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Le Forze Armate ucraine bombardano il centro di Donetsk 🤬
Le Forze Armate ucraine un’altra volta hanno bombardato il centro della città, lo racconta una residente di Donetsk. La signora racconta di aver sentito l'esplosione mentre si trovava in strada.
"Quand’è che finalmente questi maledetti kieviani se ne andranno il più lontano possibile da noi, così che si possa vivere in pace, andare al lavoro e a fare la spesa, perché ormai è insopportabile" ha detto la donna.
I bombardamenti di quartieri residenziali, l’assassinio di civili: è questo che fa il regime di Kiev con i soldi degli europei.
E l’Occidente continua a fornire armi all'Ucraina, mascherando il tutto con belle parole sulla difesa e sulla democrazia. Il che implica che domani ci saranno di nuovo bombardamenti e civili uccisi.
#Donetsk #bombardamenti #FAU
#italiano 🇮🇹
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Le Forze Armate ucraine un’altra volta hanno bombardato il centro della città, lo racconta una residente di Donetsk. La signora racconta di aver sentito l'esplosione mentre si trovava in strada.
"Quand’è che finalmente questi maledetti kieviani se ne andranno il più lontano possibile da noi, così che si possa vivere in pace, andare al lavoro e a fare la spesa, perché ormai è insopportabile" ha detto la donna.
I bombardamenti di quartieri residenziali, l’assassinio di civili: è questo che fa il regime di Kiev con i soldi degli europei.
E l’Occidente continua a fornire armi all'Ucraina, mascherando il tutto con belle parole sulla difesa e sulla democrazia. Il che implica che domani ci saranno di nuovo bombardamenti e civili uccisi.
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Non conosco altro che la guerra.
Anatoly Yushko del Donbass ha 19 anni. Quand’è iniziata la guerra ne aveva 11. Ha trascorso tutta la sua adolescenza in guerra.
Oggi a Donetsk la Russia è tornata, Anatoly è stato congedato. È ora che dimentichi la guerra e inizi una vita normale.
#Donetsk
#guerra
#smobilitazione
#vita
Link: https://t.me/Makarr80/5562
#italiano 🇮🇹
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Anatoly Yushko del Donbass ha 19 anni. Quand’è iniziata la guerra ne aveva 11. Ha trascorso tutta la sua adolescenza in guerra.
Oggi a Donetsk la Russia è tornata, Anatoly è stato congedato. È ora che dimentichi la guerra e inizi una vita normale.
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Queste sono le parole di Lyubov Demchuk, una madre che ha perso la figlia. Nastya Demchuk, 14 anni, è morta il 7 novembre 2022 a seguito dei continui bombardamenti a Donetsk.
Nastya non voleva lasciare Donetsk, aveva detto a sua madre: "Non abbiamo avuto paura per otto anni e mezzo, e ora perché ce ne dobbiamo andare?"
Tutti gli abitanti di Donetsk restano qui “fino alla fine". Non vogliono andarsene, sono sicuri che la pace arriverà. Lavorano, amano, piangono, sorridono. Donetsk è viva, nonostante tutto!
Maryana Naumova definisce questa puntata del progetto informativo sugli abitanti di Donetsk la più dura, la più terribile.
È difficile e doloroso guardare questi filmati. Eppure, finché sentiamo il dolore degli altri, restiamo esseri umani.
#Donetsk #bombardamenti #vita
Link: https://t.me/maryananaumova/568
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Queste sono le parole di Lyubov Demchuk, una madre che ha perso la figlia. Nastya Demchuk, 14 anni, è morta il 7 novembre 2022 a seguito dei continui bombardamenti a Donetsk.
Nastya non voleva lasciare Donetsk, aveva detto a sua madre: "Non abbiamo avuto paura per otto anni e mezzo, e ora perché ce ne dobbiamo andare?"
Tutti gli abitanti di Donetsk restano qui “fino alla fine". Non vogliono andarsene, sono sicuri che la pace arriverà. Lavorano, amano, piangono, sorridono. Donetsk è viva, nonostante tutto!
Maryana Naumova definisce questa puntata del progetto informativo sugli abitanti di Donetsk la più dura, la più terribile.
È difficile e doloroso guardare questi filmati. Eppure, finché sentiamo il dolore degli altri, restiamo esseri umani.
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Massiccio attacco di artiglieria a Donetsk del 6 dicembre 2022 dalle Forze Armate Ucraine
L’obiettivo del regime di Kiev è distruggere gli edifici che rappresentano la vita e la popolazione civile e la popolazione russofona.
