ANCORA SULLA REVISIONE TRA PARI 🌺🌺🌺
Lo scorso anno mi chiesero di valutare uno studio che esaminava l'associazione tra una certa malattia e il rischio di svilupparne un'altra. Lo studio si basava su un database sanitario amministrativo nazionale dal quale con certi criteri venivano selezionati due gruppi di soggetti, uno con la malattia 1 e l'altro senza e nei due gruppi si misurava in un certo arco di anni il rischio di sviluppare la malattia 2.
Lo studio aveva molteplici pecche, che mi portarono a proporre che fosse rifiutato dalla rivista, cosa che l'editor fece. Tra queste una delle maggiori era l'andamento irregolare del rischio di sviluppare la malattia 2 nei due gruppi, tale da suggerire che fosse operante qualche altro fattore fuori controllo nell'analisi sia in un gruppo che nell'altro.
Due mesi fa lo studio mi ritorna gestito dalla stessa rivista ma da un altro editor, senza alcuna modifica che non fossero i criteri di selezione dei soggetti, tali ora da cancellare gli andamnti irregolari di cui abbiamo detto. Le spiegazioni date dagli autori erano ora alquanto apodittiche, tipo: abbiamo cambiato le finestre di selezione perché così vanno meglio.
Ho dunque risposto all'editor che questa modifica per me rimaneva impossibile da comprendere e che a questo punto l'unico modo per valutare correttamente lo studio sarebbe stata di disporre dell'intero database originale utilizzato dalgi autori per replicare in maniera autonoma e indipendente l'analisi, cosa a me impossibile prima di tutto per motivi di disponibilità di tempo nonché di strumenti adeguati (programmi per computer e via dicendo).
In pratica, è la prima volta, dopo centinaia e centinaia di manoscritti valutati, che mi "dimetto" dall'incarico di revisore (incarico, ricordiamolo, sempre volontario e pro bono).
Lo scorso anno mi chiesero di valutare uno studio che esaminava l'associazione tra una certa malattia e il rischio di svilupparne un'altra. Lo studio si basava su un database sanitario amministrativo nazionale dal quale con certi criteri venivano selezionati due gruppi di soggetti, uno con la malattia 1 e l'altro senza e nei due gruppi si misurava in un certo arco di anni il rischio di sviluppare la malattia 2.
Lo studio aveva molteplici pecche, che mi portarono a proporre che fosse rifiutato dalla rivista, cosa che l'editor fece. Tra queste una delle maggiori era l'andamento irregolare del rischio di sviluppare la malattia 2 nei due gruppi, tale da suggerire che fosse operante qualche altro fattore fuori controllo nell'analisi sia in un gruppo che nell'altro.
Due mesi fa lo studio mi ritorna gestito dalla stessa rivista ma da un altro editor, senza alcuna modifica che non fossero i criteri di selezione dei soggetti, tali ora da cancellare gli andamnti irregolari di cui abbiamo detto. Le spiegazioni date dagli autori erano ora alquanto apodittiche, tipo: abbiamo cambiato le finestre di selezione perché così vanno meglio.
Ho dunque risposto all'editor che questa modifica per me rimaneva impossibile da comprendere e che a questo punto l'unico modo per valutare correttamente lo studio sarebbe stata di disporre dell'intero database originale utilizzato dalgi autori per replicare in maniera autonoma e indipendente l'analisi, cosa a me impossibile prima di tutto per motivi di disponibilità di tempo nonché di strumenti adeguati (programmi per computer e via dicendo).
In pratica, è la prima volta, dopo centinaia e centinaia di manoscritti valutati, che mi "dimetto" dall'incarico di revisore (incarico, ricordiamolo, sempre volontario e pro bono).
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Forwarded from Target
🔴 TORNA LA NO-FLY-ZONE
Proposta già nell'immediatezza del 24 febbraio 2022, torna ad affacciarsi l'ipotesi della no-fly-zone sull'Ucraina occidentale. Nella nuova versione, insistentemente perorata dagli ucraini, dovrebbe consistere nello schieramento di batterie anti-missile anti-aeree lungo i confini occidentali dell'Ucraina, ma dislocate nei vicini paesi NATO, al fine di provvedere al contrasto degli attacchi missilistici russi. In questa chiave, si tratterebbe in effetti di qualcosa di diverso da una no-fly-zone strictu sensu, che dovrebbe essere costituita da un'area interdetta al volo, sulla quale quindi gli aerei ostili verrebbero abbattuti. In ogni caso, è evidente che saremmo di fronte ad un ulteriore passaggio della strategia del calcio al barattolo, in cui l'escalation del conflitto avviene un passetto alla volta.
Ovviamente, anche se collocate in territorio NATO, le batterie interverrebbero direttamente nel conflitto. E seppure si dovessero limitare ad intercettare i missili - e non i velivoli delle forze aerospaziali russe - è chiaro che saremmo di fronte ad un coinvolgimento attivo della NATO nella guerra.
L'idea, come al solito, è quella di stiracchiare al massimo le opportunità della finestra di Overton; in questo caso, si sosterrebbe che si tratta di una attività difensiva e non offensiva, e quindi in quanto tale lecita, e che terrebbe l'Alleanza Atlantica formalmente fuori dal conflitto. Naturalmente questo è il liet motiv sin dall'inizio della guerra; come sappiamo bene, la NATO è pienamente e direttamente coinvolta nel conflitto sin dal primo momento, e lo è su innumerevoli livelli, ben al di là di quelli apparenti ed ammessi ufficialmente. La domanda è, come sempre dal 2022 (anzi, dal 2014 almeno), quanto a lungo possa essere protratto questo minuetto, senza che Mosca lo consideri inaccettabile e reagisca.
Come già analizzato in altra sede, sotto questo profilo la strategia della NATO è, appunto, quella di fare un passo, vedere la reazione russa, e poi regolarsi di conseguenza. Sinora, questo modus operandi non ha sostanzialmente incontrato grandi difficoltà, e un passo alla volta l'Alleanza Atlantica si è effettivamente spinta molto in là. Forse l'unico vero stop post dalla Russia sino ad oggi è quello sui voli degli aerei di osservazione ed intelligence sul mar Nero. Ma l'effetto è limitato, perché i voli proseguono, solo che i velivoli NATO si tengono assai più prossimi allo spazio aereo dei paesi alleati, ma senza che questo ne diminuisca sensibilmente l'efficacia. È chiaro che l'instaurazione di una zona d'interdizione anti-missile sull'Ucraina occidentale sarebbe un passo avanti assai più significativo, e porrebbe Mosca di fronte ad una scelta non facile: a quel punto, infatti, o dovrebbe passare ad un contrasto passivo (electronic warfare, saturazione dell'area obiettivo, uso massivo di missili ipersonici non intercettabili, uso massivo di bombe FAB non intercettabili...), ma accettando di fatto un intervento diretto della NATO nel conflitto (e comunque limitando molto l'efficacia del proprio dominio dell'aria), o dovrebbe rispondere attaccando le batterie nemiche, anche se collocate in paesi formalmente estranei alla guerra.
