(continua dal post precedente)
In sintesi, dunque, le concentrazioni utilizzate nello studio Alzheimer sono del tutto corrette e coerenti con un possibile effetto sia virale che vaccinale. Sarebbe se mai opportuno condurre in soggetti con quadri clinici di declino cognitivo post-vaccino le medesime analisi che questo studio ha condotto negli Alzheimer post-virus. Come sarebbe indispensabile consentire l'accesso ai prodotti vaccinali a scopo di ricerca in laboratorio e in clinica, ma questo ce lo stiamo dicendo più o meno da fine 2020.
In sintesi, dunque, le concentrazioni utilizzate nello studio Alzheimer sono del tutto corrette e coerenti con un possibile effetto sia virale che vaccinale. Sarebbe se mai opportuno condurre in soggetti con quadri clinici di declino cognitivo post-vaccino le medesime analisi che questo studio ha condotto negli Alzheimer post-virus. Come sarebbe indispensabile consentire l'accesso ai prodotti vaccinali a scopo di ricerca in laboratorio e in clinica, ma questo ce lo stiamo dicendo più o meno da fine 2020.
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Marco Cosentino
UNA FACCIA, UNA RAZZA 🌺🌺🌺
SARS-CoV-2 e vaccini covid condividono la medesima proteina Spike, che il primo utilizza per aggredire i tessuti e le cellule del contagiato, mentre il secondo la fa produrre alle cellule del vaccinato con l'intento di attivare…
SARS-CoV-2 e vaccini covid condividono la medesima proteina Spike, che il primo utilizza per aggredire i tessuti e le cellule del contagiato, mentre il secondo la fa produrre alle cellule del vaccinato con l'intento di attivare…
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Forwarded from Umanità e Ragione
Il Decreto Sicurezza 2025 è stato bocciato dalla Corte di Cassazione per presunti profili di incostituzionalità. In questo video ti spieghiamo in modo chiaro e semplice cosa prevede il decreto sicurezza 2025, perché è stato messo in discussione, e quali conseguenze potrebbe avere su diritti, immigrazione e sicurezza pubblica.
✅ Parliamo di:
- È stato realmente bocciato il Decreto Sicurezza come dicono diversi quotidiani nazionali?
- Quali sono le criticità mosse dal Decreto Sicurezza?
- È possibile scorgere dei controsenzi tra le accuse mosse oggi al decreto sicurezza e la pedissequa attuazione di altre norme emanate sempre tramite decreto negli ultimi anni?
- Sono fondate le criticità sollevate per le norme che attengono al tema delle manifestazioni pubbliche e alla non punibilità di alcune categorie di agenti?
📌 Se cerchi una spiegazione completa del decreto sicurezza 2025, sei nel posto giusto. Ti aiutiamo a capire il decreto sicurezza 2025 spiegato in modo accessibile, con un linguaggio semplice ma preciso.
📣 Iscriviti al canale per restare aggiornato su leggi, politica e attualità spiegate in modo chiaro e diretto.
PROGETTO DI LEGGE https://umanitaeragione.eu/2023/07/12/progetto-di-legge-costituzionale-di-iniziativa-popolare-per-la-modifica-degli-articoli-32-75-135-della-costituzione/
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#DecretoSicurezza2025 #Cassazione #Incostituzionalità #PoliticaItalia #Attualità #Leggi2025 #Diritto
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- Quali sono le criticità mosse dal Decreto Sicurezza?
- È possibile scorgere dei controsenzi tra le accuse mosse oggi al decreto sicurezza e la pedissequa attuazione di altre norme emanate sempre tramite decreto negli ultimi anni?
- Sono fondate le criticità sollevate per le norme che attengono al tema delle manifestazioni pubbliche e alla non punibilità di alcune categorie di agenti?
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T'APPARTENGO 🌺🌺🌺
Ed io ci tengo / e se prometto, poi mantengo
E' di ieri la notizia che alcune società mediche e scientifiche statunitensi, precisamente l'American Academy of Pediatrics, l'American College of Physicians e l'American Public Health Association, avrebbero fatto causa al segretario alla salute dell'amministrazione Trump Robert F. Kennedy Jr. per aver cancellato i vaccini covid dalle raccomandazioni per donne incinta e bimbi sani.
https://www.npr.org/sections/shots-health-news/2025/07/08/nx-s1-5459978/rfk-jr-vaccine-pediatrics-public-health-lawsuit
Anche in altri paesi del mondo, tra cui il nostro, gli omologhi di questi soggetti svolgono il ruolo di "promotori vaccinali", pediatri e neonatologi su tutti.
Per contestualizzare l'atteggiamento (il "framing"), non andrebbe tuttavia mai scordato che medici e pediatri hanno fortissimi interessi concreti nelle campagne vaccinali, le quali paiono non poter mai prescindere dal prevedere compensi rilevanti ai medici vaccinatori. Sull'argomento (e su vari altri aspetti eticamente problematici) ebbi già modo di formulare varie considerazioni diversi anni fa, alla luce del Codice di Deontologia Medica: https://www.questionidibioetica.it/vaccini-covid-19-e-codice-di-deontologia-medica-alcune-riflessioni/
Indubbiamente tutto si può dire dei vaccini meno che siano "prodotti che si vendono da soli", mentre, dall'altro lato, medici e pediatri per molteplici motivi si sentono evidentemente legati a doppio filo alle campagne di vaccinazione.
Altri post sul medesimo tema:
https://t.me/MarCosent/648
https://t.me/MarCosent/650
https://t.me/MarCosent/1107
https://t.me/MarCosent/1800
https://t.me/MarCosent/2394
https://t.me/MarCosent/2482
https://t.me/MarCosent/3568
Ed io ci tengo / e se prometto, poi mantengo
E' di ieri la notizia che alcune società mediche e scientifiche statunitensi, precisamente l'American Academy of Pediatrics, l'American College of Physicians e l'American Public Health Association, avrebbero fatto causa al segretario alla salute dell'amministrazione Trump Robert F. Kennedy Jr. per aver cancellato i vaccini covid dalle raccomandazioni per donne incinta e bimbi sani.
https://www.npr.org/sections/shots-health-news/2025/07/08/nx-s1-5459978/rfk-jr-vaccine-pediatrics-public-health-lawsuit
Anche in altri paesi del mondo, tra cui il nostro, gli omologhi di questi soggetti svolgono il ruolo di "promotori vaccinali", pediatri e neonatologi su tutti.
Per contestualizzare l'atteggiamento (il "framing"), non andrebbe tuttavia mai scordato che medici e pediatri hanno fortissimi interessi concreti nelle campagne vaccinali, le quali paiono non poter mai prescindere dal prevedere compensi rilevanti ai medici vaccinatori. Sull'argomento (e su vari altri aspetti eticamente problematici) ebbi già modo di formulare varie considerazioni diversi anni fa, alla luce del Codice di Deontologia Medica: https://www.questionidibioetica.it/vaccini-covid-19-e-codice-di-deontologia-medica-alcune-riflessioni/
Indubbiamente tutto si può dire dei vaccini meno che siano "prodotti che si vendono da soli", mentre, dall'altro lato, medici e pediatri per molteplici motivi si sentono evidentemente legati a doppio filo alle campagne di vaccinazione.
Altri post sul medesimo tema:
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NPR
RFK Jr.'s vaccine policy sparks a lawsuit from the American Academy of Pediatrics
AAP and other leading health organizations allege that the health secretary violated federal law when he took the COVID vaccine off the list of recommended shots for pregnant women and healthy children.
