PESARO DICE NO AL BIOLABORATORIO 🌺🌺🌺
La diretta di oggi su Byoblu, con interviste a Alberto Contri, Marco Pizzuti, Martina Pastorelli e Marco Cosentino.
Martina Pastorelli e Marco Cosentino da 1:22:30 in poi.
La diretta di oggi su Byoblu, con interviste a Alberto Contri, Marco Pizzuti, Martina Pastorelli e Marco Cosentino.
Martina Pastorelli e Marco Cosentino da 1:22:30 in poi.
ByoBlu
PESARO DICE NO AL BIOLABORATORIO. BYOBLU HA SEGUITO IN DIRETTA LA GRANDE MANIFESTAZIONE DEL PRIMO MAGGIO
Pesaro dice no al BIOLABORATORIO. BYOBLU ha seguito in diretta la grande manifestazione del Primo Maggio, con il contributo di ospiti esperti.
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LA SEGNALAZIONE SPONTANEA DI SOSPETTE REAZIONI AVVERSE AI FARMACI E COME FUNZIONA 🌺🌺🌺
(1 ottobre 2021)
Prendiamo un farmaco che dia un effetto grave ogni 10.000 persone che lo assumono. I medici di base hanno in media 1000, massimo 1.500 assistiti. 10.000 persone dunque sono assistite da un numero variabile tra 6-7 e fino a 10 medici. Diciamo 8. La persona che subisce questo effetto deve però andare a raccontarlo al suo medico, e questo non sempre avviene. Con che probabilità accade? Dipende in primo luogo dalla possibilità di pensare al farmaco come possibile causa. Cosa non semplice e nemmeno immediata, specie se quel farmaco è presentato come efficace e sicuro e se tutte le altre persone che conosciamo lo hanno assunto senza problemi. Cosa che, con una frequenza di 1 su 10.000, è abbastanza probabile: quante persone conosce ognuno di noi?
Ammettiamo che questo accada in un caso su 10. E' una stima ottimistica, ma ammettiamolo. Abbiamo bisogno di 10 casi perchè uno venga raccontato a un medico. Il quale medico potrebbe diligentemente prenderne nota e segnalarlo ad AIFA, come la legge richiede. Oppure potrebbe avere qualche dubbio - come di regola accade: nella mia esperienza, l'incertezza sul nesso causale è il principale fattore che scoraggia la segnalazione - e di conseguenza parlarne con i colleghi. E così avrebbe almeno 79 colleghi su 80 che cadrebbero dalle nubi e gli risponderebbero che loro non hanno mai visto nulla del genere (8 medici per 10.000 persone, 100.000 persone perchè un caso sia raccontato a un medico, 80 medici che si occupano di quelle 100.000 persone, 79 che comprensibilmente non hanno mai sentito parlare di un tal problema).
Bene, già a questo punto rischiamo seriamente che l'informazione si sia definitivamente persa. Ma ipotizziamo per un momento che almeno un medico ogni 10 decida comunque di segnalare, malgrado non trovi conforto in decine di colleghi. Un medico ogni 80 riceve l'informazione, uno ogni 10 segnala, ci vogliono quindi per una segnalazione almeno 800 medici, che a loro volta si occupano di un milione di assistiti, 100 dei quali, avendo tutti ricevuto quel farmaco, hanno avuto il problema grave. Ma 99 di quei problemi gravi si sono persi per strada, 90 perchè il paziente ha escluso il farmaco e altri 9 perchè lo ha escluso il medico.
Ma almeno una informazione arriva ad AIFA. Che la valuta. E se la valuta come capita per ogni medicinale, se la reazione è molto grave magari dirama un avvertimento subito, oppure dopo i primi 3-4 casi analoghi. E considera l'aggiunta di avvertenze e controindicazioni nel foglietto illustrativo. Ci sono farmaci che con pochi casi di reazioni molto gravi sono stati rapidamente ritirati.
Questo per qualsiasi farmaco. Se invece si tratta di un vaccino, entrano in gioco i criteri WHO AEFI, il cui punto di partenza consiste nel ricercare altre cause escludendo il vaccino se queste esistono. Ad esempio, un decesso per cause cardiache in un cardiopatico porterà - con la generalità dei farmaci - quanto meno a considerare la controindicazione in presenza di malattie cardiache. Con un vaccino invece consentirà di escludere quest'ultimo come causa.
