Forwarded from Evolutamente.it
🔴 IL CDC SAPEVA. NON HA FATTO NULLA. I DATI DEL MIT SONO CLAMOROSI.
Ricercatori del MIT (Retsef Levi e Nelson Lu) hanno analizzato i dati del sistema V-SAFE del CDC — l'app smartphone usata per monitorare la salute post-vaccino COVID su quasi 10 milioni di persone.
Risultato: 185.285 persone (1,87%) hanno dichiarato un peggioramento della salute durato almeno 3 mesi, attribuito al vaccino COVID. Di questi, circa 1% del totale ha descritto outcome gravi: impossibilità di lavorare, ospedalizzazione, sintomi potenzialmente invalidanti.
Su 10 milioni di partecipanti, quasi 2 milioni di persone che credono di aver subito danni prolungati dal vaccino. Se questi tassi si traducono alla popolazione USA, parliamo di milioni di persone.
I sintomi? Affaticamento, cefalee, dolori articolari, vertigini, dispnea, dolore toracico, palpitazioni, nausea, eruzioni, linfonodi gonfiati, insonnia, acufene. Quadro multisistemico. Identico alla sindrome post-vaccinazione (PACVS) descritta da React19.
La "rechallenge": molti che hanno ricevuto la seconda dose hanno riportato gli stessi sintomi che tornavano o peggioravano. Questo pattern rafforza il sospetto che il vaccino c'entri.
Il CDC aveva i dati. Non li ha guardati.
Il CDC aveva un piano di follow-up telefonico per i partecipanti V-SAFE con reazioni avverse. Non l'ha eseguito. Aveva i numeri di telefono. Aveva i protocolli. Non ha chiamato. Non ha indagato. Non ha spiegato perché questo segnale di sicurezza è stato ignorato.
I dati sono rimasti inaccessibili ai ricercatori indipendenti fino a quando una causa FOIA di ICAN (Informed Consent Action Network) ne ha forzato la divulgazione.
Il professor Levi, del Sloan School of Management del MIT, è categorico: "Il fatto che quasi il 2% dei partecipanti riporti un peggioramento prolungato attribuito al vaccino — e quasi l'1% descriva disabilità a lungo termine — è molto preoccupante."
E il dato che completa il quadro: secondo il Bureau of Labor Statistics, gli americani over 16 che dichiarano una disabilità hanno raggiunto il record di 37 milioni a luglio — in aumento del 23% da febbraio 2021, quando il rollout vaccinale è accelerato.
23% di aumento delle disabilità. 1,87% dei vaccinati con danni prolungati auto-riferiti. Il CDC non ha indagato. I media non ne parlano. E chi alza la mano viene bollato come complottista.
Intanto in Pennsylvania due morti "associate" al morbillo fanno il giro dei TG. Quasi 2 milioni di danni da vaccino COVID nel database del CDC restano nel cassetto.
La sproporzione non è un caso. È una strategia.
📄 Fonte: Levi R, Lu N. Preprint, DOI 10.21203/rs.3.rs-10768889/v1; Maryanne Demasi Reports, 26/08/2026; Bureau of Labor Statistics, luglio 2026.
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#CDC #VSAFE #MIT #VaccinoCOVID #SicurezzaVaccinale #EvolutaMente
Ricercatori del MIT (Retsef Levi e Nelson Lu) hanno analizzato i dati del sistema V-SAFE del CDC — l'app smartphone usata per monitorare la salute post-vaccino COVID su quasi 10 milioni di persone.
Risultato: 185.285 persone (1,87%) hanno dichiarato un peggioramento della salute durato almeno 3 mesi, attribuito al vaccino COVID. Di questi, circa 1% del totale ha descritto outcome gravi: impossibilità di lavorare, ospedalizzazione, sintomi potenzialmente invalidanti.
Su 10 milioni di partecipanti, quasi 2 milioni di persone che credono di aver subito danni prolungati dal vaccino. Se questi tassi si traducono alla popolazione USA, parliamo di milioni di persone.
I sintomi? Affaticamento, cefalee, dolori articolari, vertigini, dispnea, dolore toracico, palpitazioni, nausea, eruzioni, linfonodi gonfiati, insonnia, acufene. Quadro multisistemico. Identico alla sindrome post-vaccinazione (PACVS) descritta da React19.
La "rechallenge": molti che hanno ricevuto la seconda dose hanno riportato gli stessi sintomi che tornavano o peggioravano. Questo pattern rafforza il sospetto che il vaccino c'entri.
Il CDC aveva i dati. Non li ha guardati.
Il CDC aveva un piano di follow-up telefonico per i partecipanti V-SAFE con reazioni avverse. Non l'ha eseguito. Aveva i numeri di telefono. Aveva i protocolli. Non ha chiamato. Non ha indagato. Non ha spiegato perché questo segnale di sicurezza è stato ignorato.
