Forwarded from Donbass italia
È VIVA!!!
❗️RT ha parlato con la madre di Elena Chesakova, una donna arrestata a Odessa per aver tentato di appendere una bandiera russa su un piedistallo.
La donna ha parlato della reazione di Elena alla persecuzione: “Non cambio le mie opinioni”.
Ha anche ammesso di non riuscire a convincere la figlia a fare delle concessioni.
E ha aggiunto: in Ucraina molte persone la pensano come lei, hanno semplicemente paura e tacciono.
Secondo la madre, Chesakova ora è con suo figlio e sua figlia, ma agli arresti domiciliari.
Presto pubblicheremo la conversazione completa sul nostro canale Telegram. Da non perdere.
😊 Vincenzo Lorusso 👍
Giornalista Lugansk🇷🇺 ( LNR-Russia)
Bannato da📱 e da 📱
Autore📱 Donbass Italia ☑️
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❗️RT ha parlato con la madre di Elena Chesakova, una donna arrestata a Odessa per aver tentato di appendere una bandiera russa su un piedistallo.
La donna ha parlato della reazione di Elena alla persecuzione: “Non cambio le mie opinioni”.
Ha anche ammesso di non riuscire a convincere la figlia a fare delle concessioni.
E ha aggiunto: in Ucraina molte persone la pensano come lei, hanno semplicemente paura e tacciono.
Secondo la madre, Chesakova ora è con suo figlio e sua figlia, ma agli arresti domiciliari.
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Giornalista Lugansk
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Forwarded from Russian Tour
Ampliamo la collezione de La Stampa: dopo l'assenza di cibo, il deficit di calzini, i combattimenti con le pale, abbiamo i soldati anziani stanchi e pieni di acciacchi.
📱 Vi racconto la Russia
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L'UOMO QUALUNQUE 🌺🌺🌺
Il sito web ROARS dà conto dell'iniziativa di 39 società scientifiche italiane che hanno firmato un documento che denuncia le politiche del governo Meloni volte al ridimensionamento del sistema universitario attraverso la riduzione del finanziamento ordinario (https://www.roars.it/il-governo-ridimensiona-universita-e-ricerca/). La riduzione del finanziamento è intorno ai 6-700 milioni a seconda delle stime. Curiosamente, una cifra coincidente con quei 690 milioni che si stimava a febbraio scorso l'Italia avesse destinato ad aiutare l'Ucraina nello sforzo bellico (e che secondo Il Foglio sarebbero addirittura in triplo: https://www.ilfoglio.it/politica/2024/03/04/news/l-italia-per-l-ucraina-un-impegno-reale-che-vale-piu-delle-parole-6285678/). Forse tuttavia gli universitari dovrebbero essere meno scontenti dei tagli, considerando che servono a una causa che gli Atenei italiani hanno abbracciato da subito con convinzione, colorando di blu e giallo i siti web e censurando le iniziative che potessero essere più o meno direttamente ricondotte a collaborazioni con i colleghi russi e addirittura semplicemente si rifacessero alla cultura e all'arte di quel paese. Il medesimo documento critica anche i passi dell'attuale governo verso l'ulteriore precarizzazione delle carriere universitarie. E anche qui verrebbe da chiedersi dove fossero le tante anime belle odierne mentre quindici anni fa il dibattito parlamentare precarizzava i ricercatori accelerando il declino dell'università e della ricerca in Italia. Verrebbe da chiederselo, se non lo si sapesse già: ad assecondare quelle politiche. Direbbe l'uomo qualunque: chi è causa del suo male...
Addendum: ROARS illustra il tema con una foto del Berlusconi dei tempi belli a fianco della Gelmini, ma avrebbe potuto tranquillamente mettere qualsiasi altro governo, presidente del consiglio, ministro dell'università: con sfumature estetiche differenti la solfa non è mai mutata negli ultmi due-tre decenni.
Il sito web ROARS dà conto dell'iniziativa di 39 società scientifiche italiane che hanno firmato un documento che denuncia le politiche del governo Meloni volte al ridimensionamento del sistema universitario attraverso la riduzione del finanziamento ordinario (https://www.roars.it/il-governo-ridimensiona-universita-e-ricerca/). La riduzione del finanziamento è intorno ai 6-700 milioni a seconda delle stime. Curiosamente, una cifra coincidente con quei 690 milioni che si stimava a febbraio scorso l'Italia avesse destinato ad aiutare l'Ucraina nello sforzo bellico (e che secondo Il Foglio sarebbero addirittura in triplo: https://www.ilfoglio.it/politica/2024/03/04/news/l-italia-per-l-ucraina-un-impegno-reale-che-vale-piu-delle-parole-6285678/). Forse tuttavia gli universitari dovrebbero essere meno scontenti dei tagli, considerando che servono a una causa che gli Atenei italiani hanno abbracciato da subito con convinzione, colorando di blu e giallo i siti web e censurando le iniziative che potessero essere più o meno direttamente ricondotte a collaborazioni con i colleghi russi e addirittura semplicemente si rifacessero alla cultura e all'arte di quel paese. Il medesimo documento critica anche i passi dell'attuale governo verso l'ulteriore precarizzazione delle carriere universitarie. E anche qui verrebbe da chiedersi dove fossero le tante anime belle odierne mentre quindici anni fa il dibattito parlamentare precarizzava i ricercatori accelerando il declino dell'università e della ricerca in Italia. Verrebbe da chiederselo, se non lo si sapesse già: ad assecondare quelle politiche. Direbbe l'uomo qualunque: chi è causa del suo male...
