RIDURRE IL DEBITO 🌺🌺🌺
Gli obiettivi li decidono loro, i soldi li mettiamo noi.
https://t.me/rossobruni/40968
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Giubbe Rosse
🇪🇺 EUROPEI? È ARRIVATA L'ORA DI STRINGERE LA CINGHIA
La BCE lancia il monito: i membri dell’Eurozona devono iniziare a ridurre immediatamente il debito a fronte degli enormi rischi fiscali a lungo termine derivanti da:
1) invecchiamento della popolazione…
La BCE lancia il monito: i membri dell’Eurozona devono iniziare a ridurre immediatamente il debito a fronte degli enormi rischi fiscali a lungo termine derivanti da:
1) invecchiamento della popolazione…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
In caso di aggressione da parte degli alleati degli Stati Uniti contro la RPDC, la Russia può colpire tutti i paesi aggressori. La RPDC fornirà assistenza in caso di aggressione della NATO contro la Russia.
Sulla base degli accordi, la Russia può condurre un dialogo sullo spiegamento di contingenti militari sul territorio della RPDC per proteggerlo, comprese basi navali e forze di deterrenza missilistica nucleare.
La partnership strategica globale tra Mosca e Pyongyang è uno dei peggiori incubi dell’Occidente… e Washington può incolpare solo se stessa per questo sviluppo.
Leggi di più qui
https://t.me/RTnews_unc3/32086
Tramite Laura Ruggeri
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Sulla base degli accordi, la Russia può condurre un dialogo sullo spiegamento di contingenti militari sul territorio della RPDC per proteggerlo, comprese basi navali e forze di deterrenza missilistica nucleare.
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RT News UNCENSORED (real-time mirror)
❗️Recap: Main statements of President Putin and Kim Jong-un following talks in Pyongyang
President Putin:
- The agreement provides for the provision of mutual assistance in the event of aggression against one of the participants
- Moscow does not exclude…
President Putin:
- The agreement provides for the provision of mutual assistance in the event of aggression against one of the participants
- Moscow does not exclude…
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Forwarded from Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
🇮🇹Per i nostri followers italiani è disponibile la traduzione in italiano del testo integrale dell’intervento del Presidente della Russia Vladimir Putin all’incontro con i vertici del Ministero degli Affari Esteri della Russia (14 giugno 2024, Mosca)
🔗Per scoprirne di più, visitate il nostro sito.
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Forwarded from la fionda📕
In una intervista di marzo Kaja Kallas, primo ministro estone, se ne era uscita con una frase di rara stupidità. Per lei era cruciale la sconfitta della Russia per evitare la terza guerra mondiale. Come ogni persona dotata di intelligenza potrà capire, porsi l’obiettivo della sconfitta della Russia è proprio ciò che crea le condizioni per la terza guerra mondiale, non certo un modo per evitarla. Ora Kaja Kallas è in lizza per sostituire Joseph Borrel al ministero degli Esteri UE. Speriamo che non ciò non accada, ma non ci stupiremmo data la natura antipopolare e guerrafondaia dell'Unione Europea.
😡 Basta con questa UE guerrafondaia! Entra nel canale Telegram https://t.me/lafionda
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Forwarded from Ilaria Bifarini (Ilaria Bifarini)
Le esportazioni italiane volano e trainano il Pil; ma l'Unione Europea ci bacchetta per il deficit, come se fossimo un Paese con bilancia commerciale negativa, e impone la solita fallimentare ricetta dell'austerity. Per ridurre il debito occorre far crescere il Pil e ciò non avviene tagliando la spesa e gli investimenti pubblici.
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SABOTAGGIO 🌺🌺🌺
Il blog The Cheat Sheet riporta un articolo comparso su Times Higher Education il quale tratta degli studenti che usano in maniera crescente ChatGPT per barare a scuola (https://thecheatsheet.substack.com/i/145757346/teachers-chatgpt-is-a-machine-for-producing-crap). In tanti oggi discettano di "uso etico" dell'AI, di regolarne l'impiego in odo da governare il fenomeno, posizioni tuttavia che un numero crescente di persone si rende progressivamente conto di quanto siano futili. Ad esempio, si osserva che chiedere agli studenti di "impegnarsi sul proprio onore a non usare l'AI" e attendersi che lo facciano è inutile e senza senso. Qualche docente peraltro argomenta pure pragmaticamente che il punto non è nemmeno tanto etico quanto legato ai risultati piuttosto mediocri e insulsi che l'AI produce. Oltre tutto, sollevando gli studenti dallo sforzo anche minimo di elaborare pensieri e contenuti, il suo uso è destinato a determinare danni sempre più grandi. Senza contare che gli obiettivi di medio termine dell'introduzione delle AI è essenzialmente politico e militare, bellico e di controllo (si veda in proposito il bel video di Giorgio Bianchi di qualche giorno fa: https://www.youtube.com/watch?v=UhMIqV5WUmg). Insomma, questa AI è un vero e proprio atto di sabotaggio (https://it.wikipedia.org/wiki/Sabotaggio) nei confronti del nostro sistema non solo dell'istruzione e della ricerca scientifica bensì della convivenza sociale in generale: un bastone tra le ruote o un "sabot" negli ingranaggi, e vista la sua rapidissima crescita e diffusione è impossibile prevedere fin dove si spingerà, ma al contempo è certo futile pensare di poterla in qualche modo governare o anche solo cavalcare come la proverbiale tigre.
