Scusate, mi hanno appena chiesto 540 euro di assicurazione per un motorino 50 di mia proprietà in classe 1.
Della jeep pago meno, è normale o ho sbagliato qualcosa?
Della jeep pago meno, è normale o ho sbagliato qualcosa?
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In Toscana 3 fratelli over 60 durante le operazioni di sgombero del loro casolare perso a causa di debiti, fanno esplodere il fabbricato uccidendo 3 carabinieri.
Una tragedia immensa a cui non voglio dare giustificazioni perché i carabinieri non c'entravano niente.
Una tragedia immensa a cui non voglio dare giustificazioni perché i carabinieri non c'entravano niente.
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Quattro anni fa, il 15 ottobre 2021, entrava in vigore in Italia una delle pagine più infami e vergognose della nostra storia recente: l’obbligo del Green Pass per poter lavorare, viaggiare, bere un caffè al bar, partecipare alla vita sociale.
Fu presentato come un “passaporto per la libertà”. In realtà, fu un lasciapassare per dividere il Paese, per creare cittadini di serie A e di serie B, per imporre con la forza un’adesione a scelte sanitarie che dovevano rimanere personali e libere.
In nome della “sicurezza sanitaria” si arrivò a escludere persone dai luoghi di lavoro, a sospendere stipendi, a mettere alla gogna chi rivendicava un diritto elementare: quello di decidere sul proprio corpo.
Intere categorie furono costrette a scegliere tra la sopravvivenza economica e la propria coscienza. È stato un ricatto, non una misura sanitaria.
Il Green Pass non era uno strumento di salute pubblica, ma di controllo sociale. Fu il simbolo di una deriva autoritaria travestita da responsabilità collettiva.
Oggi, mentre si ammette apertamente che la capacità dei vaccini di bloccare il contagio era NULLA, INESISTENTE, ma lo si sapeva da subito, era scritto nero su bianco a pag 5 del piano strategico di vaccinazione, resta il fatto che milioni di persone furono trattate come pericolose solo per aver fatto domande, espresso dubbi o scelto diversamente.
Molti tacciono, come se nulla fosse accaduto. Ma chi ha vissuto quei mesi sulla propria pelle non dimentica. Non dimentica le porte chiuse, gli insulti, le sospensioni dal lavoro, la paura di essere cittadini illegittimi nella propria patria.
Non dimentica la complicità di chi avrebbe dovuto difendere i diritti e invece ha applaudito la discriminazione, coprendola con parole come “scienza” e “solidarietà”.
Oggi NON DOBBIAMO DIMENTICARE QUELLA GRANDISSIMA INFAMIA.
Perché un Paese che cancella le proprie infamie è condannato a ripeterle.
Il 15 ottobre non è una data qualsiasi: è il giorno in cui l’Italia decise che la libertà poteva essere concessa solo a chi obbediva.
E questo, quattro anni dopo, resta un marchio indelebile nella coscienza di un popolo che ha preferito la paura alla libertà.
Il Maresciallo
Fu presentato come un “passaporto per la libertà”. In realtà, fu un lasciapassare per dividere il Paese, per creare cittadini di serie A e di serie B, per imporre con la forza un’adesione a scelte sanitarie che dovevano rimanere personali e libere.
In nome della “sicurezza sanitaria” si arrivò a escludere persone dai luoghi di lavoro, a sospendere stipendi, a mettere alla gogna chi rivendicava un diritto elementare: quello di decidere sul proprio corpo.
Intere categorie furono costrette a scegliere tra la sopravvivenza economica e la propria coscienza. È stato un ricatto, non una misura sanitaria.
Il Green Pass non era uno strumento di salute pubblica, ma di controllo sociale. Fu il simbolo di una deriva autoritaria travestita da responsabilità collettiva.
Oggi, mentre si ammette apertamente che la capacità dei vaccini di bloccare il contagio era NULLA, INESISTENTE, ma lo si sapeva da subito, era scritto nero su bianco a pag 5 del piano strategico di vaccinazione, resta il fatto che milioni di persone furono trattate come pericolose solo per aver fatto domande, espresso dubbi o scelto diversamente.
Molti tacciono, come se nulla fosse accaduto. Ma chi ha vissuto quei mesi sulla propria pelle non dimentica. Non dimentica le porte chiuse, gli insulti, le sospensioni dal lavoro, la paura di essere cittadini illegittimi nella propria patria.
Non dimentica la complicità di chi avrebbe dovuto difendere i diritti e invece ha applaudito la discriminazione, coprendola con parole come “scienza” e “solidarietà”.