Addendum: ROARS illustra il tema con una foto del Berlusconi dei tempi belli a fianco della Gelmini, ma avrebbe potuto tranquillamente mettere qualsiasi altro governo, presidente del consiglio, ministro dell'università: con sfumature estetiche differenti la solfa non è mai mutata negli ultmi due-tre decenni.
ROARS
Il governo ridimensiona università e ricerca
39 società scientifiche italiane hanno firmato un documento che denuncia le politiche del governo Meloni volte al ridimensionamento del sistema universitario attraverso la riduzione del finanziamento ordinario, la modifica delle regole di reclutamento e di…
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OLD AND WISE 🌺🌺🌺
Ritrovo ora una lezione di oltre vent'anni fa, che include tra l'altro questa tabella sulla segnalazione degli effetti avversi dei medicinali. E nulla: quelli che allora erano malintesi paiono ora diventati fondamenti del sapere medico e farmacologico. Il nuovo mondo è anche questo.
Ritrovo ora una lezione di oltre vent'anni fa, che include tra l'altro questa tabella sulla segnalazione degli effetti avversi dei medicinali. E nulla: quelli che allora erano malintesi paiono ora diventati fondamenti del sapere medico e farmacologico. Il nuovo mondo è anche questo.
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Forwarded from Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
📰 Risposte dell’Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana Alexey Paramonov alle domande del “Corriere della Sera” (Roma, 14 ottobre 2024)
Punti chiave
#RelazioniBilaterali
•La stragrande maggioranza della società italiana, [...] a differenza dell'élite di potere, ermeticamente chiusa ai contatti, neanche ora sentono la Russia come una minaccia, anzi auspicano il ripristino al più presto di un'atmosfera normale nelle relazioni russo-italiane.
•Alcuni alleati, gelosi dell'Italia, hanno fatto grandi sforzi per turbare o distruggere l'idillio economico russo-italiano. [...] Si commercia sempre meno [...]. I produttori italiani sono stati costretti a perdere il lucroso mercato russo e si sono privati di carburante ed elettricità a basso costo.
•A prescindere dalla posizione ostile che il governo di un determinato Stato può assumere nei confronti della Russia, noi non condanniamo a priori il popolo di quel Paese, non lo consideriamo ostile e ci opponiamo alla teoria della responsabilità collettiva.
#PoliticaEsteraRussa
•Non è colpa di Mosca se il modello di sicurezza euro-atlantico, nell'ambito del quale la Russia collaborava con la NATO e l'UE e continua a partecipare all'OSCE, ha perso ogni significato. Sono loro che, nonostante tutti i nostri appelli, si sono rifiutati di rispettare il principio dell'indivisibilità della sicurezza sancito nei documenti ufficiali dell'OSCE e hanno disatteso l'impegno a non rafforzare la propria sicurezza a scapito di quella degli altri.
•Nel prossimo futuro per Mosca sarà particolarmente importante prendere parte alla configurazione politica, economica, logistica, sociale, culturale e umanistica di questo ampio spazio eurasiatico. Si, perché no, da Lisbona a Vladivostok, come si diceva una volta. Ma ben oltre, fino a Giacarta, abbracciando tutto lo spazio del Grande partenariato eurasiatico aperto anche alla Europa Occidentale.
•La filosofia della politica estera russa si basa sulla consapevolezza che non c'è alternativa alla coesistenza tra Stati e popoli con diversi livelli di sviluppo e distinte tradizioni culturali e religiose. Le porte del dialogo restano aperte a tutti, anche a coloro che oggi sono ostili, ma a condizione che il dialogo sia serio, onesto, reciprocamente rispettoso e finalizzato al raggiungimento di un comune equilibrio di interessi e della pace.
#СriminiDelRegimeDiKiev #Ucraina
•Grazie alle generose sovvenzioni dei fondi americani e al denaro degli oligarchi locali sottratto alla popolazione, al posto dell'Ucraina, che per tre decenni ha mantenuto con noi relazioni amichevoli e confidenziali, è emerso un brutto mostro intossicato dal veleno nazionalista e affamato di elargizioni gratuite. Qualunque cosa dicano i “demiurghi” di Washington che l'hanno creato, questo mostro non è vitale, “nutrirlo” costa troppo. [...] La speranza che possa risorgere quell’Ucraina ortodossa, amichevole, buona, da tutti amata è impressa nella nostra memoria, sopravvive.
•Nei media occidentali si sta gradualmente facendo strada la consapevolezza che l'operazione militare speciale in Ucraina, lanciata dalla Russia nel febbraio 2022, aveva lo scopo di porre fine alla guerra nel sud-est dell'Ucraina scatenata dalle nuove autorità ucraine contro una parte del proprio popolo che si rifiutava di obbedire al regime nazionalista salito al potere in seguito al colpo di Stato anticostituzionale del 2014, sostenuto dall'esterno, che fin dai primi giorni intendeva ripulire il territorio da tutto ciò che c’era di russo: persone, lingua, storia, religione, valori.
•L'attività internazionale del regime di Zelensky [...] sia davvero di natura orwelliana. Ad esempio, è stato recentemente negli Stati Uniti, dove ha presentato una sorta di “piano di vittoria”. Notate: non la pace, ma la vittoria nella guerra! Da due anni a questa parte sta strenuamente trascinando la NATO e l'UE, e quindi l'Italia, in un conflitto aperto con la Russia, che lui individua come unico modo per rimandare l'inevitabile crollo del proprio regime.