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"Non si può stare sempre a guardare"
🌺🌺🌺
https://www.youtube.com/watch?v=vzi7002KdVw
https://it.wikipedia.org/wiki/Quattro_giornate_di_Napoli
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https://www.youtube.com/watch?v=vzi7002KdVw
https://it.wikipedia.org/wiki/Quattro_giornate_di_Napoli
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UNA GENERAZIONE TRADITA 🌺🌺🌺
Elisabetta Frezza, Responsabile Scuola ContiamoCi!, ricostruisce con chiarezza la cesura imposta dalla gestione pandemica sul sistema scolastico: isolamento, regressione cognitiva, medicalizzazione dell’ambiente educativo, iper-digitalizzazione e raccolta massiva di dati.
Ma ciò che pesa di più è la rimozione collettiva di quel trauma: nessuna spiegazione, nessuna riflessione pubblica, nessun risarcimento simbolico o morale per una generazione che ha subito in silenzio.
Nel frattempo, sotto l’etichetta di “innovazione” e “personalizzazione”, si consolida un modello scolastico che abdica alla trasmissione del sapere, sostituisce il docente con l’algoritmo, e riduce lo studente a profilo digitale.
Un’analisi lucida, non consolatoria, che invita a riconoscere le radici dell’attuale degrado per poter davvero invertire la rotta.
Un aiuto per Elisabetta
Difendere i propri diritti può avere un costo elevato
Durante il periodo pandemico, Elisabetta si è sempre spesa per la tutela dei diritti fondamentali, con riguardo soprattutto ai bambini, troppo spesso vittime di regole rigide e applicate in modo implacabile.
Per una di queste battaglie, Elisabetta ha subìto un processo ed è stata condannata a un risarcimento molto pesante.
La causa è ancora pendente, ma il fardello è già concreto.
Contribuire, anche con poco, significherebbe alleggerire il peso su una famiglia che ha agito con coraggio e coscienza.
Nel caso in cui, alla fine, si ottenga una decisione favorevole, quanto raccolto sarà destinato ad aiutare altre persone che si trovino in situazioni simili.
Grazie per ogni gesto di solidarietà.
ContiamoCi! nel suo spirito solidaristico e di fratellanza mette a disposizione il proprio conto corrente per raccogliere i fondi a sostegno di Elisabetta.
Banca Popolare di Sondrio
Filiale di Vicenza
IBAN IT79 F 05696 11800 000002687X35
causale: Un aiuto per Elisabetta
https://www.contiamoci.net/post/elisabetta-frezza-una-generazione-tradita
Elisabetta Frezza, Responsabile Scuola ContiamoCi!, ricostruisce con chiarezza la cesura imposta dalla gestione pandemica sul sistema scolastico: isolamento, regressione cognitiva, medicalizzazione dell’ambiente educativo, iper-digitalizzazione e raccolta massiva di dati.
Ma ciò che pesa di più è la rimozione collettiva di quel trauma: nessuna spiegazione, nessuna riflessione pubblica, nessun risarcimento simbolico o morale per una generazione che ha subito in silenzio.
Nel frattempo, sotto l’etichetta di “innovazione” e “personalizzazione”, si consolida un modello scolastico che abdica alla trasmissione del sapere, sostituisce il docente con l’algoritmo, e riduce lo studente a profilo digitale.
Un’analisi lucida, non consolatoria, che invita a riconoscere le radici dell’attuale degrado per poter davvero invertire la rotta.
Un aiuto per Elisabetta
Difendere i propri diritti può avere un costo elevato
Durante il periodo pandemico, Elisabetta si è sempre spesa per la tutela dei diritti fondamentali, con riguardo soprattutto ai bambini, troppo spesso vittime di regole rigide e applicate in modo implacabile.
Per una di queste battaglie, Elisabetta ha subìto un processo ed è stata condannata a un risarcimento molto pesante.
La causa è ancora pendente, ma il fardello è già concreto.
Contribuire, anche con poco, significherebbe alleggerire il peso su una famiglia che ha agito con coraggio e coscienza.
Nel caso in cui, alla fine, si ottenga una decisione favorevole, quanto raccolto sarà destinato ad aiutare altre persone che si trovino in situazioni simili.
Grazie per ogni gesto di solidarietà.
ContiamoCi! nel suo spirito solidaristico e di fratellanza mette a disposizione il proprio conto corrente per raccogliere i fondi a sostegno di Elisabetta.
Banca Popolare di Sondrio
Filiale di Vicenza
IBAN IT79 F 05696 11800 000002687X35
causale: Un aiuto per Elisabetta
https://www.contiamoci.net/post/elisabetta-frezza-una-generazione-tradita
ContiamoCi!
Elisabetta Frezza "Una generazione tradita"
Elisabetta Frezza - Una generazione tradita - InformiamoCi!
📺 Stasera alle 21:00 su LaVoceTV
INFORMIAMOCI! – Puntata n. 4Elisabetta Frezza: "Una generazione tradita"
Elisabetta Frezza, Responsabile Scuola ContiamoCi!, ricostruisce con chiarezza la cesura…
📺 Stasera alle 21:00 su LaVoceTV
INFORMIAMOCI! – Puntata n. 4Elisabetta Frezza: "Una generazione tradita"
Elisabetta Frezza, Responsabile Scuola ContiamoCi!, ricostruisce con chiarezza la cesura…
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Forwarded from Giubbe Rosse
I cambiamenti climatici hanno triplicato i decessi per colpa delle ondate di calore nelle città europee negli ultimi giorni. E' questo quanto emerge dal primo studio dedicato ai decessi legati al cambiamento climatico per un'ondata di calore. Secondo l'analisi - guidata da scienziati dell'Imperial college London e della London school of hygiene & tropical medicine - "i cambiamenti climatici causati dall'uomo hanno intensificato la recente ondata di calore europea e aumentato il numero previsto di decessi per calore di circa 1500 morti in 12 città europee". Tra le città colpite dal 23 giugno al 2 luglio anche Milano, Roma, e Sassari. Il cambiamento climatico - spiega la ricerca - "causato dall'uso di combustibili fossili ha aumentato le temperature dell'ondata calore fino a 4 gradi in più in tutte le città".
Così titolava ieri 9 luglio 2025 il Sole 24 Ore.
Lo studio britannico a cui si fa riferimento si intitola Climate change tripled heat-related deaths in early summer European heatwave. In esso, tuttavia, gli autori specificano chiaramente a più riprese che i numeri indicati non indicano valori effettivi, ma semplici stime:
Al momento dello studio, il numero effettivo di decessi osservati durante il periodo di studio non era ancora disponibile; pertanto, i valori da noi riportati devono essere interpretati come stime di mortalità attribuibile piuttosto che come risultati osservati.