Ma ammettiamo che chi esamina la segnalazione continui a scorrere la checklist ufficiale WHO-AEFI per la verifica della correlazione. I tre punti successivi riguardano:
- l'esistenza di casi simili in letteratura (ma se il prodotto è nuovo e i casi sono i primi, non è semplice);
- la plausibilità biologica, ovvero l'esistenza di un meccanismo cellulare/molecolare plausibile (che è il motivo per cui se il problema non è immediatamente riconducibile al processo di immunizzazione, lo si accantona);
- e l'esistenza di test (?) che dimostrino il ruolo del vaccino (quali? mi chiedo sempre che cosa si cerchi con le autopsie quando queste vengono eseguite...).
(continua nel post successivo)
(1 ottobre 2021)
Prendiamo un farmaco che dia un effetto grave ogni 10.000 persone che lo assumono. I medici di base hanno in media 1000, massimo 1.500 assistiti. 10.000 persone dunque sono assistite da un numero variabile tra 6-7 e fino a 10 medici. Diciamo 8. La persona che subisce questo effetto deve però andare a raccontarlo al suo medico, e questo non sempre avviene. Con che probabilità accade? Dipende in primo luogo dalla possibilità di pensare al farmaco come possibile causa. Cosa non semplice e nemmeno immediata, specie se quel farmaco è presentato come efficace e sicuro e se tutte le altre persone che conosciamo lo hanno assunto senza problemi. Cosa che, con una frequenza di 1 su 10.000, è abbastanza probabile: quante persone conosce ognuno di noi?
Ammettiamo che questo accada in un caso su 10. E' una stima ottimistica, ma ammettiamolo. Abbiamo bisogno di 10 casi perchè uno venga raccontato a un medico. Il quale medico potrebbe diligentemente prenderne nota e segnalarlo ad AIFA, come la legge richiede. Oppure potrebbe avere qualche dubbio - come di regola accade: nella mia esperienza, l'incertezza sul nesso causale è il principale fattore che scoraggia la segnalazione - e di conseguenza parlarne con i colleghi. E così avrebbe almeno 79 colleghi su 80 che cadrebbero dalle nubi e gli risponderebbero che loro non hanno mai visto nulla del genere (8 medici per 10.000 persone, 100.000 persone perchè un caso sia raccontato a un medico, 80 medici che si occupano di quelle 100.000 persone, 79 che comprensibilmente non hanno mai sentito parlare di un tal problema).
Bene, già a questo punto rischiamo seriamente che l'informazione si sia definitivamente persa. Ma ipotizziamo per un momento che almeno un medico ogni 10 decida comunque di segnalare, malgrado non trovi conforto in decine di colleghi. Un medico ogni 80 riceve l'informazione, uno ogni 10 segnala, ci vogliono quindi per una segnalazione almeno 800 medici, che a loro volta si occupano di un milione di assistiti, 100 dei quali, avendo tutti ricevuto quel farmaco, hanno avuto il problema grave. Ma 99 di quei problemi gravi si sono persi per strada, 90 perchè il paziente ha escluso il farmaco e altri 9 perchè lo ha escluso il medico.
Ma almeno una informazione arriva ad AIFA. Che la valuta. E se la valuta come capita per ogni medicinale, se la reazione è molto grave magari dirama un avvertimento subito, oppure dopo i primi 3-4 casi analoghi. E considera l'aggiunta di avvertenze e controindicazioni nel foglietto illustrativo. Ci sono farmaci che con pochi casi di reazioni molto gravi sono stati rapidamente ritirati.
Questo per qualsiasi farmaco. Se invece si tratta di un vaccino, entrano in gioco i criteri WHO AEFI, il cui punto di partenza consiste nel ricercare altre cause escludendo il vaccino se queste esistono. Ad esempio, un decesso per cause cardiache in un cardiopatico porterà - con la generalità dei farmaci - quanto meno a considerare la controindicazione in presenza di malattie cardiache. Con un vaccino invece consentirà di escludere quest'ultimo come causa.
Ma ammettiamo che chi esamina la segnalazione continui a scorrere la checklist ufficiale WHO-AEFI per la verifica della correlazione. I tre punti successivi riguardano:
- l'esistenza di casi simili in letteratura (ma se il prodotto è nuovo e i casi sono i primi, non è semplice);
- la plausibilità biologica, ovvero l'esistenza di un meccanismo cellulare/molecolare plausibile (che è il motivo per cui se il problema non è immediatamente riconducibile al processo di immunizzazione, lo si accantona);
- e l'esistenza di test (?) che dimostrino il ruolo del vaccino (quali? mi chiedo sempre che cosa si cerchi con le autopsie quando queste vengono eseguite...).