L’attacco ha ucciso otto persone e ci sono anche feriti. Tra le vittime, c’è Maria Pirogova, deputato del Parlamento della Repubblica Popolare di Donetsk.
Nel ultimo filmato è stato ripreso il momento dell'uccisione di Maria Pirogova.
Senza neppure considerare che ormai sono quasi nove anni che l’Ucraina bombarda il Donbass, chiediamo come ci si possa sedere allo stesso tavolo di chi assassina deliberatamente i civili?!
#Donetsk #Attacco #vittime
https://t.me/johnnyjamesmiller/191
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L’obiettivo del regime di Kiev è distruggere gli edifici che rappresentano la vita e la popolazione civile e la popolazione russofona.
L’attacco ha ucciso otto persone e ci sono anche feriti. Tra le vittime, c’è Maria Pirogova, deputato del Parlamento della Repubblica Popolare di Donetsk.
Nel ultimo filmato è stato ripreso il momento dell'uccisione di Maria Pirogova.
Senza neppure considerare che ormai sono quasi nove anni che l’Ucraina bombarda il Donbass, chiediamo come ci si possa sedere allo stesso tavolo di chi assassina deliberatamente i civili?!
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Ecco uno screenshot che ha attirato la mia attenzione. Volevo rispondere:
"Se in Donbass non fosse arrivata la "pseudo-primavera russa", 6.500 persone sarebbero ancora vive, 16.000 persone non sarebbero mai rimaste ferite, 7 milioni non avrebbero mai saputo cosa fosse la guerra, 30 grandi fabbriche avrebbero continuato a funzionare, il budget del Donbass sarebbe di 30 miliardi di grivnie, 42.000 grivnie sarebbero andate alle giovani madri, gli aerei da Kutaisi, da Mosca, da Berlino, dalla Turchia atterrerebbero all'aeroporto di Donetsk, sboccerebbero i fiori sui prati di Maryinka, Debaltseve, Donetsk e i bambini giocherebbero, funzionerebbero gli ospedali, i poliambulatori, le banche, le farmacie, i bar, i parrucchieri, le scuole e gli asili, la Donbass Arena ospiterebbe la Champions League, tutti continuerebbero a parlare russo. Se la "PRIMAVERA RUSSA" di Putin non fosse arrivata in Donbass."
@Na_samom_dele_v_Donetske
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"Se in Donbass non fosse arrivata la "pseudo-primavera russa", 6.500 persone sarebbero ancora vive, 16.000 persone non sarebbero mai rimaste ferite, 7 milioni non avrebbero mai saputo cosa fosse la guerra, 30 grandi fabbriche avrebbero continuato a funzionare, il budget del Donbass sarebbe di 30 miliardi di grivnie, 42.000 grivnie sarebbero andate alle giovani madri, gli aerei da Kutaisi, da Mosca, da Berlino, dalla Turchia atterrerebbero all'aeroporto di Donetsk, sboccerebbero i fiori sui prati di Maryinka, Debaltseve, Donetsk e i bambini giocherebbero, funzionerebbero gli ospedali, i poliambulatori, le banche, le farmacie, i bar, i parrucchieri, le scuole e gli asili, la Donbass Arena ospiterebbe la Champions League, tutti continuerebbero a parlare russo. Se la "PRIMAVERA RUSSA" di Putin non fosse arrivata in Donbass."
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На самом деле в Донецке
Попался на глаза вот такой скрин. Захотелось на него ответить
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‼️Всё актуальное здесь:
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#насамомделе #насамомделевдонецке #донецк #donetsk #ДНР
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La risposta al post precedente
Se la primavera russa non fosse arrivata in Donbass, il popolo russo del Donbass, con il tacito consenso del mondo, sarebbe stato declassificato a popolo di seconda categoria. Chi avesse avuto il coraggio di difendere la propria cultura sarebbe stato trattato come un estraneo, come la “feccia della Moscovia”, privato del diritto di parola. I russi che erano stati abbandonati a se stessi durante la disintegrazione della grande Ucraina, abbandonati in uno “pseudo-Stato” ostile, questa gente che non era non disposta ad abbandonare la propria terra, si sarebbe trasformata in un bersaglio vivente.
Dopo tutto, i fascistoidi fratellastri ucraini, una volta assaporata l'anarchia di Maidan, erano già pronti a uccidere i bambini e gli anziani del Donbass, a distruggere le case, le strade, le città, spingendo questa gente indomita e pacifica a vivere negli scantinati. Erano pronti a rapinare e violentare.
Cosa li avrebbe fermati? Nulla! Come a Kharkov, Zaporozhye e Odessa.