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CIBI ULTRALAVORATI 🌺🌺🌺
I cibi ultralavorati, detti anche cibi ultratrasformati o ultraprocessati (in inglese: ultra-processed foods, o UPF) sono prodotti alimentari e bevande che hanno subito specifici tipi di trasformazione dei prodotti alimentari.
https://it.wikipedia.org/wiki/Cibi_ultralavorati
Un serie di post sul blog Sensible Medicine recentemente ne ha trattato, e in particolare il post di oggi fornisce informazioni fondate sulle evidenze disponibili su come gli individui possono valutare i propri rischi e prendere decisioni consapevoli sulla propria dieta.
https://www.sensible-med.com/p/the-nutritional-cold-war-b22
Qui di seguito, alcune conclusioni in traduzione automatica:
"Se assumi meno del 30-40% di UPF e apprezzi quello che attualmente viene chiamato UPF, ottimo: mangiare dovrebbe essere un piacere. Il messaggio migliore, basato sull'evidenza scientifica, che credo possiamo dare, in merito all'UPF, è che le bevande zuccherate e la carne lavorata sono i principali, se non gli unici, sottotipi associati a gravi problemi di salute. Se sei veramente preoccupato per l'UPF, concentrati sulla riduzione di questi sottotipi.
Tuttavia, si tratta di una scelta personale sull'entità del problema. Se una differenza assoluta dell'1-2% in 10 anni è sufficiente per modificare la quantità di carne che mangi, cambiala. Se questa differenza ti sembra minima e se ti piace davvero la carne, non cambiare. Una volta che sarai adeguatamente informato, dovrai prendere la tua decisione."
Qui, il post integrale: https://www.sensible-med.com/p/the-nutritional-cold-war-b22
I cibi ultralavorati, detti anche cibi ultratrasformati o ultraprocessati (in inglese: ultra-processed foods, o UPF) sono prodotti alimentari e bevande che hanno subito specifici tipi di trasformazione dei prodotti alimentari.
https://it.wikipedia.org/wiki/Cibi_ultralavorati
Un serie di post sul blog Sensible Medicine recentemente ne ha trattato, e in particolare il post di oggi fornisce informazioni fondate sulle evidenze disponibili su come gli individui possono valutare i propri rischi e prendere decisioni consapevoli sulla propria dieta.
https://www.sensible-med.com/p/the-nutritional-cold-war-b22
Qui di seguito, alcune conclusioni in traduzione automatica:
"Se assumi meno del 30-40% di UPF e apprezzi quello che attualmente viene chiamato UPF, ottimo: mangiare dovrebbe essere un piacere. Il messaggio migliore, basato sull'evidenza scientifica, che credo possiamo dare, in merito all'UPF, è che le bevande zuccherate e la carne lavorata sono i principali, se non gli unici, sottotipi associati a gravi problemi di salute. Se sei veramente preoccupato per l'UPF, concentrati sulla riduzione di questi sottotipi.
Tuttavia, si tratta di una scelta personale sull'entità del problema. Se una differenza assoluta dell'1-2% in 10 anni è sufficiente per modificare la quantità di carne che mangi, cambiala. Se questa differenza ti sembra minima e se ti piace davvero la carne, non cambiare. Una volta che sarai adeguatamente informato, dovrai prendere la tua decisione."
Qui, il post integrale: https://www.sensible-med.com/p/the-nutritional-cold-war-b22
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EMERGENZA PRONTO SOCCORSO 🌺🌺🌺
Secondo un recente studio della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), condotto su 153 strutture (oltre 7 milioni di accessi nel 2024, il 37% del totale nazionale), solo il 62% dei posti di ruolo è attualmente coperto da medici del SSN, mentre il resto è affidato a cooperative, specialisti libero-professionisti e specializzandi, oppure resta del tutto scoperto. La percentuale sale al 75% nelle strutture di emergenza di secondo livello e scende addirittura al 45% nelle strutture periferiche.
In pratica, rispetto ai 9.000 medici circa necessari a livello nazionale, ne mancano circa 3.500.
Colpisce tra l'altro il dato degli specializzandi assunti a tempo pieno, che sono circa il 12%. Il che significa che oltre un medico su dieci è formalmente ancora in formazione, eppure secondo lo stato ricopre un posto di ruolo con piene e autonome responsabilità.
Quando io mi laureai, le scuole di specializzazione non prevedevano alcun sostegno economico per gli specializzandi, a parte qualche risicata borsa di studio locale. Per "campare" durante la specializzazione ci si ingegnava con guardie, sostituzioni e lavoretti vari. Tuti accogliemmo dunque con sollievo la riforma che introdusse i contratti di formazione per gli specializzandi che in tal modo potevano dedicarsi a tempo pieno al loro percorso formativo, affiancati da medici di ruolo che si sarebbero dovuti occupare della loro preparazione. Sulla carta, tutto bene.
Purtroppo, in un contesto di definanziamento e carenza di personale e risorse ingravescente, lo stato ha trasformato di fatto gli specializzandi in medici di ruolo che in tal modo da neolaureati si assumono le piene responsabilità di un professionista formato ed esperto, chiaramente a costi molto più bassi. E la formazione va a farsi benedire, con centinaia di ore di lezione formalmente deliberate ma mai svolte e un "modello" del tipo "impara facendo". Anche da questioni del genere passa la crisi della sanità pubblica.
https://www.doctor33.it/articolo/64965/pronto-soccorso-simeu-mancano-almeno-3500-medici-in-italia
Secondo un recente studio della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), condotto su 153 strutture (oltre 7 milioni di accessi nel 2024, il 37% del totale nazionale), solo il 62% dei posti di ruolo è attualmente coperto da medici del SSN, mentre il resto è affidato a cooperative, specialisti libero-professionisti e specializzandi, oppure resta del tutto scoperto. La percentuale sale al 75% nelle strutture di emergenza di secondo livello e scende addirittura al 45% nelle strutture periferiche.
In pratica, rispetto ai 9.000 medici circa necessari a livello nazionale, ne mancano circa 3.500.
Colpisce tra l'altro il dato degli specializzandi assunti a tempo pieno, che sono circa il 12%. Il che significa che oltre un medico su dieci è formalmente ancora in formazione, eppure secondo lo stato ricopre un posto di ruolo con piene e autonome responsabilità.
Quando io mi laureai, le scuole di specializzazione non prevedevano alcun sostegno economico per gli specializzandi, a parte qualche risicata borsa di studio locale. Per "campare" durante la specializzazione ci si ingegnava con guardie, sostituzioni e lavoretti vari. Tuti accogliemmo dunque con sollievo la riforma che introdusse i contratti di formazione per gli specializzandi che in tal modo potevano dedicarsi a tempo pieno al loro percorso formativo, affiancati da medici di ruolo che si sarebbero dovuti occupare della loro preparazione. Sulla carta, tutto bene.
Purtroppo, in un contesto di definanziamento e carenza di personale e risorse ingravescente, lo stato ha trasformato di fatto gli specializzandi in medici di ruolo che in tal modo da neolaureati si assumono le piene responsabilità di un professionista formato ed esperto, chiaramente a costi molto più bassi. E la formazione va a farsi benedire, con centinaia di ore di lezione formalmente deliberate ma mai svolte e un "modello" del tipo "impara facendo". Anche da questioni del genere passa la crisi della sanità pubblica.
https://www.doctor33.it/articolo/64965/pronto-soccorso-simeu-mancano-almeno-3500-medici-in-italia
Doctor33
Pronto soccorso, Simeu: mancano almeno 3.500 medici in Italia
Secondo i dati raccolti, solo il 62% dei posti è attualmente coperto da dirigenti medici del SSN. Il resto è affidato a cooperative, specialisti libero-professionisti e specializzandi
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POCO PEPE CAPE 🌺🌺🌺
Alti lai per i maturandi che rifiutano di sostenere gli orali di maturità. Andrebbe forse detto che con le regole attuali si "maturano" lo stesso pur dimostrando nei fatti tutti il contrario. E le anime belle lamentano che gli insegnanti non capiscono gli alunni. Ma da sempre sono questi ultimi a dover comprendere maestri e ammaestramenti. Se l'istruzione è un fuoco che si accende, l'insegnante è la scintilla ma il ragazzo deve sapersi infiammare. Cosa che i pulcini bagnati difficilmente possono fare.
