IL VACCINO CURA I TUMORI? 🌺🌺🌺
Stranamente, nessun "sacerdote del vaccino" ha ancora rilanciato questo articolo, disponibile in rete dal 13 febbraio scorso:
https://www.nature.com/articles/s41598-025-89930-0
In questo studio, gli autori iniettano il vaccino covid a RNA Moderna nella massa tumorale in un modello di melanoma indotto nel topo e osservano una minore crescita del tumore e, dicono loro, una migliore sopravvivenza. Ora, rispetto a questi risultati va detto che in certi tumori quali melanoma, vescica e rene, molto sensibili alla risposta immunitaria, molti stimoli proinfiammatori hanno effetti adiuvanti. Il vaccino per la tubercolosi viene utilizzato ancora oggi a questo scopo, e peraltro in modelli animali simili il melanoma regredisce ache con l'iniezione di frammenti batterici come LPS:
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.5402/2012/926817
In questo studio gli autori usano anche e particelle lipidiche senza RNA e vedono pure con queste un "beneficio" a riprova del fatto che si tratta probabilmente di infiammazione aspecifica.
Nel frattempo, rimangono da valutare le evidenze riguardo invece alla possibilità che i vaccini covid a RNA i tumori in qualche caso li possano facilitare. Le evidenze principali sono ancora quelle riassunte in questo post di qualche mese fa:
https://t.me/MarCosent/3582
Avendone la possibilità, i tumori che per primi studierei sono quelli dipendenti dagli estrogeni, ad esempio il tumore mammario positivo per i recettori di questi ormoni, e i tumori legati alle mutazioni dei geni BRCA-1 e 2, quelli resi famosi da Angelina Jolie che pur di ridurne il rischio (lei le mutazioni le ha) si fece asportare preventivamente entrambe le mammelle. E poi ovviamente proprio il melanoma, per cui esistono preliminari evidenze che i vaccini covid a RNA favoriscano il processo metastatico. Questo è, per ora.
Stranamente, nessun "sacerdote del vaccino" ha ancora rilanciato questo articolo, disponibile in rete dal 13 febbraio scorso:
https://www.nature.com/articles/s41598-025-89930-0
In questo studio, gli autori iniettano il vaccino covid a RNA Moderna nella massa tumorale in un modello di melanoma indotto nel topo e osservano una minore crescita del tumore e, dicono loro, una migliore sopravvivenza. Ora, rispetto a questi risultati va detto che in certi tumori quali melanoma, vescica e rene, molto sensibili alla risposta immunitaria, molti stimoli proinfiammatori hanno effetti adiuvanti. Il vaccino per la tubercolosi viene utilizzato ancora oggi a questo scopo, e peraltro in modelli animali simili il melanoma regredisce ache con l'iniezione di frammenti batterici come LPS:
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.5402/2012/926817
In questo studio gli autori usano anche e particelle lipidiche senza RNA e vedono pure con queste un "beneficio" a riprova del fatto che si tratta probabilmente di infiammazione aspecifica.
Nel frattempo, rimangono da valutare le evidenze riguardo invece alla possibilità che i vaccini covid a RNA i tumori in qualche caso li possano facilitare. Le evidenze principali sono ancora quelle riassunte in questo post di qualche mese fa:
https://t.me/MarCosent/3582
Avendone la possibilità, i tumori che per primi studierei sono quelli dipendenti dagli estrogeni, ad esempio il tumore mammario positivo per i recettori di questi ormoni, e i tumori legati alle mutazioni dei geni BRCA-1 e 2, quelli resi famosi da Angelina Jolie che pur di ridurne il rischio (lei le mutazioni le ha) si fece asportare preventivamente entrambe le mammelle. E poi ovviamente proprio il melanoma, per cui esistono preliminari evidenze che i vaccini covid a RNA favoriscano il processo metastatico. Questo è, per ora.
Nature
Intratumoral administration of mRNA COVID-19 vaccine delays melanoma growth in mice
Scientific Reports - Intratumoral administration of mRNA COVID-19 vaccine delays melanoma growth in mice
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Forwarded from ContiamoCi!
"Salvare i saperi per salvare la scuola" con Elisabetta Frezza, Responsabile Scuola ContiamoCi!
Per vedere tutti gli interventi del convegno sulla scuola di ContiamoCi!, clicca qui
https://www.youtube.com/playlist?list=PLCgYnX9Lf0JRdSUNCupHI5Ens1TFgzu-U
Dopo il primo convegno dedicato all'istruzione, dal quale è nato il libro "Per una scuola che torni a essere scuola" - ordina qui la tua copia https://www.contiamoci.net/pubblicazioni - con il convegno "Salvare i saperi per salvare la scuola" ContiamoCi! prosegue l'analisi del sistema scolastico italiano, la cui febbrile degenerazione impone con urgenza di reagire.
Lungi dal porre rimedio ai danni già prodotti da decenni di sperimentazione pedagogica su modello americano, si sta procedendo a una velocità sempre più vertiginosa verso la demolizione di ogni baluardo di cultura.
Nel regno delle competenze, dell'ideologia e del digitale, dove non c'è più spazio per i saperi, i docenti sono relegati al ruolo di assistenti e di animatori. E l'inestimabile patrimonio di conoscenze e di bellezza frutto di secoli e secoli di storia rischia di restare inaccessibile alle generazioni a venire, lasciate in balia degli algoritmi nella spirale dell'ignoranza e della alienazione.
Vicenza 16 e 17 novembre 2024
Iscriviti a ContiamoCi! https://www.contiamoci.net/iscrizione
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Lungi dal porre rimedio ai danni già prodotti da decenni di sperimentazione pedagogica su modello americano, si sta procedendo a una velocità sempre più vertiginosa verso la demolizione di ogni baluardo di cultura.
Nel regno delle competenze, dell'ideologia e del digitale, dove non c'è più spazio per i saperi, i docenti sono relegati al ruolo di assistenti e di animatori. E l'inestimabile patrimonio di conoscenze e di bellezza frutto di secoli e secoli di storia rischia di restare inaccessibile alle generazioni a venire, lasciate in balia degli algoritmi nella spirale dell'ignoranza e della alienazione.
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DISCREPANZE 🌺🌺🌺
Nick Harris è un giornalista sportivo britannico con al suo attivo molteplici inchieste sul doping in veri sport, e che oggi sul blog Sporting Intelligence "entra a gamba tesa" sul caso Sinner-Clostebol, evidenziando alcune discrepanze fin dalla ricostruzione dei fatti che portarono alla sentenza di assoluzione da parte del tribunale indipendente cui lo scorso anno ricorse ITIA.
Tra queste, il fatto che l'allenatore che fornì al fisioterapista lo spray incriminato abbia dichiarato di aver avvisato il fisioterapista che si trattava di un prodotto vietato, circostanza che invece il fisioterapista nega, e il disaccordo nelle varie testimonianze fornite su dove effettivamente il fisioterapista si fosse ferito il dito poi medicato con lo spray. Tutto questo, va detto, non è stato considerato rilevante dal tribunale e tutto sommato nemmeno da WADA, la quale ha da subito accettato la buona fede del tennista, presentando tuttavia ricorso allo scopo di difendere il principio della responsabilità dell'atleta per gli errori del suo staff.