Il vantaggio di questo approccio, per la NATO, è che ovviamente può sempre rinunciare a fare quel determinato passetto, oppure fare subito un passo indietro se si rivelasse eccessivo, senza che questo comporti problemi sostanziali. Lo svantaggio per la Russia è che, dovendo assumere un atteggiamento prudente, che cerca di evitare l'allargamento del conflitto, tendenzialmente finisce col subire molti più passi avanti del nemico di quanto sarebbe opportuno; e alla fine tanti piccoli passetti fanno una serie di passi lunghi.
🟥🟥🟥 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Proposta già nell'immediatezza del 24 febbraio 2022, torna ad affacciarsi l'ipotesi della no-fly-zone sull'Ucraina occidentale. Nella nuova versione, insistentemente perorata dagli ucraini, dovrebbe consistere nello schieramento di batterie anti-missile anti-aeree lungo i confini occidentali dell'Ucraina, ma dislocate nei vicini paesi NATO, al fine di provvedere al contrasto degli attacchi missilistici russi. In questa chiave, si tratterebbe in effetti di qualcosa di diverso da una no-fly-zone strictu sensu, che dovrebbe essere costituita da un'area interdetta al volo, sulla quale quindi gli aerei ostili verrebbero abbattuti. In ogni caso, è evidente che saremmo di fronte ad un ulteriore passaggio della strategia del calcio al barattolo, in cui l'escalation del conflitto avviene un passetto alla volta.
Ovviamente, anche se collocate in territorio NATO, le batterie interverrebbero direttamente nel conflitto. E seppure si dovessero limitare ad intercettare i missili - e non i velivoli delle forze aerospaziali russe - è chiaro che saremmo di fronte ad un coinvolgimento attivo della NATO nella guerra.
L'idea, come al solito, è quella di stiracchiare al massimo le opportunità della finestra di Overton; in questo caso, si sosterrebbe che si tratta di una attività difensiva e non offensiva, e quindi in quanto tale lecita, e che terrebbe l'Alleanza Atlantica formalmente fuori dal conflitto. Naturalmente questo è il liet motiv sin dall'inizio della guerra; come sappiamo bene, la NATO è pienamente e direttamente coinvolta nel conflitto sin dal primo momento, e lo è su innumerevoli livelli, ben al di là di quelli apparenti ed ammessi ufficialmente. La domanda è, come sempre dal 2022 (anzi, dal 2014 almeno), quanto a lungo possa essere protratto questo minuetto, senza che Mosca lo consideri inaccettabile e reagisca.
Come già analizzato in altra sede, sotto questo profilo la strategia della NATO è, appunto, quella di fare un passo, vedere la reazione russa, e poi regolarsi di conseguenza. Sinora, questo modus operandi non ha sostanzialmente incontrato grandi difficoltà, e un passo alla volta l'Alleanza Atlantica si è effettivamente spinta molto in là. Forse l'unico vero stop post dalla Russia sino ad oggi è quello sui voli degli aerei di osservazione ed intelligence sul mar Nero. Ma l'effetto è limitato, perché i voli proseguono, solo che i velivoli NATO si tengono assai più prossimi allo spazio aereo dei paesi alleati, ma senza che questo ne diminuisca sensibilmente l'efficacia. È chiaro che l'instaurazione di una zona d'interdizione anti-missile sull'Ucraina occidentale sarebbe un passo avanti assai più significativo, e porrebbe Mosca di fronte ad una scelta non facile: a quel punto, infatti, o dovrebbe passare ad un contrasto passivo (electronic warfare, saturazione dell'area obiettivo, uso massivo di missili ipersonici non intercettabili, uso massivo di bombe FAB non intercettabili...), ma accettando di fatto un intervento diretto della NATO nel conflitto (e comunque limitando molto l'efficacia del proprio dominio dell'aria), o dovrebbe rispondere attaccando le batterie nemiche, anche se collocate in paesi formalmente estranei alla guerra.
Il vantaggio di questo approccio, per la NATO, è che ovviamente può sempre rinunciare a fare quel determinato passetto, oppure fare subito un passo indietro se si rivelasse eccessivo, senza che questo comporti problemi sostanziali. Lo svantaggio per la Russia è che, dovendo assumere un atteggiamento prudente, che cerca di evitare l'allargamento del conflitto, tendenzialmente finisce col subire molti più passi avanti del nemico di quanto sarebbe opportuno; e alla fine tanti piccoli passetti fanno una serie di passi lunghi.
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Geopolitica & strategie
2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni
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SEMEL SEMPER 🌺🌺🌺
Ci sono condizioni che la medicina considera croniche e che di conseguenza prima o poi vengono trattate con farmaci che si dà per scontato debbano essere assunti per tutta la vita. Tra queste rientra a pieno titolo l'ipertensione arteriosa, importante fattore di rischio per accidenti cardio- e cerebrovascolari, nonché per danni d'organo di vario genere.
Uno studio cinese pubblicato su una rivista della prestigiosa famiglia di The Lancet mostra ora come di 2.760 soggetti ipertesi, con 60 anni di eta media e seguiti per una media di 6 anni, oltre il 40% ritorna a valori normali e di questi un 30% mantiene valori normali fino a dodici anni. La riduzione pressoria è più comune in chi non fuma, non beve alcol e perde peso e si associa a una riduzione media del 34% del rischio cardiovascolare.
https://www.thelancet.com/journals/eclinm/article/PIIS2589-5370(24)00257-8/fulltext
Studi di questo genere sono purtroppo rari, malgrado la loro enorme importanza che consiste soprattutto nel ricordarci che esiste una storia individuale che non infrequentemente si sottrae alle conclusioni generale della statistica e dell'epidemiologia. Tra le maggiori necessità dell'odierna medicina dei grandi numeri ("big data") elaborati con strumenti di calcolo sempre più potenti e il cui funzionamento sfugge sempre più ai loro utilizzatori (si pensi alle intelligenze artificiali), rientra indubbiamente l'esigenza di riappropriarsi della consapevolezza che ogni individuo fa storia a sé. Se da un lato la scienza fonda il suo successo sui grandi numeri, dall'altro l'arte medica consiste in gran parte nel saper ricondurre quei numeri al profilo, alle esigenze, alle condizioni e anche alle preferenze del singolo. Non per nulla la medicina si dice "basata" sulle evidenze, che tuttavia vanno confrontate e adeguate con gli specifici contesti.