Alti lai per i maturandi che rifiutano di sostenere gli orali di maturità. Andrebbe forse detto che con le regole attuali si "maturano" lo stesso pur dimostrando nei fatti tutti il contrario. E le anime belle lamentano che gli insegnanti non capiscono gli alunni. Ma da sempre sono questi ultimi a dover comprendere maestri e ammaestramenti. Se l'istruzione è un fuoco che si accende, l'insegnante è la scintilla ma il ragazzo deve sapersi infiammare. Cosa che i pulcini bagnati difficilmente possono fare.
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UN PO' PIU' SOLI 🌺🌺🌺
Oggi se n'è andato anche Lucio Russo. Ebbi modo di incontrarlo tanti anni fa grazie alla cortesia di un amico, brillante fisico, che lo invitò a Como a tenere una conferenza. Cenammo tutti insieme e ne potei così apprezzare l'umanità e la conversazione. Scoprii in questa maniera "Segmenti e bastoncini", un libriccino che chiunque dovrebbe leggere. E successivamente alcuni suoi libri di storia della scienza. Non lo rividi più dopo quella sera, ma senza dubbio elenco le sue opere (o almeno il poco che di lui ho letto rispetto al tanto che ha scritto) tra i riferimenti formativi della mia età giovane adulta.
https://www.luciorusso.it/
Oggi se n'è andato anche Lucio Russo. Ebbi modo di incontrarlo tanti anni fa grazie alla cortesia di un amico, brillante fisico, che lo invitò a Como a tenere una conferenza. Cenammo tutti insieme e ne potei così apprezzare l'umanità e la conversazione. Scoprii in questa maniera "Segmenti e bastoncini", un libriccino che chiunque dovrebbe leggere. E successivamente alcuni suoi libri di storia della scienza. Non lo rividi più dopo quella sera, ma senza dubbio elenco le sue opere (o almeno il poco che di lui ho letto rispetto al tanto che ha scritto) tra i riferimenti formativi della mia età giovane adulta.
https://www.luciorusso.it/
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Forwarded from ContiamoCi!
Il gruppo scuola della associazione ContiamoCi! ricorda con affetto e gratitudine il professor Lucio Russo, uomo di immensa cultura e sensibilità profonda, che ha dedicato al sistema scolastico italiano un’attenzione critica costante, preziosa per la sua lucida lungimiranza.
Ultima figura di studioso integrale, capace di mirabilmente nutrire il sapere scientifico e matematico con la linfa vivificante della eredità classico-umanistica, egli rappresenta un modello impareggiabile per i più giovani che ambiscano a elevarsi oltre il conformismo monodimensionale oggi imperante per scoprire e tramandare la ricchezza di un patrimonio grande e maestro.
Così il professor Stefano Isola, suo amico e collega:
«Gli studi di storia della scienza di Lucio Russo, alcuni dei quali tradotti in altre lingue, hanno in buona sostanza riscritto alcuni capitoli fondamentali di una disciplina già da tempo largamente vanificata dallo specialismo, rivivificandola con la luce emanata dalla sua profonda conoscenza sia della storia del pensiero umano sia dei contenuti disciplinari interni alla scienza stessa. Oltre che uno storico, egli è stato infatti anche uno scienziato di valore. Alcuni suoi lavori matematici, come quelli sulla percolazione planare o sulla legge 0-1 approssimata, sono contributi fondamentali non solo per l’avanzamento di discipline come la meccanica statistica o il calcolo delle probabilità, ma anche per il loro concreto contribuire a dissolvere quel confine tra matematica e fisica la cui genesi egli avrebbe poi lucidamente descritto nel quadro della storia delle idee.
Per la cultura condivisa, le sue ricostruzioni e le sue riflessioni sulla genesi storica della scienza esatta in età ellenistica, e in particolare sul metodo che la contraddistingue, basato su un rapporto peculiare tra fenomeni e ipotesi teoriche, sull’oblìo secolare seguito al crollo culturale del II secolo a.C. e la ripresa in età moderna in un quadro profondamente mutato, costituiscono strumenti insostituibili anche per comprendere l’odierno paradosso che vede una profonda crisi della razionalità e della stessa scienza, pur in un mondo la cui esperibilità è sempre più mediata da sofisticati dispositivi tecnologici».
A Dio, Professore
Ultima figura di studioso integrale, capace di mirabilmente nutrire il sapere scientifico e matematico con la linfa vivificante della eredità classico-umanistica, egli rappresenta un modello impareggiabile per i più giovani che ambiscano a elevarsi oltre il conformismo monodimensionale oggi imperante per scoprire e tramandare la ricchezza di un patrimonio grande e maestro.
Così il professor Stefano Isola, suo amico e collega:
«Gli studi di storia della scienza di Lucio Russo, alcuni dei quali tradotti in altre lingue, hanno in buona sostanza riscritto alcuni capitoli fondamentali di una disciplina già da tempo largamente vanificata dallo specialismo, rivivificandola con la luce emanata dalla sua profonda conoscenza sia della storia del pensiero umano sia dei contenuti disciplinari interni alla scienza stessa. Oltre che uno storico, egli è stato infatti anche uno scienziato di valore. Alcuni suoi lavori matematici, come quelli sulla percolazione planare o sulla legge 0-1 approssimata, sono contributi fondamentali non solo per l’avanzamento di discipline come la meccanica statistica o il calcolo delle probabilità, ma anche per il loro concreto contribuire a dissolvere quel confine tra matematica e fisica la cui genesi egli avrebbe poi lucidamente descritto nel quadro della storia delle idee.
Per la cultura condivisa, le sue ricostruzioni e le sue riflessioni sulla genesi storica della scienza esatta in età ellenistica, e in particolare sul metodo che la contraddistingue, basato su un rapporto peculiare tra fenomeni e ipotesi teoriche, sull’oblìo secolare seguito al crollo culturale del II secolo a.C. e la ripresa in età moderna in un quadro profondamente mutato, costituiscono strumenti insostituibili anche per comprendere l’odierno paradosso che vede una profonda crisi della razionalità e della stessa scienza, pur in un mondo la cui esperibilità è sempre più mediata da sofisticati dispositivi tecnologici».
A Dio, Professore
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Forwarded from Umanità e Ragione
EUTANASIA IN ITALIA_ perché fa discutere una legge sul fine vita
In questo video https://t.me/refnogreenpass/1593 esploreremo le ragioni principali che rendono urgente e controverso un intervento normativo sul fine vita, mettendo in luce i principali punti di forza e le critiche mosse ai vari modelli di suicidio assistito e di eutanasia praticati in altri Paesi europei.
L’eutanasia in Italia rappresenta uno dei temi più dibattuti nel panorama della bioetica e dei diritti civili: la proposta di una legge sul fine vita infatti tocca questioni di coscienza, di autonomia individuale e di responsabilità dello Stato. Discutere di eutanasia in Italia significa confrontarsi con termini come suicidio assistito, testamento biologico e sedazione palliativa, cercando di capire chi potrà – se sarà approvata – accedere a queste pratiche e in quali casi.