(continua nel post successivo)
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(segue dal post precedente)
E se dopo tutto questo rimanesse ancora un dubbio, si ricorrerebbe all'epidemiologia, chiedendosi se la frequenza con cui il problema si manifesta è superiore rispetto alla frequenza nota del problema in sè nella popolazione generale. Ora, qui abbiamo alcuni problemi logici: un problema medico ha sempre qualche causa, e fare riferimento alla sua frequenza nella popolazione generale sembra dar per scontato che fatalisticamente qualcosa debba per forza accadere. Ma ammettiamo pure che vada bene così: ci ricordiamo che siamo partiti da una segnalazione sopravvissuta su 100 (ad andar bene)? E che se parliamo di questi vaccini continuamente promozionati come efficaci e sicuri è verosimile che sia anche di meno? E gli eventi non segnalati dove finiscono? Forse anche nella frequenzza attesa?
Perchè fino all'altr'anno il tema della farmacovigilanza tramite segnalazione spontanea era: "i medici devono segnalare". Oggi invece è diventato: "i prodotti sono efficaci e sicuri". Chi mette oggi e in questo clima il proprio nome e la propria firma sotto un "semplice" sospetto? Tanto più se controcorrente rispetto alla narrazione ufficiale? Ovvio che c'è quanto meno un potenziale problema.
Ma tutto questo lungo discorso soprattutto per dire che mi disorienta leggere in questi giorni che "i dati di farmacovigilanza dimostrano che i vaccini sono sicuri". Mi sono occupato di farmacovigilanza per anni, quando ancora nemmeno si sapeva in Italia cosa fosse, e ho pochi dubbi sul fatto che la segnalazione spontanea possa al massimo generare allarmi ma certo non portare ad alcuna conclusione. Per tutti i motivi anzidetti che per i vaccini si elevano alla seconda. E forse anche alla terza.
Mi conforterebbe molto di più la pubblica comunicazione se venisse fatto un discorso onesto e chiaro e se si ammettessero tutti i dubbi e le incertezze che ancora esistono, mostrando il necessario impegno a raccogliere dati utili a fugarli. Al contrario, sentirsi continuamente ripetere: "fidati, funziona!" a lungo andare temo non possa far altro che ottenere l'effetto contrario...
E se dopo tutto questo rimanesse ancora un dubbio, si ricorrerebbe all'epidemiologia, chiedendosi se la frequenza con cui il problema si manifesta è superiore rispetto alla frequenza nota del problema in sè nella popolazione generale. Ora, qui abbiamo alcuni problemi logici: un problema medico ha sempre qualche causa, e fare riferimento alla sua frequenza nella popolazione generale sembra dar per scontato che fatalisticamente qualcosa debba per forza accadere. Ma ammettiamo pure che vada bene così: ci ricordiamo che siamo partiti da una segnalazione sopravvissuta su 100 (ad andar bene)? E che se parliamo di questi vaccini continuamente promozionati come efficaci e sicuri è verosimile che sia anche di meno? E gli eventi non segnalati dove finiscono? Forse anche nella frequenzza attesa?
Perchè fino all'altr'anno il tema della farmacovigilanza tramite segnalazione spontanea era: "i medici devono segnalare". Oggi invece è diventato: "i prodotti sono efficaci e sicuri". Chi mette oggi e in questo clima il proprio nome e la propria firma sotto un "semplice" sospetto? Tanto più se controcorrente rispetto alla narrazione ufficiale? Ovvio che c'è quanto meno un potenziale problema.
Ma tutto questo lungo discorso soprattutto per dire che mi disorienta leggere in questi giorni che "i dati di farmacovigilanza dimostrano che i vaccini sono sicuri". Mi sono occupato di farmacovigilanza per anni, quando ancora nemmeno si sapeva in Italia cosa fosse, e ho pochi dubbi sul fatto che la segnalazione spontanea possa al massimo generare allarmi ma certo non portare ad alcuna conclusione. Per tutti i motivi anzidetti che per i vaccini si elevano alla seconda. E forse anche alla terza.
Mi conforterebbe molto di più la pubblica comunicazione se venisse fatto un discorso onesto e chiaro e se si ammettessero tutti i dubbi e le incertezze che ancora esistono, mostrando il necessario impegno a raccogliere dati utili a fugarli. Al contrario, sentirsi continuamente ripetere: "fidati, funziona!" a lungo andare temo non possa far altro che ottenere l'effetto contrario...