I dati sono rimasti inaccessibili ai ricercatori indipendenti fino a quando una causa FOIA di ICAN (Informed Consent Action Network) ne ha forzato la divulgazione.
Il professor Levi, del Sloan School of Management del MIT, è categorico: "Il fatto che quasi il 2% dei partecipanti riporti un peggioramento prolungato attribuito al vaccino — e quasi l'1% descriva disabilità a lungo termine — è molto preoccupante."
E il dato che completa il quadro: secondo il Bureau of Labor Statistics, gli americani over 16 che dichiarano una disabilità hanno raggiunto il record di 37 milioni a luglio — in aumento del 23% da febbraio 2021, quando il rollout vaccinale è accelerato.
23% di aumento delle disabilità. 1,87% dei vaccinati con danni prolungati auto-riferiti. Il CDC non ha indagato. I media non ne parlano. E chi alza la mano viene bollato come complottista.
Intanto in Pennsylvania due morti "associate" al morbillo fanno il giro dei TG. Quasi 2 milioni di danni da vaccino COVID nel database del CDC restano nel cassetto.
La sproporzione non è un caso. È una strategia.
📄 Fonte: Levi R, Lu N. Preprint, DOI 10.21203/rs.3.rs-10768889/v1; Maryanne Demasi Reports, 26/08/2026; Bureau of Labor Statistics, luglio 2026.
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🤬2
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🔴 RIFIUTATO SENZA NESSUNA REVISIONE. IL MOTIVO? L'ARGOMENTO "NON INTERESSA I LETTORI". Sì, l'argomento è: i danni prolungati da vaccino.
Il professor Retsef Levi — MIT, e già responsabile della revisione sulla sicurezza dei vaccini COVID per l'ACIP federale — ha raccontato ieri sera cosa è successo al suo ultimo studio: "Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees". Analizzava i dati V-SAFE, il sistema di sorveglianza attiva tramite smartphone che il CDC ha usato per monitorare gli effetti dei vaccini COVID su milioni di americani.
Due rifiuti, entrambi "desk rejection" — cioè scartati dal banco della redazione, senza passare nemmeno un giorno di revisione tra pari:
1️⃣ La rivista Vaccine (Elsevier) — la rivista di vaccinologia più citata al mondo. 2️⃣ medRxiv — la piattaforma di preprint che nasce per pubblicare gli studi PRIMA della peer review, senza filtri.
La motivazione dichiarata, testuale: il tema "non è importante per i lettori" della rivista.
Rileggetelo. Una rivista chiamata Vaccine ritiene che gli effetti avversi prolungati riportati dai pazienti vaccinati non siano un tema di interesse per chi legge una rivista di vaccinologia.
I dettagli che rendono la cosa indecente:
— I dati V-SAFE sono pubblici. Sono i dati del CDC, raccolti col denaro dei contribuenti americani. Non è un dataset misterioso: è il dataset ufficiale dell'Agenzia. — La stessa rivista Vaccine ha pubblicato numerosi paper del CDC basati sui dati V-SAFE. Quando i risultati erano rassicuranti, il dataset era buono. Quando gli stessi dati raccontavano danni prolungati, il dataset è diventato "non interessante". — Un desk rejection da una piattaforma di preprint è un evento rarissimo: avviene solo quando ci sono dubbi gravi sui dati o sulle credenziali degli autori. Qui i dati sono pubblici e l'autore viene dal MIT. Non resta molta scelta su quale sia il vero motivo.
La conclusione di Levi è netta: "Queste politiche sono comuni a tutte le riviste scientifiche. La maggior parte di queste riviste e degli accademici nei loro board editoriali è finanziata da case farmaceutiche con interessi propri. Questo mette in seria discussione la nozione stessa di letteratura sottoposta a peer review".
Sono anni che lo dico e lo scrivo: la peer review non è un filtro di qualità — è un filtro di potere. Non decide cosa è vero, decide cosa è pubblicabile. Un errore che va a favore della narrazione passa la revisione in due settimane; un dato che la contraddice muore al banco, senza nemmeno il processo.
E il sistema funziona su due binari, come abbiamo visto proprio ieri con i documenti declassificati del Senatore Paul: in sala riunioni si dice una cosa (sieroprevalenza 20-25%), in TV se ne dice un'altra (5%). In laboratorio si misura una cosa, sulla rivista se ne pubblica un'altra. Il danno non sta solo nel singolo studio respinto — sta nel messaggio che passa a ogni ricercatore onesto del pianeta: se i dati ti portano dove non devi andare, i tuoi dati non usciranno dal cassetto.