Ci sono condizioni che la medicina considera croniche e che di conseguenza prima o poi vengono trattate con farmaci che si dà per scontato debbano essere assunti per tutta la vita. Tra queste rientra a pieno titolo l'ipertensione arteriosa, importante fattore di rischio per accidenti cardio- e cerebrovascolari, nonché per danni d'organo di vario genere.
Uno studio cinese pubblicato su una rivista della prestigiosa famiglia di The Lancet mostra ora come di 2.760 soggetti ipertesi, con 60 anni di eta media e seguiti per una media di 6 anni, oltre il 40% ritorna a valori normali e di questi un 30% mantiene valori normali fino a dodici anni. La riduzione pressoria è più comune in chi non fuma, non beve alcol e perde peso e si associa a una riduzione media del 34% del rischio cardiovascolare.
https://www.thelancet.com/journals/eclinm/article/PIIS2589-5370(24)00257-8/fulltext
Studi di questo genere sono purtroppo rari, malgrado la loro enorme importanza che consiste soprattutto nel ricordarci che esiste una storia individuale che non infrequentemente si sottrae alle conclusioni generale della statistica e dell'epidemiologia. Tra le maggiori necessità dell'odierna medicina dei grandi numeri ("big data") elaborati con strumenti di calcolo sempre più potenti e il cui funzionamento sfugge sempre più ai loro utilizzatori (si pensi alle intelligenze artificiali), rientra indubbiamente l'esigenza di riappropriarsi della consapevolezza che ogni individuo fa storia a sé. Se da un lato la scienza fonda il suo successo sui grandi numeri, dall'altro l'arte medica consiste in gran parte nel saper ricondurre quei numeri al profilo, alle esigenze, alle condizioni e anche alle preferenze del singolo. Non per nulla la medicina si dice "basata" sulle evidenze, che tuttavia vanno confrontate e adeguate con gli specifici contesti.
eClinicalMedicine
Remission to normal blood pressure in older adults with hypertension who did not receive antihypertensive medication: analysis…
In many of this study population, hypertension could be reversed without the intervention
of drug treatment in the first few years after diagnosis. This finding may have implications
for more individualized management of hypertension. Further studies to identify…
of drug treatment in the first few years after diagnosis. This finding may have implications
for more individualized management of hypertension. Further studies to identify…
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Per chi fosse interessato, questo e' il testo integrale della relazione introduttiva sulle rivoluzioni colorate che ho presentato il 29 giugno a Ficulle, Terni. Appena smaltisco il viaggio riprendo la consueta attivita' sul canale. https://medium.com/p/853b9e1af995
Medium
Rivoluzioni colorate. Genesi, applicazione e crisi di uno strumento di guerra ibrida
(Relazione presentata ad un convegno in Umbria, 29 giugno 2024)
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Forwarded from Francesca Quibla
Vi presento il presidente di KKR Global Institute, il fondo americano da oggi proprietario dell’intera rete di telecomunicazione italiana.
È il generale David H. Petraeus, ex comandante in capo delle forze armate degli Stati Uniti d’America in Iraq e della coalizione ISAF in Afghanistan nonché - udite udite - ex direttore della CIA.
In pratica il governo Meloni anziché nazionalizzare Tim ha svenduto la nostra rete di telecomunicazione ai servizi segreti americani. Auguri.
Antonio di Siena
È il generale David H. Petraeus, ex comandante in capo delle forze armate degli Stati Uniti d’America in Iraq e della coalizione ISAF in Afghanistan nonché - udite udite - ex direttore della CIA.
In pratica il governo Meloni anziché nazionalizzare Tim ha svenduto la nostra rete di telecomunicazione ai servizi segreti americani. Auguri.
Antonio di Siena
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Forwarded from Andrea Zhok
Oggi, sfogliando un po' di siti di informazione online sono incappato in due notizie, nessuna delle due del tutto nuova.
La prima è la notizia della cessione del governo italiano delle infrastrutture di telecomunicazione nazionali, prima TIM, al KKR Global Institute, fondo americano presieduto dall'ex generale David H. Petraeus, ex direttore della CIA.
Niente di anomalo, niente che non rientri nella fisiologia di questo paese.
Il governo "sovranista", quello che si imporpora d'orgoglio nazionale quando deve fare gli spottoni pre-elettorali, cede serenamente e sistematicamente ogni residuo di autonomia al capobastone americano.
Per l'occasione, allarmi antifascisti non pervenuti.
I nostri sovranisti à la carte del "fascismo" hanno recepito più o meno solo il principio di cieca obbedienza gerarchica e un po' di darwinismo sociale.
La cieca obbedienza al capobranco oggi si esercita in direzione di un padrone con passaporto americano e il darwinismo sociale si traduce in mercatismo (il mercato ha sempre ragione, il mercato è efficiente, il mercato è buono, in particolare se a comprare è un padrone a stelle e strisce.)
E incidentalmente, queste due ombreggiature "fasciste" - cieca obbedienza ai caporali di Washington e mercatismo - sono principi abbracciati entusiasticamente anche dal centrosinistra.
Ricordiamo, di passaggio, che la dismissione delle telecomunicazioni venne inaugurata illo tempore dal centrosinistra, con Prodi: c'è qualcosa di esteticamente mirabile nel vedere che la parabola che si è aperta con Prodi viene oggi chiusa dalla Meloni).
La seconda notizia in cui sono incappato è un'articolessa su Repubblica, in cui si perorava la causa della didattica a distanza, spiegando nel titolo come "l'84% degli studenti si sente più sicuro e preparato grazie al mondo digitale".
Assumendo di rivolgermi a persone intelligenti non mi metterò neppure a refutare questa corbelleria.
Vi troviamo l'usuale sparata percentuale (l'84% eh, mica ca**i) che mima la retorica scientifica, attraverso la quale questi incartamenti per il pesce gabellano la propria propaganda come "autorevole".
Vi troviamo una balla sesquipedale, evidente a chiunque abbia constatato la mostruosa impennata dei problemi psichiatrici adolescenziali dopo la clausura (e la didattica a distanza) del Covid.