Il blog The Cheat Sheet riporta un articolo comparso su Times Higher Education il quale tratta degli studenti che usano in maniera crescente ChatGPT per barare a scuola (https://thecheatsheet.substack.com/i/145757346/teachers-chatgpt-is-a-machine-for-producing-crap). In tanti oggi discettano di "uso etico" dell'AI, di regolarne l'impiego in odo da governare il fenomeno, posizioni tuttavia che un numero crescente di persone si rende progressivamente conto di quanto siano futili. Ad esempio, si osserva che chiedere agli studenti di "impegnarsi sul proprio onore a non usare l'AI" e attendersi che lo facciano è inutile e senza senso. Qualche docente peraltro argomenta pure pragmaticamente che il punto non è nemmeno tanto etico quanto legato ai risultati piuttosto mediocri e insulsi che l'AI produce. Oltre tutto, sollevando gli studenti dallo sforzo anche minimo di elaborare pensieri e contenuti, il suo uso è destinato a determinare danni sempre più grandi. Senza contare che gli obiettivi di medio termine dell'introduzione delle AI è essenzialmente politico e militare, bellico e di controllo (si veda in proposito il bel video di Giorgio Bianchi di qualche giorno fa: https://www.youtube.com/watch?v=UhMIqV5WUmg). Insomma, questa AI è un vero e proprio atto di sabotaggio (https://it.wikipedia.org/wiki/Sabotaggio) nei confronti del nostro sistema non solo dell'istruzione e della ricerca scientifica bensì della convivenza sociale in generale: un bastone tra le ruote o un "sabot" negli ingranaggi, e vista la sua rapidissima crescita e diffusione è impossibile prevedere fin dove si spingerà, ma al contempo è certo futile pensare di poterla in qualche modo governare o anche solo cavalcare come la proverbiale tigre.
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LA SICUREZZA DELLE CURE 🌺🌺🌺
Pare che l'OMS disponga di un "Piano d’azione globale per la sicurezza del paziente (GPSAP) 2021-2030" con l'obiettivo di prevenire danni evitabili ai pazienti e ridurre i rischi, poiché - sempre dati OMS - un paziente su 10 subirebbe danni durante il trattamento sanitario. Tra le azioni proposte, l'inclusione di "rappresentanti dei pazienti" negli organi di amministrazione degli ospedali e il "facile accesso dei pazienti alle proprie cartelle cliniche". La prima azione è di mera facciata, specie se ci chiediamo chi mai potrebbe rappresentare "i pazienti" (verrebbe da rispondere che "i pazienti siamo noi" un po' come la storia, e dunque basterebbero un'organizzazione della società che garantisse democrazia partecipativa non di mera facciata). La seconda è uno spottone per il fascicolo sanitario elettronico, che sul breve termine ha lo scopo di rendere "fungibile" la figura del medico, sul medio termine di eliminarla e su un termine forse fin troppo ridotto di rendere le informazioni sanitarie facilmente esportabili, verso dove non si sa. E comunque sia, una maniera per essere credibili quando si asserisce di voler promuovere "la sicurezza delle cure" sarebbe di impegnarsi a non rendere mai più obbligatori prodotti medicinali come i vaccini covid. Davvero basta poco a volte per fare le cose per bene.