NE PARLIAMO CON... EMILIO MORDINI
Emilio Mordini è laureato in Medicina (1981 Università La Sapienza, Roma) e in Filosofia, (1994 Pontificia Università San Tommaso d'Aquino "Angelicum", Roma). Si è formato come psicoanalista ed esercita questa professione da quasi quarant'anni. È abilitato come psicoterapeuta dall'Ordine dei Medici di Roma ed è membro ordinario della Società Italiana di Psichiatria.
- https://www.youtube.com/@emiliomordini
- https://www.facebook.com/emilio.mordini
Il dibattito sulla legge sul fine vita non è solo legislativo, ma coinvolge anche la sensibilità di medici, familiari e opinionisti, che si interrogano sul confine tra alleviare la sofferenza e l’eventualità di legittimare la morte. In questo contesto, parlare di eutanasia legale in Italia significa esaminare le pronunce della Corte Costituzionale, le posizioni di associazioni come la Luca Coscioni e le proposte emerse in Parlamento.
PROGETTO DI LEGGE https://umanitaeragione.eu/2023/07/12/progetto-di-legge-costituzionale-di-iniziativa-popolare-per-la-modifica-degli-articoli-32-75-135-della-costituzione/
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#EutanasiaItalia
#FineVita
#LeggeEutanasia
#SuicidioAssistito
#TestamentoBiologico
#DirittiCivili
#EutanasiaLegale
#Bioetica
#DirittoAMorire
#MarcoCappato
In questo video https://t.me/refnogreenpass/1593 esploreremo le ragioni principali che rendono urgente e controverso un intervento normativo sul fine vita, mettendo in luce i principali punti di forza e le critiche mosse ai vari modelli di suicidio assistito e di eutanasia praticati in altri Paesi europei.
L’eutanasia in Italia rappresenta uno dei temi più dibattuti nel panorama della bioetica e dei diritti civili: la proposta di una legge sul fine vita infatti tocca questioni di coscienza, di autonomia individuale e di responsabilità dello Stato. Discutere di eutanasia in Italia significa confrontarsi con termini come suicidio assistito, testamento biologico e sedazione palliativa, cercando di capire chi potrà – se sarà approvata – accedere a queste pratiche e in quali casi.
NE PARLIAMO CON... EMILIO MORDINI
Emilio Mordini è laureato in Medicina (1981 Università La Sapienza, Roma) e in Filosofia, (1994 Pontificia Università San Tommaso d'Aquino "Angelicum", Roma). Si è formato come psicoanalista ed esercita questa professione da quasi quarant'anni. È abilitato come psicoterapeuta dall'Ordine dei Medici di Roma ed è membro ordinario della Società Italiana di Psichiatria.
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Il dibattito sulla legge sul fine vita non è solo legislativo, ma coinvolge anche la sensibilità di medici, familiari e opinionisti, che si interrogano sul confine tra alleviare la sofferenza e l’eventualità di legittimare la morte. In questo contesto, parlare di eutanasia legale in Italia significa esaminare le pronunce della Corte Costituzionale, le posizioni di associazioni come la Luca Coscioni e le proposte emerse in Parlamento.
PROGETTO DI LEGGE https://umanitaeragione.eu/2023/07/12/progetto-di-legge-costituzionale-di-iniziativa-popolare-per-la-modifica-degli-articoli-32-75-135-della-costituzione/
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DI CHE MORTE 🌺🌺🌺
Nella forse attualmente rimossa ma mai sopita diatriba a proposito di se sia peggio il covid o i vaccini covid, uno dei punti di caduta preferiti sono le miopericarditi.
Inizialmente negate come possibile conseguenza dei vaccini, a fronte dell'evidenza inconfutabile i vaccinofili arretrarono attestandosi sulla linea del "ma il covid è peggio".
Giunge ora a rinfocolare la discussione un semplice quanto elegante studio a firma tra l'altro di Vinay Prasad, oncoematologo ed epidemiologo alla UCSF e ora, con l'amministrazione Trump, direttore del CBER alla FDA. Non proprio uno scappato di casa, insomma.
Prasad e collaboratori selezionano gli studi in cui le miopericarditi vengono esaminate mettendo a confronto covid e vaccini covid nelle medesime popolazioni, una sorta di testa a testa, insomma, finendo per concludere che tutti gli studi disponibili soffrono di limitazioni significative nelle metodologie, tra cui l'affidarsi ai dati sanitari amministrativi, i periodi di osservazione inadeguati e la mancata considerazione delle caratteristiche basali tra le coorti.
Gli autori argomentano che tutte queste limitazioni portano, in ultima analisi, a tassi di miopericardite iperinflazionati nelle coorti covid e alla mancanza di confronti significativi tra le coorti covid e post-vaccinazione.
In sintesi, dunque, non ci sono dati adeguati per confrontare covide vaccini covid e l'unica cosa certa è che le miopericarditi post-covid hanno una frequenza inferiore (quanto? chi lo sa?) rispetto a quella fin qui ritenuta, mentre quelle post-vaccini covid potrebbero anche esser più frequenti di quanto si creda.
https://www.amjmedsci.org/article/S0002-9629(25)01096-1/abstract
Nella forse attualmente rimossa ma mai sopita diatriba a proposito di se sia peggio il covid o i vaccini covid, uno dei punti di caduta preferiti sono le miopericarditi.
Inizialmente negate come possibile conseguenza dei vaccini, a fronte dell'evidenza inconfutabile i vaccinofili arretrarono attestandosi sulla linea del "ma il covid è peggio".
Giunge ora a rinfocolare la discussione un semplice quanto elegante studio a firma tra l'altro di Vinay Prasad, oncoematologo ed epidemiologo alla UCSF e ora, con l'amministrazione Trump, direttore del CBER alla FDA. Non proprio uno scappato di casa, insomma.
Prasad e collaboratori selezionano gli studi in cui le miopericarditi vengono esaminate mettendo a confronto covid e vaccini covid nelle medesime popolazioni, una sorta di testa a testa, insomma, finendo per concludere che tutti gli studi disponibili soffrono di limitazioni significative nelle metodologie, tra cui l'affidarsi ai dati sanitari amministrativi, i periodi di osservazione inadeguati e la mancata considerazione delle caratteristiche basali tra le coorti.
Gli autori argomentano che tutte queste limitazioni portano, in ultima analisi, a tassi di miopericardite iperinflazionati nelle coorti covid e alla mancanza di confronti significativi tra le coorti covid e post-vaccinazione.
In sintesi, dunque, non ci sono dati adeguati per confrontare covide vaccini covid e l'unica cosa certa è che le miopericarditi post-covid hanno una frequenza inferiore (quanto? chi lo sa?) rispetto a quella fin qui ritenuta, mentre quelle post-vaccini covid potrebbero anche esser più frequenti di quanto si creda.
https://www.amjmedsci.org/article/S0002-9629(25)01096-1/abstract
The American Journal of the Medical Sciences
An analysis of studies comparing myocarditis and pericarditis in COVID-19 vaccinated and SARS-CoV-2 infected individuals
We sought to identify studies that examined myocarditis and pericarditis after both
COVID-19 vaccination and SARS-CoV-2 infection. A literature search was conducted,
and retrospective cohort studies examining incidence rates for myocarditis and pericarditis…
COVID-19 vaccination and SARS-CoV-2 infection. A literature search was conducted,
and retrospective cohort studies examining incidence rates for myocarditis and pericarditis…
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Forwarded from ContiamoCi!