Ma ci troviamo, soprattutto - e questo è ciò che fa venire i brividi - una quadratura mirabile - ancorché contingente - con la prima notizia.
Ricordiamo infatti cos'è esattamente la rete venduta agli americani. Riporto, a titolo di resoconto, un passaggio da fonte non sospettabile di antiamericanismo, una pagina del Corriere della Sera di qualche tempo fa:
"La rete di telecomunicazioni di Tim è la più estesa d’Italia: è composta da oltre 21 milioni di chilometri di cavi in fibra ottica e copre l’89% delle abitazioni. È la principale infrastruttura per la trasmissione dei dati di cittadini, imprese e pubblica amministrazione. É considerata strategica per la sicurezza nazionale ed è lo snodo principale per la digitalizzazione del Paese, che passa per l’introduzione delle applicazioni digitali fondamentali per il futuro delle imprese italiane e per l’ammodernamento dei servizi al cittadino da parte della pubblica amministrazione previsto dal Piano di ripresa e resilienza."
Dunque, in sostanza.
Il Piano di ripresa e resilienza, insieme a tutti i vari progetti europei di digitalizzazione forzata, preme per estendersi anche alla formazione scolastica (donde l'articolessa pubblicitaria di Repubblica).
Il quadro della società che emerge come un desideratum è dunque quello di un mondo di interazioni massimamente digitalizzate, i cui veicoli sono sorvegliati o sorvegliabili, manipolati o manipolabili, a piacimento da un comando estero con agenda militare.
Aggiungo una notazione laterale.
Conosco fin troppo bene le reazioni del liberale italiano medio (cioè dell'elettorato mainstream) per non anticiparne la reazione automatica di fronte a simili osservazioni.
La prima è la notizia della cessione del governo italiano delle infrastrutture di telecomunicazione nazionali, prima TIM, al KKR Global Institute, fondo americano presieduto dall'ex generale David H. Petraeus, ex direttore della CIA.
Niente di anomalo, niente che non rientri nella fisiologia di questo paese.
Il governo "sovranista", quello che si imporpora d'orgoglio nazionale quando deve fare gli spottoni pre-elettorali, cede serenamente e sistematicamente ogni residuo di autonomia al capobastone americano.
Per l'occasione, allarmi antifascisti non pervenuti.
I nostri sovranisti à la carte del "fascismo" hanno recepito più o meno solo il principio di cieca obbedienza gerarchica e un po' di darwinismo sociale.
La cieca obbedienza al capobranco oggi si esercita in direzione di un padrone con passaporto americano e il darwinismo sociale si traduce in mercatismo (il mercato ha sempre ragione, il mercato è efficiente, il mercato è buono, in particolare se a comprare è un padrone a stelle e strisce.)
E incidentalmente, queste due ombreggiature "fasciste" - cieca obbedienza ai caporali di Washington e mercatismo - sono principi abbracciati entusiasticamente anche dal centrosinistra.
Ricordiamo, di passaggio, che la dismissione delle telecomunicazioni venne inaugurata illo tempore dal centrosinistra, con Prodi: c'è qualcosa di esteticamente mirabile nel vedere che la parabola che si è aperta con Prodi viene oggi chiusa dalla Meloni).
La seconda notizia in cui sono incappato è un'articolessa su Repubblica, in cui si perorava la causa della didattica a distanza, spiegando nel titolo come "l'84% degli studenti si sente più sicuro e preparato grazie al mondo digitale".
Assumendo di rivolgermi a persone intelligenti non mi metterò neppure a refutare questa corbelleria.
Vi troviamo l'usuale sparata percentuale (l'84% eh, mica ca**i) che mima la retorica scientifica, attraverso la quale questi incartamenti per il pesce gabellano la propria propaganda come "autorevole".
Vi troviamo una balla sesquipedale, evidente a chiunque abbia constatato la mostruosa impennata dei problemi psichiatrici adolescenziali dopo la clausura (e la didattica a distanza) del Covid.
Ma ci troviamo, soprattutto - e questo è ciò che fa venire i brividi - una quadratura mirabile - ancorché contingente - con la prima notizia.
Ricordiamo infatti cos'è esattamente la rete venduta agli americani. Riporto, a titolo di resoconto, un passaggio da fonte non sospettabile di antiamericanismo, una pagina del Corriere della Sera di qualche tempo fa:
"La rete di telecomunicazioni di Tim è la più estesa d’Italia: è composta da oltre 21 milioni di chilometri di cavi in fibra ottica e copre l’89% delle abitazioni. È la principale infrastruttura per la trasmissione dei dati di cittadini, imprese e pubblica amministrazione. É considerata strategica per la sicurezza nazionale ed è lo snodo principale per la digitalizzazione del Paese, che passa per l’introduzione delle applicazioni digitali fondamentali per il futuro delle imprese italiane e per l’ammodernamento dei servizi al cittadino da parte della pubblica amministrazione previsto dal Piano di ripresa e resilienza."
Dunque, in sostanza.
Il Piano di ripresa e resilienza, insieme a tutti i vari progetti europei di digitalizzazione forzata, preme per estendersi anche alla formazione scolastica (donde l'articolessa pubblicitaria di Repubblica).
Il quadro della società che emerge come un desideratum è dunque quello di un mondo di interazioni massimamente digitalizzate, i cui veicoli sono sorvegliati o sorvegliabili, manipolati o manipolabili, a piacimento da un comando estero con agenda militare.
Aggiungo una notazione laterale.
Conosco fin troppo bene le reazioni del liberale italiano medio (cioè dell'elettorato mainstream) per non anticiparne la reazione automatica di fronte a simili osservazioni.
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Forwarded from Andrea Zhok
La loro reazione naturale è di vedere in tutte queste osservazioni i germi di un complottismo che vede piani malvagi e intenzioni di nocumento ovunque.
Invece bisogna fidarsi.
Perché il soggetto politico qui è il Blocco-del-Bene (progressismo, liberalismo, dirittumanismo, globalismo, americanismo).
Ciò che in qualche misura diverte in questa forma di cecità selettiva è l'inavvertita inconsequenzialità.
Infatti, è parte della concezione antropologica di fondo del liberale l'assunto che tutti gli agenti siano mossi sistematicamente da agende di interesse autoaffermativo, da egoismo, ambizione autoreferenziale, pulsione ad appagare la propria curva privata di utilità.