Il Donbass russo - che già sapeva che in generale i fratellastri nazionalisti di loro se ne fregavano, preoccupati solo delle risorse del territorio - sarebbe morto nel silenzio. Mentre da qualche parte a Kiev e Leopoli i loro ex concittadini avrebbero esaltato Bandera.
Se la primavera russa non fosse arrivata in Donbass, ai bambini russi a scuola avrebbero raccontato dei "valorosi" guerrieri dell'Esercito Insurrezionale Ucraino e dei terribili soldati dell'Armata Rossa. Le strade di Donetsk sarebbero state intitolate ad assassini e traditori, e i kapò della nuova ideologia ucraina avrebbero imposto al popolo russo del Donbass in quale lingua parlare e quali eroi onorare. Se non fosse stato per la primavera russa, il Donbass avrebbe ancora da trainare, come locomotiva stremata, un’Ucraina piegata e venduta.
Quanto tempo fa sei stato in Donbass? Almeno una volta ci sei stato?
In questi 8 anni il Donbass ha instancabilmente ricostruito tutto ciò che distruggeva l’ucro-Reich.
E anche se nelle città risuonava il fragore delle armi ucraine, il Donbass restava in piedi, vivo, e vivrà nonostante tutto! La gente si sposerà, partorirà, lavorerà per il proprio futuro e per nessuna ragione vorrà saperne più nulla del non-Stato da cui la primavera russa le ha salvate!
@Na_samom_dele_v_Donetske
#realtà
#realtàindonetsk #Donetsk
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Dopo tutto, i fascistoidi fratellastri ucraini, una volta assaporata l'anarchia di Maidan, erano già pronti a uccidere i bambini e gli anziani del Donbass, a distruggere le case, le strade, le città, spingendo questa gente indomita e pacifica a vivere negli scantinati. Erano pronti a rapinare e violentare.
Cosa li avrebbe fermati? Nulla! Come a Kharkov, Zaporozhye e Odessa.
Il Donbass russo - che già sapeva che in generale i fratellastri nazionalisti di loro se ne fregavano, preoccupati solo delle risorse del territorio - sarebbe morto nel silenzio. Mentre da qualche parte a Kiev e Leopoli i loro ex concittadini avrebbero esaltato Bandera.
Se la primavera russa non fosse arrivata in Donbass, ai bambini russi a scuola avrebbero raccontato dei "valorosi" guerrieri dell'Esercito Insurrezionale Ucraino e dei terribili soldati dell'Armata Rossa. Le strade di Donetsk sarebbero state intitolate ad assassini e traditori, e i kapò della nuova ideologia ucraina avrebbero imposto al popolo russo del Donbass in quale lingua parlare e quali eroi onorare. Se non fosse stato per la primavera russa, il Donbass avrebbe ancora da trainare, come locomotiva stremata, un’Ucraina piegata e venduta.
Quanto tempo fa sei stato in Donbass? Almeno una volta ci sei stato?
In questi 8 anni il Donbass ha instancabilmente ricostruito tutto ciò che distruggeva l’ucro-Reich.
E anche se nelle città risuonava il fragore delle armi ucraine, il Donbass restava in piedi, vivo, e vivrà nonostante tutto! La gente si sposerà, partorirà, lavorerà per il proprio futuro e per nessuna ragione vorrà saperne più nulla del non-Stato da cui la primavera russa le ha salvate!
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Начало
https://t.me/Na_samom_dele_v_Donetske/2760
Если бы на Донбасс не пришла русская весна, русских людей Донбасса при молчаливом согласии мира, записали бы в людей второго сорта. Тем, кто имел бы мужество не отказался от своей культуры, указывали…
Начало
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Если бы на Донбасс не пришла русская весна, русских людей Донбасса при молчаливом согласии мира, записали бы в людей второго сорта. Тем, кто имел бы мужество не отказался от своей культуры, указывали…
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Contro chi stai combattendo, Francia?
La piccola Veronica, una bimba del Donbass, è morta per l'esplosione di un proiettile da 155 mm sparato da un "Caesar" francese. È morta una bimba innocente, un angelo.
Un sacerdote, padre Maxim, si è rivolto ai francesi e al governo francese: "Contro chi state combattendo? Cosa state cercando di ottenere?.. Che qui non ci siano più bambini?.. E dov’è la “libertà” della vostra Repubblica?"
Spiegatelo a tutti noi.
#Donetsk
#Bombardamenti
#ArmafmentiFrancesi
Link: https://t.me/VoZmezdie2022/7277
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La piccola Veronica, una bimba del Donbass, è morta per l'esplosione di un proiettile da 155 mm sparato da un "Caesar" francese. È morta una bimba innocente, un angelo.