🔗Leggere il testo integrale
Punti chiave
#RelazioniBilaterali
•La stragrande maggioranza della società italiana, [...] a differenza dell'élite di potere, ermeticamente chiusa ai contatti, neanche ora sentono la Russia come una minaccia, anzi auspicano il ripristino al più presto di un'atmosfera normale nelle relazioni russo-italiane.
•Alcuni alleati, gelosi dell'Italia, hanno fatto grandi sforzi per turbare o distruggere l'idillio economico russo-italiano. [...] Si commercia sempre meno [...]. I produttori italiani sono stati costretti a perdere il lucroso mercato russo e si sono privati di carburante ed elettricità a basso costo.
•A prescindere dalla posizione ostile che il governo di un determinato Stato può assumere nei confronti della Russia, noi non condanniamo a priori il popolo di quel Paese, non lo consideriamo ostile e ci opponiamo alla teoria della responsabilità collettiva.
#PoliticaEsteraRussa
•Non è colpa di Mosca se il modello di sicurezza euro-atlantico, nell'ambito del quale la Russia collaborava con la NATO e l'UE e continua a partecipare all'OSCE, ha perso ogni significato. Sono loro che, nonostante tutti i nostri appelli, si sono rifiutati di rispettare il principio dell'indivisibilità della sicurezza sancito nei documenti ufficiali dell'OSCE e hanno disatteso l'impegno a non rafforzare la propria sicurezza a scapito di quella degli altri.
•Nel prossimo futuro per Mosca sarà particolarmente importante prendere parte alla configurazione politica, economica, logistica, sociale, culturale e umanistica di questo ampio spazio eurasiatico. Si, perché no, da Lisbona a Vladivostok, come si diceva una volta. Ma ben oltre, fino a Giacarta, abbracciando tutto lo spazio del Grande partenariato eurasiatico aperto anche alla Europa Occidentale.
•La filosofia della politica estera russa si basa sulla consapevolezza che non c'è alternativa alla coesistenza tra Stati e popoli con diversi livelli di sviluppo e distinte tradizioni culturali e religiose. Le porte del dialogo restano aperte a tutti, anche a coloro che oggi sono ostili, ma a condizione che il dialogo sia serio, onesto, reciprocamente rispettoso e finalizzato al raggiungimento di un comune equilibrio di interessi e della pace.
#СriminiDelRegimeDiKiev #Ucraina
•Grazie alle generose sovvenzioni dei fondi americani e al denaro degli oligarchi locali sottratto alla popolazione, al posto dell'Ucraina, che per tre decenni ha mantenuto con noi relazioni amichevoli e confidenziali, è emerso un brutto mostro intossicato dal veleno nazionalista e affamato di elargizioni gratuite. Qualunque cosa dicano i “demiurghi” di Washington che l'hanno creato, questo mostro non è vitale, “nutrirlo” costa troppo. [...] La speranza che possa risorgere quell’Ucraina ortodossa, amichevole, buona, da tutti amata è impressa nella nostra memoria, sopravvive.
•Nei media occidentali si sta gradualmente facendo strada la consapevolezza che l'operazione militare speciale in Ucraina, lanciata dalla Russia nel febbraio 2022, aveva lo scopo di porre fine alla guerra nel sud-est dell'Ucraina scatenata dalle nuove autorità ucraine contro una parte del proprio popolo che si rifiutava di obbedire al regime nazionalista salito al potere in seguito al colpo di Stato anticostituzionale del 2014, sostenuto dall'esterno, che fin dai primi giorni intendeva ripulire il territorio da tutto ciò che c’era di russo: persone, lingua, storia, religione, valori.
•L'attività internazionale del regime di Zelensky [...] sia davvero di natura orwelliana. Ad esempio, è stato recentemente negli Stati Uniti, dove ha presentato una sorta di “piano di vittoria”. Notate: non la pace, ma la vittoria nella guerra! Da due anni a questa parte sta strenuamente trascinando la NATO e l'UE, e quindi l'Italia, in un conflitto aperto con la Russia, che lui individua come unico modo per rimandare l'inevitabile crollo del proprio regime.
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Forwarded from Pino Cabras
Scusate se insisto sul vergognoso e perdurante silenzio di Sergio Mattarella, comandante delle forze armate di questa repubblica, rispetto all'aggressione e agli ultimatum israeliani ai soldati Onu in Libano (fra i quali molti connazionali). Appena a maggio scorso il Capo dello Stato parlò proprio all'Assemblea generale dell'Onu, affermando quanto segue: "Sono qui per testimoniare quanto l'Italia ha fiducia nelle Nazioni unite. Tanto più nel mondo crescono crisi, difficoltà e contrapposizioni tanto più si afferma quanto sia indispensabile l'azione delle Nazioni unite". Ora, si dà il caso che i governanti israeliani parlano all'Onu solo per umiliarla e le sparano pure addosso. Cosa valgono le sue parole, se non le usa quando si deve? Che ce ne facciamo della sua retorica se non riesce a toglierci il dubbio che al Colle se la fanno addosso non appena il genocida guerrafondaio abbaia? Cosa sta aspettando Sergio Mattarella per aprire bocca su una questione politica seria che lo riguarda e ci riguarda?
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
L'addestramento durante la pandemia a quanto pare è servito. Alla fine si difenderanno dicendo che "avevano obbedito soltanto agli ordini".
400 euro di multa aver esposto uno striscione contro il genocidio a Gaza.