Tra i tanti difetti di una visione così deprimente dell'umano, almeno un aspetto potrebbe tornare utile in tempi oscuri come i presenti: sotto tali premesse dovrebbe almeno essere diffusa un'allerta costante, una cultura del sospetto rispetto a intenzioni e dichiarazioni "idealiste", una sfiducia nella "voce del padrone".
E invece - potenza del bispensiero - niente di tutto ciò accade. Rispetto al padrone reale in carica vige solo infinita fiducia nella sua superiore nobiltà e lungimiranza.
Perché il Grande Fratello è buono.
E chi ne dubita è un complottista.
Invece bisogna fidarsi.
Perché il soggetto politico qui è il Blocco-del-Bene (progressismo, liberalismo, dirittumanismo, globalismo, americanismo).
Ciò che in qualche misura diverte in questa forma di cecità selettiva è l'inavvertita inconsequenzialità.
Infatti, è parte della concezione antropologica di fondo del liberale l'assunto che tutti gli agenti siano mossi sistematicamente da agende di interesse autoaffermativo, da egoismo, ambizione autoreferenziale, pulsione ad appagare la propria curva privata di utilità.
Tra i tanti difetti di una visione così deprimente dell'umano, almeno un aspetto potrebbe tornare utile in tempi oscuri come i presenti: sotto tali premesse dovrebbe almeno essere diffusa un'allerta costante, una cultura del sospetto rispetto a intenzioni e dichiarazioni "idealiste", una sfiducia nella "voce del padrone".
E invece - potenza del bispensiero - niente di tutto ciò accade. Rispetto al padrone reale in carica vige solo infinita fiducia nella sua superiore nobiltà e lungimiranza.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
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Demostenes Floros e Giacomo Gabellini
Green new deal nell'ottica della guerra statunitense contro Russia e potenze emergenti e dedollarizzazione
Ficulle (Tr), 28-29 Giugno 2024
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Ficulle (Tr), 28-29 Giugno 2024
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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Forwarded from Donbass italia
La tennista russa Anastasia Potapova ha rifiutato l'offerta del CIO di partecipare alle Olimpiadi di Parigi.
In precedenza, anche Andrei Rublev, Karen Khachanov, Daria Kasatkina, Lyudmila Samsonova e Anna Kalinskaya si erano rifiutati di partecipare.
😊 Vincenzo Lorusso 👍
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LO SPOTTONE 🌺🌺🌺
Lo scorso sabato nella splendida cornice dell'appennino umbro, scelta da Giorgio Bianchi per l'ormai tradizionale incontro annuale, ci dicevamo che tra le tante ipotesi che si possono formulare sul significato "strategico" dell'operazione che sta dietro ai vaccini covid a RNA ce ne sono due maggiori. Una è la legittimazione della procedura emergenziale (CMA, conditional marketing authorization), che varie figure di rilievo negli enti regolatori si stanno peritando di presentare come il percorso preferenziale per l'innovazione farmaceutica, particolarmente gradito all'industria che vedrà in tal modo significativamente ridursi il carico di documentazione su efficacia e sicurezza da presentare per ottenere il via libera alla commercializzazione di nuovi medicinali (di conseguenza con meno spese e maggiori ricavi, il tutto ovviamente presentato invece come una più rapida disponibilità al pubblico di nuovi farmaci). L'altra è lo sdoganamento della tecnologia dell'RNA, una sottocategoria di terapie geniche che fino a ieri avevano prodotto poche e nulle applicazioni e che oggi si vedono spalancare mercati enormi. Soprattutto, l'operazione vaccini covid è servita a far passare l'idea che nel complesso la tecnologia dell'RNA sia aprioristicamente sempre efficace e sempre sicura, col che esentando l'industria dal provare efficacia e sicurezza per ogni singolo prodotto. Si veda l'esempio già in essere dei vaccini covid aggiornati, cui non si chiede più di documentare efficacia in termini ad esempio di riduzione dei contagi (timidamente verificata negli studi autorizzativi delle versioni originali del 2020), della trasmissione, della malattia grave o dei decessi (mai esaminate in studi clinici e dunque ancora oggi indefinite). La prospettiva che si sta concretizzando è quella di prodotti aggiornabili in qualsiasi momento sul modello dell'antivirus del computer, i cui effetti saranno per definizione favorevoli poiché nessuno si preoccuperà di verificarli preventivamente (e poi ci penseranno i monitoraggi epidemiologici e la farmacovigilanza, che tanto valida prova di sé hanno dato in epoca pandemica). E a tal proposito giunge oggi un numero speciale di Doctor33, bollettino che finisce nelle caselle di posta elettronica di tutti i medici, i farmacisti e i sanitari italiani, sulle meraviglie della piattaforma a RNA. Speciale realizzato con il contributo "non condizionato" di Pfizer. Di chi se no?
https://www.doctor33.it/speciali/piattaforma-a-mrna-cose-e-come-funziona
Lo scorso sabato nella splendida cornice dell'appennino umbro, scelta da Giorgio Bianchi per l'ormai tradizionale incontro annuale, ci dicevamo che tra le tante ipotesi che si possono formulare sul significato "strategico" dell'operazione che sta dietro ai vaccini covid a RNA ce ne sono due maggiori. Una è la legittimazione della procedura emergenziale (CMA, conditional marketing authorization), che varie figure di rilievo negli enti regolatori si stanno peritando di presentare come il percorso preferenziale per l'innovazione farmaceutica, particolarmente gradito all'industria che vedrà in tal modo significativamente ridursi il carico di documentazione su efficacia e sicurezza da presentare per ottenere il via libera alla commercializzazione di nuovi medicinali (di conseguenza con meno spese e maggiori ricavi, il tutto ovviamente presentato invece come una più rapida disponibilità al pubblico di nuovi farmaci). L'altra è lo sdoganamento della tecnologia dell'RNA, una sottocategoria di terapie geniche che fino a ieri avevano prodotto poche e nulle applicazioni e che oggi si vedono spalancare mercati enormi. Soprattutto, l'operazione vaccini covid è servita a far passare l'idea che nel complesso la tecnologia dell'RNA sia aprioristicamente sempre efficace e sempre sicura, col che esentando l'industria dal provare efficacia e sicurezza per ogni singolo prodotto. Si veda l'esempio già in essere dei vaccini covid aggiornati, cui non si chiede più di documentare efficacia in termini ad esempio di riduzione dei contagi (timidamente verificata negli studi autorizzativi delle versioni originali del 2020), della trasmissione, della malattia grave o dei decessi (mai esaminate in studi clinici e dunque ancora oggi indefinite). La prospettiva che si sta concretizzando è quella di prodotti aggiornabili in qualsiasi momento sul modello dell'antivirus del computer, i cui effetti saranno per definizione favorevoli poiché nessuno si preoccuperà di verificarli preventivamente (e poi ci penseranno i monitoraggi epidemiologici e la farmacovigilanza, che tanto valida prova di sé hanno dato in epoca pandemica). E a tal proposito giunge oggi un numero speciale di Doctor33, bollettino che finisce nelle caselle di posta elettronica di tutti i medici, i farmacisti e i sanitari italiani, sulle meraviglie della piattaforma a RNA. Speciale realizzato con il contributo "non condizionato" di Pfizer. Di chi se no?