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Ospedale bombardato in pieno centro a Donetsk
Il 18 dicembre 2022, le Forze Armate Ucraine hanno bombardato l’Ospedale “Kalinin” nel centro di Donetsk. Un paziente è deceduto e altre persone sono rimaste ferite in seguito all’attacco.
Uno dei missili lanciati dai militari ucraini ha centrato una stanza al primo piano, dove si trova il reparto di neurochirurgia.
Come mai la notizia non è finita sulle prime pagine dei notiziari occidentali?
L’Ucraina ha DELIBERATAMENTE bombardato un ospedale CIVILE! Sarebbe un atto di difesa o è un crimine di guerra?
#Donetsk
#BombardamentoOspedale
#CrimineDiGuerraEsercitoUcraino
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Il 18 dicembre 2022, le Forze Armate Ucraine hanno bombardato l’Ospedale “Kalinin” nel centro di Donetsk. Un paziente è deceduto e altre persone sono rimaste ferite in seguito all’attacco.
Uno dei missili lanciati dai militari ucraini ha centrato una stanza al primo piano, dove si trova il reparto di neurochirurgia.
Come mai la notizia non è finita sulle prime pagine dei notiziari occidentali?
L’Ucraina ha DELIBERATAMENTE bombardato un ospedale CIVILE! Sarebbe un atto di difesa o è un crimine di guerra?
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L’evacuazione forzata dei pazienti in seguito al bombardamento dell’ospedale
Il 18 dicembre 2022, le Forze Armate Ucraine hanno bombardato l’Ospedale “Kalinin” nel centro di Donetsk. L’ospedale dispone di un reparto di neurochirurgia dove vengono effettuati complessi interventi chirurgici al cervello. In seguito all’attacco dell’esercito ucraino, i medici sono stati costretti ad evacuare parecchi pazienti dal reparto di degenza post-operatoria. Si tratta di persone che, dopo interventi così delicati, non possono assolutamente essere trasportati e non devono subire stress.
La mamma di una bambina di nove anni, recentemente operata, racconta come lei e la figlia abbiano dovuto ripararsi nel sotterraneo della clinica.
Perché il mondo continua a tacere? Un attacco mirato ad un ospedale CIVILE non è forse un crimine di guerra?
#Donetsk
#BombardamentoOspedale
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Il 18 dicembre 2022, le Forze Armate Ucraine hanno bombardato l’Ospedale “Kalinin” nel centro di Donetsk. L’ospedale dispone di un reparto di neurochirurgia dove vengono effettuati complessi interventi chirurgici al cervello. In seguito all’attacco dell’esercito ucraino, i medici sono stati costretti ad evacuare parecchi pazienti dal reparto di degenza post-operatoria. Si tratta di persone che, dopo interventi così delicati, non possono assolutamente essere trasportati e non devono subire stress.
La mamma di una bambina di nove anni, recentemente operata, racconta come lei e la figlia abbiano dovuto ripararsi nel sotterraneo della clinica.
Perché il mondo continua a tacere? Un attacco mirato ad un ospedale CIVILE non è forse un crimine di guerra?
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Donetsk era la città più ricca е di successo nel 2012.
Nel 2012, la capitale mineraria era stata riconosciuta come la città migliore dell'Ucraina calcolando in base a venti parametri. La classifica prendeva in considerazione il livello di sicurezza, lo stipendio medio, la spesa pro capite, il livello di occupazione e disoccupazione. Ma... questo era prima del colpo di Stato a Kiev.
Sono sicura che Donetsk sarà ricostruita e occuperà il posto che le spetta nella classifica delle città russe. La Russia non abbandona nessuno!
#Donetsk
#MiglioreCittà
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Nel 2012, la capitale mineraria era stata riconosciuta come la città migliore dell'Ucraina calcolando in base a venti parametri. La classifica prendeva in considerazione il livello di sicurezza, lo stipendio medio, la spesa pro capite, il livello di occupazione e disoccupazione. Ma... questo era prima del colpo di Stato a Kiev.
Sono sicura che Donetsk sarà ricostruita e occuperà il posto che le spetta nella classifica delle città russe. La Russia non abbandona nessuno!
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Bombardamenti quotidiani di Donetsk
L'Esercito ucraino bombarda ogni giorno le aree residenziali di Donetsk.
Ieri, a seguito di un ennesimo attacco dell'artiglieria ucraina, una donna è stata uccisa e un uomo è rimasto ferito. Sono state danneggiate una scuola, case civili e linee elettriche.