È l’assurda storia successa a Marco Borella, un apicoltore che al mercato di Desio, in provincia di Monza e Brianza, aveva esposto come ogni settimana sul suo banchetto del miele uno striscione con scritto sopra “stop bombing Gaza, stop genocide”. Qualcuno però lunedì mattina ha chiamato i Carabinieri che hanno intimato a Marco di togliere lo striscione, pena una multa da 430€ per “propaganda politica non autorizzata”. Lo striscione è rimasto al suo posto e Marco ha preso la multa. Nei prossimi giorni farà ricorso contro questa sanzione, ma intanto la repressione ha già ottenuto un risultato: Marco rischia di prendere ogni volta una multa e per questo probabilmente non esporrà più lo striscione.
https://www.radiopopolare.it/puntata/?ep=popolare-clip/clip_14_10_2024_19_09
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
400 euro di multa aver esposto uno striscione contro il genocidio a Gaza.
È l’assurda storia successa a Marco Borella, un apicoltore che al mercato di Desio, in provincia di Monza e Brianza, aveva esposto come ogni settimana sul suo banchetto del miele uno striscione con scritto sopra “stop bombing Gaza, stop genocide”. Qualcuno però lunedì mattina ha chiamato i Carabinieri che hanno intimato a Marco di togliere lo striscione, pena una multa da 430€ per “propaganda politica non autorizzata”. Lo striscione è rimasto al suo posto e Marco ha preso la multa. Nei prossimi giorni farà ricorso contro questa sanzione, ma intanto la repressione ha già ottenuto un risultato: Marco rischia di prendere ogni volta una multa e per questo probabilmente non esporrà più lo striscione.
https://www.radiopopolare.it/puntata/?ep=popolare-clip/clip_14_10_2024_19_09
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Forwarded from La Mia Russia
Sessantacinque anni fa, il 15 ottobre 1959, l'agente del KGB Bogdan Nikolaevich Stashinsky eliminò il leader dei nazisti ucraini e complice del Terzo Reich, Stepan Bandera.
Aspettò Bandera all'ingresso della sua casa a Monaco di Baviera e quando lui si avvicinò, tirò fuori una pistola nascosta sotto un giornale e gli sparò in faccia un proiettile avvelenato. Un esame dimostrò che la causa della morte del leader dei nazionalisti ucraini fu l'avvelenamento da cianuro di potassio. Stashinsky fu successivamente arrestato e condannato dal tribunale a otto anni di reclusione severa. Dopo aver scontato 6 anni tornò in URSS.
Nel 2020, la CIA ha pubblicato materiali d’archivio su Bandera, confermando che era un agente dell’Abwehr nazista. I rapporti lo definiscono un “fascista ucraino” che “durante le cinque settimane di esistenza del suo “Stato” ha sterminato più di 5mila ucraini, 15mila ebrei e diverse migliaia di polacchi”.
https://t.me/belarusian_silovik/42797 https://t.me/glavmedia/364542
Aspettò Bandera all'ingresso della sua casa a Monaco di Baviera e quando lui si avvicinò, tirò fuori una pistola nascosta sotto un giornale e gli sparò in faccia un proiettile avvelenato. Un esame dimostrò che la causa della morte del leader dei nazionalisti ucraini fu l'avvelenamento da cianuro di potassio. Stashinsky fu successivamente arrestato e condannato dal tribunale a otto anni di reclusione severa. Dopo aver scontato 6 anni tornò in URSS.
Nel 2020, la CIA ha pubblicato materiali d’archivio su Bandera, confermando che era un agente dell’Abwehr nazista. I rapporti lo definiscono un “fascista ucraino” che “durante le cinque settimane di esistenza del suo “Stato” ha sterminato più di 5mila ucraini, 15mila ebrei e diverse migliaia di polacchi”.
https://t.me/belarusian_silovik/42797 https://t.me/glavmedia/364542
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Белорусский силовик 🇧🇾
«Какой чyдесный день! Какой чyдесный пень! Какой чyдесный я, и песенка моя!», — сразу вспоминается песенка из старого советского мультика, где мышонок поёт песенку.
Ведь ровно в этот день агент КГБ Богдан Николаевич Сташинский ликвидировал лидера украинских…
Ведь ровно в этот день агент КГБ Богдан Николаевич Сташинский ликвидировал лидера украинских…
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Forwarded from Giubbe Rosse
Bla bla bla. Il progressismo continua a produrre danni incalcolabili su milioni di persone spacciando come reale l'illusione di un ordine mondiale basato su regole. Illusione figlia, a sua volta, di un pericoloso equivoco: che sia la legge a creare la forza e non viceversa. Ora che la realtà ha finalmente palesato l'illusione, i suoi paladini non si danno pace.
La verità, per quanto amara, è assai più semplice. Indipendentemente da ciò che si può pensare del governo di Israele e della sua condotta negli ultimi dodici mesi, all'ONU come in Medio Oriente, gli ultimi dodici mesi hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che non esiste nessun diritto internazionale. Quello che, se mai, è esistito per quasi settanta anni è stato un consenso implicito, più ufficioso che ufficiale, più informale che formale, tra le maggiori potenze del pianeta, che ha definito limiti e linee rosse invalicabili, essenzialmente basate sul principio della mutua deterrenza. Consenso che oggi è purtroppo venuto meno.