Harris riprende poi nel suo pezzo la polemica mai sopita sulle differenze di trattamento per i vari atleti imputati di doping, verosimilmente dipendente dalla possibilità di avvalersi dei migliori legali sulla piazza (si tenga presente che Sinner non ha fatto un giorno di sospensione proprio grazie alla celerità con cui lo studio legale ingaggiato ha fatto ricorso in poche ore ricostruendo in dettaglio la sequenza dei fatti, malgrado la loro unicità senza precedenti). Polemica che ha portato all'indomani dell'accordo WADA-Sinner molti tennisti, compreso Novak Djokovic, a rilasciare dichiarazioni critiche sulle iniquità del sistema. Djokovic in particolare ha parlato di "favoritismi" e ha ricordato i casi di Simona Halep e Tera Moore, la prima dapprima sospesa per quattro anni, pena poi ridotta ad alcuni mesi, e la seconda fermata per oltre un anno e mezzo per poi vedersi riconosciuta innocente. Si noti che entrambe queste tenniste sono state giudicate e sanzionate dal medesimo tribunale che ha giudicato Sinner in prima istanza.
https://sportingintelligence832.substack.com/p/sinner-headline-in-here
Nick Harris è un giornalista sportivo britannico con al suo attivo molteplici inchieste sul doping in veri sport, e che oggi sul blog Sporting Intelligence "entra a gamba tesa" sul caso Sinner-Clostebol, evidenziando alcune discrepanze fin dalla ricostruzione dei fatti che portarono alla sentenza di assoluzione da parte del tribunale indipendente cui lo scorso anno ricorse ITIA.
Tra queste, il fatto che l'allenatore che fornì al fisioterapista lo spray incriminato abbia dichiarato di aver avvisato il fisioterapista che si trattava di un prodotto vietato, circostanza che invece il fisioterapista nega, e il disaccordo nelle varie testimonianze fornite su dove effettivamente il fisioterapista si fosse ferito il dito poi medicato con lo spray. Tutto questo, va detto, non è stato considerato rilevante dal tribunale e tutto sommato nemmeno da WADA, la quale ha da subito accettato la buona fede del tennista, presentando tuttavia ricorso allo scopo di difendere il principio della responsabilità dell'atleta per gli errori del suo staff.
Harris riprende poi nel suo pezzo la polemica mai sopita sulle differenze di trattamento per i vari atleti imputati di doping, verosimilmente dipendente dalla possibilità di avvalersi dei migliori legali sulla piazza (si tenga presente che Sinner non ha fatto un giorno di sospensione proprio grazie alla celerità con cui lo studio legale ingaggiato ha fatto ricorso in poche ore ricostruendo in dettaglio la sequenza dei fatti, malgrado la loro unicità senza precedenti). Polemica che ha portato all'indomani dell'accordo WADA-Sinner molti tennisti, compreso Novak Djokovic, a rilasciare dichiarazioni critiche sulle iniquità del sistema. Djokovic in particolare ha parlato di "favoritismi" e ha ricordato i casi di Simona Halep e Tera Moore, la prima dapprima sospesa per quattro anni, pena poi ridotta ad alcuni mesi, e la seconda fermata per oltre un anno e mezzo per poi vedersi riconosciuta innocente. Si noti che entrambe queste tenniste sono state giudicate e sanzionate dal medesimo tribunale che ha giudicato Sinner in prima istanza.
https://sportingintelligence832.substack.com/p/sinner-headline-in-here
Substack
Tennis world No1 Sinner is officially a doper ... have faith in his innocence at your peril
The outcry from within his own sport at the Italian player's short and convenient ban for failing two drug tests tells its own story. But the sport has long been soft on drugs
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Forwarded from Umanità e Ragione
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CODICE DELLA STRADA: PROFILI DI (IN)COSTITUZIONALITA' DELLE NUOVE E DELLE VECCHIE NORME.
CONVEGNO DELL'8 FEBBRAIO 2025
Se il fine è nobile, è sempre lecito il mezzo utilizzato per realizzarlo?
Le modifiche all’art.187 c.d.s. prevedono l’eliminazione del presupposto della “guida in stato di alterazione psicofisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope” ai fini della configurazione dell'illecito.
Non è più necessario che il soggetto che si pone alla guida sia effettivamente in uno stato di alterazione psicofisica, ma è sufficiente che dai test somministrati risulti che questi abbia assunto una data sostanza, assunzione che, a seconda dei mezzi di accertamento utilizzati, può essere avvenuta giorni o addirittura settimane prima del controllo.
Si arriva così a sanzionare non già una condotta potenzialmente pericolosa, ma una condotta inoffensiva, inidonea ad arrecare qualsiasi tipo di danno a terzi, finanche lecita e in alcuni casi necessaria, come accade per l’assunzione di farmaci contenenti principi attivi che possono determinare la positività ai test.
Le stesse problematiche pone la disposizione che punisce la guida in stato di ebbrezza, anche nella parte non riformata.
L'illecito si fonda sulla presunzione (errata) che un determinato parametro oggettivo (il tasso alcolemico) comporti i medesimi specifici effetti in tutte le persone, a prescindere dal sesso, dall'età e da diversi altri fattori, alterando nella stessa misura la capacità di attenzione e di risposta agli stimoli esterni.
Ma le stesse tabelle ministeriali specificano che, a parità di alcol assunto, sensazioni ed effetti sono estremamente variabili da soggetto a soggetto.
Anche in questo caso, si rischia quindi di punire una condotta inoffensiva e del tutto lecita.
Le conseguenze per il cittadino sono molto gravi, perché oltre a multe salatissime e alla sospensione della patente è prevista la massima sanzione afflittiva possibile, ovvero l'arresto.
Le norme in questione peccano di eccessiva astrattezza, finendo per scontrarsi con i principi di legalità, di offensività, di proporzionalità e ragionevolezza della pena.
La sensazione è che si sia validato e consolidato una sorta di proibizionismo che, attraverso le norme del c.d.s., introduce, di fatto, una morale di Stato, punendo condotte perfettamente lecite ed inoffensive per il sol fatto che si discostano dall'etica imposta dal legislatore.
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CONVEGNO DELL'8 FEBBRAIO 2025
Se il fine è nobile, è sempre lecito il mezzo utilizzato per realizzarlo?
Le modifiche all’art.187 c.d.s. prevedono l’eliminazione del presupposto della “guida in stato di alterazione psicofisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope” ai fini della configurazione dell'illecito.
Non è più necessario che il soggetto che si pone alla guida sia effettivamente in uno stato di alterazione psicofisica, ma è sufficiente che dai test somministrati risulti che questi abbia assunto una data sostanza, assunzione che, a seconda dei mezzi di accertamento utilizzati, può essere avvenuta giorni o addirittura settimane prima del controllo.
Si arriva così a sanzionare non già una condotta potenzialmente pericolosa, ma una condotta inoffensiva, inidonea ad arrecare qualsiasi tipo di danno a terzi, finanche lecita e in alcuni casi necessaria, come accade per l’assunzione di farmaci contenenti principi attivi che possono determinare la positività ai test.
Le stesse problematiche pone la disposizione che punisce la guida in stato di ebbrezza, anche nella parte non riformata.
L'illecito si fonda sulla presunzione (errata) che un determinato parametro oggettivo (il tasso alcolemico) comporti i medesimi specifici effetti in tutte le persone, a prescindere dal sesso, dall'età e da diversi altri fattori, alterando nella stessa misura la capacità di attenzione e di risposta agli stimoli esterni.
Ma le stesse tabelle ministeriali specificano che, a parità di alcol assunto, sensazioni ed effetti sono estremamente variabili da soggetto a soggetto.
Anche in questo caso, si rischia quindi di punire una condotta inoffensiva e del tutto lecita.
Le conseguenze per il cittadino sono molto gravi, perché oltre a multe salatissime e alla sospensione della patente è prevista la massima sanzione afflittiva possibile, ovvero l'arresto.
Le norme in questione peccano di eccessiva astrattezza, finendo per scontrarsi con i principi di legalità, di offensività, di proporzionalità e ragionevolezza della pena.
La sensazione è che si sia validato e consolidato una sorta di proibizionismo che, attraverso le norme del c.d.s., introduce, di fatto, una morale di Stato, punendo condotte perfettamente lecite ed inoffensive per il sol fatto che si discostano dall'etica imposta dal legislatore.