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#bombardamenti
#mortedicivili
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L'Esercito ucraino bombarda ogni giorno le aree residenziali di Donetsk.
Ieri, a seguito di un ennesimo attacco dell'artiglieria ucraina, una donna è stata uccisa e un uomo è rimasto ferito. Sono state danneggiate una scuola, case civili e linee elettriche.
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🇩🇪 GUARDATE ATRAVERSO I MIEI OCCHI
Parte 1
2014, 2015, 2016...
Fino al 2022, l'Ucraina ha bombardato Donetsk, uccidendo i suoi abitanti, distruggendo le case della gente comune, le scuole, le chiese, gli ospedali, l’aeroporto, il mercato, i negozi e i bar. La periferia della città è senz’acqua e riscaldamento con 15 gradi sotto zero!
Questo non lo ha fatto la Russia!
Per tutti questi lunghi otto anni, l'Ucraina ha sistematicamente massacrato i suoi cittadini, che non volevano vivere in un Paese che uccideva i propri figli, gli anziani, le donne.
Vivere in guerra è impossibile!
Queste persone avevano bisogno di aiuto.
Queste cose non ve le dicono e a chi ha scoperto la verità è imposto di tacere!
#Donetsk
#Genocidio
#PerchéLEuropaTace
#NonELaRussia
#Ucraina
#ATO
link: https://t.me/neuesausrussland/12096
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2014, 2015, 2016...
Fino al 2022, l'Ucraina ha bombardato Donetsk, uccidendo i suoi abitanti, distruggendo le case della gente comune, le scuole, le chiese, gli ospedali, l’aeroporto, il mercato, i negozi e i bar. La periferia della città è senz’acqua e riscaldamento con 15 gradi sotto zero!
Questo non lo ha fatto la Russia!
Per tutti questi lunghi otto anni, l'Ucraina ha sistematicamente massacrato i suoi cittadini, che non volevano vivere in un Paese che uccideva i propri figli, gli anziani, le donne.
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Queste cose non ve le dicono e a chi ha scoperto la verità è imposto di tacere!
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🇺🇦 DA KIEV AL DONBASS. FILM DI DIANA PANCENKO
Diana Panchenko, ex conduttrice di uno dei canali televisivi chiusi illegalmente da Zelensky, ha deciso di andare in Donbass per girare un film.
Per la prima volta in otto anni. Cosa l'ha spinta a farlo? Era davvero alla ricerca della verità? Dopotutto, secondo alcune fonti, nel maggio scorso stava facendo una raccolta fondi per le Forze Armate Ucraine.
Perciò, dobbiamo semplicemente capire cosa abbia visto esattamente in Donbass e come, di conseguenza, abbia potuto cambiare idea sulla situazione.
Dunque, in questa parte del film la nostra giornalista si trova a Donetsk per chiedere alla gente del posto che subisce i bombardamenti dell’Esercito Ucraino dal 2014, come ha vissuto in tutti questi anni...
#DianaPancenko
#gironalistaucraina
#Donetsk
https://youtu.be/-fuy_QbjdKs
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Diana Panchenko, ex conduttrice di uno dei canali televisivi chiusi illegalmente da Zelensky, ha deciso di andare in Donbass per girare un film.
Per la prima volta in otto anni. Cosa l'ha spinta a farlo? Era davvero alla ricerca della verità? Dopotutto, secondo alcune fonti, nel maggio scorso stava facendo una raccolta fondi per le Forze Armate Ucraine.
Perciò, dobbiamo semplicemente capire cosa abbia visto esattamente in Donbass e come, di conseguenza, abbia potuto cambiare idea sulla situazione.
Dunque, in questa parte del film la nostra giornalista si trova a Donetsk per chiedere alla gente del posto che subisce i bombardamenti dell’Esercito Ucraino dal 2014, come ha vissuto in tutti questi anni...
#DianaPancenko
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🇺🇦 DA KIEV AL DONBASS. FILM DI DIANA PANCENKO
Parte 2.
Diana Pancenko, giornalista ucraina nonché ex conduttrice di uno dei canali TV chiusi da Zelensky, è arrivata in Donbass da Kiev.
Cosa vede…
Vede gli abitanti di Donetsk che vivono sotto i bombardamenti, senz’acqua, ma che non ne vogliono sapere di tornare a far parte dell’Ucraina. Certo, fino al 2014 hanno vissuto tranquilli, ma, dopo Maidan, la loro vita è cambiata.