Oggi NON DOBBIAMO DIMENTICARE QUELLA GRANDISSIMA INFAMIA.
Perché un Paese che cancella le proprie infamie è condannato a ripeterle.
Il 15 ottobre non è una data qualsiasi: è il giorno in cui l’Italia decise che la libertà poteva essere concessa solo a chi obbediva.
E questo, quattro anni dopo, resta un marchio indelebile nella coscienza di un popolo che ha preferito la paura alla libertà.
Il Maresciallo
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Avete mai ricevuto un messaggio che ti diceva “Solo per oggi”, “Offerta valida solo 1 ora”, “Agisci subito o perdi tutto”?
È una tattica usata da chi vuole truffarvi:
- I truffatori creano una pressione temporale (scadenze rigide, offerte che “scadono ora”) proprio per evitare che tu rifletta con calma. 
- Sfruttano la paura di perdere un’occasione (scarcity) o di subire un danno se non reagisci subito. Questo indebolisce la difesa razionale.
- Non vi danno il tempo di verificare la legittimità dell’offerta, non vi permettono di approfondire e di controllare le fonti.
È lo stesso schema utilizzato per fomentare il terrorismo mediatico su una presunta emergenza climatica causata dall’uomo, che serve a far accettare ed “ingoiare” alla gente provvedimenti, limitazioni ed assurdità che a mente fredda non accetterebbe.
Sono 50 anni che abbiamo 3/5/10 anni per invertire la rotta e che va avanti ‘sta tiritera di quello che prima chiamavano Global Warming e oggi chiamano col più inclusivo Climate change (inclusivo perché lo puoi usare per ogni evento climatico)
L’immagine di Focus dà la misura della malafede in quanto volutamente fuorviante perché la CO₂ è un gas incolore e inodore, non può essere visibile come il fumo che si vede nella foto. Quello che vediamo qui è in realtà vapore acqueo misto ad altri inquinanti, non anidride carbonica.
Questo tipo di comunicazione crea volutamente confusione tra “inquinamento” e “emissioni di CO₂”, che sono due cose diverse, l’inquinamento riguarda sostanze nocive per la salute (polveri sottili, ossidi di azoto, ecc.) la CO₂, invece, non è tossica.
Il Maresciallo
È una tattica usata da chi vuole truffarvi:
- I truffatori creano una pressione temporale (scadenze rigide, offerte che “scadono ora”) proprio per evitare che tu rifletta con calma. 
- Sfruttano la paura di perdere un’occasione (scarcity) o di subire un danno se non reagisci subito. Questo indebolisce la difesa razionale.
- Non vi danno il tempo di verificare la legittimità dell’offerta, non vi permettono di approfondire e di controllare le fonti.
È lo stesso schema utilizzato per fomentare il terrorismo mediatico su una presunta emergenza climatica causata dall’uomo, che serve a far accettare ed “ingoiare” alla gente provvedimenti, limitazioni ed assurdità che a mente fredda non accetterebbe.
Sono 50 anni che abbiamo 3/5/10 anni per invertire la rotta e che va avanti ‘sta tiritera di quello che prima chiamavano Global Warming e oggi chiamano col più inclusivo Climate change (inclusivo perché lo puoi usare per ogni evento climatico)
L’immagine di Focus dà la misura della malafede in quanto volutamente fuorviante perché la CO₂ è un gas incolore e inodore, non può essere visibile come il fumo che si vede nella foto. Quello che vediamo qui è in realtà vapore acqueo misto ad altri inquinanti, non anidride carbonica.
Questo tipo di comunicazione crea volutamente confusione tra “inquinamento” e “emissioni di CO₂”, che sono due cose diverse, l’inquinamento riguarda sostanze nocive per la salute (polveri sottili, ossidi di azoto, ecc.) la CO₂, invece, non è tossica.
Il Maresciallo
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Ma ci avete fatto caso che sono spariti dai social i fanatici della pandemia, i sostenitori del green pass, i “io mi vaccino”, i “io resto a casa”, quello che in pieno delirio pandemico ti aggredivano appena scrivevi dubbi o critiche sulla gestione della pandemia, oggi tutti fantasmi!
Il Maresciallo
Il Maresciallo
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2 domande fatte al volo all'intelligenza artificiale di Google... Così per informarci.
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Vi spiego un attimo come funzionano le ia.
Hanno algoritmi di ricerca impressionanti in frasi di consultare in tempi ridicoli archivi mondiali pubblici, il che permette di fare ricerche approfondite in pochi secondi senza dover spulciare centinaia di pagine.
