"Tutto già sai di me
ogni dubbio e debolezza
ogni fragilità, ogni mia resistenza.
Affido a Te, eterno Padre,
ogni mia scelta, decisione, ogni mia idea.
Fai verità dentro il mio cuore,
manda la pace vera, la serenità".
https://www.youtube.com/watch?v=1AAkBouhijY
ogni dubbio e debolezza
ogni fragilità, ogni mia resistenza.
Affido a Te, eterno Padre,
ogni mia scelta, decisione, ogni mia idea.
Fai verità dentro il mio cuore,
manda la pace vera, la serenità".
https://www.youtube.com/watch?v=1AAkBouhijY
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Reale - Ogni mia scelta (Official Lyric Video)
Ascolta il brano su tutte le piattaforme: https://lnk.fuga.com/reale_kairs
Lyric video della canzone "Ogni mia scelta", traccia n°2 dell'album Kairòs dei Reale.
Testo e musica di Alessandro Gallo
Edizioni Musicali: La Gloria
℗ 2019 La Gloria su licenza esclusiva…
Lyric video della canzone "Ogni mia scelta", traccia n°2 dell'album Kairòs dei Reale.
Testo e musica di Alessandro Gallo
Edizioni Musicali: La Gloria
℗ 2019 La Gloria su licenza esclusiva…
DOMENICA 21 OTTOBRE 2018
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,35-45
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
COMMENTO
Una domanda sorge spontanea leggendo questo Vangelo: perché Giacomo e Giovanni voglio sedersi accanto a Gesù? Forse perché vogliono godere della presenza di un amico? Oppure vogliono trovare un pretesto per stare un gradino sopra gli altri, per mostrare di essere i suoi favoriti ?
Gesù aveva capito bene le intenzioni di Giacomo e Giovanni che volevano stare accanto a Lui per vantarsi con gli altri, per ostentare la loro grandezza nell’avere un posto d’onore. Probabilmente se ci fosse stato instagram avrebbero cominciato a pubblicare stories o postare selfie con Gesù, come si farebbe con un divo del cinema. Gesù, però, offre loro una lezione importante: per stare accanto a lui non è necessaria una poltrona da vip, ma bisogno SERVIRE.
Servire vuol dire inginocchiarsi di fronte all’altro, dare una carezza, offrire il proprio pane, donare una spalla a chi ne ha bisogno; senza un pubblico che applauda o persone che dicano: “Guarda quanto è bravo, guarda come è buono”. Servire quando i riflettori sono spenti, questo è quello che Gesù ci chiede oggi e sempre!
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,35-45
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
COMMENTO
Una domanda sorge spontanea leggendo questo Vangelo: perché Giacomo e Giovanni voglio sedersi accanto a Gesù? Forse perché vogliono godere della presenza di un amico? Oppure vogliono trovare un pretesto per stare un gradino sopra gli altri, per mostrare di essere i suoi favoriti ?
Gesù aveva capito bene le intenzioni di Giacomo e Giovanni che volevano stare accanto a Lui per vantarsi con gli altri, per ostentare la loro grandezza nell’avere un posto d’onore. Probabilmente se ci fosse stato instagram avrebbero cominciato a pubblicare stories o postare selfie con Gesù, come si farebbe con un divo del cinema. Gesù, però, offre loro una lezione importante: per stare accanto a lui non è necessaria una poltrona da vip, ma bisogno SERVIRE.
Servire vuol dire inginocchiarsi di fronte all’altro, dare una carezza, offrire il proprio pane, donare una spalla a chi ne ha bisogno; senza un pubblico che applauda o persone che dicano: “Guarda quanto è bravo, guarda come è buono”. Servire quando i riflettori sono spenti, questo è quello che Gesù ci chiede oggi e sempre!
