Dissensomedico - Fabio Franchi
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Claudio Messora (in relazione al post: https://t.me/dissensomedico/144):
"Non mi capaciterò mai di come gente che è da tempo immemore ospite di Byoblu, dove ha avuto ampio spazio, ivi incluso Fabio Franchi 2.0 , pur conoscendo bene Byoblu e la redazione, ed avendo i nostri contatti, preferisca affidarsi agli scritti impulsivi di chi parimenti ha il numero di tutti, a Byoblu, ma preferisce inondare delle sue paranoie (tali sono) i social anziché chiarirle prima con i diretti interessati, come farebbe qualunque uomo avveduto e maturo, consapevole anche dei danni che può fare ad una battaglia comune, evidentemente reputando di sfruttare il lavoro di una delle pochissime testate e dell'unica televisione libera per ottenere visibilità a sua volta, in una costante gara a fare la dichiarazione più forte di tutti gli altri. Ormai i casi si moltiplicano e vi posso dire personalmente che se la caratura umana di chi stiamo aiutando nella sua battaglia è questa, allora forse per questo paese non c'è molta speranza.
Di Lamendola abbiamo scritto qui https://t.me/ByobluOfficial/4108 e di Scoglio abbiamo scritto qui: https://t.me/ByobluOfficial/4474
Ma, ripeto, non serviva seguirci con costanza per evitare di far rimbalzare stupidaggini: bastava usare il telefono e chiedere prima. Se il livello di verifica delle fonti di chi critica il sistema è questo, allora dobbiamo aspettarci che parlino così a vanvera anche su tutto il resto delle denunce a cui spesso abbiamo dato spazio, e quasi sempre per primi? Non mi aspetto gratitudine, perché per noi è un dovere dare informazioni verificate e importanti al paese (sottilolineando "verificate"), ma almeno di non subire attacchi tafazziani, questo non credo sia troppo chiederlo!
Rifletterci su una notte intera, prima di rispondere, è segno di intelligenza.”
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(continuazione dal precedente) Il prof Lamendola, al proposito, ha scritto così: "Confermo che:
1) è stata la redazione di Byoblu a cercarmi per avere una mia intervista il 25 aprile, non io a cercare Byoblu;
2) dopo pochi minuti che stavo parlando, la linea mi è stata tolta per darla a un ospite esterno, poi ad alcuni ospiti in studio, il tutto per circa mezz'ora, senza che mi venisse detto se e quando mi sarebbe stata ridata, tanto che pensavo ormai di uscire dal collegamento;
3) infine il giornalista mi ha chiesto in diretta se fossi ancora lì, e non per ridarmi la parola, ma per fare lui una chiosa edulcorante a a quanto avevo detto del 25 aprile 1945 e cercando di chiudere il collegamento senza lasciarmi parlare;
4) a quel punto ho chiesto di poter terminare ciò che stavo dicendo, visto che ero stato interrotto bruscamente, e ho potuto parlare per circa un minuto, completando in forma sintetica il mio ragionamento;
5) le mie idee sul 25 aprile non sono affatto un mistero, avendo scritto decine di articoli sull'argomento, e del resto il giornalista che mi aveva contattato non mi ha posto alcun tipo di limite preventivo;
6) nessun altro ospite della trasmissione ha ricevuto un tale trattamento;
7) nessuna telefonata di scuse o di chiarimento mi è stata fatta, né allora, né dopo;
di molte interviste di quel giorno è stato fatto un apposito video, ma non del mio intervento;
9) il passaggio della diretta con il mio intervento è stato eliminato dalla redazione di Byoblu dopo alcune ore, tanto che solo chi ha seguito la trasmissione in diretta tv sa che io c'ero e che ho parlato;
10) mi è stato detto che un'altra mia intervista, di contenuto squisitamente filosofico, che mi era stata fatta da quel giornalista per un altro sito, e ripresa da Byoblu, è stata anch'essa cancellata;
11) la redazione di Byoblu ha rilasciato quel tale comunicato, senza rivolgersi a me, esclusivamente perché io ho riportato i fatti nel corso di un'intervista a Visione TV di Francesco Toscano;
12) è falso che mi sia stato concesso più tempo che agli altri, basta vedere le interviste di Meluzzi o Bagnai;
13) circa la speranza della redazione di Byoblu che io possa essere ancora presente nei loro programmi, la mia risposta è no fin da ora, perché non voglio avere rapporti con chi prima mi censura, poi cerca di ribaltare la frittata, facendomi passare per bugiardo o paranoico.