Dire che Israele esiste formalmente solo grazie a una risoluzione dell'ONU è un altro autoinganno. Sarebbe più onesto ricordare, se mai, che Israele ha potuto nascere perché così vollero all'epoca le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale (l'URSS fu il primo paese a riconoscere Israele). E che si è potuto permettere di ignorare per decenni le risoluzioni della stessa ONU perché ogni volta è stato protetto dagli USA, attraverso espliciti veti in Consiglio di sicurezza, attraverso supporto militare, supporto politico e dichiarazioni formali di sostegno. Espellere Israele dall'ONU a cosa servirebbe, esattamente? Che cosa cambierebbe nei fatti? Quand'anche un'ipotetica risoluzione che ne chiedesse l'espulsione venisse approvata dall'Assemblea generale, chi mai avrebbe poi la forza di renderla esecutiva? Chi impedirebbe a Israele di continuare a bombardare Gaza, il Libano, la Siria e domani l'Iran? Le risoluzioni dell'ONU? L'Unifil?
Per quanto possa dispiacerci ammetterlo, quello che questi ultimi dodici mesi hanno dimostrato è che il diritto internazionale non esiste e che l'ONU è un'istituzione pressoché inutile. Solo un nuovo consenso tra le grandi potenze mondiali, che magari stavolta riesca a dare maggior peso ai paesi emergenti, solo nuove linee rosse frutto dell'equilibrio che si determina attraverso la mutua deterrenza, potranno salvare il mondo dalla terza guerra mondiale. Non le risoluzioni dell'ONU. Non tenere in vita l'illusione di un diritto internazionale che non è mai esistito. O è esistito solo quando ha fatto comodo alle maggiori potenze del pianeta.
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La verità, per quanto amara, è assai più semplice. Indipendentemente da ciò che si può pensare del governo di Israele e della sua condotta negli ultimi dodici mesi, all'ONU come in Medio Oriente, gli ultimi dodici mesi hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che non esiste nessun diritto internazionale. Quello che, se mai, è esistito per quasi settanta anni è stato un consenso implicito, più ufficioso che ufficiale, più informale che formale, tra le maggiori potenze del pianeta, che ha definito limiti e linee rosse invalicabili, essenzialmente basate sul principio della mutua deterrenza. Consenso che oggi è purtroppo venuto meno.
Dire che Israele esiste formalmente solo grazie a una risoluzione dell'ONU è un altro autoinganno. Sarebbe più onesto ricordare, se mai, che Israele ha potuto nascere perché così vollero all'epoca le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale (l'URSS fu il primo paese a riconoscere Israele). E che si è potuto permettere di ignorare per decenni le risoluzioni della stessa ONU perché ogni volta è stato protetto dagli USA, attraverso espliciti veti in Consiglio di sicurezza, attraverso supporto militare, supporto politico e dichiarazioni formali di sostegno. Espellere Israele dall'ONU a cosa servirebbe, esattamente? Che cosa cambierebbe nei fatti? Quand'anche un'ipotetica risoluzione che ne chiedesse l'espulsione venisse approvata dall'Assemblea generale, chi mai avrebbe poi la forza di renderla esecutiva? Chi impedirebbe a Israele di continuare a bombardare Gaza, il Libano, la Siria e domani l'Iran? Le risoluzioni dell'ONU? L'Unifil?
Per quanto possa dispiacerci ammetterlo, quello che questi ultimi dodici mesi hanno dimostrato è che il diritto internazionale non esiste e che l'ONU è un'istituzione pressoché inutile. Solo un nuovo consenso tra le grandi potenze mondiali, che magari stavolta riesca a dare maggior peso ai paesi emergenti, solo nuove linee rosse frutto dell'equilibrio che si determina attraverso la mutua deterrenza, potranno salvare il mondo dalla terza guerra mondiale. Non le risoluzioni dell'ONU. Non tenere in vita l'illusione di un diritto internazionale che non è mai esistito. O è esistito solo quando ha fatto comodo alle maggiori potenze del pianeta.
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Giubbe Rosse News
anomalie nel paradigma
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SIERO, VACCINO O TERAPIA GENICA? 🌺🌺🌺
"Siero" proprio non esiste, per quanto anche certi giornaloni utilizzino il termine, a volte credo anche a scopo disinformativo. Vaccino è una denominazione accettabile in relazione all'azione immunizzante (astenersi "non immunizzahahah", per quanto debole l'azione è innegabile). La natura della tecnologia utilizzata fa ricadere questi prodotti nella categoria delle terapie geniche, e tuttavia gli enti regolatori avevano deciso anni fa che prodotti antimicrobici a base di acidi nucleici sarebbero invece stati trattati come vaccini. "Trattati" nel senso dei test richiesti per lo sviluppo, la valutazione di efficacia e sicurezza ai fini dell'autorizzazione all'uso. Quindi il problema non è il nome di per sé bensì la categorizzazione, decisa a priori, che sottrae questi prodotti antiinfettivi a base di acidi nucleici a numerosi quanto essenziali test di sicurezza laboratoristici e clinici. E, credetemi, la questione è talmente complessa e ingannevole che nemmeno tanti addetti ai lavori ancora oggi la hanno capita. Anche in buona fede. Indubbiamente chi la ha pensata, la ha pensata bene. Sciapò! ;-)