https://www.doctor33.it/speciali/piattaforma-a-mrna-cose-e-come-funziona
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GUERRA MONDIALE 🌺🌺🌺
Giulietto Chiesa nel maggio 2019 spiega la crisi odierna.
https://www.youtube.com/watch?v=utjoG2Hh2QU
Giulietto Chiesa nel maggio 2019 spiega la crisi odierna.
https://www.youtube.com/watch?v=utjoG2Hh2QU
YouTube
Giulietto Chiesa: "Così andiamo verso una guerra di sterminio mondiale"
Maggio 2019
Dalla lettura dei documenti prodotti dal Pentagono già lo scorso novembre è sempre più evidente il rischio di uno scontro mondiale, anche con utilizzo di armi atomiche, che vede il contrapporsi degli Stati Uniti d'America contro Russia e Cina.…
Dalla lettura dei documenti prodotti dal Pentagono già lo scorso novembre è sempre più evidente il rischio di uno scontro mondiale, anche con utilizzo di armi atomiche, che vede il contrapporsi degli Stati Uniti d'America contro Russia e Cina.…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
GIORGIO BIANCHI DA BORGONOVO: "VI SPIEGO EUROMAIDAN, ERO LÌ"
"I russi si sono ritirati e hanno dato vita a un'altra strategia: distruggere le infrastrutture energetiche e civili dell'#Ucraina".
Siamo a novembre 2022, la guerra tra #Russia e Ucraina si è espansa nel febbraio precedente e i russi si sono appena ritirati da Kherson, città fulcro del conflitto. Ma la ritirata delle truppe non significa sconfitta, né pace. Come analizzato correttamente dal fotoreporter #GiorgioBianchi in un'intervista di quel tempo concessa a Francesco Borgonovo, la Russia darà vita a una strategia diversa.
Gli ultimi attacchi alle infrastrutture energetiche risalgono a maggio e a giugno 2024. Ma la guerra tra Russia e Ucraina comincia ben prima: non nel 2022, ma nel 2014. Cruciale la regione del #Donbass e il noto Euromaidan, manifestazione in cui morirono oltre 100 persone tra manifestanti e polizia. Giorgio Bianchi era lì.
Il suo lavoro in Ucraina è incessante da diverso tempo, ma è più riconosciuto solo dopo febbraio 2022. Talvolta, però, anche in maniera negativa. Un racconto della guerra integrale ma non convenzionale costa a Bianchi il titolo di "filoputiniano", appellativo concessogli dalla stampa mainstream in diverse occasioni. Il fotoreporter pubblicava nel 2022 un libro intitolato "Donbass stories", un racconto ricco di immagini: foto che riescono quasi a far toccare con mano le scene quotidiane dei luoghi di guerra.
Nel novembre del 2022 Giorgio Bianchi interveniva a Punto & Accapo.
Qui l'intervista del 18 novembre 2022.
https://www.youtube.com/watch?v=h0BTohzFOP0
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"I russi si sono ritirati e hanno dato vita a un'altra strategia: distruggere le infrastrutture energetiche e civili dell'#Ucraina".
Siamo a novembre 2022, la guerra tra #Russia e Ucraina si è espansa nel febbraio precedente e i russi si sono appena ritirati da Kherson, città fulcro del conflitto. Ma la ritirata delle truppe non significa sconfitta, né pace. Come analizzato correttamente dal fotoreporter #GiorgioBianchi in un'intervista di quel tempo concessa a Francesco Borgonovo, la Russia darà vita a una strategia diversa.
Gli ultimi attacchi alle infrastrutture energetiche risalgono a maggio e a giugno 2024. Ma la guerra tra Russia e Ucraina comincia ben prima: non nel 2022, ma nel 2014. Cruciale la regione del #Donbass e il noto Euromaidan, manifestazione in cui morirono oltre 100 persone tra manifestanti e polizia. Giorgio Bianchi era lì.
Il suo lavoro in Ucraina è incessante da diverso tempo, ma è più riconosciuto solo dopo febbraio 2022. Talvolta, però, anche in maniera negativa. Un racconto della guerra integrale ma non convenzionale costa a Bianchi il titolo di "filoputiniano", appellativo concessogli dalla stampa mainstream in diverse occasioni. Il fotoreporter pubblicava nel 2022 un libro intitolato "Donbass stories", un racconto ricco di immagini: foto che riescono quasi a far toccare con mano le scene quotidiane dei luoghi di guerra.
Nel novembre del 2022 Giorgio Bianchi interveniva a Punto & Accapo.
Qui l'intervista del 18 novembre 2022.
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[REPOST] 18.11.2022 | GIORGIO BIANCHI DA BORGONOVO: "VI SPIEGO EUROMAIDAN, ERO LÌ"
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"I russi si sono ritirati e hanno dato vita a un'altra strategia: distruggere le infrastrutture energetiche e civili dell'#Ucraina".
Siamo a novembre 2022, la guerra tra #Russia…
"I russi si sono ritirati e hanno dato vita a un'altra strategia: distruggere le infrastrutture energetiche e civili dell'#Ucraina".
Siamo a novembre 2022, la guerra tra #Russia…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
“C’È UNA GUERRA IN ATTO ED È CONTRO DI NOI”, L’INCONTRO ORGANIZZATO DA GIORGIO BIANCHI A FICULLE
“C’è una guerra in atto ed è contro di noi”, a partire da questa considerazione, quattro anni fa si è svolto il primo incontro organizzato a Ficulle (TR) dal giornalista e fotografo Giorgio Bianchi. Quell’incontro cadeva nel mezzo della cosiddetta emergenza pandemica e nasceva dall’esigenza di discutere sul perché si cavalcava quell’emergenza per imporre misure prive di consistenza scientifica e pesantemente lesive dei basilari diritti umani. Nello scorso fine settimana si è svolta la quarta edizione dell’incontro, che ancora una volta ha visto la presenza di ospiti di alto profilo. Almeno per il momento l’emergenza pandemica appartiene al passato, ma le guerre in atto contro i cittadini no: dalle sanzioni contro la Russia, che penalizzano le economie europee, alle politiche falsamente “green”. Tra gli intervenuti Franco Cardini, Marco Cosentino, Maurizio Federico, Giacomo Gabellini. Demostenes Floros, Uberto Crescenti, Paolo Cassina.