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VERITA' E COMPLOTTISMI 🌺🌺🌺
Nel film "Codice d'Onore" il colonnello Nathan Jessup (Jack Nicholson) rivolgendosi nella memorabile sequenza finale al tenente Daniel Kaffee (Tom Cruise) gli dice tra l'altro "Tu non puoi reggere la verità. Figliolo, viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile". Ora, nel film il tenente Kaffee si lascia impressionare il giusto e incalza il colonnello fino a farlo confessare di avere ordinato lui il codice rosso che portò alla morte del soldato Santiago. Che è poi la verità che Jessup medesimo non regge.
Ma è indubbiamente vero che in tante situazioni fatichiamo tutti a reggere la verità. Ad esempio, ho cercato di seguire la vicenda del doping di Sinner, ma ho notato che l'orientamento prevalente nel pubblico è rimasto sempre pregiudizialmente a favore del tennista malgrado qualsiasi evidenza con la quale tentassi di spiegare la natura della questione, che si è poi conclusa nel modo più ovvio con il riconoscimento della responsabilità dell'atleta. Perchè questo è quanto prevedono le regole antidoping, che hanno oltre tutto una loro logica nella prospettiva di voler prevenire ogni possibile sotterfugio. Colpisce tra l'altro che le critiche si spingano ad apostrofare addirittura un personaggio come Djokovic, il quale dice cose anche loro ovvie e di buon senso, ma poco fa leggevo un commento in cui niente meno lo si accusava di slealtà sportiva e di voler dar contro a Sinner per interesse personale. Come minimo ingeneroso.
D'altra parte, che sotto i post che hanno ricevuto maggiore apprezzamento e che si occupano dei temi della pandemia e delle vaccinazioni, il gradimento ho la sensazione venga più che altro da coloro le cui opinioni sono già preventivamente orientate. Dubito che in tutti questi anni chi ha aderito alla narrazione pandemica e vaccinale si sia ricreduto sulla base degli elementi obiettivi e verificabili che ho costantemente offerto alla valutazione. E mica per nulla di quando in quando arrivano commentatori, in massima parte anonimi e fake, a insultare gratuitamente, senza ovviamente portare alcuna argomentazione seria. Ma il punto non è che la portino, bensì che con il loro atteggiamento dimostrano di rifiutare di considerare fatti non in linea con la loro pregiudiziale visione del mondo.
Stesso discorso potrebbe esser fatto per ogni altro grande tema che lacera la "pubblica opinione". Si prenda il conflitto ucraino. Sulla base dei fatti storici e facilmente verificabili da chiunque, è chiaro che la Russia è stata costretta all'intervento suo malgrado e che ha sempre cercato di evitare, che non esiste alcuna aspirazione imperialistica di quella nazione e che dalla parte del torto ci sta tutto l'occidente, lui si facilmente identificabile come imperialista ed espansionista. Ma anche qui la pubblica opinione si divide pregiudizialmente, e coloro che aderiscono alla narrazione della propaganda da noi prevalente si rifiutano di considerare qualsiasi fatto obiettivo e verificabile.
Dunque, sì: probabilmente è vero che in tante occasioni non sappiamo reggere la verità, e che si tratta di una parola da maneggiare con cura. In quante discussioni ci accusiamo reciprocamente di voler assurgere a "custodi della verità"? E Pirandello ci insegna che le verità sono tante, e mica per nulla ad esempio nei processi parliamo di verità giudiziaria, che è qualcosa su cui troppo spesso ci si mette d'accordo ed è al massimo una approssimazione talora molto blanda e distante della verità dei fatti. Ma è anche vero che una qualche obiettività va sempre ricercata, armandosi soprattutto di onestà intellettuale. A meno che non vogliamo dirci di essere costantemente in guerra su tutto, perchè allora sì, in quel caso tutto varrebbe in odio al nemico. Con il quale finiremo inevitabilmente per identificarci nostro malgrado.
Nel film "Codice d'Onore" il colonnello Nathan Jessup (Jack Nicholson) rivolgendosi nella memorabile sequenza finale al tenente Daniel Kaffee (Tom Cruise) gli dice tra l'altro "Tu non puoi reggere la verità. Figliolo, viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile". Ora, nel film il tenente Kaffee si lascia impressionare il giusto e incalza il colonnello fino a farlo confessare di avere ordinato lui il codice rosso che portò alla morte del soldato Santiago. Che è poi la verità che Jessup medesimo non regge.
Ma è indubbiamente vero che in tante situazioni fatichiamo tutti a reggere la verità. Ad esempio, ho cercato di seguire la vicenda del doping di Sinner, ma ho notato che l'orientamento prevalente nel pubblico è rimasto sempre pregiudizialmente a favore del tennista malgrado qualsiasi evidenza con la quale tentassi di spiegare la natura della questione, che si è poi conclusa nel modo più ovvio con il riconoscimento della responsabilità dell'atleta. Perchè questo è quanto prevedono le regole antidoping, che hanno oltre tutto una loro logica nella prospettiva di voler prevenire ogni possibile sotterfugio. Colpisce tra l'altro che le critiche si spingano ad apostrofare addirittura un personaggio come Djokovic, il quale dice cose anche loro ovvie e di buon senso, ma poco fa leggevo un commento in cui niente meno lo si accusava di slealtà sportiva e di voler dar contro a Sinner per interesse personale. Come minimo ingeneroso.
D'altra parte, che sotto i post che hanno ricevuto maggiore apprezzamento e che si occupano dei temi della pandemia e delle vaccinazioni, il gradimento ho la sensazione venga più che altro da coloro le cui opinioni sono già preventivamente orientate. Dubito che in tutti questi anni chi ha aderito alla narrazione pandemica e vaccinale si sia ricreduto sulla base degli elementi obiettivi e verificabili che ho costantemente offerto alla valutazione. E mica per nulla di quando in quando arrivano commentatori, in massima parte anonimi e fake, a insultare gratuitamente, senza ovviamente portare alcuna argomentazione seria. Ma il punto non è che la portino, bensì che con il loro atteggiamento dimostrano di rifiutare di considerare fatti non in linea con la loro pregiudiziale visione del mondo.
Stesso discorso potrebbe esser fatto per ogni altro grande tema che lacera la "pubblica opinione". Si prenda il conflitto ucraino. Sulla base dei fatti storici e facilmente verificabili da chiunque, è chiaro che la Russia è stata costretta all'intervento suo malgrado e che ha sempre cercato di evitare, che non esiste alcuna aspirazione imperialistica di quella nazione e che dalla parte del torto ci sta tutto l'occidente, lui si facilmente identificabile come imperialista ed espansionista. Ma anche qui la pubblica opinione si divide pregiudizialmente, e coloro che aderiscono alla narrazione della propaganda da noi prevalente si rifiutano di considerare qualsiasi fatto obiettivo e verificabile.
Dunque, sì: probabilmente è vero che in tante occasioni non sappiamo reggere la verità, e che si tratta di una parola da maneggiare con cura. In quante discussioni ci accusiamo reciprocamente di voler assurgere a "custodi della verità"? E Pirandello ci insegna che le verità sono tante, e mica per nulla ad esempio nei processi parliamo di verità giudiziaria, che è qualcosa su cui troppo spesso ci si mette d'accordo ed è al massimo una approssimazione talora molto blanda e distante della verità dei fatti. Ma è anche vero che una qualche obiettività va sempre ricercata, armandosi soprattutto di onestà intellettuale. A meno che non vogliamo dirci di essere costantemente in guerra su tutto, perchè allora sì, in quel caso tutto varrebbe in odio al nemico. Con il quale finiremo inevitabilmente per identificarci nostro malgrado.
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SEMPREVERDE 🌺🌺🌺
Fatto salvo che dopo le vicende di questi anni sappiamo che nemmeno le agenzie regolatorie sono in grado di certificare che i dati di uno studio clinico autorizzativo siano davvero corretti uno per uno.
Fatto salvo che dopo le vicende di questi anni sappiamo che nemmeno le agenzie regolatorie sono in grado di certificare che i dati di uno studio clinico autorizzativo siano davvero corretti uno per uno.
