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Se la primavera russa non fosse arrivata in Donbass, il popolo russo del Donbass, con il tacito consenso del mondo, sarebbe stato declassificato a popolo di seconda categoria. Chi avesse avuto il coraggio di difendere la propria cultura sarebbe stato trattato come un estraneo, come la “feccia della Moscovia”, privato del diritto di parola. I russi che erano stati abbandonati a se stessi durante la disintegrazione della grande Ucraina, abbandonati in uno “pseudo-Stato” ostile, questa gente che non era non disposta ad abbandonare la propria terra, si sarebbe trasformata in un bersaglio vivente.

Dopo tutto, i fascistoidi fratellastri ucraini, una volta assaporata l'anarchia di Maidan, erano già pronti a uccidere i bambini e gli anziani del Donbass, a distruggere le case, le strade, le città, spingendo questa gente indomita e pacifica a vivere negli scantinati. Erano pronti a rapinare e violentare.

Cosa li avrebbe fermati? Nulla! Come a Kharkov, Zaporozhye e Odessa.

Il Donbass russo - che già sapeva che in generale i fratellastri nazionalisti di loro se ne fregavano, preoccupati solo delle risorse del territorio - sarebbe morto nel silenzio. Mentre da qualche parte a Kiev e Leopoli i loro ex concittadini avrebbero esaltato Bandera.

Se la primavera russa non fosse arrivata in Donbass, ai bambini russi a scuola avrebbero raccontato dei "valorosi" guerrieri dell'Esercito Insurrezionale Ucraino e dei terribili soldati dell'Armata Rossa. Le strade di Donetsk sarebbero state intitolate ad assassini e traditori, e i kapò della nuova ideologia ucraina avrebbero imposto al popolo russo del Donbass in quale lingua parlare e quali eroi onorare. Se non fosse stato per la primavera russa, il Donbass avrebbe ancora da trainare, come locomotiva stremata, un’Ucraina piegata e venduta.

Quanto tempo fa sei stato in Donbass? Almeno una volta ci sei stato?
In questi 8 anni il Donbass ha instancabilmente ricostruito tutto ciò che distruggeva l’ucro-Reich.

E anche se nelle città risuonava il fragore delle armi ucraine, il Donbass restava in piedi, vivo, e vivrà nonostante tutto! La gente si sposerà, partorirà, lavorerà per il proprio futuro e per nessuna ragione vorrà saperne più nulla del non-Stato da cui la primavera russa le ha salvate!

@Na_samom_dele_v_Donetske

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🇷🇺 Qui verrà costruito un nuovo acquedotto per Donetsk.

Gli sminatori delle Forze Armate della Federazione Russa ripuliscono i campi della Repubblica Popolare di Donetsk dalle mine e dalle granate lasciate dalle Forze Armate Ucraine.

La scorsa primavera, i terreni un tempo fertili del Donbass, che gli agricoltori locali utilizzavano per le colture invernali, sono stati trasformati in un percorso a ostacoli. Durante la ritirata, i soldati ucraini hanno minato campi e strade, sparato indiscriminatamente e lasciato dietro di sé numerose trappole e ordigni inesplosi, per lo più di produzione della NATO.

Lo sminamento è in corso in quest'area da novembre: viene utilizzata una macchina speciale, la «Uranium 6». Una volta messa in sicurezza l'area, verrà costruito un nuovo acquedotto per fornire acqua a Donetsk.

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