Marco Cosentino
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Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇭🇺 🇪🇺 🇺🇦 🇷🇺 "Ci attendono tempi difficili, con la guerra alle porte. L'Unione Europea è già passata a un'economia di guerra e vuole inviare più denaro, armi e soldati in Ucraina. Non possiamo prevedere il giorno o l'ora in cui il primo soldato dell'UE entrerà in Ucraina, ma accadrà, e dobbiamo starne alla larga. Mi impegno a mantenere l'Ungheria come isola di pace e sicurezza in questo mondo instabile."

Viktor Orbán ha dichiarato durante una manifestazione contro la guerra a Budapest.

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ROTELLE 🌺🌺🌺
Ai cinesi non mancano, e così i banchi di scuola permettono ai bambini non solo di studiare bensì anche di riposare. E poi ci son coloro a cui ne manca qualcuna, che han creduto bene di collocarne sotto i banchi medesimi, mettendo invece a dormire la ragione.

https://t.me/rossobruni/60202
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FINE DELLE TRASMISSIONI 🌺🌺🌺
"Secondo il giudice, nei casi che riguardano le professioni sanitarie l'affermazione di responsabilità penale richiede quindi l'accertamento non solo della violazione formale delle regole sull'esercizio della professione, ma anche di un pericolo concreto per la salute.
Il punto decisivo della decisione riguarda proprio la prova del pericolo concreto derivante dalla mancata vaccinazione.
Il Tribunale ha osservato che la documentazione scientifica prodotta nel processo evidenziava l'esistenza di un dibattito sull'efficacia dei vaccini nel ridurre la trasmissione del virus. Nella motivazione si legge infatti: "Non vi sono allo stato evidenze scientifiche attestanti in termini di certezza che il vaccino, oltre a proteggere il singolo dagli effetti più gravi correlati all'infezione, avesse anche l'ulteriore effetto di ridurne la trasmissione"."

https://www.studiocataldi.it/articoli/48071-farmacista-non-vaccinata-assolta-nessun-esercizio-abusivo-della-professione.asp
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IL MIO NEMICO 🌺🌺🌺
Dal blog di Caitlin Johnstone.
(traduzione automatica)
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I miei nemici non sono in Iran. I miei nemici sono a Washington e Tel Aviv. A Londra e Canberra.

I miei nemici sono gli oligarchi occidentali e i burocrati che stanno avvelenando la mia società e rendendo tutto orribile, mentre massacrano esseri umani con l'aiuto delle mie tasse.

I miei nemici sono i tiranni che stanno trasformando la nostra civiltà in una distopia controllata mentalmente, dove è sempre più illegale criticare gli abusi del mio governo e dei suoi alleati, ed è sempre più difficile trovare informazioni che contrastino la narrativa imperialista.

I miei nemici sono gli apologeti dell'impero e gli hasbaristi. I propagandisti e i manipolatori dell'informazione. Coloro che si schierano con Israele e gli Stati Uniti contro gli interessi umani fondamentali.

I leccapiedi dell'impero mi accusano sempre di scrivere "propaganda" per il "nemico", dove per "nemico" si intende chiunque l'impero centralizzato statunitense stia attaccando o si stia preparando ad attaccare in un dato giorno. Vorrei sempre dirgli: "Figli di puttana, VOI siete i miei nemici. VOI. Voi e l'impero per cui vi strusciate." Gli iraniani non mi hanno mai fatto nulla. Gli iraniani non rappresentano una minaccia per me. Non sono stati loro a portare la guerra nel mio paese. È stato l'impero sotto il quale vivo a portare la guerra nel loro.

Gli iraniani non hanno privato me e i miei concittadini occidentali di ogni potere politico democratico per creare un'oligarchia gestita da plutocrati megalomani e agenzie governative psicopatiche.

Gli iraniani non hanno bloccato tutti i sistemi politici della società occidentale, rendendo impossibile votare per la pace, la giustizia economica e la trasparenza del governo.

Gli iraniani non stanno lavorando instancabilmente per fare il lavaggio del cervello e manipolare tutti nella mia società, trasformandoci in apatici idioti che sventolano bandiere e si preoccupano più dello sport e delle celebrità che del fatto che il loro governo stia commettendo orribili crimini di guerra.