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Marco Cosentino
LA SEGNALAZIONE SPONTANEA DI SOSPETTE REAZIONI AVVERSE AI FARMACI E COME FUNZIONA 🌺🌺🌺
(1 ottobre 2021)
Prendiamo un farmaco che dia un effetto grave ogni 10.000 persone che lo assumono. I medici di base hanno in media 1000, massimo 1.500 assistiti. 10.000…
(1 ottobre 2021)
Prendiamo un farmaco che dia un effetto grave ogni 10.000 persone che lo assumono. I medici di base hanno in media 1000, massimo 1.500 assistiti. 10.000…
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FINE DEI GIOCHI 🌺🌺🌺
(17 aprile 2021)
Non è mai elegante rimarcare che "l'avevamo detto", ma arriva nei giorni scorsi la conferma precisamente di quanto si paventava fin da marzo (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3807101126003959).
L'articolo del Simplicissimus che spiega bene quanto accaduto: https://ilsimplicissimus2.com/2021/07/05/stop-a-studi-su-efficacia-vaccini-152734/
La notizia sul BMJ: https://www.bmj.com/content/373/bmj.n1244
Ora, coerentemente, dovrebbe diventare impossibile per questi prodotti ottenere la definitiva approvazione all'uso (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3943671575680246). Oppure più verosimilmente saranno autorizzati con evidenze parzialissime, quelle del novembre scorso che tuttora rimangono le uniche, e proseguiremo ad accapigliarci sulle riviste scientifiche così come sui social, su dati epidemiologici necessariamente e inevitabilmente "sporchi" e interpretabili in molteplici direzioni.
Fine dei giochi, appunto.
(17 aprile 2021)
Non è mai elegante rimarcare che "l'avevamo detto", ma arriva nei giorni scorsi la conferma precisamente di quanto si paventava fin da marzo (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3807101126003959).
L'articolo del Simplicissimus che spiega bene quanto accaduto: https://ilsimplicissimus2.com/2021/07/05/stop-a-studi-su-efficacia-vaccini-152734/
La notizia sul BMJ: https://www.bmj.com/content/373/bmj.n1244
Ora, coerentemente, dovrebbe diventare impossibile per questi prodotti ottenere la definitiva approvazione all'uso (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3943671575680246). Oppure più verosimilmente saranno autorizzati con evidenze parzialissime, quelle del novembre scorso che tuttora rimangono le uniche, e proseguiremo ad accapigliarci sulle riviste scientifiche così come sui social, su dati epidemiologici necessariamente e inevitabilmente "sporchi" e interpretabili in molteplici direzioni.
Fine dei giochi, appunto.
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LA SICUREZZA DEI VACCINI 🌺🌺🌺
Interessante studio di un gruppo collaborativo internazionale che analizza criticamente le attuali linee guida sulla valutazione pre- e post-commercializzazione dei vaccini (tutti i vaccini) finendo per formulare i suggerimenti di puro buon senso riportati in tabella. Tra le varie proposte:
* rilevare TUTTI i sintomi su intervalli di tempo adeguati (almeno 12 mesi);
* rilevare TUTTE le malattie infettive e la mortalità TOTALE;
* proseguire la fase controllata in cieco degli studi autorizzativi per almeno 12 mesi (chi ci ricorda?);
* svolgere studi randomizzati e controllati anche DOPO la commercializzazione;
* utilizzare approcci di farmacovigilanza attiva.
Puro buon senso, per chi ha a cuore la sicurezza delle persone e non solo quella dei vaccini.
Interessante studio di un gruppo collaborativo internazionale che analizza criticamente le attuali linee guida sulla valutazione pre- e post-commercializzazione dei vaccini (tutti i vaccini) finendo per formulare i suggerimenti di puro buon senso riportati in tabella. Tra le varie proposte:
* rilevare TUTTI i sintomi su intervalli di tempo adeguati (almeno 12 mesi);
* rilevare TUTTE le malattie infettive e la mortalità TOTALE;
* proseguire la fase controllata in cieco degli studi autorizzativi per almeno 12 mesi (chi ci ricorda?);
* svolgere studi randomizzati e controllati anche DOPO la commercializzazione;
* utilizzare approcci di farmacovigilanza attiva.
Puro buon senso, per chi ha a cuore la sicurezza delle persone e non solo quella dei vaccini.
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"SOPIRE, TRONCARE, PADRE MOLTO REVERENDO..." 🌺🌺🌺
I medici segnalano poco e nulla, l'algoritmo WHO AEFI nega i nessi. E comunque c'è AIFA...
I medici segnalano poco e nulla, l'algoritmo WHO AEFI nega i nessi. E comunque c'è AIFA...