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=122919&fr=n
Pare che l'OMS disponga di un "Piano d’azione globale per la sicurezza del paziente (GPSAP) 2021-2030" con l'obiettivo di prevenire danni evitabili ai pazienti e ridurre i rischi, poiché - sempre dati OMS - un paziente su 10 subirebbe danni durante il trattamento sanitario. Tra le azioni proposte, l'inclusione di "rappresentanti dei pazienti" negli organi di amministrazione degli ospedali e il "facile accesso dei pazienti alle proprie cartelle cliniche". La prima azione è di mera facciata, specie se ci chiediamo chi mai potrebbe rappresentare "i pazienti" (verrebbe da rispondere che "i pazienti siamo noi" un po' come la storia, e dunque basterebbero un'organizzazione della società che garantisse democrazia partecipativa non di mera facciata). La seconda è uno spottone per il fascicolo sanitario elettronico, che sul breve termine ha lo scopo di rendere "fungibile" la figura del medico, sul medio termine di eliminarla e su un termine forse fin troppo ridotto di rendere le informazioni sanitarie facilmente esportabili, verso dove non si sa. E comunque sia, una maniera per essere credibili quando si asserisce di voler promuovere "la sicurezza delle cure" sarebbe di impegnarsi a non rendere mai più obbligatori prodotti medicinali come i vaccini covid. Davvero basta poco a volte per fare le cose per bene.
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=122919&fr=n
quotidianosanità.it
Sicurezza delle cure. Report Oms: 1 paziente su 10 subisce danni durante il trattamento sanitario. Solo un terzo dei Paesi ha un…
- Solamente un terzo dei paesi nel mondo ha sviluppato piani d’azione e programmi nazionali per la sicurezza dei pazienti, nonostante questa sia riconosciuta come una priorità sanitaria globale. Allo stesso tempo, oltre il 70% dei paesi ha compiuto lodevoli…
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L'ERA DEI PIONIERI 🌺🌺🌺
Il 30 maggio scorso ricorreva il novantesimo anniversario della nascita di Aleksej Leonov, primo uomo ad uscire da solo nello spazio collegato con una corda di alcuni metri a una navicella in orbita intorno alla terra. La missione si chiamava Voschid 2 e partì dal cosmodromo di Bajkonur il 18 marzo 1965, comandata da Pavel Beljaev. La vicenda è narrata in un film russo del 2017 dal titolo "Vremya Pervykh", letteralmente "il tempo dei primi", che in lingua inglese venne reso con "the age of pioneers" e in lingua italiana con "space walkers", che riecheggia il titolo del libro di Leonov "Vykhozhu v kosmos", ovvero "Esco nello spazio", tradotto in lingua inglese come "I walk in space". Il film è liberamente disponibile su YouTube. Pavel Beljaev morì prematuramente nel 1970 di peritonite, a nemmeno 45 anni, dopo un intervento chirurgico per un'ulcera peptica mentre Aleksej Leonov morì dopo lunga malattia nel 2019, non prima di aver fatto da consulente al film che ne narra l'impresa.
Il 30 maggio scorso ricorreva il novantesimo anniversario della nascita di Aleksej Leonov, primo uomo ad uscire da solo nello spazio collegato con una corda di alcuni metri a una navicella in orbita intorno alla terra. La missione si chiamava Voschid 2 e partì dal cosmodromo di Bajkonur il 18 marzo 1965, comandata da Pavel Beljaev. La vicenda è narrata in un film russo del 2017 dal titolo "Vremya Pervykh", letteralmente "il tempo dei primi", che in lingua inglese venne reso con "the age of pioneers" e in lingua italiana con "space walkers", che riecheggia il titolo del libro di Leonov "Vykhozhu v kosmos", ovvero "Esco nello spazio", tradotto in lingua inglese come "I walk in space". Il film è liberamente disponibile su YouTube. Pavel Beljaev morì prematuramente nel 1970 di peritonite, a nemmeno 45 anni, dopo un intervento chirurgico per un'ulcera peptica mentre Aleksej Leonov morì dopo lunga malattia nel 2019, non prima di aver fatto da consulente al film che ne narra l'impresa.
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NO GEOINGEGNERIA 🌺🌺🌺
"Il Comitato Nazionale Moratoria Geoingegneria ha depositato più di 10mila firme per una petizione che chiede che venga vietato qualsiasi utilizzo, tanto civile quanto militare, di qualunque tecnica di geoingegneria, citando nello specifico il cloud seeding (l’inseminazione delle nuvole) e il Solar Radiation Management (SRM), ovvero una tecnica che mira a diminuire la radiazione solare, e i suoi effetti, sulla Terra. Il Comitato ha anche indirizzato una lettera al Parlamento e al Governo affinchè venga calendarizzata al più presto la discussione in merito all’utilizzo di tecniche di geoingegneria e la conseguente moratoria di queste. Il documento prende le mosse da due risoluzioni ONU, una del 2010 e l’altra del 2016, nonché da recenti legislazioni statunitensi, sia in ambito federale che statale, così come di altri Paesi. Per quanto concerne l’inseminazione delle nuvole, sono molti gli Stati che oggi la utilizzano in maniera palese, disponendo anche di agenzie appositamente create per compiere tali operazioni: gli Emirati Arabi Uniti rappresentano il Paese che certamente ne fa un utilizzo maggiore e non nascosto. La tecnica SRM è invece, almeno ufficialmente, in via di sperimentazione e sono molte le istituzioni e organizzazioni, accademiche e non, che stanno investendo denaro in queste tecnologie."