LUNEDI 22 OTTOBRE
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,13-21
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore
COMMENTO
La risposta che dà Gesù alla richiesta dell’uomo ci mostra chiaramente il senso della sua missione sulla terra. Egli infatti, non è venuto per decidere a chi debbano o meno spettare i beni materiali terreni, ma può sicuramente spiegarci come valorizzare le ricchezze senza diventarne schiavi, senza farne il fulcro centrale della nostra esistenza. Gesù infatti, non dice che è sbagliato possedere beni materiali, il vero errore è far dipendere tutta la propria vita da essi, il vero problema nasce quando il cuore si inaridisce e diventa sempre più avido di ricchezze. Quante famiglie sono in lotta a causa del denaro? Quante guerre avvenute solo per interesse? Quante dipendenze dal gioco d’azzardo? Quanti tradimenti e sotterfugi solo per la ricchezza?
Oggi Gesù ci insegna che bisogna godere e essere grati di ciò che possediamo perché ci consente di vivere, sostentare la famiglia, studiare, ma attenzione a non lasciarsi opprimere! La vera ricchezza, infatti, sta nelle cose che il denaro non può comprare: l’amore, gli abbracci, la famiglia, gli amici, Dio.
Ricordiamolo sempre!
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,13-21
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore
COMMENTO
La risposta che dà Gesù alla richiesta dell’uomo ci mostra chiaramente il senso della sua missione sulla terra. Egli infatti, non è venuto per decidere a chi debbano o meno spettare i beni materiali terreni, ma può sicuramente spiegarci come valorizzare le ricchezze senza diventarne schiavi, senza farne il fulcro centrale della nostra esistenza. Gesù infatti, non dice che è sbagliato possedere beni materiali, il vero errore è far dipendere tutta la propria vita da essi, il vero problema nasce quando il cuore si inaridisce e diventa sempre più avido di ricchezze. Quante famiglie sono in lotta a causa del denaro? Quante guerre avvenute solo per interesse? Quante dipendenze dal gioco d’azzardo? Quanti tradimenti e sotterfugi solo per la ricchezza?
Oggi Gesù ci insegna che bisogna godere e essere grati di ciò che possediamo perché ci consente di vivere, sostentare la famiglia, studiare, ma attenzione a non lasciarsi opprimere! La vera ricchezza, infatti, sta nelle cose che il denaro non può comprare: l’amore, gli abbracci, la famiglia, gli amici, Dio.
Ricordiamolo sempre!
MARTEDI 23 OTTOBRE
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,35-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».
Parola del Signore
COMMENTO
ATTENDERE, ad- tendere= VOLGERSI A.
Quanto attendiamo qualcuno il nostro corpo, il nostro sguardo, il nostro animo è volto verso il suo arrivo.
Le emozioni che proviamo sono un misto tra la trepidazione, l’ansia, la gioia, la paura di rimanere delusi, come si fa a dormire quando si provano delle emozioni così? Eppure, c’è chi si lascia prendere dal torpore e dalla noia, chi rinuncia facilmente, chi perde la speranza che possa arrivare Qualcuno a stravolgere la sua vita. Gesù non ci vuole dormienti, disillusi, distratti da mille impegni quotidiani, rassegnati; Egli vuole che il nostro animo sia come quello di due innamorati che si attendono vicendevolmente e contano le ore prima del loro incontro, come quello di un padre che attende il Natale per vedere la sua famiglia riunita, come quello di un figlio che ha bisogno di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,35-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».
Parola del Signore
COMMENTO
ATTENDERE, ad- tendere= VOLGERSI A.
Quanto attendiamo qualcuno il nostro corpo, il nostro sguardo, il nostro animo è volto verso il suo arrivo.
Le emozioni che proviamo sono un misto tra la trepidazione, l’ansia, la gioia, la paura di rimanere delusi, come si fa a dormire quando si provano delle emozioni così? Eppure, c’è chi si lascia prendere dal torpore e dalla noia, chi rinuncia facilmente, chi perde la speranza che possa arrivare Qualcuno a stravolgere la sua vita. Gesù non ci vuole dormienti, disillusi, distratti da mille impegni quotidiani, rassegnati; Egli vuole che il nostro animo sia come quello di due innamorati che si attendono vicendevolmente e contano le ore prima del loro incontro, come quello di un padre che attende il Natale per vedere la sua famiglia riunita, come quello di un figlio che ha bisogno di Dio.