Gli iraniani non stanno cercando di rendere illegale per me criticare Israele e i suoi abusi, né di imprigionare i miei connazionali per aver pronunciato normali slogan politici di opposizione a uno stato di apartheid genocida.

Non sono gli iraniani a rendere la mia società folle, stupida e malvagia mentre ci dirigiamo verso un disastro ecologico, un'apocalisse nucleare e una distopia tecnologica basata sull'intelligenza artificiale.

Non ho passato anni a guardare in diretta streaming un genocidio a Gaza perpetrato dagli iraniani.

Non ho paura che gli iraniani cerchino di arruolare mio figlio per farlo combattere e morire in una guerra folle e malvagia.

Non sono gli iraniani a farmi niente di tutto questo. Sono le strutture di potere occidentali a farlo.

Non provo alcuna lealtà verso queste strutture di potere. La mia lealtà è verso la mia specie, verso la mia famiglia e verso i valori che custodisco nel profondo del mio cuore.

L'impero americano può andare a farsi fottere.

https://www.caitlinjohnst.one/p/my-enemies-are-not-in-iran
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇺🇲 Le recenti stime economiche mostrano che nel 2025 gli Stati Uniti hanno registrato una migrazione netta negativa, ovvero il numero di persone che hanno lasciato il Paese è stato leggermente superiore a quello degli arrivi.

L'ultima volta che gli Stati Uniti hanno registrato più partenze che arrivi è stato durante la Grande Depressione degli anni '30.

Queste stime si basano sull'analisi economica dei flussi migratori e sui dati governativi.

Fonti: Dati sulla migrazione del Bureau of the Census degli Stati Uniti + analisi del Brookings Institution, riportati dal Washington Post e dal WSJ.

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Forwarded from Russia e Dintorni
🏅Gli atleti russi hanno sfilato con la bandiera del Paese alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi in Italia

❗️La cerimonia solenne si svolge a Cortina d'Ampezzo nello "Stadio Olimpico del Ghiaccio". La bandiera russa è stata portata dalla sciatrice Varvara Voronchikhina e dallo sciatore Ivan Golubkov.

🇷🇺 I russi si sono classificati al terzo posto nella classifica medaglie delle Paralimpiadi del 2026, con una squadra composta da soli sei atleti: gli sciatori Alesséi Bugajev e Varvara Voronchikhina, gli sciatori Ivan Golubkov e Anastasia Bagian, e gli snowboarder Dmitrij Fadeev e Monzer Philippe Chebbo.

🇷🇺 La squadra nazionale ha vinto 12 medaglie: 8 d'oro, 1 d'argento e 3 di bronzo.

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In Italia si sono conclusi i XIV Giochi Paralimpici Invernali!

🇷🇺 La squadra russa, composta da sei atleti, ha conquistato il terzo posto nel medagliere finale.

Il bilancio finale dei paralimpici russi annovera 12 medaglie:
🥇 8 oro
🥈 1 argento
🥉 3 bronzo


🎉 Congratulazioni ai nostri atleti per la brillante prestazione!