https://www.nogeoingegneria.com/timeline/brevettileggi-iniziative-parlamentari-e-giudiziarie/geoingegneriadiecimila-firme-per-dire-no/
"Il Comitato Nazionale Moratoria Geoingegneria ha depositato più di 10mila firme per una petizione che chiede che venga vietato qualsiasi utilizzo, tanto civile quanto militare, di qualunque tecnica di geoingegneria, citando nello specifico il cloud seeding (l’inseminazione delle nuvole) e il Solar Radiation Management (SRM), ovvero una tecnica che mira a diminuire la radiazione solare, e i suoi effetti, sulla Terra. Il Comitato ha anche indirizzato una lettera al Parlamento e al Governo affinchè venga calendarizzata al più presto la discussione in merito all’utilizzo di tecniche di geoingegneria e la conseguente moratoria di queste. Il documento prende le mosse da due risoluzioni ONU, una del 2010 e l’altra del 2016, nonché da recenti legislazioni statunitensi, sia in ambito federale che statale, così come di altri Paesi. Per quanto concerne l’inseminazione delle nuvole, sono molti gli Stati che oggi la utilizzano in maniera palese, disponendo anche di agenzie appositamente create per compiere tali operazioni: gli Emirati Arabi Uniti rappresentano il Paese che certamente ne fa un utilizzo maggiore e non nascosto. La tecnica SRM è invece, almeno ufficialmente, in via di sperimentazione e sono molte le istituzioni e organizzazioni, accademiche e non, che stanno investendo denaro in queste tecnologie."
https://www.nogeoingegneria.com/timeline/brevettileggi-iniziative-parlamentari-e-giudiziarie/geoingegneriadiecimila-firme-per-dire-no/
NoGeoingegneria | Portale contro le manipolazioni climatiche ed ambientali
GEOINGEGNERIA: DIECIMILA FIRME PER DIRE NO | NoGeoingegneria
Maurizio Michele Blo, presidente del Comitato Nazionale Moratoria Geoingegneria ha depositato una petizione con diecimila firme per chiedere che venga vietato qualsiasi utilizzo, sia civile che militare La petizione è stata rivolta al presidente del Consiglio…
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Forwarded from Tutti i fatti
La probabilità che l'intelligenza artificiale distrugga l'umanità è tra il 10 e il 20%, dice Musk
🦾La possibilità che l'intelligenza artificiale distrugga l’umanità varia dal 10% al 20%, ha dichiarato il miliardario americano Elon Musk al Festival internazionale della creatività Leoni di Cannes, scrive il Daily Mail.
☝🏻Allo stesso tempo, Musk ritiene che non si tratterà di uno sterminio fisico, però quello mentale. Secondo l'imprenditore, gli abitanti della Terra potrebbero trovarsi ad affrontare una crisi emotiva dovuta allo sviluppo dell'IA e alla minore necessità di manodopera umana.
@tutti_i_fatti
🦾La possibilità che l'intelligenza artificiale distrugga l’umanità varia dal 10% al 20%, ha dichiarato il miliardario americano Elon Musk al Festival internazionale della creatività Leoni di Cannes, scrive il Daily Mail.
☝🏻Allo stesso tempo, Musk ritiene che non si tratterà di uno sterminio fisico, però quello mentale. Secondo l'imprenditore, gli abitanti della Terra potrebbero trovarsi ad affrontare una crisi emotiva dovuta allo sviluppo dell'IA e alla minore necessità di manodopera umana.
“Se l'IA è in grado di fare tutto ciò che si può fare, ma meglio, che senso ha fare qualcosa? Penso che ci sarà una crisi esistenziale”, ha detto Musk.
@tutti_i_fatti
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
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❗"SE L'UCRAINA ACCETTERÀ LA NEUTRALITÀ LA GUERRA FINIRÀ".
JEFFREY SACHS A COFEE BREAK: UN PUGNO NELLO STOMACO PER TUTTI I GUERRAFONDAI DI CASA NOSTRA.
L'economista e saggista Jeffrey Sachs, docente alla Columbia University, grazie alla sua autorevolezza riesce ad esprimere in modo chiaro e categorico alcune verità sulla guerra ucraina, con buona pace dei guerrafondai in studio che si perdono nelle consuete isteriche litanie.
La questione fondamentale della guerra in Ucraina sta nel fatto che gli Usa abbiano insistito sull'allargamento della Nato, afferma.
