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Forwarded from Evolutamente.it
🪓 I TAGLI CON LA MOTOSEGA FUNZIONANO. L'ARGENTINA LO DIMOSTRA. L'ITALIA? NON INIZIERÀ MAI.

Argentina, primo semestre 2026: surplus commerciale quintuplicato, +13,9 miliardi di dollari, export +24%.

Milei ha tagliato la spesa pubblica in modo brutale. Licenziato ministeri interi. Eliminato sussidi. Bloccato le assunzioni statali. Svuotato la burocrazia.

I numeri parlano chiaro. Chi diceva "disastro sociale" ora deve fare i conti con i fatti.

In Italia quando?

Risposta onesta: mai. Non a breve. I motivi sono strutturali.

1. Il debito è al 137% del PIL ma non è esploso. L'Argentina partiva da iperinflazione e default. L'Italia ha ancora accesso ai mercati, quindi la pressione a cambiare è minore. Nessuna crisi = nessuna urgenza.

2. L'euro toglie la sovranità monetaria. Milei ha agito anche sulla leva del cambio. L'Italia non controlla la propria moneta. Non può svalutare, non può stampare, non può gestire il debito in autonomia.

3. La classe politica non ha Milei. Nessun partito, nemmeno quelli che si dichiarano liberali, ha il coraggio di toccare pensioni, PA, sussidi, ordini professionali. Meloni sta facendo esattamente quello che ha sempre criticato. Stessa spesa, stesso clientelismo, diversa faccia.

4. L'elettorato italiano premia lo Stato, non il mercato. Chiunque proponga tagli seri viene distrutto alle elezioni. È il comunismo da condominio: accetti tutto dal forte, ma non tolleri che il vicino rischi e ce la faccia.

Il paradosso? L'Italia aspetta che la crisi esploda davvero per agire. Come l'Argentina nel 2001. Ma a quel punto il costo sociale sarà dieci volte più alto.

I tagli funzionano. Ma in Italia nessuno avrà mai il coraggio di farli. Non per incapacità tecnica — per incapacità politica. E per l'invidia strutturale di un paese che odia chi produce più di quanto odi chi spreca.

#Milei #Argentina #Tagli #Debito #Italia #SpesaPubblica #Economia
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Forwarded from Evolutamente.it
📖 Sotto Franco la spesa pubblica era al 15% del PIL. Sotto il fascismo, intorno al 18%. Oggi? Italia 50,6%, Spagna 45,5%. E ci chiamano "liberi".

Nuovo articolo di Alessandro Fusillo (Property and Freedom Society) che fa una domanda scomoda: se la libertà si misura in quanta parte del tuo reddito lo Stato ti lascia — chi era più libero, il cittadino spagnolo sotto Franco o quello spagnolo oggi? Il cittadino italiano sotto il fascismo o quello della Repubblica?

I numeri:

🇪🇸 Spagna franchista (1939-1977):

Niente imposta personale progressiva sul reddito. Niente IVA moderna. Imposte indirette vecchio tipo.
Spesa pubblica: 13-15% del PIL negli anni '60, 22,5% nel 1970.
🇮🇹 Italia fascista (1922-1943):

Imposta generale sull'entrata "a cascata" con aliquote bassissime. Tributi reali di prodotto.
Spesa pubblica contenuta al di fuori dei picchi bellici: ~15-18% del PIL negli anni '30.
Poi arriva la democrazia.

🇪🇸 Spagna democratica:

1978: arriva l'IRPF (imposta sul reddito) — 28 scaglioni, aliquota massima 65,5%.
1986: arriva l'IVA — aliquota iniziale 12%.
IVA oggi: 21% (+9 punti in 40 anni).
Spesa pubblica oggi: 45,5% del PIL. Debito: 100,8% del PIL.

🇮🇹 Italia democratica:

1974: arriva l'IRPEF — 32 scaglioni, aliquota massima 72%.
1973: arriva l'IVA — aliquota iniziale 12%.
IVA oggi: 22% (+10 punti in 53 anni).
Spesa pubblica oggi: 50,6% del PIL. Debito: 135,3% del PIL.

La domanda di Fusillo: chi ti toglie di più — il dittatore o il democratico?

La risposta nei numeri è chiara. Sotto le dittature lo Stato prendeva una fetta modesta del PIL. Con le "democrazie" è arrivato il leviatano fiscale: IRPEF, IVA, scaglioni progressivi, espansione della spesa pubblica, debito vertiginoso. L'Italia in particolare ha spesa e debito sistematicamente più alti della Spagna — 5-8 punti PIL sopra in ogni comparazione storica.

Perché succede?

Fusillo richiama Hans-Hermann Hoppe (Democracy: The God That Failed): il monarca è proprietario dello Stato — ha interesse a preservarne il valore nel lungo periodo. Il politico democratico è usufruttuario temporaneo — sa di avere poco tempo, quindi estrae il massimo finché può. Quattro o cinque anni di mandato, e poi passa la mano. Il debito lo lascia a chi viene dopo. Risultato: preferenza temporale altissima, estrazione fiscale massimizzata, debito che non si paga mai.

L'analogia con Roma:

Fusillo richiama il tardo Impero Romano (III secolo): espansione fiscale, burocrazia ipertrofica, fuga dei produttori, declino. Oggi la stessa traiettoria: costi burocratici in Italia stimati a 57,2 miliardi/anno per le imprese (CGIA Mestre), 238-312 ore/anno di adempimenti per i piccoli imprenditori contro le 56 ore di media OCSE. Emigrazione di laureati: -21.000 nel 2024 (iscritti AIRE, 25-34 anni). Il 10,4% dei dottorati italiani è all'estero.

La conclusione di Bastiat, citata da Fusillo: "Lo Stato è la grande illusione in base alla quale tutti credono di poter vivere a spese degli altri."

La domanda resta: se la "liberazione" dalle dittature ha portato lo Stato a divorare metà del PIL — chi era davvero più libero?

📄 Alessandro Fusillo, Cos'è una dittatura? L'evoluzione storica di IVA e imposta sul reddito delle persone fisiche in Spagna e in Italia, e della spesa pubblica sul PIL, Property and Freedom Society, 7 agosto 2026:

https://www.difendersiora.it/2026/08/07/cose-una-dittatura-levoluzione-storica-di-iva-e-imposta-sul-reddito-delle-persone-fisiche-in-spagna-e-in-italia-e-della-spesa-pubblica-sul-pil/

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