Marco Cosentino
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Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
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In 48 ore, Israele ha ammazzato 970 palestinesi, tra cui 170 bambini.

Gaza, Marzo 2025
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CRITICA DELLA RAGIONE PANDEMICA 🌺🌺🌺
Quasi due anni e mezzo già sono trascorsi dal convegno di Torino denominato Poli-COVID-19. Quel convegno rappresenta tutto quello che della pandemia poteva essere e non è stato. In primo luogo, il nome Poli-COVID-19: avrebbe dovuto essere ospitato nelle aule del prestigioso Politecnico di Torino, che già aveva concesso il patrocinio, salvo ritirarlo quando i componenti e relatori delle maggiori istituzioni sanitarie nazionali si dimisero dal comitato scientifico e rifiutarono di partecipare. E questo è il secondo aspetto: poteva e voleva essere una sede di confronto tra letture differenti dei temi della pandemia, ma chi avrebbe portato il punto di vista e le ragioni delle istituzioni si diede alla fuga quando si rese conto che ci sarebbe stato un confronto, per di più estremamente qualificato con alcuni dei maggiori esperti nazionali e internazionali che già allora si facevano portatori di interpretazioni e approcci molto differenti da quelli adottati dai governi. Ancora oggi quel confronto manca, mentre persiste il presidio quasi militare dei maggiori mezzi di informazione e comunicazione che tuttora negano gli errori anche enormi commessi da chi si arrogò autocraticamente la gestione della pandemia. E qui veniamo al terzo aspetto, di quel che poteva essere e non fu: un diverso approccio, medico e sanitario, politico, economico e sociale, finanche psicologico e comportamentale, fondato su evidenze solide e soprattutto sul mantenimento di un senso profondo di umanità e raziocinio, ovvero su tutto quanto quel che è mancato durante la pandemia e che ancora oggi si fatica a ritrovare. Tutto questo è documentato in oltre 700 pagine di interventi di coloro che a Torino furono presenti, parteciparono, discussero e si misero in discussione. Un libro, suo malgrado, oggi più che mai estremamente attuale e destinato a restare un riferimento fondamentale di anni che sono già storia per come hanno irreparabilmente cambiato il mondo. Un libro che, attraverso la lettura critica della pandemia, offre strumenti utili anche e soprattutto alla comprensione del "mondo nuovo" che si sta apparecchiando. Un libro che può piacere e anche non piacere, ma che comunque va letto.
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CRITICA DELLA RAGIONE PANDEMICA 🌺🌺🌺
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ARROGANCE 🌺🌺🌺
Che roba, contessa!
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
Rheinmetall è la maggiore azienda tedesca nella produzione di armamenti.
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Forwarded from Martina Pastorelli
Sento dire da autorevoli voci che “l’Europa è senza guida”.
Non sono d’accordo: dietro ai fantocci messi nei vari governi la guida c’è ed è quel Deep State globalista che per motivi ideologici e interessi economici odia gli USA di Trump e la Russia di Putin e usa l’UE come utile idiota, sacrificabile senza problemi, per distruggere i propri nemici.
Noi popoli europei siamo nelle mani di questo sistema, propagandato da un apparato mediatico asservito e prezzolato.
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UN BEL FEGATO 🌺🌺🌺
E' notizia di ieri che EMA avrebbe validato la prima IA a uso diagnostico, specificamente per leggere le biopsie epatite nella steatoepatite non alcolica (fegato grasso). Ora, non si vuole qui entrare negli aspetti più tecnici (e nemmeno lo si saprebbe fare), tuttavia colpisce la spiegazione dell'articolo secondo cui "Le prove presentate al Chmp dimostrano che le letture della biopsia da parte dell'Ai, verificate da un patologo esperto, possono determinare in modo affidabile l'attività della malattia con una variabilità inferiore rispetto allo standard attuale utilizzato negli studi clinici, che si basa sul consenso di 3 patologi indipendenti". Pare cioè di capire che fin qui lo standard erano tre medici esperti, e ora diventa un medico esperto più un sistema esperto. Sistema il quale peraltro avrà un "apprendimento bloccato", ovvero "il modello di apprendimento automatico non può essere modificato o sostituito". E ovviamente, diversamente cambierebbero le sue prestazioni, non si sa se in meglio o in peggio e bisognerebbe ricominciare daccapo. Cosa cambia dunque rispetto alle procedure basate unicamente sull'intervento umano? L'articolo sostiene che migliori la concordanza delle diagnosi, ma sarebbe facile opporre l'obiezione che la concordanza aumenta sempre se diminuiscono le "teste" da mettere d'accordo. Quello che indubbiamente cambia è che serviranno sempre meno patologi esperti, dapprima servirà assumerne meno e a cascata non servirà più nemmeno formarli. Patologi la cui esperienza peraltro cresce indefinitamente nell'arco della vita professionale, generando quella formazione a cascata basato sul rapporto tra allievo e maestro (insegnante, se preferite: maestro ormai si usa poco e nulla, ma il senso è quello). Escluderei infine che tutto questo possa quanto meno generare economie per la sanità pubblica: in un modo o nell'altro, l'imprenditoria e il mercato finiranno per guadagnarci, in termini di licenze d'uso, brevetti o qualche altra diavoleria. Non esiste nell'attuale sistema nessuna innovazione che riduca i costi. Per esserci, dovrebbe essere generata dallo stato, ma è stato insegnato a noi tutti che lo stato non è in grado di innovare, e dunque teniamoci il privato. Si prospetta in ogni caso un futuro per affrontare il quale servirà molto fegato.