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Giubbe Rosse
I documenti segreti sui vaccini.
Servizio di Marianna Cané a Fuori dal coro.
🟥 Segui Giubbe Rosse
Telegram | Portale web | Ultim'ora | Twitter | Instagram
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1,8 MILIARDI DI DOSI PER 35 MILIARDI DI EURO 🌺🌺🌺
Tradotto dal canale Telegram di Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli esteri della Federazione Russa.
Tradotto dal canale Telegram di Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli esteri della Federazione Russa.
Telegram
Vi racconto la Russia
1,8 miliardi di dosi e circa 35 miliardi di euro.
Il bilancio municipale di Bruxelles è 40-45 volte inferiore alla somma di cui sopra . Allo stesso tempo, Bruxelles non è solo la capitale del Belgio, ma anche la capitale dell'Unione Europea.
Ursula von…
Il bilancio municipale di Bruxelles è 40-45 volte inferiore alla somma di cui sopra . Allo stesso tempo, Bruxelles non è solo la capitale del Belgio, ma anche la capitale dell'Unione Europea.
Ursula von…
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LA CMSI SUL NUOVO PIANO VACCINI NAZIONALE 🌺🌺🌺
Ieri 3 maggio a Milano.
prima parte https://odysee.com/@CMSi:9/3-maggio-2023---CMSi-seminario-scientifico---prima-parte:d
seconda parte https://odysee.com/@CMSi:9/3-maggio-2023---CMSi-seminario-scientifico---seconda-parte:2
Ieri 3 maggio a Milano.
prima parte https://odysee.com/@CMSi:9/3-maggio-2023---CMSi-seminario-scientifico---prima-parte:d
seconda parte https://odysee.com/@CMSi:9/3-maggio-2023---CMSi-seminario-scientifico---seconda-parte:2
Odysee
3 maggio 2023 - CMSi seminario scientifico - prima parte
Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 23-25: scienza e discernimento, per non ripetere errori passati
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DISINFORMAZIONE IN AMBITO MEDICO! 🌺🌺🌺
Nel caso qualcuno si chiedesse perché i video di ieri non anche su YouTube 😉
Nel caso qualcuno si chiedesse perché i video di ieri non anche su YouTube 😉
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Il 2 maggio segna nove anni dai tragici eventi di Odessa, culminati nell'agghiacciante massacro nella Camera dei sindacati .
Quel giorno i nazionalisti radicali ucraini hanno incendiato intenzionalmente l'edificio dove si era rifugiato un gruppo di opposizione contro le nuove autorità. Di conseguenza, 48 persone sono state bruciate vive, avvelenate dal monossido di carbonio o morte dopo essere cadute dalle finestre dei piani superiori.
Il mondo ha seguito gli sviluppi praticamente in tempo reale, con i terribili filmati di cadaveri carbonizzati che circolano online .
In pratica il regime di Kiev ha ripetuto ciò che gli squadroni della morte di Bandera fecero a Khatyn in Bielorussia, 80 anni fa .
È scandaloso che l'incidente non sia mai stato indagato a fondo. Per motivi di apparenza, le autorità di Kiev hanno trovato un capro espiatorio: l'ex capo della polizia di pubblica sicurezza Dmitry Fuchedzhi. Nessun altro autore del reato è stato punito .
Maria Zakharova (briefing del 27 aprile 2023): “Molti di coloro che sono stati ripresi dalle telecamere e che potrebbero essere identificati come partecipanti all'uccisione di persone non solo sono rimasti liberi, ma sono diventati personaggi pubblici in Ucraina, anche in posizioni statali 'fiore all'occhiello della democrazia' nella regione. Solo persone di questo tipo potrebbero salire la scala sociale in questa atmosfera di illegalità, brutalità della polizia, autoritarismo e gravi violazioni dei diritti umani ”.
Tramite Laura Ruggeri.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Quel giorno i nazionalisti radicali ucraini hanno incendiato intenzionalmente l'edificio dove si era rifugiato un gruppo di opposizione contro le nuove autorità. Di conseguenza, 48 persone sono state bruciate vive, avvelenate dal monossido di carbonio o morte dopo essere cadute dalle finestre dei piani superiori.
Il mondo ha seguito gli sviluppi praticamente in tempo reale, con i terribili filmati di cadaveri carbonizzati che circolano online .
In pratica il regime di Kiev ha ripetuto ciò che gli squadroni della morte di Bandera fecero a Khatyn in Bielorussia, 80 anni fa .