Nel 2021 chi parlava di segnali negli effetti avversi era "complottista". Nel 2026 un professore del MIT usa i dati ufficiali del CDC, lo respingono lo stesso, e a chiamarsi "complottista" sono le stesse redazioni che scartano gli studi senza leggerli. La scienza non è mai stata questa. Questa è editoria.
📄 Fonte: R. Levi, X, 2 settembre 2026 — https://x.com/RetsefL/status/2095258711128252880 📄 Profilo: Retsef Levi, MIT Sloan School of Management; revisione sicurezza vaccini COVID per ACIP (Politico, dicembre 2025; The Guardian, marzo 2026)
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#RetsefLevi #VSafe #Censura #PeerReview #Vaccine #EffettiAvversi #MIT #EvolutaMente
Il professor Retsef Levi — MIT, e già responsabile della revisione sulla sicurezza dei vaccini COVID per l'ACIP federale — ha raccontato ieri sera cosa è successo al suo ultimo studio: "Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees". Analizzava i dati V-SAFE, il sistema di sorveglianza attiva tramite smartphone che il CDC ha usato per monitorare gli effetti dei vaccini COVID su milioni di americani.
Due rifiuti, entrambi "desk rejection" — cioè scartati dal banco della redazione, senza passare nemmeno un giorno di revisione tra pari:
1️⃣ La rivista Vaccine (Elsevier) — la rivista di vaccinologia più citata al mondo. 2️⃣ medRxiv — la piattaforma di preprint che nasce per pubblicare gli studi PRIMA della peer review, senza filtri.
La motivazione dichiarata, testuale: il tema "non è importante per i lettori" della rivista.
Rileggetelo. Una rivista chiamata Vaccine ritiene che gli effetti avversi prolungati riportati dai pazienti vaccinati non siano un tema di interesse per chi legge una rivista di vaccinologia.
I dettagli che rendono la cosa indecente:
— I dati V-SAFE sono pubblici. Sono i dati del CDC, raccolti col denaro dei contribuenti americani. Non è un dataset misterioso: è il dataset ufficiale dell'Agenzia. — La stessa rivista Vaccine ha pubblicato numerosi paper del CDC basati sui dati V-SAFE. Quando i risultati erano rassicuranti, il dataset era buono. Quando gli stessi dati raccontavano danni prolungati, il dataset è diventato "non interessante". — Un desk rejection da una piattaforma di preprint è un evento rarissimo: avviene solo quando ci sono dubbi gravi sui dati o sulle credenziali degli autori. Qui i dati sono pubblici e l'autore viene dal MIT. Non resta molta scelta su quale sia il vero motivo.
La conclusione di Levi è netta: "Queste politiche sono comuni a tutte le riviste scientifiche. La maggior parte di queste riviste e degli accademici nei loro board editoriali è finanziata da case farmaceutiche con interessi propri. Questo mette in seria discussione la nozione stessa di letteratura sottoposta a peer review".
Sono anni che lo dico e lo scrivo: la peer review non è un filtro di qualità — è un filtro di potere. Non decide cosa è vero, decide cosa è pubblicabile. Un errore che va a favore della narrazione passa la revisione in due settimane; un dato che la contraddice muore al banco, senza nemmeno il processo.
E il sistema funziona su due binari, come abbiamo visto proprio ieri con i documenti declassificati del Senatore Paul: in sala riunioni si dice una cosa (sieroprevalenza 20-25%), in TV se ne dice un'altra (5%). In laboratorio si misura una cosa, sulla rivista se ne pubblica un'altra. Il danno non sta solo nel singolo studio respinto — sta nel messaggio che passa a ogni ricercatore onesto del pianeta: se i dati ti portano dove non devi andare, i tuoi dati non usciranno dal cassetto.
Nel 2021 chi parlava di segnali negli effetti avversi era "complottista". Nel 2026 un professore del MIT usa i dati ufficiali del CDC, lo respingono lo stesso, e a chiamarsi "complottista" sono le stesse redazioni che scartano gli studi senza leggerli. La scienza non è mai stata questa. Questa è editoria.
📄 Fonte: R. Levi, X, 2 settembre 2026 — https://x.com/RetsefL/status/2095258711128252880 📄 Profilo: Retsef Levi, MIT Sloan School of Management; revisione sicurezza vaccini COVID per ACIP (Politico, dicembre 2025; The Guardian, marzo 2026)
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#RetsefLevi #VSafe #Censura #PeerReview #Vaccine #EffettiAvversi #MIT #EvolutaMente
X (formerly Twitter)
Retsef Levi (@RetsefL) on X
We must counter the immense censorship by scientific journals on any discussion of vaccine injuries!
Our recent preprint:
“Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees”
w…
Our recent preprint:
“Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees”
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