Lettera_Valditara_contributo_volontario.pdf
271.4 KB
📣 CONTRIBUTO VOLONTARIO? FACCIAMO CHIAREZZA.
Ogni anno migliaia di famiglie si trovano a fare i conti con una richiesta che ha il sapore dell'obbligo, ma che per legge dovrebbe essere volontaria: il cosiddetto contributo scolastico richiesto dagli istituti al momento dell’iscrizione.
🔍 Troppe volte le scuole lo presentano come un requisito indispensabile, omettendo di specificare che:
✅ non è obbligatorio,
✅ non incide sulla validità dell’iscrizione,
✅ può essere modulato in base alle possibilità della famiglia,
✅ dovrebbe essere giustificato da spese trasparenti e documentate.
Per questo, come gruppo scuola di ContiamoCi!, abbiamo scritto al Ministro Valditara, chiedendo un chiarimento pubblico e definitivo: le famiglie hanno diritto a sapere, a scegliere liberamente se e quanto contribuire e a non essere sottoposte a pressioni indebite.
📝 In allegato la nostra lettera integrale.
Aiutaci a diffondere: ogni genitore deve conoscere i propri diritti!
❤️ Dona il tuo 5x1000 a ContiamoCi!
📌 CF: 95145180246
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Ogni anno migliaia di famiglie si trovano a fare i conti con una richiesta che ha il sapore dell'obbligo, ma che per legge dovrebbe essere volontaria: il cosiddetto contributo scolastico richiesto dagli istituti al momento dell’iscrizione.
🔍 Troppe volte le scuole lo presentano come un requisito indispensabile, omettendo di specificare che:
✅ non è obbligatorio,
✅ non incide sulla validità dell’iscrizione,
✅ può essere modulato in base alle possibilità della famiglia,
✅ dovrebbe essere giustificato da spese trasparenti e documentate.
Per questo, come gruppo scuola di ContiamoCi!, abbiamo scritto al Ministro Valditara, chiedendo un chiarimento pubblico e definitivo: le famiglie hanno diritto a sapere, a scegliere liberamente se e quanto contribuire e a non essere sottoposte a pressioni indebite.
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LO SCHEMA 🌺🌺🌺
Il direttore di Telelombardia Fabio Ravezzani, insieme ai suoi più stretti collaboratori, in vista del ventennale di Calciopoli che ricorre nel 2026, aveva realizzato un documentario dal titolo “Calciopoli ultimo atto”, di cui era prevista la messa in onda sulla piattaforma Prime Video. Tutto era pronto anche per la presentazione, fissata per il 15 luglio, poi all’improvviso la retromarcia: il docufilm non interessa più e non sarà trasmesso.
Di calciopoli non si può parlare in modo obiettivo, ma soltanto aderendo a una narrazione preconfezionata che non metta in dubbio il modo in cui la vicenda fu gestita dai poteri politici e sportivi che nel 2006 liquidarono la Juventus la quale pagò da sola o quasi per colpe in parte mai dimostrate (nessuna partita alterata) e in parte condivise con tutte le maggiori società calcistiche italiane dell'epoca.
Qui non si vuole entrare nel merito dell'inchiesta (ma chi volesse farlo troverà moltissimi materiali in rete) bensì sottolineare come il meccanismo censorio mediatico e soprattutto "sociale" sia del tutto analogo a quello che oggi impedisce di riconoscere le verità pur evidenti legate ai temi pandemici. Un misto malevolo di inconfessabili interessi di pochi sostenuti da un diffuso conformismo della "gente perbene".
Come giustamente osserva proprio Fabio Ravezzani, “Perché tanti non vogliono sapere cos’è successo veramente, perché magari dovrebbero prendere coscienza”. Una frase che vale per calciopoli così come per la pandemia.
E non paia oltraggioso accostare una vicenda sportiva in fondo di poco conto con una tragedia globale senza precedenti nella nostra epoca: la prima può assolvere in modo eccellente al compito di rendere evidenti in maniera semplificata, come un modello di laboratorio, le dinamiche e i meccanismi psicologici e comportamentali alle base della seconda. Il protagonista, ovvero il grande pubblico che si beve la qualunque, in fondo è sempre lo stesso.
https://www.youtube.com/watch?v=ZG1b72_pUOA
Il direttore di Telelombardia Fabio Ravezzani, insieme ai suoi più stretti collaboratori, in vista del ventennale di Calciopoli che ricorre nel 2026, aveva realizzato un documentario dal titolo “Calciopoli ultimo atto”, di cui era prevista la messa in onda sulla piattaforma Prime Video. Tutto era pronto anche per la presentazione, fissata per il 15 luglio, poi all’improvviso la retromarcia: il docufilm non interessa più e non sarà trasmesso.
Di calciopoli non si può parlare in modo obiettivo, ma soltanto aderendo a una narrazione preconfezionata che non metta in dubbio il modo in cui la vicenda fu gestita dai poteri politici e sportivi che nel 2006 liquidarono la Juventus la quale pagò da sola o quasi per colpe in parte mai dimostrate (nessuna partita alterata) e in parte condivise con tutte le maggiori società calcistiche italiane dell'epoca.
Qui non si vuole entrare nel merito dell'inchiesta (ma chi volesse farlo troverà moltissimi materiali in rete) bensì sottolineare come il meccanismo censorio mediatico e soprattutto "sociale" sia del tutto analogo a quello che oggi impedisce di riconoscere le verità pur evidenti legate ai temi pandemici. Un misto malevolo di inconfessabili interessi di pochi sostenuti da un diffuso conformismo della "gente perbene".
Come giustamente osserva proprio Fabio Ravezzani, “Perché tanti non vogliono sapere cos’è successo veramente, perché magari dovrebbero prendere coscienza”. Una frase che vale per calciopoli così come per la pandemia.
E non paia oltraggioso accostare una vicenda sportiva in fondo di poco conto con una tragedia globale senza precedenti nella nostra epoca: la prima può assolvere in modo eccellente al compito di rendere evidenti in maniera semplificata, come un modello di laboratorio, le dinamiche e i meccanismi psicologici e comportamentali alle base della seconda. Il protagonista, ovvero il grande pubblico che si beve la qualunque, in fondo è sempre lo stesso.
https://www.youtube.com/watch?v=ZG1b72_pUOA
YouTube
RAVEZZANI SCATENATO: CALCIOPOLI FA PAURA ANCHE 20 ANNI DOPO, lo dimostra GIANFELICE FACCHETTI!
💥 Ravezzani scatenato: “Calciopoli fa ancora paura, anche 20 anni dopo!”
Un attacco diretto, senza mezzi termini: il passato pesa eccome, e le reazioni di Gianfelice Facchetti lo dimostrano.
⚖️ In studio si riaccende il dibattito su memoria, giustizia sportiva…
Un attacco diretto, senza mezzi termini: il passato pesa eccome, e le reazioni di Gianfelice Facchetti lo dimostrano.
⚖️ In studio si riaccende il dibattito su memoria, giustizia sportiva…
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ALLEGRO MA NON TROPPO 🌺🌺🌺
La prestigiosa rivista JAMA Psychiatry ha pubblicato qualche giorno fa una revisione sistematica della letteratura sulle conseguenze della sospensione del trattamento con farmaci antidepressivi.