MERCOLEDI 24 OTTOBRE
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,39-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
Parola del Signore
COMMENTO
“Signore questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”, quante volte ci siamo convinti che Gesù fosse solo per pochi eletti, magari per coloro che vanno a Messa tutte le domeniche, fanno del bene e sono sempre misericordiosi verso il prossimo. Gesù oggi ci dice che la sua presenza è per tutti: per coloro che osservano i suoi comandamenti, ma anche per coloro che sono più lontani da Lui; la vera differenza, però, sta nel fatto che i primi hanno una grandissima responsabilità nei confronti di chi non si è mai avvicinato a Gesù.
La loro vera missione, infatti, è quella di far conoscere Gesù a chi non lo ha ancora accolto come Signore, attraverso il proprio modo di condividere, perdonare, amare, rispettare l’altro.
Avere Gesù nella propria vita è un dono troppo prezioso da tenere per solo per sé, d’altronde a chi è affidato molto, molto sarà richiesto! E NOI COSA ASPETTIAMO? COMINCIAMO DA OGGI LA NOSTRA MISSIONE!
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,39-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
Parola del Signore
COMMENTO
“Signore questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”, quante volte ci siamo convinti che Gesù fosse solo per pochi eletti, magari per coloro che vanno a Messa tutte le domeniche, fanno del bene e sono sempre misericordiosi verso il prossimo. Gesù oggi ci dice che la sua presenza è per tutti: per coloro che osservano i suoi comandamenti, ma anche per coloro che sono più lontani da Lui; la vera differenza, però, sta nel fatto che i primi hanno una grandissima responsabilità nei confronti di chi non si è mai avvicinato a Gesù.
La loro vera missione, infatti, è quella di far conoscere Gesù a chi non lo ha ancora accolto come Signore, attraverso il proprio modo di condividere, perdonare, amare, rispettare l’altro.
Avere Gesù nella propria vita è un dono troppo prezioso da tenere per solo per sé, d’altronde a chi è affidato molto, molto sarà richiesto! E NOI COSA ASPETTIAMO? COMINCIAMO DA OGGI LA NOSTRA MISSIONE!
GIOVEDI 25 OTTOBRE
Dal vangelo secondo luca
LC 12,49-53
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Parola del signore
COMMENTO
Gesù, sei sicuro di essere proprio tu? Sono sempre stato abituato a sentirti parlare di pace, amore verso il prossimo e perdono che mi sembra così strano sentir dire che sei venuto a gettare fuoco e divisione sulla terra! Ma cosa intendi davvero? Il tuo fuoco non è certamente un fuoco che distrugge e rade al suolo, ma è un fuoco che illumina e arde in chi crede nella Tua parola... La divisione di cui parli non ha nulla a che fare con la guerra e le sopraffazioni di cui è piena la storia, ma rappresenta il coraggio di scegliere Te senza alcun tipo di compromesso, è la radicalità di una scelta che spesso può metterci anche in contrasto con le persone che più amiamo. Tu vuoi servi che siano disposti a mettere te al Centro del loro cuore, e noi siamo davvero pronti?
Dal vangelo secondo luca
LC 12,49-53
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Parola del signore
COMMENTO
Gesù, sei sicuro di essere proprio tu? Sono sempre stato abituato a sentirti parlare di pace, amore verso il prossimo e perdono che mi sembra così strano sentir dire che sei venuto a gettare fuoco e divisione sulla terra! Ma cosa intendi davvero? Il tuo fuoco non è certamente un fuoco che distrugge e rade al suolo, ma è un fuoco che illumina e arde in chi crede nella Tua parola... La divisione di cui parli non ha nulla a che fare con la guerra e le sopraffazioni di cui è piena la storia, ma rappresenta il coraggio di scegliere Te senza alcun tipo di compromesso, è la radicalità di una scelta che spesso può metterci anche in contrasto con le persone che più amiamo. Tu vuoi servi che siano disposti a mettere te al Centro del loro cuore, e noi siamo davvero pronti?