📷 TASS, RIA Novosti
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UNO DEI "NOSTRI" BAMBINI 2 VOLTE MEDAGLIA D'ORO PARALIMPICA 🌺🌺🌺
Mi viene segnalato questo post che con grande piacere pubblico, invitando a seguire su Telegram il canale che lo ha originariamente pubblicato,
https://t.me/AASIB/6176
https://t.me/AASIB/
https://www.aasib.org/
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Ivan Golubkov, Medaglia d'oro alle Paralimpiadi, è nato nella città di Inta, nella Repubblica di Komi, con una grave patologia congenita degli arti inferiori. Abbandonato dalla madre a causa del suo stato, fino all'età di 5 anni ha vissuto in un orfanotrofio e, successivamente, in una struttura neuropsichiatrica nella città di Syktyvkar. Ha iniziato a sciare usando l'esempio di Maria Iovleva, cresciuta con lui nello stesso orfanotrofio ed anch'essa Campione paralimpica di fondo a Vancouver nel 2010.
Nel 2010, il primo successo è arrivato. Ivan è diventato il vincitore del Campionato russo.
Nel marzo 2012, all'età di 16 anni, ai campionati russi che si sono svolti a Sochi, ha vinto la medaglia di bronzo nella gara sprint, battendo molti famosi Paralimpici.
All'età di 18 anni gli è stato conferito il titolo sportivo «Maestro dello Sport della Russia».
Siamo felici. Ivan è uno delle migliaia di bambini disabili nati negli anni '90, vittime del disastro umano frutto degli "esperimenti" economici imposti alla Russia di allora.
Come Ivan centinaia i bambini aiutati da noi nella Cittadella degli orfani Neznajki, gestita dal gruppo Padre Men' nostro storico partner.
Ivan è la rappresentazione visiva della forza della volontà e della speranza e di una società che, affrancatasi dai drammi epocali di allora, è diventata aperta, inclusiva e vittoriosa.
Grazie Ivan, come grazie a tutti gli atleti paralimpici, da parte di tutti noi
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SE NON ESISTESSE, ANDREBBE INVENTATO 🌺🌺🌺
Il noto aforisma si riferiva a Dio, ma una rivista medica internazionale lo ha applicato niente meno che ai casi clinici che ha pubblicato negli ultimi 25 anni, senza mai rivelare ai lettori che si trattava di vicende simulate. La questione è venuta alla luce solo di recente e sta generando accese discussioni negli ambienti degli "addetti ai lavori", oltre ovviamente a richiamare l'attenzione sulla credibilità e la responsabilità dell'editoria medica e scientifica. L'Indipendente le dedica ora un articolo che merita di esser letto (anche perché include alcune considerazioni del sottoscritto, per cui ringrazio Mario Catania che ha pensato bene di intervistarmi sull'argomento).