I risultati consentono agli autori di concludere che il numero medio di sintomi da sospensione alla prima settimana dopo l'interruzione degli antidepressivi era al di sotto della soglia per una sindrome da sospensione clinicamente significativa, e che il peggioramento dell'umore non è stato associato all'interruzione.
https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/article-abstract/2836262
Interessante confrontare la valutazione che ne danno due blog di argomento medico entrambi di alto profilo clinico e scientifico e al di sopra di qualsiasi sospetto di conflitto di interessi, quali Sensible Medicine e Maryanne Demasi.
Il primo, pur identificando punti deboli (la breve durata del trattamento, la breve durata del follow-up di 2 settimane, alcuni studi riportavano solo sintomi statisticamente diversi dal placebo, non tutti gli antidepressivi sono stati inclusi e non erano disponibili studi su nuovi antidepressivi approvati dalla FDA), finisce per concludere, non senza una certa sorpresa, che qualcosa che induce enormi preoccupazioni (l'astinenza da antidepressivi) non sia stata confermata da uno studio sistematico, e si spinge ad affermare che medici e pazienti possono trarre da questa analisi una minore paura di interrompere un farmaco antidepressivo.
https://www.sensible-med.com/p/good-news-in-psychiatry
Maryanne Demasi al contrario, pur partendo dalla constatazione delle medesime debolezze, è molto più critica e osserva:
"La maggior parte degli studi clinici sugli antidepressivi dura solo poche settimane o mesi, sebbene molte persone li assumano per anni. Negli Stati Uniti, ad esempio, metà di tutti gli utilizzatori di antidepressivi li assume da più di cinque anni. Gli studi clinici a breve termine hanno scarsa rilevanza per questa popolazione. Ancora peggio, molti studi hanno arruolato pazienti che già assumevano antidepressivi, per poi interromperli bruscamente prima della randomizzazione. Di conseguenza, i pazienti assegnati al placebo hanno manifestato sintomi di astinenza che hanno offuscato la differenza tra il gruppo di trattamento e quello di controllo, minimizzando artificialmente i danni."
E ancora:
"[lo studio riporta] che le persone che hanno interrotto gli antidepressivi hanno riportato, in media, solo un sintomo in più rispetto a coloro che hanno continuato il trattamento o assunto placebo. Tuttavia, lo studio non ha valutato la gravità dei sintomi e ha seguito i pazienti per sole due settimane. Non è un periodo sufficiente. Molti pazienti riferiscono che i sintomi non emergono prima di tale lasso di tempo, quindi lo studio semplicemente non riflette ciò che accade nella vita reale. A peggiorare le cose, la maggior parte degli studi inclusi era finanziata dall'industria e sottorappresentava farmaci di uso comune come la paroxetina o l'escitalopram, noti per causare gravi sintomi di astinenza."
E infine conclude:
"Non è scientifico ignorare le esperienze dei pazienti. Non è basato sull'evidenza trarre conclusioni da studi clinici di 12 settimane su farmaci che spesso vengono assunti per 12 anni. E non è etico continuare a prescriverli senza informarne completamente i rischi. È proprio qui che lo studio fallisce. Basandosi su dati a breve termine, finanziati dall'industria farmaceutica, e ignorando la realtà vissuta dell'astinenza, minimizza una crisi di salute pubblica nascosta in piena vista. La verità è che iniziare un antidepressivo è facile. Ma interromperlo può essere la parte più difficile. E più a lungo la psichiatria nega questa verità, maggiore è il danno che provoca."
https://blog.maryannedemasi.com/p/antidepressant-withdrawalwhy-do-researchers
(continua nel post successivo)
La prestigiosa rivista JAMA Psychiatry ha pubblicato qualche giorno fa una revisione sistematica della letteratura sulle conseguenze della sospensione del trattamento con farmaci antidepressivi.
I risultati consentono agli autori di concludere che il numero medio di sintomi da sospensione alla prima settimana dopo l'interruzione degli antidepressivi era al di sotto della soglia per una sindrome da sospensione clinicamente significativa, e che il peggioramento dell'umore non è stato associato all'interruzione.
https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/article-abstract/2836262
Interessante confrontare la valutazione che ne danno due blog di argomento medico entrambi di alto profilo clinico e scientifico e al di sopra di qualsiasi sospetto di conflitto di interessi, quali Sensible Medicine e Maryanne Demasi.
Il primo, pur identificando punti deboli (la breve durata del trattamento, la breve durata del follow-up di 2 settimane, alcuni studi riportavano solo sintomi statisticamente diversi dal placebo, non tutti gli antidepressivi sono stati inclusi e non erano disponibili studi su nuovi antidepressivi approvati dalla FDA), finisce per concludere, non senza una certa sorpresa, che qualcosa che induce enormi preoccupazioni (l'astinenza da antidepressivi) non sia stata confermata da uno studio sistematico, e si spinge ad affermare che medici e pazienti possono trarre da questa analisi una minore paura di interrompere un farmaco antidepressivo.
https://www.sensible-med.com/p/good-news-in-psychiatry
Maryanne Demasi al contrario, pur partendo dalla constatazione delle medesime debolezze, è molto più critica e osserva:
"La maggior parte degli studi clinici sugli antidepressivi dura solo poche settimane o mesi, sebbene molte persone li assumano per anni. Negli Stati Uniti, ad esempio, metà di tutti gli utilizzatori di antidepressivi li assume da più di cinque anni. Gli studi clinici a breve termine hanno scarsa rilevanza per questa popolazione. Ancora peggio, molti studi hanno arruolato pazienti che già assumevano antidepressivi, per poi interromperli bruscamente prima della randomizzazione. Di conseguenza, i pazienti assegnati al placebo hanno manifestato sintomi di astinenza che hanno offuscato la differenza tra il gruppo di trattamento e quello di controllo, minimizzando artificialmente i danni."
E ancora:
"[lo studio riporta] che le persone che hanno interrotto gli antidepressivi hanno riportato, in media, solo un sintomo in più rispetto a coloro che hanno continuato il trattamento o assunto placebo. Tuttavia, lo studio non ha valutato la gravità dei sintomi e ha seguito i pazienti per sole due settimane. Non è un periodo sufficiente. Molti pazienti riferiscono che i sintomi non emergono prima di tale lasso di tempo, quindi lo studio semplicemente non riflette ciò che accade nella vita reale. A peggiorare le cose, la maggior parte degli studi inclusi era finanziata dall'industria e sottorappresentava farmaci di uso comune come la paroxetina o l'escitalopram, noti per causare gravi sintomi di astinenza."
E infine conclude:
"Non è scientifico ignorare le esperienze dei pazienti. Non è basato sull'evidenza trarre conclusioni da studi clinici di 12 settimane su farmaci che spesso vengono assunti per 12 anni. E non è etico continuare a prescriverli senza informarne completamente i rischi. È proprio qui che lo studio fallisce. Basandosi su dati a breve termine, finanziati dall'industria farmaceutica, e ignorando la realtà vissuta dell'astinenza, minimizza una crisi di salute pubblica nascosta in piena vista. La verità è che iniziare un antidepressivo è facile. Ma interromperlo può essere la parte più difficile. E più a lungo la psichiatria nega questa verità, maggiore è il danno che provoca."
https://blog.maryannedemasi.com/p/antidepressant-withdrawalwhy-do-researchers
(continua nel post successivo)
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(continua dal post precedente)
Trovo interessante il confronto tra i due commenti. Il primo corrisponde all'atteggiamento per certi versi mite e conciliante della gran parte dei colleghi che onestamente conducono la loro professione quotidiana industriandosi al meglio senza tuttavia porsi troppe questioni, e finendo per tornare a casa sereni la sera. Un po' come coloro che per secoli hanno pacificamente accettato che il sole girasse intorno alla terra. Il secondo corrisponde invece all'approccio di chi esercita costantemente un "sano scetticismo", cercando di andare oltre le prime apparenze alla ricerca delle questioni più profonde e scomode. Un po' come coloro che ogni giorno combattono per scalzare il geocentrismo a favore dell'eliocentrismo.