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CHAT-GPT AI RAGGI X 🌺🌺🌺
Studio tedesco che ha dato in pasto all'IA un paio di centinaia di studi di immagine, tra radiografie, tomografie, risonanze e angiografie. I risultati mostrano da un lato che l'IA migliora l'accuratezza diagnostica di un tot ma rivelano anche che alla bisogna è anche capace di inventarsi i referti di sana pianta.
Così scrivono tra l'altro gli autori nei risultati: "L'accuratezza diagnostica è diminuita fino al 30% quando 20 immagini sono state rilette dopo 30 e 90 giorni e sembrava non correlata alla fiducia auto-riportata dallo strumento (ρ di Spearman = 0,117 (p = 0,776)). Mentre i risultati di imaging descritti corrispondevano alle diagnosi suggerite nel 92,7%, indicando un ragionamento diagnostico valido, lo strumento ha fabbricato 258 risultati di imaging in 412 risposte e ha identificato erroneamente modalità di imaging o regioni anatomiche in 65 immagini."
Concludono gli autori: "Allo stato attuale, GPT-4V non è in grado di interpretare in modo affidabile gli studi di imaging radiologico. La tendenza dello strumento a ignorare l'immagine, a fabbricare risultati e a identificare erroneamente i dettagli, soprattutto senza contesto clinico, evidenzia la necessità di un ulteriore sviluppo per mitigare i rischi per i pazienti e gli errori di orientamento degli operatori sanitari."
https://link.springer.com/article/10.1007/s00330-024-11115-6
Studio tedesco che ha dato in pasto all'IA un paio di centinaia di studi di immagine, tra radiografie, tomografie, risonanze e angiografie. I risultati mostrano da un lato che l'IA migliora l'accuratezza diagnostica di un tot ma rivelano anche che alla bisogna è anche capace di inventarsi i referti di sana pianta.
Così scrivono tra l'altro gli autori nei risultati: "L'accuratezza diagnostica è diminuita fino al 30% quando 20 immagini sono state rilette dopo 30 e 90 giorni e sembrava non correlata alla fiducia auto-riportata dallo strumento (ρ di Spearman = 0,117 (p = 0,776)). Mentre i risultati di imaging descritti corrispondevano alle diagnosi suggerite nel 92,7%, indicando un ragionamento diagnostico valido, lo strumento ha fabbricato 258 risultati di imaging in 412 risposte e ha identificato erroneamente modalità di imaging o regioni anatomiche in 65 immagini."
Concludono gli autori: "Allo stato attuale, GPT-4V non è in grado di interpretare in modo affidabile gli studi di imaging radiologico. La tendenza dello strumento a ignorare l'immagine, a fabbricare risultati e a identificare erroneamente i dettagli, soprattutto senza contesto clinico, evidenzia la necessità di un ulteriore sviluppo per mitigare i rischi per i pazienti e gli errori di orientamento degli operatori sanitari."
https://link.springer.com/article/10.1007/s00330-024-11115-6
SpringerLink
Revolution or risk?—Assessing the potential and challenges of GPT-4V in radiologic image interpretation
European Radiology - ChatGPT-4 Vision (GPT-4V) is a state-of-the-art multimodal large language model (LLM) that may be queried using images. We aimed to evaluate the tool’s diagnostic...
😁17👍9❤4
DARE I NUMERI 🌺🌺🌺
Passa in commissione cultura il ddl per riformare gli accessi al corso di laurea in medicina, che così diventerebbe un'ammucchiata al primo semestre con selezione sulla base dei voti conseguiti negli esami di metà anno. Esulta il ministro che dichiara che in tal modo nei prossimi anni "potremo formare 30mila medici in più".
https://www.doctor33.it/articolo/63574/universita-passo-avanti-per-la-riforma-bernini-potremo-formare-30mila-medici-in-piu-1
Non è dato sapere come faccia i calcoli, quel che è certo invece è che nelle università a noi note già oggi i numeri di ammessi superano largamente le capacità di accoglienza e formazione, e tutto funziona solo grazie al fatto che gli studenti non frequentano, evitando così di sovraffollare aule insufficienti, non pretendono aule studio e servizi vari, e si adeguano per quanto riguarda i tirocini in ospedale.
Nel frattempo, filtra anche la notizia che la medesima commissione cultura avrebbe bocciato tutti gli emendamenti dell'opposizione per escludere le università telematiche dalla possibilità di attivare corsi di laurea in medicina.
https://www.informazionescuola.it/universita-telematiche-e-medicina-il-governo-meloni-gli-apre-le-porte-scelta-assurda-per-piccolotti/
Ora, uniamo i puntini e proviamo a ipotizzare da dove salteranno fuori quei 30.000 laureati in più. E speriamo di non finire a rimpiangere l'università di Google o quella della strada.
Passa in commissione cultura il ddl per riformare gli accessi al corso di laurea in medicina, che così diventerebbe un'ammucchiata al primo semestre con selezione sulla base dei voti conseguiti negli esami di metà anno. Esulta il ministro che dichiara che in tal modo nei prossimi anni "potremo formare 30mila medici in più".
https://www.doctor33.it/articolo/63574/universita-passo-avanti-per-la-riforma-bernini-potremo-formare-30mila-medici-in-piu-1
Non è dato sapere come faccia i calcoli, quel che è certo invece è che nelle università a noi note già oggi i numeri di ammessi superano largamente le capacità di accoglienza e formazione, e tutto funziona solo grazie al fatto che gli studenti non frequentano, evitando così di sovraffollare aule insufficienti, non pretendono aule studio e servizi vari, e si adeguano per quanto riguarda i tirocini in ospedale.
Nel frattempo, filtra anche la notizia che la medesima commissione cultura avrebbe bocciato tutti gli emendamenti dell'opposizione per escludere le università telematiche dalla possibilità di attivare corsi di laurea in medicina.
https://www.informazionescuola.it/universita-telematiche-e-medicina-il-governo-meloni-gli-apre-le-porte-scelta-assurda-per-piccolotti/
Ora, uniamo i puntini e proviamo a ipotizzare da dove salteranno fuori quei 30.000 laureati in più. E speriamo di non finire a rimpiangere l'università di Google o quella della strada.
Doctor33
Università, passo avanti per la riforma. Bernini: potremo formare 30mila medici in più
La Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera ha approvato il disegno di legge delega per riformare l’accesso a medicina. Ora si attende il via libera dell'Aula
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GARDASIL GARDALAND 🌺🌺🌺
Dicevamo l'altro giorno di questo processo in corso a Los Angeles che vede imputata la Merck in quanto produttrice del vaccino anti-HPV Gardasil (https://t.me/MarCosent/3909). Viene fuori ora dalle carte processuali che non solo nei vaccini c'era la contaminazione con DNA, ma addirittura che non era propriamente una contaminazione bensì una intenzionale per quanto non dichiarata inclusione di frammenti di DNA del HPV, in modo da rendere il vaccino molto più immunogeno, Peraltro a detta di alcuni con il risultato di iperimmunizzare scatenando anche reazioni autoimmuni come la POTS (tachicardia posturale ortostatica, gravemente invalidante). Davvero questi produttori di vaccini cento ne fanno anche se non si sa quante davvero ne pensino con la dovuta accuratezza. Insomma, la progettazione e lo sviluppo dei vaccini ridotta a parco giochi per il divertimento degli addetti ai lavori? Mah...
https://blog.maryannedemasi.com/p/court-documents-reveal-undisclosed
Dicevamo l'altro giorno di questo processo in corso a Los Angeles che vede imputata la Merck in quanto produttrice del vaccino anti-HPV Gardasil (https://t.me/MarCosent/3909). Viene fuori ora dalle carte processuali che non solo nei vaccini c'era la contaminazione con DNA, ma addirittura che non era propriamente una contaminazione bensì una intenzionale per quanto non dichiarata inclusione di frammenti di DNA del HPV, in modo da rendere il vaccino molto più immunogeno, Peraltro a detta di alcuni con il risultato di iperimmunizzare scatenando anche reazioni autoimmuni come la POTS (tachicardia posturale ortostatica, gravemente invalidante). Davvero questi produttori di vaccini cento ne fanno anche se non si sa quante davvero ne pensino con la dovuta accuratezza. Insomma, la progettazione e lo sviluppo dei vaccini ridotta a parco giochi per il divertimento degli addetti ai lavori? Mah...