"Siero" proprio non esiste, per quanto anche certi giornaloni utilizzino il termine, a volte credo anche a scopo disinformativo. Vaccino è una denominazione accettabile in relazione all'azione immunizzante (astenersi "non immunizzahahah", per quanto debole l'azione è innegabile). La natura della tecnologia utilizzata fa ricadere questi prodotti nella categoria delle terapie geniche, e tuttavia gli enti regolatori avevano deciso anni fa che prodotti antimicrobici a base di acidi nucleici sarebbero invece stati trattati come vaccini. "Trattati" nel senso dei test richiesti per lo sviluppo, la valutazione di efficacia e sicurezza ai fini dell'autorizzazione all'uso. Quindi il problema non è il nome di per sé bensì la categorizzazione, decisa a priori, che sottrae questi prodotti antiinfettivi a base di acidi nucleici a numerosi quanto essenziali test di sicurezza laboratoristici e clinici. E, credetemi, la questione è talmente complessa e ingannevole che nemmeno tanti addetti ai lavori ancora oggi la hanno capita. Anche in buona fede. Indubbiamente chi la ha pensata, la ha pensata bene. Sciapò! ;-)
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FUNDAMENTAL RIGHTS VS. INNOVATION 🌺🌺🌺
Lunedì scorso nel mio Ateneo si è svolto un primo incontro di studio e approfondimento sull'intelligenza artificiale (IA). Il programma era straordinariamente interessante e a breve le videoregistrazione degli interventi saranno disponibili pubblicamente. Una delle letture magistrali, in particolare, si è occupata di illustrare le prospettive di regolamentazione dell'IA nell'Unione Europea, e abbiamo così imparato che il punto fondamentale del quadro normativo che l'UE si appresta a varare consiste nel "bilanciamento" tra la tutela dei diritti fondamentali e l'innovazione tecnologica. "Bilanciamento tra diritti e innovazione". Ripetete dieci volte ad alta voce questa frase e vedete poi se e cosa vi fa venire in mente. Auguri! ;-)
Lunedì scorso nel mio Ateneo si è svolto un primo incontro di studio e approfondimento sull'intelligenza artificiale (IA). Il programma era straordinariamente interessante e a breve le videoregistrazione degli interventi saranno disponibili pubblicamente. Una delle letture magistrali, in particolare, si è occupata di illustrare le prospettive di regolamentazione dell'IA nell'Unione Europea, e abbiamo così imparato che il punto fondamentale del quadro normativo che l'UE si appresta a varare consiste nel "bilanciamento" tra la tutela dei diritti fondamentali e l'innovazione tecnologica. "Bilanciamento tra diritti e innovazione". Ripetete dieci volte ad alta voce questa frase e vedete poi se e cosa vi fa venire in mente. Auguri! ;-)
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СОБАКИ ЛАЮТ, КАРАВАН ИДЕТ 🌺🌺🌺
Sobaki layut, caravan idet.
I cani abbaiano, la carovana passa.
Proverbio popolare russo per ricordare l'opportunità di rimanere indifferenti di fronte a critiche malevole e senza senso.
https://ru.wikipedia.org/wiki/%D0%A1%D0%BE%D0%B1%D0%B0%D0%BA%D0%B0_%D0%BB%D0%B0%D0%B5%D1%82,_%D0%B0_%D0%BA%D0%B0%D1%80%D0%B0%D0%B2%D0%B0%D0%BD_%D0%B8%D0%B4%D1%91%D1%82
Sobaki layut, caravan idet.
I cani abbaiano, la carovana passa.
Proverbio popolare russo per ricordare l'opportunità di rimanere indifferenti di fronte a critiche malevole e senza senso.
https://ru.wikipedia.org/wiki/%D0%A1%D0%BE%D0%B1%D0%B0%D0%BA%D0%B0_%D0%BB%D0%B0%D0%B5%D1%82,_%D0%B0_%D0%BA%D0%B0%D1%80%D0%B0%D0%B2%D0%B0%D0%BD_%D0%B8%D0%B4%D1%91%D1%82
Wikipedia
Собака лает, а караван идёт
Готовность говорящего продолжать своё дело, невзирая на злобную и бессмысленную критику.
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IN PENSIONE! IN PENSIONE! 🌺🌺🌺
("tu andrai in pensione / e che ti serva da lezione")
Scopro proprio ora casualmente che il collega Alessandro Barbero, ordinario di Storia medievale al Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro (https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Barbero), in questi giorni pare abbia deciso di andarsene in pensione malgrado abbia ancora alcuni anni davanti a sé (è del 1959), proprio motivando con l'insopportabile burocratizzazione del lavoro accademico:
https://www.orizzontescuola.it/alessandro-barbero-va-in-pensione-crescente-burocratizzazione-ormai-studiosi-e-ricercatori-sono-diventati-capi-ufficio-lavoro-piu-gravoso-e-stressante/
Generoso tra l'altro nel definirci tutti noi docenti e ricercatori dei capiufficio, io direi invece semplici impiegati. L'appesantimento burocratico è in realtà l'humus in cui cresce la nuova classe dirigente accademica, ovvero quella parte di colleghi magari non particolarmente brillanti che trova ragion d'essere e soprattutto giustificazione alla sua presenza nei ruoli dedicandosi alle funzioni di servizio e di "terza missione", non per nulla apprezzatissime dal sistema. Questo diventa un merito spesso superiore a quelli scientifici e didattici, e che sempre più frequentemente viene invocato in sede di scelte di allocazione delle risorse e progressione di carriera. Un tempo esistevano i "baroni" e i "capiscuola", e certi "meriti" si acquisivano portando loro le "borse". Oggi esiste un "leviatano" di sistema che distribuisce i meriti sulla base dell'adesione ai suoi riti e alle sue pratiche. Sempre di asservimento si tratta, solo che il primo lo leggeva chiunque mentre il secondo viene ora contrabbandato per "attaccamento all'istituzione".