L'Europa sapeva fosse un'idea sconsiderata: Merkel e Sarkozy privatamente cercarono di dirlo a Bush che però volle andare avanti. Nel Marzo del 2022, Zelensky accettò la neutralità ma UK e Usa respinsero i negoziati.
Questa guerra è un progetto guidato dagli Usa che stanno portando l'Europa nel caos.
Piuttosto che continuare la spirale di escalation, l'Europa deve negoziare con Putin sulla base di 2 punti fermi: Ucraina neutrale e sicurezza reciproca.
JEFFREY SACHS A COFEE BREAK: UN PUGNO NELLO STOMACO PER TUTTI I GUERRAFONDAI DI CASA NOSTRA.
L'economista e saggista Jeffrey Sachs, docente alla Columbia University, grazie alla sua autorevolezza riesce ad esprimere in modo chiaro e categorico alcune verità sulla guerra ucraina, con buona pace dei guerrafondai in studio che si perdono nelle consuete isteriche litanie.
La questione fondamentale della guerra in Ucraina sta nel fatto che gli Usa abbiano insistito sull'allargamento della Nato, afferma.
L'Europa sapeva fosse un'idea sconsiderata: Merkel e Sarkozy privatamente cercarono di dirlo a Bush che però volle andare avanti. Nel Marzo del 2022, Zelensky accettò la neutralità ma UK e Usa respinsero i negoziati.
Questa guerra è un progetto guidato dagli Usa che stanno portando l'Europa nel caos.
Piuttosto che continuare la spirale di escalation, l'Europa deve negoziare con Putin sulla base di 2 punti fermi: Ucraina neutrale e sicurezza reciproca.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Come saprete, Verona per la Libertà e Sindacato Libero hanno inaugurato nei giorni scorsi una campagna di affissioni pubbliche a Verona dal titolo
"La Russia NON è il mio nemico".
Stiamo ricevendo numerose richieste da molti comitati e associazioni di altre città per replicare la nostra campagna.
Chi fosse interessato a può scrivere all'indirizzo mail
veronaperlaliberta@gmail.com.
Saremo ben felici di inviarvi il materiale grafico per i manifesti.
Facciamoci sentire!
Facciamoci soprattutto vedere!
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
"La Russia NON è il mio nemico".
Stiamo ricevendo numerose richieste da molti comitati e associazioni di altre città per replicare la nostra campagna.
Chi fosse interessato a può scrivere all'indirizzo mail
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Saremo ben felici di inviarvi il materiale grafico per i manifesti.
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇷🇺🇰🇵 PUTIN: "POSSIAMO FORNIRE ARMI AD ALTRI PAESI"
Putin dice che, in risposta alle forniture di armi all'Ucraina, la Russia non esclude la fornitura di armi ad altri paesi:
Putin ha detto di non escludere la fornitura di armi ad alta precisione alla Corea del Nord. (Fonte: Interfax)
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Putin dice che, in risposta alle forniture di armi all'Ucraina, la Russia non esclude la fornitura di armi ad altri paesi:
"Lasciamo che l'Occidente capisca dove andranno a finire".
Putin ha detto di non escludere la fornitura di armi ad alta precisione alla Corea del Nord. (Fonte: Interfax)
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Forwarded from ContiamoCi!
❗️Siete tutti invitati alla serata di intitolazione della sede Nazionale di ContiamoCi! al dr. Giuseppe De Donno❗️
A tre anni dalla nascita dell’associazione siamo orgogliosi di poter intitolare la nostra sede ad un uomo e medico che ha dimostrato che è ancora possibile fare una ricerca scientifica libera e indipendente.
E per questo fu ostacolato nelle sue ricerche fino alla sua prematura scomparsa.
Sarà una serata speciale e speriamo che tanti medici, operatori sanitari e cittadini tutti si vorranno unire a noi nel suo ricordo, ma soprattutto nella volontà di contrastare la privatizzazione della ricerca e della sanità perché solo una scienza libera può garantire vero progresso e cure per tutti.
VI ASPETTIAMO
➡️ SABATO 22 GIUGNO 2024 ORE 18:30
VICENZA - CONTRÀ DO RODE 1
NON MANCATE!!!
A tre anni dalla nascita dell’associazione siamo orgogliosi di poter intitolare la nostra sede ad un uomo e medico che ha dimostrato che è ancora possibile fare una ricerca scientifica libera e indipendente.
E per questo fu ostacolato nelle sue ricerche fino alla sua prematura scomparsa.
Sarà una serata speciale e speriamo che tanti medici, operatori sanitari e cittadini tutti si vorranno unire a noi nel suo ricordo, ma soprattutto nella volontà di contrastare la privatizzazione della ricerca e della sanità perché solo una scienza libera può garantire vero progresso e cure per tutti.
