Marco Cosentino
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Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
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ALEXANDR DUGIN 🌺🌺🌺
Massimo filosofo russo, così il 7 marzo scorso sulla guerra in Ucraina:
“…Questa non è una guerra con l’Ucraina. È un confronto con il globalismo come fenomeno planetario integrale. È un confronto a tutti i livelli – geopolitico e ideologico. La Russia rifiuta tutto nel globalismo – unipolarismo, atlantismo, da un lato, e liberalismo, anti-tradizione, tecnocrazia, Grande Reset in una parola, dall’altro. È chiaro che tutti i leader europei fanno parte dell’élite liberale atlantista.
E noi siamo in guerra esattamente con questo. Da qui la loro legittima reazione. La Russia viene ormai esclusa dalle reti globaliste. Non ha più una scelta: o costruire il suo mondo o scomparire. La Russia ha stabilito un percorso per costruire il suo mondo, la sua civiltà. E ora il primo passo è stato fatto. Ma sovrano di fronte al globalismo può essere solo un grande spazio, un continente-stato, una civiltà-stato. Nessun paese può resistere a lungo a una completa disconnessione.
La Russia sta creando un campo di resistenza globale. La sua vittoria sarebbe una vittoria per tutte le forze alternative, sia di destra che di sinistra, e per tutti i popoli. Stiamo, come sempre, iniziando i processi più difficili e pericolosi.
Ma quando vinciamo, tutti ne approfittano. È così che deve essere. Stiamo creando i presupposti per una vera multipolarità. E quelli che sono pronti ad ucciderci ora saranno i primi ad approfittare della nostra impresa domani. Scrivo quasi sempre cose che poi si avverano. Anche questo si avvererà”………….
E ancora: “ Cosa significa per la Russia rompere con l’Occidente? È la salvezza. L’Occidente moderno, dove trionfano i Rothschild, Soros, Schwab, Bill Gates e Zuckerberg, è la cosa più disgustosa della storia del mondo. Non è più l’Occidente della cultura mediterranea greco-romana, né il Medioevo cristiano, e nemmeno il ventesimo secolo violento e contraddittorio. È un cimitero di rifiuti tossici della civiltà, è anti-civilizzazione. E quanto prima e più completamente la Russia se ne stacca, tanto prima ritorna alle sue radici. A cosa? Cristiano, greco-romano, mediterraneo… – Europeo… Cioè, alle radici comuni al vero Occidente. Queste radici – le loro! – l’Occidente moderno le ha tagliati fuori. E sono rimaste in Russia.
Solo ora l’Eurasia sta alzando la testa. Solo ora il liberalismo in Russia sta perdendo il terreno sotto i piedi.
La Russia non è l’Europa occidentale. La Russia ha seguito i greci, Bisanzio e il cristianesimo orientale. E sta ancora seguendo questa strada. Sì, con zigzag e deviazioni. A volte in vicoli ciechi. Ma si sta muovendo.
La Russia è sorta per difendere i valori della Tradizione contro il mondo moderno. È proprio quella “rivolta contro il mondo moderno”. Non hai imparato?
E l’Europa deve rompere con l’Occidente, e anche gli Stati Uniti devono seguire coloro che rifiutano il globalismo. E allora tutti capiranno il significato della moderna guerra in Ucraina.
Molte persone in Ucraina lo capivano. Ma la terribile propaganda rabbiosa liberal-nazista non ha lasciato nulla di intentato nella mente degli ucraini. Torneranno in sé e combatteranno insieme a noi per il regno della luce, per la tradizione e una vera identità cristiana europea. Gli ucraini sono nostri fratelli. Lo erano, lo sono e lo saranno.
La rottura con l’Occidente non è una rottura con l’Europa. È una rottura con la morte, la degenerazione e il suicidio. È la chiave del recupero. E l’Europa stessa – i popoli europei – dovrebbero seguire il nostro esempio: rovesciare la giunta globalista antinazionale. E costruire una vera casa europea, un palazzo europeo, una cattedrale europea”.
- Alexandr Dugin -
(da Facebook)
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DOPPIO STANDARD 🌺🌺🌺
(post hoc propter hoc?)

Reazioni avverse, malattie e decessi dopo vaccini covid sono mere coincidenze, mentre un singolo caso di riduzione di metastasi tumorale viene indubitabilmente attribuito al vaccino covid. Ora, l'ipotesi in sé non è peregrina, tanto è vero che la stimolazione aspecifica dell'immunità ad esempio con il vaccino antitubercolare o con batteri non patogeni è strategia impiegata da decenni. Ma perchè quest'enfasi sul vaccino covid e solo una breve menzione finale tra le righe alle immunoterapie antitumorali?