È scandaloso che l'incidente non sia mai stato indagato a fondo. Per motivi di apparenza, le autorità di Kiev hanno trovato un capro espiatorio: l'ex capo della polizia di pubblica sicurezza Dmitry Fuchedzhi. Nessun altro autore del reato è stato punito .
Maria Zakharova (briefing del 27 aprile 2023): “Molti di coloro che sono stati ripresi dalle telecamere e che potrebbero essere identificati come partecipanti all'uccisione di persone non solo sono rimasti liberi, ma sono diventati personaggi pubblici in Ucraina, anche in posizioni statali 'fiore all'occhiello della democrazia' nella regione. Solo persone di questo tipo potrebbero salire la scala sociale in questa atmosfera di illegalità, brutalità della polizia, autoritarismo e gravi violazioni dei diritti umani ”.
Tramite Laura Ruggeri.
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Forwarded from la fionda📕
Media is too big
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NOVE ANNI DOPO LA STRAGE DI ODESSA
Wikipedia, la Repubblica, RaiNews24: tutti i media hanno riscritto la storia della strage della Casa dei Sindacati di Odessa del 2 maggio 2014, riducendola a generico "rogo" e nascondendo le responsabilità dell'eccidio e l'importanza del fatto per comprendere meglio la crisi ucraina e le sue possibili soluzioni. Ripassiamo la tragedia di quel maledetto giorno con un estratto da "Ukraine on Fire", documentario prodotto da un regista di eccezione quale Oliver Stone.
👉 Ricorda la storia, rigetta la propaganda, entra nel canale telegram de @lafionda
Wikipedia, la Repubblica, RaiNews24: tutti i media hanno riscritto la storia della strage della Casa dei Sindacati di Odessa del 2 maggio 2014, riducendola a generico "rogo" e nascondendo le responsabilità dell'eccidio e l'importanza del fatto per comprendere meglio la crisi ucraina e le sue possibili soluzioni. Ripassiamo la tragedia di quel maledetto giorno con un estratto da "Ukraine on Fire", documentario prodotto da un regista di eccezione quale Oliver Stone.
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L'INTELLIGENZA 🌺🌺🌺
Telegram
Giorgio Bianchi Photojournalist
Amnesty International ha utilizzato immagini generate dall'intelligenza artificiale per illustrare un rapporto sulla violenza della polizia in Colombia.
La donna trascinata via dai poliziotti non esiste e nemmeno gli agenti raffigurati. La bandiera colombiana…
La donna trascinata via dai poliziotti non esiste e nemmeno gli agenti raffigurati. La bandiera colombiana…
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REPETITA 🌺🌺🌺
I vaccini COVID-19 a RNA e a DNA sono medicinali contenenti acidi nucleici. Come tali in linea di principio parrebbero rientrare nella categoria dei prodotti per terapia genica, da cui EMA invece li esclude. Si tratta di una scelta condivisibile ove si consideri la definizione del prodotti per terapia genica, secondo cui ognuno di essi: "contiene un principio attivo che consiste di o è costituito da un acido nucleico ricombinante utilizzato o somministrato a esseri umani allo scopo di regolare, riparare, sostituire, aggiungere o eliminare una sequenza genetica". EMA da questa categoria esclude esplicitamente i vaccini a RNA e anche a DNA, e la scelta è condivisibile poiché si tratta di prodotti che non sono fatti per "regolare, riparare, sostituire, aggiungere o eliminare una sequenza genetica", bensì per far produrre transitoriamente certe proteine senza modificare il materiale genetico umano. E fin qui tutto bene. Poi però EMA commette alcuni errori:
* considera i vaccini a RNA e a DNA come qualsiasi comune vaccino contenente antigeni inerti, disconoscendo che l'RNA e il DNA hanno effetti complessi, di per se stessi e tramite le proteine di cui inducono la produzione;
* li sottopone di conseguenza unicamente ai test previsti per i vaccini, che comprendono la capacità di essere immunogeni e poco altro;
* evita quindi in tal modo di:
- verificare gli effetti di DNA e RNA e delle proteine che ne risultano sui principali organi, apparati e funzioni;
- valutarne la genotossicità, la mutagenicità e la capacità di integrarsi nel genoma umano;
- definirne l'assorbimento, la distribuzione e l'eliminazione;
- sottoporre a test strumentali e laboratoristici i volontari su cui i prodotti vengono sperimentati, alla ricerca di alterazioni subcliniche di organi, apparati e funzioni;
- sottoporli a farmacovigilanza con i criteri e le procedure che si applicano ai farmaci "chimici", molto meno artificiosamente restrittivi di quelli che si applicano ai vaccini, finendo dunque per scartare a priori la massima parte delle segnalazioni di sospetti effetti avversi senza nemmeno considerare il possibile nesso.