https://www.doctor33.it/articolo/63888/intelligenza-artificiale-ema-qualifica-primo-strumento-per-diagnosi
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LA MAESTRA SU ONLYFANS 🌺🌺🌺
Parrebbe un film dei tempi belli di Alvaro Vitali e invece è un tema che da alcuni giorni sta appassionando il paese al punto da aver indotto anche un ministro ad annunciare provvedimenti.
Le questioni in gioco sono molteplici, e personalmente quella che mi pare più importante riguarda la necessità che una persona che svolge un lavoro socialmente importante non riesca a vivere con lo stipendio che riceve. E' indubbio che i salari degli insegnanti di scuola sono ignobilmente bassi, tanto più nel settore privato. E questo è un problema enorme, per quanto non certo l'unico alla base della crisi del sistema scolastico.
C'è poi la questione "morale", non semplice da districare. Mentre è indubbio che nel proprio privato ognuno può fare quel che meglio crede fino a che non diventi civilmente o penalmente rilevante, l'epoca della rete e dei social ha altrettanto indubbiamente messo in crisi la definizione stessa della sfera privata. Non è semplice dunque dire che cosa una persona possa o non possa fare nel tempo che non è occupato dal lavoro. Io risolvo la mia situazione personale considerando che un professore universitario, al pari di magistrati e dirigenti vari, non ha uno specifico orario di lavoro, e dunque mi ritengo in qualsiasi momento "in servizio", consapevole che qualsiasi cosa dica o faccia (o scriva sui social) diventa parte potenziale di quella immagine pubblica inevitabilmente in balia di molteplici forme di giudizio, da quelle di coloro per cui la figura è nel bene e nel male un modello di ruolo a quelle di quei soggetti anche istituzionali che, giusto o sbagliato che sia, possono decidere di emettere giudizi con le relative conseguenze. Citando una nota storiella zen: "Ricevi un ospite con lo stesso atteggiamento che hai quando sei solo. Da solo, conserva lo stesso atteggiamento che hai nel ricevere ospiti."
Così, se metto insieme i due aspetti fin qui discussi, trovo che: sì, sia vergognoso e inaccettabile che una maestra riceva uno stipendio basso, e comprendo pienamente l'esigenza di arrotondarlo. E tuttavia: no, credo che non convenga che una maestra lo faccia mercificando la sua bellezza, dal momento che questo aspetto diventa decisivo nel definire il modello di ruolo che il suo lavoro inevitabilmente implica.
Tanto più se questo dà il pretesto alle forme di potere costituito di intervenire con strumenti più o meno coercitivi come i codici etici. Io per primo ho scritto codici etici istituzionali, credo molto nei valori che tramite questi documenti possono essere affermati ma sono proprio per questo al tempo stesso consapevole di quanto pericolosi siano questi strumenti in mano al "potere", declinato a qualsiasi livello e in qualunque forma. Non a caso il concetto di "stato etico" che, a dispetto delle riflessioni di Hegel, si fa totalitario e coercitivo, tanto più oggi che la tecnologia gli consente di esercitare il biopotere con un'invasività senza precedenti.
Queste considerazioni non hanno in realtà alcuna conclusione. Mi è solo parso opportuno fissarle e condividerle in un momento di pausa dal lavoro prefestivo, a futura memoria e soprattutto perché temo che, prima che la vicenda sia dimenticata dalla pubblica opinione che la la memoria di un pesciolino, finirà per alimentare in qualche maniera il filone del controllo e dell'intrusione dell'istituzione nella sfera privata (oggi onlyfans, domani la memoria di navigazione in rete del terminale, un po' tipo prima la Polonia e poi il mondo). Dificile se non impossibile che al contrario alimenti il tema del giusto riconoscimento di lavori di rilievo individuale e sociale come l'insegnamento e l'educazione dei più giovani. E, se lo farà, probabilmente non sarà per ragionare di giusto compenso bensì di selezione sulla base dei profili attitudinali e comportamentali.
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Forwarded from Giubbe Rosse
‌ANCHE IL REGNO UNITO SAPEVA FIN DAL 2020 CHE IL COVID È USCITO DA UN LABORATORIO
di Michael Shellenberger / Daily Mail