NB: nella letteratura scientifica esistono a oggi evidenze di rtiattivazione di tumori linfoidi dopo vaccino covid (come c'è da aspettarsi da qualsiasi stimolo del sistema immunitario). Di questo, nessuna menzione.
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Forwarded from CasaDelSoleTV (giorgio barbagallo)
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“Una battaglia per la vita”



L’Unione europea adotterà il quarto pacchetto di sanzioni. Entro metà maggio, la Commissione presenterà un piano per rinunciare gradualmente al gas, al petrolio e al carbone russi entro il 2027 e un progetto di riforma del mercato energetico. Bruxelles starebbe per introdurre sanzioni anche sul ferro e l'acciaio proveniente dalla Russia.
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“Una battaglia per la vita” (11.03.22) 🌺🌺🌺
di Margherita Furlan e Fabio Belli

L’Unione europea adotterà il quarto pacchetto di sanzioni. Entro metà maggio, la Commissione presenterà un piano per rinunciare gradualmente al gas, al petrolio e al carbone russi entro il 2027 e un progetto di riforma del mercato energetico. Bruxelles starebbe per introdurre sanzioni anche sul ferro e l'acciaio proveniente dalla Russia. Il settore siderurgico italiano ringrazia sentitamente mentre Eni comunica l’intenzione di vendere la propria partecipazione, oramai a prezzi stracciati, nel gasdotto Blue Stream. Quest’ultimo porta il gas russo, attraverso la Turchia, fino alle coste adriatiche. Evidentemente Roma ritiene di poter tranquillamente fare a meno delle materie prime energetiche russe. Intanto però in Russia la benzina costa 60 rubli (l’equivalente di 50 centesimi).
Washington ha intanto deciso di vietare l'importazione di frutti di mare, vodka, diamanti e beni di lusso russi, mentre i Paesi del G7 intendono concordare sul fatto che la Federazione Russa non possa più ricevere fondi dal FMI, dalla Banca Mondiale e da altre istituzioni finanziarie mondiali. Joe Biden ha infatti dichiarato che gli Stati Uniti, l'Unione europea e i membri del G7, hanno deciso di revocare alla Russia lo status commerciale di "nazione preferita" che prevedeva accordi commerciali alle migliori condizioni possibili, ovvero tariffe basse ed esigue barriere negli scambi commerciali.
Lo tsunami di isteriche sanzioni russofobe continua dunque senza sosta tanto che da danneggiare anche il potentissimo fondo di investimenti BlackRock. Secondo quanto riporta il Financial Times, il fondo statunitense avrebbe perso 17 miliardi di dollari a causa delle mancate entrate da Mosca.
Nel frattempo, il governo di Kiev continua la sua petulanza con Bruxelles chiedendo i 415 miliardi di dollari di beni russi sequestrati come risarcimento per i danni di subiti dall’operazione russa.
Da Mosca, Vladimir Putin, in un incontro avuto con Alexander Lukashenko, ha replicato: “L'Unione Sovietica ha sempre vissuto sotto sanzioni e ha ottenuto anche risultati positivi”. Il presidente russo Putin ha inoltre reso note sei condizioni di cui cinque dovranno essere sancite nella nuova Costituzione ucraina: rifiuto di adesione alla NATO; riconoscimento della Crimea nella Federazione Russa; riconoscimento dell’indipendenza di Lugansk e Donetsk entro i confini amministrativi; “denazificazione” del Paese, ossia la messa al bando di partiti e organizzazioni naziste e ogni loro glorificazione; smilitarizzazione, ovvero la completa rinuncia dell'Ucraina alle armi offensive; riconoscimento del russo come seconda lingua del Paese.
Facebook e Instagram però gettano benzina sul fuoco e si schierano: cambia infatti la politica di moderazione in Armenia, Azerbaigian, Estonia, Georgia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia e Ucraina. Ora si potrà minacciare di morte Putin, Lukashenko e i soldati russi. La risposta di Mosca, come annunziato, potrebbe essere quella di bloccare tutti i social di Meta e di riconoscere il colosso big tech come “un'organizzazione estremista”.
Ad intervenire pubblicamente è ancora una volta il ministro degli Esteri russo, Sergeij Lavrov, che ha dichiarato: "Ci siamo resi conto che ora non stiamo affatto parlando dell'Ucraina, ma dell'aggressione contro tutto ciò che è russo: interessi, religione, cultura, lingua, sicurezza”, ha detto Lavrov che poi ha ribadito, “la reazione frenetica dell'Occidente alle nostre azioni mostra che c'è davvero una battaglia per la vita, ma questa volta fino alla morte, per il diritto della Russia di essere sulla mappa politica del mondo nel pieno rispetto dei suoi legittimi interessi".
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DICHIARAZIONE DI PACE DEI POPOLI 🌺🌺🌺
Roma 15.03.22. Nel giorno delle idi di marzo, mentre i popoli patiscono i dolori e le angosce inflitte dalle follie dei potenti, le Ambasciate della Federazione russa, dell'Ucraina e degli USA, hanno ricevuto una rosa bianca, come simbolo di pace e fratellanza tra i popoli, accompagnata da una dichiarazione di pace del popolo italiano. La stessa dichiarazione, unitamente a 3 rose bianche, è stata consegnata presso le residenze dei Capi di Stato dei Paesi in contesa. Che il grido di pace sia più forte del frastuono dell'odio. Costruiamolo noi questo ponte di pace e di amicizia. Aiutaci a far crescere la nostra voce
https://buonacausa.org/cause/mondo
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SANITA' INFORMAZIONE 🌺🌺🌺
Oggi in prima pagina una collega reumatologa russa, appena sotto a un'intervista ad un fisico medico, accomunandoli sotto il titolo collettivo "pericolo radiazioni e medici negazionisti". Vero comunque che in Russia le restrizioni se le sono quasi scordate, con non più del 50% di vaccinati. Moriranno tutti (come del resto chiunque prima o poi).
Interessante anche che negli articoli rispettivi il fisico medico sia chiamato per cognome o "dottore" mentre la reumatologa sia sempre e solo Liudmila. Che comunque nell'intervista dice cose di buon senso e per curiosa coincidenza ha appena pubblicato un interessantissimo trial su The Lancet, primo nome un mio caro ex compagno di università oggi brillantissimo reumatologo pediatrico. Il mondo è davvero piccolo e il villaggio è globale. E la città della dottoressa è Togliatti (no Togliattigrad come si dice qui da noi) peraltro gemellata con Piacenza (almeno fino a che i gemellaggi non entreranno nei radar della "cancel culture" di guerra).
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Il green pass postvaccinale ha buona probabilità di essere un eccellente strumento di diffusione del virus. Quel che è certo è che non ne ostacola in alcun modo la circolazione 🌺
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Forwarded from Martina Pastorelli
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🟢🟢 IL NONSENSO DEL GREENPASS