VI ASPETTIAMO
VICENZA - CONTRÀ DO RODE 1
NON MANCATE!!!
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Qualcosa in serbo
di Marco Travaglio
“Ci restano 3 o 4 mesi, forse meno, prima della catastrofe”. Lo dice il presidente serbo Aleksandar Vucic in una drammatica intervista al settimanale svizzero Weltwoche, disponibile sul web. Dovrebbero vederla tutti: il personaggio è molto controverso, un ex giornalista che entrò giovanissimo in politica con Milosevic, poi se ne dissociò e ora si batte per la Serbia nell’Ue e fa accordi con gli Usa senza recidere gli storici rapporti con Mosca. Il che non ha impedito a Belgrado di firmare la dichiarazione anti-russa della cosiddetta conferenza di pace di Lucerna. Qui però non si tratta di sposare le posizioni di Vucic, ma di ascoltare ciò che racconta, commosso, su quel che sente dire dagli altri leader europei: “Il treno ha lasciato la stazione e nessuno può fermarlo… se le grandi potenze non faranno nulla”. Il suo è il punto di vista di un Paese aggredito dalla Nato fin dal 1999: “Condanno l’intrusione russa in Ucraina. Ma cos’hanno fatto le potenze occidentali alla Serbia nel 1999 e nel 2008? Non ci sono risposte alla domanda. Putin ha citato il precedente del Kosovo (le stragi usate dalla Nato per giustificare l’intervento, come la Russia usa quelle in Donbass, ndr): anche a questa domanda non ci sono risposte”.
L’Europa è a un bivio: “Tutti parlano solo di guerra. Nessuno vuole la pace, che è diventata una parola proibita. Si dice che dobbiamo vincere per assicurarci la pace futura… nessuno cerca di porre fine alla guerra… L’Occidente crede di poter sconfiggere facilmente Putin: vogliono sfiancarlo in Ucraina, poi pensano che la Russia non esisterà più sull’attuale territorio e nell’attuale forma e Putin sarà rovesciato. Ma la pressione basta a distruggere la Russia e a rovesciare Putin? Non credo. Non so se l’Occidente si stia sopravvalutando, ma credo stia sottovalutando la Russia e Putin. In Europa tutti si comportano come grandi eroi, ma non dicono ai loro popoli che pagheranno un prezzo molto alto… Dovrebbero cercare di raggiungere un cessate il fuoco e poi negoziare per 10, 20, 30, 50 anni, non importa quanti: sono molto meglio di un solo giorno di aspri combattimenti come quelli in corso. Nato e Usa non possono permettersi di perdere la guerra in Ucraina. Ma anche Putin, se perde la guerra, perde tutto. Tutto è in gioco per entrambe le parti. Perciò ci avviciniamo all’abisso. Ma questo ci porta a un’altra domanda: chi è disposto a perdere 1, 2, 5, 10, 15 milioni di persone? Chiedetevelo. Io non voglio perdere un solo uomo: non parteciperemo. La Serbia è stata uno dei campioni mondiali di guerra nel XX secolo. Ora il mio sogno è mantenere la pace e la stabilità”. Se i fatti gli daranno torto, qualcuno potrà rinfacciarglielo. Se gli daranno ragione, non resterà vivo nessuno per riconoscergliela.
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di Marco Travaglio
“Ci restano 3 o 4 mesi, forse meno, prima della catastrofe”. Lo dice il presidente serbo Aleksandar Vucic in una drammatica intervista al settimanale svizzero Weltwoche, disponibile sul web. Dovrebbero vederla tutti: il personaggio è molto controverso, un ex giornalista che entrò giovanissimo in politica con Milosevic, poi se ne dissociò e ora si batte per la Serbia nell’Ue e fa accordi con gli Usa senza recidere gli storici rapporti con Mosca. Il che non ha impedito a Belgrado di firmare la dichiarazione anti-russa della cosiddetta conferenza di pace di Lucerna. Qui però non si tratta di sposare le posizioni di Vucic, ma di ascoltare ciò che racconta, commosso, su quel che sente dire dagli altri leader europei: “Il treno ha lasciato la stazione e nessuno può fermarlo… se le grandi potenze non faranno nulla”. Il suo è il punto di vista di un Paese aggredito dalla Nato fin dal 1999: “Condanno l’intrusione russa in Ucraina. Ma cos’hanno fatto le potenze occidentali alla Serbia nel 1999 e nel 2008? Non ci sono risposte alla domanda. Putin ha citato il precedente del Kosovo (le stragi usate dalla Nato per giustificare l’intervento, come la Russia usa quelle in Donbass, ndr): anche a questa domanda non ci sono risposte”.