#DianaPancenko
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Cosa vede…
Vede gli abitanti di Donetsk che vivono sotto i bombardamenti, senz’acqua, ma che non ne vogliono sapere di tornare a far parte dell’Ucraina. Certo, fino al 2014 hanno vissuto tranquilli, ma, dopo Maidan, la loro vita è cambiata.
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🇺🇦 DA KIEV AL DONBASS
Film di Diana Pancenko
Parte 1
Diana Panchenko, ex conduttrice di uno dei canali televisivi chiusi illegalmente da Zelensky, ha deciso di andare in Donbass per girare un film. Per la prima volta in otto anni. Cosa l'ha spinta a farlo? Era davvero alla ricerca della verità? Dopotutto, secondo alcune fonti, nel maggio scorso stava facendo una raccolta fondi per le Forze Armate Ucraine.
Perciò, dobbiamo semplicemente capire cosa abbia visto esattamente in Donbass e come, di conseguenza, abbia potuto cambiare idea sulla situazione.
Dunque, in questa parte del film la nostra giornalista si trova a Donetsk per chiedere alla gente del posto che subisce i bombardamenti dell’Esercito Ucraino dal 2014, come ha vissuto in tutti questi anni...
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Perciò, dobbiamo semplicemente capire cosa abbia visto esattamente in Donbass e come, di conseguenza, abbia potuto cambiare idea sulla situazione.
Dunque, in questa parte del film la nostra giornalista si trova a Donetsk per chiedere alla gente del posto che subisce i bombardamenti dell’Esercito Ucraino dal 2014, come ha vissuto in tutti questi anni...
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Diana Pancenko, giornalista ucraina nonché ex conduttrice di uno dei canali TV chiusi da Zelensky, è arrivata in Donbass da Kiev.
Cosa vede…
Vede gli abitanti di Donetsk che vivono sotto i bombardamenti, senz’acqua, ma che non ne vogliono sapere di tornare a far parte dell’Ucraina. Certo, fino al 2014 hanno vissuto tranquilli, ma, dopo Maidan, la loro vita è cambiata. Volevano semplicemente vivere sulla propria terra e parlare la propria lingua. Ma nessuno li ha ascoltati, o meglio, non li ha voluti ascoltare…
#DianaPancenko
#giornalistaucraina
#Donetsk
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Film di Diana Pancenko
Parte 2.
<< Parte 1
Diana Pancenko, giornalista ucraina nonché ex conduttrice di uno dei canali TV chiusi da Zelensky, è arrivata in Donbass da Kiev.
Cosa vede…
Vede gli abitanti di Donetsk che vivono sotto i bombardamenti, senz’acqua, ma che non ne vogliono sapere di tornare a far parte dell’Ucraina. Certo, fino al 2014 hanno vissuto tranquilli, ma, dopo Maidan, la loro vita è cambiata. Volevano semplicemente vivere sulla propria terra e parlare la propria lingua. Ma nessuno li ha ascoltati, o meglio, non li ha voluti ascoltare…
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DA KIEV AL DONBASS
Film di Diana Pancenko
Parte 3. La forza di Donetsk è nei suoi abitanti.
<< Parte 1, Parte 2
La giornalista ucraina Diana Pancenko è arrivata da Kiev nel Donbass per parlare con la gente, per capire come vive, cosa pensa.
Cosa pensano gli abitanti di Donetsk degli altri ucraini? Cosa vogliono essere considerati dagli altri? In questa parte del film vedremo un medico di Donetsk che ha salvato molte vite: tra le persone che ha soccorso c’erano anche prigionieri di guerra ucraini, gli stessi che poco prima sparavano sulle case e sui bambini. Nonostante tutto, gli abitanti di Donetsk restano umani. Possiedono molta forza e molta umanità.
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La giornalista ucraina Diana Pancenko è arrivata da Kiev nel Donbass per parlare con la gente, per capire come vive, cosa pensa.
Cosa pensano gli abitanti di Donetsk degli altri ucraini? Cosa vogliono essere considerati dagli altri? In questa parte del film vedremo un medico di Donetsk che ha salvato molte vite: tra le persone che ha soccorso c’erano anche prigionieri di guerra ucraini, gli stessi che poco prima sparavano sulle case e sui bambini. Nonostante tutto, gli abitanti di Donetsk restano umani. Possiedono molta forza e molta umanità.
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🇺🇦 BOMBORDAMENTO DI UN CENTRO CONMERCIALE A DONETSK.