VENERDI 26 OTTOBRE
Dal vangelo secondo luca
In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
Parola del signore
COMMENTO
Gli uomini erano bravissimi conoscitori del tempo meteorologico, ma molto meno bravi a riconoscere la grande innovazione che Gesù aveva portato nelle loro vite.
Anche oggi Gesù ci chiede di riconoscere i segni del nostro tempo per capire quale possa essere nel 2018 il modo migliore per comunicare il Vangelo all’uomo contemporaneo. Si tratta di aprire gli occhi per capire come arrivare dritti al cuore di chi ci è accanto, per discernere in questo mondo dove sembra tutto lecito cosa sia davvero giusto, smascherare il male mascherato da bene. Papa Francesco è un chiaro esempio di chi ha colto i segnali di questo tempo, di chi ha tolto la polvere dal Vangelo, rendendolo attuale, semplice, come una parola di conforto per ciascuno.
Dal vangelo secondo luca
In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
Parola del signore
COMMENTO
Gli uomini erano bravissimi conoscitori del tempo meteorologico, ma molto meno bravi a riconoscere la grande innovazione che Gesù aveva portato nelle loro vite.
Anche oggi Gesù ci chiede di riconoscere i segni del nostro tempo per capire quale possa essere nel 2018 il modo migliore per comunicare il Vangelo all’uomo contemporaneo. Si tratta di aprire gli occhi per capire come arrivare dritti al cuore di chi ci è accanto, per discernere in questo mondo dove sembra tutto lecito cosa sia davvero giusto, smascherare il male mascherato da bene. Papa Francesco è un chiaro esempio di chi ha colto i segnali di questo tempo, di chi ha tolto la polvere dal Vangelo, rendendolo attuale, semplice, come una parola di conforto per ciascuno.
SABATO 27 OTTOBRE
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,7-9
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Parola del Signore
COMMENTO
Erode pensava di aver eliminato ogni traccia di Giovanni il Battista, di aver annientato chiunque volesse derubarlo del suo potere terreno. Era convinto di aver eliminato il problema alla radice e poteva continuare a vivere la sua vita da re dissoluto. Eppure, quando tutto sembrava tranquillo, comincia a sentire i mormorii della gente che lo spingono a porsi delle domande importanti. Anche noi a volte siamo un po’ Erode: ci allontaniamo da Gesù perché non va di moda, perché i suoi comandamenti a volte sono troppo scomodi e, quando pensiamo di essercene totalmente sbarazzati, cominciano a sorgere mille dubbi e inquietudini. Quando ciò accade non lasciamoci tentare, ma riavviciniamoci a Lui attraverso i sacramenti, i nostri don, o i consigli delle persone che più ci amano.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,7-9
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Parola del Signore
COMMENTO
Erode pensava di aver eliminato ogni traccia di Giovanni il Battista, di aver annientato chiunque volesse derubarlo del suo potere terreno. Era convinto di aver eliminato il problema alla radice e poteva continuare a vivere la sua vita da re dissoluto. Eppure, quando tutto sembrava tranquillo, comincia a sentire i mormorii della gente che lo spingono a porsi delle domande importanti. Anche noi a volte siamo un po’ Erode: ci allontaniamo da Gesù perché non va di moda, perché i suoi comandamenti a volte sono troppo scomodi e, quando pensiamo di essercene totalmente sbarazzati, cominciano a sorgere mille dubbi e inquietudini. Quando ciò accade non lasciamoci tentare, ma riavviciniamoci a Lui attraverso i sacramenti, i nostri don, o i consigli delle persone che più ci amano.