Francesco Lamendola"
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[modificato il 7 luglio. SEGNALO L'INSERIMENTO DI UN COMMENTO DI CLAUDIO MESSORA a chiarimento di quanto successo ed a rimprovero nei miei confronti per non averli prima consultati. Questo è vero. OK. Ho provveduto ieri 6 luglio e, come risultato, ho ricevuto da loro conferma di quanto da me riportato. In sintesi il prof Lamendola è stato invitato, intervistato, interrotto “per motivi di ristrettezza dei tempi” e la sua registrazione non è stata inserita nella sintesi della diretta, esattamente come ha raccontato Lamendola stesso. Certo si può capire che l’impegno da loro profuso è stato sovrumano e qualche piccola falla ci può scappare. Però quella c’è stata ed il pezzo è pure sparito, ed è un peccato perché avrebbe permesso di capire meglio. Anzi, per fugare ogni chiacchiera al riguardo, Vi inviterei a pubblicarlo.
Per quanto concerne il dott Scoglio, capisco che anche lì il carico di lavoro abbia avuto la sua influenza, però il fatto di voler esaminare bene lo studio prima di considerare l’intervista, non mi convince. La responsabilità delle affermazioni è dell’intervistato, è ovvio. I giornalisti fanno gioco forza una valutazione sommaria della affidabilità e della serietà dello studioso e della plausibilità dell’elaborato. Ora sembra ci sia quasi un’esitazione, eppure era ed è una notizia importante.
Per quanto mi riguarda, i riferimenti alla mia credibilità mi sono dispiaciuti, anche perché le tesi che propongo dal marzo del 2020 hanno avuto pesanti e drammatiche conferme. Peccato che non le abbiate colte. Quindi se Voi mi avete dato pubblicità nel passato è stato anche a Vostro vantaggio, avendoVi io fatto fare una bella figura. Mi riferisco alle tesi, non all’oratoria (che ha ancora spazio per qualche miglioramento!). Tra l’altro non mi sono mai spinto per essere intervistato, specie ultimamente. Vi avevo chiesto di poter presentare il mio libro a suo tempo, ma non mi avete risposto. Ed io ho ritenuto che fosse legittimo per Voi scegliere a chi dare spazio. E certamente non ho protestato, né insistito.
Per concludere, non giudicate male queste mie critiche, siete importanti e perciò Vi stiamo con gli occhi addosso. Non consideratemi neppure troppo sospettoso o malfidente. Recentemente, un pilastro dell’informazione alternativa, il Vostro amico e collega Massimo Mazzucco, ha testualmente sostenuto che quella importante è la “verità mediatica” (in riferimento all’isolamento virale), inconsapevole di quel che significa tale approccio metodologico anche per lui stesso. Non vorrei proprio ne foste influenzati.
Una sauna in omaggio ai primi 5000 presenti
Questo il titolo completo della pubblicazione di cui sopra
Mia intervista a Metallica_mente (15/07/21 - file mp3 - 20 minuti): https://drive.google.com/file/d/1OCH1MAUgTv2bEVnwm4NN3HGbnnIdGflP/view?usp=sharing
Non più sperimentali?
Molti sanno che “quelli” utilizzati sono SPERIMENTALI, non approvati, ma solo autorizzati in nome di una supposta emergenza e di una supposta assenza di misure alternative efficaci.
Tuttavia ora è difficile sostenere anche questo.
Mi spiego: i trial clinici di Spritz, che dovrebbero continuare fino al 2023, seguono un protocollo che è stato cambiato in corsa (cosa che non dovrebbe essere permessa). Non si tratta di questioni marginali, ma del cuore stesso della “sperimentazione”. Ovvero hanno deciso di abbreviare i tempi e di offrire la pozione magica anche a chi aveva finora fatto il placebo, se prescritto dalle autorità sanitarie locali. Queste ultime lo prescrivono, perciò procedono indisturbati. Indisturbati anche da parte degli organismi sedicenti di controllo, che prendono la precauzione di dire all’inizio che quel che succede non è responsabilità loro.
Risultato: niente più in cieco, niente più randomizzazione, niente più confronto con il placebo. La sperimentazione si sta svuotando del suo scopo e resta solo … l’esoscheletro della squilla mantis (la scorza della canocchia) dopo essere stata gustata a tavola!
https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04368728
PS L’informazione è stata fornita da @BagueraDaniela.
Vedi post sopra
Le “cure” che ci aspettano.
Il post si articola nelle seguenti sezioni:
1) il suicidio di de Donno,
2) la cura con il plasma,
3) Esame critico studio di De Donno
4) il confronto tra plasma e terapia con monoclonali
5) Le cure che stanno per essere approvate
1) Il suicidio di de Donno
Ancora fresca e sanguinante la notizia della morte dell’ex primario dell’ospedale di Mantova, Giuseppe de Donno.
L’ipotesi del suicidio non mi convince. È vero che era deluso fortemente, che l’animo umano spesso è insondabile, ma ci sono molti elementi che inducono al sospetto.