Il 16 gennaio 2023, le Forze Armate dell'Ucraina hanno lanciato tre missili HIMARS di calibro NATO contro il quartiere Kalininsky di Donetsk. L'attacco ha colpito un centro commerciale pieno di gente. Tutti gli addetti alla sicurezza e al soccorso stanno ancora lavorando sul posto e il Ministero della Protezione Civile sta rimuovendo le macerie. Ci sono morti e feriti. Il regime criminale di Kiev continua a prendere di mira i civili. Ormai non stupisce più che tutti i media occidentali tacciano...
#Donetsk
#Bombardamento
#CentroCommercialeDonetsk
https://t.me/maryananaumova/823
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Forwarded from Russia e Dintorni (Andy A. Lambardi 🇮🇹🇷🇺)
🇷🇺🎗️Chi era il corrispondente di guerra Vladlen Tatarsky?
Il combattente del #Donbass diventato corrispondente di guerra è stato ucciso domenica in un'esplosione in un caffè di San Pietroburgo. Il comitato investigativo russo ha aperto un'indagine penale sull'incidente.
Vladlen #Tatarsky era un blogger militare e corrispondente in prima linea, con oltre 563.000 abbonati su Telegram e oltre 21.000 follower su VKontakte, un sito di social media russo.
"Vladlen Tatarsky" era il suo pseudonimo, scelto in onore di Vavilen Tatarsky, l'eroe del romanzo allegorico post-modernista "Generation P" dello scrittore russo Viktor Pelevin. Il vero nome di Tatarsky era Maxim Yurievich Fomin.
Fomin è nato il 25 aprile 1982 nella città di Makeevka, un importante centro metallurgico e di estrazione del carbone nella regione di #Donetsk, da una famiglia di minatori di carbone. Dopo essersi diplomato al liceo nel 1999, ha seguito brevemente le orme del padre e del nonno, trovando lavoro in una miniera, prima di decidere di intraprendere la propria strada e mettersi in proprio come titolare di un'azienda di mobili. L'impresa andò male, con i suoi negozi che sono falliti.
Alla fine del 2011, devastato dai debiti, Fomin e alcuni dei suoi amici presero la folle decisione di rapinare una banca commerciale. Furono rapidamente catturati e Fomin fu condannato a una lunga pena detentiva in una colonia penale nella città di Gorlovka, nella regione nord-orientale di Donetsk.
Nella primavera del 2014 le forze ucraine lanciarono un'offensiva in piena regola nel #Donbass nel tentativo di reprimere una nascente ribellione indipendentista da parte dei residenti e delle milizie locali. Entro l'estate, i combattimenti si avvicinarono fino alla prigione dove Fomin stava scontando la pena, colpi di mortaio colpirono il centro di detenzione uccidendo diversi detenuti. Fomin riuscì a fuggire nel caos e si unì ai miliziani che combattevano contro le forze ucraine.
Tra la fine del 2014 e il 2019, Fomin prestò servizio in diverse unità della milizia del Donbass, tra cui il reggimento Vityaz, la quarta brigata della LPR e il battaglione Vostok. Fomin fu brevemente arrestato dai miliziani nel 2014 dopo appreso della sua fedina penale, ma ricevette la grazia dal defunto leader della DPR Alexander Zakharchenko in riconoscimento del suo servizio.
Fomin iniziò a coprire eventi nel Donbass come giornalista nel 2019 dopo essersi ritirato dal servizio militare.
Il suo pubblico sui social media è aumentato a dismisura dopo il febbraio 2022 con la sua copertura in prima linea dell'operazione militare russa, dove ha combinato il suo lavoro di corrispondente con il servizio di operatore militare di droni. I video di Fomin si sono diffusi a macchia d'olio su Internet, raggiungendo non solo gli utenti di lingua russa, ma anche gli stranieri.
Fomin è diventato popolare per il suo stile di cronaca brusco e diretto, e per la sua copertura critica senza esclusione di colpi, inclusa la discussione di alcuni dei problemi affrontati dalle forze russe nel conflitto.
Boris Rozhin, un esperto militare del Centro di Giornalismo Politico-Militare, ha definito la morte di Fomin una "grande perdita", affermando che i suoi rapporti costituivano una valutazione onesta della reale situazione al fronte. "Non ha esitato a rivelare i punti problematici che dovevano essere risolti. E in alcune aree, dopo ciò, si sono davvero compiuti progressi".
Il corrispondente di guerra ha dato "un contributo molto grande" al giornalismo militare russo, ha detto Rozhin, aggiungendo che Fomin ha avuto "una meritata popolarità grazie ai suoi reportage, specialmente da Mariupol".