Domenica 28 Ottobre
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Parola del Signore
"Vorrei ascoltare con voi quella Voce che ci esorta ad alzarci con coraggio. “Coraggio, alzati il maestro ti chiama” cosi dicono alcuni uomini al cieco di Gerico al passaggio di Gesù.
Alzarsi è il verbo della resurrezione. Alzarsi significa risorgere.
Capovolgere i macigni delle nostre tombe, da tutto ciò che ci incatena e gridare a squarciagola:
Coraggio voi che state perdendo il lavoro. Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati.
Coraggio voi fratelli immigrati, non scoraggiatevi facilmente ed evitate strade impervie e tortuose.
Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto.
Coraggio, fratelli resi tristi dal peccato, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito.
Ma coraggio anche noi uomini di Chiesa, battezzati, catechisti, suore e sacerdoti. Usciamo dalle nostre strutture mentali, costruiamo una chiesa di strada che ama cingersi il grembiule per lavare i piedi ad ogni uomo e donna che soffre.
Usciamo tutti insieme dai sepolcri, rotoliamo i macigni facciamo entrare la Luce, facciamoci invadere dall’Amore vero quello senza limiti per gridare con gioia Cristo è risorto e con lui anche noi."
Fra Giuseppe Maggiore
https://youtu.be/aMr_FU9QctY
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Parola del Signore
"Vorrei ascoltare con voi quella Voce che ci esorta ad alzarci con coraggio. “Coraggio, alzati il maestro ti chiama” cosi dicono alcuni uomini al cieco di Gerico al passaggio di Gesù.
Alzarsi è il verbo della resurrezione. Alzarsi significa risorgere.
Capovolgere i macigni delle nostre tombe, da tutto ciò che ci incatena e gridare a squarciagola:
Coraggio voi che state perdendo il lavoro. Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati.
Coraggio voi fratelli immigrati, non scoraggiatevi facilmente ed evitate strade impervie e tortuose.
Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto.
Coraggio, fratelli resi tristi dal peccato, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito.
Ma coraggio anche noi uomini di Chiesa, battezzati, catechisti, suore e sacerdoti. Usciamo dalle nostre strutture mentali, costruiamo una chiesa di strada che ama cingersi il grembiule per lavare i piedi ad ogni uomo e donna che soffre.
Usciamo tutti insieme dai sepolcri, rotoliamo i macigni facciamo entrare la Luce, facciamoci invadere dall’Amore vero quello senza limiti per gridare con gioia Cristo è risorto e con lui anche noi."
Fra Giuseppe Maggiore
https://youtu.be/aMr_FU9QctY
YouTube
Coraggio alzati ti chiama
www.upgiovanict.it
Lunedì 29 ottobre
Beato Michele Rua
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.
Parola del Signore
Gesù, ma quanto vai controcorrente? I tuoi gesti sono così liberi da ogni prescrizione che spiazzano tutti! Tu hai un unico obiettivo e lo vuoi insegnare ad ognuno di noi! Fare del bene a qualunque costo, liberandoci dalle nostre regole mentali! Non esiste un giorno in cui dobbiamo amare e un giorno in cui possiamo anche non farlo! L'amore non va in vacanza! siamo chiamati ad essere al servizio degli altri anche quando non lo avevamo previsto!
Non esistono regole per fare il bene, l'unica regola è fare il bene, fino alla fine!
Beato Michele Rua
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.
Parola del Signore
Gesù, ma quanto vai controcorrente? I tuoi gesti sono così liberi da ogni prescrizione che spiazzano tutti! Tu hai un unico obiettivo e lo vuoi insegnare ad ognuno di noi! Fare del bene a qualunque costo, liberandoci dalle nostre regole mentali! Non esiste un giorno in cui dobbiamo amare e un giorno in cui possiamo anche non farlo! L'amore non va in vacanza! siamo chiamati ad essere al servizio degli altri anche quando non lo avevamo previsto!
Non esistono regole per fare il bene, l'unica regola è fare il bene, fino alla fine!