Aveva iniziato una nuova attività come medico, forse aveva nuovi progetti in corso, era apprezzato da colleghi e pazienti, aveva ricevuto riconoscimenti internazionali, aveva una moglie e soprattutto due figli, era religioso, non era stato radiato, non ha lasciato nessuno scritto per spiegare il gesto, neppure alla famiglia. Dava l’impressione di essere una persona profondamente onesta, anche se un po’ ingenua. Si suicida uno che non vede alcuna via d’uscita alla sua situazione.
2) La terapia con il plasma iperimmune ideata da De Donno.
Come approccio era senz’altro razionale l’anno scorso, nell’ambito del paradigma che gli avevano presentato: malattia virale da un virus appena nato e poco conosciuto. Il siero di pazienti guariti doveva contenere gli anticorpi contro di esso. Semplice l’idea, veloce e pratica la soluzione. Costi ridotti al minimo. Riuscì con i suoi colleghi ad imbastire uno studio preliminare, con risultati buoni. Aveva chiesto la possibilità di svolgere uno studio più articolato, più esteso, con gruppo di controllo. Ma l’idea gli è stata scippata e poi fatta abortire. Fu messo in disparte. Come ha dimostrato Massimo Mazzucco (https://www.facebook.com/fabio.franchi.2.0/posts/332228168366674), le Autorità non dovevano ammettere l’esistenza di alcuna cura efficace, altrimenti i vaccini non sarebbero stati giustificati. Dovevano e devono restare in gioco solo i monoclonali. Per inciso Bubu ha diversi brevetti su alcuni di essi.
3) Esame critico dello studio di De Donno (vedi screenshot).
I 46 pazienti esaminati avevano in comune la diagnosi effettuata con il test farlocco, avevano età diverse, patologie concomitanti diverse, e non tutti presentavano insufficienza respiratoria (lieve o moderata). Un campione eterogeneo, dunque.
In più, oltre alla trasfusione di plasma, essi assumevano altri farmaci (antibiotici, eparina, antivirali, clorochina), e non tutti seguivano lo stesso protocollo.
Di questi 46 pazienti, ne sono morti tre invece degli 8-16 prevedibili (per confronto con altre serie).
Le obiezioni più rilevanti sono: 1) Il campione era così eterogeneo, sia come assortimento dei pazienti sia come sintomatologia presentata, che le conclusioni non possono considerarsi dimostrative; 2) l’uso di altre terapie in protocolli eterogenei impediscono di capire quale o quali fattori abbiano ottenuto il presunto vantaggio. Un esempio: l’uso di un antibiotico rispetto ad un altro poteva essere decisivo.
4) Confronto tra terapia con plasma iper immune e monoclonali.
L’uso del plasma non permette di distinguere quale o quali anticorpi (o altro fattore) possano fare la differenza. È un’arma con molte cartucce.
Gli anticorpi monoclonali invece sono un’arma (ammesso e non concesso) con una pallottola sola. Se quella sbaglia mira non ottengono niente. Non ottengono niente per modo di dire, perché tale terapia è gravata di un alto tasso di eventi avversi anche gravi (vedi screenshot).
Riporto ora le interessanti osservazioni del professor Mauro Giacca, il quale in un recente articolo su Il Piccolo spiegava come essi siano destinati al fallimento (screenshot). Infatti, diceva, l’immunità naturale si avvale di molti anticorpi contro le diverse proteine virali, mentre quelli monoclonali sono diretti verso un unico antigene che potrebbe variare. (continua)
(continua) Ancora più notevole per le implicazioni è l’osservazione del professor Giorgio Palù, il quale, in un articolo su La Verità, spiegava che essi devono essere somministrati in una fase iniziale della malattia per essere efficaci, non quando i pazienti, aggravatisi, vengono ricoverati in ospedale! Insomma, si tratta di una terapia costosa (€ 2000 a dose contro i 100 del plasma), con potenziali eventi avversi gravi , da somministrare a pazienti che potrebbero essere curati in modo semplice ed efficace con l’approccio proposto per esempio da Mariano Amici ed altri. Approccio avvalorato anche da uno studio firmato dal Direttore dell’Istituto Mario Negri, prof Giuseppe Remuzzi (screenshot).
5) Le terapie che saranno approvate
Si dice che in ottobre saranno approvati dall’Ema quattro farmaci costituiti da anticorpi monoclonali ed un antivirale. Naturalmente delle cure già a disposizione, già collaudate, e che sono in grado di far scomparire il fenomeno, neanche se ne parla. Rientra in ballo l’antivirale, dopo che altri, usati all’inizio, si rivelarono controproducenti.
In riferimento al post su plasma e monoclonali