("tu andrai in pensione / e che ti serva da lezione")
Scopro proprio ora casualmente che il collega Alessandro Barbero, ordinario di Storia medievale al Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro (https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Barbero), in questi giorni pare abbia deciso di andarsene in pensione malgrado abbia ancora alcuni anni davanti a sé (è del 1959), proprio motivando con l'insopportabile burocratizzazione del lavoro accademico:
https://www.orizzontescuola.it/alessandro-barbero-va-in-pensione-crescente-burocratizzazione-ormai-studiosi-e-ricercatori-sono-diventati-capi-ufficio-lavoro-piu-gravoso-e-stressante/
Generoso tra l'altro nel definirci tutti noi docenti e ricercatori dei capiufficio, io direi invece semplici impiegati. L'appesantimento burocratico è in realtà l'humus in cui cresce la nuova classe dirigente accademica, ovvero quella parte di colleghi magari non particolarmente brillanti che trova ragion d'essere e soprattutto giustificazione alla sua presenza nei ruoli dedicandosi alle funzioni di servizio e di "terza missione", non per nulla apprezzatissime dal sistema. Questo diventa un merito spesso superiore a quelli scientifici e didattici, e che sempre più frequentemente viene invocato in sede di scelte di allocazione delle risorse e progressione di carriera. Un tempo esistevano i "baroni" e i "capiscuola", e certi "meriti" si acquisivano portando loro le "borse". Oggi esiste un "leviatano" di sistema che distribuisce i meriti sulla base dell'adesione ai suoi riti e alle sue pratiche. Sempre di asservimento si tratta, solo che il primo lo leggeva chiunque mentre il secondo viene ora contrabbandato per "attaccamento all'istituzione".
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DNA VIRALE NEL VACCINO HPV 🌺🌺🌺
Il blog della giornalista Maryanne Demasi dà conto delle più recenti evidenze sull'identificazione di frammenti di DNA del papillomavirus nei vaccini Gardasil contro il virus medesimo. In sintesi:
* la questione pare inizi nel 2011, quando la FDA ricevette la prima segnalazione sullam possibile presenza di tracce di DNA nel Gardasil, e concluse che non esisteva alcun rischio per la sicurezza;
* idem fece ENA e al patologo autore dell'osservazione non rimase che abbozzare, finendo comunque per pubblicare le sue osservazioni su una rivista scientifica credibile (come sempre andrebbe fatto);
* in realtà fin dal 2006 la casa produttrice Merck rassicurava sull'assenza di DNA virale, salvo che nel 2011 Demasi riferisce di un caso di artrite reumatoide giovanile insorto in una ragazzina di Toronto pochi giorni dopo la vaccinazione e con evidenza di DNA di HPV nel sangue malgrado la ragazzina medesima ancora non fosse sessualmente attiva (HPV si contrae per via sessuale);
* la controversia riguardante il DNA nei vaccini in realtà va avanti da decenni, e non aiuta a chetarla che la FDA negli anni abbia aumentato i limiti accettabili di ben mille volte, da 10 picogrammi a 10 nanogrammi per dose, tenendo oltre tutto presente la discussione in atto sul fatto che i correnti metodi di valutazione faticherebbero a tener conto del fatto che il DNA può complessarsi con l'alluminio e gli altri eccipienti e finire per sfuggire al dosaggio;
* le ragioni per cui la contaminazione dei vaccini con DNA è obiettivamente preoccupante riguarda innanzi tutto i suoi potenziali effetti immunologici e la possibilità che scateni forme autoimmuni croniche importanti (Merck sta affrontando molte cause a riguardo soprattutto per casi di sindrome da tachicardia posturale ortostatica), Inoltre, rimane il tema della possibile integrazione nel genoma del ricevente con rischi anche di natura oncogena, rispetto ai quali peraltro Demasi tiene a precisare che a oggi non asiste alcuna evidenza a carico d Gardasil.
https://blog.maryannedemasi.com/p/fda-ignored-residual-dna-fragments
Per parte mia, aggiungo che i vaccini HPV sono anche e soprattutto al centro della accesa controversia che portò recentemente a una spaccatura interna senza precedenti entro la prestigiosa Cochrane collaboration, con ricercatori esperti del calibro di Peter Gotzsche e Tom Jefferson che criticavano puntualmente la valutazione Cochrane a loro dire eccessivamente generosa nei confronti dei vaccini HPV dei quali grandemente sottostimerebbe i possibili effetti avversi (https://ebm.bmj.com/content/23/5/165.long). Addirittura, accusano EMA di sospetta manipolazione di dati che avrebbe portato a sottovalutare il rischio di alcuni effetti avversi gravi (https://ebm.bmj.com/content/27/1/7.long).