https://blog.maryannedemasi.com/p/court-documents-reveal-undisclosed
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Marco Cosentino
DNA VIRALE NEL VACCINO HPV 🌺🌺🌺
Il blog di Maryanne Demasi continua a seguire la vicenda di cui già ci occupammo nell'ottobre scorso (https://t.me/MarCosent/3532), riportando ora il contenuto di alcune email tra la Merck, produttrice del vaccino, e l'ente…
Il blog di Maryanne Demasi continua a seguire la vicenda di cui già ci occupammo nell'ottobre scorso (https://t.me/MarCosent/3532), riportando ora il contenuto di alcune email tra la Merck, produttrice del vaccino, e l'ente…
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EFFETTI COLLATERALI 🌺🌺🌺
Se davvero passasse la riforma dell'accesso al corso di laurea in medicina, che prevede lo sbarramento al primo semestre sulla base dei risultati degli esami di metà anno, ci sono alcune cose che mi paiono ovvie, anche se nessuno ancora le menziona:
(i) le lezioni saranno tutte a distanza: già oggi si fatica a collocare 150-200 studenti in aula, figuriamoci 500, 1.000 e più.
(ii) gli esami dovranno in qualche modo essere standardizzati e non lasciati alla metrica del singolo docente, a rischio altrimenti di millemila contestazioni, il che richiederà necessariamente soluzioni tipo i quiz utilizzati attualmente per l'ammissione "tradizionale".
Qui ora non si vuole avviare una discussione sull'efficacia della didattica in aula e sull'opportunità che il docente sia libero e autonomo nell'insegnamento e nelle valutazioni, cose entrambe peraltro sacrosante.
Voglio invece sottolineare come sia il primo che il secondo punto finiranno per:
(a) spingere gli studenti verso le università telematiche sdoganando la didattica a distanza, con una sorta di seconda dose di richiamo dopo la prima dose pandemica che tanti danni ha già fatto;
(b) spingere le università "vere" verso forme di didattica telematica, sicuramente meno costosa in quanto richiede meno docenti e meno strutture e strumenti, questi ultimi peraltro praticamente tutti a carico di studenti da un lato e docenti dall'altro.
Oppure vi figurate l'università che regala un portatile a ogni studente e a ogni docente, abbonamento alla rete incluso? Non è detto peraltro che non possa accadere in futuro, magari grazie alla sponsorizzazione di qualche "big" del web.
Se davvero passasse la riforma dell'accesso al corso di laurea in medicina, che prevede lo sbarramento al primo semestre sulla base dei risultati degli esami di metà anno, ci sono alcune cose che mi paiono ovvie, anche se nessuno ancora le menziona:
(i) le lezioni saranno tutte a distanza: già oggi si fatica a collocare 150-200 studenti in aula, figuriamoci 500, 1.000 e più.
(ii) gli esami dovranno in qualche modo essere standardizzati e non lasciati alla metrica del singolo docente, a rischio altrimenti di millemila contestazioni, il che richiederà necessariamente soluzioni tipo i quiz utilizzati attualmente per l'ammissione "tradizionale".
Qui ora non si vuole avviare una discussione sull'efficacia della didattica in aula e sull'opportunità che il docente sia libero e autonomo nell'insegnamento e nelle valutazioni, cose entrambe peraltro sacrosante.
Voglio invece sottolineare come sia il primo che il secondo punto finiranno per:
(a) spingere gli studenti verso le università telematiche sdoganando la didattica a distanza, con una sorta di seconda dose di richiamo dopo la prima dose pandemica che tanti danni ha già fatto;
(b) spingere le università "vere" verso forme di didattica telematica, sicuramente meno costosa in quanto richiede meno docenti e meno strutture e strumenti, questi ultimi peraltro praticamente tutti a carico di studenti da un lato e docenti dall'altro.
Oppure vi figurate l'università che regala un portatile a ogni studente e a ogni docente, abbonamento alla rete incluso? Non è detto peraltro che non possa accadere in futuro, magari grazie alla sponsorizzazione di qualche "big" del web.
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Forwarded from Umanità e Ragione
LA CORTE UE SUI VACCINI: “SERVIVA LA PRESCRIZIONE E IL MEDICO POTEVA SCONSIGLIARLI”.
La causa intentata dal professor Frajese dinnanzi alla Corte di Giustizia UE ha avuto un esito sorprendente: serviva la prescrizione per somministrare i vaccini anti-Covid e il medico avrebbe potuto sconsigliarli.
Le motivazioni della Corte potrebbero smontare il fondamento dei procedimenti disciplinari e penali avviati nei confronti dei medici che si opposero alle vaccinazioni e attribuire invece gravi responsabilità ai camici bianchi che vaccinarono ‘senza se e senza ma’, con ciò promuovendo anche il rischio di cagionare eventi avversi. I dettagli nell'ultimo pezzo di Francesco Servadio:
https://www.facebook.com/share/p/15t6kVwq2X/ (link Facebook);
https://www.buongiornosuedtirol.it/2025/02/19/esclusivo-vaccini-covid-la-corte-ue-serviva-la-prescrizione-e-il-medico-poteva-sconsigliarli/ (link sito)
La causa intentata dal professor Frajese dinnanzi alla Corte di Giustizia UE ha avuto un esito sorprendente: serviva la prescrizione per somministrare i vaccini anti-Covid e il medico avrebbe potuto sconsigliarli.