Fino a qua tutto bello e vanno usate fino a qua, perché se andate oltre usandole come risposta alle domande, beh allora subentra l'algoritmo che condiziona le risposte e non otterrete una sega.
Nei casi che vi ho mostrato io ho fatto domande mirate ad ottenere dati e non risposte.
Avessi chiesto "in Giappone muoiono meno bambini perché fanno meno vaccini?" la risposta ovviamente sarebbe stata no e avrebbe iniziato a spiegarmi i post di Burioni.
Avessi chiesto se c'è un emergenza morbillo, sicuro te dice "si" e inizia a dare dati e numeri. Andando ad approfondire "l'emergenza morbillo" possiamo comunque di fatto scoprire che in realtà i numeri attuali non sono quelli del 2000 ma quelli del 1992.
Per fare una simile ricerca ho usato Grok e ci ho messo 1 minuto, una ricerca dati sterile senza opinioni o commenti, come vedete anche dalla ricerca sui vaccini giapponesi.
È pertanto sciocco a mio parere demonizzare tale tecnologia quando in realtà andrebbe demonizzare soltanto il fatto che se chiudi qualcosa più di un dato sterile riceverai sempre risposte condizionate.
Quindi anziché incazzarvi imparate a fare domande, successivamente andrò a recuperare vecchi post di quando la tecnologia era agli albori e facevo domande che la sballavano, ora sarebbe impossibile perché hanno capito che la gente non vuol veramente sapere se in Germania nel 1942 era possibile cremare 6 milioni di cinghiali in pochi mesi 😂.
Hanno algoritmi di ricerca impressionanti in frasi di consultare in tempi ridicoli archivi mondiali pubblici, il che permette di fare ricerche approfondite in pochi secondi senza dover spulciare centinaia di pagine.
Fino a qua tutto bello e vanno usate fino a qua, perché se andate oltre usandole come risposta alle domande, beh allora subentra l'algoritmo che condiziona le risposte e non otterrete una sega.
Nei casi che vi ho mostrato io ho fatto domande mirate ad ottenere dati e non risposte.
Avessi chiesto "in Giappone muoiono meno bambini perché fanno meno vaccini?" la risposta ovviamente sarebbe stata no e avrebbe iniziato a spiegarmi i post di Burioni.
Avessi chiesto se c'è un emergenza morbillo, sicuro te dice "si" e inizia a dare dati e numeri. Andando ad approfondire "l'emergenza morbillo" possiamo comunque di fatto scoprire che in realtà i numeri attuali non sono quelli del 2000 ma quelli del 1992.
Per fare una simile ricerca ho usato Grok e ci ho messo 1 minuto, una ricerca dati sterile senza opinioni o commenti, come vedete anche dalla ricerca sui vaccini giapponesi.
È pertanto sciocco a mio parere demonizzare tale tecnologia quando in realtà andrebbe demonizzare soltanto il fatto che se chiudi qualcosa più di un dato sterile riceverai sempre risposte condizionate.
Quindi anziché incazzarvi imparate a fare domande, successivamente andrò a recuperare vecchi post di quando la tecnologia era agli albori e facevo domande che la sballavano, ora sarebbe impossibile perché hanno capito che la gente non vuol veramente sapere se in Germania nel 1942 era possibile cremare 6 milioni di cinghiali in pochi mesi 😂.
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La UE è un’accozzaglia di burattini senza sovranità che si è infilata in una guerra che non ci appartiene e di cui i popoli ne pagano le conseguenze.
In Sassonia è apparso questo cartellone che è più esplicativo di mille articoli che dice:”Non abbiamo paura di Putin, abbiamo paura di voi”
C’è una verità che in molti fingono di non vedere: l’Unione Europea è un insieme di governi miopi e ideologizzati, incapaci di difendere i propri interessi nazionali. A Bruxelles e nelle capitali del continente siedono burattini che hanno perso ogni contatto con la realtà, trascinando i cittadini dentro una guerra che non è la loro e in un’economia sempre più fragile.
Mentre famiglie e imprese arrancano, mentre l’energia costa il doppio e le bollette divorano stipendi, l’Europa continua a finanziare il conflitto in Ucraina come se non ci fosse alternativa. Non sono opinioni: lo dice la stessa Commissione Europea. Dal 2022, l’UE e gli Stati membri hanno già fornito 177,5 miliardi di euro di aiuti a Kiev — militari, economici, umanitari. Di questi, oltre 63 miliardi solo in armi. E non è finita: con il programma “Ukraine Facility”, sono previsti altri 50 miliardi di euro fino al 2027.