L’Europa è a un bivio: “Tutti parlano solo di guerra. Nessuno vuole la pace, che è diventata una parola proibita. Si dice che dobbiamo vincere per assicurarci la pace futura… nessuno cerca di porre fine alla guerra… L’Occidente crede di poter sconfiggere facilmente Putin: vogliono sfiancarlo in Ucraina, poi pensano che la Russia non esisterà più sull’attuale territorio e nell’attuale forma e Putin sarà rovesciato. Ma la pressione basta a distruggere la Russia e a rovesciare Putin? Non credo. Non so se l’Occidente si stia sopravvalutando, ma credo stia sottovalutando la Russia e Putin. In Europa tutti si comportano come grandi eroi, ma non dicono ai loro popoli che pagheranno un prezzo molto alto… Dovrebbero cercare di raggiungere un cessate il fuoco e poi negoziare per 10, 20, 30, 50 anni, non importa quanti: sono molto meglio di un solo giorno di aspri combattimenti come quelli in corso. Nato e Usa non possono permettersi di perdere la guerra in Ucraina. Ma anche Putin, se perde la guerra, perde tutto. Tutto è in gioco per entrambe le parti. Perciò ci avviciniamo all’abisso. Ma questo ci porta a un’altra domanda: chi è disposto a perdere 1, 2, 5, 10, 15 milioni di persone? Chiedetevelo. Io non voglio perdere un solo uomo: non parteciperemo. La Serbia è stata uno dei campioni mondiali di guerra nel XX secolo. Ora il mio sogno è mantenere la pace e la stabilità”. Se i fatti gli daranno torto, qualcuno potrà rinfacciarglielo. Se gli daranno ragione, non resterà vivo nessuno per riconoscergliela.
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IL BAVAGLIO
Ucraina, New York Times: “Spiati, zittiti e inviati al fronte”. Così Zelensky controlla i cronisti
SERVIZI - “Vietato l’ingresso ai reporter di guerra”
DI ALBERTO ALESSI
Un giornalista di 57 anni richiamato alla leva per aver intervistato un politico d’opposizione; redazioni costrette a non citare personalità sgradite al governo; reporter spiati nelle loro camere d’albergo dai servizi segreti. Sono solo alcuni degli episodi che raccontano in quale stato versa la libertà di stampa nell’Ucraina in guerra, così come svela un’inchiesta pubblicata ieri dal New York Times. L’articolo racconta così come ripreso più volte dal Fatto il nuovo obiettivo del governo Zelensky: mettere a tacere le voci di dissenso raccolte dai cronisti di Kiev e controllare l’informazione.
Allo scoppio del conflitto nel febbraio 2022, molti reporter affermano di essere stati disposti a non descrivere ogni dettaglio della prima linea per evitare che i loro articoli fossero poco più di una lista di obiettivi per i mortai russi. Un sacrificio del dovere di cronaca figlio del senso di responsabilità nazionale. “L’auto-censura in Ucraina è stata una necessità dettata dallo scoppio del conflitto”, spiega Serhii Sydorenko, giornalista della testata online indipendente European Truth, “anzi, non rappresentava un problema”. Dopo l’invasione russa, Zelensky aveva raggruppato le emittenti sotto una rete unica nota come Telemarathon, che avrebbe dovuto occuparsi di diffondere solo informazione affidabile e verificata; ma dopo oltre due anni di un conflitto, che oggi stagna tra trincee e casi di corruzione che tormentano il governo del presidente Zelensky (il cui mandato è scaduto il 20 maggio scorso), per molti ucraini l’informazione di Telemarathon è poco più che un megafono di propaganda governativa; un’opinione confermata anche da un report del Dipartimento di Stato americano, secondo cui l’emittente “ha permesso un controllo senza precedenti dell’informazione televisiva”.
Nelle redazioni, invece, ai giornalisti è stato imposto un nuovo diktat. I cronisti dell’agenzia di stampa nazionale, Ukrinform, raccontano di aver ricevuto una lista di persone (soprattutto politici di opposizione) la cui citazione in un articolo il governo ritiene “sgradita”. Una lista che poteva essere sottoscritta solo grazie a un cambio al vertice: il 24 maggio 2024 a capo dell’agenzia viene posizionato Serhiy Cherevaty, un ex portavoce dell’esercito. A Odessa, ai reporter viene chiesto di riportare esclusivamente le notizie del candidato scelto da Zelensky, mentre a L’viv gli viene imposto di non citare il sindaco eletto Andriy Sadovyi, uno dei candidati di punta dell’opposizione. Il giorno dopo, uno dei giornalisti impegnati sul posto riceve la lettera di richiamo alla leva.