Le motivazioni della Corte potrebbero smontare il fondamento dei procedimenti disciplinari e penali avviati nei confronti dei medici che si opposero alle vaccinazioni e attribuire invece gravi responsabilità ai camici bianchi che vaccinarono ‘senza se e senza ma’, con ciò promuovendo anche il rischio di cagionare eventi avversi. I dettagli nell'ultimo pezzo di Francesco Servadio:
https://www.facebook.com/share/p/15t6kVwq2X/ (link Facebook);
https://www.buongiornosuedtirol.it/2025/02/19/esclusivo-vaccini-covid-la-corte-ue-serviva-la-prescrizione-e-il-medico-poteva-sconsigliarli/ (link sito)
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UOMINI E TOPI 🌺🌺🌺
Lo studio di oggi proviene da Taiwan, dove alcuni ricercatori hanno iniettato il vaccino covid Moderna in alcune topine pregne scoprendo che l'RNA attraversa la placenta, finisce nel feto un po' dappertutto ma soprattutto nel fegato e viene tradotto in proteina Spike la quale provoca una risposta immunitaria fetale misurabile in termini di titoli anticorpali IgG e IgM. Esultano i ricercatori ipotizzando che in tal modo la vaccinazione materna possa originare nel nascituro un'immunità non solo passiva bensì ache attiva. Forse a questi ricercatori non sono noti gli studi Pfizer che mostrano negli animali vaccinati il doppio di mancati impianti e un imprecisato aumento di malformazioni (https://t.me/MarCosent/3355). E forse nemmeno gli studi nell'essere umano che escludono l'immunità passiva nel nascituro (https://t.me/MarCosent/944). Purtroppo, pare invece che anche nell'umano l'RNA giunga nella placenta (https://t.me/MarCosent/2702), questione problematica e da considerare con la giusta dose di preoccupazione.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2162253125000435
Lo studio di oggi proviene da Taiwan, dove alcuni ricercatori hanno iniettato il vaccino covid Moderna in alcune topine pregne scoprendo che l'RNA attraversa la placenta, finisce nel feto un po' dappertutto ma soprattutto nel fegato e viene tradotto in proteina Spike la quale provoca una risposta immunitaria fetale misurabile in termini di titoli anticorpali IgG e IgM. Esultano i ricercatori ipotizzando che in tal modo la vaccinazione materna possa originare nel nascituro un'immunità non solo passiva bensì ache attiva. Forse a questi ricercatori non sono noti gli studi Pfizer che mostrano negli animali vaccinati il doppio di mancati impianti e un imprecisato aumento di malformazioni (https://t.me/MarCosent/3355). E forse nemmeno gli studi nell'essere umano che escludono l'immunità passiva nel nascituro (https://t.me/MarCosent/944). Purtroppo, pare invece che anche nell'umano l'RNA giunga nella placenta (https://t.me/MarCosent/2702), questione problematica e da considerare con la giusta dose di preoccupazione.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2162253125000435
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REALTA' E PERCEZIONE 🌺🌺🌺
Il post di oggi di Caitlin Johnstone sulla piattaforma Substack nella sua semplicità induce a più di qualche riflessione sui condizionamenti che riceviamo dall'insieme di informazioni che ci bombardano continuamente. Il caso particolare è quello della percezione dell'ex presidente statunitense Obama come persona integerrima. In effetti, di Obama ce ne devono essere stati almeno due. Uno è quello che nel 2009, all'indomani della sua prima elezione, fu insignito niente meno che del premio Nobel per la pace «per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». L'altro è quello che come giustamente ricorda Caitlin Johnstone distrusse Libia, Siria, Yemen e molto altro, contribuendo alle catastrofi umanitarie odierne. E innescando nel 2014 la crisi che ci avrebbe portato alcuni anni dopo sull'orlo di un terzo conflitto mondiale e che comunque è costato centinaia di migliaia di morti e la devastazione dell'Ucraina. Eppure Obama nella percezione comune rimane una bella persona. Nelle parole di Caitlin Johnstone: "Ciò accade perché viviamo in una distopia controllata dalla mente in cui il pensiero pubblico, il discorso e il comportamento sono aggressivamente manipolati da operazioni psicologiche su larga scala al servizio dei potenti. Le notizie sono propaganda. Gli algoritmi di ricerca sono selvaggiamente distorti. Le piattaforme dei social media ci spingono in isolate camere di risonanza ideologiche. A nessuno che sfidi in modo significativo gli interessi informativi dei potenti è permesso di ascendere alla fama e all'influenza. Hollywood è solo una macchina di pubbliche relazioni per l'impero." E ancora: "[Le persone] Possono solo vedere i sentimenti che provavano quando Obama era in carica, e confrontarli con i sentimenti che provano sotto Trump. Questo è il modo in cui sono stati condizionati a relazionarsi con il mondo. La manipolazione psicologica su larga scala li ha trasformati in bambini sbavanti. E nessuno ne trae vantaggio se non i potenti." Amen.
https://www.caitlinjohnst.one/p/meditations-on-the-notion-that-obama
Il post di oggi di Caitlin Johnstone sulla piattaforma Substack nella sua semplicità induce a più di qualche riflessione sui condizionamenti che riceviamo dall'insieme di informazioni che ci bombardano continuamente. Il caso particolare è quello della percezione dell'ex presidente statunitense Obama come persona integerrima. In effetti, di Obama ce ne devono essere stati almeno due. Uno è quello che nel 2009, all'indomani della sua prima elezione, fu insignito niente meno che del premio Nobel per la pace «per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». L'altro è quello che come giustamente ricorda Caitlin Johnstone distrusse Libia, Siria, Yemen e molto altro, contribuendo alle catastrofi umanitarie odierne. E innescando nel 2014 la crisi che ci avrebbe portato alcuni anni dopo sull'orlo di un terzo conflitto mondiale e che comunque è costato centinaia di migliaia di morti e la devastazione dell'Ucraina. Eppure Obama nella percezione comune rimane una bella persona. Nelle parole di Caitlin Johnstone: "Ciò accade perché viviamo in una distopia controllata dalla mente in cui il pensiero pubblico, il discorso e il comportamento sono aggressivamente manipolati da operazioni psicologiche su larga scala al servizio dei potenti. Le notizie sono propaganda. Gli algoritmi di ricerca sono selvaggiamente distorti. Le piattaforme dei social media ci spingono in isolate camere di risonanza ideologiche. A nessuno che sfidi in modo significativo gli interessi informativi dei potenti è permesso di ascendere alla fama e all'influenza. Hollywood è solo una macchina di pubbliche relazioni per l'impero." E ancora: "[Le persone] Possono solo vedere i sentimenti che provavano quando Obama era in carica, e confrontarli con i sentimenti che provano sotto Trump. Questo è il modo in cui sono stati condizionati a relazionarsi con il mondo. La manipolazione psicologica su larga scala li ha trasformati in bambini sbavanti. E nessuno ne trae vantaggio se non i potenti." Amen.
https://www.caitlinjohnst.one/p/meditations-on-the-notion-that-obama
www.caitlinjohnst.one
Meditations On The Notion That Obama "Never Had Any Scandals"
Listen to a reading of this article (reading by Tim Foley):
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SICURI ED EFFICACI 🌺🌺🌺
Nel 2017, la legge Lorenzin obbligò a nove vaccini pediatrici da quattro che erano in precedenza, con l'impegno a rivalutare la necessità dell'obbligo nel 2020. Non fu fatto allora e nemmeno ora, cinque anni dopo, pare che la questione sia nell'agenda di nessuno. Nel frattempo, anche grazie alla pandemia, i vaccini hanno consolidato la loro immagine di prodotti "sicuri ed efficaci". A priori e a prescindere. E insomma, chi tocca i vaccini ... muore!
Il pezzo di Valentina Bennati su comedonchisciotte.org
https://comedonchisciotte.org/lobbligo-vaccinale-senza-fine-contro-i-nostri-figli/
Nel 2017, la legge Lorenzin obbligò a nove vaccini pediatrici da quattro che erano in precedenza, con l'impegno a rivalutare la necessità dell'obbligo nel 2020. Non fu fatto allora e nemmeno ora, cinque anni dopo, pare che la questione sia nell'agenda di nessuno. Nel frattempo, anche grazie alla pandemia, i vaccini hanno consolidato la loro immagine di prodotti "sicuri ed efficaci". A priori e a prescindere. E insomma, chi tocca i vaccini ... muore!
Il pezzo di Valentina Bennati su comedonchisciotte.org
https://comedonchisciotte.org/lobbligo-vaccinale-senza-fine-contro-i-nostri-figli/
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IL CONTROLLO DEL VACCINO 🌺🌺🌺
Da giovane laureato mi veniva spiegato che nelle sperimentazioni cliniche con i vaccini era corretto somministrare al gruppo di controllo le medesime preparazioni vaccinali senza l'antigene, in analogia con quanto accade con gli altri medicinali, per i quali si utilizza un placebo indistinguibile dal prodotto in sperimentazione ma senza principio attivo.
Il punto tuttavia che sfugge in questo ragionamento è che i vaccini, oltre all'antigene, non contengono soltanto sostanze inerti bensì anche soprattutto i cosiddetti "adiuvanti" ovvero sostanze che attraverso azioni "proinfiammatorie" hanno lo scopo di "aizzare" maggiormente il sistema immunitario contro l'antigene. Sostanze dunque che hanno effetti di per se stesse e che, se utilizzate come confronto, rischiano di mascherare gli effetti avversi derivanti dall'azione proinfiammatoria dell'antigene, e che comunque essendo contenute nel prodotto finale contribuiscono a determinare effetti avversi che non possono quindi essere semplicemente derubricati a quanto accade con un normale "placebo".
D'altra parte, utilizzare un semplice "placebo" con i vaccini rischia di aumentarne indebitamente l'efficacia. Basti pensare al caso dell'antiinfluenzale: con un placebo una persona continua la sua vita di sempre, finendo per esporsi tra l'altro al rischio di contrarre l'influenza, mentre con i vaccino una certa percentuale di persone ha reazioni locali o sistemiche similfebbrili, sta chiuso in casa per qualche giorno e riduce l'esposizione ai virus stagionali. Senza contare che con un vero "placebo" è abbastanza semplice rendersi conto di non aver ricevuto i vaccino, e viceversa, e la cecità dello studio va a farsi benedire.