Martedì 30 ottobre
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Parola del Signore
Gesù, oggi provi a spiegarci cos'è il regno di Dio! Ci dici che è simile ad un seme che un uomo getta nel proprio giardino, e che poi crescendo diventa un albero dove gli uccelli possono fare il proprio nido!
Ognuno di noi ha ricevuto dei semi, che sono i talenti, i carismi, i doni che ci contraddistinguono, ma spesso abbiamo paura di gettare il nostro semino, perché pensiamo sia troppo piccolo e insignificante! Così, lo teniamo chiuso nel pacchetto per paura di disperderlo. E invece tu ci parli di un uomo che rischia e getta il seme nel proprio giardino, solo così potrà diventare qualcosa di grande che addirittura servirà ad altri! Ci chiedi di metterci in gioco, di non tenere i doni che ci hai dato per noi, ma gettarli in Te affinché possano portare frutto, possano portare del bene anche nella vita degli altri! Sta a noi quindi scegliere cosa fare dei semi che ci hai consegnato: lasciarli ammuffire in un pacchettino o gettarli per farli crescere?
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Parola del Signore
Gesù, oggi provi a spiegarci cos'è il regno di Dio! Ci dici che è simile ad un seme che un uomo getta nel proprio giardino, e che poi crescendo diventa un albero dove gli uccelli possono fare il proprio nido!
Ognuno di noi ha ricevuto dei semi, che sono i talenti, i carismi, i doni che ci contraddistinguono, ma spesso abbiamo paura di gettare il nostro semino, perché pensiamo sia troppo piccolo e insignificante! Così, lo teniamo chiuso nel pacchetto per paura di disperderlo. E invece tu ci parli di un uomo che rischia e getta il seme nel proprio giardino, solo così potrà diventare qualcosa di grande che addirittura servirà ad altri! Ci chiedi di metterci in gioco, di non tenere i doni che ci hai dato per noi, ma gettarli in Te affinché possano portare frutto, possano portare del bene anche nella vita degli altri! Sta a noi quindi scegliere cosa fare dei semi che ci hai consegnato: lasciarli ammuffire in un pacchettino o gettarli per farli crescere?
Mercoledì 31 ottobre
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Parola del Signore
"Sforzatevi di entrare per la porta stretta"
È questo quello che Gesù ci chiede, la Sua porta è piccola e ha la forma di una croce, attraverso cui è difficile passare, bisogna farsi piccoli, restringersi per riuscire a passare.
Restringere il nostro orgoglio, il nostro egoismo e togliere tutto ciò che è inutile.
Come scriveva il giudice Rosario Livatino "quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili".
E per essere credibili la ricetta è farsi piccoli, umili e disponibili al progetto di amore che Dio ha per noi, e soprattutto per gli altri.
Non ci è chiesto di primeggiare in fama, potere e chissà cos'altro, ma di essere utili agli altri per arrivare a Gesù, facendo tutto come se dipendesse da noi, ma sapendo che invece dipende da Dio.
È questo il cammino di un vero discepolo di Gesù, per il quale conta l'amore dei fatti e non le formule di preghiera senza cuore!
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Parola del Signore
"Sforzatevi di entrare per la porta stretta"
È questo quello che Gesù ci chiede, la Sua porta è piccola e ha la forma di una croce, attraverso cui è difficile passare, bisogna farsi piccoli, restringersi per riuscire a passare.
Restringere il nostro orgoglio, il nostro egoismo e togliere tutto ciò che è inutile.
Come scriveva il giudice Rosario Livatino "quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili".
E per essere credibili la ricetta è farsi piccoli, umili e disponibili al progetto di amore che Dio ha per noi, e soprattutto per gli altri.
Non ci è chiesto di primeggiare in fama, potere e chissà cos'altro, ma di essere utili agli altri per arrivare a Gesù, facendo tutto come se dipendesse da noi, ma sapendo che invece dipende da Dio.
È questo il cammino di un vero discepolo di Gesù, per il quale conta l'amore dei fatti e non le formule di preghiera senza cuore!