Servizio di Berenice Galli e Luca Fuscaldi
https://www.byoblu.com/2024/07/03/ce-una-guerra-in-atto-ed-e-contro-di-noi-lincontro-organizzato-da-giorgio-bianchi-a-ficulle/
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“C’è una guerra in atto ed è contro di noi”, a partire da questa considerazione, quattro anni fa si è svolto il primo incontro organizzato a Ficulle (TR) dal giornalista e fotografo Giorgio Bianchi. Quell’incontro cadeva nel mezzo della cosiddetta emergenza pandemica e nasceva dall’esigenza di discutere sul perché si cavalcava quell’emergenza per imporre misure prive di consistenza scientifica e pesantemente lesive dei basilari diritti umani. Nello scorso fine settimana si è svolta la quarta edizione dell’incontro, che ancora una volta ha visto la presenza di ospiti di alto profilo. Almeno per il momento l’emergenza pandemica appartiene al passato, ma le guerre in atto contro i cittadini no: dalle sanzioni contro la Russia, che penalizzano le economie europee, alle politiche falsamente “green”. Tra gli intervenuti Franco Cardini, Marco Cosentino, Maurizio Federico, Giacomo Gabellini. Demostenes Floros, Uberto Crescenti, Paolo Cassina.
Servizio di Berenice Galli e Luca Fuscaldi
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ByoBlu
“C’È UNA GUERRA IN ATTO ED È CONTRO DI NOI”, L’INCONTRO ORGANIZZATO DA GIORGIO BIANCHI A FICULLE
“C’è una guerra in atto ed è contro di noi”, a partire da questa considerazione si è svolto a Ficulle il quarto incontro organizzato da Giorgio Bianchi con numerosi ospiti di rilievo.
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Forwarded from Donbass italia
YouTube ha bloccato il canale di Polina Gagarina.
Secondo i dati pubblici aveva 563mila abbonati. In precedenza, la cantante era stata inclusa nell'elenco delle sanzioni dell'UE.
Inoltre, il canale dell'artista russo SHAMAN non è più disponibile sulla piattaforma.
😊 Vincenzo Lorusso 👍
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TUTTO IL MONDO 🌺🌺🌺
Dopo la disastrosa esibizione di Biden nel confronto televisivo con Trump, pare che vari illustri docenti delle prestigiose università di Yale e di Harvard si siano precipitati a tentare di giustificarlo sostenendo che probabilmente era sotto l'effetto di "farmaci per il raffreddore" (immaginiamo antistaminici, che notoriamente inducono sedazione), salvo essere smentiti e breve dalla stessa Casa Bianca. Ora Vinay Prasad sul blog Sensible Medicine giustamente stigmatizza questo servilismo, non dissimile da quello di tanti altri "esperti" che sostennero ad esempio l'esigenza di vaccinare i guariti dal covid o di far indossare mascherine ai ragazzini. Medici e scienziati in generale hanno la responsabilità di mantenersi onesti e obiettivi, e vengono meno al loro ruolo ove si mostrino talmente partigiani da distorcere i fatti rendendoli subalterni alle opinioni e alle posizioni preconcette che essi intendono sostenere. In questi anni abbiamo purtroppo assistito e continuiamo ad assistere a comportamenti del genere, da parte di persone che - come si dice - "pagherebbero per vendersi". Almeno in questo senso, la globalizzazione è un fatto acquisito.
https://www.sensible-med.com/p/update-per-the-white-house-biden
Dopo la disastrosa esibizione di Biden nel confronto televisivo con Trump, pare che vari illustri docenti delle prestigiose università di Yale e di Harvard si siano precipitati a tentare di giustificarlo sostenendo che probabilmente era sotto l'effetto di "farmaci per il raffreddore" (immaginiamo antistaminici, che notoriamente inducono sedazione), salvo essere smentiti e breve dalla stessa Casa Bianca. Ora Vinay Prasad sul blog Sensible Medicine giustamente stigmatizza questo servilismo, non dissimile da quello di tanti altri "esperti" che sostennero ad esempio l'esigenza di vaccinare i guariti dal covid o di far indossare mascherine ai ragazzini. Medici e scienziati in generale hanno la responsabilità di mantenersi onesti e obiettivi, e vengono meno al loro ruolo ove si mostrino talmente partigiani da distorcere i fatti rendendoli subalterni alle opinioni e alle posizioni preconcette che essi intendono sostenere. In questi anni abbiamo purtroppo assistito e continuiamo ad assistere a comportamenti del genere, da parte di persone che - come si dice - "pagherebbero per vendersi". Almeno in questo senso, la globalizzazione è un fatto acquisito.
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Sensible-Med
Update: Per the White House, Biden was not on cold medication... so why did doctors speculate that he was?
Ambition is ok, bullshit is not
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Forwarded from Giubbe Rosse
Media is too big
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Vuoi davvero morire per la Nato? Vuoi mandare i tuoi figli al fronte? Vuoi la Terza Guerra Mondiale? #IONO!
CITTADINI IN MARCIA PER LA PACE
ASSISI, 29 SETTEMBRE 2024
info: cittadiniperlapace.it
Stiamo andando dritti verso la terza guerra mondiale. Sai che significa? Che anche tu verrai gettato nell’incubo nucleare assieme ai tuoi cari.
Se anche tu di fronte a questa terribile prospettiva vuoi urlare “IO NO!” allora scendi in piazza, marcia per la pace!
CITTADINI IN MARCIA PER LA PACE
ASSISI, 29 SETTEMBRE 2024
info: cittadiniperlapace.it
Stiamo andando dritti verso la terza guerra mondiale. Sai che significa? Che anche tu verrai gettato nell’incubo nucleare assieme ai tuoi cari.
Se anche tu di fronte a questa terribile prospettiva vuoi urlare “IO NO!” allora scendi in piazza, marcia per la pace!