Nel frattempo, le infrastrutture ucraine sono state bombardate, l’approvvigionamento energetico è collassato e il gas deve arrivare via nave, anche da oltreoceano. Chi paga? Sempre noi.
E mentre l’Ucraina importa GNL a caro prezzo, in Italia e Germania ci si ritrova a dover far fronte a spese energetiche sempre più pesanti, che massacrano le industrie e i cittadini.
L’assurdo è che continuiamo a comportarci come se fossimo in guerra per conto terzi: paghiamo stipendi, armi e forniture a milioni di ucraini, mentre da noi il costo della vita cresce e le imprese chiudono. È una politica che non ha logica: l’Europa che impoverisce sé stessa per “sostenere i propri valori”, ma che dimentica i propri cittadini.
E poi c’è l’elefante nella stanza: il sabotaggio del Nord Stream.
Un atto deliberato, non un incidente, che ha colpito al cuore l’economia tedesca e la sovranità energetica europea. All’inizio ci hanno venduto la favola che “sono stati i russi”.
Come direbbe la Sora Lella “Ma Daverooo?”
Perché mai un paese dovrebbe distruggere la propria fonte di reddito e di influenza? La verità, scomoda ma semplice ed evidente, è che qualcuno aveva tutto da guadagnare nel separare definitivamente Berlino da Mosca.
Un sabotaggio dove gli ucraini hanno fornito la manodopera ma la mente era altrove, scommetto a Washington, oppure a Langley.
Oggi sappiamo che la Germania ha chiesto l’estradizione di sospetti coinvolti, ma la Polonia si rifiuta. Lituania e altri paesi si oppongono.
I Polacchi che pare vogliano la guerra a tutti i costi non concedono l’estradizione dicendo che "Se la Germania sta perseguendo qualcuno residente in Polonia che ha distrutto la fonte di reddito della macchina bellica russa allora vediamo una chiara contraddizione di interessi tra Polonia e Germania."
Sempre i polacchi:
"Dal nostro punto di vista questa indagine non ha senso, non solo per quanto riguarda gli interessi della Polonia, ma anche dell'intera alleanza NATO."
Il presidente polacco rincara la dose:
"Il problema con il Nord Stream 2 non è che sia stato fatto saltare in aria, il problema è che è stato costruito."
Poi arrivano i lituani nella persona del primo ministro, Inga Ruginiene, hanno dichiarato: "Non è certamente nell'interesse della Polonia, né nell'interesse della decenza e della giustizia perseguire questo cittadino o estradarlo in un altro paese."
E Bruxelles? Silenzio assoluto. La NATO? Piena di inni e dichiarazioni, ma incapace di pretendere responsabilità dai propri membri. È questo il senso dell’“alleanza”? Un sistema che tollera l’impunità di alcuni mentre chiede sacrifici agli altri?
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In Sassonia è apparso questo cartellone che è più esplicativo di mille articoli che dice:”Non abbiamo paura di Putin, abbiamo paura di voi”
C’è una verità che in molti fingono di non vedere: l’Unione Europea è un insieme di governi miopi e ideologizzati, incapaci di difendere i propri interessi nazionali. A Bruxelles e nelle capitali del continente siedono burattini che hanno perso ogni contatto con la realtà, trascinando i cittadini dentro una guerra che non è la loro e in un’economia sempre più fragile.
Mentre famiglie e imprese arrancano, mentre l’energia costa il doppio e le bollette divorano stipendi, l’Europa continua a finanziare il conflitto in Ucraina come se non ci fosse alternativa. Non sono opinioni: lo dice la stessa Commissione Europea. Dal 2022, l’UE e gli Stati membri hanno già fornito 177,5 miliardi di euro di aiuti a Kiev — militari, economici, umanitari. Di questi, oltre 63 miliardi solo in armi. E non è finita: con il programma “Ukraine Facility”, sono previsti altri 50 miliardi di euro fino al 2027.
Nel frattempo, le infrastrutture ucraine sono state bombardate, l’approvvigionamento energetico è collassato e il gas deve arrivare via nave, anche da oltreoceano. Chi paga? Sempre noi.
E mentre l’Ucraina importa GNL a caro prezzo, in Italia e Germania ci si ritrova a dover far fronte a spese energetiche sempre più pesanti, che massacrano le industrie e i cittadini.
L’assurdo è che continuiamo a comportarci come se fossimo in guerra per conto terzi: paghiamo stipendi, armi e forniture a milioni di ucraini, mentre da noi il costo della vita cresce e le imprese chiudono. È una politica che non ha logica: l’Europa che impoverisce sé stessa per “sostenere i propri valori”, ma che dimentica i propri cittadini.