“L’ex capo dell’MI6, l’agenzia di intelligence estera del Regno Unito, ha detto a Boris Johnson all’inizio del 2020 che il virus Covid è uscito da un laboratorio di Wuhan. Ciò significa che i governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Cina e della Germania conoscevano la verità, l’hanno coperta e hanno diffuso disinformazione. Caso chiuso.” Così Michael Shellenberger riassume in un thread su X l’ultima rivelazione venuta dalla Gran Bretagna. L’aspetto più inquietante, tuttavia, è la conferma di come prestigiose riviste scientifiche come “Nature” e “Science” si siano prestate al gioco accettando la pressione dall’alto per accreditare la tesi della “causa naturale” e scartare quella della fuga dal laboratorio.

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Forwarded from Umanità e Ragione
Media is too big
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"Popolo italiano corri alle Armi!"

L'ultima volta che il popolo italiano era stato richiamato in una piazza romana per acclamare la corsa alle armi e alla guerra era il 10 giugno 1940 e il regista della piazza era Mussolini.

Diversi discorsi pronunciati nella piazza del 15 marzo potrebbero essere sovrapposti senza alcuno sforzo alle parole del Duce.

Chi nella piazza di sabato 15 marzo, ha tentato di convincere gli italiani quanto sia onorevole e giusto dichiarare tacitamente guerra a una delle più grandi superpotenze nucleari dovrebbe coerentemente essere già in prima fila sul fronte ucraino, senza nascondersi dietro la scusa dell'età o del sesso di appartenenza.

E così anche i partecipanti alla manifestazione accorsi per sentire il personaggio di turno, senza capire a cosa si stessero immolando, con la loro presenza.

La piazza di sabato può partire compatta, da ora.

I restanti milioni di italiani credono ancora nella pace, credono nel rifiuto della guerra e della violenza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Ma se anche molti italiani non credessero a nulla, si può scommettere sul fatto che non imbracceranno fucili e mitra solo perché glielo chiede l'Europa.

A quelli che incitavano la piazza dunque auguriamo buon viaggio! Farete certamente meno danni sui territori di guerra di quanti non ne stiate facendo in patria.

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24 MARZO 1999 🌺🌺🌺
Aggrediti e aggressori.
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PUBLICATION BIAS 🌺🌺🌺
Con questa espressione, si indica la distorsione della probabilità che studi scientifici vengano infine pubblicati in rivista. E' ampiamente noto grazie a molteplici ricerche che da un lato i ricercatori tendono a pubblicare più facilmente studi con risultati in linea con le aspettative loro e dei loro finanziatori, mentre dall'altro lato le riviste scientifiche pubblicano più volentieri risultati innovativi e positivi, molto meno o quasi per nulla risultati di conferma di studi precedenti oppure negativi.
Nel post di oggi, John Mandrola sul blog Sensible Medicine ne fornisce un bello, istruttivo e interessante esempio, raccontando la storia dello studio clinico Europace, che confrontava due diversi tipi di elettrostimolazione cardiaca nell'insufficienza cardiaca, uno standard e l'altro innovativo. Malgrado le aspettative, i risultati con confermarono le migliori prestazioni del sistema innovativo che anzi si associò a un maggior numero di effetti avversi. Lo studio fu completato nel 2014, ma viene pubblicato in rivista solo oggi. John Mandrola ne racconta la storia e così conclude: "Perché un trial così importante e ben condotto dovrebbe essere pubblicato soltanto 11 anni dopo essere stato presentato in una sessione speciale alla più grande conferenza di cardiologia al mondo? Pensa al contrario se la stimolazione biV avesse annientato la stimolazione standard. Diciamo che avesse ridotto i decessi o i ricoveri ospedalieri, migliorato la qualità della vita ecc. Pensi che i ricercatori e gli sponsor aspetterebbero più di un decennio per pubblicare i risultati del trial? Mi preoccupano davvero storie come questa."

https://www.sensible-med.com/p/when-a-negative-trial-takes-11-years
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