Nota per gli interessati: della dipendenza da antidepressivi ci siamo occupati meno di un mese fa qui
https://t.me/MarCosent/4278
Trovo interessante il confronto tra i due commenti. Il primo corrisponde all'atteggiamento per certi versi mite e conciliante della gran parte dei colleghi che onestamente conducono la loro professione quotidiana industriandosi al meglio senza tuttavia porsi troppe questioni, e finendo per tornare a casa sereni la sera. Un po' come coloro che per secoli hanno pacificamente accettato che il sole girasse intorno alla terra. Il secondo corrisponde invece all'approccio di chi esercita costantemente un "sano scetticismo", cercando di andare oltre le prime apparenze alla ricerca delle questioni più profonde e scomode. Un po' come coloro che ogni giorno combattono per scalzare il geocentrismo a favore dell'eliocentrismo.
Nota per gli interessati: della dipendenza da antidepressivi ci siamo occupati meno di un mese fa qui
https://t.me/MarCosent/4278
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OLIMPOTIROIDEI 🌺🌺🌺
Un recente studio condotto sui dati dell'Agenzia Internazionale per i Test (ITA), che gestisce il programma antidoping del Comitato Olimpico Internazionale, riporta che il 2% degli atleti sottoposti a test che hanno gareggiato nelle ultime tre Olimpiadi (due estive 2020 e 2024 e una invernale 2022) ha dichiarato di aver fatto uso di ormoni tiroidei, controversi ma ancora legali.
Secondi i risultati, un totale di 170 atleti ha dichiarato di aver fatto uso di ormoni tiroidei. Il 10% di questi atleti proveniva dall'Italia, nonostante quasi 200 nazioni abbiano partecipato alle Olimpiadi. Gli Stati Uniti hanno registrato il secondo numero più alto (9%), seguiti da Germania (7%) e Paesi Bassi (6%).
Questi farmaci vengono spesso utilizzati per la loro capacità di migliorare il "rapporto peso/potenza". Negli sport in cui il peso è importante, i farmaci per la tiroide possono essere utilizzati per ridurre il peso senza perdere potenza e aumentare il "rapporto potenza-peso" di un atleta, che è un indicatore cruciale delle prestazioni, in particolare nel ciclismo e nell'atletica. Non a caso, nelle statistiche di questo studio sono proprio atletica e ciclismo gli sport in cui è più frequente l'uso di ormoni tiroidei, seguiti da canottaggio e sport acquatici.
Notevole anche che nel 2022, gli avvocati della campionessa di Wimbledon 2019 Simona Halep abbiano sostenuto davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport che le fluttuazioni anomale del suo Passaporto Biologico, uno strumento utilizzato per rilevare il doping ematico, avrebbero potuto essere causate in parte dal suo ipotiroidismo. Halep è stata infine assolta dall'accusa.
L'ex chimico Victor Conte, che ha fornito sostanze dopanti al velocista Marion Jones prima delle Olimpiadi di Sydney, ha precedentemente rivelato che i suoi velocisti usavano l'ormone tiroideo liotironina prima delle gare. Victor Conte ha dichiarato tra l'altro: "La liotironina veniva utilizzata per accelerare il metabolismo basale prima delle gare. Lo scopo era ridurre la lentezza e aumentare la rapidità."
In totale, la prevalenza dell'uso di ormoni tiroidei è stata dell'1,8% a Tokyo 2020 e dell'1,3% alle Olimpiadi estive di Parigi 2024. Tuttavia, questa percentuale è aumentata notevolmente, raggiungendo il 2,7% alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Secondo gli autori dello studio, la prevalenza dell'uso di ormoni tiroidei per indicazione medica nei giovani adulti all'interno della popolazione normale è stimata tra lo 0,5 e l'1,0%.
https://honestsport.substack.com/p/exclusive-italy-usa-germany-see-highest
Un recente studio condotto sui dati dell'Agenzia Internazionale per i Test (ITA), che gestisce il programma antidoping del Comitato Olimpico Internazionale, riporta che il 2% degli atleti sottoposti a test che hanno gareggiato nelle ultime tre Olimpiadi (due estive 2020 e 2024 e una invernale 2022) ha dichiarato di aver fatto uso di ormoni tiroidei, controversi ma ancora legali.
Secondi i risultati, un totale di 170 atleti ha dichiarato di aver fatto uso di ormoni tiroidei. Il 10% di questi atleti proveniva dall'Italia, nonostante quasi 200 nazioni abbiano partecipato alle Olimpiadi. Gli Stati Uniti hanno registrato il secondo numero più alto (9%), seguiti da Germania (7%) e Paesi Bassi (6%).
Questi farmaci vengono spesso utilizzati per la loro capacità di migliorare il "rapporto peso/potenza". Negli sport in cui il peso è importante, i farmaci per la tiroide possono essere utilizzati per ridurre il peso senza perdere potenza e aumentare il "rapporto potenza-peso" di un atleta, che è un indicatore cruciale delle prestazioni, in particolare nel ciclismo e nell'atletica. Non a caso, nelle statistiche di questo studio sono proprio atletica e ciclismo gli sport in cui è più frequente l'uso di ormoni tiroidei, seguiti da canottaggio e sport acquatici.
Notevole anche che nel 2022, gli avvocati della campionessa di Wimbledon 2019 Simona Halep abbiano sostenuto davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport che le fluttuazioni anomale del suo Passaporto Biologico, uno strumento utilizzato per rilevare il doping ematico, avrebbero potuto essere causate in parte dal suo ipotiroidismo. Halep è stata infine assolta dall'accusa.
L'ex chimico Victor Conte, che ha fornito sostanze dopanti al velocista Marion Jones prima delle Olimpiadi di Sydney, ha precedentemente rivelato che i suoi velocisti usavano l'ormone tiroideo liotironina prima delle gare. Victor Conte ha dichiarato tra l'altro: "La liotironina veniva utilizzata per accelerare il metabolismo basale prima delle gare. Lo scopo era ridurre la lentezza e aumentare la rapidità."
In totale, la prevalenza dell'uso di ormoni tiroidei è stata dell'1,8% a Tokyo 2020 e dell'1,3% alle Olimpiadi estive di Parigi 2024. Tuttavia, questa percentuale è aumentata notevolmente, raggiungendo il 2,7% alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Secondo gli autori dello studio, la prevalenza dell'uso di ormoni tiroidei per indicazione medica nei giovani adulti all'interno della popolazione normale è stimata tra lo 0,5 e l'1,0%.
https://honestsport.substack.com/p/exclusive-italy-usa-germany-see-highest
Substack
Exclusive: Italy, USA, Germany see highest use of 'weight loss' hormones at the Olympics
A new study finds that controversial thyroid hormones were still used by athletes at the past three Olympics. 25% of all athletes who declared their use of the drugs were from just three countries.
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