E poi c’è l’elefante nella stanza: il sabotaggio del Nord Stream.
Un atto deliberato, non un incidente, che ha colpito al cuore l’economia tedesca e la sovranità energetica europea. All’inizio ci hanno venduto la favola che “sono stati i russi”.
Come direbbe la Sora Lella “Ma Daverooo?”
Perché mai un paese dovrebbe distruggere la propria fonte di reddito e di influenza? La verità, scomoda ma semplice ed evidente, è che qualcuno aveva tutto da guadagnare nel separare definitivamente Berlino da Mosca.
Un sabotaggio dove gli ucraini hanno fornito la manodopera ma la mente era altrove, scommetto a Washington, oppure a Langley.
Oggi sappiamo che la Germania ha chiesto l’estradizione di sospetti coinvolti, ma la Polonia si rifiuta. Lituania e altri paesi si oppongono.
I Polacchi che pare vogliano la guerra a tutti i costi non concedono l’estradizione dicendo che "Se la Germania sta perseguendo qualcuno residente in Polonia che ha distrutto la fonte di reddito della macchina bellica russa allora vediamo una chiara contraddizione di interessi tra Polonia e Germania."
Sempre i polacchi:
"Dal nostro punto di vista questa indagine non ha senso, non solo per quanto riguarda gli interessi della Polonia, ma anche dell'intera alleanza NATO."
Il presidente polacco rincara la dose:
"Il problema con il Nord Stream 2 non è che sia stato fatto saltare in aria, il problema è che è stato costruito."
Poi arrivano i lituani nella persona del primo ministro, Inga Ruginiene, hanno dichiarato: "Non è certamente nell'interesse della Polonia, né nell'interesse della decenza e della giustizia perseguire questo cittadino o estradarlo in un altro paese."
E Bruxelles? Silenzio assoluto. La NATO? Piena di inni e dichiarazioni, ma incapace di pretendere responsabilità dai propri membri. È questo il senso dell’“alleanza”? Un sistema che tollera l’impunità di alcuni mentre chiede sacrifici agli altri?
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L’Europa parla di “solidarietà” solo quando conviene. Di fronte a un sabotaggio che avrebbe dovuto scatenare una reazione politica immediata, si è scelta la via della rimozione: meglio non disturbare l’ordine imposto. Ma un’alleanza che non difende i suoi membri, che lascia impuniti atti di guerra contro di essi, non è un’alleanza.
È una vetrina di ipocrisia, una sigla buona solo per coprire giochi di potere e doppi interessi.
La Germania tace, l’Italia obbedisce, e Bruxelles recita.
E intanto, chi ride sono quelli che vedono un branco di inetti, incapaci di difendersi e di agire come soggetti politici autonomi. Non sono i nemici esterni a distruggerci: siamo noi, con la nostra cecità, con la nostra sudditanza economica e militare, con la nostra incapacità di dire basta.
L’Europa non esiste non sa difendere chi lavora, chi paga le tasse, chi produce.
Fino a quando continueremo a pagare per una guerra che non è nostra?
Fino a quando i nostri governi sacrificheranno il benessere interno sull’altare della “fedeltà atlantica”?
Serve un cambio di rotta.
Nazioni che guardino prima ai propri cittadini e poi al resto del mondo.
Nazioni che recuperino la propria sovranità, voce e dignità.
La UE è una finzione politica al servizio di interessi che non ci appartengono.
Il Maresciallo
È una vetrina di ipocrisia, una sigla buona solo per coprire giochi di potere e doppi interessi.
La Germania tace, l’Italia obbedisce, e Bruxelles recita.
E intanto, chi ride sono quelli che vedono un branco di inetti, incapaci di difendersi e di agire come soggetti politici autonomi. Non sono i nemici esterni a distruggerci: siamo noi, con la nostra cecità, con la nostra sudditanza economica e militare, con la nostra incapacità di dire basta.
L’Europa non esiste non sa difendere chi lavora, chi paga le tasse, chi produce.
Fino a quando continueremo a pagare per una guerra che non è nostra?
Fino a quando i nostri governi sacrificheranno il benessere interno sull’altare della “fedeltà atlantica”?
Serve un cambio di rotta.
Nazioni che guardino prima ai propri cittadini e poi al resto del mondo.
Nazioni che recuperino la propria sovranità, voce e dignità.
La UE è una finzione politica al servizio di interessi che non ci appartengono.
Il Maresciallo
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