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇫🇷 MARINE LE PEN: "SE VINCO, STOP AD ARMI A LUNGO RAGGIO A KIEV E STOP A INVIO DI TRUPPE"
Fonte: CNN
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Marine Le Pen, esponente del partito di estrema destra francese Rassemblement National (RN), ha promesso che un eventuale primo ministro del suo partito impedirà a Kiev di utilizzare le armi a lungo raggio fornite dalla Francia per colpire all'interno della Russia e ostacolerà il suggerimento del presidente francese Emmanuel Macron di mettere gli stivali francesi sul suolo ucraino.
"Se Emmanuel Macron vuole inviare truppe in Ucraina e il primo ministro è contrario, allora non ci sono truppe inviate in Ucraina", ha detto alla CNN. "Il primo ministro ha l'ultima parola".
Marine Le Pen ha rilasciato un'intervista ad ampio raggio a Christiane Amanpour di CNN giovedì prima del voto del secondo turno delle elezioni parlamentari anticipate in Francia, indetto da Macron dopo gli straordinari risultati del Rassemblement National alle elezioni europee di maggio.
Fonte: CNN
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CNN
Marine Le Pen promises French far right will rein in aid to Ukraine, slams soccer star Mbappé | CNN
As Ukraine bleeds territory to Russia, support from one of Kyiv’s strongest backers looks set to falter if the far right sweep to power in Sunday’s French parliamentary elections.
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SULL'OBBLIGO VACCINALE 🌺🌺🌺
Un appello a genitori, medici, operatori sanitari e cittadini.
"Invitiamo le autorità a riconsiderare queste politiche e a promuovere la libertà di scelta, il dialogo informato, il rispetto dei diritti individuali, oltre a confronti scientifici senza censure. La salute dei nostri bambini e la coesione della nostra società dipendono da approcci rispettosi basati sulla fiducia reciproca."
https://www.assis.it/appello-contro-obblighi-vaccinali-privi-di-motivi-scientifici-validi-e-se-non-servano-anche-a-proteggere-gli-altri/
Un appello a genitori, medici, operatori sanitari e cittadini.
"Invitiamo le autorità a riconsiderare queste politiche e a promuovere la libertà di scelta, il dialogo informato, il rispetto dei diritti individuali, oltre a confronti scientifici senza censure. La salute dei nostri bambini e la coesione della nostra società dipendono da approcci rispettosi basati sulla fiducia reciproca."
https://www.assis.it/appello-contro-obblighi-vaccinali-privi-di-motivi-scientifici-validi-e-se-non-servano-anche-a-proteggere-gli-altri/
AsSIS - Associazione di Studi e Informazione sulla Salute
Appello Contro Obblighi Vaccinali privi di motivi scientifici validi e se non servano anche a proteggere gli altri - AsSIS
Cari genitori, medici, operatori sanitari e cittadini preoccupati,
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CHALLENGE GAMES 🌺🌺🌺
Dopo la pubblicazione del 2022 (https://www.nature.com/articles/s41591-022-01780-9), nella quale l'inoculazione nasale di SARS-CoV-2 di 33 giovani sani sotto i 30 anni di età era riuscita a infettarne 18, un altro studio del medesimo gruppo compare in questi giorni (https://www.nature.com/articles/s41586-024-07575-x), nel quale 16 persone vengono inoculate, 6 si infettano stabilmente, 3 transitoriamente e 7 per nulla, mostrando la complessa dinamica della risposta immunitaria locale e sistemica nonché fornendo indicazioni su possibili meccanismi di resistenza. Ora, entrambe le pubblicazioni riportano studi che originano da un interessantissimo programma di ricerca approvato da un Comitato etico nazionale che ha ritenuto accettabile infettare volontariamente soggetti giovani e sani nei quali il rischio di morte era stato quantificato essere 1 su 250.000 e quello di ricovero per malattia grave di 1 su 4.902. Ognuno dei partecipanti inoltre è stato ricompensato con poco meno di 4.600 sterline, somma ritenuta adeguata in base ai giorni di quarantena previsti e ai salari minimi inglesi. Ora, davvero vien da chiedersi: se questi sono stati i criteri e alla luce del fatto ormai acclarato ma noto fin da fine 2020 che i vaccini non riducono la trasmissione del contagio in maniera significativa per la salute pubblica, su quale fondamento si sono potuti reggere gli obblighi vaccinali, visto che - mentre venivano imposti i vaccini al mondo, ivi inclusi bambini e giovani perfettamente sani - si riconosceva niente meno che l'eticità di infettare intenzionalmente delle persone sulla base di un rischio esplicitamente stimato e ritenuto accettabile?
Dopo la pubblicazione del 2022 (https://www.nature.com/articles/s41591-022-01780-9), nella quale l'inoculazione nasale di SARS-CoV-2 di 33 giovani sani sotto i 30 anni di età era riuscita a infettarne 18, un altro studio del medesimo gruppo compare in questi giorni (https://www.nature.com/articles/s41586-024-07575-x), nel quale 16 persone vengono inoculate, 6 si infettano stabilmente, 3 transitoriamente e 7 per nulla, mostrando la complessa dinamica della risposta immunitaria locale e sistemica nonché fornendo indicazioni su possibili meccanismi di resistenza. Ora, entrambe le pubblicazioni riportano studi che originano da un interessantissimo programma di ricerca approvato da un Comitato etico nazionale che ha ritenuto accettabile infettare volontariamente soggetti giovani e sani nei quali il rischio di morte era stato quantificato essere 1 su 250.000 e quello di ricovero per malattia grave di 1 su 4.902. Ognuno dei partecipanti inoltre è stato ricompensato con poco meno di 4.600 sterline, somma ritenuta adeguata in base ai giorni di quarantena previsti e ai salari minimi inglesi. Ora, davvero vien da chiedersi: se questi sono stati i criteri e alla luce del fatto ormai acclarato ma noto fin da fine 2020 che i vaccini non riducono la trasmissione del contagio in maniera significativa per la salute pubblica, su quale fondamento si sono potuti reggere gli obblighi vaccinali, visto che - mentre venivano imposti i vaccini al mondo, ivi inclusi bambini e giovani perfettamente sani - si riconosceva niente meno che l'eticità di infettare intenzionalmente delle persone sulla base di un rischio esplicitamente stimato e ritenuto accettabile?
Nature
Safety, tolerability and viral kinetics during SARS-CoV-2 human challenge in young adults
Nature Medicine - In the first SARS-CoV-2 challenge study in humans, 36 young, healthy adult participants were intranasally inoculated with virus and monitored for productive infection, symptoms,...
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