Per non dire della scelta esplicita di non condurre farmacovigilanza attiva, assurda e insostenibile. Questo e molto altro è documentato e discusso in questa nostra pubblicazione dello scorso settembre, sempre attuale ma della quale è in preparazione una seconda parte.
In sintesi, i vaccini COVID-19 a RNA e a DNA sono basati su tecnologie sviluppate per le terapie geniche ma non sono terapie geniche. Sono vaccini in quanto tra l'altro stimolano il sistema immunitario ma il loro meccanismo si basa su un acido nucleico, che già di suo ha molteplici effetti, che dà origine a una proteina virale che a sua volta ha altrettanti se non ancor più effetti, molti dei quali potenzialmente dannosi. Per queste ragioni, nel pieno rispetto delle norme vigenti, questi prodotti vanno sperimentati in laboratorio e in clinica come qualsiasi altri farmaco di natura "chimica" ("chemical drug"), ovvero studiandone tutti quegli aspetti sopra elencati che fin qui sono stati rimossi o del tutto ignorati. Solo a queste condizioni disporremo delle informazioni necessarie e a discutere consapevolmente rischi e benefici di questi prodotti.
I vaccini COVID-19 a RNA e a DNA sono medicinali contenenti acidi nucleici. Come tali in linea di principio parrebbero rientrare nella categoria dei prodotti per terapia genica, da cui EMA invece li esclude. Si tratta di una scelta condivisibile ove si consideri la definizione del prodotti per terapia genica, secondo cui ognuno di essi: "contiene un principio attivo che consiste di o è costituito da un acido nucleico ricombinante utilizzato o somministrato a esseri umani allo scopo di regolare, riparare, sostituire, aggiungere o eliminare una sequenza genetica". EMA da questa categoria esclude esplicitamente i vaccini a RNA e anche a DNA, e la scelta è condivisibile poiché si tratta di prodotti che non sono fatti per "regolare, riparare, sostituire, aggiungere o eliminare una sequenza genetica", bensì per far produrre transitoriamente certe proteine senza modificare il materiale genetico umano. E fin qui tutto bene. Poi però EMA commette alcuni errori:
* considera i vaccini a RNA e a DNA come qualsiasi comune vaccino contenente antigeni inerti, disconoscendo che l'RNA e il DNA hanno effetti complessi, di per se stessi e tramite le proteine di cui inducono la produzione;
* li sottopone di conseguenza unicamente ai test previsti per i vaccini, che comprendono la capacità di essere immunogeni e poco altro;
* evita quindi in tal modo di:
- verificare gli effetti di DNA e RNA e delle proteine che ne risultano sui principali organi, apparati e funzioni;
- valutarne la genotossicità, la mutagenicità e la capacità di integrarsi nel genoma umano;
- definirne l'assorbimento, la distribuzione e l'eliminazione;
- sottoporre a test strumentali e laboratoristici i volontari su cui i prodotti vengono sperimentati, alla ricerca di alterazioni subcliniche di organi, apparati e funzioni;
- sottoporli a farmacovigilanza con i criteri e le procedure che si applicano ai farmaci "chimici", molto meno artificiosamente restrittivi di quelli che si applicano ai vaccini, finendo dunque per scartare a priori la massima parte delle segnalazioni di sospetti effetti avversi senza nemmeno considerare il possibile nesso.
Per non dire della scelta esplicita di non condurre farmacovigilanza attiva, assurda e insostenibile. Questo e molto altro è documentato e discusso in questa nostra pubblicazione dello scorso settembre, sempre attuale ma della quale è in preparazione una seconda parte.
In sintesi, i vaccini COVID-19 a RNA e a DNA sono basati su tecnologie sviluppate per le terapie geniche ma non sono terapie geniche. Sono vaccini in quanto tra l'altro stimolano il sistema immunitario ma il loro meccanismo si basa su un acido nucleico, che già di suo ha molteplici effetti, che dà origine a una proteina virale che a sua volta ha altrettanti se non ancor più effetti, molti dei quali potenzialmente dannosi. Per queste ragioni, nel pieno rispetto delle norme vigenti, questi prodotti vanno sperimentati in laboratorio e in clinica come qualsiasi altri farmaco di natura "chimica" ("chemical drug"), ovvero studiandone tutti quegli aspetti sopra elencati che fin qui sono stati rimossi o del tutto ignorati. Solo a queste condizioni disporremo delle informazioni necessarie e a discutere consapevolmente rischi e benefici di questi prodotti.