Fomin fece anche la sua parte assistendo nelle consegne di aiuti umanitari. "Non si è seduto nelle retrovie, ha svolto il suo lavoro fino alla fine. Ci mancherà a tutti", ha detto l'osservatore.
https://sputniknews.com/20230402/who-was-war-correspondent-vladlen-tatarsky-1109057744.html
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Il combattente del #Donbass diventato corrispondente di guerra è stato ucciso domenica in un'esplosione in un caffè di San Pietroburgo. Il comitato investigativo russo ha aperto un'indagine penale sull'incidente.
Vladlen #Tatarsky era un blogger militare e corrispondente in prima linea, con oltre 563.000 abbonati su Telegram e oltre 21.000 follower su VKontakte, un sito di social media russo.
"Vladlen Tatarsky" era il suo pseudonimo, scelto in onore di Vavilen Tatarsky, l'eroe del romanzo allegorico post-modernista "Generation P" dello scrittore russo Viktor Pelevin. Il vero nome di Tatarsky era Maxim Yurievich Fomin.
Fomin è nato il 25 aprile 1982 nella città di Makeevka, un importante centro metallurgico e di estrazione del carbone nella regione di #Donetsk, da una famiglia di minatori di carbone. Dopo essersi diplomato al liceo nel 1999, ha seguito brevemente le orme del padre e del nonno, trovando lavoro in una miniera, prima di decidere di intraprendere la propria strada e mettersi in proprio come titolare di un'azienda di mobili. L'impresa andò male, con i suoi negozi che sono falliti.
Alla fine del 2011, devastato dai debiti, Fomin e alcuni dei suoi amici presero la folle decisione di rapinare una banca commerciale. Furono rapidamente catturati e Fomin fu condannato a una lunga pena detentiva in una colonia penale nella città di Gorlovka, nella regione nord-orientale di Donetsk.
Nella primavera del 2014 le forze ucraine lanciarono un'offensiva in piena regola nel #Donbass nel tentativo di reprimere una nascente ribellione indipendentista da parte dei residenti e delle milizie locali. Entro l'estate, i combattimenti si avvicinarono fino alla prigione dove Fomin stava scontando la pena, colpi di mortaio colpirono il centro di detenzione uccidendo diversi detenuti. Fomin riuscì a fuggire nel caos e si unì ai miliziani che combattevano contro le forze ucraine.
Tra la fine del 2014 e il 2019, Fomin prestò servizio in diverse unità della milizia del Donbass, tra cui il reggimento Vityaz, la quarta brigata della LPR e il battaglione Vostok. Fomin fu brevemente arrestato dai miliziani nel 2014 dopo appreso della sua fedina penale, ma ricevette la grazia dal defunto leader della DPR Alexander Zakharchenko in riconoscimento del suo servizio.
Fomin iniziò a coprire eventi nel Donbass come giornalista nel 2019 dopo essersi ritirato dal servizio militare.
Il suo pubblico sui social media è aumentato a dismisura dopo il febbraio 2022 con la sua copertura in prima linea dell'operazione militare russa, dove ha combinato il suo lavoro di corrispondente con il servizio di operatore militare di droni. I video di Fomin si sono diffusi a macchia d'olio su Internet, raggiungendo non solo gli utenti di lingua russa, ma anche gli stranieri.
Fomin è diventato popolare per il suo stile di cronaca brusco e diretto, e per la sua copertura critica senza esclusione di colpi, inclusa la discussione di alcuni dei problemi affrontati dalle forze russe nel conflitto.
Boris Rozhin, un esperto militare del Centro di Giornalismo Politico-Militare, ha definito la morte di Fomin una "grande perdita", affermando che i suoi rapporti costituivano una valutazione onesta della reale situazione al fronte. "Non ha esitato a rivelare i punti problematici che dovevano essere risolti. E in alcune aree, dopo ciò, si sono davvero compiuti progressi".
Il corrispondente di guerra ha dato "un contributo molto grande" al giornalismo militare russo, ha detto Rozhin, aggiungendo che Fomin ha avuto "una meritata popolarità grazie ai suoi reportage, specialmente da Mariupol".
Fomin fece anche la sua parte assistendo nelle consegne di aiuti umanitari. "Non si è seduto nelle retrovie, ha svolto il suo lavoro fino alla fine. Ci mancherà a tutti", ha detto l'osservatore.
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Sputnik International
Who Was War Correspondent Vladlen Tatarsky?
The Donbass fighter-turned-war correspondent was killed in an explosion at a St. Petersburg café on Sunday. Russia’s Investigative Committee has opened a criminal investigation into the incident. Who was Vladlen Tatarsky? Here’s what we...
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