https://www.lindipendente.online/2026/03/12/casi-clinici-inventati-per-25-anni-lo-scandalo-che-scuote-la-ricerca-medica-e-scientifica/
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"YOUR STUDY HAS BEEN ACCEPTED" 🌺🌺🌺
Mesi fa, mi era giunto da revisionare un manoscritto che descriveva la vicenda di una persona che, dopo vaccino covid e senza nessun'altra plausibile causa, si è ritrovato con una rara quanto grave forma di sclerosi multipla.
La descrizione clinica era buona ma il testo era debole sull'argomentazione del nesso causale, per cui nella mia valutazione ho messo in evidenza l'esigenza di trattare questo aspetto alla luce della corposa letteratura non tanto epidemiologica quanto "meccanicistica" esistente e che consente di argomentare l'idoneità lesiva del prodotto.
Qualche settimana fa, il manoscritto mi è stato rispedito per una seconda valutazione e (i) con piacere ho verificato che gli autori hanno accolto integralmente tutti i suggerimenti e (ii) che l'altro anonimo revisore ha inquadrato il medesimo aspetto tuttavia con approccio molto più severo, criticando la mancanza di un'argomentazione "meccanicistica" ma senza suggerire nulla.
A questo secondo giro il mio giudizio è stato che gli autori avevano risposto soddisfacentemente a tutte le mie critiche. Ho rispedito il tutto e tre giorni dopo mi è giunta notizia dall'editor che lo studio è stato accettato.
Confesso che ne sono felice (che è poi il motivo per cui mi prendo qualche minuto per raccontarlo sul social) poiché ero convinto della bontà dello studio e della necessità che superasse il vaglio della revisione tra pari e trovasse una collocazione su una rivista, di settore ma pur sempre internazionale e indicizzata, così da integrare con un sia pur piccolo ma significativo contributo le evidenze disponibili su un argomento così cruciale.
Voglio anche precisare che, indipendentemente dal tema degli studi che mi vengono proposti, mi comporto sempre allo stesso modo nel circostanziare le mie critiche, suggerendo tutte le volte che questo sia possibile quali miglioramenti potrebbero essere apportati allo studio, in accordo d'altra parte con le migliori raccomandazioni in tema di revisione tra pari, ad esempio quelle del Committee on Publication Ethics.
A questo proposito, la scorsa settimana otto ore di lezione della prima edizione del master in metodologia e integrità della ricerca in medicina che si sta concludendo proprio in queste settimane è stato dedicato ai fondamenti della revisione tra pari. Sono state ore estremamente interessanti di discussione attiva e partecipata, nelle quali la dozzina di giovani medici ricercatori iscritti hanno condiviso le loro esperienze e discusso casi concreti di gestione di questo processo così delicato (e sopravvalutato) nel sistema della ricerca e dell'editoria scientifica. Questa prima edizione del master è stata molto faticosa e impegnativa, per i discenti e anche per i docenti. Nessuna sponsorizzazione esterna, solo risorse interne e il fondamentale contributo di una fondazione senza scopi di lucro. Tra qualche settimana chiuderemo in bellezza e vedremo poi se l'anno prossimo avremo le forze e esisteranno le circostanze favorevoli per una seconda edizione.
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C'E' UN GIUDICE IN MASSACHUSETTS 🌺🌺🌺
Che ha proprio oggi bloccato le recenti modifiche apportate dal Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. al calendario vaccinale infantile del Paese, dando ragione alle principali organizzazioni mediche che avevano contestato le nuove politiche. La decisione ha inoltre sospeso le nomine di Kennedy al comitato consultivo del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) che definisce le politiche vaccinali statunitensi.
https://firstwordpharma.com/story/7138500
Ora, tra le principali organizzazioni mediche che hanno sostenuto il ricorso c'è la American Academy of Pediatrics (AAP), di cui abbiamo avuto recentemente occasione di parlare.
https://t.me/MarCosent/4407
La AAP raccomanda i vaccini covid da 6 a 23 mesi di età, e poi li raccomanda ancora dai 2 ai 18 anni, con terminologie formalmente differenti e sostiene che le sue raccomandazioni sono basate sull'evidenza, malgrado non esista alcuno studio controllato con i vaccini covid nei bambini, che il covid per i minori sani abbia rischio nullo e che le miocarditi da vaccino siano frequenti proprio negli adolescenti.
Le raccomandazioni dei CDC contro cui AAP ha fatto ricorso suggeriscono invece che la vaccinazione covid sia discussa tra genitori e pediatri dai 6 mesi ai 18 anni, e non la raccomanda più in gravidanza.
Probabilmente non è del tutto estraneo a questa vicenda il fatto che i pediatri americani ricevano importanti compensi in denaro per ogni vaccino che somministrano e che l'AAP riceve annualmente "donazioni" dalle maggiori industrie farmaceutiche per decine di migliaia di dollari all'anno:
https://www.aap.org/en/philanthropy/corporate-and-organizational-partners/current-partners/
Secondo il sito InfluenceWatch, "Nel 2018, l'AAP ha dichiarato un fatturato di 121.878.940 dollari e un patrimonio netto di 62.163.314 dollari. Oltre la metà delle sue entrate proveniva da affiliazioni, riviste e pubblicazioni. L'AAP ha inoltre dichiarato di aver ricevuto 20,5 milioni di dollari in sovvenzioni governative e oltre 12,9 milioni di dollari in contributi esterni. Nello stesso anno, l'AAP ha dichiarato spese per 118.478.392 dollari, inclusi quasi 800.000 dollari spesi per attività di lobbying legislativo."
Il medesimo sito afferma che l'AAP si schiera "a sostegno di un'assistenza "gender-affirming" per i bambini transgender, incluso l'uso di ormoni che bloccano la pubertà nei bambini prepubescenti. [...] Durante la pandemia di COVID-19, l'AAP ha sostenuto l'uso diffuso dell'obbligo di mascherina e si è opposta ai tentativi di abrogarlo, nonostante il drastico calo dei casi di COVID-19 negli Stati Uniti. L'organizzazione ha anche sostenuto la vaccinazione di massa dei bambini contro il COVID-19, pur riconoscendo che il COVID-19 raramente rappresenta una seria preoccupazione per i bambini."
https://www.influencewatch.org/non-profit/american-academy-of-pediatrics-aap/
Non certo e non solo dunque una società medica e scientifica, bensì un soggetto di enormi dimensioni e peso politico con interessi complessi e intricati. Gli USA sono un altro mondo rispetto a noi, e non abbiamo dunque gli elementi per giudicare se RFKjr si stia muovendo in maniera accorta o meno. Quel che è certo comunque è che con certe decisioni sta toccando interessi enormi, e i portatori di questi interessi reagiscono con grande decisione. Non rimane che da sperare che RFKjr e il suo entourage sappiano quello che fanno e non siano semplicemente degli apprendisti stregoni o peggio, poiché ci piaccia o meno da quel che accade al centro dell'impero dipende strettamente quel che avverrà in periferia. A meno che non troviamo il modo di svincolarci, opzione decisamente poco verosimile alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo di questi tempi.
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ARTICOLO 51 🌺🌺🌺
Nel codice di procedura civile è quello che regola le circostanze in cui il giudice è tenuto ad astenersi. Tra queste, una delle principali è che egli si sia già espresso sulla stessa causa in un altro grado di giudizio o in un'altra fase del procedimento, in quanto ciò inficerebbe la sua imparzialità.
Trovo interessanti, a tal proposito, le riflessioni di un avvocato pubblicate oggi da un quotidiano nazionale. Nel testo si argomenta essenzialmente che un giudice, che si sia vaccinato contro il covid, difficilmente riconoscerà in giudizio la validità di evidenze contro l'efficacia dei vaccini covid, contro la loro sicurezza, contro il presupposto di legge che li ha imposti per bloccare un contagio che non erano in grado di bloccare e così via.
In altri termini, l'idea sottostante è che con la sua scelta personale, spontanea o forzosa che sia stata, il giudice si sia già in qualche modo "espresso nel giudizio", trovandosi dunque in condizione di doversi oggi astenere.
A nulla peraltro varrebbe argomentare che allora avrebbero titolo a giudicare solo giudici che ai tempi decisero di non vaccinarsi. Anche costoro ai tempi scelsero e dunque si espressero sulla questione, risultando oggi "pregiudicati" tanto quanto i colleghi che operarono la scelta opposta.
La questione non pare abbia soluzione, ma certo merita quanto meno considerazione esplicita e forse anche qualche esperimento mentale rispetto alle sue implicazioni.
In ogni caso, non si può non concordare sul fatto che l'autore dell'articolo solleciti adeguate riflessioni specie quando scrive che "obbligare alla vaccinazione i giudici che poi sarebbero stati chiamati a giudicarla, aveva rappresentato una mossa da maestro per garantirne la tenuta giuridica in un’aula di giustizia".