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Forwarded from Franco Fracassi Giornalista Indipendente
Li abbiamo spaventati!
Forse è la prima volta che il dissenso vince una battaglia in tre anni. Se spostano il luogo devono ricominciare tutto da capo. Magari in un Comune più piccolo, più abbordabile. Se fosse così, la manifestazione avrebbe avuto un successo clamoroso.
Adesso sarà più facile lottare anche contro tutti gli altri biolaboratori realizzati e previsti in tutto il resto d'Italia. Si può fare!
Abbiamo segnato uno straordinario gol. La partita da giocare è ancora lunga, molto lunga e piena di insidie anche perché sappiamo che giocano sporco e pagano l'arbitro. Magari finirà con una nostra sonora sconfitta per 20 a 1. Ma intanto siamo in vantaggio per 1 a 0. Chi di voi l'avrebbe mai immaginato dopo la manifestazione del primo maggio?
⛔️ Per distinguere la verità dalla propaganda unisciti al mio canale
https://t.me/Franco_Fracassi
⛔️ Per informazioni e per ordinare I miei libri: francofracassi1@gmail.com
Forse è la prima volta che il dissenso vince una battaglia in tre anni. Se spostano il luogo devono ricominciare tutto da capo. Magari in un Comune più piccolo, più abbordabile. Se fosse così, la manifestazione avrebbe avuto un successo clamoroso.
Adesso sarà più facile lottare anche contro tutti gli altri biolaboratori realizzati e previsti in tutto il resto d'Italia. Si può fare!
Abbiamo segnato uno straordinario gol. La partita da giocare è ancora lunga, molto lunga e piena di insidie anche perché sappiamo che giocano sporco e pagano l'arbitro. Magari finirà con una nostra sonora sconfitta per 20 a 1. Ma intanto siamo in vantaggio per 1 a 0. Chi di voi l'avrebbe mai immaginato dopo la manifestazione del primo maggio?
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OCCHIO NON VEDE 🌺🌺🌺
Studio su alcuni milioni di soggetti che esamina il rischio di occlusione vascolare retinica dopo vaccini covid. Il dato principale, evidente in figura, è un rischio più che raddoppiato, che dopo due anni dai vaccini sta a oltre 3 casi x 1.000 rispetto ai meno di 1.5 x 1.000 nei non vaccinati. Rischio assoluto: poco più di 1 su 1.000. Ognuno decida se sia o meno accettabile.
Mi interessa qui invece rimarcare due questioni metodologiche:
1) come al solito sono esclusi i soggetti che hanno già sofferto di complicanze vascolari retiniche in precedenza (in ossequio all'algoritmo WHO di vaccinovigilanza). E così non si riesce a stabilire se questi soggetti siano ad esempio a maggior rischio.
2) come al solito sono esclusi i soggetti che assumono farmaci a loro volta concausa di complicanze del genere. E così non si riesce a stabilire se ci possano essere interazioni farmacologiche che aumentino il rischio. Sempre in ossequio all'algoritmo WHO che "protegge" i vaccini.
Studio su alcuni milioni di soggetti che esamina il rischio di occlusione vascolare retinica dopo vaccini covid. Il dato principale, evidente in figura, è un rischio più che raddoppiato, che dopo due anni dai vaccini sta a oltre 3 casi x 1.000 rispetto ai meno di 1.5 x 1.000 nei non vaccinati. Rischio assoluto: poco più di 1 su 1.000. Ognuno decida se sia o meno accettabile.
Mi interessa qui invece rimarcare due questioni metodologiche:
1) come al solito sono esclusi i soggetti che hanno già sofferto di complicanze vascolari retiniche in precedenza (in ossequio all'algoritmo WHO di vaccinovigilanza). E così non si riesce a stabilire se questi soggetti siano ad esempio a maggior rischio.
2) come al solito sono esclusi i soggetti che assumono farmaci a loro volta concausa di complicanze del genere. E così non si riesce a stabilire se ci possano essere interazioni farmacologiche che aumentino il rischio. Sempre in ossequio all'algoritmo WHO che "protegge" i vaccini.
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IL VACCINO E' LA MIA SALVEZZA 🌺🌺🌺
Ma non secondo i dati OMS, almeno a colpo d'occhio (trombosi retiniche permettendo).
Ma non secondo i dati OMS, almeno a colpo d'occhio (trombosi retiniche permettendo).
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