Che fare, allora, avrebbe detto quello?
La risposta la fornisce Vinay Prasad, oncoematologo alla UCSF, nel post di ieri sul suo blog substack, ed è di una banalità disarmante: gli studi con i vaccini devono avere due gruppi di controllo, uno per la sicurezza con un "placebo" e uno pr l'efficacia con gli adiuvanti.
E ora consideriamo gli studi con i vaccini covid, che hanno utilizzato un "placebo", favorendo così l'efficacia del vaccino, per poi dopo qualche settimana vaccinare in fretta e furia tutto i gruppo di controllo. Indubbiamente questi studi sono preziosissimi come strumenti didattici per esemplificare tutto quanto non va fatto in un "trial" clinico, con vaccini o altri medicinali che sia.
https://www.drvinayprasad.com/p/what-should-the-control-arm-be-in
Da giovane laureato mi veniva spiegato che nelle sperimentazioni cliniche con i vaccini era corretto somministrare al gruppo di controllo le medesime preparazioni vaccinali senza l'antigene, in analogia con quanto accade con gli altri medicinali, per i quali si utilizza un placebo indistinguibile dal prodotto in sperimentazione ma senza principio attivo.
Il punto tuttavia che sfugge in questo ragionamento è che i vaccini, oltre all'antigene, non contengono soltanto sostanze inerti bensì anche soprattutto i cosiddetti "adiuvanti" ovvero sostanze che attraverso azioni "proinfiammatorie" hanno lo scopo di "aizzare" maggiormente il sistema immunitario contro l'antigene. Sostanze dunque che hanno effetti di per se stesse e che, se utilizzate come confronto, rischiano di mascherare gli effetti avversi derivanti dall'azione proinfiammatoria dell'antigene, e che comunque essendo contenute nel prodotto finale contribuiscono a determinare effetti avversi che non possono quindi essere semplicemente derubricati a quanto accade con un normale "placebo".
D'altra parte, utilizzare un semplice "placebo" con i vaccini rischia di aumentarne indebitamente l'efficacia. Basti pensare al caso dell'antiinfluenzale: con un placebo una persona continua la sua vita di sempre, finendo per esporsi tra l'altro al rischio di contrarre l'influenza, mentre con i vaccino una certa percentuale di persone ha reazioni locali o sistemiche similfebbrili, sta chiuso in casa per qualche giorno e riduce l'esposizione ai virus stagionali. Senza contare che con un vero "placebo" è abbastanza semplice rendersi conto di non aver ricevuto i vaccino, e viceversa, e la cecità dello studio va a farsi benedire.
Che fare, allora, avrebbe detto quello?
La risposta la fornisce Vinay Prasad, oncoematologo alla UCSF, nel post di ieri sul suo blog substack, ed è di una banalità disarmante: gli studi con i vaccini devono avere due gruppi di controllo, uno per la sicurezza con un "placebo" e uno pr l'efficacia con gli adiuvanti.
E ora consideriamo gli studi con i vaccini covid, che hanno utilizzato un "placebo", favorendo così l'efficacia del vaccino, per poi dopo qualche settimana vaccinare in fretta e furia tutto i gruppo di controllo. Indubbiamente questi studi sono preziosissimi come strumenti didattici per esemplificare tutto quanto non va fatto in un "trial" clinico, con vaccini o altri medicinali che sia.
https://www.drvinayprasad.com/p/what-should-the-control-arm-be-in
Drvinayprasad
What should the control arm be in a vaccine trial? Is it a placebo if it contains aluminum?
Why some trials need TWO control arms
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SIGNORI, SI REPLICA! 🌺🌺🌺
A dicembre scorso anticipammo il parere favorevole all'approvazione del primo vaccino covid autoreplicante (https://t.me/MarCosent/3716), che ora è finalmente arrivata.
https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/kostaive
Il prodotto si chiama zapomeran (a me ricorda il dottor Zapotec di disneyana memoria e la Pomerania, che comunque non c'entra nulla con le mele bensì con il mare che sta lì a due passi) ed è stato sviluppato da Arcturus Therapeutics, un'azienda statunitense-israeliana che esiste dal 2013 e che fino a oggi era nota per lo sviluppo di alcune terapie geniche basate su prodotti a RNA.
https://it.wikipedia.org/wiki/Arcturus_Therapeutics
Questo vaccino codifica sempre per la proteina Spike virale, dunque non risolve nessuno dei millemila problemi dei "vecchi" vaccini covid a RNA (e anche non a RNA) e ne aggiunge se mai altri, dal momento che "autoreplicante" significa che oltre all'RNA della Spike contiene anche le istruzioni per la produzione degli enzimi che replicano l'RNA medesimo, in un ciclo virtualmente senza limiti che non siano quelli legati alla stabilità degli RNA (che oggi sappiamo essere indefinita). E la questione non è solo la quantità bensì la possibilità che il meccanismo di "espulsione" dalle cellule del vaccinato con conseguente passaggio in circolo favorisca quella dispersione nell'ambiente ("shedding") già ipotizzata con i primi vaccini a RNA e fin qui mai documentata (ma se le cose non le cerchi, è abbastanza ovvio che non le trovi).
Il Giappone è stato il primo ad autorizzare questo zapomeran e un editoriale di ricercatori giapponesi di qualche mese fa sostiene che lo "shedding" è "scientificamente infondato". Nel senso che le fondamenta ancora non ci sono (un po' come ai tempi la distribuzione sistemica dei primi RNA, che non doveva esserci e poi si è visto come è andata). Chissà se a breve ci toccherà di metterci all'opera per costruirle...
Qui il post del 17 dicembre con qualche dettaglio in più sul prodotto, anche se per ora se ne sa davvero poco:
https://t.me/MarCosent/3716
A dicembre scorso anticipammo il parere favorevole all'approvazione del primo vaccino covid autoreplicante (https://t.me/MarCosent/3716), che ora è finalmente arrivata.
https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/kostaive
Il prodotto si chiama zapomeran (a me ricorda il dottor Zapotec di disneyana memoria e la Pomerania, che comunque non c'entra nulla con le mele bensì con il mare che sta lì a due passi) ed è stato sviluppato da Arcturus Therapeutics, un'azienda statunitense-israeliana che esiste dal 2013 e che fino a oggi era nota per lo sviluppo di alcune terapie geniche basate su prodotti a RNA.
https://it.wikipedia.org/wiki/Arcturus_Therapeutics
Questo vaccino codifica sempre per la proteina Spike virale, dunque non risolve nessuno dei millemila problemi dei "vecchi" vaccini covid a RNA (e anche non a RNA) e ne aggiunge se mai altri, dal momento che "autoreplicante" significa che oltre all'RNA della Spike contiene anche le istruzioni per la produzione degli enzimi che replicano l'RNA medesimo, in un ciclo virtualmente senza limiti che non siano quelli legati alla stabilità degli RNA (che oggi sappiamo essere indefinita). E la questione non è solo la quantità bensì la possibilità che il meccanismo di "espulsione" dalle cellule del vaccinato con conseguente passaggio in circolo favorisca quella dispersione nell'ambiente ("shedding") già ipotizzata con i primi vaccini a RNA e fin qui mai documentata (ma se le cose non le cerchi, è abbastanza ovvio che non le trovi).
Il Giappone è stato il primo ad autorizzare questo zapomeran e un editoriale di ricercatori giapponesi di qualche mese fa sostiene che lo "shedding" è "scientificamente infondato". Nel senso che le fondamenta ancora non ci sono (un po' come ai tempi la distribuzione sistemica dei primi RNA, che non doveva esserci e poi si è visto come è andata). Chissà se a breve ci toccherà di metterci all'opera per costruirle...