E quando non c’è controllo, c’è la sorveglianza: lo scorso gennaio, la Sbu, l’agenzia di intelligence di Kiev, aveva spiato nella loro camera d’albergo i reporter del sito di news Bihus trapanando spioncini dalla stanza contigua. Quando invece la stampa è internazionale, gli strumenti usati dal governo per impedire l’inferenza dell’informazione sono la revoca dei visti militari per l’accesso alle zone di guerra, come già accaduto al New York Times e ad Alfredo Bosco e ad Andrea Sceresini del Fatto. “L’unico modo in cui le persone possono cambiare in meglio le cose è attraverso il giornalismo”, spiega Sevhil Musaieva, caporedattrice del sito d’informazione Ukrainska Pravda, “è per questo motivo che il governo fa del suo meglio per controllarlo”.
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Ucraina, New York Times: “Spiati, zittiti e inviati al fronte”. Così Zelensky controlla i cronisti
SERVIZI - “Vietato l’ingresso ai reporter di guerra”
DI ALBERTO ALESSI
Un giornalista di 57 anni richiamato alla leva per aver intervistato un politico d’opposizione; redazioni costrette a non citare personalità sgradite al governo; reporter spiati nelle loro camere d’albergo dai servizi segreti. Sono solo alcuni degli episodi che raccontano in quale stato versa la libertà di stampa nell’Ucraina in guerra, così come svela un’inchiesta pubblicata ieri dal New York Times. L’articolo racconta così come ripreso più volte dal Fatto il nuovo obiettivo del governo Zelensky: mettere a tacere le voci di dissenso raccolte dai cronisti di Kiev e controllare l’informazione.
Allo scoppio del conflitto nel febbraio 2022, molti reporter affermano di essere stati disposti a non descrivere ogni dettaglio della prima linea per evitare che i loro articoli fossero poco più di una lista di obiettivi per i mortai russi. Un sacrificio del dovere di cronaca figlio del senso di responsabilità nazionale. “L’auto-censura in Ucraina è stata una necessità dettata dallo scoppio del conflitto”, spiega Serhii Sydorenko, giornalista della testata online indipendente European Truth, “anzi, non rappresentava un problema”. Dopo l’invasione russa, Zelensky aveva raggruppato le emittenti sotto una rete unica nota come Telemarathon, che avrebbe dovuto occuparsi di diffondere solo informazione affidabile e verificata; ma dopo oltre due anni di un conflitto, che oggi stagna tra trincee e casi di corruzione che tormentano il governo del presidente Zelensky (il cui mandato è scaduto il 20 maggio scorso), per molti ucraini l’informazione di Telemarathon è poco più che un megafono di propaganda governativa; un’opinione confermata anche da un report del Dipartimento di Stato americano, secondo cui l’emittente “ha permesso un controllo senza precedenti dell’informazione televisiva”.
Nelle redazioni, invece, ai giornalisti è stato imposto un nuovo diktat. I cronisti dell’agenzia di stampa nazionale, Ukrinform, raccontano di aver ricevuto una lista di persone (soprattutto politici di opposizione) la cui citazione in un articolo il governo ritiene “sgradita”. Una lista che poteva essere sottoscritta solo grazie a un cambio al vertice: il 24 maggio 2024 a capo dell’agenzia viene posizionato Serhiy Cherevaty, un ex portavoce dell’esercito. A Odessa, ai reporter viene chiesto di riportare esclusivamente le notizie del candidato scelto da Zelensky, mentre a L’viv gli viene imposto di non citare il sindaco eletto Andriy Sadovyi, uno dei candidati di punta dell’opposizione. Il giorno dopo, uno dei giornalisti impegnati sul posto riceve la lettera di richiamo alla leva.
E quando non c’è controllo, c’è la sorveglianza: lo scorso gennaio, la Sbu, l’agenzia di intelligence di Kiev, aveva spiato nella loro camera d’albergo i reporter del sito di news Bihus trapanando spioncini dalla stanza contigua. Quando invece la stampa è internazionale, gli strumenti usati dal governo per impedire l’inferenza dell’informazione sono la revoca dei visti militari per l’accesso alle zone di guerra, come già accaduto al New York Times e ad Alfredo Bosco e ad Andrea Sceresini del Fatto. “L’unico modo in cui le persone possono cambiare in meglio le cose è attraverso il giornalismo”, spiega Sevhil Musaieva, caporedattrice del sito d’informazione Ukrainska Pravda, “è per questo motivo che il governo fa del suo meglio per controllarlo”.
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