esser raccontato come una malattia incurabile: ti contagi, ti ammali, muori. I ceppi (rectius: varianti) qui dunque non c’entrano nulla. Un’utilità ulteriore potrebbe riguardare l’attività di tracciamento. Non si fa tuttavia uso esteso del sequenziamento dei diversi ceppi all’infuori di specifici e circoscritti studi.

A che serve allora questa continua e straordinaria attenzione sul tema delle varianti, con tanto di nomenclatura e sotto-nomenclatura? Alcune ipotesi:

(i) giustificano la rapida riduzione della protezione vaccinale nel tempo, consentendo di non presentarla come un limite intrinseco dell’immunogenicità vaccinale bensì come una capacità del virus di sfuggire ai vaccini;

(ii) vengono utilizzate come argomento contro i non vaccinati, accusati di esser la causa della loro comparsa, quando costoro – proprio in quanto non immunizzati contro il virus – sono gli unici a non avere proprio nulla a che fare con la selezione delle varianti;

(iii) a breve, daranno la possibilità alle aziende che producono vaccini, in particolar modo a RNA, di proporre “aggiornamenti” dei prodotti con nuove sequenze geniche, secondo un principio analogo a quello degli antivirus per computer: installa un nuovo aggiornamento ad ogni comparsa di un’ulteriore versione del virus, fino a che l’operazione diverrà quotidiana e automatica (esagero scrivendo “quotidiana”? E’ stato appena proposto un richiamo ogni quattro mesi, quando fino a pochi mesi fa la narrazione era: “ci vacciniamo e finisce tutto”, davvero è così “lunare” l’idea di richiami ancor più frequenti e aggiornati con un calendario dettato dalla comparsa delle varianti?).

I primi due punti fanno già parte da tempo della comunicazione quotidiana, l’ultimo sta prendendo progressivamente consistenza grazie dapprima alla terza dose, che in Israele già è diventata quarta e ora il CEO Pfizer prospetta tre richiami all’anno. Un po’ visionario ma nemmeno tanto, vista la progressione delle ultime settimane.

Nel frattempo, per parte mia mi limito a osservare che a oggi ci sono almeno due aspetti per cui davvero le varianti paiono avere poco se non nessun rilievo:

(1) le cure tempestive;

(2) l’immunità naturale.

Non si ha notizia per il momento di varianti resistenti alle une o all’altra. Non è poco e converrebbe ripartire da qui.
👍1
IL SENSO DELLE VARIANTI 🌺🌺🌺
PROTEGGERE LA GRAVIDANZA 🌺🌺🌺

I bugiardini di tutti i prodotti vaccinali in uso oggi qui da noi recitano con chiarezza inequivocabile che “l’esperienza relativa all’uso … in donne in gravidanza è limitata. … La somministrazione … durante la gravidanza deve essere presa in considerazione solo se i potenziali benefici superano gli eventuali potenziali rischi per la madre e il feto.”

Ora, “la domanda sorge spontanea” direbbe Antonio Lubrano: se l’esperienza è limitata, come si può stabilire se i benefici superano i rischi? Mistero! Trovo invidiabile la sicurezza di chi pensa di di risolvere la questione, in assenza di dati, definendo le donne in gravidanza “soggetti fragili” e come tali arruolandole tra coloro che vanno prioritariamente vaccinati. Mia sensazione è invece che, come sono stati necessari studi almeno proforma nei minori per estendere l’autorizzazione, lo stesso dovrebbe accadere per la gravidanza, e nel frattempo la condizione dovrebbe essere considerata al di fuori di quelle in cui i vaccini covid vengono impiegati di routine. Ma mi rendo conto che questi miei scrupoli sono probabilmente più che altro il segno che mi sono formato alla metodologia della sperimentazione clinica in epoche passate, secondo principi e valori oggi fuori moda.

Così provo ad affrontare la questione da un punto di vista completamente differente, e in spirito di servizio nei confronti di governo e istituzioni propongo di tutelare prioritariamente la gravidanza potenziando il D.Lgs. n. 151/2001 - “Testo unico a tutela della maternità e paternità”, che prevede il congedo di maternità di norma nei 2 mesi precedenti la data presunta del parto e nei 3 mesi successivi al parto.

Ora, basterebbe a mio modo di vedere estendere queste tutele, fino a che la crisi covid non sarà risolta, garantendo alla donna il congedo dal momento dell’inizio della gravidanza (o, anche, il lavoro da casa). A oggi, la misura di protezione più efficace contro il contagio è proprio il distanziamento: davvero vogliamo costringere la donna in gravidanza a esporsi sul posto di lavoro, sui mezzi pubblici e così via, fino al settimo mese? Davvero pensiamo basti un vaccino imperfetto che per di più nemmeno dura sei mesi (oltre a un numero crescente di evidenze dal mondo reale, lo suggerisce il CEO Pfizer, che vuole tre richiami all’anno)?

Mi auguro che tra le persone in ascolto qualcuno possa far arrivare la proposta a chi sa e può trasformarla in misura di legge. Poi se una donna vuole anche considerare il vaccino faccia pure: è un’opportunità in più. Ma nel frattempo, si sarà fatto qualcosa di concreto per garantire la migliore protezione oggi disponibile.
👍4
PROTEGGERE LA GRAVIDANZA 🌺🌺🌺
LO SCENARIO PEGGIORE 🌺🌺🌺
(e cosa fare di conseguenza)
"Secondo me, un ragionevole "worst-case" scenario potrebbe vedere la protezione al di sotto del 50% per gli anziani e gli operatori sanitari entro l'inverno", ha affermato Tim Spector, scienziato capo dello Zoe Covid study app, che ha proseguito: “Se ci sono alti livelli di infezione nel Regno Unito, guidati da restrizioni sociali allentate e da una variante altamente trasmissibile, questo scenario potrebbe significare un aumento dei ricoveri e dei decessi."
Poi, purtroppo, in accordo con il noto bias di conferma, non ha trovato nulla di meglio che concludere: "Abbiamo urgente bisogno di fare piani per i booster di vaccino e decidere se una strategia per vaccinare i bambini è sensata", quando invece avrebbe potuto cogliere lo spunto per iniziare a dubitare che con i soli vaccini se ne esca, cosa che non è, orientandosi invece verso l'esigenza di curare il Covid tempestivamente ed efficacemente, secondo le migliori esperienze già ora disponibili.
A tra poco.
Forwarded from Marco Cosentino
Volentieri condivido, ringraziando Giandomenico Giannetto per l'invito: https://www.facebook.com/events/279642786893488/