Jay Bhattacharya, professore di Medicina a Stanford e autore di Great Barrington Declaration mostra #laltrastoria:

I vaccini Covid non fermano la diffusione del virus, ergo il greenpass non garantisce protezione sociale.

Ma discrimina perché attua una segregazione medica, viola l’etica perché di fatto obbliga le persone, ed è un nonsenso per la salute pubblica.

#lachiesachecè
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ДЕМОКРАТИЯ 🌺🌺🌺
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶 (giuseppe masala)
La storia della giornalista antiputin vittima della sanguinaria dittatura vigente in Russia raccontata in Italia fa ridere i polli. Si, fa ridere i polli, ma non il 90% dei decerebrati senza memoria.
Allora la Russia sarebbe una dittatura perchè hanno processato una giornalista che - a torto o a ragione - ha esposto un cartello contro le notizie date da un telegiornale russo. Risultato? Processata in via diretta e immediatamente liberata previo pagamento di una multa.
In Italia un portuale (tale Puzzer di Trieste) che ha osato mettere un banchetto di protesta contro l'obbligo di inietto di sostanze sperimentali per lavorare e dunque per rivendicare la sovranità sul proprio corpo è stato altrettanto "arrestato" (credo che il termine giuridicamente corretto sia "fermato"), sottoposto al divieto per tre anni di mettere piede a Roma (cosiddetto Daspo) e gli è stata aperta un indagine per terrorismo. Indagine che serve per tenerlo sulla graticola per anni con una accusa molto grave rendendogli impossibile la vita.
Noi siamo una grande democrazia, in Russia sono una dittatura. Nel frattempo i trombettieri stanno iniziando ad informare sulla necessità del quarto inietto (in Italia, non nella nota dittatura)
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LA CRISI RACCONTATA DAL PROFESSOR FABIO VIGHI 🌺🌺🌺

"Il capitalismo che ci attende è quello del lockdown più o meno permanente, cioè della regimentazione forzata della vita, che ci verrà venduto come soluzione dolorosa ma necessaria per salvaguardare la nostra libertà, la nostra democrazia, e soprattutto la nostra vita, da minacce esterne. In realtà è l’esatto contrario: le minacce esterne, cioè la produzione industriale di emergenzialismo, rappresentano la strategia, disperata e insieme criminosa, con cui il nostro sistema capitalistico ha scelto di negare l’evidenza della propria involuzione implosiva, prolungando dunque la propria agonia"

Dalla pandemia alla guerra: la lunga intervista di Francesco Servadio al docente della Cardiff University: (link Facebook); (link sito)
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