Qui il post del 17 dicembre con qualche dettaglio in più sul prodotto, anche se per ora se ne sa davvero poco:
https://t.me/MarCosent/3716
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Marco Cosentino
BUON NATALE 🌺🌺🌺
Si appresta così a giungere anche in UE il primo vaccino covid a RNA autoamplificante. Il prodotto si chiama Kostaive, contiene il principio attivo zapomeran ed è prodotto e commercializzato da Arcturus Therapeutics. Autorizzato da fine 2023…
Si appresta così a giungere anche in UE il primo vaccino covid a RNA autoamplificante. Il prodotto si chiama Kostaive, contiene il principio attivo zapomeran ed è prodotto e commercializzato da Arcturus Therapeutics. Autorizzato da fine 2023…
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FARMACI E CODICE DELLA STRADA 🌺🌺🌺
In attesa che il governo faccia chiarezza sull'ingarbuglio interpretativo determinato dalle recenti modifiche al codice della strada, sull'argomento interviene la Polizia Stradale, per bocca di un suo dirigente che ha rilasciato un'intervista a Il Resto del Carlino, raccomandando di portare con sé un certificato medico che attesti l'assunzione per fini terapeutici. E fin qui potremmo anche starci. Poi però si scopre che dovrebbe esserci "un parere favorevole del medico nel mettersi alla guida nonostante il farmaco assunto". Ora, ovvio che si tratta di un'intervista giornalistica che con buona probabilità esprime opinioni, forse addirittura personali, e non posizioni ufficiali. E tuttavia davvero ci si aspetta che un medico ponga la sua firma sotto un'attestazione di certezza che una persona possa guidare un veicolo dopo aver assunto un farmaco che potrebbe alterare le sue capacità di guida? Perché la cosa in sé, che appare a prima vista subdolamente ragionevole, è in realtà del tutto mal posta: un farmaco, una bevanda alcolica, una sostanza d'abuso, potrebbero alterare le capacità di guida come anche non alterarle. Nemmeno tanto per assurdo, una persona soggetta ad attacchi di panico circola in auto probabilmente in sicurezza molto di più se assume un ansiolitico che se non lo assume. E l'assunzione dell'ansiolitico potrebbe alterare come anche non alterare le capacità di guida. Dipende. Ed era semplicemente molto più sensata la vecchia formulazione del codice secondo cui la guida non era consentita "in stato di alterazione", evitando così di questionare sulla presenza o meno in sé di una sostanza che potrebbe alterare come anche no. Perché qui non siamo nello sport dove le sostanze dopanti sono vietate in assoluto, non c'è motivo per assumerle e lo sportivo non deve usarle e basta (e dunque il miliardesimo di grammo del vostro tennista del cuore "pesa" sportivamente tonnellate). Qui siamo nella vita reale, dove si contemperano tante differenti esigenze e comportamenti, tutti legittimi, e dunque se ho necessità di un farmaco per curarmi, e questo non mi altera le capacità di guida, devo potermi mettere al volante senza alcun timore. Si chiama libertà e non dovrebbe mai essere messa in discussione, tanto meno da un governo che forse non si rende conto di quanto il paese in questi anni si stia trasformando in un vero e proprio "stato etico".
https://www.farmacista33.it/aggiornamento-professionale/30698/farmaci-e-nuovo-codice-strada-le-indicazioni-della-polizia-stradale.html
In attesa che il governo faccia chiarezza sull'ingarbuglio interpretativo determinato dalle recenti modifiche al codice della strada, sull'argomento interviene la Polizia Stradale, per bocca di un suo dirigente che ha rilasciato un'intervista a Il Resto del Carlino, raccomandando di portare con sé un certificato medico che attesti l'assunzione per fini terapeutici. E fin qui potremmo anche starci. Poi però si scopre che dovrebbe esserci "un parere favorevole del medico nel mettersi alla guida nonostante il farmaco assunto". Ora, ovvio che si tratta di un'intervista giornalistica che con buona probabilità esprime opinioni, forse addirittura personali, e non posizioni ufficiali. E tuttavia davvero ci si aspetta che un medico ponga la sua firma sotto un'attestazione di certezza che una persona possa guidare un veicolo dopo aver assunto un farmaco che potrebbe alterare le sue capacità di guida? Perché la cosa in sé, che appare a prima vista subdolamente ragionevole, è in realtà del tutto mal posta: un farmaco, una bevanda alcolica, una sostanza d'abuso, potrebbero alterare le capacità di guida come anche non alterarle. Nemmeno tanto per assurdo, una persona soggetta ad attacchi di panico circola in auto probabilmente in sicurezza molto di più se assume un ansiolitico che se non lo assume. E l'assunzione dell'ansiolitico potrebbe alterare come anche non alterare le capacità di guida. Dipende. Ed era semplicemente molto più sensata la vecchia formulazione del codice secondo cui la guida non era consentita "in stato di alterazione", evitando così di questionare sulla presenza o meno in sé di una sostanza che potrebbe alterare come anche no. Perché qui non siamo nello sport dove le sostanze dopanti sono vietate in assoluto, non c'è motivo per assumerle e lo sportivo non deve usarle e basta (e dunque il miliardesimo di grammo del vostro tennista del cuore "pesa" sportivamente tonnellate). Qui siamo nella vita reale, dove si contemperano tante differenti esigenze e comportamenti, tutti legittimi, e dunque se ho necessità di un farmaco per curarmi, e questo non mi altera le capacità di guida, devo potermi mettere al volante senza alcun timore. Si chiama libertà e non dovrebbe mai essere messa in discussione, tanto meno da un governo che forse non si rende conto di quanto il paese in questi anni si stia trasformando in un vero e proprio "stato etico".
https://www.farmacista33.it/aggiornamento-professionale/30698/farmaci-e-nuovo-codice-strada-le-indicazioni-della-polizia-stradale.html
www.farmacista33.it
Farmaci e nuovo codice strada. Le indicazioni della Polizia Stradale | Farmacista33
La direttiva sull’uso dei farmaci alla guida è in via di definizione e in attesa della sua divulgazione la Polizia stradale ha dato delle indicazioni. Ecco cosa viene consigliato agli automobilisti in terapia farmacologica
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CHTOBY RUSSKIY GLAS NE UGAS 🌺🌺🌺
E' curioso che costoro conoscano i firmatari della petizione che il promotore ha impostato in maniera tale da tenere i nominativi riservati.
Poi, ovvio, le petizioni possono essere sottoscritte da chiunque. Difficile evitare di pensare che certi profili inventati siano proprio di coloro che ora irridono. Peraltro, a oggi le firme sono trentamila, al lordo dei profili inventati. Personalmente credo zero a queste iniziative, proprio in quanto prestano il fianco a certi attacchi pur beceri ma che alla fine raggiungono l'obbiettivo di "buttarla in caciara". Ritengo al contrario molto più sensati comportamenti come quello di Umanità e Ragione che manifestò solidarietà all'Ambasciatore della Federazione Russa a Roma. E lì la mia firma c'era. Ora, di fronte a questa raffica di titoli di giornale che irridono la petizione di Donbass Italia, toccherà nostro malgrado che si firmi tutti, per sederci come di consueto dalla parte del torto.
E' curioso che costoro conoscano i firmatari della petizione che il promotore ha impostato in maniera tale da tenere i nominativi riservati.
Poi, ovvio, le petizioni possono essere sottoscritte da chiunque. Difficile evitare di pensare che certi profili inventati siano proprio di coloro che ora irridono. Peraltro, a oggi le firme sono trentamila, al lordo dei profili inventati. Personalmente credo zero a queste iniziative, proprio in quanto prestano il fianco a certi attacchi pur beceri ma che alla fine raggiungono l'obbiettivo di "buttarla in caciara". Ritengo al contrario molto più sensati comportamenti come quello di Umanità e Ragione che manifestò solidarietà all'Ambasciatore della Federazione Russa a Roma. E lì la mia firma c'era. Ora, di fronte a questa raffica di titoli di giornale che irridono la petizione di Donbass Italia, toccherà nostro malgrado che si firmi tutti, per sederci come di consueto dalla parte del torto.
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