https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/775653/perche-i-giudici-italiani-non-riconoscono-le-evidenze-scientifiche-sul-vaccino-covid-che-non-ha-mai-impedito-la-trasmissione-qualche-riflessione.html
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L'INNO NAZIONALE 🌺🌺🌺
La vicenda delle giocatrici di calcio iraniane cui fu offerto asilo in Australia è già inesorabilmente scivolata nel dimenticatoio, come ormai d'abitudine per quel tritarifiuti che è diventato in questi anni il dibattito alimentato su media e social.
Pare peraltro che delle sette che originariamente accettarono di fermarsi in Australia ne siano rimaste solo due, mentre le altre cinque sarebbero rientrate in patria, asseritamente in quanto le loro famiglie sarebbero state oggetto di minacce di ritorsione (fonte principale della notizia: Iran International, emittente "iraniana" con sede a Londra).
Personalmente cerco di seguire la vicenda e tra le tante cose che mi colpiscono c'è la circostanza di "innesco" della vicenda, ovvero il fatto che la squadra mancò di cantare l'inno nazionale in occasione della prima gara, questione subito strumentalizzata dai media occidentali. Tanto più fece discutere il fatto che dalla seconda gara tutte invece contarono con entusiasmo, e altrettanto i nostri media immediatamente ipotizzarono che tutte costoro fossero state oggetto di reprimende.
Come sia andata non lo sapremo forse mai, ma certo a quelli della mia età tutta questa storia non può non ricordare quando a essere oggetto di critica analoga era la nazionale italiana maschile, che fino a inizio anni 2000 l'inno non lo cantava proprio, iniziò a essere accusata di scarso spirito patriottico. Ricordo che la cosa assunse toni talora anche veementi, finendo per innescare dibattiti su televisioni e giornali, fino a che i giocatori si piegarono al sentimento popolare e iniziarono quella tradizione che li vede oggi sgolarsi con evidenza prima di ogni gara.
Intendiamoci, l'inno nazionale italiano non è certo tra i più belli e suggestivi del mondo, e tuttavia trovo che sia bello che i nostri atleti lo cantino con trasporto in occasione di competizioni internazionali. Ma tutto questo solo per considerare l'ennesimo pur piccolo doppio standard tra i tanti cui nemmeno facciamo più caso: non cantare l'inno, se siamo noi a non farlo è mancanza di patriottismo, se sono altri, appartenenti alla parte di mondo che ci viene detto di considerare nemica, è esercizio di libertà.

https://www.fanpage.it/sport/calcio/quando-i-calciatori-dellitalia-non-cantavano-linno-di-mameli/
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