https://t.me/MarCosent/2704
Il blog della giornalista Maryanne Demasi dà conto delle più recenti evidenze sull'identificazione di frammenti di DNA del papillomavirus nei vaccini Gardasil contro il virus medesimo. In sintesi:
* la questione pare inizi nel 2011, quando la FDA ricevette la prima segnalazione sullam possibile presenza di tracce di DNA nel Gardasil, e concluse che non esisteva alcun rischio per la sicurezza;
* idem fece ENA e al patologo autore dell'osservazione non rimase che abbozzare, finendo comunque per pubblicare le sue osservazioni su una rivista scientifica credibile (come sempre andrebbe fatto);
* in realtà fin dal 2006 la casa produttrice Merck rassicurava sull'assenza di DNA virale, salvo che nel 2011 Demasi riferisce di un caso di artrite reumatoide giovanile insorto in una ragazzina di Toronto pochi giorni dopo la vaccinazione e con evidenza di DNA di HPV nel sangue malgrado la ragazzina medesima ancora non fosse sessualmente attiva (HPV si contrae per via sessuale);
* la controversia riguardante il DNA nei vaccini in realtà va avanti da decenni, e non aiuta a chetarla che la FDA negli anni abbia aumentato i limiti accettabili di ben mille volte, da 10 picogrammi a 10 nanogrammi per dose, tenendo oltre tutto presente la discussione in atto sul fatto che i correnti metodi di valutazione faticherebbero a tener conto del fatto che il DNA può complessarsi con l'alluminio e gli altri eccipienti e finire per sfuggire al dosaggio;
* le ragioni per cui la contaminazione dei vaccini con DNA è obiettivamente preoccupante riguarda innanzi tutto i suoi potenziali effetti immunologici e la possibilità che scateni forme autoimmuni croniche importanti (Merck sta affrontando molte cause a riguardo soprattutto per casi di sindrome da tachicardia posturale ortostatica), Inoltre, rimane il tema della possibile integrazione nel genoma del ricevente con rischi anche di natura oncogena, rispetto ai quali peraltro Demasi tiene a precisare che a oggi non asiste alcuna evidenza a carico d Gardasil.
https://blog.maryannedemasi.com/p/fda-ignored-residual-dna-fragments
Per parte mia, aggiungo che i vaccini HPV sono anche e soprattutto al centro della accesa controversia che portò recentemente a una spaccatura interna senza precedenti entro la prestigiosa Cochrane collaboration, con ricercatori esperti del calibro di Peter Gotzsche e Tom Jefferson che criticavano puntualmente la valutazione Cochrane a loro dire eccessivamente generosa nei confronti dei vaccini HPV dei quali grandemente sottostimerebbe i possibili effetti avversi (https://ebm.bmj.com/content/23/5/165.long). Addirittura, accusano EMA di sospetta manipolazione di dati che avrebbe portato a sottovalutare il rischio di alcuni effetti avversi gravi (https://ebm.bmj.com/content/27/1/7.long).
https://t.me/MarCosent/2704
Maryannedemasi
FDA ignored residual DNA fragments in the Gardasil HPV vaccine
The HPV vaccine contains fragments of viral DNA, but FDA says it does not pose a risk to recipients
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TOO BIG TO FAIL 🌺🌺🌺
Negli USA, lo studio registrativo del vaccino combinato covid-influenza promosso da Novavax è stato sospeso dopo che un partecipante, che aveva ricevuto il vaccino combinato lo scorso gennaio, ha manifestato una complicanza neurologica, pare una malattia del motoneurone. La notizia ha determinato un immediato crollo in orsa del 24% che, se confermato, potrebbe concretizzarsi in una perdita di circa 400 milioni di dollari. La vicenda esemplifica alquanto chiaramente il come e il perché anche i migliori programmi di ricerca e sviluppo di nuovi farmaci si muovono in un intricato coacervo di conflitti di interesse e delicate questioni scientifiche ed etiche. Molti ricercatori ed esperti da molti anni propongono metodologie di sviluppo clinico dei medicinali che escludano dalla realizzazione degli studi i produttori, e garantiscano che essa sia affidata a ricercatori indipendenti. Siamo in realtà lontanissimi da modelli del genere, basti considerare che le maggiori agenzie regolatorie, come EMA, valutano le evidenze sulla base di quanto autocertificato dai produttori, senza nemmeno ricorrere a ispezioni sul posto durante lo svolgimento degli studi. FDA era nota invece per questa metodologia ispettiva che però con la pandemia ha dovuto scendere a patti finendo per adeguarsi (nota la polemica sui tempi ristrettissimi nei quali asseritamente l'agenzia avrebbe valutato in dettaglio migliaia e migliaia di pagine di dati clinici registrativi prima di dare l'assenso all'autorizzazione emergenziale). Così va il mondo.
https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/us-fda-places-trials-two-novavax-vaccines-hold-2024-10-16/
Negli USA, lo studio registrativo del vaccino combinato covid-influenza promosso da Novavax è stato sospeso dopo che un partecipante, che aveva ricevuto il vaccino combinato lo scorso gennaio, ha manifestato una complicanza neurologica, pare una malattia del motoneurone. La notizia ha determinato un immediato crollo in orsa del 24% che, se confermato, potrebbe concretizzarsi in una perdita di circa 400 milioni di dollari. La vicenda esemplifica alquanto chiaramente il come e il perché anche i migliori programmi di ricerca e sviluppo di nuovi farmaci si muovono in un intricato coacervo di conflitti di interesse e delicate questioni scientifiche ed etiche. Molti ricercatori ed esperti da molti anni propongono metodologie di sviluppo clinico dei medicinali che escludano dalla realizzazione degli studi i produttori, e garantiscano che essa sia affidata a ricercatori indipendenti. Siamo in realtà lontanissimi da modelli del genere, basti considerare che le maggiori agenzie regolatorie, come EMA, valutano le evidenze sulla base di quanto autocertificato dai produttori, senza nemmeno ricorrere a ispezioni sul posto durante lo svolgimento degli studi. FDA era nota invece per questa metodologia ispettiva che però con la pandemia ha dovuto scendere a patti finendo per adeguarsi (nota la polemica sui tempi ristrettissimi nei quali asseritamente l'agenzia avrebbe valutato in dettaglio migliaia e migliaia di pagine di dati clinici registrativi prima di dare l'assenso all'autorizzazione emergenziale). Così va il mondo.
https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/us-fda-places-trials-two-novavax-vaccines-hold-2024-10-16/
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